{"id":25095,"date":"2010-04-05T11:09:00","date_gmt":"2010-04-05T11:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/04\/05\/fare-la-pace-con-se-stessi-per-poter-vivere-in-pace-col-mondo\/"},"modified":"2010-04-05T11:09:00","modified_gmt":"2010-04-05T11:09:00","slug":"fare-la-pace-con-se-stessi-per-poter-vivere-in-pace-col-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/04\/05\/fare-la-pace-con-se-stessi-per-poter-vivere-in-pace-col-mondo\/","title":{"rendered":"Fare la pace con se stessi per poter vivere in pace col mondo"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 una di quelle verit\u00e0 talmente semplici ed evidenti che, paradossalmente, la maggior parte delle persone vive la propria intera esistenza senza vederle, pur passando accanto ad esse ogni giorno e ogni ora, sfiorandole e quasi andando ad inciamparvi sopra.<\/p>\n<p>In breve, si tratta di questo: non si pu\u00f2 vivere in pace con il mondo, se prima non si \u00e8 imparato a fare la pace con se stessi.<\/p>\n<p>Da che esiste l&#8217;umanit\u00e0, dottrine politiche, filosofiche, psicologiche, sociali, religiose, economiche, hanno preteso di insegnare agli uomini la strategia per costruire un mondo migliore, dove TUTTI siano felici e vivano finalmente appagati, null&#8217;altro desiderando e cercando che il proprio completo benessere, materiale e spirituale. Alcune hanno indicato l&#8217;arduo cammino dell&#8217;ascesi e della rinuncia; altre, viceversa, si sono avviate con disinvoltura lungo i sentieri del piacere e del soddisfacimento di ogni pi\u00f9 piccolo desiderio. Alcune hanno proclamato il dovere di essere giusti, inesorabili, spietati con gli oppositori del proprio Paradiso in terra; altre hanno predicato la pazienza, la tolleranza, l&#8217;amore.<\/p>\n<p>Eppure, nessuna di esse \u00e8 stata in grado di mantenere le proprie promesse; mentre non \u00e8 stato raro il caso di quelle che, una volta giunte ad impadronirsi della societ\u00e0, vi hanno imposto un sistema complessivo molto simile a come solitamente ci si immagina debba essere l&#8217;Inferno.<\/p>\n<p>Non sarebbe giusto, tuttavia, metterle tutte sullo stesso piano: perch\u00e9, mentre alcune hanno realmente consentito a un gran numero di uomini e donne di avviarsi, almeno, nella giusta direzione, altre li hanno totalmente confusi e sospinti lungo strade lastricate di illusioni deleterie, di crudeli sofferenze e di continui conflitti con i propri simili.<\/p>\n<p>Semplificando al massimo, potremmo dire che esiste un criterio di massima pressoch\u00e9 infallibile per distinguere le dottrine capaci di elevare effettivamente il livello di consapevolezza spirituale (e perci\u00f2 di benessere) delle persone, da quelle che, al contrario, le alienano sempre pi\u00f9 da se stesse e dall&#8217;armonia del Tutto: e tale criterio \u00e8, appunto, verificare se una determinata dottrina ponga come elemento centrale, irrinunciabile, oppure no, il fatto di giungere ad una pacificazione interiore; il che presuppone, a sua volta, la capacit\u00e0 di guardarsi dentro con lealt\u00e0 ed onest\u00e0.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che la cosa non sia del tutto evidente: tuttavia, se dovessimo dire quale sia la ferita pi\u00f9 grande che la modernit\u00e0 ha inferto all&#8217;anima dell&#8217;uomo, senza esitazione risponderemmo che si tratta del disamore nei confronti di se stesso.<\/p>\n<p>L&#8217;edonismo e il narcisismo oggi imperanti non contraddicono questa affermazione, ma, semmai, la confermano: perch\u00e9 l&#8217;esagerazione, di qualunque tipo essa sia, indica sempre, infallibilmente, l&#8217;esistenza di una realt\u00e0 di segno opposto, che ci si sforza di nascondere o di camuffare, allo scopo di ingannare gi altri o di autoingannarsi.<\/p>\n<p>La grande maggioranza degli uomini e delle donne che affollano le nostre citt\u00e0, che si stipano nei grandi magazzini, che si stordiscono nelle discoteche, non si amano e non si stimano; ed \u00e8 proprio a causa di tale disamore e di tale disistima che fuggono la solitudine, perch\u00e9 solo chi \u00e8 in pace con se stesso la pu\u00f2 vivere serenamente, in ascolto della propria anima; mentre chi non lo \u00e8, fa di tutto per stringersi alla massa anonima degli altri, nella gran confusione ove tutti sembrano uguali e, perci\u00f2, pare che sia pi\u00f9 facile portare il peso che \u00e8 comune a tanti: quello del poco amore e della poca considerazione per se stessi.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 un&#8217;illusione, evidentemente; e la ricetta \u00e8 perfino peggiore del male.<\/p>\n<p>Ora, la maniera pi\u00f9 drastica del non volersi bene \u00e8 il non essere disposti a perdonarsi; e, pertanto, vivere portandosi dietro un greve, opprimente senso di colpa.<\/p>\n<p>Anche qui, le apparenze potrebbero facilmente ingannare: perch\u00e9 l&#8217;apparenza \u00e8 che mai, come oggi, le persone siano state inclini a passare sopra i propri errori e le proprie colpe, dimenticandosene fin troppo in fretta e creando, cos\u00ec, le condizioni perch\u00e9 tali errori e tali colpe si ripetano altre dieci, cento e mille volte.<\/p>\n<p>Di questa duplice apparenza, solo la seconda parte \u00e8 vera, vale a dire la tendenza a reiterare, per insufficiente o assente esame interiore, sempre gli stessi sbagli, con stolida, monotona perseveranza; ma \u00e8 errata la prima: perch\u00e9 il fatto di non mostrare rimorso o pentimento per i propri errori e per le proprie colpe non significa che il rimorso non vi sia e, forse, anche il pentimento: significa solo che la coscienza ha deciso di ricacciarli indietro, nelle pieghe pi\u00f9 profonde dell&#8217;anima, il pi\u00f9 lontano possibile dalla luce della consapevolezza.<\/p>\n<p>Ma le colpe e gli errori, non perdonati e respinti nei livelli pi\u00f9 nascosti dell&#8217;anima, fermentano, marciscono, imputridiscono: mandano un terribile cattivo odore, si riempiono di vermi che li percorrono in ogni senso, brulicando come un esercito schifoso e senza pace. \u00c8 l&#8217;esercito delle furie infernali, che mai dar\u00e0 tregua a colui che ne \u00e8 caduto vittima, per quanto egli possa stordirsi con mille diversivi e con mille ingannevoli distrazioni.<\/p>\n<p>Ciascuno di noi \u00e8 fatto essenzialmente di energia: energia che pu\u00f2 diventare positiva o negativa, a seconda di come noi decidiamo di porci nei confronti della vita e di come siamo capaci di vivere le nostre emozioni.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa: l&#8217;energia non pu\u00f2 rimanere rinchiusa all&#8217;interno della persona. Essa preme per venire alla luce, per estrinsecarsi, per diffondersi tutto intorno; e, se viene ricacciata all&#8217;interno, si trasforma drammaticamente in energia distruttiva.<\/p>\n<p>Quando la persona che inibisce la propria verit\u00e0 interiore, che non si perdona e che non si ama, ha finito di consumare tutta la propria energia innata, trasformandola in negativa, allora incomincia ad espellerla all&#8217;esterno, investendo coloro che le stanno intorno, a cominciare dai familiari e da quanti le vivono materialmente e spiritualmente pi\u00f9 vicini.<\/p>\n<p>\u00c8 questa una delle principali manifestazioni del cosiddetto vampirismo psichico: l&#8217;anima sofferente, dilaniata dal proprio tormento, di cui &#8211; non di rado &#8211; non \u00e8 neppure pienamente consapevole, cerca istintivamente di afferrarsi a quanti le stanno intorno, per succhiare loro l&#8217;energia che le \u00e8 venuta a mancare. Chi possiede un certo grado di sensitivit\u00e0 riconosce immediatamente questo genere di persone, la cui frequentazione pu\u00f2 divenire non solo estenuante, ma anche pericolosa, se non si possiedono forti risorse di equilibrio psichico.<\/p>\n<p>Altre manifestazioni sono la gelosia patologica, l&#8217;invidia cronica, la malevolenza sistematica, l&#8217;odio, il rancore, l&#8217;ardente desiderio di vendetta: perch\u00e9, analizzando ciascuno di questi stati dell&#8217;essere, non si tarda ad accorgersi che ci\u00f2 che li origina non \u00e8, veramente (come sembrerebbe), un sentimento negativo nei confronti del prossimo, ma un sentimento negativo nei confronti di se stessi.<\/p>\n<p>Chi sia ama, non odia nessuno; chi \u00e8 in pace con se stesso, non serba rancore per tutta la vita e non insegue la brama di vendicarsi, alla prima occasione, delle offese patite, vere o presunte che esse siano. Chi bandisce le crociate, chi predica la guerra e chi promette un Paradiso da imporre con la violenza, non possiede neanche un briciolo di amore e di stima per se stesso: se li avesse, saprebbe che tutto l&#8217;odio che egli rivolge ai supposti nemici esterni (di classe, di razza, di religione) non \u00e8 che una proiezione del disprezzo che egli nutre nei confronti di se stesso.<\/p>\n<p>Non bisogna credere a quanti dicono di essere pronti a fare qualunque sacrificio per amore della persona amata, ma si aspettano di ricevere in cambio almeno altrettanto: non sono capaci di amare gli altri, perch\u00e9 non amano se stessi.<\/p>\n<p>Molte persone si puniscono oscuramente, imboccando strade sbagliate, per procurarsi sofferenze e per inibirsi la possibilit\u00e0 di essere felici: ad esempio, unendo la propria vita alla persona sbagliata e legandosi ad impegni gravosi, convinte &#8211; magari &#8211; di essere indispensabili al benessere del proprio compagno o della propria compagna; mentre \u00e8 vero che hanno bisogno di quell&#8217;alibi per tenere in piedi la menzogna con se stesse.<\/p>\n<p>Ad un livello ancora pi\u00f9 profondo, quello che molti individui non riescono a perdonarsi \u00e8 proprio il fatto di esserci. Il caso pi\u00f9 semplice (si fa per dire) \u00e8 quello di un uomo sopravvissuto alla morte di un fratello o di una sorella; di un marito sopravvissuto alla morte della moglie; di un genitore sopravvissuto alla morte del proprio figlio; e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Oppure non ci si perdona di godere di una buona salute, mentre i propri congiunti sono affetti da gravi malattie fisiche o psichiche; o, ancora, non ci si perdona di aver avuto successo nella vita, mentre una persona cara, un parente stretto, un amico, hanno fallito su tutta la linea, e la loro sola presenza suona come un rimprovero e una muta protesta. Una sorella sposata si sente in colpa perch\u00e9 sua sorella non \u00e8 riuscita a trovare marito; un impiegato si sente in colpa perch\u00e9 ha fatto un balzo di carriera, mentre il suo amico e collega \u00e8 rimasto al palo, in posizione marginale.<\/p>\n<p>Sono tutti casi abbastanza frequenti e riguardano tutti, quale pi\u00f9 e quale meno, l&#8217;ambito delle problematiche psicologiche.<\/p>\n<p>Ma il senso di colpa per eccellenza non ha niente a che fare con simili cose; si tratta di un sentimento molto pi\u00f9 radicato e profondo, di una struttura ontologica dell&#8217;essere: il senso di colpa per il fatto di esserci, di respirare, di vivere, sottraendo vita, spazio e respiro ad altri, per esempio a quei ventiseimila bambini che muoiono di denutrizione, ogni giorno (tre al secondo, se si preferisce), in qualche parte dimenticata del nostro pianeta.<\/p>\n<p>Naturalmente, non \u00e8 vero che un essere umano, per il solo fatto di esistere, sottragga qualcosa a qualcun altro: questa visione cupamente darwiniana della vita, intesa come \u00abmors tua, vita mea\u00bb, \u00e8 tutta da dimostrare e, a quanto ci risulta, non \u00e8 mai stata dimostrata in maniera convincente. Tuttavia, una caratteristica della libert\u00e0 morale degli esseri umani \u00e8 quella di potersi tormentare (ma anche, all&#8217;opposto, deliziare) non solo con le cose reali, ma anche con pensieri e sentimenti del tutto ingannevoli ed illusor\u00ee. Noi non siamo condizionati dalle cose, dicevano i filosofi greci, ma dall&#8217;opinione che ci formiamo di esse.<\/p>\n<p>Vi sono anche persone il cui poco amore per se stesse consiste nel fare di tutto per rendersi impossibile di essere felici: condannandosi al&#8217;infelicit\u00e0, esse ritengono, di solito a livello inconsapevole, di aver saldato il proprio debito con la vita, ossia con la colpa di esistere.<\/p>\n<p>Il nostro problema essenziale, dunque, consiste nel dare libera espressione alle nostre energie, potenzialmente positive, o in attivit\u00e0 esplicitamente costruttive, come l&#8217;arte, la musica, la scienza, il pensiero, lo sport; o, quanto meno, in attivit\u00e0 che ci consentano di assorbire e neutralizzare le energie negative derivanti dal loro scarso o insufficiente utilizzo e, quindi, dalla loro implosione: un po&#8217; come le piante verdi, filtrando l&#8217;anidride carbonica, trasformano quest&#8217;ultima, di per s\u00e9 nociva, in ossigeno, che \u00e8 una sostanza utile alla vita.<\/p>\n<p>Noi dobbiamo imparare ad elaborare le nostre emozioni e far s\u00ec che le nostre energie psichiche non ristagnino e non degenerino in una palude miasmatica, ma conservino la freschezza e la trasparenza delle acque correnti.<\/p>\n<p>E per fare questo, non c&#8217;\u00e8 che una strada: quella della conoscenza di s\u00e9; che porta, automaticamente &#8211; e sia pure dopo un percorso pi\u00f9 o meno lungo e faticoso &#8211; a rappacificarsi con se stessi, a perdonarsi, a volersi un po&#8217; di bene, a stimarsi e a ritenersi degni di poter essere felici.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una cosa che aiuta moltissimo ad acquisire una tale consapevolezza: il fatto che noi siamo degni del nostro amore, e quindi del nostro perdono, perch\u00e9 non veniamo dal caso, ma dall&#8217;Essere, che \u00e8 Amore: noi non esisteremmo, se non vi fosse l&#8217;Amore; dunque, siamo anche amabili, degni di stima e meritevoli di raggiungere la felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Certo, a ciascuno di noi accade di commettere degli errori, di macchiarsi di alcune colpe. Ma possiamo e dobbiamo imparare a perdonarci, ovviamente resi pi\u00f9 saggi da tali esperienze e decisi a non ricadere nelle medesime strade sbagliate; e lo possiamo, perch\u00e9 non da noi stessi vengono l&#8217;amore e il perdono, ma dall&#8217;Essere che ci ha chiamati all&#8217;esistenza, che ci ha indirizzati verso uno scopo nella nostra vita, e che &#8211; quando sar\u00e0 giunto il tempo &#8211; torner\u00e0 a chiamarci a s\u00e9, perch\u00e9 ogni separatezza scompaia e noi diveniamo tutto in tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una di quelle verit\u00e0 talmente semplici ed evidenti che, paradossalmente, la maggior parte delle persone vive la propria intera esistenza senza vederle, pur passando accanto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[119],"class_list":["post-25095","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-dottrina"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25095","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25095"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25095\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25095"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25095"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25095"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}