{"id":25067,"date":"2015-11-27T08:42:00","date_gmt":"2015-11-27T08:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/27\/la-protesta-di-pound-per-vittorio-vettori-e-ben-piu-credibile-di-quella-di-marcuse\/"},"modified":"2015-11-27T08:42:00","modified_gmt":"2015-11-27T08:42:00","slug":"la-protesta-di-pound-per-vittorio-vettori-e-ben-piu-credibile-di-quella-di-marcuse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/27\/la-protesta-di-pound-per-vittorio-vettori-e-ben-piu-credibile-di-quella-di-marcuse\/","title":{"rendered":"La protesta di Pound, per Vittorio Vettori, \u00e8 ben pi\u00f9 credibile di quella di Marcuse"},"content":{"rendered":"<p>Ora che la spietata dittatura delle banche e della speculazione finanziaria sta mostrando apertamente tutta la sua arroganza e la sua insaziabile voracit\u00e0, ci si guarda intorno e si cerca un modello alternativo, un punto di riferimento che permetta di contestare credibilmente l&#8217;anima distruttiva del capitalismo, beninteso senza la coda di paglia di tanti intellettuali marxisti o ex-marxisti che hanno, o avevano in mente, un sistema politico-sociale ancora pi\u00f9 orribile e totalitario, se possibile, di quello che si prefiggevano di rovesciare.<\/p>\n<p>Per i giovani del &#8217;68, il grande <em>guru<\/em> era il filosofo Herbert Marcuse; e, se il &#8217;68 si \u00e8 sviluppato come sappiamo ed \u00e8 finito come sappiamo, forse sarebbe il caso di chiedersi cosa ci fosse che non andava nella ideologia della contestazione di quegli anni, a cominciare da quei <em>leader<\/em>, pratici o ideali, da Cohn-Bendit a Sartre, da Mao a Marcuse, appunto &#8211; dei quali milioni di giovani cercavano e utilizzavano l&#8217;affilata &quot;pars destruens&quot;, senza andare troppo per il sottile a verificare se tali personaggi possedessero non solo la caratura, ma soprattutto la credibilit\u00e0 e la coerenza, per essere presi a maestri, cio\u00e8 come coloro che sanno indicare la strada.<\/p>\n<p>Strano accecamento: in nome della rivolta antiborghese si andava a pescare nel torbido di ideologie criminali ed anti-umane, popolate di dittatori mancati o riusciti, di pensatori pi\u00f9 o meno ortodossi rispetto al marxismo, comunque espressione di un modello politico-sociale totalitario, poliziesco, che, in nome di un preteso fine di giustizia, non si curava minimamente dei mezzi da impiegare, anche i pi\u00f9 sporchi, e pretendeva di spacciarsi come progressista e moralmente superiore al nemico che si prefiggeva di abbattere. Una presunzione alla quale i nipotini del &#8217;68 non hanno abdicato nemmeno dopo il clamoroso fallimento dei loro sogni; fallimento che per\u00f2 non ha segnato, guarda caso &#8211; almeno in moltissimi casi &#8211; le loro brillanti carriere universitarie, giornalistiche e letterarie.<\/p>\n<p>Un grande letterato italiano, purtroppo ancora oggi quasi sconosciuto al grande pubblico, e che fu sempre tenuto ai margini dei bei salotti intellettuali ove spadroneggiava la sinistra marxista, nonch\u00e9 dai grandi mezzi d&#8217;informazione, Vittorio Vettori (nato a Strada in Casentino, provincia di Arezzo, il 24 dicembre 1920, e spentosi a Firenze il 10 febbraio 2004), umanista, poeta, saggista, autore di centinaia di opere e grande studioso di Dante, osservava, nel suo libro su Ezra Pound, che quei giovani, se avessero cercato un po&#8217; meglio, con meno conformismo &#8211; e magari, aggiungiamo noi, con meno cattiva coscienza -, avrebbero ben potuto trovare nel poeta dei \u00abCantos\u00bb un autentico modello di rivolta anticapitalista, coerente e credibile, perch\u00e9 basava la sua contestazione non su un totalitarismo uguale e contrario a quello plutocratico, ma su di una economia del lavoro e sul primato dell&#8217;uomo rispetto a ogni imposizione esterna.<\/p>\n<p>Ne riportiamo un passaggio saliente, che si presta a utili riflessioni di estrema attualit\u00e0 e, magari, a qualche ripensamento critico da parte di quanti, nei decenni passati, hanno esercitato in Italia una lunga e infeconda egemonia culturale, idolatrando una ideologia sbagliata che nemmeno ora, a molti anni di distanza, hanno il coraggio e l&#8217;onest\u00e0 di dichiarare finalmente tale (da: V. Vettori, \u00abEzra Pound e il senso dell&#8217;America\u00bb, Roma, Ersi Editrice, 1975, pp. 12-14):<\/p>\n<p><em>\u00abScrivendolo [il suo saggio su Pound e lo spirito americano], non ho pensato neanche per un solo istante di andare incontro ai gusti del pubblico n\u00e9 di acquistare titoli di merito presso i potenti. Mi sono invece proposto (ambizione indubbiamente maggiore, ma anche, mi si consenta, pi\u00f9 rara e gentile) di ribadire alcune mie convinzioni, nel riproporre energicamente il &quot;caso Pound&quot; (e il problema del&#8217;americanismo, da cui quel caso non pu\u00f2 essere ragionevolmente separato) soprattutto ai giovani che vengon su ora e che sono le vittime pi\u00f9 allarmanti e drammatiche degli squilibri e delle contraddizioni in cui si dibatte la societ\u00e0 contemporanea.<\/em><\/p>\n<p><em>Sta di fatto che Pound offre un modello di contestazione infinitamente pi\u00f9 efficace di quello offerto da Marcuse: un modello fondato sulla libert\u00e0 operativa e sulla concreta universalit\u00e0 della cultura e non sulla sua subordinazione formule velleitarie e faziose, sull&#8217;equit\u00e0 di una legge ispirata dal senso della comune dignit\u00e0 di ciascuno e di tutti e non sugli arbitrii dettati dal rancore o dalla paura, su un&#8217;economia riformata a misura d&#8217;uomo e non sulla pianificazione faraonica dell&#8217;avvilimento e dell&#8217;ignoranza.<\/em><\/p>\n<p><em>E c&#8217;\u00e8 da aggiungere che il carattere esemplare di Pound sta anche e soprattutto nella sua umanit\u00e0 disarmata e scoperta (pur se, apparentemente cos\u00ec aggressiva), tale da non concedere margini a mitizzazioni di sorta, per operare piuttosto come un lievito che come un cibo, e situarsi cos\u00ec nella storia della cultura come un &quot;progetto&quot; dinamico e non come un&#8217;immobile statua.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni possibile feticismo nei confronti di Pound \u00e8 scongiurato da Pound stesso se non si vuol essere sordi e ciechi, attraverso quella sua nativa attitudine provocatoria che ce lo mostra sempre vivo ed intero, con le sue ingenuit\u00e0 e intemperanze, con le sue virt\u00f9 e i suoi difetti. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Esistono tre modi di essere poeti e scrittori. Un modo \u00e8 quello di estraniarsi dai problemi dell&#8217;epoca in cui si vive per coltivare il proprio campicello di parole alla ricerca di una vuota perfezione formale o di effetti comunque privati, sul piano di quella immarcescibile &quot;arcadia&quot; che, anche se si traveste coi panni dell&#8217;avanguardia, \u00e8 sempre un fenomeno reazionario. Un altro modo \u00e8 quello di fare da &quot;mosche cocchiere&quot;, accettando un qualsiasi impegno civile strettamente condizionato e quindi irrimediabilmente passivo. Un terzo modo \u00e8 quello di partire dalla poesia e, pi\u00f9 ampiamente, dalla cultura, per incidere sulla realt\u00e0 storica in termini appunto di poesia e di cultura. Questo terzo modo \u00e8 il modo di Pound.<\/em><\/p>\n<p><em>Grande poeta per diritto di nascita, egli ha capito il compito indicativo e creativo della poesia: e, in una stagione di uragani, ha voluto convivere coi suoi simili sul filo di una responsabilit\u00e0 totale, affidando alla forza di un&#8217;alta voce ammonitrice il messaggio dell&#8217;avvenire, e mescolando le proprie musiche incessanti con tutte le questioni vitali del nostro tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo, se ci si vuole avvicinare davvero a Pound, bisogna intendere in primo luogo la dimensione planetaria della civilt\u00e0 che si va preparando, se \u00e8 scritto che la civilt\u00e0 abbia, malgrado tutto, un futuro.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Questa \u00e8 la giusta &#8212; vorremmo dire, la sola &#8211; maniera di accostarsi a Pound, come uomo, come poeta e come intellettuale: vedere in lui lo scrittore impegnato, ma non impegnato nella sola dimensione dell&#8217;immediato e del contingente; perch\u00e9 questo non sarebbe veramente &quot;impegno&quot;, ma &quot;conformismo&quot;; sarebbe, come osserva troppo giustamente Vittorio Vettorti, come fare &quot;la mosca cocchiera&quot; degli eventi, ad esempio della rivoluzione.<\/p>\n<p>Ci sono poeti che amano fare le mosche cocchiere &#8212; i Majakovskij, gli \u00c9luard, i Brecht &#8212; e che sono stati applauditi, ammirati, celebrati dal secolo cortigiano e banale; ve ne sono stati altri che si sono estraniati del tutto dalle cose di quaggi\u00f9 e si sono rivolti alla pura dimensione spirituale &#8212; e forse sono stati i migliori, o, quanto meno, i pi\u00f9 dignitosi e coerenti, quelli che non hanno mai confuso e mescolato le carte dell&#8217;arte con quelle dell&#8217;ideologia, e che non si sono mai lasciati sedurre dalle attrattive della gloria mondana, restando ostinatamente fedeli a se stessi e alla loro missione: la missione della poesia eterna.<\/p>\n<p>Ezra Pound non appartiene certamente alla prima schiera, ma neppure alla seconda: egli, come osserva Vettori, fa parte di quei poeti che partono dalla poesia per arrivare fino al cuore dell&#8217;uomo, della sua inquietudine, dei suoi bisogni, delle sue speranze, del suo anelito di verit\u00e0; di quei poeti per i quali la poesia \u00e8 vita, \u00e8 civilt\u00e0, \u00e8 umanit\u00e0, \u00e8 tutto; e da quel tutto non vogliono, n\u00e9 possono, lasciar fuori niente e nessuno; che non temono di sporcarsi le mani e di mostrare come la civilt\u00e0 e l&#8217;umanit\u00e0 non possano fare a meno della verit\u00e0 e della bellezza, e di come la poesia e la vita non siano neppure pensabili al di fuori di tutto quanto &#8212; come diceva Terenzio &#8212; ci coinvolge, proprio perch\u00e9 \u00e8 umano.<\/p>\n<p>Vi sono, in Pound, una vastit\u00e0 di concezione, una vastit\u00e0 di orizzonti, una vastit\u00e0 di comprensione del fenomeno umano, che lasciano sbalorditi. Quasi nessuno, fra i moderni, \u00e8 a lui paragonabile: per trovare un poeta che abbia la sua stessa ampiezza di respiro, la sua stessa passione totalizzante per l&#8217;uomo, il suo stesso spirito profetico, mistico, escatologico, bisogna rimontare i secoli all&#8217;indietro e tornare fino a Dante. Solo pensando ai \u00abCantos\u00bb come all&#8217;equivalente moderno della \u00abDivina Commedia\u00bb; solo vedendo in Pound il moderno Dante Alighieri, l&#8217;intellettuale-cittadino che pensa alla sua citt\u00e0 e alla sua patria, ma pensa, insieme ad esse, al mondo intero, e non solo al mondo terreno e alla vita terrena, ma anche al mondo ultraterreno e alla vita eterna: solo allora si arriver\u00e0 a mettere a fuoco la poesia di Ezra Pound, nella giusta prospettiva, e a comprendere sino in fondo il suo significato non solo strettamente poetico, ma umano e universale.<\/p>\n<p>Pound, come Dante, ha visto e misurato la malattia dell&#8217;uomo che si \u00e8 allontanato da Dio: l&#8217;usura; e come l&#8217;autore della \u00abCommedia\u00bb, che, nella lupa del primo canto del poema, ha rappresentato questo vizio capitale dell&#8217;umanit\u00e0, che divora gli uomini e le nazioni e le civilt\u00e0 e mai non si sazia, perch\u00e9, dopo il pasto, ha pi\u00f9 fame di prima; come Dante, dunque, egli innalza il suo monito e la sua esortazione, cerca di scuotere le anime addormentate, di rincuorare i dubbiosi, di infondere loro le ragioni della fede e della speranza; ricordando loro che non fu l&#8217;usura, non fu la maledetta avidit\u00e0 di guadagni sempre pi\u00f9 grandi, a erigere le meraviglie dell&#8217;arte, a creare i monumenti imperituri della bellezza, ad animare il soffio eterno dell&#8217;ispirazione e della fede nei valori durevoli, in quel tesoro che i ladri non possono trafugare, n\u00e9 la ruggine intaccare, perch\u00e9 non \u00e9 fatto di metalli preziosi o di umane ricchezze, ma di puro spirito e di anelito verso l&#8217;infinito.<\/p>\n<p>Pound \u00e8 stato una voce che grida nel deserto, un gigante smarrito in una foresta di nani, un autentico poeta in una folla di chiacchieroni e mestieranti, o, peggio, di furbetti travestiti da poeti, di mosche cocchiere, d&#8217;intellettuali eunuchi che hanno levato la loro voce stentorea quando il nemico era gi\u00e0 abbattuto e non c&#8217;era pi\u00f9 niente da rischiare; quando la storia sembrava dar loro ragione, perch\u00e9 la storia non ha mai fretta e consente sempre agli imbecilli di cullarsi a lungo nei loro sogni voluttuosi, prima di risvegliarli bruscamente e di svergognarli senza piet\u00e0. Pound \u00e8 stato una specie di profeta biblico in pieno XX secolo: come Giovanni il Battista, che, sulle rive del Giordano, apostrofava le folle vestito con una rozza pelle di cammello, non ha preteso la gloria per s\u00e9, ma si \u00e8 limitato a predicare il risveglio delle coscienze e la conquista della consapevolezza che, sola, rende la vita degna di essere vissuta.<\/p>\n<p>Il trattamento che ha subito da parte dei vincitori temporanei, l&#8217;essere rinchiuso in una gabbia a cielo aperto, come un animale, sotto il sole e la pioggia; l&#8217;essere trascinato in catene come un malfattore, accusato di alto tradimento, processato, dichiarato pazzo per non doverlo condannare e cos\u00ec offrendo un perfetto alibi ai campioni della democrazia, che hanno scansato la necessit\u00e0 di dover incarcerare il loro pi\u00f9 grande poeta: tutto questo \u00e8 in linea con le sue scelte coraggiose di uomo e di poeta che non appartiene solo al suo tempo, solo alle passioni, alle illusioni e alle speranze del suo tempo, ma che ha saputo abbracciare , attraverso il suo temo, l&#8217;umanit\u00e0 di ieri, di oggi e di domani, l&#8217;umanit\u00e0 di sempre, in quello che essa sa costruire di pi\u00f9 alto: i valor ella civilt\u00e0, della bellezza, della ricerca disinteressata del vero. In questo senso, l&#8217;americano Pound \u00e8 stato l&#8217;ultimo grande poeta europeo; con lui sembra chiudersi, ahim\u00e8, la grande e gloriosa stagione della civilt\u00e0 europea, che \u00e8 stata maestra al mondo per parecchi secoli &#8212; fino a quando il cancro maligno dell&#8217;avarizia non ne ha disseccato, dall&#8217;interno, la linfa vitale.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec. I Brecht e i Marcuse parlano al loro secolo: sembrano grandi sul momento; poi, mano a mano che l&#8217;acqua scorre sotto i ponti, la loro statura rimpicciolisce, rimpicciolisce, e alla fine li si vede per quel che realmente sono stati: dei piccoli uomini, dei piccoli poeti, dei piccoli filosofi. Per uomini della stoffa di Ezra Pound accade il contrario: son trattati da pazzi o da delinquenti perch\u00e9 vedono molto pi\u00f9 lontano dei loro censori e dei loro accusatori; ma la loro voce acquista sempre pi\u00f9 forza e risuona con sempre maggiore attualit\u00e0 e urgenza proprio con il trascorrere del tempo. E questo, non il plauso pecorile dei contemporanei, \u00e8 il segno inconfondibile dell&#8217;autentica grandezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora che la spietata dittatura delle banche e della speculazione finanziaria sta mostrando apertamente tutta la sua arroganza e la sua insaziabile voracit\u00e0, ci si guarda<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[111,135],"class_list":["post-25067","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-comunismo","tag-ezra-pound"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25067","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25067"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25067\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25067"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25067"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25067"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}