{"id":25033,"date":"2011-05-05T09:40:00","date_gmt":"2011-05-05T09:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/05\/e-giusto-esultare-per-la-morte-di-un-uomo\/"},"modified":"2011-05-05T09:40:00","modified_gmt":"2011-05-05T09:40:00","slug":"e-giusto-esultare-per-la-morte-di-un-uomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/05\/e-giusto-esultare-per-la-morte-di-un-uomo\/","title":{"rendered":"\u00c8 giusto esultare per la morte di un uomo?"},"content":{"rendered":"<p>La notizia della morte di Osama Bin Laden ha scatenato reazioni scomposte di esultanza e di giubilo, le quali, se possono essere umanamente comprensibili fra i parenti delle vittime del terrorismo di Al Qaida, lo sono molto meno da parte di uomini politici, giornalisti e intellettuali.<\/p>\n<p>Non staremo a fare del facile moralismo o a ricordare che se, come dice il poeta John Donne, nessun uomo \u00e8 un&#8217;sola, allora non devi chiedere per chi suona la campana a morto, perch\u00e9 essa suona per ciascuno di noi; e non lo faremo perch\u00e9 ci rendiamo ben conto che la questione non \u00e8 solo morale, ma riveste anche una fortissima valenza politica.<\/p>\n<p>Esaminiamo brevemente i fatti e gli antefatti.<\/p>\n<p>Gli antefatti sono stati chirurgicamente selezionati dai mass media occidentali per avvalorare l&#8217;idea di un Grande Nemico, di un Vecchio della Montagna al quale si devono pi\u00f9 o meno tutti gli attacchi terroristici di matrice islamica fondamentalista negli ultimi dodici o tredici anni; e, parallelamente per far dimenticare il fatto incontrovertibile che quello stesso personaggio era stato finanziato per anni dai servizi segreti statunitensi in funzione antisovietica, al tempo della fallimentare invasione dell&#8217;Afghanistan da parte dell&#8217;Armata Rossa.<\/p>\n<p>Allora Bin Laden non era un terrorista, anzi, il Principe del terrore, ma un patriota musulmano che lottava contro il comunismo e meritava sostegno strategico e finanziario; solo pi\u00f9 tardi, e specialmente dopo l&#8217;11 settembre del 2001, egli \u00e8 assurto a simbolo di quanto vi \u00e8 di malvagio, di demoniaco, in quella parte di umanit\u00e0 che non si assoggetta alla Pax americana e che ricusa protervamente i benefici e le delizie dell&#8217;Occidente moderno; e ci\u00f2 nonostante che un americano su tre non creda tuttora alla versione ufficiale sui fatti di quella giornata.<\/p>\n<p>Non addentriamoci sulla impossibilit\u00e0 che le Twin Towers siano crollate a quel modo, ripiegandosi su se stesse, per l&#8217;urto di due aerei dirottati e lanciati contro di esse; n\u00e9 sull&#8217;oscuro episodio degli &quot;israeliani danzanti&quot;, arrestati poco dopo l&#8217;attentato e poi subito, misteriosamente, rilasciati e rimpatriati; e nemmeno sul fatto che il presidente Bush junior abbia lamentato l&#8217;attacco terroristico qualche minuto prima che si verificasse: sono tutte questioni specifiche, sulle quali esiste, comunque, una discreta letteratura, per chi voglia prendersi la briga di leggerla e non si accontenti delle versioni addomesticate fornite dal governo statunitense.<\/p>\n<p>I fatti sono che un commando di marines americani, agendo sul territorio di un Paese amico, il Pakistan, che non era stato minimamente informato dell&#8217;operazione e, quindi, violandone la sovranit\u00e0 in modo plateale, ha assassinato Bin Laden davanti agli occhi della moglie e della figlia dodicenne, non nel corso di uno scontro a fuoco, come &#8211; mentendo &#8211; era stato detto in un primo momento, ma a freddo, sparando su un uomo disarmato, sorpreso all&#8217;interno della sua casa con la famiglia e due sole guardie del corpo.<\/p>\n<p>Nemmeno di questo ci scandalizziamo pi\u00f9 di tanto: da Machiavelli in poi, siamo abituati a pensare che, in politica, il fine giustifica i mezzi e che il principe deve saper entrare anche nel male (senza per\u00f2, secondo il segretario fiorentino, avere la sfrontatezza di chiamarlo bene), quando le circostanze lo richiedano, ossia quando lo richiedano le superiori esigenze dello Stato e della sicurezza collettiva.<\/p>\n<p>Del resto, gli Americani hanno una lunga tradizione in quel particolare genere di operazione militare che consiste nella eliminazione fisica di un avversario considerato particolarmente pericoloso: dall&#8217;ammiraglio giapponese Yamamoto, abbattuto nei cieli del Pacifico durante la seconda guerra mondiale, in quello che fu un vero e proprio agguato, fino al primo tentativo di far fuori Gheddafi con il bombardamento di Tripoli del 1986 (quando comunque venne uccisa una sua figlia adottiva), reiterato, in questi giorni, dai volonterosi alleati europei della N.A.T.O.<\/p>\n<p>Non ci scandalizziamo di uno o dell&#8217;altro di codesti aspetti, considerati singolarmente o anche nel loro insieme, perch\u00e9 sarebbe ipocrita far finta che la politica internazionale, specialmente delle grandi potenze, non sia fatta anche di queste cose, a dispetto di quello che credono e di quello che dicono, in buona o in mala fede, certe anime belle.<\/p>\n<p>Il &quot;punctum dolens&quot; \u00e8 un altro e cio\u00e8 la contraddizione, morale e politica, che una operazione del genere porta inevitabilmente con s\u00e9, da parte di una potenza imperiale, l&#8217;unica oggi di dimensioni mondiali, la quale sostiene di incarnare non solo il Liberalismo e la Democrazia, ma addirittura il Bene nella sua eterna lotta contro il Male; e che, inoltre, si basa sul principio della assoluta libert\u00e0 d&#8217;informazione, di parola e d&#8217;opinione, ma non osa mostrare ai suoi concittadini le fotografie del cadavere dell&#8217;Arcinemico, ben sapendo l&#8217;effetto boomerang che esse provocherebbero.<\/p>\n<p>Ingenuo sarebbe chiedersi perch\u00e9 Bin Laden non sia stato catturato e trasportato negli Stati Uniti, per subire un processo pubblico e una condanna esemplare, ma si sia preferito assassinarlo, mentre era disarmato, sparandogli alla testa: troppo alta era la probabilit\u00e0 che un simile processo avrebbe ulteriormente eccitato gli animi dei fondamentalisti islamici ed esposto perci\u00f2 gli Stati Uniti alla rappresaglia terroristica.<\/p>\n<p>Comprensibile, quindi, che si sia preferito ucciderlo e gettarne il corpo in mare, affinch\u00e9 la sua sepoltura non divenisse meta di pellegrinaggi che avrebbero contribuito alla sua glorificazione &quot;post mortem&quot;: comprensibile, anche se non bello.<\/p>\n<p>Senza contare che Obama non aveva alcuna intenzione di giocarsi la riconquistata popolarit\u00e0 che proprio l&#8217;eliminazione di Bin Laden gli aveva cos\u00ec insperatamente restituito, per uno scherzo del destino, visto che l&#8217;operazione avrebbe potuto benissimo verificarsi prima o dopo la sua contestata presidenza.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, bisogna pur aggiungere che lo spettacolo di esultanza e di tripudio cui si \u00e8 assistito, non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa (passando per alcuni dei nostri ineffabili ministri del governo Berulsconi, immancabili mosche cocchiere della discutibile operazione americana in Pakistan), ha qualcosa di veramente repellente, di profondamente inumano.<\/p>\n<p>Abituati, dal cinema di marca hollywoodiana, a considerare giusto e normale che il cattivo venga immancabilmente ucciso, ci siamo moralmente imbarbariti: un Innominato che si converte e cambia vita; un Renzo che perdona a don Rodrigo, mentre questi giace moribondo al Lazzaretto, ci sembrano esempi anacronistici, puerili, melensi e bigotti, degni di quel bacchettone di Alessandro Manzoni; noi preferiamo la pistola giustiziera di John Wayne.<\/p>\n<p>La nostra non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;Europa di Cesare Beccaria, \u00e8 diventata l&#8217;Europa di Rambo, di Indiana Jones e dell&#8217;Agente 007, beninteso con licenza di uccidere.<\/p>\n<p>A forza di invocare una Europa laica, una Europa irreligiosa che rinneghi le proprie radici cristiane, stiamo infine raccogliendo i frutti di ci\u00f2 che i nostri intellettuali, debitamente progressisti e filoamericani, hanno volonterosamente seminato, per anni e decenni: la barbarie.<\/p>\n<p>Siamo diventati dei barbari, come i barbari che diciamo di voler combattere; siamo regrediti al livello degli antichi Romani, che si beavano &#8211; uomini e donne, vecchi e fanciulli &#8211; degli spettacoli del Circo, dove i nemici dell&#8217;Impero venivano costretti ad ammazzarsi tra loro oppure venivano impalati, crocifissi, sottoposti alla ruota, gettati nell&#8217;olio bollente o esposti alle bestie feroci, per essere divorati vivi.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 nulla di bello, nulla di grande, nulla di scusabile in questo sorridere e brindare, in questo fare il tifo per la morte, sia pure per la morte di un nemico pubblico estremamente pericoloso; non c&#8217;\u00e8 nulla che ci renda moralmente diversi da lui.<\/p>\n<p>Inoltre, non c&#8217;\u00e8 l&#8217;ombra di una riflessione politica, di una autocritica per gli errori dell&#8217;Occidente, per l&#8217;arroganza degli Stati Uniti; per le guerre del 2001 contro l&#8217;Afghanistan e del 2003 contro l&#8217;Iraq di Saddam Hussein &#8211; quest&#8217;ultimo, come \u00e8 definitivamente provato, a differenza dei Talebani, mai stato amico di Al Qaida e, anzi, deciso avversario di essa.<\/p>\n<p>Nessun &quot;mea culpa&quot; per quei milioni di morti &#8211; perch\u00e9 di milioni si tratta, anche se i media occidentali non ne parlano -; e, inoltre, nessun &quot;mea culpa&quot; per il male irreparabile che \u00e8 stato fatto alle antichissime comunit\u00e0 cristiane del Nord Africa e del Medio Oriente, le quali, dopo secoli e secoli di convivenza pacifica con l&#8217;Islam, si trovano ora esposte al pericolo di un vero e proprio genocidio, dall&#8217;Egitto all&#8217;Iraq, dal Pakistan all&#8217;Indonesia.<\/p>\n<p>Qualcosa si \u00e8 gi\u00e0 visto ad Alessandria d&#8217;Egitto, con la strage dei copti avvenuta il giorno di Capodanno; ma da anni, dal 2003, i cristiani dell&#8217;Iraq sono esposti ad attentati simili: da oggi, possiamo bene immaginare cosa succeder\u00e0 in Pakistan.<\/p>\n<p>E anche queste sono conseguenze delle scellerate guerre volute, testardamente e pretestuosamente cercate e perseguite, con fredda e cinica determinazione, dalla presidenza di Bush Junior, in omaggio alla politica dissennatamente filo-israeliana perseguita dallo staff neoconservatore di &quot;Big&quot; Cheney, Paul Wolfowitz e di Condoleezza Rice, essenzialmente per compiacere la potentissima lobby ebraica di New York.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un terribile vuoto culturale, spirituale, intellettuale, nell&#8217;Europa odierna; e non parliamo, per carit\u00e0 di Patria, di come si \u00e8 mossa l&#8217;Italia in questa congiuntura internazionale, compresa la crisi libica: \u00abnave sanza nocchiero in gran tempesta, non donna di province, ma bordello\u00bb, come diceva gi\u00e0 il gran padre Dante, qualcosa come sette secoli or sono.<\/p>\n<p>Sarebbe tempo che gli Europei tornassero ad essere quel che sono stati in passato: che riscoprissero le ragioni della propria civilt\u00e0, senza disprezzo per le altre, ma anche senza complessi di inferiorit\u00e0, specialmente verso il troppo potente &quot;alleato&quot; americano.<\/p>\n<p>Bin Laden non \u00e8 stato un grand&#8217;uomo.<\/p>\n<p>\u00c8 stato un criminale e un predicatore di odio: questo \u00e8 certo e nessun sofisma, nessun ragionamento arzigogolato, potrebbero cambiare un tale dato di fatto.<\/p>\n<p>Sta a noi, ora, non contribuire a farlo diventare un mito per milioni di esseri umani: alla nostra moderazione, alla nostra saggezza, alla nostra lungimiranza.<\/p>\n<p>Non \u00e8 nei cromosomi della nostra cultura abbandonarsi all&#8217;esultanza per la morte di un essere umano, fosse pure il peggiore degli uomini; non \u00e8 nel nostro stile gioire perch\u00e9 un nemico \u00e8 stato assassinato.<\/p>\n<p>Se ci\u00f2 avviene, allora vuol dire che quel male che stiamo combattendo, \u00e8 penetrato a fondo dentro di noi; perch\u00e9, come osservava giustamente Nietzsche, non si pu\u00f2 guardare a lungo nell&#8217;abisso, senza che l&#8217;abisso guardi dentro di noi.<\/p>\n<p>Questo, sul piano morale.<\/p>\n<p>Sul piano politico, staremo a veder quale nuovo Arcinemico si inventeranno adesso gli Stati Uniti, dal momento che un potere imperiale, specialmente quando si sente minacciato, non pu\u00f2 fare a meno di crearsi una immagine del Male che serva da spauracchio per tacitare l&#8217;opposizione interna e da bandiera per animare le proprie truppe.<\/p>\n<p>Se Bin Laden non ci fosse stato, Bush junior avrebbe avuto bisogno d&#8217;inventarselo: perch\u00e9 la mobilitazione permanente contro il terrorismo non \u00e8 che il programma di una guerra senza fine contro un nemico purchessia, finch\u00e9 anche l&#8217;ultimo angolo del mondo non sar\u00e0 stato aperto alle meraviglie del libero mercato e della democrazia.<\/p>\n<p>Il bello \u00e8 che non sappiamo nemmeno se sia mai esistito, Bin Laden; nel senso che non sappiamo se egli era, fisicamente e politicamente, quello che ci \u00e8 stato presentato, a partire dal 2001, dalla Vulgata liberaldemocratica.<\/p>\n<p>Forse era solo un ologramma, un programma computerizzato, una serie di sosia chirurgicamente fabbricati allo scopo; forse, dopo il primo, ne salteranno fuori un secondo, un terzo, un quarto, come dal cappello di un prestigiatore.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcosa di abnorme, di patologico, nell&#8217;immagine di una superpotenza mondiale che lotta contro un uomo solo; qualcosa da cattivo film d&#8217;azione, da film hollywoodiano di quart&#8217;ordine, tutto sangue, violenza e teste di cuoio.<\/p>\n<p>Qualcosa di fasullo.<\/p>\n<p>Comunque la si voglia mettere, c&#8217;\u00e8 qualcosa, in tutta questa vicenda, che non torna; c&#8217;\u00e8 qualcosa che non convince.<\/p>\n<p>Paranoie complottiste, farneticazioni antiamericane?<\/p>\n<p>Forse; chiss\u00e0.<\/p>\n<p>Ma, nell&#8217;era di Matrix, in cui stiamo vivendo, abbiamo il dovere di vagliare con attenzione ogni indizio, ogni possibilit\u00e0, ogni sospetto di essere strumentalizzati, come tanti utili idioti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia della morte di Osama Bin Laden ha scatenato reazioni scomposte di esultanza e di giubilo, le quali, se possono essere umanamente comprensibili fra i<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[155],"class_list":["post-25033","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-george-w-bush"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25033","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25033"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25033\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25033"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25033"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25033"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}