{"id":25066,"date":"2022-07-27T08:16:00","date_gmt":"2022-07-27T08:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/07\/27\/ezra-pound-ovvero-per-chi-scrivono-i-poeti\/"},"modified":"2022-07-27T08:16:00","modified_gmt":"2022-07-27T08:16:00","slug":"ezra-pound-ovvero-per-chi-scrivono-i-poeti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/07\/27\/ezra-pound-ovvero-per-chi-scrivono-i-poeti\/","title":{"rendered":"Ezra Pound, ovvero: per chi scrivono i poeti?"},"content":{"rendered":"<p>Accade che i poeti vedano le cose prima e pi\u00f9 chiaramente dei cosiddetti esperti di politica, economia, teologia morale; le vedono quasi intuitivamente, dal loro particolare punto di vista, ma con un&#8217;ampiezza e una libert\u00e0 sconosciute agli altri. Infine le vedono anche perch\u00e9 hanno studiato e riflettuto quanto gli altri, se non di pi\u00f9. Che i poeti vivano chiusi in un mondo artificiale, tutto loro, \u00e8 un&#8217;idea falsa e fuorviante, figlia di un certo romanticismo esagerato e melodrammatico, ma ancor pi\u00f9 di un illuminismo e di un positivismo ciechi e presuntuosi, tutti in bianco e nero: un&#8217;idea secondo la quale o si \u00e8 poeti o si \u00e8 persone pratiche, capaci di capire a fondo la realt\u00e0; mentre i poeti sanno solo sognare, fantasticare, sospirare, ma di economia, di politica, ecc., ne capiscono meno d&#8217;un bambino.<\/p>\n<p>Non \u00e8 necessariamente cos\u00ec: ci sono poeti e poeti. Esistono fondamentalmente due generi di poeti: Dante e Petrarca. I poeti come Dante sono nutrititi di filosofia e teologia, sono pieni di passione civile, scrivono poesie per aprire gli occhi ai contemporanei e per lasciare una testimonianza ai posteri: nulla di ci\u00f2 che \u00e8 autenticamente umano (come direbbe Terenzio) \u00e8 ad essi estraneo, tutto li incuriosisce, li coinvolge, li sollecita. Amano profondamente la loro patria, la loro gente, tutto ci\u00f2 che \u00e8 tradizione: ma se la sorte li condanna all&#8217;esilio, fanno della propria casa il modo e continuano a scrivere poesie come prima, per\u00f2 avendo quale punto di riferimento l&#8217;eternit\u00e0. Non hanno mai perso di vista l&#8217;essenziale, n\u00e9 prima n\u00e9 dopo l&#8217;evento che ha lacerato la loro vita e ha aperto loro nel cuore una ferita immedicabile: ma hanno un senso del dovere e della giustizia cos\u00ec alti che non resta loro tempo di lamentarsi: non si rivolgono pi\u00f9 soltanto ai contemporanei, ma a tutte le generazioni che verranno, e hanno per testimonio Iddio. I poeti come Petrarca si nutrono solo ed esclusivamente del loro io: scrivono per se stessi, nel senso che parlano sempre e solo di s\u00e9, sperando tuttavia, e facendo di tutto, per piacere al pubblico; senza un pubblico non potrebbero vivere, pi\u00f9 precisamente senza gli applausi e l&#8217;ammirazione del pubblico. La poesia \u00e8 per essi essenzialmente uno strumento di gratificazione: togliete loro il pubblico, mandateli in esilio, metteteli alla prova, e smetteranno di scrivere poesie, o ne scriveranno di mediocri. Non vedono il mondo, perch\u00e9 vedono ovunque solo specchi che riflettono la loro immagine: non vedono l&#8217;altro, non vedono la natura, fingono di parlare con Dio, mentre usano la parola Dio come l&#8217;ennesima proiezione del loro ego ipertrofico. Non conoscono l&#8217;amicizia perch\u00e9 non conoscono la seriet\u00e0 e la profondit\u00e0 dei sentimenti umani: sono tropo impegnati ad amare la propria immagine, come Narciso che non si stanca di contemplare se stesso nell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>A chi non vede, n\u00e9 comprende la differenza fra Dante e Petrarca (e a scuola non la insegnano) sfugge il fatto che vi sono due generi di poesia: una bella, utile e vera, perch\u00e9 saldamente ancorata agli uomini e alla vita; e un&#8217;altra bella e inutile, bella ma falsa, perch\u00e9 fatta di parole e non di cose, di sentimenti proclamati, esibiti ed ostentati, insieme a molte lacrime e sospiri, ma non realmente e autenticamente vissuti. Non vogliamo dire che sia tutta una finzione intenzionale; forse i primi ad auto-ingannarsi sono loro, i poeti di questo secondo genere: gemono e sospirano talmente forte che finiscono per convincersi di provare sentimenti autentici, e ne soffrono come se lo fossero. Ma non lo sono, perch\u00e9 questo genere di persone, che siano poeti o no, \u00e8 algida, frigida, anaffettiva: del resto, darebbero dieci anni della loro vita in cambio del successo e della celebrit\u00e0, che a parole &#8212; sempre parole! &#8212; disdegnano alteramente. Potremmo chiamarli fabbricanti di belle parole: in ci\u00f2 sono bravissimi, insuperabili; peccato che dietro le loro belle parole e le loro immagini seducenti ci sia il nulla. Come dietro il sorriso di una donna bellissima che fa la misteriosa per rendersi interessante, ma che dopo due minuti di conversazione rivela il cervello d&#8217;una gallina e la sensibilit\u00e0 di un elefante.<\/p>\n<p>Ezra Pound \u00e8 un poeta nel senso dantesco; Eugenio Montale \u00e8 un poeta nel senso petrarchesco. Come Dante, Pound \u00e8 mosso da un profondo senso morale che nasce dalla simpatia per il mondo, per gli uomini, per tutte le cose della vita, e si alimenta alle sorgenti dell&#8217;Assoluto e dell&#8217;Eterno: il suo pubblico non \u00e8 il pollaio dell&#8217;ora presente, ma la Verit\u00e0. E se necessario, sa pagare il prezzo delle sue idee: non supplica comprensione e non chiede perdono dei suoi errori, ma va incontro al suo destino virilmente, a testa alta, senza rinnegare nemmeno una parola di quello che ha scritto, anzi rivendicando ogni verso, ogni concetto.<\/p>\n<p>Ammiratore dell&#8217;Italia e della politica di Mussolini volta a dare all&#8217;Italia prosperit\u00e0, pace interna e grandezza, Pound \u00e8 stato il solo intellettuale che non abbia mutato parere dopo il 1945 (<em>Mussolini?, un grande uomo<\/em>, diceva, se interrogato, nelle interviste rilasciate dopo l&#8217;uscita dall&#8217;ospedale psichiatrico giudiziario); il solo che abbia speso dei versi pietosi per il Duce, osannato dalle masse per due decenni e poi abbandonato, maledetto, ricoperto di sputi e peggio, da una folla imbestialita. Sentite questi versi generosi &#8211; generosi anche perch\u00e9 scontati con dodici anni di manicomio criminale, dopo essere stato rinchiuso in una gabbia di ferro, come le bestie feroci, sotto il sole e la pioggia &#8211; intitolati <em>Piazzale Loreto<\/em>:<\/p>\n<p><em>Oh, la tragedia del gran sogno infranto<\/em><\/p>\n<p><em>Nelle spalle curvate del profeta<\/em><\/p>\n<p><em>Contadino che aveva nome Mani!<\/em><\/p>\n<p><em>Mani fu ucciso e dopo fu impagliato.<\/em><\/p>\n<p><em>Altro Mani ora Ben per i calcagni,<\/em><\/p>\n<p><em>appeso con la Clara ora a Milano,<\/em><\/p>\n<p><em>pei calcagni a Milano: e si era visto<\/em><\/p>\n<p><em>tante volte un torello ingrassar vermi<\/em><\/p>\n<p><em>morto: ma un uomo no, non si era visto<\/em><\/p>\n<p><em>nei secoli due volte crocifisso.<\/em><\/p>\n<p>Ci voleva un poeta straniero, un poeta americano della razza di Dante, per scrivere parole cos\u00ec accorate, cos\u00ec oneste, quale epitaffio dell&#8217;uomo che ha fatto sognare gli italiani ed \u00e8 stato amato come nessun altro mai, n\u00e9 prima n\u00e9 dopo, perch\u00e9 a sua volta li amava, gli italiani, come nessun altro, fino a dare la vita per essi e proprio per mano loro: la similitudine con l&#8217;antico profeta crocifisso \u00e8 quanto mai calzante. Nessun poeta italiano ha saputo trovare per lui nemmeno una parola, non diciamo di simpatia e di equanimit\u00e0, ma neppure di umana piet\u00e0: \u00e8 stato, da allora, il maledetto per antonomasia, immeritevole di quel rispetto che suscitano anche i peggiori criminali, quando passano al giudizio dell&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n<p>Dai poeti italiani, botoli vili e ringhiosi, solo contumelie e parole di disprezzo: valga per tutti il caso di Carlo Emilio Gadda, il quale nel pamphlet satirico <em>Eros e Priapo<\/em> non si vergogna di dare sfogo a tutto il suo astio meschino, insultando il morto senza accorgersi di avvilire solamente se stesso (cfr. il nostro articolo: <em>Nausea dell&#8217;esistenza e bassezza morale nell&#8217;opera di un falso &quot;grande&quot; della letteratura: Carlo Emilio Gadda<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 12\/05\/10 e sul sito del Centro Studi La Runa il 18\/05\/10). E quanto a Eugenio Montale, non c&#8217;\u00e8 molto di cui possa vantarsi in quanto antifascista: se \u00e8 vero che fu protetto, in tempi politicamente difficili, dal pittore fascista Ottone Rosai e poi, quando il vento cambi\u00f2 e i tempi difficili arrivarono per i fascisti, non seppe far di meglio che sbattere la porta in faccia al suo ex amico e protettore il quale, a sua volta, era venuto a bussare da lui per chiedere aiuto.<\/p>\n<p>Dunque, i poeti come Dante sanno vedere oltre l&#8217;immediato e il contingente, e abbracciano con un solo colpo d&#8217;occhio i secoli e le generazioni a venire. Uno di questo \u00e8 stato Ezra Pound, americano di nascita, europeo per vocazione e italiano per amore irrefrenabile del bello, della tradizione, della classicit\u00e0 e di tutto ci\u00f2 che la civilt\u00e0 nostra ha prodotto spontaneamente e gratuitamente, non per calcolo o interesse; e dunque anche nemico dichiarato e implacabile dell&#8217;Usura, da lui vista come la peste dell&#8217;umanit\u00e0 e la negazione radicale di tutti i valori morali e civili, una forza sterile che sa solo divorare e distruggere e si oppone al bello e al giusto, come la lupa insaziabile di dantesca memoria. Una presa di posizione, la sua, aggravata dall&#8217;impenitenza finale, ossia dal rifiuto di fare ammenda dinanzi ai vincitori, che doveva costargli una durissima rappresaglia da parte del suo stesso governo e la sprezzante indifferenza della cultura italiana, &quot;rinata&quot; dopo la cosiddetta Liberazione del 1945 e pi\u00f9 che mai desiderosa di rifarsi una verginit\u00e0 ideologica facendo terra bruciata intorno a tutto ci\u00f2 che rappresentava un ricordo dell&#8217;esecrabile passato fascista e della ventennale dittatura.<\/p>\n<p>Citiamo una pagina, esemplare nella sua chiarezza, del poeta, critico letterario e dantista Vittorio Vettori (Strada in Casentino, Arezzo, 24 dicembre 1920-Firenze, 10 febbraio 2004), dedicata a questo tema, tratta dal suo volume <em>Ezra Pound e il senso dell&#8217;America<\/em> (Roma, Ersi Editrice, 1975, pp. 49-51):<\/p>\n<p><em>Non si creda che il grande interesse per l&#8217;economia monetaria costituisca una stravaganza di Pound: per lui lo studio dell&#8217;economia monetaria \u00e8 importante perch\u00e9, come testualmente afferma egli stesso, \u00abci conduce alla contemplazione della giustizia\u00bb. La giustizia: ecco la grande passione che affratella Pound e Dante. E, se la &quot;Commedia&quot; pu\u00f2 essere definita non a torto il poema della giustizia, la qualit\u00e0 dantesca dei &quot;Cantos&quot; sta in questo, che essi pure, arroccati caparbiamente nell&#8217;occhio del ciclone da cui siamo stati tutti investiti, vogliono essere e sono un poema della giustizia. A proposito di Pound competente di economia, c&#8217;\u00e8 un episodio narrato da Ardengo Soffici (nel numero speciale di &quot;Stagione&quot; dedicato a Pound, II, 7, 1955), episodio che non sar\u00e0 inutile (almeno speriamolo) riproporre all&#8217;attenzione di tanti che amano scherzare sulla pretesa ingenuit\u00e0 e sul preteso velleitarismo dei poeti: \u00abDurante la guerra Ezra Pound, parlando con Pelizzi, si meravigli\u00f2 che gli Italiani, allora a corto di olio, non pensassero a coltivare arachidi, specie sul litorale versiliano, terreno sabbioso ideale per averne un raccolto abbondante ed ottimo. La idea parve allora stravagante; ma in questi ultimi anni ho visto che nel piano che si stende tra il mare del Forte dei Marmi e le Apuane sono larghi e fertilissimi campi di tale pianta. Non solo, ma ne ho notati molti anche nella pianura, anticamente acquitrinosa, intorno al mio Poggio a Caiano. Il che prova ancora una volta che i poeti hanno davvero sempre ragione\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Tornando all&#8217;economia monetaria, in cui massimamente si \u00e8 esercitata l&#8217;indagine di Pound, non c&#8217;\u00e8 in tale campo voce cos\u00ec penetrante e inquietante come quella di Pound.<\/em><\/p>\n<p><em>Egli sa che \u00abtutto il commercio passa attraverso la moneta: e la moneta \u00e8 il perno\u00bb. Egli afferma che \u00abla moneta \u00e8 in primo luogo uno strumento della volont\u00e0\u00bb, e che la disumana ambizione dei finanzieri non ha diritto di bloccare la volont\u00e0 delle nazioni per secoli, imponendo la dominazione mondiale dei grandi monopoli e traducendo sistematicamente l&#8217;originaria democrazia jeffersoniana in un regime di mostruosa usurocrazia.L&#8217;usura: ecco il nemico. Il richiamo a Jefferson, a Frankin, a John Adams, torna nelle pagine di Pound con significativa frequenza. La grande rivoluzione americana del 1776 gli \u00e8 sempre nel cuore. E sentite con che incisiva, potente semplicit\u00e0 riesce a descrivere la prima democrazia americana: \u00abUn manipolo di gente, vivendo di poco e non indebitandosi, pot\u00f2 in America e col\u00e0 conserv\u00f2 un cultura piuttosto alta e severa ed un senso civico nutrito delle tradizioni della libert\u00e0 legale inglese, cio\u00e8 di una conquista secolare dove convergono le tradizioni delle trib\u00f9 del Nord Europa e il diritto romano\u00bb.E ancora: \u00abPare che sino ai tempi della guerra di secessione il pubblico s&#8217;interessasse ai dibattiti del Congresso&#8230; Anche oggi \u00e8 possibile dire delle verit\u00e0 in seno alle Camere, ma il pubblico \u00e8 stato distratto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Il peccato capitale dell&#8217;epoca \u00e8 dunque l&#8217;usura; e l&#8217;usura ha in Pound un nome dantesco, che \u00e8 precisamente &quot;avarizia&quot;: \u00abLa moneta non \u00e8 la radice del male. La radice \u00e8 l&#8217;avarizia, la brama del monopolio\u00bb. Dantesca \u00e8 pure la predilezione di Pound per l&#8217;Italia, giardino di un Impero ideale slargato sino ai confini del mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Dall&#8217;Italia Pound si rivolge al cuore delle nazioni e delle civilt\u00e0, in un richiamo alla luce e alla forza delle sorgenti, nel quale Dante e Machiavelli, l&#8217;eroe d&#8217;Omero e quello del Rinascimento, Catullo e Camoens, i Trovatori e il Cid, Heine e Browning, insomma i rappresentanti pi\u00f9 tipici della cultura europea, brillano accanto all&#8217;estremo Occidente degli Adams e all&#8217;estremo Oriente di Confucio. A Pound va riconosciuto il merito grande di avere, nel vivo della sua polemica contro l&#8217;Usura, puntualizzato i termini di quel necessario &quot;paideuma&quot; o indirizzo educativo, senza di cui nessun mutamento politico e sociale potr\u00e0 risultare utile ed efficiente.<\/em><\/p>\n<p><em>Ed \u00e8 degno di nota che la pubblicazione poundiana di certi testi di Confucio sia stata a suo tempo segnalata sul &quot;Mondo&quot; di Mario Pannunzio cos\u00ec: \u00abDirei che l&#8217;utilit\u00e0 di questi bellissimi testi valga per tutti noi&#8230;; in periodo di elezioni non sarebbe male che i partiti si accordassero per stamparne qualche centinaio di migliaia di copie\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Altrettanta diffusione meriterebbero una domanda e una osservazione di Pound, pertinenti alla natura del ciclone nel cui &quot;occhio&quot; il poeta ha eletto la sua dimora.<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco la domanda: \u00abAi liberali (che non sono tutti usurai) domandiamo: perch\u00e9 gli usurai sono tutti liberali?\u00bb. Ed ecco l&#8217;osservazione: \u00abIl liberalismo e il bolscevismo si accordano intimamente nel loro disprezzo fondamentale della personalit\u00e0 umana. Stalin comanda quaranta vagoni di materia umana per i lavori di un canale. I liberali finiscono per parlare di esportazione di mano d&#8217;opera\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ezra Pound, nei suoi <em>Cantos<\/em>, che hanno il respiro &quot;cosmico&quot; e la terribile profondit\u00e0 etica della <em>Commedia<\/em> dantesca (e dunque sono l&#8217;opposto della seriosit\u00e0 posticcia e della reale fatuit\u00e0 narcisista del <em>Canzoniere<\/em> petrarchesco), ha celebrato il suo amore per il bello, il vero, il buono ere quindi per l&#8217;Italia: un&#8217;Italia da lui tanto amata che volle trascorrervi gli ultimi anni (si \u00e8 spento a Venezia, la Venezia di John Ruskin, il 1\u00b0 novembre 1972). Gli intellettuali italiani progressisti, brutta razza di eterni camerieri del vincitore, a stento si erano accorti di lui ed erano arrivati in qualche modo, bont\u00e0 loro, a tollerarlo come un vecchio strano e mezzo matto. Solo con mille riserve e mille distinguo avevano riconosciuto la sua grandezza poetica, seguitando per\u00f2 a rimproverargli i suoi trascorsi fascisti: e questo bench\u00e9, a rigore, Ezra Pound fascista non lo sia stato mai, ma solo e unicamente ammiratore di Mussolini e disperatamente innamorato dell&#8217;Italia come portatrice di valori eterni. Non certo l&#8217;Italietta di Badoglio uscita, con infamia, dal doppio tradimento &#8212; verso l&#8217;alleato e verso se stessa &#8212; dell&#8217;8 settembre 1943: quella Italietta che da allora ha seguitato a vivacchiare, ultima in Europa anche sul piano culturale, nutrendosi d&#8217;infamia e conformismo, e alimentando un tenacissimo odio verso i vinti, che prosegue da circa un secolo sotto il nome ipocrita di antifascismo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accade che i poeti vedano le cose prima e pi\u00f9 chiaramente dei cosiddetti esperti di politica, economia, teologia morale; le vedono quasi intuitivamente, dal loro particolare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[114,132,135,143],"class_list":["post-25066","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-dante-alighieri","tag-eugenio-montale","tag-ezra-pound","tag-francesco-petrarca"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25066","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25066"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25066\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}