{"id":25085,"date":"2007-12-02T05:50:00","date_gmt":"2007-12-02T05:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/12\/02\/di-notte-al-chiaro-di-luna-appare-il-fantasma-del-cavaliere-spagnolo\/"},"modified":"2007-12-02T05:50:00","modified_gmt":"2007-12-02T05:50:00","slug":"di-notte-al-chiaro-di-luna-appare-il-fantasma-del-cavaliere-spagnolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/12\/02\/di-notte-al-chiaro-di-luna-appare-il-fantasma-del-cavaliere-spagnolo\/","title":{"rendered":"Di notte, al chiaro di luna, appare il fantasma del cavaliere spagnolo"},"content":{"rendered":"<p>Una delle pagine pi\u00f9 affascinanti del romanzo della scrittrice statunitense Majorie Kinnan Rawlings <em>Il cucciolo<\/em> (e una delle sequenze pi\u00f9 affascinanti del bellissimo film omonimo, girato da Clarence Brown nel 1946) \u00e8 quella relativa al fantasma del cavaliere spagnolo.<\/p>\n<p>Nel film se ne parla in un&#8217;unica scena ed \u00e8 Icaro, il ragazzino zoppo e malato, ma intelligentissimo e animato da una fervida fantasia, a narrarne la storia a Jody, il protagonista, figlio di due poveri agricoltori della Florida che vivono, ai primi del Novecento, in condizioni di isolamento quasi inverosimile ma, in compenso, a contatto con una natura straordinariamente varia e rigogliosa.<\/p>\n<p>Nel romanzo, invece (titolo originale: <em>The yearling<\/em>, del 1938) se ne parla in diversi punti della vicenda. Riportiamo qui di seguito i tre principali:<\/p>\n<p><em>&quot;La strada polverosa si svolgeva come un nastro al sole. All&#8217;altezza della cisterna si biforcava: un ramo volgeva a settentrione e l&#8217;altro portava all&#8217;Isola Forrester. Al bivio i tronchi dei pini secolari mostravano antiche ferite di scure, fatte allo scopo di indicare la direzione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abLi hai fatti tu quei segni sui tronchi, o i Forrester?\u00bb, domand\u00f2 Jody.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abOh, son l\u00ec da quando n\u00e9 i Baxter n\u00e9 i Forrester esistevano al mondo. Possono averli fatti gli spagnoli. Non t&#8217;hanno insegnato a scuola che la strada l&#8217;han fatta loro? \u00c8 la prima strada che hanno tracciato attraverso la Florida; quel ramo l\u00e0 va a Tampa. Questo si chiama la via dell&#8217;Orso Nero.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Jody spalanc\u00f2 gli occhi. \u00abCacciavan l&#8217;orso nero anche gli Spagnoli?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00ab\u00c8 probabile. Per forza. Avevano per nemici gli indiani, gli orsi e le pantere. Su per gi\u00f9 come noi, solo che noi non abbiamo pi\u00f9 gli indiani\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Jody si guard\u00f2 attorno. La pineta si popol\u00f2 subitamente, nella sua fantasia. \u00abCe n&#8217;\u00e8 ancora in giro, di spagnoli?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abMa no. Non vive pi\u00f9 chi ha sentito suo nonno dire di aver visto gli spagnoli. Eran venuti dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano. Sono venuti per trafficare, ma si sono aperti la strada a suon di botte sacrosante, e nessuno sa dove siano andati a finire \u00bb. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Dopo cena i due vecchietti discorsero di cavalli. In tutta la regione attorno e pi\u00f9 a ponente, i<\/em> ranchers <em>ne lamentavano la penuria. Orsi lupi e pantere avevano falcidiato i puledri dell&#8217;annata. I soliti cavallari del Kentucky quest&#8217;anno non erano comparsi. I Forrester riconoscevano unanimi che era un buon affare mettersi in giro e comprar cavalli bradi. Jody e Icaro, trovando noiosi i discorsi, si rincantucciarono a chiacchierare sottovoce per conto loro.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abIo so una cosa che scommetto che non sai\u00bb, disse Jody.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abCos&#8217;\u00e8?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abGli Spagnoli una volta lavoravano la terra proprio accanto a casa nostra.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abLo sapevo benissimo.\u00bb Si fece pi\u00f9 accosto e in un misterioso bisbiglio aggiunse: \u00abLi ho visti.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Jody spalanc\u00f2 gli occhi: \u00abHai visto chi?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abGli Spagnoli. Sono dei giganti, neri come il peccato. Portan l&#8217;elmo e van sempre a cavallo. Anche i cavalli son tutti neri.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abNon \u00e8 vero che li hai visti. Non ce n&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Sono scomparsi come gli indiani.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Icaro strizz\u00f2 l&#8217;occhio da furbo. \u00abGi\u00e0! Si dice cos\u00ec, ma son storie. Senti, la prima volta che passi sullo stradone, va&#8217; a guardare nella grossa magnolia all&#8217;altezza della vostra cisterna., sai quale voglio dire? Be&#8217;, va&#8217; a guardar dentro il fogliame. L\u00ec c&#8217;\u00e8 sempre una sentinella spagnola a cavallo.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;A Jody si rizzarono i capelli sulla nuca. Impossibile. Era una delle frottole di Icaro. Ecco perch\u00e9 passava per strambo. Ma Jody segretamente avrebbe voluto che non fossero frottole. A ogni modo non c&#8217;era nessun male a guardare nella magnolia la prima volta che passava di l\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Gli orchi [soprannome dei Forrester] svuotarono le pipe sulla pietra del focolare o sputarono via le cicche nel fuoco. Avviandosi verso le proprie camere si slacciavano bretelle e brache. Avevano ciascuno un letto per s\u00e9, troppo grossi per dormire appaiati. Icaro si port\u00f2 Jody nel proprio letto, nel sottoscala. \u00abIl cuscino tientelo tu\u00bb,gli disse.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Jody pens\u00f2 che al ritorno la mamma avrebbe voluto sapere se s&#8217;era lavato i piedi prima di coricarsi. Qui dai Forrester non ci si badava, ognuno andava a letto senza lavarsi. Icaro incominci\u00f2 una storia sulla fine del mondo. Il creato era deserto e buio, con solo le nuvole su cui cavalcare. Al principio Jody era interessato, poi la storia divenne confusa, assurda. Jody s&#8217;addorment\u00f2 e sogn\u00f2 di spagnoli, che cavalcavano nubi pi\u00f9 nere del peccato.&quot; (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il primo gelo sopravvenne alla fine di novembre. Sul gran noce nell&#8217;angolo nord del campo le foglie ingiallirono come burro, mentre sull&#8217;albero della gomma erano gialle e rosse e nel boschetto delle querce sterili fiammeggiavano rosse come fuochi di cacciatori della foresta. La vite era tutta d&#8217;oro e il<\/em> sumac <em>rosso cupo come la brace. La fioritura ottobrina del mirto s&#8217;era convertita in una bambagia impalpabile. Il giorno si alzava frizzante, poltriva intiepidendo placido e rinfrescava daccapo prima che fosse buio. I Baxter passavano la sera davanti al fuoco del camino in sala. \u00abPare impossibile &#8211; ripeteva la mamma &#8211; ecco gi\u00e0 di nuovo l&#8217;inverno.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Jody si sdraiava in terra sulla pancia, sostenuto sui gomiti, il mento tra le palme, gli occhi fissi nel fuoco. Vi rivedeva sovente lo spagnolo di Icaro. Strabuzzando gli occhi in attesa che le fiamme si elevassero alla dovuta altezza, riusciva benissimo a vedere, senza un grave sforzo d&#8217;immaginazione, un cavaliere con il manto rosso e l&#8217;elmo sfavillante. La visione non durava mai a lungo, perch\u00e9 il legno consumandosi si muoveva e lo spagnolo dileguava. \u00abGli spagnoli portavano la mantella rossa?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il babbo: \u00abNon so. Sono un maestro da strapazzo, mio povero figliolo.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La mamma, stupita: \u00abChi gli ficca in testa di queste idee?\u00bb<\/em> (1)<\/p>\n<p>Eppure&#8230;<\/p>\n<p>Se non fossero tutte storie, come la mamma di Jody mostrava di credere? Se il racconto di Icaro avesse avuto un suo fondamento, e non solo perch\u00e9 \u00e8 bello, per dei bambini, credere a cose del genere, come Jody in cuor suo aveva pensato? S\u00ec: se davvero i cavalieri spagnoli, o meglio i loro fantasmi, grandi, neri, con le mantelle rosse, avanzassero a cavallo attraverso i sentieri del bosco, nella luce argentea della luna?<\/p>\n<p>In un precedente articolo, <em>I bambini vedono cose che noi non vediamo<\/em>, abbiamo avanzato l&#8217;ipotesi che un certo numero di bambini in et\u00e0 pre-scolare possiedano naturalmente la facolt\u00e0 di percepire eventi e situazioni che sfuggono completamente ai sensi ordinari degli adulti. Un po&#8217; come accade per gli animali (si pensi all&#8217;udito del cane) e per la loro misteriosa facolt\u00e0 di presentire fenomeni quali terremoti o maremoti; cosa che \u00e8 stata tragicamente confermata, di recente, dallo <em>tsunami<\/em> che ha spazzato le coste dell&#8217;Oceano Indiano.<\/p>\n<p>Ebbene: oltre ai bambini, \u00e8 verosimile che esista un&#8217;altra categoria di persone in grado di vedere e sentire cose che restano invisibili e non udibili agli individui comuni: quella dei sensitivi, naturalmente dotati di una sorta di &quot;seconda vista&quot;, aperta sull&#8217;<em>altra dimensione<\/em> del <em>continuum<\/em> spazio-temporale. Tali persone sono in grado di percepire non solo eventi a grandi distanze nello spazio, ma anche nel tempo: cio\u00e8 eventi verificatisi nel passato o che si verificheranno nel futuro. Infatti, secondo la concezione unitaria delle quattro dimensioni, il passato non \u00e8 scivolato via chiss\u00e0 dove nell&#8217;ombra e il presente non \u00e8 qualcosa che debba ancora arrivare: passato e presente, al contrario, coesistono, sono gi\u00e0 qui e ora, <em>solo che i sensi ordinari non arrivano ad afferrarli.<\/em><\/p>\n<p>Nel caso del cavaliere spagnolo, e anche di alcuni altri che ora riporteremo, ci si pu\u00f2 domandare <em>dove<\/em>, esattamente, persista la sua presenza, affinch\u00e9 taluni abitanti del &quot;presente&quot; siano in grado di coglierla con lo stesso gradi di evidenza di qualsiasi altra. Sono state formulate varie ipotesi al riguardo; una delle pi\u00f9 accettabili si riferisce al &quot;deposito&quot; dell&#8217;<em>Akasa<\/em>, di cui abbiamo parlato nell&#8217;articolo <em>Da dove vengono le materializzazioni del pensiero<\/em>, ed \u00e8 stata formulata migliaia di anni fa dai saggi dell&#8217;India e ripresa, nei tempi moderno, soprattutto dai teosofi. Uno studioso italiano del Novecento (pochissimo conosciuto al grande pubblico), un sacerdote veneziano, padre Ernetti, avrebbe addirittura realizzato &#8211; alcuni decenni or sono &#8211; un &quot;cronovisore&quot;, ossia uno strumento capace di &quot;leggere&quot; la memoria del passato rimasta impressa in tale &quot;deposito&quot; psichico universale. Si dice perfino che egli fu in grado di visualizzare la passione di Cristo e che inform\u00f2 le gerarchie della Chiesa cattolica della sua straordinaria scoperta; ma siamo, appunto, nel campo dei &quot;si dice&quot;, bench\u00e9 esistano forti indizi del fatto che padre Ernetti non era n\u00e9 un visionario, n\u00e9 uno squilibrato, e che le sue ricerche rivestivano carattere di assoluta seriet\u00e0.<\/p>\n<p>Sia come sia, noi possediamo una imponente bibliografia relativa ad episodi di &quot;visioni del passato&quot;, spesso testimoniati da persone di sicura buona fede e, in taluni casi, da studiosi di un certo prestigio, come l&#8217;inglese Stephen Jenkins, definito da Colin Winson (uno dei massimi esperti dell&#8217;oculto) &quot;serio e appassionato&quot;. (2) Jenkins,in particolare, era convinto che gli eventi del soprannaturale in genere, e le visioni del passato in particolare, si verificano l\u00e0 dove s&#8217;incontrano due o pi\u00f9 <em>ley lines<\/em>, dei sentieri o linee di forza magnetica che collegherebbero, in una fitta rete che in parte \u00e8 stata riconosciuta, dei &quot;centri energetici&quot; corrispondenti, non a caso, ad antichissimi siti preistorici, quali <em>dolmen<\/em> o <em>menhir<\/em>, e sui quali ultimi sarebbero poi stati edificati gli edifici del culto cristiano. Secondo questa teoria, le visioni del passato non hanno luogo in punti dello spazio casuali, ma in localit\u00e0 ben precise, caratterizzate da un&#8217;alta densit\u00e0 di vibrazioni elettromagnetiche. Per inciso, si tratta di una teoria che non si discosta moltissimo &#8211; nell&#8217;impianto fondamentale &#8211; da quella di un altri studioso di lingua inglese, Ivan Sanderson, particolarmente noto come ufologo, il quale avrebbe individuato dodici particolari localit\u00e0 della superficie terrestre caratterizzate dalla frequenza di eventi inspiegabili, tra i quali la scomparsa di persone, navi ed aerei; anche se Sanderson le mette in relazione con l&#8217;intervento diretto di creature intelligenti provenienti da un&#8217;altra dimensione dello spazio-tempo.<\/p>\n<p>Tornando a Stephen Jenkins, egli sostenne di aver visto per due volte alcuni soldati fantasma nella stessa localit\u00e0 della Cornovaglia, all&#8217;estremit\u00e0 sud-occidentale dell&#8217;Inghilterra. Riportiamo da un testo divulgativo sul soprannaturale:<\/p>\n<p><em>&quot;I soldati, tutti armati, erano silenziosi e immobili. Svanirono completamente in una tremolante cortina d&#8217;aria calda. Jenkins ritiene che le<\/em> ley lines <em>avessero dato origine a un potente campo di forza. Il fatto pi\u00f9 sorprendente \u00e8 che i due avvistamenti si verificarono, pi\u00f9 o meno con le stesse modalit\u00e0, a 40 anni di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro.&quot;<\/em> (3)<\/p>\n<p>Anche Joan Forman, autrice di uno dei migliori libri sul mistero del tempo (almeno dopo il classico di J. W. Dunne, <em>Esperimento con il tempo<\/em>), riporta alcuni casi del genere, sempre realtivi alle isole Britanniche (il che starebbe a indicare o che quell&#8217;area \u00e8 particolarmente interessata dalle &quot;linee di forza&quot; oppure, semplicemente, che \u00e8 stata meglio studiata sotto tale particolare punto di vista). Ne riferiamo due, scelti fra quelli pi\u00f9 significativi:<\/p>\n<p><em>&quot;Ildottore e la signora White dovevano andare a desinare con amici a Niton e decisero di prendere la bella strada atrtraverso i Downs dell&#8217;isola [di Wight; siamo il 4 gennaio del 1969]. Era una sera buia con grandi masse di nuvole, ma sopra di esse una fulgida luna piena stagliava nettamente lo scenario con toni neri, grigi e argentei. Cominciarono a salire ilprimo colle avicinandosi ai Downs, con cave di calcare sulla sinistra e campi sulla destra. \u00c8 una zona solitaria, dove la pi\u00f9vicina fattoria \u00e8 distante alcune miglia, e quello che i due viaggiatori si videro davanti era l&#8217;ultima cosa che si aspettassero di vedere. I campi aparivano coperti di lkuci inquiete, come se molta gente si aggirasse laggi\u00f9. La coppia ne fu stupita ma attribu\u00ec la cosa a pastori affaccendati con le loro greggi, perch\u00e9 era il tempo della figliatura.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il dottore e sua moglie giunsero al sommo del colle e stavano per iniziare la discesa quando si accorsero che anche sull&#8217;altro versante tutti i campi alla loro destra erano risplendenti di luci, \u00abcome una grande citt\u00e0\u00bb. Fermarono l&#8217;auto e contemplarono stupiti quella miriade di punti scintillanti, cercando di capire che cosa fossero. A quanto sembra non venne loro in mente che la spiegazione potesse non essere di natura razionale. Supposero di assistere a qualche festa agricola, sebbene i primi di gennaio non fossero un&#8217;epoca molto adatta per certe attivit\u00e0 campestri. In distanza, quello che ricordavano come un semplice tratto di automobile verso una fattoria fuori mano sembrava loro una bene illuminata strada cittadina con edifici sui due lati: le luci erano verdi, rosse e arancione. La scena era sconcertante, e il senso di irrealt\u00e0 aument\u00f2 quando giunsero al sentieri della fattoria e si accorsero che era deserta come al solito, con ombre cupe e riflessi lunari, senza alcun indizio di luci artificiali.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;I due cominciarono a innervosirsi, e la ripresa del loro viaggio sotto le grandi masse di nubi e il chiaro plenilunio non li rassicur\u00f2 molto. La signora White, in particolare, non vedeva l&#8217;ora di raggiungere un familiare rifugio in un&#8217;osteria dell&#8217;isola, la<\/em> Lepre e Segugi<em>, una costruzione bassa e amichevole alla congiunzione delle strade di Newport da un lato e di Merstone dall&#8217;altro.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma anche questo piccolo sollievo fu loro negato. Voltato l&#8217;angolo, videro l&#8217;osteria: ma era immersa nella luce e circondata da figure che portavano torce correndo e indietro lungo la strada. Dai finestrini della macchina videro ancora i campi illuminati, e l&#8217;onda di luce sembrava continuare in lontananza verso Newport travolgendo i campi e le siepi. Una figura si staccava dalla massa: un uomo eccezionalmente alto dai lineamenti marcati che correva direttamente davanti all&#8217;automobile. I due notarono che indossava un giubbetto di cuoio con una larga cintura.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;A questo punto il dott. White, una persona molto positiva, al dire della moglie, venne alla conclusione che non era solo l&#8217;oscurit\u00e0 notturna quella che doveva essere chiarita. Decise di fermarsi e chiedere a qualcuno la causa di tutto quel movimento e di quell&#8217;illuminazione. Sembra che neppure adesso venisse loro l&#8217;idea di essere vittime di un&#8217;illusione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quando la macchina fu a una ventina di metri dal<\/em> Lepre e segugi<em>, le luci e le figure svanirono insieme, scomparendo come per lo scatto di un interruttore. L&#8217;osteria era nell&#8217;oscurit\u00e0 eccettuo la consueta, fioca illuminazione delle sue finestre. L&#8217;innervosita coppia prosegu\u00ec senza fermarsi fino alla sua destinazione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Tornarono per la stessa via alle prime ore del mattino; la zona era tornata alla normalit\u00e0, il senso di oppressione era scomparso insieme all&#8217;impressione di irrealt\u00e0. Un fattore naturale che era stato presente nel viaggio di andata manc\u00f2 in quello di ritorno: le nubi si erano allontanate; la notte era ancor buia ma la luna splendeva brillante e libera nel cielo chiaro.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;In seguito i White cercarono una spiegazione. Avevano forse assistito a un miraggio prodotto dal riflesso di una citt\u00e0 vicina proiettato contro la barriera di nubi e di l\u00e0 sui campi sottostanti? Solo le acque del Solent dividono la citt\u00e0 di Portsmouth dall&#8217;isola di Wight. L&#8217;idea era interessante ma, mi sembra, non soddisfacente perch\u00e9 non spiegava le figure con le torce e l&#8217;uomo con la giubba di pelle passato davanti all&#8217;automobile.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Altre possibilit\u00e0 furono suggerite dalla stessa Sheila White: che cio\u00e8 la strana esperienza avesse mostrato una qualche sequenza di vita passata o futura. Le legioni romane, un tempo, avevano posto i loro accampamenti marciando contro i Vezi. Gli accampamenti romani avevano almeno due strade che si incrociavano ad angolo retto, se erano temporanei; e con completo sistema di vie a graticcio se costituivano un luogo fortificato permanente (il forte legionario di Caerleon ne \u00e8 un buon esempio). Le torce erano certamente usate per l&#8217;illuminazione durante l&#8217;impero, e ci si pu\u00f2 immaginare che gli accampamenti fossero adeguatamente illuminati specialmente in tempo di pace. Una sequenza del passato \u00e8 dunque molto probabile in questo caso.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;I Vezi furono poi sottomessi dagli invasori Vichinghi che posero l\u00e0 i loro accampamenti invernali sulla fine del X secolo e usarono l&#8217;isola come base da cui aggredire l&#8217;isola maggiore. Gli abiti indossati dalla grande apparizione dei White erano conformi piuttosto al costume vichingo che a quello romano. Gli uomini del nord erano alti.&quot;<\/em> (4)<\/p>\n<p>Anche il secondo episodio, riferito dalla Forman assai pi\u00f9 concisamente, ha a che fare con l&#8217;antica presenza militare romana in Gran Bretagna. Si tratta di una sorta di &quot;allucinazione lucida&quot; che le fu riferita da una signora, la quale peraltro si interessava appunto di storia romana; quindi non si pu\u00f2 escludere che via abbia concorso un certo grado di autosuggestione inconscia, come l&#8217;Autrice &#8211; correttamente &#8211; fa presente al lettore.<\/p>\n<p><em>&quot;Un altro soggetto, la signora M. Rawlings, di Barnet, &#8216;vide&#8217; una processione romana entrare nell&#8217;arena di Verulamio (la moderna St. Albans nel Hertfordshire), e pot\u00e9 descriverla nei particolari, dall&#8217;uniforme dei soldati romani ai vessilliferi che portavano le aquile. \u00abUn ufficiale di alto grado, vestito di una bianca toga e con un ramo di alloro sulla fronte, venne per ultimo e si avvicin\u00f2 al seggio nel centro del palco, dove sedette con i vessilliferi a ogni lato\u00bb. Tutta l&#8217;esperienza parve durare solo pochi secondi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Esperienze di questo genere possono essere spiegate altrimenti che con un cambiamento di tempo. La signora M. Rawlings si interessava di storia romana e aveva letto molto su questo argomento. \u00c8 possibile che la sua visone fosse una ricostruzione mentale di una scena su cui ella deve aver fatto molte letture. D&#8217;altra parte il caso pu\u00f2 essere stato un&#8217;aberrazione temporale simile a quello di alcuni gi\u00e0 considerati. Non vi sono sufficienti elementi per giungere a una conclusione.&quot;<\/em> (5)<\/p>\n<p>Ad ogni modo, uno degli episodi di slittamento temporale pi\u00f9 impressionati \u00e8 quello riferito da Charles Berlitz e ambientato anch&#8217;esso nelle Isole Britanniche, questa volta nel nord della Scozia, e accaduto alla met\u00e0 degli anni &#8217;70 del Novecento. Si noti che in questo caso il testimone visse un&#8217;esperienza che coinvolse non il senso della vista, come nei due casi precedenti, ma bens\u00ec quello dell&#8217;udito, il che fa pensare non a una sfilata di fantasmi inconsistenti, ma alla &quot;registrazione&quot; di un evento assolutamente reale, ancorch\u00e9 situato nel passato, e caratterizzato da corpi pesanti in movimento, tali da produrre il caratteristico scalpiccio di una folla in marcia.<\/p>\n<p>Un altro elemento significativo di questo episodio \u00e8 dato dal fatto che gli animali domestici dei vicini del protagonista &#8211; un cane e un gatto &#8211; avvertirono inesplicabilmente una presenza estranea proprio nel momento e nel luogo in cui il testimone ud\u00ec sfilare la legione romana &quot;in marcia dall&#8217;eternit\u00e0&quot;. Abbiamo gi\u00e0 osservato che gli animali sembrano in grado di percepire presenze ed eventi che sfuggono ai sensi degli esseri umani. Nel nostro caso, la reazione degli animali e l&#8217;esperienza del testimone si confermerebbero a vicenda e parrebbero suggerire che, quella notte, qualcosa di anomalo sia realmente accaduto.<\/p>\n<p>Un ultimo elemento degno di nota \u00e8 la testimonianza di una seconda persona che, indipendentemente da quella della prima, convaliderebbe l&#8217;oggettivit\u00e0 del fenomeno, poich\u00e9 si riferisce allo stesso giorno e alla stessa ora indicati dal primo soggetto, bench\u00e9 venisse resa a una notevole distanza di tempo dai fatti segnalati.<\/p>\n<p><em>&quot;Una tarda sera del settembre del 1974 lo scrittore A. C. McKerracher decise di concedersi una pausa di lavoro e uscire a prendersi una boccata d&#8217;aria.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;McKerracher e la sua famiglia si erano trasferiti da poco in un nuovo immobile residenziale su una collina prospicente la cittadina scozzese di Dunblane, nel Perthsire. Era una notte serena e gelida, e l&#8217;abitato sottostante era velato dalla nebbia. Tutt&#8217;a un tratto, il silenzio fu turbato da un trapestio come quello di una folla di persone che camminasse per i campi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;McKerracher, certo che fosse una conseguenza dell&#8217;eccessivo lavoro, decise di rientrare. Ma venti minuti dopo, spinto dalla curiosit\u00e0, usc\u00ec di nuovo, e trov\u00f2 che i rumori erano pi\u00f9 forti, e pi\u00f9vicini, che mai. Questa volta davano l&#8217;impressione che una possente legione stesse marciando dall&#8217;altro lato delle case di fronte.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abRimasi come radicato sul posto mentre quel reggimento irreale, invisibile, passava- ricord\u00f2. &#8211; I marciatori dovevano essere migliaia, perch\u00e9 il rumore continu\u00f2 per parecchio tempo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ormai temendo di aver smarrito il ben dell&#8217;intelletto, decise di rientrare in casa e di mettersi subito a letto. Ma una settimana dopo, mentre era in visita a una coppia pi\u00f9 anziana che abitava nelle vicinanze, ud\u00ec una strana storia. Una settimana prima, nelle prime ore della notte, i coniugi gli dissero, il loro cane e il loro gatto si erano svegliati all&#8217;improvviso ed erano saltati su come fulmini col pelo ritto sulla schiena. \u00abPer una ventina di minuti parve che stessero fissando qualcosa che attraversava il salotto. Sembravano terrorizzati\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;McKerracher non aveva detto nulla della sua esperienza. Ma l&#8217;inesplicabile comportamento degli animali si era verificato esattamente nello stesso momento in cui lui aveva udito la legione invisibile una settimana prima. Cerc\u00f2 una spiegazione, e trov\u00f2 che anticamente una strada romana si dirigeva verso nord subito dietro le case dall&#8217;altra parte della via. Inoltre, nel 117 d. C. la IX Legione Spagnola, un corpo di truppe scelte di quattromila uomini, era stata inviata dalla Spagna in quella zona della Scozia per schiacciare una rivolta tribale.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La legione era nota come&quot; la Sventurata Nona perch\u00e9 nel 60 d. C. dei suoi soldati avevano frustato Boadicea, regina della trib\u00f9 britannica degli Iceni, e avevano violentato le sue figlie. Boadicea aveva maledetto in eterno quegli uomini e in seguito aveva guidato una rivolta che aveva inflitto alla IX gravi perdite.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La legione venne ricostituita, ma non era pi\u00f9 la stessa. La sua marcia sulla Scozia s&#8217;interruppe misteriosamente. Essa svan\u00ec senza lasciare traccia poco dopo essere passata attraverso quella che secoli dopo sarebbe stata Dunblane.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nell&#8217;ottobre del 1948 McKerracher,che non risent\u00ec pi\u00f9 il rumore e in seguito si trasfer\u00ec nella parte vecchia di Dunblane, tenne una conferenza sulla storia locale presso un circolo femminile. Alla fine della conferenza Cecilia Moore, un membro del circolo, and\u00f2 al podio e dichiar\u00f2 che forse anche lei aveva udito il passaggio di un esercito romano fantasma.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Si venne a sapere che aveva abitato dall&#8217;altro lato della strada dove lo scrittore aveva avuto il suo precedente domicilio. \u00abUna sera stavo facendo uscire il gatto quando ho sentito un rumore come di un esercito che passasse dal mio giardino dietro casa\u00bb, testimoni\u00f2. Il fatto, determin\u00f2 McKerracher, era successo la stessa notte e alla stessa ora della sua esperienza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abSono convinto &#8211; scrisse &#8211; che quello che io e la signora Moore abbiamo sentito, e che gli animali dei miei vicini hanno visto, \u00e8 stato il passaggio di una legione maledetta, in marcia verso il suo tremendo e ignoto destino, quasi duemila anni fa\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Una legione fatta scomparire, mediante le arti della magia nera, dagli antichi sacerdoti druidi per vendicare il grave affronto fatto alla regina Boadicea e alle sue figlie?<\/p>\n<p>Cos\u00ec sembrerebbe.<\/p>\n<p>In tal caso, lo scalpiccio dei legionari in marcia avrebbe il significato di un ultimo segno di vita da parte di coloro che, di l\u00ec a poco, sarebbero stati risucchiati in un&#8217;altra dimensione o che, comunque, sarebbero periti tragicamente. Potremmo allora accostare il fenomeno di Dunblane al celebre caso del fantasma con cui si confront\u00f2 il filosofo Atenodoro (7) e ipotizzare che il messaggio rivolto ai viventi da quegli antichi legionari, se pure ve ne \u00e8 uno, abbia a che fare con il desiderio che si svolgano delle ricerche nella zona al di l\u00e0 della cittadina di Dunblane, magari per riportare alla luce i loro resti mortali. Per un antico romano, infatti, non esisteva disgrazia pi\u00f9 grande di quella di morire in circostanze tali da negare la sepoltura al proprio corpo. Senza l&#8217;accompagnamento dei riti funebri, cos\u00ec come &#8211; del resto &#8211; per un greco, veniva gravemente ostacolato l&#8217;accesso all&#8217;aldil\u00e0 per l&#8217;anima del defunto.<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p>1)  M. K. Rawlings, <em>Il cucciolo,<\/em> traduzione italiana di Carlo Coardi (Milano, Bompiani, 1973, pp. 57, 75, 273).<\/p>\n<p>2)  Cfr. Colin Wilson, <em>Alla scoperta dei misteri del soprannaturale,<\/em> Roma, Newton &amp; Compton, 1991, p. 230.<\/p>\n<p>3)  Pam Beasant: <em>Misteri inspiegabili,<\/em> Milano, AMZ Editrice, 1989, pp. 6-7):<\/p>\n<p>4)  Joan Forman, <em>La maschera del tempo<\/em> (<em>The Mask of Time<\/em>, 1978), traduzione italiana di Ugo DettoreMilano, SIAD Edizioni, 1979.<\/p>\n<p>5)  <em>Idem<\/em>, pp. 134-135.<\/p>\n<p>6)  Charles Berlitz, <em>Il libro dei fatti incredibili ma veri<\/em> (titolo originale: <em>World of Strange Phenomena,<\/em> 1988), Milano, Rizzoli, 1989, pp. 191-193.<\/p>\n<p>7) Plinio il Giovane, <em>Lettere ai familiari,<\/em> VII, 27. Trad. di Luigi Rusca, Milano, Rizzoli,<\/p>\n<p>1961, pp. 223-25.A questo racconto sembra essersi ispirato lo scrittore inglese Edmund Gillian<\/p>\n<p>Swain (1861-1938) per la sua storia <em>The Easter Window.<\/em> Tr. it. In <em>Storie di fantasmi<\/em>, a cura di<\/p>\n<p>G. Pilo e S. Fusco, Roma, Newton &amp; Compton, 1995, pp. 645-51, <em>La finestra a oriente.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle pagine pi\u00f9 affascinanti del romanzo della scrittrice statunitense Majorie Kinnan Rawlings Il cucciolo (e una delle sequenze pi\u00f9 affascinanti del bellissimo film omonimo, girato<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-25085","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25085","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25085"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25085\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25085"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25085"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25085"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}