{"id":25098,"date":"2009-05-18T04:46:00","date_gmt":"2009-05-18T04:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/18\/occorre-farsi-piccoli-per-divenire-cosi-grandi-da-accogliere-luniverso-sul-palmo-della-mano\/"},"modified":"2009-05-18T04:46:00","modified_gmt":"2009-05-18T04:46:00","slug":"occorre-farsi-piccoli-per-divenire-cosi-grandi-da-accogliere-luniverso-sul-palmo-della-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/18\/occorre-farsi-piccoli-per-divenire-cosi-grandi-da-accogliere-luniverso-sul-palmo-della-mano\/","title":{"rendered":"Occorre farsi piccoli per divenire cos\u00ec grandi da accogliere l&#8217;universo sul palmo della mano"},"content":{"rendered":"<p>Vi sono, verso la fine di maggio e al principio di giugno (quel mese straordinario, inebriante, che gli antichi Greci chiamavano Targelione) delle giornate strane, in cui pare che la Natura sia come sospesa e che il mondo voglia quasi trattenere il fiato.<\/p>\n<p>Il cielo \u00e8 chiuso, grigio, carico di nubi; cade una pioggerella sottilissima, preannuncio di un temporale imminente, che per\u00f2 non si decide a sfogarsi e indugia lungamente dietro la cortina delle nuvole, oltre le cime dei poppi e delle betulle che si piegano al vento.<\/p>\n<p>\u00c8 un vento fresco che irrompe nell&#8217;aria tiepida della tarda primavera e porta con s\u00e9 il profumo della terra umida, della vegetazione che erompe dai campi e dalle colline, della vaga e indefinita attesa di una promessa che sembra ormai sul punto di realizzarsi, sebbene noi stessi abbiamo scordato di che cosa si tratti.<\/p>\n<p>Le fronde stormiscono, le rondini volano basse, il concerto dei grilli si fa pi\u00f9 intenso, come se gli insetti e le creature tutte fossero afferrati da una sorta di magia e volessero vivere pi\u00f9 intensamente, prima che la pioggia torrenziale li costringa a rintanarsi nel silenzio.<\/p>\n<p>Sono i giorni azzurri che annunciano l&#8217;estate; e nei quali, tuttavia, \u00e8 come se l&#8217;inverno ormai finito volesse far sentire un&#8217;ultima eco della sua forza perduta.<\/p>\n<p>Bello \u00e8 il contrasto fra la dolcezza del clima e la cupezza incombente del cielo basso e corrucciato; fra la sensualit\u00e0 di una natura ormai vestita di luce e di calore e il respiro severo del vento che scende dalle montagne e scuote le chiome degli alberi.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 in esse una dolcezza venata di profonda malinconia, una pensosit\u00e0 che si nutre dei dolci succhi della frutta che va maturando sui rami, ma che si rannuvola come la ruga comparsa d&#8217;improvviso sulla fronte della persona amata.<\/p>\n<p>Si vorrebbe che il tempo si fermasse, che le ore non scorressero pi\u00f9; che tutte le lancette di tutti gli orologi smettessero di avanzare.<\/p>\n<p>Ed ecco che la pioggia, la pioggia vera, lungamente trattenuta, precipita dal cielo e bagna ogni cosa in un istante, gettando una lucida patina fresca sulle strade e sui tetti delle case, tamburellando sulla corrente del fiume, avvolgendo i tronchi dei pini in una veste rorida e zampillante, che esalta il profumo della resina e getta riflessi come scaglie di luce.<\/p>\n<p>In terra, si spalancano quasi di colpo innumerevoli occhi di cielo, minuscoli laghi evocati come al sussurro di una formula indecifrabile; e da ciascuno di tali mondi capovolti ammicca un altro mondo lontano, pieno di freschezza e di vigore, circonfuso di mistero, vicinissimo eppure inafferrabile.<\/p>\n<p>Una sensazione penetrante carezza le membra, s&#8217;insinua sotto i vestiti, esplode nella mente con la forza di un ricordo meraviglioso e inesplicabilmente dimenticato.<\/p>\n<p>Mai, come in questi momenti, ci si sente ad un passo dal mistero della vita: come se l&#8217;ultima parete trasparente fosse gi\u00e0 sul punto di cadere, lasciandoci a tu per tu con lo splendore dell&#8217;Essere. Eppure mai, come in questi momenti, ci si sente stranamente fragili e indifesi e oscuramente consapevoli che quell&#8217;ultima parete non cadr\u00e0: e che \u00e8 giusto, in fondo, che sia cos\u00ec, se ancora non siamo pronti.<\/p>\n<p>Ci si sente uno col Tutto; ma anche, chiss\u00e0 come, distaccati e contemplativi: perch\u00e9 contemplare vuol dire che vi sono ancora un io e un tu, un dentro e un fuori, un qui e un altrove.<\/p>\n<p>\u00c8 come trovarsi sospesi fra due abissi: l&#8217;abisso del contingente e quello dell&#8217;assoluto; l&#8217;abisso della necessit\u00e0 e quello della libert\u00e0: e alla fine scoprire che, in effetti, essi coincidono, sono una cosa sola.<\/p>\n<p>Brandelli di ricordi, di sensazioni, di sogni, si accavallano e si sovrappongono: volti di sconosciuti, gesti di saluto, colori gioiosi, voli d&#8217;uccelli, sorrisi, odori, la mano del nonno che stringe la nostra lungo la strada, l&#8217;arcobaleno che si stende al di sopra di un verde giardino, il treno che lentamente si mette in movimento ed esce dalla stazione, sotto la pioggia.<\/p>\n<p>\u00c8 in questi momenti che si fa strada &#8211; dapprima timida e incerta, poi sempre pi\u00f9 chiara e netta &#8211; la certezza che solo facendosi piccoli, solo lasciandosi andare, smettendo di gonfiare il proprio ego, si pu\u00f2 diventare grandi abbastanza per accogliere il mondo intero sul palmo della mano; e che ci\u00f2 dipende da noi, solamente da noi e da nessun altro.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come la goccia d&#8217;acqua riflette il mare e la pozzanghera rispecchia l&#8217;immensit\u00e0 del cielo, allo stesso modo l&#8217;anima pu\u00f2 dilatarsi fino ad inglobare in s\u00e9 il mondo intero: bench\u00e9, propriamente parlando, n\u00e9 essa si dilati, n\u00e9 abbia il potere di inglobare le cose: essa \u00e8 il mondo, \u00e8 tutt&#8217;uno col mondo; ma tende a scordarlo.<\/p>\n<p>Quando il soffio dell&#8217;Essere la sfiora, l&#8217;anima torna in s\u00e9, si riscuote, diviene consapevole: si trasfigura, si riconosce, si ama e si abbandona; e, attraverso di essa, i cieli e gli universi si spalancano, la luce irrompe a fiotti possenti, ventate d&#8217;aria fresca spazzano l&#8217;odore di chiuso e rinnovano il miracolo della gioia, della consapevolezza.<\/p>\n<p>Quando il soffio dell&#8217;Essere la sfiora, l&#8217;anima ritrova la strada di casa, ritorna a se stessa: e, ritornando, non perde pi\u00f9 nulla, non dimentica nulla, non si separa da niente e da nessuno, ma tutto ritrova, tutto accoglie, di tutto gioisce illimitatamente.<\/p>\n<p>Essa non \u00e8 pi\u00f9 debole e indifesa, ma grande, possente, indistruttibile, trionfante e partecipa della magnificenza del mondo.<\/p>\n<p><em>\u00abVoi dunque partirete con gioia,<\/em><\/p>\n<p><em>sarete condotti in pace.<\/em><\/p>\n<p><em>I monti e i colli davanti a voi<\/em><\/p>\n<p><em>eromperanno in grida di gioia<\/em><\/p>\n<p><em>e tutti gli alberi dei campi batteranno le mani.<\/em><\/p>\n<p><em>Invece di spine cresceranno cipressi,<\/em><\/p>\n<p><em>invece di ortiche cresceranno mirti;<\/em><\/p>\n<p><em>ci\u00f2 sar\u00e0 a gloria del Signore,<\/em><\/p>\n<p><em>un segno eterno che non scomparir\u00e0.\u00bb<\/em> (Isaia, 55, 12-13).<\/p>\n<p>Una musica si dispiega nell&#8217;anima, un&#8217;armonia celestiale: come una fuga per organo di Bach, ove tutto \u00e8 grazia, misura, proporzione, forza e incondizionata fiducia in Dio.<\/p>\n<p>Questo, dunque, \u00e8 il segreto: non stringere il pugno, ma aprirlo; non sgomitare per farsi avanti, ma trarsi indietro; non alzare il tono della voce per farsi udire, ma fare silenzio e ascoltare. Non dire pi\u00f9 \u00abio\u00bb, non bramare, non protendersi, non cercare di afferrare; smettere, una buona volta, di lasciarsi ridurre in servit\u00f9 dall&#8217;avidit\u00e0, dall&#8217;ansia di riconoscimenti.<\/p>\n<p>Il mondo \u00e8 generoso quanto basta per introdurci al suo segreto, se la smettiamo di picchiare all&#8217;uscio come chi ha il diritto di entrare: perch\u00e9 la porta \u00e8 solo socchiusa, ma non cede che al tocco di una mano disinteressata. Ed \u00e8 abbastanza lieve da lasciarsi prendere tutto in una sola mano, se quella mano non pretende di farne una sua propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Questo, dunque, \u00e8 il segreto: farsi piccoli, farsi leggeri, lasciarsi andare; farsi trasparenti, per non frapporre uno schermo tra s\u00e9 e l&#8217;Essere; farsi umili e semplici come la foglia portata dal vento e trascinata dalla corrente del fiume, verso il mare.<\/p>\n<p>La nostra anima anela al mare, al mare dell&#8217;Essere: vorrebbe raggiungerlo per fondervisi, per trovarvi infine la sua pace.<\/p>\n<p>Dunque, si tratta di non lasciarsi trasportare dall&#8217;istinto di aggrapparsi alle cose, di volerle afferrare; istinto che, in fondo, nasce dalla paura. L&#8217;anima ha terribilmente paura di perdere le cose, di vedersele sfuggire: e pi\u00f9 stringe la presa, pi\u00f9 sente che esse si allontanano da lei; pure, fatica molto a liberarsi da un tale istinto.<\/p>\n<p>Tutta la nostra vita \u00e8 intessuta di paura: paura di non essere amati, di non ricevere gratificazioni e riconoscimenti, di non avere quanto ci spetta; paura di ammalarci, di invecchiare, di morire; paura di essere abbandonati, ingannati, traditi. E a tutte queste paure tendiamo a reagire mettendoci in competizione con tutto e con tutti: con gli uomini, con il tempo che fugge, con il mondo che sembra ignorare le nostre richieste, eludere la nostra presa.<\/p>\n<p>Desistere dalla competizione, \u00e8 come udire di nuovo le note gioiose del merlo che risuonano alla fine del temporale e che annunciano il ritorno del sole attraverso il sipario delle nubi squarciate, come se quest&#8217;ultimo illuminasse il mondo per la prima volta.<\/p>\n<p>Udire il merlo con l&#8217;anima svuotata, finalmente, dalla paura e dall&#8217;ansia di competizione, \u00e8 come udirlo per la prima volta; guardare il mondo con l&#8217;anima alleggerita da quel fardello, \u00e8 come vederlo realmente per la prima volta.<\/p>\n<p>Non stringere pi\u00f9 le dita, non voler pi\u00f9 strappare brandelli di felicit\u00e0, \u00e8 come rinascere; ed \u00e8 come ritrovare ogni cosa, dalla pi\u00f9 piccola alla pi\u00f9 grande, perch\u00e9 non esiste ricchezza maggiore del non voler possedere pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la grande lezione di vita che ci viene dall&#8217;Essere: pi\u00f9 vogliamo essere grandi, pi\u00f9 diverremo piccoli ed infelici, eternamente minacciati; e pi\u00f9 ci sforziamo di diventare piccoli, pi\u00f9 diverremo grandi, gioiosi e sicuri.<\/p>\n<p>Allora potremo levare un inno di lode all&#8217;Essere, esprimendo riconoscenza per ogni pi\u00f9 piccola cosa; tutto sar\u00e0 come rinnovato da un alone di splendore.<\/p>\n<p>Una poetessa inglese, Eleanor Farjeon (1881-1965), ha espresso mirabilmente questo senso di trepidante stupore e di intensa commozione nel celebre inno \u00abMorning has Broken\u00bb, del 1931, per un&#8217;antica canzone gaelica legata al villaggio scozzese di Bunessan.<\/p>\n<p>Esso \u00e8 poi stato cantato da Cat Stevens &#8211; in seguito, Ysuf Islam, &#8211; all&#8217;inizio degli anni Settanta del Novecento:<\/p>\n<p><em>\u00abMorning has broken, like the first morning<\/em><\/p>\n<p><em>blackbird has spoken, like the first bird.<\/em><\/p>\n<p><em>Praise for the singing, praise for the morning<\/em><\/p>\n<p><em>praise for the springing fresh from the word.<\/em><\/p>\n<p><em>Sweet the rain&#8217;s new fall, sunlit from heaven<\/em><\/p>\n<p><em>like the first dewfall, on the first grass.<\/em><\/p>\n<p><em>Praise for the sweetness of the wet garden<\/em><\/p>\n<p><em>Spring in completeness where his feet pass.<\/em><\/p>\n<p><em>Mine is the sunlight, mine is the morning<\/em><\/p>\n<p><em>born of the one light, Eden saw play.<\/em><\/p>\n<p><em>Praise with elation, praise every morning<\/em><\/p>\n<p><em>Gods recreation of the new day\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Versione italiana di Maurizio Lamendola:<\/p>\n<p>\u00abIl mattino \u00e8 sorto come il primo mattino,<\/p>\n<p>il merlo ha parlato come il primo uccello.<\/p>\n<p>Lode (sia) per il canto, lode per il mattino,<\/p>\n<p>lode perch\u00e9 essi sgorgano freschi dalla parola.<\/p>\n<p>Dolci le piogge nuove cadono, illuminate di sole, dal Cielo,<\/p>\n<p>come la prima rugiada caduta sulla prima erba;<\/p>\n<p>lode per la dolcezza del giardino bagnato,<\/p>\n<p>sorto in completezza dove i Suoi piedi passano.<\/p>\n<p>Mia \u00e8 la luce del sole, mio \u00e8 il mattino<\/p>\n<p>nato da quella luce che l&#8217;Eden vide (brillare);<\/p>\n<p>Lodate con esultanza, lodate ogni mattino<\/p>\n<p>la ri-creazione di Dio del nuovo giardino.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono, verso la fine di maggio e al principio di giugno (quel mese straordinario, inebriante, che gli antichi Greci chiamavano Targelione) delle giornate strane, in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-25098","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25098","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25098"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25098\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25098"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25098"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25098"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}