{"id":25077,"date":"2009-05-11T06:12:00","date_gmt":"2009-05-11T06:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/11\/la-civilta-post-moderna-ha-fatto-fallimento-dobbiamo-rimpiazzarla-con-una-civilta-nuova\/"},"modified":"2009-05-11T06:12:00","modified_gmt":"2009-05-11T06:12:00","slug":"la-civilta-post-moderna-ha-fatto-fallimento-dobbiamo-rimpiazzarla-con-una-civilta-nuova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/11\/la-civilta-post-moderna-ha-fatto-fallimento-dobbiamo-rimpiazzarla-con-una-civilta-nuova\/","title":{"rendered":"La civilt\u00e0 post-moderna ha fatto fallimento; dobbiamo rimpiazzarla con una civilt\u00e0 nuova"},"content":{"rendered":"<p>Carlo Gnocchi (1902-56), il noto educatore e fondatore di numerose opere di assistenza ai bambini orfani, invalidi e malati, che aveva fatto la seconda guerra mondiale come cappellano militare degli alpini e ne aveva tratto una lezione di vita fondamentale, cos\u00ec sintetizzava il bivio cui \u00e8 giunta la civilt\u00e0 odierna (in: \u00abRestaurazione della persona umana\u00bb, Brescia, La Scuola Editrice, 1946, pp. 209-11):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; L&#8217;era medioevale fu caratterizzata dalla presa di coscienza dell&#8217;infinito, di Dio, del regno dei cieli, del soprannaturale, del lass\u00f9: scoperta delle dimensioni ultraterrene dell&#8217;uomo; primato dello spirito e dell&#8217;eterno; umanesimo teocentrico.<\/p>\n<p>L&#8217;era moderna, tuttora in corso di evoluzione, \u00e8 caratterizzata invece dalla presa di coscienza del finito, dell&#8217;uomo e del suo regno terrestre, del materiale e del quaggi\u00f9: scoperta delle dimensioni infraterrene dell&#8217;uomo; primato del materiale e del temporale; umanesimo antropocentrico.<\/p>\n<p>Contro il cristiano, uomo della dipendenza suprema e delle speranze eterne, si \u00e8 levato l&#8217;uomo laico, vale a dire l&#8217;uomo della sufficienza, un &quot;desesperado&quot;, per il quale la speranza di un avvenire diverso da quello terreno \u00e8 morta e non esiste che questo visibile e palpitante mondo di cui egli vuole essere il re e il signore incontrastato.<\/p>\n<p>&quot;Bisogna assolutamente credere &#8211; dice Kirillof ne [&#8230;] &quot;I Demoni&quot; di Dostojevskij &#8211; che non vi \u00e8 nulla al di fuori del finito, che l&#8217;essere \u00e8 tutto nel finito&quot;. Dio, il vecchio Iddio della religione, non \u00e8 che un mito creato dal senso di dipendenza e di limitazione dell&#8217;uomo antico. &quot;Dio non esiste, ma \u00e8 l\u00e0.. Dio \u00e8 la sofferenza causata dalla paura della morte&quot;. Tale soggezione umiliante e tale timore non si possono vincere che affermando la propria assolutezza e sufficienza. &quot;Colui che vincer\u00e0 la sofferenza e il dolore sar\u00e0 lui stesso Iddio&quot;. Il Dio di lass\u00f9 sar\u00e0 allora inutile e l&#8217;uomo diverr\u00e0 lui stesso Iddio, avendone conquistato la dote fondamentale della completa sufficienza.<\/p>\n<p>Ma poi ch\u00e9 la legge dell&#8217;uomo \u00e8 quella del servizio, in realt\u00e0 le cose non sono andate esattamente cos\u00ec.. L&#8217;uomo moderno, dovendo pur servire a qualche cosa, e, d&#8217;altra parte, non volendo servire a Dio, ha finito per fabbricarsi dei miti e servir loro ciecamente (cos\u00ec come gli antichi si fabbricavano gli idoli da adorare). Il mito non \u00e8 che trasposizione dell&#8217;idea e del valore divino nella realt\u00e0 terrena e diventa il polo indispensabile per organizzare la vita individuale e collettiva e per conferire ad essa un significato intelligibile ed una ragion d&#8217;essere.<\/p>\n<p>Nacquero cos\u00ec le grandiose costruzioni di pensiero e di vita proprie dell&#8217;et\u00e0 moderna, autentici tentativi della laicit\u00e0 e della disperazione dell&#8217;uomo moderno di organizzare la vita finita.<\/p>\n<p>Nacque il capitalismo: sistema di vita e di pensiero organizzato intorno al valore &quot;interesse&quot; e al mito della ricchezza, coalizione astiosa dei detentori della ricchezza e del suo potere contro la massa minacciosa dei suoi pretendenti, contro il proletariato.<\/p>\n<p>Nacque il comunismo: organizzazione della vita individuale e associata intorno al valore della classe, esplosione del risentimento degli esclusi e dei diseredati contro i detentori del potere, del mondo e della sua ricchezza, fanatizzato dal mito del benessere.<\/p>\n<p>Nacque lo statalismo totalitario, organizzazione della vita intorno al mito della nazione, della razza e dello Stato: esperimenti del nazismo, del fascismo e della statolatria.<\/p>\n<p>In tutte queste poderose organizzazioni del mondo una cosa per\u00f2 \u00e8 certa: che esse si ridussero storicamente e si riducono praticamente a una sempre pi\u00f9 avvilente degradazione e schiavit\u00f9 della persona umana: schiavit\u00f9 dell&#8217;uomo al potere della macchina, e del danaro nel capitalismo, schiavit\u00f9 dell&#8217;individuo alla violenza della massa e della collettivit\u00e0 nel comunismo, schiavit\u00f9 dell&#8217;uomo ala strapotenza dello Stato nello statalismo totalitario.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 moderna ha dunque fatto fallimento, in quanto essa ha mancato al programma essenziale propostosi nella sua rivolta contro la civilt\u00e0 medioevale: cio\u00e8 l&#8217;indipendenza assoluta dell&#8217;uomo e la sua nuova regalit\u00e0 laica.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno \u00e8 caduto via via sotto le degradanti schiavit\u00f9 della ricchezza, dello Stato, della classe e, dal giorno della sua ribellione a Dio, non \u00e8 mai stato cos\u00ec schiavo come oggi. Ecco perch\u00e9 noi parliamo di crisi della civilt\u00e0 contemporanea, di tramonto dell&#8217;era laica e di bancarotta dell&#8217;uomo moderno.\u00bb<\/p>\n<p>Don Gnocchi chiudeva gli occhi nel febbraio del 1956, stringendo nelle mani un crocifisso regalatogli dai suoi bambini invalidi; egli presentiva imminente l&#8217;avvento di un&#8217;era cristocentrica e, troppo impaziente ed ottimista, non immaginava che la nemesi della civilt\u00e0 moderna doveva ancor toccare il suo punto pi\u00f9 basso, il suo Nadir, caratterizzato dal crollo delle orgogliose sicurezze del finito, ma non ancora illuminata dall&#8217;esigenza del ritorno alla spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Egli non vide, in altre parole, l&#8217;avvento di una nuova civilt\u00e0, la civilt\u00e0 post-moderna, e di un nuovo tipo umano, il cosiddetto \u00abquarto uomo\u00bb &#8211; dopo l&#8217;uomo greco, cristiano e moderno -, interamente dominato da quella che Herbert Marcuse ha definito \u00abl&#8217;euforia dell&#8217;infelicit\u00e0\u00bb, e del quale abbiamo parlato specificamente nell&#8217;articolo \u00abL&#8217;uomo post-moderno \u00e8 il figlio della dilatazione illimitata del desiderio\u00bb (consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Ma anche questa nuova civilt\u00e0, nata dalle contraddizioni e dalle esasperazioni non pi\u00f9 componibili della precedente, \u00e8 giunta al tracollo e ha fatto bancarotta, nello spazio incredibilmente breve di circa mezzo secolo.<\/p>\n<p>Si tratta di una bancarotta rovinosa e totale, che le varie forme del cosiddetto \u00abpensiero debole\u00bb vorrebbero mascherare e dissimulare, ma che appare in tutta la sua gravit\u00e0 a tutti coloro i quali la sappiano guardare con la necessaria onest\u00e0 intellettuale: essa ha fallito, non perch\u00e9 incapace di mantenere le proprie promesse, come la civilt\u00e0 moderna, ma per la sua deliberata volont\u00e0 di rinunciare a porre all&#8217;uomo delle mete in sintonia con la dignit\u00e0 e la ricchezza della sua essenza spirituale.<\/p>\n<p>In altri termini, se la civilt\u00e0 moderna \u00e8 implosa per l&#8217;orgogliosa e temeraria ambizione di dare all&#8217;uomo delle mete impossibili &#8211; in pratica, sostituirsi a Dio quale entit\u00e0 da adorare -, quella post-moderna si sta dissolvendo per la stanchezza senile che ne ha caratterizzato la beve, convulsa parabola; e, in particolare, per l&#8217;incapacit\u00e0 di porsi delle mete quali che siano, all&#8217;infuori del dissennato inseguimento di una felicit\u00e0 fatta consistere unicamente nel possesso illimitato e nel continuo spreco di beni e servizi.<\/p>\n<p>Se questa \u00e8 la diagnosi, resta la prognosi; resta, in particolare, la necessit\u00e0 di indicare una possibile via di uscita dalle secche in cui la civilt\u00e0 post-moderna si \u00e8 arenata, dalla mefitica palude nella quale ci siamo venuti a trovare intrappolati.<\/p>\n<p>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato diffusamente in parecchi saggi ed articoli e in una serie di conferenze pubbliche, e specialmente in \u00abPer una ricostruzione del pensiero post-moderno\u00bb e \u00abPer una ricostruzione dell&#8217;estetica contemporanea\u00bb (entrambi reperibili sul sito di Arianna Editrice). In questa sede, pertanto, non ci limiteremo che a fornire qualche ulteriore spunto di riflessione, rimandando il lettore alla consultazione di quei testi.<\/p>\n<p>La prima cosa che occorre mettere in evidenza \u00e8 che alle persone di buona volont\u00e0, siano esse intellettuali o individui qualsiasi, lavoratori e lavoratrici, padri e madri di famiglia, giovani, anziani, \u00e8 richiesto un supplemento di coraggio intellettuale e d&#8217;indipendenza di giudizio, quale non era &#8211; forse &#8211; necessario due o tre generazioni fa, quando le basi morali e spirituali della nostra societ\u00e0, pur essendo gi\u00e0 intaccate dal cancro che le avrebbe consumate, non erano per\u00f2 contestate esplicitamente.<\/p>\n<p>Oggi, pertanto, una persona di buona volont\u00e0 non solo \u00e8 chiamata a percorrere la strada che la vita le ha assegnato con onest\u00e0, generosit\u00e0 e rigore morale, ma anche a procedere incurante del dileggio e dello scherno che \u00e8 divenuto di moda riservare a quanti ancora mostrano di cedere in un valore trascendente, in qualche cosa che vada al di l\u00e0 dell&#8217;utile immediato o del rispetto puramente formale per le forme costituite della vita associata.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 particolarmente vero nell&#8217;ambiente intellettuale, ove chi non professa il pi\u00f9 banale e piatto materialismo viene accompagnato da un atteggiamento di sufficienza e, specie nell&#8217;ambito della scienza, trova infiniti ostacoli alla propria carriera accademica.<\/p>\n<p>E, d&#8217;altra parte, non \u00e8 meno vero al livello della vita quotidiana delle persone comuni, ove parlare di onest\u00e0 e dedizione sul lavoro, di spirito di servizio nella cosa pubblica, o anche solo di armonia e collaborazione nell&#8217;ambito familiare, fa scattare quasi immancabilmente il riflesso condizionato del sospetto, dell&#8217;antipatia, della malevolenza, come se nascondesse chiss\u00e0 quale insidia e chiss\u00e0 quale inconfessabile secondo fine.<\/p>\n<p>Per cui si pu\u00f2 affermare, senza timore di esagerazione, che la cosa pi\u00f9 semplice \u00e8 quella divenuta ormai pi\u00f9 difficile: avere la coerenza di accordare le proprie parole e i propri atti con un sistema di valori \u00abforti\u00bb, e mostrare concretamente di non essere disposti ad anteporre i vantaggi economici e materiali alla dignit\u00e0 della persona, propria ed altrui.<\/p>\n<p>Non verr\u00e0 mai deprecato abbastanza, in questo senso, il pessimo esempio che continua a diffondersi tra la societ\u00e0 da parte della classe dirigente, e particolarmente della classe politica (ma anche della magistratura, della cultura, delle comunicazioni di massa), in base al quale sembra proprio che qualunque cosa, a questo mondo, sia &#8211; alla fine &#8211; riducibile solo e unicamente a una questione di prezzo, e che ogni uomo sia disponibile a mettersi in vendita al migliore offerente, in cambio di qualche meschino vantaggio personale.<\/p>\n<p>La seconda cosa su cui \u00e8 necessario insistere, se davvero si crede alla necessit\u00e0 di ricostruire dalle fondamenta la nostra civilt\u00e0, \u00e8 che bisogna avere il coraggio di rivedere i giudizi troppo severi e frettolosi con i quali ci siamo sbarazzati di tutto ci\u00f2 che costituiva la nostra guida intellettuale, morale e spirituale, gettando via il bambino appena nato &#8211; come si usa dire &#8211; insieme all&#8217;acqua sporca.<\/p>\n<p>Bisogna avere il coraggio, in altri termini, di ammettere che abbiamo peccato di fretta, di orgoglio e di mancanza di senso della misura, e che dobbiamo ripercorrere una parte del cammino degli ultimi decenni, per ritrovare il punto a partire dal quale abbiamo abbandonato la via maestra. E ci\u00f2 significa ritrovare sufficiente umilt\u00e0 e sufficiente franchezza per riconoscere il nostro errore e per cercare di porvi rimedio.<\/p>\n<p>Certo che un ritorno ai valori di ieri, puramente e semplicemente, non sar\u00e0 sufficiente; e nemmeno sar\u00e0 possibile. Qualche cosa \u00e8 cambiato, nel frattempo; anzi, moltissime cose sono cambiate: e la via che era giusta fino a qualche anno fa, ora non sarebbe pi\u00f9 percorribile, n\u00e9 idonea a portarci fuori dal guado.<\/p>\n<p>Nessun passatismo ci potr\u00e0 salvare; ma neppure nessuna fuga in avanti. Noi dovremo essere capaci di procedere ricordando, come insegnava Kierkegaard, attuando il movimento pi\u00f9 difficile e tuttavia pi\u00f9 prezioso che sia dato di compiere alla natura umana (cfr. i nostri precedenti articoli \u00abKierkegaard, maestro del ritorno in noi stessi, \u00e8 la guida per uscire dalla palude\u00bb e \u00abLa ripresa non \u00e8 il ritorno dell&#8217;uguale, ma il procedere ricordando in forza del religioso\u00bb, sempre consultabili sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>La terza cosa fondamentale \u00e8 la consapevolezza che solo rifondando il valore trascendente e integrale della persona umana; solo ricostruendo l&#8217;armonia con gli altri esseri umani e con la natura tutta; solo ridimensionando le pretese arroganti del Logos strumentale e calcolane, e riscoprendo entro di noi l&#8217;incanto del mondo, potremo sperare di trarci fuori dalla palude stagnante ove siamo sprofondati, e puntare ad un futuro migliore: se non per noi, almeno per le prossime generazioni, verso le quali abbiamo delle precise responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>E poi, avanti: domani \u00e8 un altro giorno.<\/p>\n<p>Ma non con l&#8217;ottimismo miope e facilone di chi ritiene di poter perseverare impunemente per la via sbagliata, pensando che le cose, alla fine, si metteranno a posto da sole.<\/p>\n<p>Al contrario, l&#8217;ottimismo \u00e8 una virt\u00f9 utile e necessaria, ma solo nelle mani di coloro che possiedono la triplice disposizione di spirito di cui parlava Dante: vedere dirittamente; volere con altrettanta perseveranza; e, soprattutto, essere capaci di amare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Gnocchi (1902-56), il noto educatore e fondatore di numerose opere di assistenza ai bambini orfani, invalidi e malati, che aveva fatto la seconda guerra mondiale<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[110,117,202],"class_list":["post-25077","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-civilta","tag-dio","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25077","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25077"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25077\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25077"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25077"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25077"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}