{"id":25107,"date":"2020-04-29T03:12:00","date_gmt":"2020-04-29T03:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/29\/fase-1-della-sottomissione-azzerare-il-senso-critico\/"},"modified":"2020-04-29T03:12:00","modified_gmt":"2020-04-29T03:12:00","slug":"fase-1-della-sottomissione-azzerare-il-senso-critico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/29\/fase-1-della-sottomissione-azzerare-il-senso-critico\/","title":{"rendered":"Fase 1 della sottomissione: azzerare il senso critico"},"content":{"rendered":"<p>In quale maniera i pochi, anzi, i pochissimi, possono riuscire nell&#8217;opera, di per s\u00e9 non proprio facile, di tenere avviliti e sottomessi i molti? E come possono farlo nell&#8217;era delle comunicazioni in tempo reale, quando qualsiasi notizia pu\u00f2 viaggiare istantaneamente da un angolo all&#8217;altro del globo terracqueo; e dove c&#8217;\u00e8 sempre, in qualsiasi momento e qualsiasi circostanza, un telefonino cellulare pronto a rubare le immagini di ogni tipo, anche quelle che il potere vorrebbe tenere nascoste alla popolazione? \u00c8 evidente che sottomettere i molti, diciamo la stragrande maggiorana di un popolo, pu\u00f2 esser fatto con mezzi fisici e polizieschi, ma non d\u00e0 garanzie di durata: prima o poi, la rabbia della gente esplode; prima o poi il potere finisce per incrinarsi e per spezzarsi, se quel che lo regge \u00e8 la pura e semplice coercizione materiale. No, \u00e8 necessario creare il consenso: questa \u00e8 la grande lezione dei totalitarismi moderni. Ma come si fa a creare consenso, quando le politiche di chi sta al potere sono palesemente contrarie all&#8217;interesse dei pi\u00f9 e perfino distruttive del bene comune? \u00c8 chiaro: bisogna trovare il modo di persuadere la popolazione; bisogna far s\u00ec che essa non veda la realt\u00e0 per quel che \u00e8, e per come innegabilmente si manifesta anche agli occhi di un bambino, in tutta la sua chiarezza ed evidenza; bisogna che essa la &quot;veda&quot; attraverso un prisma deformante, che non ha niente a che vedere con la realt\u00e0, ma che \u00e8 stato interamente creato dalla forza di suggestione. Certo: si pu\u00f2 operare un lento, progressivo, capillare lavaggio del cervello della popolazione, specialmente attraverso i persuasori occulti, e fare in modo che essa, almeno fino a un certo punto, non se ne avveda nemmeno. Eppure anche questa tecnica, indubbiamente efficace finch\u00e9 si resta entro un certo livello di condizionamento, presenta un limite che non pu\u00f2 essere tranquillamente oltrepassato. \u00c8 possibile, ad esempio, inculcare nella coscienza della gente l&#8217;idea che il dolore \u00e8 piacere e che il piacere \u00e8 dolore: tuttavia, se si sottopone la gente a una costante, crudele tortura fisica, arriver\u00e0 il momento in cui anche il pi\u00f9 condizionato, il pi\u00f9 manipolato di quei disgraziati cittadini, avr\u00e0 un moto di ripulsa e, urlando per la sofferenza, cercher\u00e0 di sottrarsi alla macchina infernale delle torture. \u00c8 possibile, infatti, sovvertire le nozioni basilari della gente e anche operare un rovesciamento dei suoi valori, ma fino a un certo punto: e il punto di rottura \u00e8 rappresentato dagli effetti concreti, avvertibili sulla propria pelle, di un sistema di vita interamente contrario al bene delle persone. Queste potranno anche percepirlo mentalmente come positivo; ma il loro corpo fisico, il loro organismo biologico a un dato momento si ribelleranno, spinti dal puro e semplice istinto della conservazione.<\/p>\n<p>Tuttavia, c&#8217;\u00e8 un modo per ovviare anche a questo inconveniente: ed \u00e8 quello di spaventare a morte la gente, offrendole al tempo stesso, con l&#8217;altra mano, la speranza di uscire dalla paura. La paura infatti \u00e8 persino pi\u00f9 forte del dolore fisico: perch\u00e9 questo morde la carne, ma la paura morde l&#8217;anima con l&#8217;aspettativa di un male incombente e indeterminato; e la paura di qualcosa che non si vede \u00e8 pi\u00f9 potente dello stesso dolore fisico. Come se non bastasse, la strategia del terrore costa pochissimo, quasi niente: infatti non \u00e8 necessario che il pericolo esista effettivamente, basta dire che c&#8217;\u00e8, e gli effetti sulla gente saranno gli stessi. Tutti quelli che hanno almeno una sessantina d&#8217;anni ricorderanno la canzone ironica di Enzo Jannacci: <em>Vengo anch&#8217;io. No, tu no<\/em>. Nel testo si parla di come ci si pu\u00f2 divertire mettendosi a gridare: <em>Aiuto, aiuto, \u00e8 scappato il leone!<\/em>; e poi osservare tranquillamente il panico che si diffonde tra la folla. Non importa se il leone non \u00e8 affatto scappato dalla sua brava gabbia nel giardino zoologico; non fa niente se il leone non esiste addirittura. Quel che conta \u00e8 gridare: <em>Aiuto, \u00e8 scappato il leone<\/em>!; oppure, in un cinema affollato: <em>\u00c8 scoppiato un incendio!<\/em> E non fa nulla se non c&#8217;\u00e8 alcun incendio, se non c&#8217;\u00e8 fumo, se non c&#8217;\u00e8 odor di bruciato, se non c&#8217;\u00e8 niente di niente: tutti penseranno che \u00e8 indispensabile raggiungere l&#8217;uscita prima che si crei un &quot;tappo&quot;, perch\u00e9 allora sar\u00e0 troppo tardi e si rischier\u00e0 di fare la fine del topo. E il gioco potr\u00e0 essere reiterato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, con garanzia di sicuro successo. Ma non ci sar\u00e0 il pericolo che, dopo aver replicato un po&#8217; di volte lo scherzetto, la gente finisca per mangiare la foglia e non ci creda pi\u00f9, proprio come accade nella storia di <em>Pierino e il lupo<\/em> di Sergej Prokofiev? Per evitare che ci\u00f2 possa accadere, \u00e8 sufficiente fare in modo, almeno di tanto in tanto, che gli indizi della presenza del leone, o del lupo o dell&#8217;incendio, ci siano per davvero. Ad esempio: se la paura che il potere vuol instillare nei suoi cittadini \u00e8 quella del terrorismo, ogni tanto bisogner\u00e0 fare in modo che ci siano davvero degli attentati e che essi sembrino, in tutto e per tutto, opera di veri terroristi. Tipico esempio: gli attentati dell&#8217;11 settembre 2001, circa i quali si pu\u00f2 tranquillamente affermare che il &quot;terrorismo&quot; che li ha attuati \u00e8 stato quello dei servizi segreti, non solo americani, e non quello del presunto nemico esterno, ossia il fondamentalismo islamista. Tanto pi\u00f9 spettacolari saranno le azioni terroristiche, tanto pi\u00f9 drammatico il bilancio delle vittime, e tanto pi\u00f9 improbabile sar\u00e0 che la gente si metta a pensare con la propria testa e metta in dubbio la versione dei <em>mass-media<\/em>; che noti le numerose incongruenze, e perfino le assurdit\u00e0, della narrazione ufficiale e giunga cos\u00ec quanto meno a sospettare come sono andate in realt\u00e0 le cose.<\/p>\n<p>Una perfetta applicazione, si potrebbe dire da manuale, di questo protocollo massonico-terroristico, \u00e8 la decisione presa dal governo Conte Bis di estendere la &quot;zona rossa&quot; sanitaria all&#8217;intero territorio nazionale, da Domodossola a Lampedusa, sulle spiagge della quale ultima, peraltro, non cessano affatto gli sbarchi di clandestini, non si sa se infetti o meno dal Covid-19; ma tanto a ci\u00f2 si provveder\u00e0 presto con un decreto che li metter\u00e0 tutti in regola dal punto giuridico (un po&#8217; meno da quello sanitario), cos\u00ec l&#8217;invasione africana sar\u00e0 ulteriormente incoraggiata e si creeranno le condizioni per la concessione della cittadinanza italiana; altrimenti dove volete che vadano a pescare i voti Partito Democratico, Italia Viva e Liberi e Uguali?. Non c&#8217;\u00e8 bisogno che sia in atto una pandemia; anzi, si sa bene che non c&#8217;\u00e8 una pandemia: per\u00f2 lo si dice, lo si ripete, una, cento, diecimila volte, e alla fine quell&#8217;idea entra nella testa della gente, perfino di quelli che parlano tre o quattro lingue, hanno un paio di lauree e svolgono professioni che richiedono, almeno in teoria, un certo grado di pensiero creativo e autonomo. Infatti, per parlare pi\u00f9 esattamente, non si tratta di un&#8217;idea, che l&#8217;intelligenza potrebbe vagliare e giudicare, ma di un sentimento: il sentimento pi\u00f9 antico e pi\u00f9 viscerale di tutti, la paura. Il grido: <em>\u00e8 arrivata la pandemia!<\/em> equivale a quell&#8217;altro: <em>\u00e8 scappato il leone!<\/em>, oppure: <em>\u00e8 scoppiato un incendio!<\/em> All&#8217;udire quel grido, specie se a emetterlo e a ripeterlo \u00e8 la televisione, il pi\u00f9 potente dei persuasori occulti (al punto che per molte persone non c&#8217;\u00e8 alcuna differenza tra la verit\u00e0 pura e semplice e le cose che vengono dette alla televisione), l&#8217;uomo preistorico che \u00e8 in noi si ridesta improvvisamente, cancella d&#8217;un colpo tutte le lauree, tutte le conoscenze razionali, tutta l&#8217;esperienza di vita, e al loro posto rimangono solo l&#8217;adrenalina che affluisce nel sangue e una sensazione spiacevole che afferra la bocca dello stomaco e rende difficile perfino respirare normalmente o deglutire, figuriamoci pensare. (E gi\u00e0 che ci siamo, a proposito di difficolt\u00e0 respiratorie: avete mai pensato quanto la paura pu\u00f2 aggravare lo stato clinico di una persona anziana, ricoverata in ospedale per una normale polmonite, la quale si sente dire d&#8217;aver contratto un virus ignoto e micidiale, e al tempo stesso viene isolata dalle persone care e lasciata sola ad aspettare la morte, in balia di un terrore crescente che niente e nessuno \u00e8 autorizzato ad alleviare, nemmeno il sacerdote per mezzo dei conforti religiosi?). Semplice, economico, infallibile: chi \u00e8 in grado di aprire e di chiudere a piacere, nella societ\u00e0, il rubinetto della paura, pu\u00f2 tenere in pugno milioni di persone; ecco spiegato come fanno i pochissimi a esercitare un dominio assoluto, e in apparenza inspiegabile, sui moltissimi.<\/p>\n<p>Uno scenario del genere, del resto, non s&#8217;improvvisa, ma lo si prepara partendo da lontano, con molta pazienza, con tenacia, con una certa dose di prudenza e soprattutto stando bene attenti a non scoprirsi, a non permettere mai che i burattini possano vedere i fili coi quali sono tirati, e meno che mai possano vedere la faccia del burattinaio: questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante di tutte. Il signor Truman non deve sospettare che il mondo in cui vive \u00e8 uno <em>show<\/em> (come nel film omonimo), uno spettacolo televisivo; al contrario, deve esser certo che il mondo \u00e8 quello che ha sempre conosciuto, che in esso non \u00e8 cambiato nulla, che le persone e le cose sono esattamente quelle di prima, a parte il naturale scorrere del tempo. La televisione e soprattutto la pubblicit\u00e0, lavorando per anni, ogni giorno, sulla mente e sull&#8217;immaginario del pubblico, creano le condizioni adatte perch\u00e9 esso, alla fine, sia pronto e disposto a credere e ad accettare praticamente qualsiasi cosa gli venga trasmessa attraverso i <em>mass-media<\/em>. Anche la scuola, l&#8217;universit\u00e0 e le altre agenzie educative e culturali svolgono un ruolo nel condizionamento progressivo dei cittadini. \u00c8 forse un caso che dove la suggestionabilit\u00e0 \u00e8 massima, ossia fra gli abitanti degli Stati Uniti e dell&#8217;Europa occidentale, perch\u00e9 le condizioni economico-sociali favoriscono la dipendenza dalla televisione e la scolarizzazione massiccia della popolazione (per non parlare delle pratiche sanitarie invasive, come l&#8217;obbligo o il suggerimento di sottoporsi a massicce campagne di vaccinazione), l\u00ec si registra anche la massima vulnerabilit\u00e0 fisica nei confronti della malattia? E come, viceversa, dove la scolarizzazione \u00e8 modesta e sconosciuta l&#8217;abitudine di passare molte ore davanti alla televisione o al computer, come avviene fra le popolazioni africane, i casi di diffusione del contagio sono rarissimi? Evidentemente c&#8217;\u00e8 una stretta relazione fra ci\u00f2 che si pensa essere la realt\u00e0 e il modo in cui l&#8217;organismo reagisce a tali pensieri: lo ripetiamo, fa pi\u00f9 morti la paura di qualunque virus. Quel che vogliamo dire \u00e8 che alla presente situazione siamo arrivati per gradi, anche se non ce ne siamo resi conto, o meglio, proprio per quello. Se non ci fossimo abituati ad esporci all&#8217;influsso condizionante della televisione, per anni, per decenni, fino a divenire dipendenti verso di essa, quasi certamente ora non saremmo ridotti cos\u00ec: sprangati in casa o costretti a uscire il minimo indispensabile, come ladri o come untori e perci\u00f2 con cattiva coscienza, indossando guanti e mascherina e tenendoci a debita distanza da tutti quelli che incontriamo o che fanno la fila alla cassa del supermercato. Questo \u00e8 solo l&#8217;ultimo atto di un condizionamento progressivo, inarrestabile, iniziato al tempo della nostra infanzia; al quale, per ironia, ci siamo sottoposti volontariamente, anche se non afferravamo in tutta la loro portata gli effetti che ne sarebbero derivati.<\/p>\n<p>Ormai non \u00e8 vero quel che \u00e8 vero, ma quel dicono i <em>mass-media<\/em>, specie la televisione. Facciamo un esempio pratico. Da tempo il programma televisivo <em>Le iene<\/em>, di Mediaset, ha preso di mira un sacerdote esorcista, don Michele Barone, accusandolo di aver effettuato maltrattamenti e violenze su una ragazzina tredicenne, e dopo avergli fatto processo, giudizio e condanna in televisione, ha spinto il suo zelo fino a vantarsi di aver dato un contributo decisivo al corso della giustizia, che infine lo ha condannato, in primo grado, a dodici anni di prigione. Le petulanti e truccatissime conduttrici del programma, divorate dal sacro zelo femminista e giustizialista, si gloriano adesso del risultato ottenuto in questa <em>battaglia di civilt\u00e0<\/em>. Il telespettatore ignaro e privo di senso critico \u00e8 portato a identificarsi con la loro posizione e a rallegrarsi per la condanna esemplare. Quel che non viene chiarito a sufficienza \u00e8 che \u00e8 stata la famiglia, nella persona dei genitori di quella ragazzina, a chiedere l&#8217;aiuto di don Barone, precisamente perch\u00e9 la sottoponesse ad esorcismo: pertanto \u00e8 su di essa, e non sul sacerdote, che dovrebbe riversarsi eventualmente il biasimo; fermo restando che, per un credente il diavolo \u00e8 una cosa seria (e quindi Sosa Abascal <em>non<\/em> \u00e8 credente) e lo \u00e8 anche l&#8217;esorcismo. Un&#8217;altra cosa che resta fra le righe \u00e8 che l&#8217;azione giudiziaria, come pure l&#8217;inchiesta televisiva, sono partite dalla sorella maggiore della ragazzina, la quale, omosessuale dichiarata, \u00e8 entrata in conflitto col padre, accusandolo di aver trasformato la bambina in una indemoniata per il fatto che intratteneva rapporti con lei. Ora, sappiamo cosa succede a chi incorre nell&#8217;ira delle potenti lobby LGBT, che dispongono di mezzi finanziari tali da poter trascinare in tribunale chiunque, pagando fior di avvocati in difesa delle presunte vittime. Ma tutto ci\u00f2 entra poco o nulla nel merito di quanto fatto da don Barone, il quale probabilmente \u00e8 stato il capro espiatorio di una faida familiare, oltre che la vittima designata del Pensiero Unico deciso a sfruttare ogni occasione per diffondere la cultura <em>gay-friendly<\/em> e screditare, al tempo stesso, i sacerdoti che rimangono fermamente ancorati all&#8217;autentico Magistero, per il quale la possessione demoniaca \u00e8 una realt\u00e0 cos\u00ec come lo \u00e8 la condanna morale della pratica omosessuale. E ci\u00f2 senza entrare pi\u00f9 di tanto nelle dinamiche specifiche di quel singolo caso. Ci\u00f2 che volevamo evidenziare \u00e8 come una volta abituati a lasciare che la tv giudichi per noi quel che \u00e8 giusto e quel ch&#8217;\u00e8 sbagliato, si arriva a questi risultati: che i processi e le sentenze li fanno, li preparano, li predispongono i produttori dei programmi televisivi. E anche ci\u00f2 che stiamo vivendo adesso, in queste settimane, con l&#8217;assurda situazione di sequestrati in casa, con la Costituzione sospesa e i nostri diritti fondamentali calpestati, \u00e8 un effetto di questo lungo processo d&#8217;indottrinamento. Una volta perduto il senso critico, non si \u00e8 pi\u00f9 uomini&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In quale maniera i pochi, anzi, i pochissimi, possono riuscire nell&#8217;opera, di per s\u00e9 non proprio facile, di tenere avviliti e sottomessi i molti? 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