{"id":25060,"date":"2011-01-24T05:16:00","date_gmt":"2011-01-24T05:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/24\/lantiamericanismo-di-evola-non-e-pregiudizio-ma-parte-duna-visione-coerente-del-mondo\/"},"modified":"2011-01-24T05:16:00","modified_gmt":"2011-01-24T05:16:00","slug":"lantiamericanismo-di-evola-non-e-pregiudizio-ma-parte-duna-visione-coerente-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/24\/lantiamericanismo-di-evola-non-e-pregiudizio-ma-parte-duna-visione-coerente-del-mondo\/","title":{"rendered":"L\u2019antiamericanismo di Evola non \u00e8 pregiudizio, ma parte d\u2019una visione coerente del mondo"},"content":{"rendered":"<p>Recentemente la Fondazione Julius Evola ha curato la seconda edizione (dopo quella del 1983) dell&#8217;antologia di testi evoliani dedicati alla civilt\u00e0 statunitense, a cura di Alberto Lombardo, intitolata \u00abCivilt\u00e0 americana\u00bb.<\/p>\n<p>Si tratta di una raccolta di quattordici scritti, apparsi fra il 1930 e il 1968, ossia da prima dello scoppio della seconda guerra mondiale a pochi anni prima della scomparsa del filosofo, avvenuta nel 1974. Il primo testo \u00e8 il celebre \u00abNoi antimoderni\u00bb; l&#8217;ultimo s&#8217;intitola \u00abSuggestione negra\u00bb. Fra i pi\u00f9 significativi, come appare gi\u00e0 dai rispettivi titoli, \u00ab&quot;Libert\u00e0 dal bisogno&quot; e umanit\u00e0 bovina\u00bb (del 1952) e \u00abDifendersi dall&#8217;America\u00bb (del 1957).<\/p>\n<p>Molto \u00e8 stato detto e scritto sull&#8217;antiamericanismo di Evola, nonch\u00e9 sulla circostanza, invero eloquente, che la sua produzione su questo tema \u00e8 perfino pi\u00f9 abbonante di quella dedicata all&#8217;anticomunismo; per cui riteniamo che questa ripubblicazione di una serie di scritti evoliani, dispersi su svariate riviste oggi in gran parte introvabili, sia di per s\u00e9 una operazione culturale meritoria e di alto profilo.<\/p>\n<p>Coglie perfettamente nel segno Alberto Lombardo allorch\u00e9 osserva che tutta la discussione in merito \u00e8 sostanzialmente viziata dal fatto che americanismo e antiamericanismo, nel panorama politico e culturale italiano (ed europeo), hanno finito per assurgere al ruolo di bandiere di due contrapposte &#8211; ma non opposte &#8211; visioni del mondo, che neppure la fine della Guerra Fredda, in apparenza, \u00e8 riuscita a comporre o a rendere obsolete.<\/p>\n<p>E questo per la buona ragione che tanto gli americanisti quanto gli antiamericanisti continuano a muoversi entrambi sul medesimo terreno culturale, proprio della modernit\u00e0 intesa in senso puramente quantitativo: democrazia, capitalismo, egualitarismo, cultura dei diritti, scuola di massa, dominio di una vociante &quot;opinione pubblica&quot; che non si rende conto di essere strumentalizzata, dietro la maschera della demagogia pi\u00f9 sfrenata, da una rete occulta di &quot;poter forti&quot; di matrice finanziaria ed economica.<\/p>\n<p>In questo senso, ha ancora ragione Lombardo quando osserva che l&#8217;antiamericanismo superficiale e viscerale di casa nostra non \u00e8 affatto una alternativa ai valori, se cos\u00ec vogliamo chiamarli, rappresentato dalla civilt\u00e0 americana, perch\u00e9, in ultima analisi, si riduce ad un americanismo purgato dai fast-food di McDonald&#8217;s e dalla Coca-Cola.<\/p>\n<p>La vera alternativa all&#8217;americanismo non \u00e8, pertanto, una modernit\u00e0 che vorrebbe accettare tutto il regno del quantitativo, rappresentato allo spirito americano, ma senza i suoi simboli pi\u00f9 vistosi e appariscenti, per non dire pi\u00f9 chiassosi e volgari; ma un lucido, ragionato rifiuto di tutto l&#8217;universo spirituale (o piuttosto anti-spirituale) sotteso a quella civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Diversamente, l&#8217;antiamericanismo nostrano si riduce a quella misera cosa che in realt\u00e0 \u00e8: una servile accettazione della sua essenza profonda, pretendendo per\u00f2 di nascondere alla vista &#8211; ipocritamente &#8211; certe forme esteriori.<\/p>\n<p>Osserva, infatti, Antonio Lombardo a questo proposito (op. cit., 16-18):<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;antiamericanismo, che un autore apprezzato dagli americani nostrani ha definito &quot;una malattia psicologica&quot;, non \u00e8 sufficiente ad accostare Evola al movimento no\/new global o ad altre correnti di pensiero. In Evola l&#8217;avversione al modello di civilt\u00e0 propugnato dagli Stati Uniti non \u00e8 un pregiudizio, come vorrebbe Massimo Teodori, ma parte da un&#8217;autentica visione del mondo e della storia. Gi\u00e0 in due capostipiti della rivoluzione conservatrice tedesca, Oswald Spengler e Arthur Moeller van der Bruck, vi \u00e8 una critica all&#8217;occidentalismo di marca anglosassone che \u00e8 il risultato di un&#8217;analisi storica e geopolitica; analoghe posizioni si trovano in Johann von Leers e in Carl Schmitt. Vi \u00e8, soprattutto, il richiamo alla tradizione politica europea e la teorizzazione di una sua rinascita n forme nuove. Al contrario, tanto nei laudatori dell&#8217;americanismo che nei suoi detrattori, si osserva un&#8217;attitudine prona e remissiva che altro non \u00e8 che una forma di disfattismo o di incoscienza. Anche i pi\u00f9 accalorati antiamericani infatti non dubitano della validit\u00e0 dei dogmi egualitari, della sacralit\u00e0 della democrazia, dell&#8217;importanza del meticciato come mezzo per abbattere le costrizioni di un modo che ha ancora troppe differenze. Entrambi, americanofili e americanofobi, sognano un mondo on pi\u00f9 ricchezza diffusa meno frontiere e pi\u00f9 libert\u00e0 di scambi e movimenti, con la peculiare variante della presenza, o meno, delle catene dei McDonald&#8217;so della Coca-Cola.<\/p>\n<p>La recente elezione negli Stati Uniti del primo Presidente di colore della storia avrebbe certo dato lo spunto a Evola per qualche articolo, non tanto per la persona considerata in se stessa (Barack Obama), quanto per il valore simbolico e sintomatico del fato. Non vi \u00e8 alcun dubbio che vedesse nella componente di colore della popolazione nordamericana la componente pi\u00f9 tipica dello &quot;spirito americano&quot;: &quot;L&#8217;America \u00e8 &#8216;negrizzata&#8217; in termini non semplicemente demografici, ma altres\u00ec di civilt\u00e0 e di sensibilit\u00e0,, quindi anche quando non esistono che scarse relazioni col sangue negro&quot; (in &quot;Il popolo italiano&quot;, 12 luglio 1957). Evola avrebbe indubbiamente interpretato questo fatto come una conferma della degenerazione spirituale american, tanto pi\u00f9 considerando che \u00e8 stata una maggioranza bianca ad eleggere un presidente negro.<\/p>\n<p>Comunque non \u00e8 paradossale che proprio in America, a partire dagli anni Novantadel secolo corso, Evola abbia goduto di una marginale ma non del tutto trascurabile fortuna, dovuta soprattutto alla traduzione delle sue opere principali da parte della casa editrice Inner Traditions, oltre che ala presentazione del pensiero evoliano (in termini assai diversi) da parte di Thomas Sheehan, Richard Drake e Joscelyn Godwin. Ed \u00e8 piuttosto significativo che in internet, dove il nome di Evola compare in centinaia di migliaia di pagine in tutte le lingue, uno dei primi testi integralmente tradotti e disponibili i inglese (cos\u00ec come in altre lingue) sia stato proprio il volumetto &quot;Civilt\u00e0 americana&quot;.<\/p>\n<p>A ben vedere, infatti, l&#8217;autentica opposizione al modello americano \u00e8 proprio quella teorizzata da Evola, che punta al primato della qualit\u00e0 sulla quantit\u00e0, dello spirito sulla materia dell&#8217;organicit\u00e0 sull&#8217;individualismo e della politica sull&#8217;economia. Per\u00f2, cos\u00ec come la Tecnica \u00e8 per sua natura universale, lo sono anche il modello economico capitalistico e l&#8217;ideologia egualitaria. Storicamente, laddove un&#8217;idea particolare si oppone ad una universale, la prima \u00e8 destinata a venire travolta. Il messaggio fondamentale di Evola \u00e8 proprio quello di interpretare e vivere i valori tradizionali in una prospettiva pi\u00f9 che storica, assolutizzarli: solo con ci\u00f2 potranno essere opposti a quelli dominanti, indipendentemente a ogni effettiva speranza pratica.\u00bb<\/p>\n<p>Quello che non pu\u00f2 trovarci d&#8217;accordo, nel pensiero di Evola sulla civilt\u00e0 americana, \u00e8, d&#8217;altra parte, il suo atteggiamento nei confronti della questione degli afroamericani, che risente di un biologismo estraneo, a ben guardare, alle stesse motivazioni ideali del pensiero del filosofo e che si presta ad una lettura in chiave francamente e inaccettabilmente razzista.<\/p>\n<p>Se la questione si riducesse ad un fatto puramente biologico, allora l&#8217;unico (ed ultimo) uomo politico europeo apertamente evoliano sarebbe Berlusconi, con la sua mediocrissima battuta sull&#8217;\u00ababbronzatura\u00bb di Barack Obama.<\/p>\n<p>Invece, per le stesse ragioni per cui non \u00e8 accettabile una critica all&#8217;americanismo che ne lasci intatte le base ideologiche e si fermi ad alcuni simboli e funzioni materiali, del pari ci sembra non sia accettabile una lettura in chiave razzista della questione afroamericana.<\/p>\n<p>Al contrario, ci sembra che proprio la sorte dei due gruppi umani che pi\u00f9 hanno sofferto della intrinseca malignit\u00e0 dello &quot;spirito americano&quot;, sempre camuffata dietro una roboante enfasi retorica, i neri vittime della schiavit\u00f9 e gli indiani vittime della &quot;pulizia etnica&quot;, dovrebbe essere vista come un perenne monito contro le sirene di quella ideologia che proclama diritti e libert\u00e0 per tutti, ma non esita a spazzar via con le bombe al napalm chiunque osi attraversarle il cammino, come si vede, anche ai nostri giorni, per esempio, in Iraq e in Afghanistan.<\/p>\n<p>Occorre demistificare l&#8217;intrinseca ipocrisia del &quot;sogno americano&quot; e la brutalit\u00e0, eretta a sistema, dello &quot;spirito della frontiera&quot;, entrambe versioni rivedute e corrette di quel &quot;destino manifesto&quot; che ha fatto del nazionalismo statunitense la molla di una feroce volont\u00e0 di sopraffazione a livello planetario, realizzata attraverso le immani distruzioni di due guerre mondiali, l&#8217;uso spregiudicato dei bombardamenti a tappeto e delle bombe atomiche, la cinica dottrina della &quot;guerra preventiva&quot; e la regia occulta delle lobbies politiche e finanziarie che hanno i loro centri nevralgici non solo a New York, ma anche a Londra e Gerusalemme.<\/p>\n<p>E che il pensiero di Evola non sia immune da una certa vena razzista, lo dimostrano le pagine dedicate alla questione dell&#8217;apartheid nell&#8217;Africa australe; ove ad alcune osservazioni giuste e condivisibili, si intrecciano altre, che dovrebbero ripugnare non diciamo ad una coscienza cristiana &#8211; ed Evola \u00e8 stato, infatti, un pensatore dichiaratamente pagano -, ma anche a quel tanto di coscienza morale che l&#8217;umanit\u00e0 ha comunque elaborato sotto l&#8217;influsso del Cristianesimo, anche senza rendersene conto o magari, come nel caso dell&#8217;Illuminismo, in antitesi ad esso e in aperta polemica contro di esso.<\/p>\n<p>Queste riflessioni ci riconducono anche al discorso sulla posizione di Evola di fronte all&#8217;alternativa fra capitalismo di matrice americana e comunismo di modello sovietico. Per lui, si tratta di una falsa alternativa, e questa \u00e8 la ragione per la quale rifiuta di farsi arruolare, sotto ricatto, nelle file degli &quot;americanisti&quot;. Capitalismo e comunismo non sono alternativi, proprio come, per Nietzsche, non lo sono liberalismo e marxismo: al contrario, si tratta di ideologie simmetriche e complementari, frutto, entrambe, della degenerazione quantitativa della modernit\u00e0 e dell&#8217;avvento di una concezione materialista, economicista, radicalmente laicista e avversa all&#8217;idea stessa del sacro, della gerarchia, del primato spirituale.<\/p>\n<p>Alberto Lombardo osserva che, quando un&#8217;idea particolare si scontra con una universale, finisce per essere travolta. Come \u00e8 stato fatto notare da diversi studiosi, la forza dell&#8217;americanismo sembra consistere proprio nel suo apparente universalismo; che, ad esempio, rende simili a penose battaglie di retroguardia gli sforzi della Francia di preservare la propria identit\u00e0 linguistica e culturale, dato che una strategia rigida soccombe sempre davanti ad una elastica.<\/p>\n<p>Ebbene, si tratta di mostrare che il re \u00e8 in mutande e cio\u00e8 che l&#8217;americanismo, lungi dall&#8217;essere quella ideologia universalistica che cerca di apparire, \u00e8, in effetti, la pi\u00f9 compiutamente particolaristica e la pi\u00f9 ottusamente nazionalistica fra tutte quelle finora apparse durante il processo della modernit\u00e0: l&#8217;ultimo e pi\u00f9 abnorme frutto di una parabola degenerativa e non gi\u00e0 il primo di un&#8217;epoca nuova e di un mondo nuovo.<\/p>\n<p>Del resto, la cosa \u00e8 evidente anche a livello puramente numerico. Estendere il &quot;sogno americano&quot; all&#8217;umanit\u00e0 intera, ad esempio a quei due miliardi e mezzo di Cinesi e di Indiani che bussano energicamente per sedere anch&#8217;essi alla tavola del capitalismo trionfante, prima che venga sparecchiata, \u00e8 cosa semplicemente impossibile, e gli Stati Uniti saranno disposti a qualunque cosa pur di opporvisi.<\/p>\n<p>A quel punto, per\u00f2, dovranno gettare la maschera e tutto il mondo potr\u00e0 vedere che l&#8217;americanismo altro non \u00e8 che un meschino nazionalismo elevato all&#8217;ennesimo potenza e che, per oltrepassare le sue mendaci promesse, occorre ripensare radicalmente il posto dell&#8217;uomo nel mondo, il ruolo dell&#8217;economia e della tecnica, e soprattutto la dimensione trascendente dell&#8217;anima, che la cultura materialista e liberale ha voluto rinnegare e che ha cerato in ogni modo di estinguere.<\/p>\n<p>Molto di pi\u00f9 che una questione puramente politica, dunque: ma una vera e propria rifondazione dei valori ideali e perenni dello spirito umano.<\/p>\n<p>In questo senso, ci sembra che la rilettura degli scritti di Evola sulla civilt\u00e0 americana, nonch\u00e9 del saggio introduttivo di Alberto Lombardo, possa costituire un utile laboratorio di riflessioni e una autentica miniera di spunti critici per chi voglia porsi in maniera consapevole, e al tempo stesso propositiva, nei confronti della sempre pi\u00f9 allarmante deriva nichilista di questa nostra tarda modernit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente la Fondazione Julius Evola ha curato la seconda edizione (dopo quella del 1983) dell&#8217;antologia di testi evoliani dedicati alla civilt\u00e0 statunitense, a cura di Alberto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[110,256],"class_list":["post-25060","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-civilta","tag-stati-uniti-damerica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25060","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25060"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25060\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25060"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25060"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25060"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}