{"id":25149,"date":"2013-07-26T08:19:00","date_gmt":"2013-07-26T08:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/07\/26\/le-feste-paesane-del-santo-patrono-momenti-di-aggregazione-sociale-e-spirituale\/"},"modified":"2013-07-26T08:19:00","modified_gmt":"2013-07-26T08:19:00","slug":"le-feste-paesane-del-santo-patrono-momenti-di-aggregazione-sociale-e-spirituale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/07\/26\/le-feste-paesane-del-santo-patrono-momenti-di-aggregazione-sociale-e-spirituale\/","title":{"rendered":"Le feste paesane del santo patrono, momenti di aggregazione sociale e spirituale"},"content":{"rendered":"<p>Cos\u00ec rievoca la festa di San Rocco, nel paesino bellunese di Vas, Dario Terribile (nel mensile: \u00abLa voce del Piave\u00bb, Valdobbiadene, marzo 1995):<\/p>\n<p>\u00abC&#8217;erano le mele di San Piero, l&#8217;uva della madonna, le susine di Sant&#8217;Anna. Il tempo era scandito da quaresime, novene, avventi, settimane sante, tridui, vigilie, primi venerd\u00ec del mese e primi sabati. Si viveva all&#8217;ombra del campanile, trascorrendo lunghe giornate scandite da scampanii e rintocchi&#8230; [&#8230;]<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel primo pomeriggio [della festa di San Rocco, il 16 agosto] i devoti cominciarono ad affluire alla chiesetta. Giungevano a gruppi: intere famiglie; sfaccendati; sciami di ragazzi che allungavano il percorso girando tra i prati che fiancheggiavano la strada, cercando nidi di uccelli, serpi e more; bambine con le ginocchia sbucciate e con il nastro sui capelli; ragazze da marito che parlottavano tra loro lanciando occhiate ai giovanotti che le importunavano; vecchie con il velo in testa che mescolavano la recita del santo Rosario con i consueti pettegolezzi; vecchi con il passo lento, che ogni tanto si fermavano a riprender fiato e puntavano il dito verso il Grappa per indicare dove avevano combattuto nella Grande Guerra.<\/p>\n<p>Poi c&#8217;era la lunga sosta attorno alla chiesetta. La gente prendeva posto lungo i muretti o sedendosi sull&#8217;erba; altri, a turno, entravano per pregare sotto la statua di San Rocco che se ne stava un po&#8217; chino e, sorreggendosi col suo vincastro, sollevava la misera veste per mostrare le ginocchia piagate al cane che stava accucciato ai suoi piedi.<\/p>\n<p>Calate e prime ombre della sera, dopo la recita del Rosario, la gente si raggruppava ed aveva inizio la processione. In testa c&#8217;era la Croce, poi le donne col velo nero, poi le giovani col velo bianco, poi i capp\u00e0ti con i cerri e le lampade. Il parroco e i chierichetti scortavano da vicino la statua del Santo con il suo cane, che veniva portato a spalle da quattro baldi giovanotti e avanzava dondolando, accompagnata da preghiere e canti stonati che giungevano fievoli fino alla coda della colonna, ove il fervore religioso veniva meno e alcuni camminavano addirittura con le mani in tasca parlando del tempo e del raccolto&#8230;<\/p>\n<p>Passarono pochi anni. La storica chiesetta, con gesto vandalico, venne abbattuta per far posto allo svincolo per il nuovo ponte. Le statue di san Rocco e della Madonna del Rosario vennero sistemate in una nicchia di dubbia qualit\u00e0 artistica, , ove qualche mano pia continu\u00f2 per qualche anno a deporre un fiore che poi, non annaffiato, sviliva, mentre le statue , esposte al sole, si deterioravano sempre pi\u00f9 scrostandosi e mostrando profonde crepe. Infine, anche la nicchia, dopo essere stata pi\u00f9 volte profanata, scomparve per sempre.<\/p>\n<p>Erano gli ultimi anni di un tempo che ricordiamo con profonda nostalgia: un mondo piccolo, semplice, genuino, quando la pioggia arrivava dalla Valle di Schieven\u00ecn e non &#8230; dal Golfo di Guascogna!<\/p>\n<p>Finiva un mondo sano&quot;, senza &quot;divi&quot;, senza presentatori da applaudire appena aprono bocca. Non eravamo spettatori passivi di un mondo sciocco e vanesio, ma ognuno, nel suo piccolo e seppur povero, era protagonista della propria esistenza. La gente amava stare insieme: gioie e dolori erano condivisi con gli altri e il fardello della vita era pi\u00f9 leggero.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec rievoca la festa di San Rocco, nel paesino bellunese di Vas, Dario Terribile (nel mensile: \u00abLa voce del Piave\u00bb, Valdobbiadene, marzo 1995): \u00abC&#8217;erano le mele<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[245],"class_list":["post-25149","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25149","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25149"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25149\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25149"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25149"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25149"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}