{"id":25020,"date":"2018-04-25T01:11:00","date_gmt":"2018-04-25T01:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/25\/il-cristiano-e-nel-mondo-ma-non-e-del-mondo\/"},"modified":"2018-04-25T01:11:00","modified_gmt":"2018-04-25T01:11:00","slug":"il-cristiano-e-nel-mondo-ma-non-e-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/25\/il-cristiano-e-nel-mondo-ma-non-e-del-mondo\/","title":{"rendered":"Il cristiano \u00e8 nel mondo, ma non \u00e8 del mondo"},"content":{"rendered":"<p>Al termine dell&#8217;Ultima Cena, Ges\u00f9 Cristo rivolge al Padre celeste questa preghiera per i suoi Apostoli: (<em>Gv<\/em> 17, 11-19):\u00a0<\/p>\n<p><em>Io non sono pi\u00f9 nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perch\u00e9 siano una cosa sola, come noi. Quand&#8217;ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro \u00e8 andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perch\u00e9 si adempisse la Scrittura.\u00a0Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perch\u00e9 abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia.\u00a0\u00a0Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perch\u00e9 essi non sono del mondo, come io non sono del mondo<\/em>. <em>Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno.\u00a0Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.\u00a0Consacrali nella verit\u00e0. La tua parola \u00e8 verit\u00e0.\u00a0\u00a0Come tu mi hai mandato nel mondo, anch&#8217;io li ho mandati nel mondo;\u00a0per loro io consacro me stesso, perch\u00e9 siano anch&#8217;essi consacrati nella verit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;espressione &quot;essere nel mondo, ma non del mondo&quot; \u00e8 perci\u00f2 familiare a chiunque conosca il Vangelo: essa \u00e8 stata ripetuta, insegnata e meditata da generazioni e generazioni di cristiani, fino a diventare parte del loro modo di pensare e di sentire; anzi, fino a diventare il criterio del loro modo di pensare e di sentire. Fino a un ceto momento della storia: fino al Concilio Vaticano II. \u00c8 stato allora che l&#8217;idea del &quot;mondo&quot; ha subito un radicale cambiamento nella percezione dei fedeli, e ci\u00f2 sotto la spinta del clero stesso: del clero progressista, beninteso, e non di tutto il clero; sotto la spinta di quella minoranza progressista e neomodernista che, con molta abilit\u00e0, ha preso fin dall&#8217;inizio la direzione dei lavori conciliari e ha impresso loro l&#8217;andamento che poi effettivamente ebbero: vale a dire un andamento rivoluzionario, dietro le apparenze della semplice riforma pastorale. Poi, negli annui e nei decenni successivi, lavorando senza posa, sempre in maniera discreta, abile, duttile, quella minoranza \u00e8 riuscita a far passare le sue &quot;riforme&quot;; e cos\u00ec, un poco alla volta, conquistando un pollice di terreno dopo l&#8217;altro, lentamente, metodicamente, con pazienza e tenacia, essa \u00e8 riuscita a diventare maggioranza, per lo meno al vertice della Chiesa, occupandolo quasi interamente. Fino al presente pontificato, quello di Francesco: un pontificato che passer\u00e0 alla storia come il momento in cui la manovra di uscita dall&#8217;ortodossia e di ingresso nell&#8217;apostasia generale della Chiesa si s\u00e9 fatta, per la prima volta, trasparente, almeno per quelli che l&#8217;hanno voluta vedere e che non hanno adottato la politica dello struzzo: mettere la testa sotto la sabbia per non dover fare i conti con l&#8217;amara realt\u00e0.<\/p>\n<p>Dunque, a partire dal 1962-65, dapprima al vertice, con le Conferenze Episcopali, e poi, un poco alla volta, gi\u00f9 nella scala gerarchica, fino alle parrocchie e ai singoli sacerdoti e religiosi, \u00e8 passata una nuova idea di &quot;mondo&quot;: non pi\u00f9 il regno del male, del rifiuto di Dio, del peccato, ma una realt\u00e0 bella, positiva, gioiosa, piena di fiducia in se stessa e nel progresso, con la quale il cristiano pu\u00f2 e anzi deve stabilire rapporti di collaborazione, di stima, di amicizia, nella prospettiva di un obiettivo comune: il bene dell&#8217;uomo. Senza sottolineare la piccola differenza che quel che \u00e8 bene per l&#8217;uomo secondo la mentalit\u00e0 del mondo, non \u00e8 affatto tale nella prospettiva cristiana. Eppure, Ges\u00f9 \u00e8 stato molto chiaro su questo punto: addirittura, in quella stessa preghiera, si \u00e8 rifiutato di pregare per il mondo: <em>io non prego per il mondo<\/em> (<em>Gv<\/em> 17, 9); e ha precisato che il mondo odia coloro che lo seguono, perch\u00e9 il mondo non lo vuole riconoscere. I signori progressisti sono serviti: se il cristiano non \u00e8 odiato dal mondo, non \u00e8 un vero cristiano; l&#8217;odio del mondo \u00e8 la condizione &quot;naturale&quot; dei seguaci di Cristo. Se il cristiano va d&#8217;amore e d&#8217;accordo con il mondo; se riceve gli applausi e le lodi del mondo; se il mondo lo onora e lo ammira, quello \u00e8 il segnale che qualcosa non va: che molte cose non vanno. E questo non gi\u00e0 perch\u00e9 il cristiano sia un odiatore del mondo, ma perch\u00e9 il mondo odia Ges\u00f9 e odia quelli che si pongono alla sua sequela. Il mondo ha odiato Ges\u00f9 e lo ha messo in croce; il mondo ha odiato i suoi seguaci e li ha gettati in pasto alle belve feroci; oggi il mondo ha parzialmente cambiato tattica, ma il suo obiettivo \u00e8 sempre quello: estirpare il segno del passaggio di Cristo, richiudere la porta verso la salvezza che egli, con l&#8217;Incarnazione, la sua Passione e Morte, e poi con la sua Resurrezione, ha riaperto all&#8217;umanit\u00e0. Il mondo \u00e8 sotto il potere del diavolo: non tutto il mondo, ma quella parte del mondo che non riconosce Ges\u00f9, che rifiuta la sua Parola di amore. Tutte queste cose non sono, n\u00e9 potrebbero essere in alcun modo una novit\u00e0, meno ancora una sorpresa, per il cristiano: \u00e8 stato Ges\u00f9 stesso a preannunciarle, con estrema chiarezza e senza addolcire la pillola: <em>Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me<\/em>. Nondimeno, Ges\u00f9 non \u00e8 venuto per condannare il mondo, ma per salvarlo. Non lo vuole per\u00f2 salvare contro la sua volont\u00e0: non avrebbe senso, poich\u00e9 significherebbe calpestare il dono pi\u00f9 grande che Dio ha fatto all&#8217;uomo, quello che lo ha reso la creatura privilegiata, in un certo senso il signore e il custode del creato: la libert\u00e0 del comprendere e del volere. Se Ges\u00f9 fosse venuto per salvare il mondo anche contro la sua volont\u00e0, l&#8217;uomo sarebbe stato degradato a spettatore passivo della propria liberazione: ma Ges\u00f9 non vuole dei servi, vuole degli amici: <em>Vi ho chiamato amici, perch\u00e9 il servo non sa quello che fa il padrone, Voi sarete miei amici se farete ci\u00f2 che io vi comando.<\/em> Lo ha detto e lo ha dimostrato. La libert\u00e0 dell&#8217;uomo \u00e8 il bene pi\u00f9 prezioso di cui egli pu\u00f2 giustamente andare fiero: non rientra nei piani di Dio annullarla o mortificarla; equivarrebbe a un pentimento rispetto alla sua stessa opera creatrice.<\/p>\n<p>Resta il fatto che il cristiano vive nel mondo, \u00e8 immerso nel mondo, respira la sua aria, ma non appartiene al mondo. \u00c8 proprio da questo che lo si riconosce: pur vivendo nel mondo, \u00e8 come se non gli appartenesse: perch\u00e9, di fatto, non gli appartiene, ma appartiene a Dio solo. Alcuni ne hanno dedotto, erroneamente, che il cristiano odia e disprezza il mondo. Il cristiano non odia il mondo e non disprezza affatto, bens\u00ec gode, delle cose belle e buone che vi sono nel modo: <em>Laudato s\u00ec, mi&#8217; Signore, per tutte le tutte le tue creature<\/em>&#8230; E tuttavia il cristiano non \u00e8 attaccato alle cose, perch\u00e9 non \u00e8 attaccato al mondo: vive nel mondo come si vive in una dimora che si sa bene di dover lasciare. La si pu\u00f2 amare, ma non la si considera indispensabile: si \u00e8 coscienti del fatto che la dimora \u00e8 meno preziosa di colui che vi abita, cos\u00ec come il vestito \u00e8 assai meno importante della persona che lo indossa. Noi non siamo fatti per le cose, le cose ci servono nella misura in cui rispondono a dei veri bisogni; quando cominciamo a cercare le cose superflue, e anche la gloria superflua, ecco che siamo gi\u00e0 sulla strada della tentazione, ci stiamo allontanando da Dio e stiamo creando le condizioni per essere afferrati dagli artigli del diavolo. Questa non \u00e8 una visione cupamente pessimistica (i cristiani che odiano il riso, come si ricava dalla lettura del mediocre romanzo <em>Il nome della rosa<\/em> di Umberto Eco) ma semplicemente una visione realistica dell&#8217;uomo. L&#8217;antropologia cristiana parte da un dato decisivo, che ha radicalmente modificato, e incrinato, la perfezione originaria della creazione: la ferita del Peccato originale. Le cose sono state create buone da Dio, ma quel peccato ha introdotto nel mondo un veleno: il veleno della concupiscenza. A causa di essa, l&#8217;uomo non sa pi\u00f9 fare, con le sue sole forze, un uso saggio e moderato delle cose, ma tende alla dismisura, all&#8217;eccesso: non gli basta il necessario, vuole anche il superfluo, e lo vuole a qualsiasi costo e con qualunque mezzo, anche al prezzo di macchiarsi le mani con il sangue del suo stesso fratello, come fece Caino con suo fratello Abele. L&#8217;avaro che accumula fortune gigantesche, lo speculatore di borsa che possiede beni incalcolabili, peraltro esistenti solo sulla carta perch\u00e9 non corrispondono a oggetti e cose reali, \u00e8 l&#8217;esempio estremo di questa dismisura, di questa malattia della concupiscenza, mediante la quale gli uomini si fanno prendere al laccio dal diavolo, il grande tentatore, l&#8217;antico avversario. <em>Il diavolo, come leone ruggente, va in cerca di anime da divorare<\/em>, ammonisce san Pietro nella sua lettera. Sottovalutare questo pericolo equivale a esporsi a un rischio gravissimo, pressoch\u00e9 certo: infatti l&#8217;uomo, con le sue sole forze, non ha alcuna speranza di poter resistere alle sirene della concupiscenza e, quindi, di evitare il destino di finire come una misera preda nelle mani del diavolo. Solo con l&#8217;aiuto di Dio e solo stando in guardia, lo pu\u00f2.<\/p>\n<p>Essere nel mondo, ma non del mondo, ha delle implicazioni notevolissime, sul piano psicologico e spirituale cos\u00ec come in quello della vita pratica: professionale, familiare, perfino nella dimensione dello sport e del tempo libero. Il cristiano non vede le cose con gli sessi occhi con i quali le vede colui che cristiano non \u00e8, o che odia il Vangelo di Ges\u00f9. N\u00e9 la storia, n\u00e9 la filosofia, n\u00e9 l&#8217;arte, n\u00e9 la scienza, e neppure le quotidiane relazioni sociali, sono da lui viste e vissute nella stessa prospettiva e con il medesimo atteggiamento del mondo. E questo, sia ben chiaro, per il cristiano corrisponde ad un senso di fierezza, di esultanza, proprio come l&#8217;innamorato che sa di essere a sua volta riamato, e si sente immensamente pi\u00f9 fortunato di tutti gli altri uomini che vi sono al mondo, perch\u00e9 a lui \u00e8 toccata una cosa grande e meravigliosa, che riempie di luce e di bellezza la sua esistenza. Il cristiano non ha alcun complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 nei confronti del mondo, semmai il contrario, ma \u00e8 sempre temperato dalla mitezza e dall&#8217;umilt\u00e0; il cristiano pensa di avere qualcosa in pi\u00f9 e non qualcosa in meno degli altri uomini. Non gioisce e non si rattrista per le stesse cose per le quali gioiscono e si rattristano gli uomini carnali, che appartengono al mondo perch\u00e9 appartengono al diavolo. Nello stesso tempo, non teme la derisione, gli scherni, le ironie, e sta saldo anche nelle aperte persecuzioni: sa che il mondo lo odia, e, pur non odiando a sua volta, anzi cercando seguire l&#8217;esempio di Ges\u00f9, che ha pregato perfino per i carnefici che lo stavano inchiodando alla croce, non si preoccupa affatto di piacere al mondo. L&#8217;espressione adoperata da san Pietro e riferita dagli <em>Atti degli Apostoli<\/em>, che <em>bisogna piacere a Dio piuttosto che agli uomini<\/em>, per il cristiano \u00e8 la norma di condotta quotidiana, \u00e8 la sua bussola, la sua stella polare.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi, tuttavia, che molti cristiani, all&#8217;atto pratico, non si rendano ben conto delle implicazioni di un simile atteggiamento. Per un intellettuale, ad esempio, significa essere compatito dai suoi colleghi: egli non guarda alla storia umana, o al pensiero umano, o al sapere umano, nella loro stessa maniera: egli sa che esiste una forza ben superiore, una intelligenza ben superiore, una finalit\u00e0 ben superiore a quella che gli uomini possono anche solo lontanamente concepire: sa che il padrone della storia \u00e8 Dio, che l&#8217;intelligenza umana \u00e8 lucida se si rispecchia in Dio, che il sapere umano \u00e8 tale se riconosce i diritti di Dio. E con la stessa ironia, lo stesso disprezzo con cui viene guardato, dai sapienti del mondo, il cristiano che svolge una attivit\u00e0 di tipo intellettuale, deve fare i conti il cristiano che conduce un lavoro manuale, e che si trova esposto ai frizzi e ai lazzi dei suoi compagni, alle loro prese in giro, alle loro bestemmie. Non si spaventa per questo, il suo cuore non \u00e8 turbato, il suo coraggio non viene meno: sa che tutto ci\u00f2 fa parte della Rivelazione, che \u00e8 stato predetto da Ges\u00f9 stesso e considera un privilegio il fatto di soffrire qualcosa per amore di Lui. La sua vera forza \u00e8 di essere debole, di riconoscersi debole e bisognoso di ricevere tutto da Dio. Spogliandosi dell&#8217;orgoglio, dell&#8217;avidit\u00e0, della lussuria, il cristiano toglie dalle mani del diavolo gli appigli sui quali potrebbe fare presa: gli offre cos\u00ec una superficie liscia, resa impenetrabile dalla vita soprannaturale che discende nell&#8217;anima dalla frequenza dei Sacramenti. Il cristiano prega molto, frequenta la santa Messa, si comunica spesso, perch\u00e9 vuole rimanere strettamente unito a Dio: sa che con Lui pu\u00f2 sostenere qualsiasi prova, pu\u00f2 respingere qualunque assalto, degli uomini o degli spiriti del male; e sa che, senza di Lui, non pu\u00f2 far nulla. <em>Rimanete nel mio amore, perch\u00e9 senza di me non potete fare niente<\/em>, dice Ges\u00f9 nella similitudine della vite e dei tralci.<\/p>\n<p>Oggi la situazione esistenziale del cristiano \u00e8 alquanto complicata da un fattore nuovo: la vera persecuzione a cui si deve preparare, almeno in Europa, non viene dall&#8217;esterno, ma dall&#8217;interno della Chiesa. Forze malvagie si sono impadronite di molte posizioni chiave della gerarchia ecclesiastica e si adoperano, con satanica alacrit\u00e0, con astuzia, doppiezza e una sbalorditiva capacit\u00e0 di dissimulazione, a sovvertire la dottrine e a trascinare le anime nell&#8217;errore, lontano da Dio, ma in maniera velata, ingannandole, sfruttando la loro ingenuit\u00e0 e buona fede. Oggi un vero cristiano, a cominciare dai sacerdoti e dai religiosi, deve prepararsi a subire il martirio, in senso spirituale, da parte dei suoi stessi superiori: si pensi alla sorte dei Francescani e le Francescane dell&#8217;Immacolata, questi eroi silenziosi, veri soldati di Cristo, che stanno soffrendo i tormenti pi\u00f9 crudeli senza lasciar trasparire il loro dolore, senza gesti o parole di ribellione, con la dignit\u00e0 e la compostezza dei veri seguaci del Salvatore. Tutti quanti dobbiamo prepararci a subire qualcosa di simile, anche i laici: questa \u00e8 l&#8217;ora del diavolo. Nondimeno sia fatta sempre la volont\u00e0 di Dio, cos\u00ec in cielo come in terra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al termine dell&#8217;Ultima Cena, Ges\u00f9 Cristo rivolge al Padre celeste questa preghiera per i suoi Apostoli: (Gv 17, 11-19):\u00a0 Io non sono pi\u00f9 nel mondo; essi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157,246],"class_list":["post-25020","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25020","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25020"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25020\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25020"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25020"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25020"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}