{"id":25109,"date":"2018-07-24T08:45:00","date_gmt":"2018-07-24T08:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/24\/fate-questo-in-memoria-di-me\/"},"modified":"2018-07-24T08:45:00","modified_gmt":"2018-07-24T08:45:00","slug":"fate-questo-in-memoria-di-me","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/24\/fate-questo-in-memoria-di-me\/","title":{"rendered":"\u00abFate questo in memoria di Me\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;intera storia della salvezza si ricapitola nel mistero dell&#8217;Eucarestia, e tutta la ragion d&#8217;esser della Chiesa cattolica si trova nella celebrazione del Sacrificio eucaristico; senza Eucarestia non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 cristianesimo e quindi, logicamente, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 Chiesa.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da questa semplice, ma decisiva osservazione, emerge con evidenza la drammatica responsabilit\u00e0 che il signor Bergoglio si \u00e8 assunto, con tutta una serie di iniziative &quot;pastorali&quot;, a partire dalla pubblicazione di <em>Amoris laetitia<\/em>, e proseguendo con gli incredibili pasticci imbastiti con la volonterosa collaborazione della Conferenza episcopale tedesca, per aver gettato il clero e i fedeli nella pi\u00f9 totale confusione riguardo alla validit\u00e0 della Celebrazione eucaristica, sulla quale non c&#8217;era mai stata alcuna discrepanza di Magistero prima di lui, tranne che da pare degli eretici, mente ora succede che il Santissimo sacramento viene pensato ed attuato in un modo o in un altro in questa o quella diocesi, in questa o quella parrocchia, praticamente a discrezione del celebrante, introducendo un elemento d&#8217;incertezza dottrinale e, nello stesso tempo, di scandalo morale, quale mai si era registrato in duemila anni di storia della Chiesa. Incertezza e scandalo che ormai non riguardano pi\u00f9 solo le condizioni di validit\u00e0 per accostarsi al Sacramento eucaristico da parte del singolo fedele che si trovi in condizione oggettiva di peccato, ma investe anche l&#8217;identit\u00e0 religiosa del soggetto che vi partecipa, come nel caso del coniuge protestante di un cattolico (o di una cattolica): il che, conoscendo quali sono le convinzioni teologiche dei protestanti sulla santa Eucarestia, si configura oggettivamente come una profanazione ingiustificata e ingiustificabile, dettata unicamente dal desiderio di compiacere e assecondare certi moti dell&#8217;animo umano e di strappare una facile popolarit\u00e0, facendo mostra di progressismo e di apertura ecumenica. A questo punto, per\u00f2, cos\u00ec come per la partecipazione di fedeli islamici alla santa Messa, siamo in presenza di qualcosa che stravolge radicalmente il senso della sacra liturgia e che si configura come un attacco vero e proprio contro il Sacrificio eucaristico, centro e cuore della santa Messa e quindi, contemporaneamente, centro e cuore della Chiesa cattolica. In parole ancora pi\u00f9 semplici: se anche i peccatori impenitenti possono accostarsi alla santa Eucarestia; e se anche i seguaci di altre confessioni possono fare la stessa cosa; se la santa Messa non \u00e8 pi\u00f9 la celebrazione del Mistero eucaristico da parte dei fedeli cattolici, e solo dei fedeli cattolici, ma una cerimonia &quot;aperta&quot;, ecumenista e multireligosa, allora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il cattolicesimo, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la fede cattolica, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la Chiesa cattolica, e, quel che \u00e8 pi\u00f9 grave di tutto, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo non \u00e8 un autobus sul quale tutti possono salire, alle loro condizioni, per farsi portare dove ciascuno desidera; niente affatto: \u00e8 il Consolatore promesso da Ges\u00f9 ai suoi Apostoli, per conservarli e rafforzarli nella fede, contro i pericoli del mondo e la tentazione dell&#8217;incredulit\u00e0.<\/p>\n<p>Stiamo dicendo delle ovviet\u00e0, e, se la questione non fosse estremamente seria, diremmo, perfino, delle banalit\u00e0: tanto \u00e8 chiaro ed evidente che introdurre delle modifiche rispetto al Sacrificio eucaristico, cos\u00ec come la Chiesa lo ha sempre insegnato e celebrato, in piena fedelt\u00e0 al Vangelo, equivale, di per s\u00e9, a un atto eretico. Certo, il terreno era stato preparato dalla riforma liturgica del 1969, della quale, o della cui approvazione, porta la responsabilit\u00e0 Paolo VI; e l&#8217;autorizzazione, che, in molti casi, \u00e8 divenuto un incoraggiamento, e perfino una costrizione, a ricevere la Comunione sulla mano, ha segnato un passo ulteriore verso la desacralizzazione del pi\u00f9 importante Sacramento della Chiesa cattolica, sul quale si regge tutto l&#8217;edificio della fede e quello della Chiesa stessa. Ora, per\u00f2, stiamo arrivando al capolinea: le controversie sulla cosiddetta &quot;intercomunione&quot;, non solo autorizzate, ma sollecitate dal signor Bergoglio, con l&#8217;invito alla Conferenze episcopale tedesca a &quot;trovare un accordo&quot; tra i favorevoli e i contrari, come se fosse compito dei vescovi di questa o quella conferenza episcopale definire le condizioni per la validit\u00e0 dell&#8217;assunzione del Sacramento eucaristico, sono la testimonianza eloquente di una vera apostasia in atto.<\/p>\n<p>Eppure, sfogliando la produzione teologica, pastorale e dottrinale degli ultimi anni, ci si accorge che la deriva era gi\u00e0 in atto nel clero, e che non giunge ora inaspettata; c&#8217;erano stati dei segnali. Lungi da noi volerci sostituire alla Congregazione per la Dottrina della Fede e impancarci a inquisitori e giudici di questo e di quello; ci limitiamo a prendere atto che gi\u00e0 da qualche tempo circolano idee sulla santa Eucaristia, che non sono quelle che ci furono insegnate e presentate come la sola e vera dottrina cattolica, allorquando, bambini, siamo stati preparati alla prima Comunione. E non si dica che \u00e8 solo questione di forma, di linguaggio, di comunicazione; perch\u00e9, al contrario, \u00e8 questione di sostanza, tanto pi\u00f9 che la stessa forma, nella sacra liturgia, non \u00e8 semplicemente un vestito che si fa indossare ai Misteri della fede.<\/p>\n<p>A titolo di esempio, riportiamo una pagina tratta dal libro del padre cappuccino Oriano Granella <em>Eucarestia: Pane, Vino e Spirito<\/em> (Fidenza, Parma, Edizioni Eteria, 2015, pp. 65-67):<\/p>\n<p><em>Il gesto di Ges\u00f9 di spezzare il pane e far passare agli apostoli la coppa del vino accompagnata dalle sue parole che ne spiegano il significato: &quot;Questo \u00e8 il mio corpo&#8230; questo \u00e8 il mio sangue versato per voi&quot;, si conclude con le parole: &quot;Fate questo in memoria di me&quot; o come pi\u00f9 esattamente dovrebbe essere tradotto: &quot;Fate questo come mio memoriale&quot; (I. Ieremias).<\/em><\/p>\n<p><em>Queste parole richiamano quanto gi\u00e0 veniva detto nella cena pasquale ebraica per ordine di Mos\u00e8:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Questo giorno sar\u00e0 per noi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione , lo celebrerete come un rito perenne&quot; (Esodo, 12, 14),<\/em><\/p>\n<p><em>La parola &quot;memoriale&quot; ha grande importanza perch\u00e9 non richiama il fatto psicologico, umano, col quale ci ricordiamo di un avvenimento passato, per gli Ebrei la loro liberazione dall&#8217;Egitto e per noi la morte di Cristo sulla croce, ma \u00e8 celebrare un rito (il sacramento) mediante il quale si attualizza l&#8217;evento salvifico ricordato.<\/em><\/p>\n<p><em>Il fatto storico con le sue concrete circostanze appartengono al passato e Ges\u00f9 \u00e8 morto una sola volta per noi, circa duemila anni fa, ma l&#8217;effetto salvifico di quell&#8217;evento, il suo morire per salvare noi dai nostri peccati e aprirci la via del cielo, \u00e8 reso presente dallo Spirito nella Liturgia eucaristica. C&#8217;\u00e8 quindi un&#8217;oggettivit\u00e0 che nasce dall&#8217;azione dello Spirito Santo che rende presente e attuale per noi la Pasqua di Cristo.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel memoriale c&#8217;\u00e8 insomma un intrecciarsi, o meglio incontrarsi e fondersi in un&#8217;azione di grazia di due elementi: da una parte la presenza di Ges\u00f9 che salva, ci chiama, ci perdona, ci istruisce, e dall&#8217;altra la nostra risposta, espressa anche solo da un Amen (cos\u00ec sia), di adesione, che accoglie e benedice Dio di quanto ha operato in noi e per noi.<\/em><\/p>\n<p><em>Riporto qui quanto gi\u00e0 scritto nel volume &quot;Storia della Salvezza e Liturgia&quot; per comodit\u00e0 di chi non ha avuto tra le mani quel libro.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Occorre rilevare come nel &#8216;memoriale&#8217;, al di l\u00e0 del nostro ruolo soggettivo (pure necessario) del ricordarci del Signore, c&#8217;\u00e8 il ruolo fondamentale di Dio che anche in questo caso prende l&#8217;iniziativa della nostra Salvezza e ci in vita a ricordarci di quanto ha fatto per noi. \u00c8 il ruolo che svolge la Parola di Dio proclamata nelle nostre assemblee liturgiche (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La forza del &#8216;memoriale&#8217; sta proprio in questo concetto molto importante: non siamo noi che ci ricordiamo di ci\u00f2 che Dio ha fatto per noi, ma \u00e8 Dio stesso che ricorda a noi ci\u00f2 che Egli ha fatto per noi. E ci\u00f2 concorda pienamente con quanto si diceva sopra: \u00e8 il Signore presente nella santa assemblea che ci parla e ci ricorda quanto Egli ha fatto per la nostra Salvezza e di nuovo ce ne applica la grazia che salva. Il vero concetto di memoriale non \u00e8, dunque, per niente soggettivo, n\u00e9 dipende dal nostro ricordarci di Lui, ma esprime, come gi\u00e0 avveniva nell&#8217;Antico Testamento, la presenza e l&#8217;azione di Dio, e perci\u00f2 diventa un &quot;memoriale&quot; oggettivo ed efficace (come appunto \u00e8 la Liturgia) perch\u00e9 mentre ricorda rende di nuovo presente l&#8217;efficacia salvifica dell&#8217;avvenimento ricordato&quot; (&quot;Storia della Salvezza e Liturgia&quot;, pag. 301)<\/em>.<\/p>\n<p>Con il dovuto rispetto, ci sono alcune cose che non ci convincono, nel discorso di padre Granella, e che non concordano con quanto ci risulta essere la vera dottrina cattolica. Lo diciamo senza alcuna animosit\u00e0, convinti che si pu\u00f2 sbagliare in buona fede; ma che, in sostanza, uno sbaglio \u00e8 uno sbaglio e va chiamato col suo nome, perch\u00e9 errare \u00e8 umano, ma perseverare \u00e8 diabolico. E anche in questo caso, come in tanti altri, il &quot;male&quot; parte della filologia: da quando i teologi hanno fatto una indigestione di filologia, poi si sono auto-nominati maestri dei pastori, e i pastori, umili e obbedienti, hanno preso per oro colato ci\u00f2 che i teologi, dopo aver fatto indigestione di filologia, insegnavano loro. Doppio capovolgimento, quindi: perch\u00e9 non sono i teologi che devono insegnare la dottrina ai pastori, ma i pastori che la devono insegnare a tutti gli altri, teologi compresi; e perch\u00e9 la filologia \u00e8 uno strumento nelle mani dei teologi, ma non \u00e8 l&#8217;alfa e l&#8217;omega della teologia, non ne \u00e8 l&#8217;arbitra, non ne stabilisce la prospettiva, non ne detta le regole. Tutto nasce da una sopravvalutazione filologica del termine memoriale; e, forse, anche da una sopravvalutazione storica dell&#8217;analogia fra la santa Messa e la Pasqua ebraica; infine, da una commistione fra le due cose. \u00c8 vero, infatti, che, per gli ebrei, la pasqua era un memoriale della loro liberazione dalla schiavit\u00f9 in terra d&#8217;Egitto; ed \u00e8 anche vero che Ges\u00f9 si ispir\u00f2, in una certa misura, a quel concetto di memoriale, per istituire il Banchetto eucaristico. Per\u00f2 l&#8217;analogia finisce qui. Per gli ebrei, la celebrazione pasquale era solo un ricordo della loro liberazione passata; per i cristiani, l&#8217;Eucarestia non \u00e8 solo il ricordo della Passione, Morte e Risurrezione di Ges\u00f9, ma \u00e8 il suo ripetersi, Non \u00e8 vero, siamo spiacenti per l&#8217;autore della pagina sopra riportata, che <em>il fatto storico con le sue concrete circostanze appartengono al passato e Ges\u00f9 \u00e8 morto una sola volta per noi, circa duemila anni<\/em>, perch\u00e9 nel Sacrificio eucaristico quel fatto si rinnova, si rinnova tante volte quante volte esso viene celebrato: mille volte, un milione di volte, cento milioni di volte, sempre, in qualunque momento. \u00c8 per questo che san Tommaso d&#8217;Aquino &#8212; che, come teologo, valeva qualcosa pi\u00f9 di tutti i Karl Rahner messi insieme &#8212; diceva che il Sacrificio eucaristico \u00e8 il miracolo pi\u00f9 grande di tutti, perch\u00e9 il sacrificio di Cristo ebbe luogo una sola volta, mentre l&#8217;Eucaristia si rinnova di continuo. E non giova, a correggere il tiro, dire, come fa padre Granella, che <em>l&#8217;effetto salvifico di quell&#8217;evento, il suo morire per salvare noi dai nostri peccati e aprirci la via del cielo, \u00e8 reso presente dallo Spirito nella Liturgia eucaristica<\/em>; perch\u00e9 l&#8217;<em>effetto<\/em> (pi\u00f9 avanti l&#8217;autore aggiunge un ulteriore concetto, quello di <em>efficacia<\/em>) di una cosa non \u00e8 lo stesso che la cosa medesima; e nel Sacrificio eucaristico non c&#8217;\u00e8 solo l&#8217;effetto della Redenzione, ma c&#8217;\u00e8 proprio l&#8217;atto del Sacrificio, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 la presenza viva del Corpo e del Sangue di Cristo. Leggiamo nel Catechismo degli Adulti, pubblicato dalla C.E.I. e non da qualche strana setta di cattolici tradizionalisti (Roma, 1995, cap. 16, \u00a7 690, pp. 329-330):<\/p>\n<p><em>A motivo di questa memoria che si fa presenza, la Chiesa non esita a considerare l&#8217;eucarestia vero sacrificio, senza timore di compromettere l&#8217;unicit\u00e0 del sacrificio della croce: &quot;Celebrando il memoriale del tuo Figlio, morto per la nostra salvezza, gloriosamente risorto e asceso al cielo, nella&#8217;attesa della sua venuta, ti offriamo, o Padre, in rendimento di grazie questo sacrificio vivo e santo&quot; (&#8230;) L&#8217;eucaristia non compromette l&#8217;unicit\u00e0 della croce, perch\u00e9 non \u00e8 una ripetizione n\u00e9 un&#8217;aggiunta, ma la ripresentazione, qui e ora, sotto i segni sacramentali, di quello stesso atto di donazione con cui Ges\u00f9 \u00e8 morto ed \u00e8 stato glorificato. &quot;Anche noi oggi offriamo quel sacrificio, quello offerto una volta quello inesauribile&#8230; Noi non compiamo un altro sacrificio&#8230; bens\u00ec sempre lo stesso; meglio, noi facciamo il memoriale di quel sacrificio&quot; (San Giovanni Crisostomo, &quot;Omelie sulla Lettera agli Ebrei, 17, 3). Il sacrificio pasquale &quot;fu compiuto una colta per sempre&quot; (Eb 10,10): ma rimane sempre attuale presso il Padre come &quot;redenzione eterna&quot; (Eb 9,12). Cristo nello Spirito offre al padre se stesso, la Chiesa e tutta la creazione. Esprime visibilmente questa offerta nel rito liturgico, che \u00e8 innanzitutto un suo gesto simbolico. La Chiesa, animata dal medesimo Spirito, si associa a Cristo nello stesso rito e offre al Padre lui e se stessa con lui&quot; (&quot;Lumen Gentium&quot;, 11).<\/em><\/p>\n<p>Anche il Concilio dunque su questo punto conferma la Tradizione perenne: il Sacrificio eucaristico \u00e8 un memoriale, ma non nel senso ebraico, bens\u00ec nel senso cristiano: \u00e8 presenza viva di Cristo che offre s\u00e9 al Padre per amor nostro, rinnovando l&#8217;atto di 2000 anni fa a Gerusalemme. Il cristianesimo non \u00e8 l&#8217;ebraismo, \u00e8 un&#8217;altra cosa: col permesso dei teologi progressisti e dei nostri <em>fratelli maggiori<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;intera storia della salvezza si ricapitola nel mistero dell&#8217;Eucarestia, e tutta la ragion d&#8217;esser della Chiesa cattolica si trova nella celebrazione del Sacrificio eucaristico; senza Eucarestia<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30182,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[109,242],"class_list":["post-25109","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-santa-messa","tag-chiesa-cattolica","tag-santa-messa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-santa-messa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25109","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25109"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25109\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30182"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25109"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25109"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25109"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}