{"id":25052,"date":"2015-10-28T05:56:00","date_gmt":"2015-10-28T05:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/28\/leuropa-e-da-sempre-una-frontiera-viva-ma-non-se-lo-ricorda-perche-non-sa-piu-chi-e\/"},"modified":"2015-10-28T05:56:00","modified_gmt":"2015-10-28T05:56:00","slug":"leuropa-e-da-sempre-una-frontiera-viva-ma-non-se-lo-ricorda-perche-non-sa-piu-chi-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/28\/leuropa-e-da-sempre-una-frontiera-viva-ma-non-se-lo-ricorda-perche-non-sa-piu-chi-e\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa \u00e8 da sempre una frontiera \u00abviva\u00bb: ma non se lo ricorda, perch\u00e9 non sa pi\u00f9 chi \u00e8"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa sarebbe successo se i due mar\u00f2, arrestati con l&#8217;inganno e illegalmente detenuti in India da un tempo cos\u00ec lungo, non fossero stati dei soldati della Marina militare italiana, ma delle Forze Armate d&#8217;Europa? Il governo indiano avrebbe avuto l&#8217;ardire di agire come ha agito, di sfidare in modo cos\u00ec plateale il diritto di una nazione sovrana ad esercitare la piena e indiscussa giurisdizione su fatti avvenuti in acque internazionali, a bordo di una sua nave, da parte di suoi militari nell&#8217;esercizio di una funzione anti-pirateria?<\/p>\n<p>L&#8217;Unione Europea esiste solo economicamente, e i suoi cittadini, finora, ne hanno visto &#8212; purtroppo &#8212; quasi solo i lati negativi; ma quando mai l&#8217;unione fra pi\u00f9 Stati sovrani \u00e8 stata realizzata a partire dall&#8217;economia, cio\u00e8 dal fattore divisivo per eccellenza (tanti Stati, tante economie)? \u00c8 come voler sollevare un fucile, direbbe il buon Carl von Clausewitz, prendendolo per la punta della baionetta: una fatica improba e assurda. La moneta unica europea, infatti, \u00e8 riuscita solo a creare ancor pi\u00f9 profonde divisioni, sospetti, diffidenze, invidie e rancori: e la vicenda della Grecia, abbandonata al suo destino per un <em>deficit<\/em> che le maggiori potenze europee avrebbero potuto accollarsi con pochissimo sforzo nel 2009, ma che poi \u00e8 divenuto talmente colossale da mettere in crisi la stessa sopravvivenza dell&#8217;Unione, lo ha illustrato nella maniera pi\u00f9 eloquente. Anche perch\u00e9 l&#8217;economia di qualsiasi Stato o comunit\u00e0 di Stati, all&#8217;alba di questo terzo millennio, vuol dire speculazione, economia virtuale, bolle finanziarie: non produzione di beni e servizi reali; ed \u00e8 fin troppo chiaro che affidare le sorti dell&#8217;Unione europea alla razza dei finanzieri e degli speculatori \u00e8 stata una cosa saggia e lungimirante, quanto potrebbe esserlo affidare la custodia di un deposito di fieno e legna secca ad un piromane, o quella di un magazzino di armi e munizioni, a un dinamitardo.<\/p>\n<p>Esistono frontiere vive e frontiere stabili: l&#8217;Europa possiede una frontiera viva, anzi, \u00e8 essa stessa una frontiera viva; lo \u00e8 sempre stata, ma oggi ha smarrito la memoria storica, ha smarrito la propria identit\u00e0 e, quindi, non si rende conto di quale sia la posta in gioco.<\/p>\n<p>Sono pi\u00f9 che mai di attualit\u00e0 le riflessioni che svolgeva in proposito il diplomatico Pietro Quaroni &#8211; la cui carriera si svolse in parte durante il regime fascista, in parte durante il periodo repubblicano, e che fu ambasciatore a Parigi e apprezzato consigliere di De Gasperi all&#8217;epoca del trattato di pace &#8211; con riferimento alla Guerra fredda e all&#8217;incombente minaccia sovietica (A. Quaroni, \u00abEuropa frontiera viva\u00bb, in \u00abComunit\u00e0 europea\u00bb, Roma, Edizioni Civitas, 1969, pp. 61-75):<\/p>\n<p><em>\u00abFrontiere stabili sono le frontiere fra due Paesi dello stesso grado di civilt\u00e0 e largamente aperte a tutte le forme di intercambio. Le forze che si oppongono, ai due lati della frontiera, sono note, quasi nei minimi dettagli: egualmente noti sono i rapporti politici interni, le direttive generali di politica estera: se questo vicino costituisce un pericolo, \u00e8 un pericolo che si pu\u00f2 stimare con sufficiente esattezza: un suo attacco pu\u00f2 essere preveduto in tempo non ci sono sorprese. Frontiere vive son quelle che separano due civilt\u00e0 completamente differenti, con ben scarse comunicazioni attraverso la frontiera:in un certo senso sono le frontiere fra civilt\u00e0 e barbarie. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Il concetto di frontiera viva, in s\u00e9 interessante, andrebbe quindi precisato: da una parte una organizzazione stabile, storicamente fissata ad un determinato habitat; dall&#8217;altra parte un mondo misterioso, le cui intenzioni, le cui forze, la cui estensione non sono che molto imperfettamente conosciute: una frontiera da cui, all&#8217;improvviso, senza nessun segno premonitore, pu\u00f2 emergere una massa di invasori: la loro vittoria non sarebbe il passaggio di egemonia da una nazione all&#8217;altra, nel quadro per\u00f2 sempre di una civilt\u00e0 fondamentale, non sarebbe nemmeno la sostituzione di un tipo di civilt\u00e0 con un altro, ma il sovvertimento di tutte le basi della vita stessa. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;Europa \u00e8 stata, per secoli, una frontiera viva. Il limes romano era una frontiera viva: al di l\u00e0 dei posti di frontiera del Reno e del Danubio, il misterioso mondo barbarico. Oggi noi sappiamo che questo mondo barbarico si estendeva dalle foreste della Germania fino all&#8217;Oceano Pacifico: il mondo romano non conosceva, e imperfettamente, che il pericolo germanico: ignorava come le fluttuazioni ed i movimenti di quel mondo a lui vicino fossero in funzione di movimenti che traevano le loro origini negli altipiani dell&#8217;Asia centrale, di cui solo adesso siano in grado di intravvedere le correnti profonde. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Tre volte l&#8217;Asia \u00e8 stata sul punto di travolgere l&#8217;Europa: gli unni di Attila, i mongoli di Subotai, ed i turchi; ma, aggiungiamo subito, tre volte l&#8217;Europa \u00e8 stata salvata dal supremo disastro, dalla forza delle sue armi e dal riaffermarsi di una sua coscienza collettiva che allora aveva il nome di Cristianit\u00e0. L&#8217;era delle grandi scoperte geografiche, delle grandi conquiste extraeuropee ha rovesciato questa situazione. A mano a mano che l&#8217;Asia veniva presa alle spalle dall&#8217;espansione europea, le frontiere dell&#8217;Europa da frontiere vive si trasformavano in frontiere stabili: due secoli di sicurezza ci hanno abituati male: l&#8217;adattamento alla nuova situazione \u00e8 certo difficile: bisogna per\u00f2 farlo al pi\u00f9 presto se vogliamo salvarci. [&#8230;] Nel XIII secolo si poteva concepire che i cavalieri mongoli avrebbero potuto raggiungere le rive dell&#8217;Atlantico: e sarebbe stata la &quot;finis Europae&quot;: oggi l&#8217;Europa non finisce all&#8217;Atlantico: l&#8217;Europa \u00e8 rinata al di l\u00e0 dei mari. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Se l&#8217;Europa, come espressione geografica, \u00e8 ancora oggi la stessa che dieci secoli addietro, l&#8217;Europa, come civilt\u00e0, si \u00e8 impiantata, in forma definitiva su due nuovi continenti: l&#8217;America e l&#8217;Australia. [&#8230;] La reazione viene, storicamente, sempre prima dal pi\u00f9 forte, dal pi\u00f9 cosciente. Chi ha guidato, in Europa, la reazione contro il pericolo turco? Carlo V: il monarca pi\u00f9 potente d&#8217;Europa come Re di Spagna, il pi\u00f9 sensibile ed il pi\u00f9 esposto al pericolo turco come Arciduca d&#8217;Austria e come Imperatore germanico. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Noi abbiamo davanti agli occhi, nella storia, vari esempi di unificazione: non uno dei grandi Stati europei unitari di oggi \u00e8 nato cos\u00ec, di colpo: in epoche pi\u00f9 recenti o pi\u00f9 lontane essi sono stati tutti il frutto di una politica di unificazione [&#8230;]. Ma la unificazione si \u00e8 potuta realizzare solo attraverso due vie: o uno Stato unificatore il quale con forme di annessione pi\u00f9 o meno larvate ha sottomesso al suo dominio gli altri: o la necessit\u00e0 di sopravvivenza di fronte ad un pericolo comune, esterno, per fronteggiare il quale le forze dei singoli elementi non erano pi\u00f9 sufficienti. La possibilit\u00e0 di uno Stato unificatore dell&#8217;Europa oggi \u00e8 esclusa: se Hitler avesse vinto la guerra, probabilmente, e a suo modo, avrebbe fatto l&#8217;unit\u00e0 dell&#8217;Europa [&#8230;]: comunque, oggi tale forma di unificazione \u00e8 fuori questione. Resta dunque, solo, l&#8217;altro elemento unificatore: la necessit\u00e0 dell&#8217;unione delle forze europee per la difesa contro un nemico comune: questo fattore esiste oggi [cio\u00e8 l&#8217;Unione Sovietica: siamo nel lontano 1951], come poche volte esso \u00e8 esistito nella lunga storia dell&#8217;Europa: dir\u00f2 di pi\u00f9, esso \u00e8, oggi, la giustificazione pi\u00f9 difficilmente contestabile della necessit\u00e0 di una unione europea. [&#8230;] Mi si dir\u00e0 che la carta dell&#8217;Europa esclude dalla competenza dell&#8217;organismo di Strasburgo le questioni militari. \u00c8 in parte esatto, ed \u00e8 probabilmente il colpo pi\u00f9 mancino che sia stato assestato al Consiglio d&#8217;Europa: escludere dalla sua competenza la questione militare, la pi\u00f9 necessaria e la pi\u00f9 realizzabile, ed indirizzarlo invece verso una unificazione economica, per la quale, anche a prescindere da tutti i residui di mentalit\u00e0 autarchica e di nazionalismo economico, che sono pure una realt\u00e0, le difficolt\u00e0 esistono, sono reali, realissime e dove il cammino, per forza di cose, non pu\u00f2 e non deve essere che estremamente lento, graduale. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;idea europea, l&#8217;unificazione dell&#8217;Europa non sono delle vane utopie, non sono elucubrazioni di sognatori: sono per noi tutti una questione di vita e di morte. Il pericolo vero che la minaccia non sono n\u00e9 i residui di nazionalismi, nazionalismi che del resto l&#8217;idea europea non deve sopprimere, ma solo, in certa misura, superare, non sono reticenze di governi, n\u00e9 la resistenza della macchina amministrativa dei singoli Stati. Il vero nemico \u00e8 la dispersione delle idee, la nebulosit\u00e0 degli scopi, l&#8217;irrealismo dei mezzi. [&#8230;] Il fattore militare \u00e8, senza dubbio alcuno, oggi, il fattore principale. Attacchiamoci a questo, concentriamo tutti i nostri sforzi su questo, non guardiamo troppo al come, guardiamo solo a riuscire. E se dovessimo riuscire solo a questo, non ci lagniamo: l&#8217;Europa sarebbe gi\u00e0 per tre quarti fatta.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Senza dubbio, questo \u00e8 un parlare coraggioso, se non altro per il fatto di mettere in primo piano la necessit\u00e0 di una forza politico-militare unitaria ed efficace, in grado di reggere la sfida con le altre grandi realt\u00e0 geopolitiche del mondo attuale: gli Stati Uniti d&#8217;America, <em>in primis<\/em>, poi la Russia, la Cina, l&#8217;India, il mondo islamico.<\/p>\n<p>Tuttavia, le vicende degli ultimi anni &#8212; che non erano prevedibili, almeno nella loro effettiva portata, nell&#8217;ormai lontano 1969 &#8212; riportano pi\u00f9 che mai d&#8217;attualit\u00e0 il concetto della &quot;frontiera viva&quot;, adoperato da Pietro Quaroni. Oggi tutta l&#8217;area mediterranea, tutta l&#8217;area balcanica, tutta l&#8217;area centro-orientale (Ungheria, Slovacchia, Polonia) sono diventate la &quot;frontiera viva&quot; dell&#8217;Europa: come Lampedusa, come Ceuta e Melilla, come Calais, come Rodi e il Dodecaneso. Ed \u00e8 una frontiera drammaticamente in movimento, presa d&#8217;assalto da milioni e milioni di persone provenienti dall&#8217;Africa e dall&#8217;Asia, a torto definite &quot;profughi&quot;, perch\u00e9 tali sono solo una piccola minoranza. Si \u00e8 coniato, allora, un vocabolo nuovo: &quot;migranti&quot;: per non adoperare la parola &quot;clandestini&quot;, politicamente scorretta, e per alludere pudicamente e timidamente al fatto che non si tratta di immigrati regolari, n\u00e9 di richiedenti asilo, ma &#8212; il che \u00e8 assai diverso &#8211; di <em>pretendenti<\/em> asilo: uomini, donne e bambini disposti a prendere d&#8217;assalto i posti di frontiera, i reticolati, perfino il tunnel sotto la Manica; o di aggrapparsi ai carrelli degli aerei, di stiparsi nei bagagliai di camion, autobus e automobili; di lasciarsi rinchiudere nei <em>containers<\/em> e spedire a bordo di navi o di aerei. &quot;Migranti&quot;, inoltre, allude al fatto che costoro non sono diretti verso un luogo preciso, se non in via transitoria: vanno dove ci sono speranze di lavoro, pronti a rimettersi in movimento se gli spiragli si chiudono o se ne aprono di nuovi. Sono la negazione della stabilit\u00e0, dell&#8217;identit\u00e0, del legame delle persone e dei popoli con le loro radici.<\/p>\n<p>Sono, in gran parte, immigrati islamici, ben decisi a non integrarsi, anzi, semmai a convertire i popoli d&#8217;Europa presso i quali si stabiliscono. Stesso discorso per i cinesi, che formano delle cittadelle, delle isole, dei compartimenti stagni, e che non investono un euro nell&#8217;economia dei Paesi ospitanti, ma sostituiscono gli artigiani europei, i piccoli commercianti e i gestori di locali pubblici, eliminandoli grazie ai prezzi al consumo insostenibilmente concorrenziali. I Rom e i Sinti provenienti dall&#8217;Europa centro-orientale sono, in moltissimi casi, ancora pi\u00f9 impermeabili a qualunque idea di integrazione e ancora meno compatibili con la realt\u00e0 socio-economica in cui vivono, data l&#8217;alta propensione alla delinquenza e all&#8217;accattonaggio. Per tutti costoro, l&#8217;Europa \u00e8 la Terra promessa in cui stabilirsi per strapparle un pi\u00f9 alto tenore di vita, ma raramente una realt\u00e0 da amare e rispettare: nel migliore dei casi, \u00e8 un continente che offre possibilit\u00e0 di lavoro e di miglioramento economico; nel peggiore, un continente popolato da infedeli imbelli e presuntuosi, decadenti e corrotti, maturi per essere assimilati e sottomessi.<\/p>\n<p>La frontiera europea \u00e8 pi\u00f9 viva che mai, perch\u00e9 non era pi\u00f9 accaduto, a partire dal X secolo &#8212; con la fine delle incursioni saracene, ungare e vichinghe &#8212; che l&#8217;Europa si trovasse alle prese con una marea montante di stranieri che non le riconoscono alcuna superiorit\u00e0 spirituale o culturale; che non ne ammirano la civilt\u00e0, anzi, spesso intimamente la disprezzano e la detestano; e che non hanno l&#8217;ambizione di essere accolti entro di essa per divenire, a loro volta, cittadini europei, ma che pretendono di essere ospitati e poi, con la forza crescente del numero, nonch\u00e9 con i maggiori ritmi d&#8217;incremento demografico, mirano a inglobarla in un quadro geo-politico islamista, a trasformarla in una sorta di prolungamento o di protettorato del mondo arabo.<\/p>\n<p>Il minimo che si possa fare, quindi, se si \u00e8 anche solo minimamente pensosi del futuro che sar\u00e0 riservato agli Europei delle prossime generazioni, \u00e8 chiedersi se sia saggio e lungimirante seguitare con l&#8217;attuale politica dell&#8217;accoglienza su vasta scala, che incoraggia sempre nuove masse umane a dirigersi, con qualunque mezzo, per la via del mare o di terra, verso l&#8217;Europa. I contraccolpi economici, sociali e culturali sono evidenti, pure si continua con un buonismo, un umanitarismo ed un filantropismo tanto testardi quanto sospetti. E dunque, dobbiamo rassegnarci alla <em>finis Europae<\/em>?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa sarebbe successo se i due mar\u00f2, arrestati con l&#8217;inganno e illegalmente detenuti in India da un tempo cos\u00ec lungo, non fossero stati dei soldati<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[133],"class_list":["post-25052","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-europa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25052","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25052"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25052\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25052"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25052"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25052"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}