{"id":25018,"date":"2013-12-21T01:45:00","date_gmt":"2013-12-21T01:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/12\/21\/bisogna-essere-genitori-per-capire-limmensa-complessita-della-societa-odierna\/"},"modified":"2013-12-21T01:45:00","modified_gmt":"2013-12-21T01:45:00","slug":"bisogna-essere-genitori-per-capire-limmensa-complessita-della-societa-odierna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/12\/21\/bisogna-essere-genitori-per-capire-limmensa-complessita-della-societa-odierna\/","title":{"rendered":"Bisogna essere genitori per capire l\u2019immensa complessit\u00e0 della societ\u00e0 odierna"},"content":{"rendered":"<p>Bisogna essere genitori per capire e rendersi conto, sino in fondo, di quanto la societ\u00e0 odierna sia diventata immensamente complessa, difficile e quasi indecifrabile, rispetto a due o anche a una sola generazione fa.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 sia detto senza alcuna forma di supponenza o di presunzione verso chi non \u00e8 genitore; del resto, le tipologie psicologiche e spirituali delle persone non sposate sono estremamente varie e, in alcuni casi, diametralmente opposte. Si va da chi ha una cronica insicurezza nei confronti della vita, a chi si sente talmente spavaldo e iperattivo da non poter dedicare un pensiero a una eventualit\u00e0 come quella di essere genitore; da chi sceglie il celibato per una autentica vocazione religiosa, a chi \u00e8 troppo chiuso nel proprio egoismo e nella propria immaturit\u00e0 per arrivare a concepire non solo il fatto della genitorialit\u00e0, ma anche soltanto della vita di coppia.<\/p>\n<p>Non ci permettiamo di esprimere giudizi: non stiamo affermando che la persona che diventa padre o madre \u00e8 anche, per ci\u00f2 stesso, migliore di quella che non lo diventa; nessun giudizio di valore: semplicemente una constatazione. Il mondo attuale \u00e8 divenuto eccezionalmente, pericolosamente complesso, e solo chi fa l&#8217;esperienza di avere un figlio, o pi\u00f9 figli, di allevarli, di educarli, di aiutarli a inserirsi nella vita, pu\u00f2 cogliere questa complessit\u00e0 sino in fondo. Magari la persona che non ha conosciuto la paternit\u00e0 o la maternit\u00e0 riesce a comprendere pi\u00f9 a fondo altre cose: \u00e8 perfettamente possibile; ma l&#8217;esperienza della genitorialit\u00e0 \u00e8 decisiva dal punto di vista che abbiamo indicato. E ci\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 vero oggi di quanto non lo fosse ieri e, probabilmente, di quanto non lo sia mai stato in passato: perch\u00e9 essere genitore era forse pi\u00f9 faticoso, ma meno difficile, se per difficile si intende qualcosa che \u00e8 anche, appunto, terribilmente complesso.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 troppa gente che, senza aver avuto figli e senza aver dovuto confrontarsi con la difficolt\u00e0 di essere genitore oggi, crede di poter dare giudizi su tutta una serie di cose che conosce solamente per sentito dire; che, abituata a non avere altra preoccupazione, nella vita, che per se stessa, o, al massimo, per i propri genitori e per il proprio compagno o la propria compagna (cosa certamente importantissima e apprezzabilissima, ma, comunque, il pi\u00f9 delle volte &#8212; anche se non sempre &#8212; meno impegnativa e meno frustrante), emette a cuor leggero sentenze su come ci si dovrebbe comportare con i figli o, magari, si abbandona a petulanti elucubrazioni di tipo sociale e politico, come se si potesse pensare il bene della societ\u00e0 senza aver fatto l&#8217;esperienza di lavorare quotidianamente e duramente per il bene della propria famiglia, figli compresi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 \u00e8 difficile essere coppia, oggi: essere coppia non effimera, s&#8217;intende: perch\u00e9 tutto l&#8217;andamento della societ\u00e0 va in direzione diversa, in direzione della disgregazione sociale, dell&#8217;individualismo esasperato e, spesso, dell&#8217;edonismo aggressivo, non certo in quella della collaborazione, della complementarit\u00e0 e della collaborazione attiva e generosa; si vorrebbe quantificare ogni piccolo sacrificio e vederne riconosciuto il valore in termini di contrattualistica, si vorrebbe segnare sulla partita doppia del dare e dell&#8217;avere ogni gesto, ogni parola, ogni pensiero, in vista di un ritorno, di un compenso, di una restituzione.<\/p>\n<p>A maggior ragione \u00e8 divenuto estremamente impegnativo, e per molti aspetti frustrante, essere genitori: essere genitori e non, semplicemente, fare i genitori: perch\u00e9 non \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 a tempo determinato, non \u00e8 un mestiere o una libera professione, non \u00e8 &#8212; soprattutto &#8212; un abito che ci si possa sfilare di dosso, che si possa dismettere quando si \u00e8 stufi, o quando i figli hanno compiuto la maggiore et\u00e0. Essere genitori comporta un impegno e una responsabilit\u00e0 che durano per tutta la vita, anche se bisognerebbe abituare i figli a non appoggiarsi troppo sull&#8217;aiuto e sulla disponibilit\u00e0 dei propri genitori &#8211; innanzitutto per il loro bene, per fare s\u00ec che crescano e maturino, e poi anche per il bene e per la pace dei genitori stessi, che avrebbero il &quot;diritto&quot; &#8212; ma usiamo il verbo al condizionale e mettiamo il vocabolo fra virgolette, perch\u00e9 spesso le cose vanno in maniera totalmente diversa &#8212; di godersi un po&#8217; di serenit\u00e0 almeno quando i figli sono diventati grandi o, comunque, autosufficienti.<\/p>\n<p>La prima difficolt\u00e0 che i genitori devono fronteggiare oggi \u00e8 quella di proteggere i loro figli dalle influenze maligne del sistema di vita moderno: la televisione, la pubblicit\u00e0, il quotidiano cattivo esempio degli adulti, i giochi elettronici, la droga, la tentazione della guida spericolata, le amicizie sbagliate, i pericoli sessuali, il sotterraneo lavaggio del cervello da parte della cultura materialista e rozzamente edonista ovunque imperante.<\/p>\n<p>Basterebbe una sola di queste &quot;agenzie negative&quot; per vanificare lo sforzo costante, paziente, quotidiano, di due genitori bene intenzionati: basterebbe la sola televisione &#8211; specie se il bambino o il ragazzo hanno la possibilit\u00e0 di passare molte ore davanti al piccolo schermo, senza controllo, senza limite, senza alcun filtro rappresentato dalla presenza del genitore che li aiuti a decodificare nella maniera giusta i programmi e, naturalmente, a selezionarli e a scremarli &#8212; per riuscire a distruggere quel che \u00e8 stato costruito nel corso di mesi e anni.<\/p>\n<p>E non c&#8217;\u00e8 praticamente difesa: a parte la soluzione estrema di eliminare fisicamente la televisione dallo spazio domestico (ma ha senso agire come i luddisti e lanciare una crociata contro le macchine? e si pu\u00f2 eliminare anche tutto il resto, computer compreso; si pu\u00f2 chiudere fuori della porta di casa tutto il mondo moderno?), bisogna comunque rassegnarsi a giocare in difensiva, a limitare i danni, a offrire spunti e riflessioni per non lasciarsi totalmente abbindolare, soggiogare, incretinire: ma \u00e8 come lottare contro l&#8217;idra di Lerna, le cui innumerevoli teste sorgono dai tronconi del mostro ogni volta che ne venga tagliata una.<\/p>\n<p>L&#8217;azione combinata delle seduzione dei messaggi negativi, della morale a rovescio, del consumismo spersonalizzante che facilita il processo di deresponsabilizzazione dei soggetti umani, esercita quotidianamente una pressione fortissima, crea una disarmonia costante, uno stato patologico cronico che finisce per essere accettato e vissuto come &quot;normale&quot;, pur se viene riconosciuto (il che \u00e8 molto dubbio) e pur se, in linea teorica, ne vengono colti i risvolti minacciosi. Sicch\u00e9 un genitore che voglia aiutare il proprio figlio a mettersi in guardia contro tali pericolo rischia di passare per un visionario, per un allucinato che farnetica di oscuri complotti che i giovani non percepiscono affatto o di realt\u00e0, pratiche e situazioni che, semmai, essi valutano in maniera sostanzialmente positiva.<\/p>\n<p>La seconda difficolt\u00e0 \u00e8 data dalla estrema fragilit\u00e0 dei bambini e dei ragazzi d&#8217;oggi, unita a una loro maggiore tendenza alla critica e alla contestazione: sicch\u00e9, mentre ai genitori di una o due generazioni or sono bastava dire una cosa e pretenderne il rispetto, oggi \u00e8 necessario chiederla e motivarla, con molta probabilit\u00e0 di non essere ascoltati, di non essere nemmeno capiti, oppure, all&#8217;opposto, di dover fronteggiare reazioni estreme, imprevedibili, sproporzionate (come una fuga da casa o un tentativo di suicidio davanti a un semplice rimprovero o a un insuccesso scolastico). I genitori di oggi vivono tra la frustrazione e l&#8217;angoscia: la frustrazione di non essere presi sul serio e l&#8217;angoscia di provocare nei figli delle risposte incontrollabili e distruttive.<\/p>\n<p>Di per s\u00e9, il fatto che oggi sia necessario spiegare le cose, motivarle, farne comprenderne la giustezza, invece di limitarsi a pretenderle (come facevano i nostri genitori e i nostri nonni) non \u00e8 una cosa negativa, perch\u00e9 attesta una accresciuta esigenza, nei giovani, di senso critico: ma guai a confondere tale ESIGENZA con il POSSESSO del senso critico. I giovani sono, cio\u00e8, pi\u00f9 sensibili di quelli di un tempo al bisogno di giustizia, ma questo non significa che ne abbiano un&#8217;idea esatta o, comunque, che ne abbiano un&#8217;idea realistica: la loro accresciuta sensibilit\u00e0, per non dire la loro ipersensibilit\u00e0, non si accompagna, sovente, a una corrispondente capacit\u00e0 di assumere impegni, responsabilit\u00e0 e doveri; semmai \u00e8 vero il contrario.<\/p>\n<p>Di conseguenza i genitori non solo non possiedono pi\u00f9 validi strumenti per farsi ascoltare e per far s\u00ec che i figli acquisiscano una attitudine all&#8217;obbedienza, ma devono conquistarsi quest&#8217;ultima tutti i santi giorni, mettendosi, per cos\u00ec dire, su di un falso piano di parit\u00e0 con loro (falso, perch\u00e9 devono sembrare eguali nei diritti, mentre non lo sono affatto nei doveri); e, come se non bastasse, devono continuamente sorvegliare affinch\u00e9 le loro richieste, i loro messaggi, i loro esempi giungano nella maniera giusta, abbiano un impatto educativo e non puramente negativo. Il che rappresenta una fatica di Sisifo, tanto pi\u00f9 che i genitori, a loro volta, devono gi\u00e0 fronteggiare, nella loro vita quotidiana &#8212; nel loro rapporto di coppia, nel loro rapporto di lavoro, nel loro rapporto di figli (con i nonni dei loro figli), una frustrazione e un&#8217;angoscia di poco inferiori; n\u00e9 dispongono delle riserve di energia, materiali e spirituali, cui potevamo attingere i genitori in passato.<\/p>\n<p>La terza difficolt\u00e0 \u00e8 originata dal vuoto di valori complessivo in cui l&#8217;azione del genitore si esercita oggi; dal deserto affettivo in cui essa rischia di apparire come incongrua e irragionevole; dal venir meno di un autentico orizzonte di speranza, che la fondi e la giustifichi. Per esempio, come dire al proprio figlio: \u00abStudia, compi il tuo dovere, e poi fa&#8217; della tua vita quel che vuoi\u00bb, sapendo che, molto probabilmente, il suo diploma non servir\u00e0 a nulla, la sua buona volont\u00e0 non lo aiuter\u00e0 a farsi strada nella vita, perch\u00e9 lo attende un futuro da disoccupato? Come dirgli: \u00abSii buono e gentile, sii onesto e sobrio, sii mite e incline al perdono\u00bb, in un mondo di cattivi e maleducati, di disonesti e di voluttuosi, di violenti e di vendicativi: non significa, forse, consegnarlo inerme a un destino di sofferenza e di sconfitta? E come insegnargli il valore della bellezza, della poesia, del lavoro ben fatto, in un mondo di bruttezza, di volgarit\u00e0, di cose anonime fatte in serie, ma senza amore, senza attenzione, senza intima partecipazione?<\/p>\n<p>Nella societ\u00e0 di alcune generazione fa &#8212; in pratica, nella societ\u00e0 pre-moderna &#8212; era tutto pi\u00f9 semplice, pi\u00f9 lineare, pi\u00f9 sensato: era possibile indicare ai figli una direzione, una meta, uno scopo, ed anche un risultato; era possibile indicare dei valori condivisi dall&#8217;intera societ\u00e0 (anche se, naturalmente, non tutti li rispettavano: nessuno, per\u00f2, li negava o li sbeffeggiava apertamente); ed era possibile vedere il risultato positivo di determinate azioni e di certi comportamenti, nonch\u00e9 la maniera naturale in cui essi si inserivano nel contesto sociale, armonizzandosi con quelli degli altri: mentre oggi la societ\u00e0 \u00e8 dominata dalle note discordi di cento, mille musiche diverse, ciascuna delle quali, originata dall&#8217;egoismo individuale, tende a sovrastare e a soverchiare le altre.<\/p>\n<p>In altre parole, ai genitori di oggi non resta che il compito ingrato di dare costantemente, silenziosamente, eroicamente, un esempio di vita, che la societ\u00e0 smentisce in continuazione; un esempio di onest\u00e0, di rettitudine, di altruismo, che non trova riscontro, o lo trova assai raramente da parte degli altri, mentre il pi\u00f9 delle volte esso viene ricambiato con la disonest\u00e0, la cialtroneria, lo spreco, l&#8217;ostentazione, tipici della societ\u00e0 consumista e grossolanamente utilitarista, ove ognuno si ritiene sciolto da obblighi e ove ognuno persegue la propria felicit\u00e0 privata, senza bisogno degli altri e, non di rado, a danno degli altri.<\/p>\n<p>A tutto questo si aggiungano la confusione, lo smarrimento, le tentazioni ai quali genitori, a loro volta, sono continuamente esposti; e la perdita, in moltissimi casi, di quelle sorgenti di pace interiore, di saggezza, di spiritualit\u00e0, cui potevano attingere i nostri nonni: la perdita del legame con il soprannaturale, con il sacro, con il divino; la perdita di senso della misura, di senso del limite, di senso del mistero, che costituivano la consolazione, la forza, l&#8217;armatura morale &#8212; per cos\u00ec dire &#8211; dei genitori del tempo passato.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il genitore, prima di tutto, \u00e8, a sua volta, un essere umano; e un essere umano, nel mondo d&#8217;oggi, \u00e8, prima di tutto, una creatura che ha smarrito il senso della propria creaturalit\u00e0, ossia del proprio legame necessario con l&#8217;Essere, dal quale soltanto potrebbe attingere quella forza, quel coraggio, quella saldezza, di cui avrebbe bisogno nelle prove e nelle battaglie quotidiane, piccole e grandi, di cui \u00e8 fatta la vita.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno ha reciso il proprio legame con la trascendenza, credendo di valorizzare se stesso, di promuovere se stesso, di emanciparsi: e si ritrova pi\u00f9 povero, pi\u00f9 solo, pi\u00f9 alienato da s\u00e9: perch\u00e9 l&#8217;uomo, privato della relazione con l&#8217;Essere, non \u00e8 che una scheggia impazzita, un meteorite che vaga nel nulla, in attesa di precipitare e di schiantarsi da qualche parte.<\/p>\n<p>La via d&#8217;uscita, dunque, non pu\u00f2 essere che ripartire dal punto in cui abbiamo sbagliato la strada: rientrare in noi stessi; ritrovare il sentiero dell&#8217;Essere; riscoprire la luce soprannaturale che pu\u00f2 accompagnarci, sostenerci, fortificarci nel viaggio della vita &#8212; e anche nel difficile ruolo di genitori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bisogna essere genitori per capire e rendersi conto, sino in fondo, di quanto la societ\u00e0 odierna sia diventata immensamente complessa, difficile e quasi indecifrabile, rispetto a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-25018","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25018","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25018"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25018\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}