{"id":25110,"date":"2018-02-13T09:18:00","date_gmt":"2018-02-13T09:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/13\/fatica-vana-discutere-coi-sordi-ciechi-e-presuntuosi\/"},"modified":"2018-02-13T09:18:00","modified_gmt":"2018-02-13T09:18:00","slug":"fatica-vana-discutere-coi-sordi-ciechi-e-presuntuosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/13\/fatica-vana-discutere-coi-sordi-ciechi-e-presuntuosi\/","title":{"rendered":"Fatica vana discutere coi sordi, ciechi e presuntuosi"},"content":{"rendered":"<p>Avete mai provato a discutere con un cattolico progressista ed entusiastico ammiratore della &quot;riforma&quot; di Bergoglio? Avete mai provato a confrontarvi con un sacerdote che stravede per questa chiesa: migrazionista, filo-protestante, filo-giudaica e filo-islamica, ma anticattolica, per la quale esiste un solo Concilio, il Vaticano II, e un solo papa degno di questo nome, Francesco? Avete mai provato a parlare seriamente del commissariamento dei Francescani dell&#8217;Immacolata, della non risposta ai quattro cardinali e ai settanta teologi e sacerdoti, delle bestemmie e degli stravolgimenti del Vangelo, degli abusi liturgici, dell&#8217;uso improprio e dissacrante delle chiese come dormitori, sale mensa e cessi pubblici, nonch\u00e9 della progressiva divinizzazione del papa e della corrispondente umanizzazione di Dio, fino al punto che ormai Bergoglio sembra essere dio e Dio sembra essere un uomo qualsiasi, vissuto tanto tempo fa, e che ancora credeva in quella cosa vecchia e superata che sono i Dieci Comandamenti, mentre ora \u00e8 subentrato il nuovo comandamento di <em>Amoris laetitia<\/em>, che oltrepassa e sostituisce tutti gli altri?<\/p>\n<p>Noi, personalmente, da un pezzo ci abbiamo rinunciato; qualche nostro amico ancora ci prova, e regolarmente ne esce con un senso di autentica angoscia, non solo e non tanto per le enormit\u00e0 e gli spropositi che \u00e8 costretto a sentire, detti per\u00f2 con il massimo sussiego e con la massima convinzione, e neppure per la colossale ignoranza, sia di storia della Chiesa, sia di teologia (di filosofia non parliamo neppure), ma soprattutto per la tetragona, rocciosa autoreferenzialit\u00e0, per la superlativa arroganza intellettuale, per il disprezzo ostentato nei confronti di chi osa, non diciamo criticare, ma anche solo avanzare il minimo dubbio sulla bont\u00e0 e sulla assoluta necessit\u00e0 di quel che vanno facendo Bergoglio, Paglia, Galantino &amp; Soci, cosa che essi non percepiscono affatto come l&#8217;auto-rottamazione di duemila anni di Tradizione e di auto-distruzione della Chiesa stessa, ma come una festosa rinascita, come un nuovo inizio di una bellissima stagione, in cui finalmente la luce del Vangelo risplender\u00e0 in tutta la sua potenza e il mondo intero conoscer\u00e0 un&#8217;era nuova, di pace e di giustizia. In altre parole, si tratta di persone che hanno letteralmente venduto il cervello all&#8217;ammasso; che non sanno nulla, non conoscono i fatti, n\u00e9 hanno l&#8217;umilt\u00e0 di studiarli; che si sono bevute una versione totalmente eretica e apostatica della fede cattolica, ispirata e dettata dai falsi teologi e dai falsi pastori della massoneria ecclesiastica: se la bevono con diligenza ed entusiasmo, cos\u00ec come i compagni comunisti si sono bevuti, per settant&#8217;anni, la versione che i loro &quot;storici&quot; hanno fornito della storia del Novecento, e specialmente della Seconda guerra mondiale, della guerra civile e del dopoguerra &quot;democratico&quot; e &quot;antifascista&quot;. E come i compagni comunisti avevano ragione sia quando celebravano in modo iperbolico le virt\u00f9 di Stalin, sia quando, dopo la destalinizzazione, lo hanno gettato gi\u00f9 dal trono e sono passati al &quot;comunismo dal volto umano&quot;, senza ammettere mai d&#8217;aver sbagliato, d&#8217;aver preso una cantonata, anzi, senza ammetterlo neppure dopo la caduta del muro di Berlino, e nemmeno oggi, quando i comunisti, o piuttosto gli ex comunisti, invece di occuparsi dei diritti dei lavoratori, ora praticamente annientati dal rullo compressore delle oligarchie finanziarie, si occupano con zelo ed entusiasmo di unioni gay, adozioni gay, testamento biologico ed eutanasia, cos\u00ec questi pseudo cattolici di sinistra, che di cattolico hanno solo il nome, mentre affermano con sicumera che la vera chiesa \u00e8 la loro, cio\u00e8 questa qui, questa cosa brutta ed eretica del signor Bergoglio, non hanno neanche la decenza e la coerenza intellettuale di dedurne che, allora, la Chiesa di san Pio X o quella di Pio XII, in cui pure credevano (parliamo anche di persone di settanta e di ottant&#8217;anni), doveva essere, per forza di cose, falsa e oscurantista, lontana dalla gente e lontanissima dal Vangelo. No: avevano ragione allora e hanno ragione adesso: hanno sempre ragione, loro; hanno sempre il ditino alzato per puntualizzare, per accusare gli altri di non capire il senso della storia e il senso delle Scritture, per montare in cattedra e fare la lezione a tutti quanti. Era nel giusto la Chiesa di prima del Concilio, ed \u00e8 nel giusto, pi\u00f9 che mai, quella di adesso; proprio come, per i &quot;compagni&quot;, l&#8217;Unione Sovietica era nel giusto sia prima che dopo Stalin. Di contraddizioni logiche e impossibilit\u00e0 sul piano puramente razionale, nessun sentore, nessun pudore: non \u00e8 vero ci\u00f2 che \u00e8 vero, ma \u00e8 vero quel che dicono loro, <em>e pi\u00f9 non dimandare<\/em>.<\/p>\n<p>Ormai non solo molti vescovi e sacerdoti, ma anche molti laici, attivi nella vita della Chiesa, molti animatori pastorali, molti diaconi, moltissimi insegnanti di religione cattolica e di catechismo, anche persone mature o di et\u00e0 avanzata, sono stati completamente acquisti alla neochiesa bergogliana, sono stati gloriosamente arruolati nel nuovo esercito dell&#8217;apostasia e sono assolutamente impermeabili a qualsiasi critica, a qualunque osservazione, perch\u00e9 si sentono, come \u00e8 tipico di tutti i progressisti e di tutti quelli di sinistra, moralmente migliori, sono due piani pi\u00f9 in alto di tutti gli altri, vedono le cose da un&#8217;altezza superiore e sono anche pi\u00f9 buoni, pi\u00f9 accoglienti, pi\u00f9 generosi, oltre che, ovviamente, pi\u00f9 aperti e pi\u00f9 al passo coi tempi. Che se, poi, ci si permette di domandar loro se sia segno di carit\u00e0 e di misericordia il fatto che il &quot;loro&quot; papa non abbia neppure risposto ai <em>dubia<\/em> dei quattro cardinali, e abbia lasciato che due di loro morissero senza neanche il conforto di ricevere un minimo cenno di riscontro (non diciamo di risposta) da parte sua; e che la stessa cosa abbia fatto con i firmatari della <em>Correctio filialis<\/em>; e che, ai Francescani dell&#8217;Immacolata, non si sia mai degnato di spiegare perch\u00e9 li stia perseguitando cos\u00ec crudelmente; se si chiede loro se far mangiare e dormire i migranti nelle chiese sia cosa giusta, e se lo sia dare la Comunione ai divorziati risposati, e organizzare corsi per fidanzati gay nelle diocesi e nelle parrocchie; se si cerca di avere una riposta su queste cose, e si chiede se Ges\u00f9 facesse cos\u00ec, se a loro risulta che non rispondesse a chi lo interrogava e che chiamasse lecito il peccato, e promuovesse il vizio, non solo essi non rispondono, ma reagiscono inviperiti, affermando che quei quattro cardinali erano solo dei residui del passato, e i settanta teologi sono una quinta colonna del nemico, e che \u00e8 giusto e bello ospitare i profughi proprio dentro le chiese e dar la comunione agli adulteri e &quot;accompagnare&quot; nell&#8217;amore i gay, perch\u00e9 questo \u00e8 il vero cristianesimo. E se si domanda loro se sanno che razza di personaggio fosse Lutero, come uomo e come teologo; quanto male abbia fatto alla Chiesa e quanto sbagliate fossero le sue dottrine; e quanto odio anticattolico lo abbia ispirato e quanto disprezzo per la sacra Tradizione, essi rispondono che no, Lutero era una degnissima persona, erano i papi a non capire, ad &quot;arroccarsi&quot;, a chiudersi alle istanze del rinnovamento e che finalmente \u00e8 giunto il tempo della riconciliazione e dell&#8217;abbraccio, quando i cattolici riconoscono lealmente il loro debito nei confronti del monaco tedesco. E se si chiede loro quale riconciliazione e quale abbraccio siano possibili sulla base dell&#8217;errore e della menzogna, essi rispondono che la dottrina \u00e8 cosa cattiva se crea divisioni, come del resto ha insegnato a pi\u00f9 riprese il loro falso papa, e che la sola dottrina buona \u00e8 quella che unisce, che abbatte muri e che getta ponti, e quindi va bene cos\u00ec, \u00e8 tutto a posto cos\u00ec; e dobbiamo smetterla di seminare dubbi (noi!), di spargere diffidenza, di alimentare contrasti; altrimenti vuol dire che siamo noi al di fuori della comunione ecclesiale, ci siamo posti fuori da noi stessi, non siamo pi\u00f9 degni di farne parte.<\/p>\n<p>Oh, sanno benissimo che una parte dei cattolici vive in uno stato di acuta sofferenza, e che \u00e8 profondamente amareggiata da quel che loro stanno facendo; e sanno, perch\u00e9 lo vedono, che i pi\u00f9 perplessi e amareggiati sono gli anziani, e specialmente le donne, le pi\u00f9 fedeli, quelle che al sabato, invece di pensare a se stesse o alle loro famiglie, vanno in chiesa a pulirla, lucidarla, rinnovare i fiori freschi davanti all&#8217;altare, specialmente della Madonna: le stesse che si sentono dire dal giovane prete bergogliano che possono risparmiarsi la fatica, che non c&#8217;\u00e8 alcun bisogno di fiori, n\u00e9 di venerare i Santi o far pellegrinaggi, che sono tutte sciocchezze del passato, segni di una fede immatura e superstiziosa; e che devono rinnovarsi, smetterla di guardare indietro e rivolgersi in avanti, rinunciare alle loro sciocche prevenzioni e lasciarsi condurre per mano dalla vera e bella chiesa di papa Bergoglio, la sola che sappia parlare al cuore della gente (ma forse dovrebbero dire: ai visceri, che non \u00e8 la stessa cosa), la sola che abbia capito le vere necessit\u00e0 del popolo, la sola che si sia messa nei panni dell&#8217;uomo qualunque, ferito dalla vita e alle prese con situazioni complesse, difficili. Eh, gi\u00e0: cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 complesso che aver giurato fedelt\u00e0 al proprio coniuge davanti a Dio, e poi averlo tradito, abbandonato, ed essere passati a convivere con un altro uomo o un&#8217;altra donna (o magari con una persona dello stesso sesso), lasciando decidere all&#8217;avvocato per quanti giorni i figli devono stare con me per quanti con te? Complesso, senza dubbio: ebbene la neochiesa serve a questo, ad andare incontro alle persone che si dibattono nelle spire della complessit\u00e0, e hanno bisogno di un ospedale da campo che medichi le loro ferite. E poco importa se &quot;medicare&quot;, per loro, significa, press&#8217;a poco, dire: <em>Vai, e continua pure a peccare<\/em>, o peggio ancora, <em>Vai, questo non \u00e8 peccato, sono le legittime esigenze dei nostri istinti, \u00e8 la legittima realizzazione di noi stessi<\/em>, cio\u00e8 tutto il contrario di quel che disse Ges\u00f9 alla donna adultera: <em>Vai, e d&#8217;ora in avanti non peccare pi\u00f9.<\/em> Ma questo \u00e8 un dettaglio, un&#8217;inezia, che volete che sia, una cosa da nulla, l&#8217;importante \u00e8 guardare alla sostanza, allo spirito dell&#8217;azione pastorale, che non pu\u00f2 esser altro che il concetto-chiave della <em>misericordia<\/em>.<\/p>\n<p>Misericordia: ah, che magnifica parola! Quando la si pronuncia, si allarga il cuore per la soddisfazione: com&#8217;\u00e8 bello essere misericordiosi, quando lo si fa con ci\u00f2 che non \u00e8 nostro, che non ci appartiene, perch\u00e9 il Vangelo non \u00e8 nostro e nessuno di noi ha il potere di modificarlo, di fare sconti sui ci\u00f2 che insegna, specie dove Ges\u00f9 \u00e8 chiarissimo: <em>L&#8217;uomo non divida ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>. Ah, gi\u00e0: stavamo quasi per dimenticare; ora c&#8217;\u00e8 quel portento di gesuita, quel Sosa Abascal, il quale ha spiegato che non si devono interpretare quelle parole in senso troppo letterale, Ges\u00f9 le disse in un contesto preciso, rivolgendosi ad un pubblico preciso, bisogna storicizzare, contestualizzare, non le si deve assolutizzar: tanto pi\u00f9 che, a quei tempi (raffinata osservazione!) non c&#8217;erano dei registratori per incidere le sue precise parole, dunque chi pu\u00f2 dire cosa disse realmente il nostro divino Maestro? Anzi, per dirla proprio tutta: siamo davvero sicuri che quel Maestro fosse divino? Che fosse il Figlio di Dio, il Verbo incarnato? Queste espressioni non devono essere interpretate in senso simbolico? E dunque, non sarebbe meglio scrivere &quot;maestro&quot; con l&#8217;iniziale minuscola, cos\u00ec, per non dare troppa ombra agli altri uomini, per non farli sentire troppo piccoli di fronte a lui? E specialmente per non sminuire un uomo eccezionale come il (falso) papa Bergoglio, che, quanto a misericordia, non la cede a nessuno, nemmeno a quel certo Ges\u00f9 Cristo, vissuto, dopotutto, un paio di migliaia d&#8217;anni fa, quando la societ\u00e0 non era ancora cos\u00ec &quot;complessa&quot; come lo \u00e8 oggi, e che, quindi, doveva tener conto di una umanit\u00e0 ancora alquanto rozza, primitiva, che non avrebbe capito concetti raffinati quali &quot;discernimento&quot;, &quot;accompagnamento&quot;, &quot;inclusione&quot;, perch\u00e9 ragionava, puerilmente, in termini di &quot;bianco&quot; e &quot;nero&quot;, senza alternative? Perch\u00e9, parliamoci chiaro, noi cristiani moderni siamo alle prese con problemi pi\u00f9 difficili e pi\u00f9 complicati di quelli con cui si confrontavano i cristiani di una volta; noi non ci possiamo accontentare di eccessivi schematismi, abbiamo il gusto del risvolto, del particolare, della sfumatura: siamo ben pi\u00f9 evoluti di un rozzo san Paolo (che assicura la dannazione eterna ai sodomiti impenitenti), di un grossolano sant&#8217;Agostino (secondo il quale o si \u00e8 guidati dall&#8217;amor di Dio oppure dall&#8217;amor di s\u00e9), e di un legnoso san Tommaso d&#8217;Aquino (che ha l&#8217;impudenza di chiamare gli eretici con il loro nome); vuoi mettere? Oggi abbiamo Karl Rahner, Walter Kasper, Hans K\u00fcng, Enzo Bianchi e Vito Mancuso: neanche da fare un paragone! Oggi s\u00ec, che abbiamo delle guide sicure, capaci di condurci nella complessit\u00e0 della vita moderna; guide infallibili e misericordiose, che ci rivelano l&#8217;autentico significato del Vangelo, mentre noi e i nostri avi, per duemila anni, eravamo rimasti in superficie, senza capire veramente, senza entrare nel cuore della misericordia di Dio!<\/p>\n<p>Conclusione: dialogare coi cattolici progressisti e seguaci di Bergoglio \u00e8 impossibile, parliamo due lingue diverse, facciamo riferimento a due vangeli diversi. E ci\u00f2 non per una malinteso, o una serie di malintesi; non \u00e8 questione di buona o di cattiva volont\u00e0, e nemmeno di trovare una base comune, una piattaforma d&#8217;intesa: \u00e8 questione che loro non sono cattolici, anche se credono di esserlo, anzi, se credono di esserlo loro soltanto. In effetti non sono cattolici, ma modernisti; e il modernismo non \u00e8 una variante, non \u00e8 una declinazione del cattolicesimo: \u00e8 la sua negazione, \u00e8 un&#8217;eresia, o meglio, come lo defin\u00ec san Pio X, condannandolo con un&#8217;apposita enciclica, la <em>Pascendi<\/em>, \u00e8 la sintesi di tutte le eresie. Le cose stanno cos\u00ec, piaccia o non piaccia: c&#8217;\u00e8 chi \u00e8 cattolico, e chi no. Essere cattolico non \u00e8 un fatto di pancia, come vorrebbero i bergogliani; \u00e8 un fatto di dottrina, di fede, di coerenza; e nessuno pu\u00f2 dare o togliere la patente relativa. Il cattolico segue il papa, fin dove il papa segue la Verit\u00e0 divina; ma non lo segue, se la tradisce; perch\u00e9 ha un solo capo: non il papa, ma Ges\u00f9 Cristo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete mai provato a discutere con un cattolico progressista ed entusiastico ammiratore della &quot;riforma&quot; di Bergoglio? 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