{"id":25031,"date":"2017-12-19T07:02:00","date_gmt":"2017-12-19T07:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/19\/esuli-in-patria-esuli-nella-chiesa\/"},"modified":"2017-12-19T07:02:00","modified_gmt":"2017-12-19T07:02:00","slug":"esuli-in-patria-esuli-nella-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/19\/esuli-in-patria-esuli-nella-chiesa\/","title":{"rendered":"Esuli in Patria, esuli nella Chiesa"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 uno strano, stranissimo destino, quello capitato agli italiani della nostra generazione: agli italiani che oggi sono negli &#8211;<em>anta<\/em>. Da bambini, era stato insegnato loro ad amare la Patria e ad amare la Chiesa; ed era stato assicurato loro che la Patria e la Chiesa, a loro volta, vegliavano su di essi: la prima, sul loro posto di lavoro, sui loro risparmi, sulla loro sicurezza, sulla loro propriet\u00e0, e sul futuro dei loro figli; la seconda, sulla salute della loro anima, guidandoli alla conoscenza di Dio e alla felicit\u00e0 della vita eterna. In cambio, la Patria ha chiesto loro di rispettare la legge, di pagare le tasse, di obbedire a tutto ci\u00f2 che lo Stato riteneva utile e necessario per il bene collettivo, compreso il servizio militare obbligatorio; e la Chiesa ha preteso che vivessero in conformit\u00e0 alla legge del Signore, con un sano timor di Dio, dalla culla alla tomba, cio\u00e8 dal Battesimo fino alla Estrema Unzione. Gli italiani, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno ritenuto giusto e ragionevole questo patto, sia con la Patria che con la Chiesa: si sono fidati, hanno ascoltato, hanno obbedito, hanno messo in pratica quanto veniva richiesto loro di fare; e se, qualche volta, hanno trasgredito, hanno tuttavia riconosciuto la propria colpa, non hanno cercato scusanti, n\u00e9 si sono sottratti, ma hanno accettato di pagare le conseguenze della loro colpa: allo Stato nelle aule di giustizia, alla Chiesa nel segreto del confessionale.\u00a0<\/p>\n<p>Ma poi \u00e8 successo qualcosa. Per essere pi\u00f9 precisi, diciamo che poi\u00a0<em>deve essere successo qualcosa<\/em>: perch\u00e9, a un dato momento, gli italiani hanno visto che il patto non veniva pi\u00f9 lealmente rispettato n\u00e9 dalla Patria, n\u00e9 dalla Chiesa, senza per\u00f2 essersi resi conto, esattamente, quando e come ci\u00f2 fosse accaduto: ossia, in pratica, si sono accorti che le cose erano cambiate, non nel momento preciso in cui cambiavano, ma con un certo ritardo, constatando &#8211; di solito sulla loro pelle &#8211; gli effetti del malfunzionamento del patto, o, addirittura, della sua rescissione. Della sua rescissione pratica, ben s&#8217;intende, ch\u00e9, ufficialmente, n\u00e9 lo Stato, n\u00e9 la Chiesa, hanno mai dichiarato, da parte loro, che il patto era stato rescisso. Come in un gioco di prestigio, le norme del patto erano state fatte sparire ed erano state sostituite da altre norme, inedite, completamente diverse dalle precedenti, che mai nessuno aveva chiesto al comune cittadino se fosse stato d&#8217;accordo di accettare. Peggio ancora: a partire da un certo momento, Stato e Chiesa hanno cominciato a fare come se le norme fossero le stesse di prima, come se il patto fosse sempre lo stesso, quello originario; mentre il cittadino e il fedele cattolico, che magari erano la stessa persona,\u00a0 vedevano benissimo non esser cos\u00ec. Tutto questo, nel linguaggio comune e se si fosse trattato di una normale transazione giuridica, si chiamerebbe\u00a0<em>imbroglio<\/em>: mentre, al presente, non sapremmo come chiamarlo. Tradimento, forse. Lo Stato italiano ha cambiato le regole del gioco nei confronti del cittadino, ma senza avere chiesto il suo consenso, alla faccia della democrazia, sempre tanto sbandierata; e la Chiesa cattolica ha cambiato le regole del gioco verso il fedele,\u00a0 alla faccia della perennit\u00e0 e immutabilit\u00e0 della Parola di Dio. Semplicemente, il cittadino e il fedele cattolico si son resi conto che lo Stato e la Chiesa avevano cambiato le regole del gioco, praticamente a trecentosessanta gradi; e il nocciolo del cambiamento era questo: che, per lo Stato, il bene e la sicurezza del cittadino italiano non erano pi\u00f9 la priorit\u00e0, ma, al massimo, una variabile secondaria; e che, per la Chiesa, la conoscenza di Dio e la salvezza dell&#8217;anima non erano pi\u00f9 la cosa pi\u00f9 importane, perch\u00e9 la giustizia sociale e i diritti umani vengono prima di tutto il resto, e il buon Dio desidera cos\u00ec, Lui per primo: anche se, a suo tempo, i teologi, il clero e perfino i papi si erano scordati di dirlo.<\/p>\n<p>La dimensione truffaldina di questa &quot;svolta&quot; consiste proprio nella pretesa, da parte dello Stato e della Chiesa, che la gente sia cos\u00ec stupida da non rendersi conto che il patto \u00e8 radicalmente cambiato, e che \u00e8 cambiato, drammaticamente, a suo sfavore: che le regole non servono pi\u00f9 al suo bene, ma al bene di qualcun altro, forse; al suo, certamente no. La dimensione truffaldina emerge dalla sfrontatezza e dal cinismo con cui ora viene trattato, cio\u00e8 con una sorta di degnazione, specialmente se ha il cattivo gusto, l&#8217;indelicatezza, di far domande, di chiedere chiarimenti, di sollevare il bench\u00e9 minimo dubbio sulla perfetta trasparenza di quel che sta accadendo. Par quasi che si permetta di avanzare riserve sulla condotta dei governanti e del clero: i quali, guarda caso, si trovano pi\u00f9 che mai stretti l&#8217;uno all&#8217;altro da un patto di alleanza e mutuo soccorso. Mattarella e papa Francesco: quale perfetta sintonia! Boldrini e Galantino: quale meraviglioso tubare e civettare reciproco. Bonino e Paglia: si potrebbe immaginare una intesa pi\u00f9 limpida, un affiatamento pi\u00f9 sentito? A livello locale, centinaia di amministrazioni comunali filano in perfetto accordo con le curie vescovili, le associazioni parrocchiali e gli istituti religiosi, specialmente sul tema &quot;caldo&quot; dei cosiddetti migranti: si stanno mobilitando all&#8217;unisono, come mai si era visto per le necessit\u00e0 degli italiani poveri e dimenticati. I prefetti, poi, ai quali tocca il compito di collocare sul territorio delle province, sempre nuove ondate di &quot;profughi&quot;, non saprebbero pi\u00f9 dove sbattere la testa se, oltre alle caserme dismesse e altri beni immobili del demanio, non potessero contare sulla comprensione e sulla fattiva collaborazione dei vescovi e dei preti, specialmente quelli &quot;di strada&quot;, e se non avessero sotto mano la risorsa delle associazioni di volontariato e delle cooperative <em>no profit<\/em>, in gran parte di matrice cattolica. E quale impareggiabile sintonia anche in materia legislativa, con il papa e la Chiesa tutti schierati per far approvare dal Parlamento italiano la legge sullo\u00a0<em>ius soli<\/em>. Possiamo solo immaginare che cosa sarebbe capitato se un tale intervento a gamba tesa nella politica italiana fosse partito\u00a0 da Benedetto XVI, e se avesse avuto per obiettivo una proposta di legge che ribadisse, per esempio, il carattere non sostituibile della famiglia formata da uomo e donna: come minino sarebbe scoppiato un incidente diplomatico, e la stampa, la televisione, l&#8217;<em>intellighenzia<\/em>\u00a0&quot;<em>de noantri&quot;<\/em>, cio\u00e8 sotto il monopolio della sinistra, avrebbero fatto a gara nell&#8217;alzare la voce e stacciarsi le vesti contro il papa politicizzato, reazionario, integralista, irrispettoso dell&#8217;autonomia della sfera civile da quella religiosa. Ma se ad entrare nella politica italiana (e non solo italiana), invece, \u00e8 il papa Francesco, lui cos\u00ec misericordioso, cos\u00ec buono e cos\u00ec francescano, ma sopratutto cos\u00ec progressista e amico degli &quot;ultimi&quot;, allora non c&#8217;\u00e8 problema, anzi: <em>bene, bravo, bis!<\/em>\u00a0<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un problema, tuttavia, che forse qualcuno, in alto, ha un po&#8217; sottovalutato: un popolo di cittadini, e cos\u00ec pure un popolo di fedeli, non \u00e8 detto che si lascino imbrogliare a questo modo: forse ci metteranno del tempo prima di realizzare che sono stato vittima di un truffa e di un tradimento, per\u00f2, presto o tardi, se ne accorgeranno, eccome. E si arrabbieranno. La pazienza del popolo italiano \u00e8 tradizionalmente grande, forse troppo, \u00e8 fatta anche di pigrizia, sciatteria, calcolo e astuzia di bassa lega; ma \u00e8 fatta pure di sopportazione delle persone perbene, le quali sperano sempre che le cose vadano come dovrebbero andare, come \u00e8 giusto che vadano, se entrambi i contraenti del patto tengono fede alla parola data. E sono le persone perbene che si stanno terribilmente stancando. Sono le persone come la tabaccaia di San Fior, in provincia, di Treviso, la qual, dopo aver subito otto rapine consecutive ed essersi anche vista respingere la domanda di porto d&#8217;armi, ha dovuto chiudere il suo esercizio, tradita e abbandonata da chi avrebbe dovuto difenderla. Perch\u00e9 la ricchezza dell&#8217;Italia viene da persone come lei, non dai delinquenti e dai falsi profughi che, alla societ\u00e0, sanno creare solo problemi d&#8217;ogni tipo, e sono sempre pronti a mordere la mano che d\u00e0 loro un piatto di cibo. I signori progressisti, buonisti e immigrazionisti che ci governano, e che pretendono perfino di far passare le loro idee per volont\u00e0 di Dio, realizzando un totalitarismo ideologico a confronto del quale l&#8217;immagine di una cultura medioevale monolitica e intollerante impallidisce addirittura, forse non hanno calcolato che la pazienza della gente comune, e soprattutto della gente perbene, potrebbe anche finire, e pi\u00f9 presto di quanto non credano. Dalle loro parole, infatti, dai loro gesti, dai loro atteggiamenti, sempre pi\u00f9 uniformi, stereotipati e arroganti, non traspare la minima consapevolezza di una tale possibilit\u00e0: si direbbe che siano convinti che, a forza di raccontare le loro fandonie al popolo, il popolo finir\u00e0 per placarsi, per ammansirsi, per lasciarsi indottrinare e cloroformizzare. Logico: gente abituata a maneggiar sempre e solo le parole, e mai a confrontarsi con la seriet\u00e0 dei fatti, ragiona cos\u00ec: pensa che il mondo si possa manipolare e che lo si possa trasformare completamente con la sola forza delle chiacchiere. E non capiscono di aver tirato la corda un po&#8217; troppo, e che la corda ormai \u00e8 sul punto di spezzarsi. Lo capiranno troppo tardi, come troppo tardi l&#8217;hanno capito i Ceausescu, marito e moglie.<\/p>\n<p>Lungi da noi voler fare minacce a chicchessia: la nostra \u00e8 soltanto una constatazione di tipo storico, peraltro basata sul semplice buon senso: nessun governo pu\u00f2 tirare la corda oltre un certo limite; quando il distacco fra il sentire della gente comune e coloro che governano diventa incolmabile, qualcosa succede inevitabilmente. I romani esprimevano un concetto simile allorch\u00e9, parlando di un re o di un qualsiasi altro personaggio potente il quale, a un certo punto, perde completamente il contatto con la realt\u00e0, usavano l&#8217;espressione: <em>quod Deus perdere vult, dementat prius<\/em>, cio\u00e8: quando Dio stabilisce di mandare qualcuno in rovina, prima lo fa impazzire. Ed \u00e8 realmente una sorta di lucida follia quella che sta spingendo sulla china del disastro &#8211; e noi con loro, purtroppo &#8211; coloro i quali attualmente ci governano. A meno che non si tratti, naturalmente, di qualcosa d&#8217;altro che la follia, la stupidit\u00e0 o la superbia; a meno che non sia una lucida volont\u00e0 di condurre sino in fondo un certo piano, una certa strategia, un certo compito, che, a questo punto, per la sua vastit\u00e0 e per la sua indicibilit\u00e0, non pu\u00f2 essere il frutto di un disegno nazionale, ma deve far parte di una manovra molto pi\u00f9 vasta, di ampiezza planetaria. E infatti, vediamo che politiche ugualmente assurde, e palesemente contrarie all&#8217;interesse nazionale, vengono portate avanti, e praticamente imposte dall&#8217;alto, in tutti gli altri Paesi dell&#8217;Occidente. L&#8217;unica cosa che varia \u00e8 la velocit\u00e0 con la quale l&#8217;opinione pubblica pare risvegliarsi dal torpore e comincia ad esigere un cambio di rotta; cosa che, quando accade &#8212; come \u00e8 stato in Ungheria, e adesso, pi\u00f9 recentemente, in Austria &#8212; viene salutato da un coro d&#8217;imprecazioni e d&#8217;insulti da parte della macchina dell&#8217;informazione globale. Ecco allora che si parla di populismo razzista, di deriva xenofoba e quasi fascista; si inventano perfino dei vocaboli nuovi, o semi nuovi, per il politichese: si parla di una vittoria dell&#8217;<em>ultradestra<\/em>, neanche a Budapest e a Vienna fossero saliti al potere i diretti nipotini di Hitler. Se per\u00f2 si va a vedere il programma di governo di questa pericolosissima <em>ultradestra<\/em>, si scopre che \u00e8 quello di una qualsiasi destra moderata, o di un normalissimo centro-destra, di qualche anno fa. Proteggere i propri confini, salvaguardare l&#8217;interesse nazionale, non accogliere masse di stranieri non assimilabili e non compatibili con la propria tradizione e con la propria civilt\u00e0: che cosa c&#8217;\u00e8 di cos\u00ec tremendamente xenofobo e pericoloso, di cos\u00ec scandalosamente inaccettabile e sciagurato, in un simile programma? Evidentemente, non sono le tendenze destrorse dei popoli europei ad essere esplose in maniera repentina, chi sa per quale magia; ma \u00e8 il cambiamento che ci viene imposto dall&#8217;alto, da parte dei governi e, al di sopra di loro, dalla grande finanza internazionale, che sta provocando un processo di accelerazione complessivo di tutti i fenomeni politici e sociali. Ma l&#8217;Austria e l&#8217;Ungheria sono piccoli Paesi e non possono mutare gli equilibri complessivi. Se la terribile ultradestra minaccia di vincere le elezioni in un grande Paese, come la Francia, si \u00e8 visto cosa accade: tutti alleati contro il pericolo &quot;fascista&quot;, e cos\u00ec la Le Pen \u00e8 stata fermata e un signor nessuno, come Macron, \u00e8 salito all&#8217;Eliseo, portato avanti da una innaturale alleanza della sinistra e della cosiddetta destra, che, a questo punto, non \u00e8 affatto pi\u00f9 tale. Fra pochi mesi toccher\u00e0 all&#8217;Italia andare alle elezioni (se Dio vuole&#8230;) e ne vedremo delle belle; anzi, le stiamo gi\u00e0 vedendo. Perfino una salma come Berlusconi viene riesumata per creare ostacoli alla &quot;marcia&quot; di Salvini e per fare barriera contro i Cinque Stelle; mente il Pd, da parte sua, non sa pi\u00f9 cosa inventarsi per accelerare l&#8217;immigrazione\/invasione e riguadagnare cos\u00ec quei voti, grazie ai nuovi &quot;cittadini&quot;, che non prender\u00e0 mai pi\u00f9 dagli italiani &quot;veri&quot;. Per la Chiesa si sta assistendo, in parallelo, a un processo simile. L&#8217;importante \u00e8 conservare i numeri e salvare le poltrone di monsignori ed eminenze: dunque, avanti con gli africani, e tanto peggio se gli ultimi veri cattolici, disgustati dal neoclero e dalle sue linee-guida sempre meno comprensibili e sempre meno cattoliche, se ne vanno. Vi \u00e8 un cinismo rivoltante, in questo modo di fare: la neochiesa non ha pi\u00f9 a cuore il bene delle anime, n\u00e9, tanto meno, l&#8217;immutabile Verit\u00e0 di Cristo: ha a cuore soltanto la conservazione di una impalcatura sufficientemente ampia da reggere il peso di queste centinaia di vescovi, arcivescovi e cardinali, con tutti i loro uffici e segreterie; e pazienza se nelle parrocchie i preti non ci sono pi\u00f9, e le diocesi cominciano a vendere i loro terreni agli islamici, perch\u00e9 vi fabbrichino le loro moschee (come avviene a Firenze). Cos\u00ec, se per lo Stato la priorit\u00e0 non sono i risparmi degli italiani, la loro sicurezza fisica, il lavoro per i giovani e il crollo demografico, ma regalare lo <em>ius soli<\/em> a chiunque, per la Chiesa la priorit\u00e0 non \u00e8 tornare a Dio dopo anni di ateismo pratico, ma berciare d&#8217;inclusione, discernimento e, chiss\u00e0, di semi-matrimoni gay&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 uno strano, stranissimo destino, quello capitato agli italiani della nostra generazione: agli italiani che oggi sono negli &#8211;anta. 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