{"id":25056,"date":"2016-02-15T11:46:00","date_gmt":"2016-02-15T11:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/15\/leuropa-si-allontana-da-dio-perche-si-e-votata-allumanesimo-dellindifferenza\/"},"modified":"2016-02-15T11:46:00","modified_gmt":"2016-02-15T11:46:00","slug":"leuropa-si-allontana-da-dio-perche-si-e-votata-allumanesimo-dellindifferenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/15\/leuropa-si-allontana-da-dio-perche-si-e-votata-allumanesimo-dellindifferenza\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa si allontana da Dio perch\u00e9 si \u00e8 votata all\u2019umanesimo dell\u2019indifferenza"},"content":{"rendered":"<p>I veri nemici del cristianesimo, oggi, in Europa, non sono pi\u00f9 l&#8217;ateismo militante, l&#8217;anticlericalismo d&#8217;assalto e il materialismo aggressivo, come lo erano nel XVIII e soprattutto nel XIX secolo; a partire dai primi decenni del XX secolo, il vero nemico si va configurando, sempre pi\u00f9, come quello che potremmo definire l&#8217;umanesimo dell&#8217;indifferenza: un misto di antropocentrismo, di relativismo, di edonismo, di consumismo e, pi\u00f9 di ogni altra cosa, di una diffusa, ubiquitaria, dura e inamovibile scorza di agnosticismo e di vero e proprio indifferentismo, anzi, addirittura di fastidio e di ribrezzo nei confronti di tutti i valori forti, di tutte le certezze e di tutte le verit\u00e0, a cominciare da quelle di matrice spirituale e religiosa.<\/p>\n<p>I <em>philosophes<\/em> del&#8217;illuminismo volevano mostrare la &quot;ragionevolezza&quot; del cristianesimo, cio\u00e8 svuotarlo dall&#8217;interno della sua essenza, della sua specificit\u00e0, del suo &quot;scandalo&quot; (come avrebbe detto Kierkegaard); i pensatori della sinistra hegeliana, come Feuerbach e Marx, volevano smascherare l&#8217;inganno dei preti, denunciare l&#8217;alienazione religiosa e reclamare, per l&#8217;uomo, la piena e totale padronanza di se stesso e del suo destino; Nietzsche, che avrebbe avuto un seguito immenso e un&#8217;influenza duratura, annunciava la morte di Dio e il prossimo avvento di una umanit\u00e0 completamente rinnovata; gli esistenzialisti alla Sartre, a loro volta, partivano dalla pura e semplice constatazione della inesistenza di Dio, davano per scontato che l&#8217;uomo deve prendere in mano la sua libert\u00e0, ci\u00f2 che, supremo paradosso, costituisce la sua maledizione e la sua infelicit\u00e0, la sua nausea, il suo male di vivere.<\/p>\n<p>Ora, tra la fine del XX e il principio del XXI secolo, con la fine della Guerra fredda e la dissoluzione delle ideologie moderne, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 bisogno di atei; l&#8217;ateismo \u00e8 gi\u00e0 una maniera di prendere sul serio il problema di Dio; oggi \u00e8 sufficiente non pensare affatto alla dimensione del sacro e a quella del divino, non chiedersi che ne sar\u00e0 dell&#8217;uomo dopo la morte, non domandarsi che senso abbia l&#8217;esistente, e, con esso, il nostro esserci; oggi, a tutte queste &quot;vecchie&quot; domande e a questi &quot;vecchi&quot; atteggiamenti, basta sostituire la perfetta indifferenza, non solo nei confronti del problema di Dio e dell&#8217;esistenza dell&#8217;anima, ma nei confronti di qualsiasi altra cosa si riferisca alla dimensione del trascendente e del soprannaturale, per qualsiasi altra cosa che esuli dall&#8217;orizzonte immanente e materiale, insomma per tutto ci\u00f2 che oltrepassa il mero e nudo dato dell&#8217;esistenza, qui e ora, senza domande sul futuro, sul passato, sul come e sul perch\u00e9, paghi di una scienza che rivendica la propria autosufficienza e che dichiara di non aver bisogno di ipotesi metafisiche per offrire agli uomini una spiegazione esaustiva del mondo.<\/p>\n<p>Naturalmente, \u00e8 paradossale il fatto che la religione cristiana, nata in Palestina, ma diffusasi dapprima nel Medio Oriente e in Grecia, poi in Europa e Africa settentrionale, infine ridotta, per circa un migliaio di anni, alla sola Europa, anzi, a una sola porzione di essa, e minacciata entro le sue stesse frontiere da nemici aggressivi e implacabili (i Vichinghi e gli Ungari pagani, i Saraceni e i Tartari musulmani), e che ancora nel 1529 e nel 1683 stentava a difendere il proprio cuore dall&#8217;assalto dei Turchi Ottomani, si sia diffusa in tutto il mondo, e si estenda, oggi, al 33% della popolazione mondiale, vale a dire circa 2 miliardi e 200 milioni di persone; ma che, nel frattempo, proprio l&#8217;Europa, il suo cuore pulsante e generoso, si sia quasi completamente inaridito, si sia allontanato da essa e sia tornato ad essere terra di missione, mentre la maggioranza dei cristiani sono ormai fuori di essa, sparsi negli altri continenti, a cominciare dall&#8217;America Latina.<\/p>\n<p>Ora, il paradosso \u00e8 proprio questo: che una religione antica di duemila anni, e tuttora in piena fase di espansione a livello mondiale, segno della sua perenne freschezza e della vitalit\u00e0 e universalit\u00e0 del suo messaggio, stia, per\u00f2, dal continente che l&#8217;ha originariamente accolta, elaborata, e poi esportata nel mondo; dal continente che le ha offerto le basi culturali della tradizione greca e romana; che la ha, anche, in parte trasformata, o, se si preferisce, che l&#8217;ha adattata alla propria sensibilit\u00e0, nel senso che ne ha temperato la matrice giudaica, troppo lontana, in se stessa, dalla sensibilit\u00e0 e dal modo di pensare degli Europei, per sviluppare al massimo grado gli apporti del pensiero greco e della mentalit\u00e0 giuridica romana, indi per incarnare l&#8217;ideale evangelico nel robusto e avventuroso temperamento germanico, dopo che questo, a sua volta (o mentre questo, a sua volta) andava attenuando i suoi caratteri &quot;violenti&quot;: era l&#8217;epoca delle migrazioni dei popoli e dell&#8217;incontro-scontro con la civilt\u00e0 romana, la quale, a sua volta, aveva fatto suo l&#8217;ideale cristiano, venendone profondamente trasformata.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 romana si era espressa nella forza militare e nel diritto, ma anche nella violenza spietata e nella schiavit\u00f9: i combattimento dei gladiatori erano stati il simbolo, odioso e crudele, del suo culto per la legge del pi\u00f9 forte e del suo godimento sadico per la sofferenza del nemico vinto; ma ecco che un imperatore cristiano, Onorio, al principio del secolo V, li aveva aboliti per sempre, facendo suo un nuovo ideale, di natura spirituale, basato sull&#8217;ammirazione per l&#8217;uomo mite, laborioso, pacifico, onesto, compassionevole: in fondo, l&#8217;ideale virgiliano, sfrondato della retorica militarista e nazionalista della missione di Roma nel mondo. Ebbene, la stessa cosa era avvenuta, poco dopo, nei confronti dei fieri e selvaggi popoli che avevano oltrepassato il <em>limes<\/em> del Reno e del Danubio, come <em>foederati<\/em> dapprima, indi come invasori e conquistatori. Infine la civilt\u00e0 europea si era interamente cristianizzata, nel corso di un processo plurisecolare, contemperando, al suo interno, gli influssi giudaici, quelli greco-romani e quelli germanici. Cos\u00ec era nata la civilt\u00e0 cristiana medievale: impossibile, in essa, separare la dimensione cristiana da quella medievale: erano due facce della stessa cosa, il cristianesimo era il medioevo e il medioevo era il cristianesimo. L&#8217;ideale teocratico e spirituale conobbe il punto pi\u00f9 alto con le cattedrali e con la proliferazione delle vocazioni sacerdotali e monastiche, quando tutta l&#8217;Europa fu un immenso vivaio di anime in cerca di Dio e quando indomiti missionari si spinsero nelle estreme lande del Settentrione e dell&#8217;Oriente, nelle foreste della Lituania e nelle steppe della Russia, e fino all&#8217;Islanda e alla Groenlandia, a bordo di esili imbarcazioni che sfidavano le onde dell&#8217;oceano per portare ovunque il messaggio di Cristo, verso regni popolosi o verso isole disabitate, con eguale spirito di sacrificio.<\/p>\n<p>Il destino volle che il cristianesimo incominciasse ad essere &quot;esportato&quot; molto al di l\u00e0 dei limiti del&#8217;Europa, a partire dalle imprese dei <em>conquistadores<\/em> nel Messico e nel Per\u00f9, proprio quando, in Europa, la ormai millenaria pianta del cristianesimo incominciava a inaridirsi; quando si verific\u00f2 la tremenda spaccatura del protestantesimo, che inferse una piaga immedicabile nel corpo della cristianit\u00e0 europea; quando, con il Rinascimento, si crearono le premesse per una secolarizzazione e per un laicismo che avrebbero allontanato progressivamente, ma inarrestabilmente, gli uomini del continente dal loro Dio. Il processo ebbe una impennata nel XVIII secolo, con l&#8217;Illuminismo, la Massoneria e, poi, con la Rivoluzione americana e con la Rivoluzione francese, subito seguite dalla Rivoluzione industriale e dalla definitiva affermazione del capitalismo moderno, soprattutto finanziario, la cui essenza era radicalmente anticristiana, e che, infatti, aveva dichiarato guerra a morte alla religione cristiana. Perci\u00f2, mentre nelle due Americhe, in Africa, in Asia e in Oceania il cristianesimo si diffondeva sempre pi\u00f9, ad opera dei missionari, dei commercianti e degli agenti coloniali, in Europa, la sua terra d&#8217;elezione, esso cominci\u00f2 lentamente a morire: la sua agonia sarebbe durata ancora due o tre secoli, ma infine, nella seconda met\u00e0 del XX secolo, essa prese una brusca accelerazione, tanto che, ai nostri giorni, pu\u00f2 dirsi ormai quasi del tutto consumata. L&#8217;Europa del terzo millennio \u00e8 sostanzialmente un&#8217;Europa post-cristiana, dove il cristianesimo \u00e8 disprezzato, o &#8212; peggio &#8211; ignorato dalle <em>\u00e9lites<\/em> intellettuali, e dove, fra le persone comuni, si \u00e8 di fatto instaurato un pressoch\u00e9 totale indifferentismo religioso e spirituale, anche per effetto della massiccia diffusione di una prospettiva esistenziale materialista, consumista, edonista, basata su di un rozzo e grossolano <em>carpe diem<\/em>, fortemente intriso di cinismo.<\/p>\n<p>Ha osservato Andr\u00e9 Glucksmann (1937-2015) nel suo libro \u00abLa terza morte di Dio. Perch\u00e9 l&#8217;Europa \u00e8 ormai un continente ateo e nel resto del mondo invece si uccide per fede\u00bb (titolo originale: \u00abLa troisi\u00e8me mort de Dieu, Paris, Nils \u00c9ditions, 2000; traduzione dal francese di Elisabetta Sartori, Roma, Liberal Edizioni, 2004, pp. 31-34):<\/p>\n<p><em>\u00abPer quale motivo l&#8217;Europa precipita sempre di nell&#8217;incredulit\u00e0? Nessuna delle promesse resurrezioni della fede, nessuna delle rievangelizzazioni annunciate riesce ad arrestare questa ondata che viene dal profondo. Autorit\u00e0 morali e teologiche di diversa obbedienza indicano il Vecchio continente come terra di missione. Gli appelli pressanti e inquieti alla mobilitazione delle anime si moltiplicano da due secoli, senza altro risultato ch suscitarne di nuovi, e sempre pi\u00f9 angosciati.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa disfatta rimane inspiegabile. Come se i fedeli non riuscissero a discernere quel che li chiama in causa nella sfida in cui ovunque si imbattono, che a volte accettano, ma che mai riescono a vincere. Ritornando con emozione e fervore al Concilio Vaticano II, padre Joseph Thomas, S. J., fra le tante lodi, azzarda una critica: &quot;Questo concilio fu un&#8217;affermazione serena della fede della Chiesa. Una fede che la Chiesa vorrebbe proporre a tutti gli uomini, con la bella audacia tranquilla che le dona lo Spirito e che si irradiava dalla personalit\u00e0 di Giovanni XXIII. Ma la fede non \u00e8 una cosa ovvia. I padri conciliari non si sono mai chiesti perch\u00e9, al giorno d&#8217;oggi, \u00e8 cos\u00ec difficile credere. Si sono comportati come se la Chiesa intera fosse gi\u00e0 costituita da uno stuolo di veri credenti. Hanno presupposto l&#8217;esistenza di una fede robusta presso i cristiani e di disponibilit\u00e0 a credere presente in tutti gli uomini&quot;. Difficile considerare una tale lacuna come una svista curiosa. Se \u00e8 vero che i nostri buoni padri &quot;non si sono mai chiesti perch\u00e9 al giorno d&#8217;oggi \u00e8 cos\u00ec difficile credere&quot;, \u00e8 necessario concludere che essi hanno continuato a picchiare nel buio contro un ostacolo sconosciuto, proprio mentre l&#8217;estrema urgenza di affrontarlo veniva proclamata &quot;urbi et orbi&quot;. Come si pu\u00f2 sradicare un&#8217;incredulit\u00e0 di cui s&#8217;ignora il motivo? [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Le Chiese sbagliano nemico. Immaginano di scontrarsi con anti-religioni strutturate come loro. Si mobilitano contro un avversario &#8212; la carne, l&#8217;egoismo, il mondo &#8212; mentre invece sono vittime di un&#8217;avversit\u00e0 tanto pi\u00f9 invadente quanto pi\u00f9 inafferrabile e asimmetrica. Il vaticano II ha tenuto conto dell&#8217;esistenza dell&#8217;ateismo, ma, obietta padre Thomas, ha preso di petto un umanesimo riflettuto e sistematico. I padri conciliari non &quot;menzionano da nessuna parte l&#8217;UMANESIMO DELL&#8217;INDIFFERENZA. Questo silenzio, questa omissione sono senza dubbio la causa di risvegli e di un profondo disincanto&quot;. Le religioni d&#8217;oggi sbaglierebbero ad accanirsi su nemico di ieri, &quot;alter ego&quot; armato da capo a piedi, come loro e contro di loro. \u00c8 passato il tempo delle battaglie frontali, speculari. Resta un&#8217;indifferenza, spesso priva di umanesimo, che gioca e vince.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;insoddisfatto che si rifiuta di giustificare il disinteresse del nostro secolo con tare eterne, deve dissotterrare le radici attuali di un&#8217;indifferenza &quot;sui generis&quot;. Eccolo, dunque, messo a dura prova: Dio muore. Quantomeno accenna la ritirata, sembra sul punto di abbandonare la scena e nessuno si prende la pena di spingerlo fuori! Nietzsche e i suoi colleghi del Diciannovesimo secolo, credenti o no, semplificavano eccessivamente questa stranezza: se muore, \u00e8 perch\u00e9 qualcuno lo uccide; se l&#8217;umanit\u00e0 non si assume le sue responsabilit\u00e0, confessiamo a noi stessi che l&#8217;atto \u00e8 (ancora) &quot;troppo grande per noi&quot;. In breve, a loro bastava cercare l&#8217;assassino, come in ogni poliziesco che si rispetti, per risolvere l&#8217;enigma del Dio morto e attaccare col motivo del superuomo. Questa allucinazione \u00e8 durata poco. Lo svanire dell&#8217;Altissimo \u00e8 tanto pi\u00f9 radicale quanto pi\u00f9 il posto rimane vuoto. N\u00e9 omicidio n\u00e9 suicidio, nessun cadavere ingombrante, solo un ricordo e i rimpianti di una perdita pi\u00f9 subita che voluta. L&#8217;Europa vive in questo l&#8217;esperienza del grande assente senza poterla proiettare, come Pascal, in Figura &#8212; &quot;la presenza di un Dio che si nasconde&quot;. Oppure introiettarla, con Nietzsche, come auto-creazione di un sovvertimento trionfante.<\/em><\/p>\n<p><em>La morte di Dio si produce senza che nulla la produca. N\u00e9 sacrificio divino n\u00e9 attentato profano. \u00c8 un processo senza soggetto quello che genera il consenso scettico. Manifesta un potere di contagio non meno sorprendente ed efficace di quello che guid\u00f2 l&#8217;insediamento delle religioni&#8230;\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio vero che \u00abla morte di Dio si produce senza che nulla la produca\u00bb? Francamente, ne dubitiamo. Pur ammettendo che, nella societ\u00e0 liquida in cui viviamo, e cos\u00ec ben descritta da Zygmunt Bauman, \u00e8 difficilissimo, se non quasi impossibile, individuare e afferrare qualcuno o qualcosa, forse la spiegazione dell&#8217;apparente paradosso non \u00e8 poi tanto misteriosa, n\u00e9 poi tanto lontana dalle analisi, secondo noi sostanzialmente esatte, svolte da Andr\u00e9 Glucksmann e (relativamente al Concilio Vaticano II e alla sua insufficiente analisi della crisi della religiosit\u00e0 contemporanea) da padre Joseph Thomas.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 moderna corre verso il nichilismo da almeno tre secoli, perch\u00e9 il nichilismo &#8211; che lo si comprenda o no, che lo si voglia o no &#8212; \u00e8 l&#8217;approdo finale, coerente e necessario, di una cultura che insegue e corteggia il relativo, la morte e il nulla; che ha una vera avversione per la stabilit\u00e0, per la tradizione, per il passato; che ha fatto del Progresso fine a se stesso, del Progresso comunque indirizzato e comunque ispirato, la meta suprema e la stella polare del proprio essere e del proprio incessante divenire: di un Progresso auto-sussistente, del quale l&#8217;uomo finisce, inevitabilmente, per essere la parte accessoria e secondaria, che pu\u00f2 anche venire sacrificata.<\/p>\n<p>Un tale modello culturale porta necessariamente verso il Nulla e verso l&#8217;adorazione del Nulla, perch\u00e9, in esso, il Nulla fa le veci del Tutto, cio\u00e8 di Dio: \u00e8 la trasposizione, orribilmente deformata e stravolta, del vecchio Dio gi\u00e0 &quot;morto&quot;, al quale ha strappato gli attribuiti della onniscienza e della onnipotenza, per sostituirli con quello della onnipotenza, ma senza l&#8217;onniscienza, e, soprattutto, senza la compassione e senza la redenzione. Da qui la giusta conclusione di Glucksmann, che un siffatto modello culturale, pur spacciandosi per &quot;umanesimo&quot;, finisce per divenire anti-umano, e conserva, dell&#8217;ultima fase dell&#8217;umanesimo storico, solamente la parte negativa, vale a dire l&#8217;indifferentismo.<\/p>\n<p>Ora, se il cristianesimo si trova a dover lottare contro una indifferenza ormai priva anche di umanesimo, allora il suo nemico \u00e8 praticamente inafferrabile: come potr\u00e0 mai combattere e sperar di vincere l&#8217;ateismo, una religione che ha fatto del Dio-uomo la sua Rivelazione, e della Redenzione dell&#8217;uomo la sua grande meta? Se non esiste pi\u00f9 alcun umanesimo, ma solo una grigia, informe, collaudata indifferenza, chi potr\u00e0 mai vincere la battaglia per il ritorno di Dio o per il ritorno dell&#8217;uomo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I veri nemici del cristianesimo, oggi, in Europa, non sono pi\u00f9 l&#8217;ateismo militante, l&#8217;anticlericalismo d&#8217;assalto e il materialismo aggressivo, come lo erano nel XVIII e soprattutto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[107,117,148,185],"class_list":["post-25056","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-friedrich-nietzsche","tag-karl-marx"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25056","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25056"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25056\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25056"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25056"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25056"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}