{"id":25084,"date":"2008-05-30T05:47:00","date_gmt":"2008-05-30T05:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/05\/30\/nelle-fantasie-sessuali-di-uomini-e-donne-la-creazione-di-un-mondo-fantasmatico-parallelo\/"},"modified":"2008-05-30T05:47:00","modified_gmt":"2008-05-30T05:47:00","slug":"nelle-fantasie-sessuali-di-uomini-e-donne-la-creazione-di-un-mondo-fantasmatico-parallelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/05\/30\/nelle-fantasie-sessuali-di-uomini-e-donne-la-creazione-di-un-mondo-fantasmatico-parallelo\/","title":{"rendered":"Nelle fantasie sessuali di uomini e donne la creazione di un mondo fantasmatico \u00abparallelo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Fiumi d&#8217;inchiostro sono stati versati sul sogno da quando, nel 1900, fece la sua apparizione il classico di Sigmund Freud <em>L&#8217;interpretazione dei sogni<\/em>, che segna un po&#8217; la data di nascita della psicanalisi. Veramente, gli antichi se ne erano gi\u00e0 interessati parecchio, a partire da quell&#8217;Artemidoro di Daldi che si era specializzato proprio nella interpretazione dei significati reconditi del sogno: posizione speculativa per la quale Cesare Musatti non ha esitato a parlare di &quot;anticipazione&quot; di taluni aspetti della teoria psicanalitica.<\/p>\n<p>Molto si \u00e8 scritto anche sulle zone d&#8217;ombra della sessualit\u00e0, sia maschile che femminile, dopo che il rapporto Kinsey e il rapporto Hite hanno familiarizzato l&#8217;opinione pubblica americana &#8211; e, di conseguenza, mondiale &#8211; con la nozione di una regione di impulsi e desideri che non coincide perfettamente con la mappa della sessualit\u00e0 cosciente e, per cos\u00ec dire, dichiarata; che, anzi, non vi coincide affatto, dato che lascia intravedere una mole enorme di pulsioni e di pratiche sessuali che vivono nella zona grigia della semiclandestinit\u00e0, non del tutto accettate dalla coscienza desta dell&#8217;Io e, tanto meno, dal giudizio della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Meno si sono occupati, gli psicologi contemporanei, di quella particolarissima zona oscura della vita psichica che si colloca al livello delle fantasie sessuali: veri e propri sogni intenzionali ad occhi aperti, che talvolta accompagnano e talvolta sostituiscono quella che <em>dovrebbe<\/em> essere, secondo l&#8217;autocoscienza dell&#8217;Io, la &quot;normale&quot; vita psichica, istintiva ed emozionale, legata alla sfera della vita sessuale.<\/p>\n<p>Per la loro stessa natura, in realt\u00e0, le fantasie sessuali dell&#8217;uomo e della donna tendono a <em>non<\/em> coincidere con l&#8217;attivit\u00e0 intenzionale della coscienza e, quindi, si accompagnano a uno sregolamento, per non dire a un sovvertimento, di tutti i punti fermi di questa, facendo emergere dimensioni profonde e insospettate della libido, associazioni morbose, inconfessabili pulsioni delle quali la vita psichica ordinaria poco sa e meno ancora vorrebbe sapere. \u00c8 per questo che un esame a mente fredda delle proprie fantasie sessuali genera, solitamente, imbarazzo, disagio e, nei casi pi\u00f9 estremi, un intenso e bruciante sentimento di vergogna, accompagnato da un bagaglio pi\u00f9 o meno gravoso, pi\u00f9 o meno persistente di sensi di colpa.<\/p>\n<p>Nel sogno, infatti, ciascuno \u00e8 &quot;libero&quot; di violare tab\u00f9 sessuali estremamente radicati, senza <em>essere obbligato<\/em> a sentirsi eccessivamente in colpa con se stesso, perch\u00e9 &#8211; in fondo &#8211; la coscienza non ha dato il suo assenso a quelle rappresentazioni; e, in fin dei conti, tutto quel che ci viene richiesto dal Super-io \u00e8 di mettere le briglie ai nostri impulsi, non di non averne addirittura. Ma nella fantasia sessuale, le cose stanno ben diversamente: in essa, l&#8217;intenzionalit\u00e0 della coscienza \u00e8 ben sveglia ed \u00e8 essa, anzi, a condurre il gioco, dall&#8217;inizio alla fine; per cui, al termine dell&#8217;esperienza, l&#8217;Io non pu\u00f2 certo cavarsela di fronte a se stesso, affermando di non avere alcuna responsabilit\u00e0 e scaricando la parte del &quot;cattivo ragazzo&quot; su quel poco raccomandabile soggetto che \u00e8 l&#8217;inconscio.<\/p>\n<p>Non solo.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 delle volte, le fantasie sessuali si accompagnano all&#8217;attivit\u00e0 sessuale, sia essa consumata con un <em>partner<\/em> &quot;reale&quot; o, come nel caso della masturbazione, con un <em>partner<\/em> immaginario; il che significa che, in esse, la dimensione istintuale e &quot;primitiva&quot; pu\u00f2 trovare libero sfogo non solo sul piano psichico (come avviene, di regola, nel sogno), ma anche su quello fisico, e viene portata al calor bianco dal contesto emozionale ed, eventualmente, affettivo, in cui trova lo sfogo e l&#8217;occasione di riversarsi nella luce, relativamente esplicita, della proiezione fantasmatica.<\/p>\n<p>Quel che intendiamo dire \u00e8 che, nelle fantasie sessuali, l&#8217;Io non ha la possibilit\u00e0 di barare con se stesso, di mascherarsi o di nascondersi sotto apparenze ingannevoli e &quot;saggiamente&quot; diversive; nelle fantasie sessuali, specie se elaborate dall&#8217;Io nel corso dell&#8217;attivit\u00e0 sessuale, viene a galla la parte pi\u00f9 misteriosa e imbarazzante del proprio inconscio, come un parente povero e maleducato di cui ci si vergogna, e che ha il cattivo gusto di presentarsi &#8211; magari non annunciato &#8211; nei momenti e nelle circostanze meno opportuni.<\/p>\n<p>Molte persone si sentono tremendamente in colpa a causa delle proprie fantasie sessuali, e tuttavia non possono fare a meno di coltivarle; molte persone non potrebbero neanche immaginare la propria vita sessuale senza il supporto segreto offerto da esse, le quali realizzano il massimo della segretezza nel corso di un&#8217;attivit\u00e0 &#8211; quella sessuale &#8211; che, in teoria, dovrebbe costituire il culmine della comunione fra l&#8217;Io e il Tu, anzi, addirittura la fusione (sia pure momentanea) fra l&#8217;Io e il Tu, s\u00ec da dar vita a un soggetto nuovo, inglobante la sfera fisica, emozionale, mentale ed &#8211; eventualmente &#8211; spirituale di quelli che erano due soggetti distinti.<\/p>\n<p>Proprio questo paradosso &#8211; massima segretezza nella massima comunione &#8211; contribuisce a rendere cos\u00ec piccante la salsa delle fantasie sessuali e a provocare, da parte di coloro che le vivono, cos\u00ec brucianti sensi di colpa e intense reazioni di vergogna. In effetti, non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 assurdo della domanda: \u00abA che cosa stai pensando?\u00bb che un Io rivolge ad un Tu, nel corso o (pi\u00f9 probabilmente) subito dopo un rapporto sessuale in cui entrambi, o almeno uno dei due, hanno avuto la stupenda sensazione di sentirsi vicino all&#8217;altro come non mai, di fondervisi addirittura. Perch\u00e9 la risposta, se fosse sincera, in molti casi &#8211; impossibile tentare delle cifre percentuali &#8211; sarebbe tale da lasciare mortificato, sconvolto o furente colui che l&#8217;ha pronunciata.<\/p>\n<p>Come confessare al proprio <em>partner<\/em>, infatti, che non era affatto lui, o lei, l&#8217;oggetto dei propri pensieri, nell&#8217;acme del desiderio e del piacere; oppure che, se lo era, il contesto immaginato era comunque tale da modificare radicalmente le coordinate del <em>normale<\/em> sentimento e del <em>normale<\/em> rapporto sessuale?<\/p>\n<p>Vi sono persone, particolarmente portate alla facolt\u00e0 immaginativa, che non potrebbero mai fare a meno di un contesto fantasmatico, oppure, peggio (o meglio?), di un <em>oggetto<\/em> fantasmatico ben diverso dal contesto e dall&#8217;oggetto sessuali esistenti nella &quot;realt\u00e0&quot;, qualunque cosa si intenda comunemente con questo termine (perch\u00e9 anche il sogno e le stesse fantasie sessuali sono <em>reali<\/em>, eccome!).<\/p>\n<p>Altre persone, invece, dicono di non averne alcuna necessit\u00e0: ma possiamo prestar loro fede? In questo campo, la cultura del sospetto \u00e8 d&#8217;obbligo: nonostante le pretese descrittivistiche della scienza moderna, \u00e8 certo che tutto quel che sappiamo delle fantasie sessuali degli esseri umani, a cominciare dal fatto che esistono, proviene da ci\u00f2 che essi raccontano in proposito, <em>e non possediamo alcuno strumento per verificarlo sperimentalmente<\/em>. Nessun bugiardo verr\u00e0 mai smascherato se racconta in proposito cose non vere, e nessun narratore reticente dovr\u00e0 mai rendere conto delle verit\u00e0 che non ha osato confessare. In teoria, dovremmo fidarci di quello che le persone raccontano spontaneamente; ma sarebbe opportuno farlo con il beneficio del dubbio, come il lettore de <em>la coscienza di Zeno<\/em>, il quale non potr\u00e0 mai sapere fino a che punto i fatti narrati siano &quot;la verit\u00e0&quot; e fino a che punto ne siano, invece, una deformazione &#8211; intenzionale o meno &#8211; da parte del protagonista-narratore.<\/p>\n<p>Ora, sono proprio il meccanismo della colpa e l&#8217;insorgenza della vergogna a renderci consapevoli del fatto che i contenuti delle fantasie erotiche sono portatori una carica eversiva dirompente e, quindi, in un certo senso, che esse rappresentano un Io che non \u00e8 affatto quello della coscienza ordinaria, ma <em>un altro<\/em>. A differenza dei piccoli &quot;io&quot; temporanei, tuttavia, dei quali parlavano studiosi come Gurdjieff (cfr. il nostro saggio <em>L&#8217;uomo, secondo Gurdjieff, \u00e8 una pluralit\u00e0, e il suo nome \u00e8 legione<\/em>, consultabile sul sito di Arianna Editrice), l&#8217;Io misterioso che emerge nel corso delle fantasie sessuali \u00e8, sovente, un ospite fisso della coscienza e presenta una struttura che si direbbe dotata di carattere permanente.<\/p>\n<p>Tanto \u00e8 vero che, per molte persone, le fantasie sessuali sono sempre le stesse, e si dispiegano ogni volta come una sorta di filmato o proiezione mentale che ha, al tempo stesso, caratteri onirici e caratteri propri della coscienza desta. Onirico \u00e8 il senso esaltante di libert\u00e0, di mancanza di freni inibitori, nonch\u00e9 l&#8217;apparente incongruenza di personaggi, ambienti e situazioni evocati; realistico \u00e8 il fatto di poter dirigere a piacere &#8211; entro certi schemi costanti &#8211; il percorso delle fantasie stesse, di poterlo sospendere, riprendere, annullare o riprendere ancora.<\/p>\n<p>In questo senso, si pu\u00f2 dire che lo statuto ontologico delle fantasie erotiche, ambiguo per sua stessa natura, sembra costruito apposta per offrire all&#8217;individuo il massimo della gratificazione, mettendogli a disposizione tanto gli strumenti del sogno, quanto quelle della coscienza desta.<\/p>\n<p>Ma che cosa dobbiamo pensare di questa zona, cos\u00ec oscura e scottante, della nostra vita psichica? Quale valore, quale significato dobbiamo attribuire ai contenuti delle nostre fantasie sessuali, e in quale misura dobbiamo ascoltarli ed, eventualmente, tentare di tradurli in realt\u00e0?<\/p>\n<p>Al giorno d&#8217;oggi \u00e8 particolarmente di moda, da parte di psicologi di riviste patinate e assidui frequentatori di salotti televisivi, esaltare indiscriminatamente <em>tutti<\/em> gli impulsi della libido e farne una bandiera di liberazione sessuale; e, quanto pi\u00f9 sono scottanti e bollenti i contenuti delle fantasie sessuali, tanto meglio! Questo, a nostro avviso, \u00e8 un modo di porsi davanti alla questione estremamente superficiale, che si colloca sullo stesso livello &#8211; anche se con una valenza di segno opposto &#8211; che era proprio ai moralisti del buon tempo andato, per i quali tutte le cose del sesso erano peccato, o quasi, e le fantasie sessuali costituivano il <em>non plus ultra<\/em> di ci\u00f2 che \u00e8 morboso, deviante e patologico.<\/p>\n<p>Di notte tutte le vacche sono nere, diceva Hegel; ma non \u00e8 meno vero, a nostro avviso, che, nella luce accecante del sole, noi non possiamo vedere tanto le cose, quanto il bagliore luminoso che le avvolge e che, talvolta, le occulta. Fuor di metafora: \u00e8 vero che l&#8217;Io fa sempre bene a guardarsi dentro, a sforzarsi di riconoscersi e, per quanto possibile, di perdonarsi, accettarsi ed amarsi; ma ci\u00f2 non significa che debba scambiare i segnali che gli vengono dal profondo per dei feticci da adorare, senza minimamente rielaborarli e senza cercare di utilizzarli ai fini di una migliore comprensione di s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Ora, la comprensione di se stessi non si realizza fermandosi a contemplare narcisisticamente i contenuti che partono dalla sfera psico-sessuale profonda, perch\u00e9 ci\u00f2 significherebbe bloccare il processo di autoconsapevolezza alla fase pi\u00f9 bassa, fermandosi a utilizzare i <em>segnali<\/em> che manda l&#8217;inconscio come dei beni in se stessi. Sarebbe come se il bambino scambiasse <em>consapevolmente<\/em> il ciucciotto di plastica per il capezzolo materno: in tal caso, scambierebbe il mezzo per il fine e resterebbe inevitabilmente prigioniero di una emozionalit\u00e0, nonch\u00e9 di una visione delle cose, estremamente infantile e immatura.<\/p>\n<p>Fra gli autori che hanno scambiato il mezzo per il fine e che hanno creduto di dover innalzare le bandiere della supposta liberazione sessuale su tutto ci\u00f2 che la libido inconscia ci trasmette, a partire dalle fantasie sessuali, \u00e8 l&#8217;americana Nancy Friday, autrice di diversi libri di successo su tali argomenti, tutti costruiti con la tecnica delle &quot;confessioni&quot; di persone vere (che per\u00f2 \u00e8 impossibile verificare), un po&#8217; come in quei <em>talk-show<\/em> televisivi in cui l&#8217;ospite di turno, dovendo raccontare esperienze intime, particolarmente delicate o scabrose, rimane nel cono d&#8217;ombra dei riflettori e parla con il viso oscurato, oppure voltando le spalle al pubblico; oppure, ancora, stando seduto dietro un sottile tramezzo, che ne lascia appena intravedere la figura.<\/p>\n<p>Tra i numerosi <em>best-sellers<\/em> della Friday (<em>Mia madre, me stessa<\/em>; <em>Il mio giardino segreto<\/em>; <em>Gelosia<\/em>, per citarne solo alcuni), uno dei pi\u00f9 ammiccanti &#8211; gi\u00e0 dal titolo &#8211; \u00e8, certamente, <em>Donne sopra. Le nuove fantasie sessuali femminili<\/em> (titolo originale: <em>Women on Top<\/em>, 1991; traduzione italiana di Anna Rusconi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1992), del quale tuttavia ci serviamo per poterne discutere i contenuti, riportandone alcuni passaggi tratti dal capitolo intitolato <em>Donne con donne<\/em> (pp. 1812-187).<\/p>\n<p>Fino a quando i filosofi non si decideranno a prendere sul serio questo argomento, che &#8211; a nostro avviso &#8211; pu\u00f2 rivelare un sacco di cose sui meccanismi profondi della natura umana, non c&#8217;\u00e8 da sperare che si diffonda una letteratura psicologica meno banale su di esso. Succede, cio\u00e8, quello che capita ogni volta che i cultori della scienza &quot;ufficiale&quot; voltano la testa dall&#8217;altra parte, allorch\u00e9 si imbattono in qualche aspetto della realt\u00e0 che non piace loro: il campo resta libero a coloro che non sono tanto interessati alla ricerca della verit\u00e0, quanto a fare soldi scandalizzando i bravi borghesi, i quali non desiderano altro che essere scandalizzati. Eppure bisogna ringraziare anche costoro: perch\u00e9, bene o male, sono gli unici a rompere il velo dell&#8217;ipocrisia accademica; e, se non altro, raccolgono del materiale che, poi, si pu\u00f2 sempre cercar di utilizzare in modo pi\u00f9 appropriato e pi\u00f9 serio.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 premesso, ecco i passaggi in questione. Sono tratti da una delle tante &quot;confessioni&quot; scritte di donne: in questo caso, una certa Natalie, ventottenne di St. Louis, fidanzata e in procinto di sposarsi con un avvocato trentatreenne, divorziato e senza figli. Lei \u00e8 laureata in legge, ma possiede anche un diploma in psicologia; e, al momento dell&#8217;intervista, lavora come impiegata nel dipartimento legale di una societ\u00e0 multinazionale.<\/p>\n<p><em>&#8230;Il fatto che una persona si masturbi sembra essere, be&#8217;, cos\u00ec \u00absegreto\u00bb. Forse \u00e8 la cosa pi\u00f9 intima di cui si possa parlare, quella che ci rivela la parte pi\u00f9 segreta di noi. Le mie fantasie riguardano la masturbazione: guardare o essere guardata, o masturbarmi insieme a qualcun altro. Molto spesso, anzi quasi sempre, hanno per protagoniste le donne; donne che conosco o non conosco ma che ho incontrato, oppure ancora conoscenze del passato. Mi masturbo circa due o tre volte la settimana e sempre di notte, per potermi addormentare dopo essere venuta. Al lavoro non l&#8217;ho mai fatto. Ai tempi dell&#8217;universit\u00e0, invece, mi animava uno spirito pi\u00f9 avventuroso sia nei riguardi dei posti sia dei momenti, e nell&#8217;anno di psicologia ero diventata una vera e propria svergognata. Ora, in quanto legale di una grande azienda, mi comporto meglio, ma la cosa mi piace sempre tantissimo. Sono sicura che non smetter\u00f2 mai di masturbarmi. A David piace guardarmi mentre lo faccio, e a me piace essere guardata, ma non \u00e8 che un gioco sessuale e certo non sostituir\u00e0 mai la mia masturbazione vera e privata. Le mie fantasie sono mie e soltanto mie, e voglio che tali restino, nonostante la prospettiva di raccontarle a te mi ecciti non poco.(&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Il fatto che la masturbazione mi affascini tanto, me come altre persone, dipende da alcune esperienze maturate nell&#8217;adolescenza, esperienze a cui attingo tuttora come fonte delle mie fantasie. Ora ti descriver\u00f2 a cosa mi riferisco, visto che poi i miei sogni a occhi aperti non sono che variazioni a tema.<\/em><\/p>\n<p><em>La prima esperienza<\/em> [in effetti, come si vedr\u00e0 subito dopo, la seconda] <em>risale a quando avevo tredici anni e frequentavo la seconda media.(&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;altra esperienza adolescenziale che ancora mi fornisce spunti erotici \u00e8 ripresa da un&#8217;estate passata in una colonia estiva, in campeggio nel Vermont. L&#8217;accompagnatrice ufficiale era una ragazza svizzera di nome Uta, che studiava a Bennington. Aveva circa vent&#8217;anni. Io otto. Tutte noi la idolatravamo: Uta era alta, robusta ma atletica (non proprio muscolosa) e molto europea, anche nei peli che aveva sotto le ascelle e che si rifiutava di depilarsi (si depilava solo le gambe!). La mia branda stava proprio di fronte alla sua, cos\u00ec in aggiunta alle occasioni che tutte avevamo di vederla nuda (nelle docce, eccetera), io me la godeva anche quando si vestiva e si spogliava, ogni giorno. A tutt&#8217;oggi sono convinta di non avere mai pi\u00f9 rivisto un corpo tanto sexy e perfetto. Uta era come la splendida femmina di qualche animale, con tutti gli odori, i peli e le secrezioni tipici della femminilit\u00e0. Ovviamente anche a lei piaceva il suo corpo, le cose che poteva fare, i piaceri che offriva, i sapori, tutto. Era fatta per il sesso, ma sfortunatamente tra i boschi del Vermont e in un campo tutto femminile c&#8217;era ben poca materia prima: Uta era strettamente eterosessuale. In parte per cercare sollievo, dunque, ma anche &#8211; ne sono sicura &#8211; perch\u00e9 apprezzava qualunque genere di sensualit\u00e0 fine a se stessa ,ogni due o tre notti Uta si masturbava, dopo essersi accertata che tutte le altre dormissero. E forse per loro era cos\u00ec, ma io ero sveglissima, e fingevo. Mi sdraiavo sulla pancia con la testa girata dalla sua parte e una mano sotto di me, fra le gambe, e cos\u00ec restavo, immobile, per quella che mi sembrava un&#8217;eternit\u00e0, aspettando che Uta cominciasse. Lei dormiva nuda, ma in genere sotto il lenzuolo, quindi ci\u00f2 che vedevo era il profilo delle sue gambe allargate e leggermente sollevate, e il muoversi della sua mano fra di loro. Si era esercitata a osservare quanto pi\u00f9 silenzio potesse, non per imbarazzo nei confronti della masturbazione, credo (sono certa che non se ne vergognava), ma perch\u00e9 non la riteneva certo adatta a bimbe di otto anni. Per quanto accorta, tuttavia, ogni volta che veniva non poteva fare a meno di ansimare un po&#8217;. Imparai a seguire i suoi ritmi e a dosare il mio orgasmo perch\u00e9 coincidesse con il suo. Le notti migliori erano quelle in cui faceva cos\u00ec caldo che tirava via anche il lenzuolo e giaceva nuda sotto la luce della luna. Con quel corpo argenteo e luccicante di sudore, assomigliava a una dea. Allora godeva anche di maggior libert\u00e0 nei sentimenti , e a volte si girava su un fianco (verso di me!) e sollevava la gamba sinistra finch\u00e9 la sua intera figa<\/em> [sic] <em>diventava visibile sotto i raggi lunari. Aveva un boschetto biondo-castano, ma in quella luce sembrava d&#8217;argento flato. Notti del genere erano una vera agonia, per me, perch\u00e9 desideravo ardentemente guardarla ma avevo paura che se avessi aperto gli occhi lei mi avrebbe scoperta. Temevo anche che potesse cogliere i movimenti della mia mano sotto la pancia. Alla fine misi a punto un particolare modo di strizzare gli occhi per spiare e imparai a venire con il tocco pi\u00f9 delicato e invisibile del dito indice sulla clitoride.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando torno a fantasticare di quelle occasioni, cambio leggermente scenario e mi dipingo pi\u00f9 coraggiosa. Anch&#8217;io getto indietro le lenzuola e sto di fronte a Uta con la gamba destra sollevata: entrambe ci guardiamo e continuiamo a masturbarci. Ogni tanto, nelle sere d&#8217;estate, quando sono sola, rivivo quei momenti inclinando un po&#8217; lo specchio della cassettiera, in modo che sia rivolta verso il mio letto, e mi osservo mentre mi masturbo sensualmente fingendo di essere Uta che mi guarda, o di essere me stessa e di guardare un&#8217;altra donna. Il chiaro di luna rende tutto cos\u00ec bello e surreale&#8230; e senza colpa. Sono certa che se si presentasse l&#8217;occasione non ci penserei su due volte e realizzerei la mia fantasia. A volte sostituisco Uta con l&#8217;immagine di qualche amica, o di qualche attrice come Dominique Sanda &#8211; hai visto<\/em> Voyage en Douce<em>?<\/em><\/p>\n<p>Natalie va ancora avanti un bel po&#8217; a raccontare fantasie ancora pi\u00f9 spinte, tutte incentrate sulla masturbazione e sul <em>voyeurismo<\/em> e tutte esplicitamente omosessuali. In un&#8217;altra delle sue preferite compaiono anche la minzione e la defecazione, compiute sotto lo sguardo compiacente di un&#8217;amica, in un bellissimo paesaggio di boschi (un ricordo di quel campeggio infantile nel Vermont?) e viceversa, con lei che guarda e l&#8217;amica che si spoglia e soddisfa le funzioni fisiologiche su un letto di aghi di pino; il tutto senza sporcizia e senza cattivi odori.<\/p>\n<p>Un atteggiamento di chiuso moralismo potrebbe vedere in queste fantasie nient&#8217;altro che spazzatura; ma un simile giudizio, ovviamente, non sarebbe di alcun aiuto per tentar di rispondere alle domande che esse sollevano.<\/p>\n<p>Tali domande, nel caso specifico, sono:<\/p>\n<p>a)  perch\u00e9 una ragazza di ventotto anni, autonoma, istruita, con un buon posto di lavoro e in procinto di sposarsi con l&#8217;uomo che ama, rimane compulsivamente legata alla fase dell&#8217;autoerotismo, che sembra considerare la forma pi\u00f9 soddisfacente della sessualit\u00e0?<\/p>\n<p>b)  Perch\u00e9 questa ragazza, che ha un fidanzato col quale ha rapporti completi e, si presume, una soddisfacente vita affettiva e sessuale, visto che sta per raggiungerlo in una lontana citt\u00e0 (Denver, nel Colorado) per unire la sua vita alla sua, pensa alle donne mentre si masturba, pur non avendo mai avuto espliciti rapporti omosessuali?<\/p>\n<p>c)  \u00c8 possibile che la fissazione di Natalie sulla masturbazione, sull&#8217;esibizionismo e sul <em>voyeurismo<\/em>, altro non siano che il marchio indelebile lasciato in lei da quella remota esperienza erotica, in campeggio, all&#8217;et\u00e0 di otto anni; come se il suo sviluppo psico-affettivo fosse rimasto bloccato a quel preciso momento della sua infanzia?<\/p>\n<p>d)  \u00c8 possibile che, masturbandosi, guardandosi e fantasticando di essere guardata da altre donne, giovani e belle, mentre raggiunge l&#8217;orgasmo, Natalie altro non abbia fatto che inseguire incessantemente il fantasma di Uta, la splendida ragazza dal corpo scultoreo, che si masturbava nel letto sotto i raggi della luna, mandando in estasi la sua piccola ammiratrice? E, pi\u00f9 in generale,<\/p>\n<p>e)  \u00e8 possibile che l&#8217;intera vita cosciente di una persona, apparentemente libera e sicura di s\u00e9, soddisfatta nel lavoro e negli affetti, non sia altro che una fragile lastra di ghiaccio che potrebbe spezzarsi in qualunque momento, e sotto la quale ribollono istinti incontrollabili, passioni selvagge e desideri inconfessabili? \u00c8 possibile, in altri termini, che tutta la vita cosciente di una persona non sia altro che una grande menzogna, che un grande recipiente vuoto, e che solo nel regno nascosto e solipsistico delle fantasie erotiche, quella persona tenti di riempire l&#8217;immenso vuoto che le strazia l&#8217;anima?<\/p>\n<p>Ad ognuna di queste domande, lo si sar\u00e0 facilmente intuito, ci sembra si possa e si debba dare una risposta affermativa.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima, pi\u00f9 di tutte, ci sembra importante da un punto di vista filosofico: perch\u00e9 la dice lunga sulla inautenticit\u00e0 che caratterizza la vita di tante persone (sono milioni le donne e anche gli uomini che vivono situazioni analoghe), nonch\u00e9 sul carico di infelicit\u00e0 che gli esseri umani si portano dietro, mascherandolo dietro i fronzoli del successo professionale o familiare, della vita ordinata e tranquilla, del rispetto formale dei valori comunemente accettati.<\/p>\n<p>La nostra opinione \u00e8 che tali forme di insoddisfazione, se non addirittura di infelicit\u00e0 abbiano a che fare con una visione distorta dell&#8217;essere umano e del suo posto nel mondo, da un diniego di riconoscergli lo statuto ontologico di <em>persona<\/em>.<\/p>\n<p>Che vuol dire, ad esempio, che per Natalie, bambina di otto anni, la bella Uta &quot;era fatta per il sesso&quot;? Nessun essere umano \u00e8 fatto solo per il sesso, a meno che non lo si faccia decadere da persona a semplice corpo, cio\u00e8 a cosa.<\/p>../../../../n_3Cp>E tale cosificazione degli esseri umani \u00e8 un procedimento psicologico che si direbbe tipico di quelle societ\u00e0 che hanno smarrito il senso dell&#8217;Essere, per abbandonarsi al culto della tecnica, del progresso e del dominio sugli enti.<\/p>\n<p>Tuttavia, c&#8217;\u00e8 un altro aspetto della questione che ci sembra meritevole di una riflessione.<\/p>\n<p>Da un certo punto di vista, si pu\u00f2 affermare che le fantasie sessuali corrispondono a una vera e propria cerimonia magica e, pi\u00f9 precisamente, a una evocazione spiritica. La potente libido sessuale, concentrandosi su un oggetto fantasmatico, crea un campo di forze particolarmente intenso, che si pu\u00f2 paragonare, per taluni aspetti, alle cosiddette forme-pensiero, ovvero ai <em>tulpa<\/em> tibetani, dei quali ha parlato anche Alexandra David-Neel; argomento di cui ci siamo altrove occupati (cfr. F. Lamendola, <em>La mente non solo pu\u00f2 creare, ma anche ri-creare la realt\u00e0 in cui viviamo<\/em>, sul sito di Arianna Editrice; e, ancora, <em>Da dove hanno origine le materializzazioni del pensiero?<\/em>, e <em>Il \u00abgrigio\u00bb di S. Giovanni Bosco: una materializzazione del pensiero?<\/em>, entrambi sul sito di Edicolaweb, nella rubrica <em>Altra dimensione.<\/em><\/p>\n<p>Tutti sanno che nella magia nera vi \u00e8 una componente sessuale intenzionale, ad es. nel cerimoniale delle messe nere, proprio per poter &quot;catturare&quot; le notevoli energie psichiche liberate nell&#8217;atto sessuale; e la stessa cosa vale per l&#8217;omicidio rituale, che quassi sempre, anche nelle cerimonie iniziatiche di molti popoli nativi, si svolge nel contesto di orge sessuali, e ci\u00f2 per la medesima ragione (cfr. F. Lamendola, <em>Sesso, omicidio e antropofagia nei culti della fertilit\u00e0 dei Marind-anim,<\/em> sempre sul sito di Arianna Editrice). Secondo il sapere occultistico, sia nell&#8217;atto sessuale, sia nella uccisione violenta di un essere umano &#8211; specialmente se si tratta di un bambino o di un adolescente &#8211; si liberano delle forze psichiche potentissime, che il mago nero ben conosce e che \u00e8 in grado di utilizzare ai suoi fini, mediante tecniche appropriate.<\/p>\n<p>Ebbene, l&#8217;oggetto fantasmatico evocato nel corso delle fantasie erotiche, e accompagnato da una esplicita attivit\u00e0 sessuale, in qualche modo finisce per diventare &quot;reale&quot;, specialmente quando non \u00e8 casuale e frutto di un gioco pi\u00f9 o meno occasionale, ma il prodotto di una lunga elaborazione psichica e, pertanto, una presenza fissa nel campo coscienziale di una determinata persona. Nel caso citato sopra e riportato dalla Friday, tale presenza fissa era il &quot;fantasma&quot; di Uta per l&#8217;ormai adulta Natalie, che ne era rimasta letteralmente &quot;stregata&quot; (il termine non \u00e8 casuale) alla tenera et\u00e0 di otto anni.<\/p>\n<p>Lo spiritismo va ancora pi\u00f9 in l\u00e0 ed ipotizza che sia possibile evocare a piacere delle persone defunte, parlare con esse e perfino avere con loro dei veri e propri rapporti sessuali. Nel Paese in cui le pratiche spiritiste sono pi\u00f9 largamente diffuse, il Brasile, quasi nessuno dubita di questa possibilit\u00e0, e molti ritengono di averne fatto esperienza, diretta o indiretta. Il vasto pubblico internazionale ricorder\u00e0, probabilmente, il famoso romanzo di Jorge Amado <em>Dona Flor e i suoi due mariti<\/em> e, ancora di pi\u00f9 &#8211; probabilmente -, ricorder\u00e0 il film che ne ha tratto il regista Bruno Barreto, nel 1977, interpretato dalla bella e brava attrice Sonia Braga.<\/p>\n<p>Vi si parla di una donna che, dopo essere rimasta vedova del primo marito, donnaiolo, bevitore e giocatore incorreggibile, si risposa con un posato e correttissimo farmacista, il quale le offre una serenit\u00e0 affettiva che degenera, alla lunga, nella noia e nel rimpianto del caro estinto; personaggio che era stato, s\u00ec, inaffidabile, gaglioffo, spendaccione e perfino manesco, ma sessualmente irresistibile e capace di soddisfare oltre misura la sensualit\u00e0 nascosta della moglie. Cos\u00ec, un giorno, evocato dal rimpianto della signora, Vadinho &#8211; tale il nome dello scavezzacollo &#8211; le appare, impertinente e malizioso come non mai; e, in seguito, torna pi\u00f9 volte nella sua camera da letto, con sempre maggiore insistenza. Con lui, dopo qualche debole tentativo di resistenza, la donna si lascia andare e riprende una vita sessuale in piena regola. Ci\u00f2 le consente di aggiungere l&#8217;agognato equilibrio fisico e affettivo, per mezzo di un incredibile <em>m\u00e9nage \u00e0 trois<\/em>: con il secondo marito che le offre dolcezza, devozione e rispetto, e con il primo che la appaga sino in fondo dal punto di vista sessuale.<\/p>\n<p>Quello che il vasto pubblico internazionale, in genere, non sa, \u00e8 che questo romanzo, in Brasile, viene letto in maniera completamente diversa che in Europa e nel resto del mondo. Negli altri Paesi, infatti, si tratta puramente e semplicemente di una storia fantastica, scanzonata e inverosimile; in Brasile, invece, ha il significato di una storia vera o, comunque, verosimile. Nella cultura brasiliana, non solo le persone del popolo, ma anche molti membri delle classi colte credono fermamente che storie del genere possano avvenire, anzi, che avvengano quotidianamente.<\/p>\n<p>L&#8217;ex gesuita Salvador Freixedo, studioso di ufologia e di fenomeni paranormali, nel suo libro <em>Espacio y Tiempo<\/em>, riferisce di persone che vivono continuativamente dei rapporti sessuali con defunti, ci quali si presentano tranquillamente nelle loro camere. Aggiunge, inoltre, che cose del genere accadono, il pi\u00f9 delle volte, a persone che si dedicano attivamente allo spiritismo; ma che esse sono considerate un grave peccato per le dottrine di tale scuola, e specialmente per coloro che seguono la linea di Allan Kardec: la quale, in Brasile, ha la forza e la consistenza numerica di una vera religione, essendo praticata da decine di milioni d&#8217;individui.<\/p>\n<p>Ora, tornando al nostro assunto iniziale, e anche non volendo prestare alcuna fede a quanto riferisce Freixedo, ed \u00e8 creduto da moltissimi brasiliani, ci sembra innegabile che, nella creazione di un <em>partner<\/em> sessuale fantasmatico &#8211; come avviene nell&#8217;ambito delle fantasie erotiche -, la mente proietta un campo di energia psichica che rende idealmente presente, e quasi tangibile, il corpo di tale <em>partner.<\/em> Si tratta, pertanto, di qualche cosa di pi\u00f9 di un semplice gioco dell&#8217;immaginazione. Si tratta di una operazione che, seppure inconsciamente, tende a evocare la presenza <em>reale<\/em> dell&#8217;oggetto: cosa tanto pi\u00f9 inquietante, quanto pi\u00f9 l&#8217;oggetto &quot;evocato&quot; pu\u00f2 essere completamente diverso dal proprio <em>partner<\/em> sessuale, fisicamente presente. Non diciamo, si badi, &quot;realmente&quot; presente, perch\u00e9 ci\u00f2 potrebbe ingenerare un malinteso: anche l&#8217;<em>altro<\/em>, infatti &#8211; la creatura fantasmatica &#8211; \u00e8 <em>reale<\/em>: solo che giace su un diverso piano di realt\u00e0 rispetto a quello dell&#8217;esperienza dei sensi ordinari.<\/p>\n<p>Considerato da questo punto di vista, il &quot;gioco&quot; delle fantasie sessuali non \u00e8 poi tanto <em>innocente<\/em> (niente lo \u00e8, nella sfera affettiva e mentale della coscienza), nel senso che tende a evocare delle presenze che, forse, tenderanno a insediarsi permanentemente nella coscienza e potrebbero manifestare la tendenza a tiranneggiarla, imponendole le loro dinamiche ed i loro ardenti desideri. La coscienza, cos\u00ec, alla lunga, potrebbe trovarsi ossessionata da esse, e abituarsi a una sorta di doppia esistenza: una caratterizzata dai &quot;normali&quot; rapporti con il mondo esterno, l&#8217;altra dominata da creature della mente, suscettibili di conquistare una relativa autonomia e di cominciare a vivere di vita propria (come accade in certi racconti di Pirandello, Unamuno o Borg\u00e9s).<\/p>\n<p>In tutto questo non vi \u00e8 necessariamente un pericolo, per\u00f2 \u00e8 importante sapere che esiste una differenza fra semplice gioco e attivit\u00e0 &quot;seria&quot;. L&#8217;uomo della tecnica, sommamente ignorante delle proprie dinamiche interiori, si sta abituando a maneggiare cose che non conosce e delle quali non sa praticamente nulla. Non vogliamo qui tirare in ballo il concetto, caro alla Tradizione, della &quot;contro-iniziazione&quot;, che corrisponde a un atto volontario della coscienza; ma \u00e8 un fatto che stati di coscienza dissociati possono offrire un fertile terreno di coltura alla contro-iniziazione, aprendo la via a forme di possessione da parte di agenti infra-umani.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, concludendo, ci sembra che ciascun essere umano dovrebbe interrogarsi sul potenziale di frustrazione, delusione e infelicit\u00e0 con il quale si \u00e8 adattato a convivere, e che potrebbe rappresentare &#8211; <em>potrebbe<\/em>, lo ripetiamo &#8211; il meccanismo generatore di fantasmi (sessuali e non) dai quali la coscienza verrebbe gradualmente dominata.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 ogni persona farebbe bene a lottare quotidianamente per ridurre il potenziale di frustrazione, delusione e amarezza che alberga entro il proprio mondo interiore. Forse, una parte di esso \u00e8 eliminabile, o pu\u00f2 essere significativamente ridimensionato; forse, alcune persone si abituano, senza rendersene conto, ad alimentare tali sentimenti negativi, cio\u00e8 ad alimentare quei meccanismi perversi che non solo le costringono a vivere al di sotto delle proprie potenzialit\u00e0, ma le rendono succubi di un alone nefasto, da loro stesse creato.<\/p>\n<p>Certo, l&#8217;obiettivo dell&#8217;equilibrio interiore \u00e8 una meta ideale, che ben pochi esseri umani possono ambire a realizzare interamente; di fatto, la maggior parte di loro dovr\u00e0 accontentarsi di realizzare un equilibrio parziale, pi\u00f9 o meno stabile, pi\u00f9 o meno provvisorio. Ci\u00f2 non toglie che l&#8217;equilibrio deve essere, e rimanere, la meta finale cui ciascuno dovrebbe tendere, senza rassegnarsi alla sofferenza e all&#8217;infelicit\u00e0; esattamente come, nel campo della vita organica, l&#8217;obiettivo di ciascuno dovrebbe essere la salute, non la rassegnata convivenza con uno stato di parziale malattia, praticamente permanente.<\/p>\n<p>In tal senso, si tratta di valutare, da parte di ciascuno, quale funzione svolgano le fantasie sessuali nella propria vita interiore ed esteriore.<\/p>\n<p>Nella misura in cui consentono di arrivare a un ragionevole compromesso con il mondo esterno, oggettivo e indipendente dalla nostra volont\u00e0, la loro funzione pu\u00f2 essere positiva ed equilibratrice. Chi pu\u00f2 dire di avere raggiunto uno stato di gratificazione totale, nell&#8217;eterno tiro alla fune tra la realt\u00e0 oggettiva e il mondo segreto dei desideri, dei sogni, delle aspirazioni profonde? E chi, dunque, pu\u00f2 vantarsi di non aver bisogno di addivenire a una qualche forma di compromesso tra i due piani di realt\u00e0? In tale prospettiva, il ricorso alle fantasie sessuali pu\u00f2 configurarsi come uno strumento importante per il raggiungimento di tale compromesso, in maniera da rendere accettabile la propria vita emozionale pi\u00f9 profonda.<\/p>\n<p>Viceversa, il ricorso sistematico all&#8217;evocazione di creature sessuali fantasmatiche pu\u00f2 avere l&#8217;effetto opposto, quello di accentuare il dislivello esistente fra i due piani di realt\u00e0 e, pertanto, di alienare il soggetto rispetto al mondo esterno, respingendolo sempre pi\u00f9 in una dimensione &quot;virtuale&quot; e solipsistica, e diminuendo le sue possibilit\u00e0 di giungere a un soddisfacente equilibrio emotivo, che \u00e8 sempre il risultato di un ragionevole compromesso tra la sfera dei desideri e quella della realt\u00e0 oggettiva.<\/p>\n<p>Questo pericolo \u00e8 particolarmente pronunciato nel caso degli artisti e delle persone creative, dotate di una potente facolt\u00e0 immaginativa. Esse, fin da piccole, sono relativamente abituate a vivere situazioni di sogno ad occhi aperti: si pensi, per fare un solo esempio, al fenomeno dei cosiddetti compagni di gioco immaginari di taluni bambini, pi\u00f9 sensibili e introversi.<\/p>\n<p>In ogni caso, non esistono leggi generali della psiche che possano fissare <em>a priori<\/em> le regole da seguire in questo campo. Ciascuno deve imparare a divenire un buon giudice di se stesso e valutare, sulla base della propria consapevolezza e della propria maturit\u00e0, se le fantasie sessuali che coltiva possano fornirgli un aiuto per convivere con una realt\u00e0 oggettiva non sempre soddisfacente, o se, al contrario, non rischino di diventare dei rimedi peggiori del male, aggravando il proprio livello di insoddisfazione, frustrazione e rimpianto. Le fantasie sessuali, infatti, quando divengono sistematiche e totalmente scollate rispetto alla vita vissuta, finiscono per generare il doppio effetto della <em>dipendenza<\/em> e del crescente <em>distacco<\/em> dalla vita vissuta di ogni giorno.<\/p>\n<p>Non vi sono ragioni, quindi, per considerarle positive o negative <em>in se stesse<\/em>: tutto dipende dall&#8217;uso che ne viene fatto.<\/p>\n<p>E, di un tale uso, solo il singolo individuo pu\u00f2 essere buon giudice, avendo all&#8217;interno del proprio mondo interiore tutti gli elementi necessari per valutarne la funzionalit\u00e0, l&#8217;effetto principale e quelli secondari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fiumi d&#8217;inchiostro sono stati versati sul sogno da quando, nel 1900, fece la sua apparizione il classico di Sigmund Freud L&#8217;interpretazione dei sogni, che segna un<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[249],"class_list":["post-25084","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-sessualita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25084","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25084"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25084\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25084"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25084"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25084"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}