{"id":25120,"date":"2016-12-13T12:23:00","date_gmt":"2016-12-13T12:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/13\/fede-e-ragione-binomio-irrinunciabile\/"},"modified":"2016-12-13T12:23:00","modified_gmt":"2016-12-13T12:23:00","slug":"fede-e-ragione-binomio-irrinunciabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/13\/fede-e-ragione-binomio-irrinunciabile\/","title":{"rendered":"Fede e ragione, binomio irrinunciabile"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;idea che la ragione umana sia irrimediabilmente contrapposta alla fede, e del tutto inconciliabile con essa, \u00e8 un&#8217;idea moderna; e, come moltissime idee moderne, \u00e8 una idea che nasce da un preconcetto, e che pretende di giustificarsi da se stessa, mentre invece la modernit\u00e0 \u00e8 solita sottoporre a una critica spietata tutte le idee che non le appartengono, ma che derivano dalla tradizione. Due pesi e due misure, dunque: una bilancia leggera, leggerissima, per pesare e &quot;promuovere&quot; la propria ideologia; e un&#8217;altra pesante, pesantissima, per giudicare e condannare ci\u00f2 che non fa parte del suo bagaglio, della sua prospettiva, dei suoi obiettivi.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che il pensiero cristiano non ha mai disprezzato la ragione, anche se \u00e8 vero che esso, nato un ambito giudaico, si presentava come una dottrina di salvezza e non come una dottrina filosofica; l&#8217;elaborazione filosofica del cristianesimo avvenne in ambito greco e richiese alcuni secoli, per cui \u00e8 giusto parlare delle radici greco-romane del cristianesimo (Roma vi aggiunse la concezione giuridica) quanto lo \u00e8 parlare delle sue radici giudaiche. Per\u00f2 \u00e8 altrettanto vero che fin dagli inizi, ad esempio nelle lettere di san Paolo, il cristianesimo ha conosciuto anche una elaborazione speculativa che ne ha delineato i tratti essenziali in quanto concezione filosofica, o meglio teologica, del mondo, oltre che come fede religiosa nell&#8217;avvento del regno di Dio; e, del resto, \u00e8 noto che Tarso, la citt\u00e0 natale dell&#8217;apostolo, era un importante crocevia commerciale, e anche culturale, fra il mondo giudaico e il mondo greco, e che la cultura giudaica di Paolo era arricchita da stimoli e modi di ragionare tipici della speculazione ellenistica.<\/p>\n<p>Per tutti i secoli del Medioevo, fede e ragione sono rimaste in equilibrio dinamico, sempre sorrette dalla consapevolezza di essere necessarie l&#8217;una all&#8217;altra; e se, come in Tommaso d&#8217;Aquino, viene pienamente rivendicata l&#8217;autonomia della seconda rispetto alla prima, nondimeno vi \u00e8 sempre la coscienza che, fra esse, \u00e8 la ragione che deve inchinarsi alla fede, poich\u00e9 la ragione prepara e illumina la fede, ma non la sorregge, non la sostituisce e tanto meno la annulla; e che, se la fede \u00e8 sufficiente per giungere alla vita divina, la ragione \u00e8 uno strumento che la rafforza, la rischiara e la conferma, ma nulla di pi\u00f9. La consapevolezza della sussidiariet\u00e0 della ragione rispetto alla fede, peraltro, non ha creato occasioni di conflitto, almeno fino alle soglie del basso Medioevo e, nelle personalit\u00e0 pi\u00f9 dotate e armoniose, anche assai dopo, praticamente fino ai nostri giorni; pur se \u00e8 innegabile che, con l&#8217;avanzare della modernit\u00e0, a partire dal Rinascimento, e sicuramente durante e dopo la Rivoluzione scientifica del XVII secolo, una certa disarmonia ha cominciato ad insinuarsi fra esse, non solo a chi si pone dal punto di vista della cultura laica, ma anche all&#8217;interno della stessa cultura cattolica, o, almeno, in una parte di essa.<\/p>\n<p>Questa disarmonia si \u00e8 accentuata nel corso del XIX e XX secolo ed \u00e8 letteralmente esplosa a partire dalla met\u00e0 del &#8216;900; al punto che una parte non secondaria della cultura cattolica contemporanea ha preferito risolvere il problema, o meglio, ha creduto di risolverlo, adottando il punto di vista delle scienze positive per tutto ci\u00f2 che riguarda la concezione del mondo terreno, dall&#8217;evoluzionismo darwiniano alla psicanalisi, e adottando atteggiamenti auto-accusatori nei confronti della ragione scientifica per le passate persecuzioni di cui si sarebbe macchiata la Chiesa, come nel caso del processo a Galilei, vicenda per la quale molti esponenti della cultura cattolica hanno sposato al cento per cento le posizioni dei liberi pensatori di un secolo fa, che di Galilei, appunto, avevano voluto fare la loro bandiera, anche se si trattava di una operazione impropria e decisamente strumentale. Cos\u00ec facendo, i cattolici progressisti hanno creduto di farsi perdonare i &quot;peccati&quot; d&#8217;intolleranza del passato ed i crimini contro la ragione, ottenendo, in cambio, o piuttosto nella speranza di ottenere, una specie di benevola neutralit\u00e0, o una specie di salvacondotto, da parte della cultura dominante laicista e materialista, nei confronti della loro fede religiosa e della loro concezione religiosa del mondo.<\/p>\n<p>Vana speranza: prima di tutto, perch\u00e9 la cultura laicista e secolarizzata non ha mostrato alcuna intenzione di ricambiare la cortesia e di smobilitare le proprie armate, tuttora impegnate ad assestare gli ultimi colpi a ci\u00f2 che resta della presenza culturale cattolica nel mondo moderno; secondo, perch\u00e9 la rinuncia totale a una presenza attiva nell&#8217;ambito delle scienze positive, e la rigida auto-limitazione della sfera d&#8217;azione della cultura cattolica al solo terreno spirituale e religioso, in pratica si risolve in un operazione impossibile, che riproduce la supposta inconciliabilit\u00e0 tra fede e ragione sostenuta, specularmente, appunto dalla cultura laicista, neoilluminista e neopositivista. In altre parole: se si rinuncia alla ragione per salvare la fede, si finisce per cadere in un atteggiamento schizofrenico, perch\u00e9 la realt\u00e0 \u00e8 una, e la ragione e la fede, per il credente, sono due strumenti, necessari entrambi per decodificare la realt\u00e0 stessa.<\/p>\n<p><em>Fides et ratio<\/em> &#8211; lo ripetiamo &#8211; formano un binomio irrinunciabile: questa \u00e8, da secoli e secoli, la posizione della cultura cattolica, che, troppo a lungo denigrata, o semplicemente ignorata, dai suoi avversari, e, a volte, dagli stessi fedeli, non ha mai visto contraddizione alcuna fra la ricerca intellettuale e la divina Rivelazione. Il problema, per la fede, non \u00e8, e mai potr\u00e0 essere, la ragione in se stessa, la quale, in quanto dono di Dio, e dono speciale fatto all&#8217;uomo fra tute le creature, non pu\u00f2 che essere buono e meritevole di essere sviluppato al massimo; bens\u00ec l&#8217;uso eventualmente sbagliato di essa. Il che accade quando la ragione non riconosce il suo carattere complementare alla fede e subordinato ad essa, n\u00e9 la priorit\u00e0 di questa in ordine alla Rivelazione e, quindi, alla partecipazione alla vita divina che all&#8217;uomo viene offerta. Questo \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 puntualmente accaduto, nell&#8217;ambito della cultura profana, a partire dal Rinascimento, e soprattutto a partire dall&#8217;Illuminismo; e che si \u00e8 ripetuto, nell&#8217;ambito della cultura cristiana, prima con la cosiddetta Riforma protestante (che \u00e8 stata, in realt\u00e0, una devastante rivoluzione, basata sulla pretesa di una lettura esasperatamente individualistica della <em>Bibbia<\/em>), poi con una serie di tendenze evangeliche e razionaliste, alla maniera di Tommaso Campanella e Paolo Sarpi; e, da ultimo, con le correnti moderniste, con la critica delle forme e con l&#8217;introduzione del metodo storico-critico nello studio delle Scritture, sempre, si capisce, per &quot;attualizzare&quot; e rendere pi\u00f9 &quot;comprensibile&quot; e pi\u00f9 &quot;pregnante&quot; il Kerygma all&#8217;uomo moderno.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre lo stesso ritornello: quasi per farsi perdonare lo scandalo della loro fede, i cattolici dell&#8217;et\u00e0 moderna hanno deciso di accettare in blocco e di far loro i metodi e le prospettive della cultura moderna &#8211; si pensi al gigantesco pasticcio di evoluzionismo cosmico e di spiritualismo escatologico nella concezione cristologica di Teilhard de Chardin; il che, nel caso della Rivelazione cristiana, equivale a sfrondare da essa tutto ci\u00f2 che sa di &quot;mito&quot; e di &quot;miracoloso&quot;, tutto ci\u00f2 che non va d&#8217;accordo con la ragione strumentale e calcolante (non con la sana ragione naturale, la quale, nei grandi teologi del Medioevo, non ha mai litigato con la fede), con il bel risultato che, al posto di essa, non resta altro che un troncone mutilato e incomprensibile, un ibrido che non serve a nulla, perch\u00e9 non parla all&#8217;anima, pi\u00f9 di quanto non dica qualcosa alla ragione.<\/p>\n<p>Uno dei massimi esponenti della filosofia francese nella prima met\u00e0 del XX secolo, il domenicano Antonin Dalmace Sertillanges (Clermont-Ferrand, 16 novembre 1863-Sallanches, Alta Savoia, 26 luglio 1948), da buon studioso di san Tommaso d&#8217;Aquino, aveva perfettamente presente il legame tra fede e ragione, allorch\u00e9 scriveva (da: A. D. Sertillanges, <em>Il pensiero<\/em>; titolo originale: <em>Notre vie. La pens\u00e9e<\/em>, pubblicata nel 1926 dalla <em>Revue des Jeunes<\/em>; traduzione dal francese di Tarcisio Fornoni, Brescia, La Scuola Editrice, 1955, 1962, pp. 201-205):<\/p>\n<p><em>L&#8217;armonia della libert\u00e0 e della necessit\u00e0, nella nostra vita spirituale, basta a tutto, e nella sua generalit\u00e0, come in quella della nostra obbedienza alla voce interiore; comprende tutti i casi; ma, restando ancora nel campo del pensiero, un&#8217;armonia particolare chiede di esser precisata e studiata nelle sue difficolt\u00e0: quella della ragione e della fede.[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Se l&#8217;invisibile chiama e attira la creatura ragionevole, occorre che ci\u00f2 avvenga sotto gli auspici del&#8217;ideale, perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;idea ci\u00f2 che regge ogni attivit\u00e0 cosciente. Dio agir\u00e0 su di noi per mezzo della fede, come gli assenti per mezzo del ricordo e della speranza, il passato per mezzo della tradizione e l&#8217;avvenire per mezzo dell&#8217;ideale.<\/em><\/p>\n<p><em>In pi\u00f9, essendo l&#8217;avvenire sperato per l&#8217;al di l\u00e0 anzitutto ed essenzialmente conoscenza, essendo l&#8217;oggetto ne \u00e8 l&#8217;intelligibile ed il soggetto intelligente, le verit\u00e0 di fede che si presentano alla volont\u00e0 come regole, si presentano allo spirito come ELEMENTI della scienza eterna, della quale noi siamo i discepoli prima ancora di esserne i veggenti.<\/em><\/p>\n<p><em>La fede \u00e8 &quot;l&#8217;argomento dell&#8217;invisibile&quot; (Ebr., XI, 1); essa prova ci\u00f2 che non si pu\u00f2 provare, e ci mostra ci\u00f2 che non si pu\u00f2 vedere, essa \u00e8 la oscura chiarezza d&#8217;un astro che si libra al fondo degli spazi; essa appartiene alla conoscenza lontana che aspira a divenire conoscenza vicina; \u00e8 un pensiero relativo all&#8217;altro mondo, che vuol diventare un pensiero IN quest&#8217;altro mondo, un pensiero in Dio, ma che gi\u00e0, per anticipazione, si stabilisce nel suo oggetto e vi fa la sua dimora, ci\u00f2 che faceva dire a san Paolo: &quot;la nostra CONVERSAZIONE, la nostra cittadinanza \u00e8 nei cieli&quot; (Filipp., III, 20).<\/em><\/p>\n<p><em>Per essere iniziati a un sapere sovrumano p richiesta una disciplina sovrumana, cos\u00ec come per raggiungere uno scopo sovrumano occorre una sovrumana condotta: nella sua parte teorica la fede \u00e8 l&#8217;abbic\u00ec del divino sapere, \u00e8 la guida nel cammino: essa prende l&#8217;uomo per mano onde condurlo fuori del tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura mista della fede e il doppio carattere del suo contenuto debbono essere chiariti. Il fatto che noi veniamo trascinati in una avventura celeste suppone, oltre alla utilizzazione delle nostre forze, un apporto speciale di Colui che ci invita a vincerci. Noi non ci si supera &#8212; lo abbiam detto pi\u00f9 volte &#8212; se non ci \u00e8 dato un soccorso. Ci occorre un supplemento di attivit\u00e0 spirituale e, nello stesso tempo, corporale; dovendo poi questa attivit\u00e0 scaturire dal di dentro, al posto di una perpetua spinta dall&#8217;esterno, ci occorre un supplemento di creazione. Dobbiamo venire ricreati in tutte le nostre attivit\u00e0, e questo \u00e8 il compito della grazia; dobbiamo venire ricreati soprattutto dal punto di vista del pensiero, e questa \u00e8 la VIRT\u00d9, o il DONO, della fede.<\/em><\/p>\n<p><em>Si rimane estasiati davanti al mistero della creazione, ma la ricreazione spirituale \u00e8 un mistero ben maggiore, dato che essa viene da Dio considerato nelle sue intimit\u00e0, mentre l&#8217;altra riguarda soltanto le relazioni che Dio ha fuori di s\u00e9. Il SOPRANNATURALE, in noi, ha questo significato e anch&#8217;esso sar\u00e0, dunque, necessariamente, un oggetto di fede, come il Dio intimo e tutto ci\u00f2 che vi si riferisce.<\/em><\/p>\n<p><em>Per esprimerci pi\u00f9 semplicemente, si potrebbe dire: il motore divino, e il mobile umano, l&#8217;uno e l&#8217;altro misteriosi in se stessi, o nel loro punto dio contatto, devono divenire l&#8217;oggetto d&#8217;un insegnamento che ce ne informi. La fede \u00e8 come il lampo che s&#8217;accende tra il cielo e la terra, in quanto appartiene a due universi e li rivela entrambi dal lato in cui sono in rapporto. Nella fede c&#8217;\u00e8 l&#8217;uomo e c&#8217;\u00e8 Dio, c&#8217;\u00e8 questo mondo e c&#8217;\u00e8 l&#8217;altro. Noi subiamo un contatto del cielo che ci rivela poteri che non conoscevamo. La fede risveglia uno sguardo assonnato; essa suscita, in un essere umano, quasi una creatura divina.<\/em><\/p>\n<p><em>Eccoci ormai entrati in un&#8217;alleanza che corrisponde alla nuova natura cos\u00ec sbocciata. Uno spazio spirituale \u00e8 creato: la fede lo percorre e ci pone in esso. Senza farci rinunciare a nulla, se non all&#8217;errore e al male, essa ci allontana dal visibile per meglio esaltarci toccando l&#8217;invisibile, al quale essa comunica una &quot;sostanza&quot; (Ebr., XI, 1). La fede \u00e8 come una astrazione, una negligenza relativa, una parziale negazione di ci\u00f2 che \u00e8 vicino in favore di ci\u00f2 che, considerato in se stesso, \u00e8 pi\u00f9 vicino ancora, ma che sembrava lontano. Essa crea in qualche modo per noi gli oggetti divini; poich\u00e9 Dio esiste forse per me, prima che io ci creda? Se io infatti l&#8217;ignoro o lo misconosco, quell&#8217;unico Sole lascia la mia anima alla notte eterna.<\/em><\/p>\n<p>La fede, dunque, \u00e8 la scienza dell&#8217;invisibile, cos\u00ec come la ragione \u00e8 la scienza del mondo visibile; ed \u00e8 chiaro che la fede pu\u00f2 includere la ragione, perch\u00e9 l&#8217;invisibile include il visibile, cos\u00ec come lo spirituale include il livello materiale dell&#8217;esistenza; ma non si d\u00e0 il contrario: la ragione, di per s\u00e9, non potr\u00e0 mai includere la fede, n\u00e9 il visibile potr\u00e0 includere l&#8217;invisibile. Chi si pone in una prospettiva puramente materialista non potr\u00e0 mai capirlo: egli riduce il discorso sull&#8217;invisibile a una questione di telescopi o microscopi elettronici. Il problema, invece, non \u00e8 di tipo quantitativo, ma riguarda il soprannaturale. E non \u00e8 qualcosa di contrario alla ragione, bens\u00ec di superiore ad essa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea che la ragione umana sia irrimediabilmente contrapposta alla fede, e del tutto inconciliabile con essa, \u00e8 un&#8217;idea moderna; e, come moltissime idee moderne, \u00e8 una<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[107,267],"class_list":["post-25120","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-cattolicesimo","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25120","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25120"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25120\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25120"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25120"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25120"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}