{"id":25069,"date":"2011-05-14T11:12:00","date_gmt":"2011-05-14T11:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/14\/fa-caldo\/"},"modified":"2011-05-14T11:12:00","modified_gmt":"2011-05-14T11:12:00","slug":"fa-caldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/14\/fa-caldo\/","title":{"rendered":"Fa caldo"},"content":{"rendered":"<p>Queste giornate della tarda primavera, quando il caldo arriva di colpo e si passa bruscamente dalla coperta di lana al lenzuolo, dal giubbotto imbottito alla camicia con le maniche corte, provocano nell&#8217;organismo una vera tempesta ormonale e psicologica, specialmente dopo un inverno particolarmente freddo, come \u00e8 stato quello da cui siamo usciti.<\/p>\n<p>Il corpo ne risente, ne risente la mente.<\/p>\n<p>Un languore improvviso si impadronisce della pelle, del tatto, del respiro: il vento tiepido che accarezza le braccia e il collo porta l&#8217;eco di mondi lontani, di sensazioni dimenticate, di trasalimenti che si credevano perduti.<\/p>\n<p>Oggi fa caldo: sembra una cosa tanto naturale a dirsi; ma quanta novit\u00e0 vi \u00e8 in queste parole, dopo i lunghi mesi dell&#8217;inverno.<\/p>\n<p>La notte ci si rigira inquieti, non pi\u00f9 abituati alle alte temperature: e, pur con la finestra aperta, si stenta a trovare il sonno; di giorno, la vampa del sole \u00e8 divenuta accecante e la strada per andare al lavoro si \u00e8 trasformata in uno spazio ardente e abbacinato, in cui ci si muove straniti, avanzando con cautela dall&#8217;ombra del viale dei bagolari a quella d&#8217;una macchia di pioppi, fermandosi a riprendere il fiato sul ponte che scavalca il fiume.<\/p>\n<p>La pelle traspira: sotto le vesti leggere, assapora un nuovo senso di libert\u00e0, come se si fosse liberata dalle catene di una antica schiavit\u00f9.<\/p>\n<p>\u00c8 strano.<\/p>\n<p>Solo qualche mese, faceva talmente freddo che il corpo era completamente intirizzito e stretto come in una gelida morsa; ed ecco che uno straordinario senso di leggerezza \u00e8 subentrato, tutto appare semplice e naturale, il passo ha acquistato una fresca elasticit\u00e0 giovanile, quasi che molti anni gli fossero scivolati di dosso, facendolo tornare fanciullo.<\/p>\n<p>Certo, il sudore \u00e8 fastidioso: \u00e8 antiestetico, d\u00e0 una sensazione di disagio, di disordine: non si vede l&#8217;ora di arrivare a casa per cambiarsi, rinfrescarsi e farsi una bella doccia; eppure, nello stesso tempo&#8230;<\/p>\n<p>S\u00ec, bisogna ammetterlo: il sudore ha anche qualcosa di sensuale, di erotico: un corpo sudato \u00e8 eccitante, a suo modo, come lo \u00e8 un corpo abbronzato; vi \u00e8 una naturalit\u00e0 quasi animale nel suo offrirsi indifeso agli ardori del maggio inoltrato, del giugno.<\/p>\n<p>E poi, gli odori: quel profumo esotico che portano con s\u00e9 le donne, dopo essersi spalmate la crema sul viso, sul collo e sulle tempie: come un soffio che arrivi direttamente da terre e mari lontanissimi o, forse, da qualche remoto angolo dell&#8217;infanzia.<\/p>\n<p>Bambini, eravamo in spiaggia e tutto era una festa di luce, di colori, di sole, di mare, di vento; e di aromi delicati e indefinibili, qualcosa di totalmente alieno rispetto a ci\u00f2 che l&#8217;olfatto percepiva in citt\u00e0, per le strade, nell&#8217;aula scolastica.<\/p>\n<p>E quel profumo di crema solare che permeava ogni cosa, dalla cabina agli ombrelloni multicolori, alle stuoie abbandonate sulla sabbia calda, come le armi di un esercito disfatto e scomparso chiss\u00e0 dove&#8230;<\/p>\n<p>E quelle donne meravigliose, con il cappello a larghe tese e le grandi borse di paglia da cui uscivano gli asciugamani: sembravano divinit\u00e0 di un altro mondo, sacerdotesse di un rito ineffabile, cos\u00ec come le vedeva un bambino ancora ignaro del mistero della sessualit\u00e0, e tuttavia segretamente affascinato da quel loro incedere da regine africane.<\/p>\n<p>Frammenti di ricordo che emergono qua e l\u00e0 dai varchi della memoria, mentre il caldo si distende su ogni cosa e s&#8217;insignorisce delle strade, batte sui tetti delle case e dardeggia sulle cime degli alberi, mentre il cielo \u00e8 tutto azzurro e le poche nuvole veleggiano come ali nel cielo.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Il termometro continua a salire e cos\u00ec pure l&#8217;igrometro: fa caldo e si avverte, nell&#8217;aria, una fortissima percentuale di umidit\u00e0.<\/p>\n<p>In luglio, in agosto ci si \u00e8 abituati: sia il corpo, sia la mente hanno assunto quel certo ritmo, sono allenati a sostenere quelle particolari condizioni; ma adesso, quando si sono appena smessi gli abiti pesanti, il brusco cambiamento fa uno strano effetto.<\/p>\n<p>Ci si sente come un po&#8217; fuori centro, come trasognanti; ed \u00e8 una sensazione non priva di una sua inattesa dolcezza, perfino di una certa volutt\u00e0: come una vacanza da tanto tempo attesa e poi giunta all&#8217;improvviso, quando ormai non ci si sperava pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il mondo appare un po&#8217; diverso da prima: appena un poco, quanto basta per accorgersi che \u00e8 sempre lo stesso, eppure anche rinnovato.<\/p>\n<p>Si riscopre la fisicit\u00e0 delle cose: quei colori pi\u00f9 abbaglianti, quegli odori pi\u00f9 intensi: di terra, di fiori, di vento; quei suoni pi\u00f9 acuti&#8230;<\/p>\n<p>I suoni, per esempio: le finestre sono aperte a causa del caldo ed ecco che, di colpo, ci si accorge quanto sia rumorosa la via, quanto traffico vi transiti continuamente: il rumore dei motori accesi, delle frenate all&#8217;altezza del semaforo, tutto questo non si sentiva fino a ieri, o giungeva molto ovattato, a causa dei vetri ben chiusi, perch\u00e9 non entrasse il freddo.<\/p>\n<p>E questo brusio continuo, questo sottofondo rumoroso che porta le voci delle vita esterna, \u00e8 come uno sguardo indiscreto che penetra da una porta socchiusa; che entra, non invitato, e si posa su ci\u00f2 che \u00e8 intimo, su ci\u00f2 che \u00e8 soltanto nostro: eppure non si pu\u00f2 dire nemmeno che sia molesto, \u00e8 semplicemente un ospite rozzo che si \u00e8 invitato da s\u00e9, ma la cui compagnia, in fin dei conti, non riesce del tutto sgradita.<\/p>\n<p>Alla sera, dai balconi aperti giungono le voci dei bambini che giocano in strada, nei giardini: le loro corse in bicicletta, il loro giocare a nascondino; ed \u00e8 come una ventata d&#8217;aria fresca in un ambiente chiuso e un po&#8217; stantio.<\/p>\n<p>D&#8217;inverno, i bambini parevano scomparsi: se ne stavano in casa a fare i compiti o, forse, seduti davanti alla televisione; ma ora, le belle sere calde di maggio li richiamano fuori con prepotenza e l&#8217;aria risuona tutta dei loro richiami, delle loro voci argentine.<\/p>\n<p>\u00c8 bello sentirli; riempie il cuore di dolcezza.<\/p>\n<p>Ci si sente di nuovo un po&#8217; bambini, un po&#8217; stupefatti, un po&#8217; incantati davanti all&#8217;immenso mistero del mondo; ci si sente cader gi\u00f9 la scorza dell&#8217;uomo adulto che non crede pi\u00f9 a niente, che \u00e8 stanco di tutto ma che, nonostante ci\u00f2, vorrebbe sognare ancora una volta.<\/p>\n<p>E poi, le rondini: lo stridio delle rondini che entra dalle finestre aperte e che porta, con le prime ombre della sera, ricordi di anni lontani, di serenit\u00e0, di pace.<\/p>\n<p>Sembra di vederle volare in cerchi sempre pi\u00f9 ampi, descrivere magiche circonferenze, sfrecciando nell&#8217;azzurro, senza neanche bisogno di affacciarsi alla finestra per scorgerle materialmente: basta sentirle, perch\u00e9 si apra una prospettiva smisurata, si squarci un orizzonte pi\u00f9 vasto di quanto riusciremmo a immaginarlo con uno sforzo supremo della fantasia.<\/p>\n<p>Pochi suoni come lo stridio delle rondini sanno risvegliare distanze immense, pensieri piacevolmente indeterminati, che hanno in loro qualcosa del soffio dell&#8217;oceano e della carezza dell&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n<p>E non \u00e8 solo questo; \u00e8 anche qualcos&#8217;altro, di teneramente malinconico, che avvertiamo nelle profondit\u00e0 del nostro essere.<\/p>\n<p>Sentiamo che un&#8217;epoca \u00e8 passata, che qualcosa di nuovo sta nascendo, sta bussando alla nostra porta: qualcosa di uguale a un anno fa, eppure diverso, perch\u00e9 noi siamo diversi: non siano pi\u00f9 gli stessi, non lo saremo mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>In queste lunghe sere della tarda primavera, calde e dolcemente familiari, qualcosa finisce e qualcosa sta muovendo i primi passi; che cosa esattamente, non sapremmo dirlo: ma intanto noi diventiamo altro da quello che eravamo, come una musica sussurrata in riva al fiume.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Fa caldo anche la notte.<\/p>\n<p>Le stecche della persiana lasciano filtrare strisce di luce dalla strada, che si proiettano vivacemente sulla parete opposta della camera da letto, mentre dalla finestra aperta entra il profumo della notte, carico di lontane suggestioni.<\/p>\n<p>La birra fresca era una meraviglia, ma la pizza resta sempre un po&#8217; sullo stomaco; e cos\u00ec la mente vaga qua e l\u00e0 nelle ore che fuggono via davanti al sonno, affastellando mille pensieri, mentre sul muro si inseguono le luci e le ombre della notte.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra primavera sta finendo, un&#8217;altra estate sta arrivando: le stagioni si succedono con regolarit\u00e0, ma ogni volta con un senso di sorpresa; e, ogni volta, lasciando qualche ruga in pi\u00f9 sul nostro volto, qualche nuova ombra nel nostro sguardo.<\/p>\n<p>Lo sguardo del bambino \u00e8 perfettamente limpido: vede le cose con stupore immenso e le vede con tutta l&#8217;anima, non solo con il pensiero razionale: perci\u00f2 ne scorge anche la parte nascosta, anche la parte che gli adulti non riescono pi\u00f9 a vedere.<\/p>\n<p>Poi, mano a mano che gli anni trascorrono e il bambino cresce, il suo sguardo incomincia a intorbidarsi, a farsi pi\u00f9 stanco e abitudinario: le cose non gli sono pi\u00f9 naturalmente amiche, non gli parlano pi\u00f9 d&#8217;istinto e, soprattutto, non gli si mostrano pi\u00f9 per intero, compreso il loro lato nascosto, ma solo cos\u00ec come le percepisce il pensiero strumentale e calcolante.<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;inizio del disincanto del mondo, che, per molti, dura tutto il resto della vita, con tristezza crescente.<\/p>\n<p>Pure, non \u00e8 un destino che ci\u00f2 debba accadere: nulla ci impedisce di conservare i nostri sogni, i nostri sogni di bambini, soltanto portandoli su un piano pi\u00f9 elevato di consapevolezza, ma conservando tutta la fragranza del loro primo incanto.<\/p>\n<p>In genere diamo la colpa del disincanto alle circostanze della vita; invece esso dipende da noi, molto pi\u00f9 di quanto non crediamo, n\u00e9 siano disposti ad ammettere.<\/p>\n<p>E questa notte calda che gi\u00e0 prelude all&#8217;estate, con le macchie di luce sulla parete e il sussurro della strada che entra dalla finestra aperta, \u00e8 la stessa di un tempo, di quando eravamo bambini, se noi sappiamo ritrovare lo sguardo limpido di allora: tutto permane e nulla scompare, per chi abbia appreso il segreto della seconda vista.<\/p>\n<p>Anche il caldo \u00e8 ancora quello: col suo profumo di creme femminili, di vegetazione in fermento, di vernice fresca delle case appena ridipinte.<\/p>\n<p>Con le sue atmosfere di lontananza, di sogni indistinti e meravigliosi: quando si aspettava la fine della scuola e la partenza per le vacanze; quando si gioiva nel vedere la mamma che tirava fuori le valige e cominciava a prepararle per la partenza.<\/p>\n<p>S\u00ec: c&#8217;\u00e8 come un&#8217;aria di partenza, quando arriva il caldo; anche se si sa di non dover partire: \u00e8 come se giungesse un invito da qualche luogo remoto, un invito suadente, del quale si avverte fortissimo il richiamo.<\/p>\n<p>Il corpo respira aria di libert\u00e0; e l&#8217;anima si avvolge in un sogno voluttuoso, fatto di fili evanescenti, come la rugiada che si posa sulle foglie del bosco, in una notte incantata di mezza estate, popolata di sogni, di fatine e di folletti.<\/p>\n<p>Il grillo canta la sua canzone festosa e sempre uguale, immerso nel buio, mentre la Luna si riflette nelle acque calme del ruscello.<\/p>\n<p>In momenti come questi, si vorrebbe che il tempo si fermasse.<\/p>\n<p>Eppure, si \u00e8 gi\u00e0 fermato: quando ci abbandoniamo all&#8217;incanto del mondo e al silenzioso fluire dell&#8217;essere, noi siamo gi\u00e0 al di l\u00e0 del tempo e dello spazio.<\/p>\n<p>Siamo gi\u00e0 nell&#8217;assoluto e nell&#8217;eterno: solo che non lo sappiamo.<\/p>\n<p>Le stelle ammiccano alte nel cielo e tutto \u00e8 pace.<\/p>\n<p>La notte fragrante, la notte amica veglia su di noi.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 cos\u00ec come deve essere: perfetto, armonioso.<\/p>\n<p>E tutto \u00e8 pace, bellezza, meraviglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Queste giornate della tarda primavera, quando il caldo arriva di colpo e si passa bruscamente dalla coperta di lana al lenzuolo, dal giubbotto imbottito alla camicia<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-25069","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25069","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25069"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25069\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25069"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}