{"id":25016,"date":"2017-02-01T07:06:00","date_gmt":"2017-02-01T07:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/01\/si-puo-essere-contro-la-modernita\/"},"modified":"2017-02-01T07:06:00","modified_gmt":"2017-02-01T07:06:00","slug":"si-puo-essere-contro-la-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/01\/si-puo-essere-contro-la-modernita\/","title":{"rendered":"Si pu\u00f2 essere contro la modernit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p>Capita che qualche rarissimo intellettuale, come Massimo Fini, si dichiari nemico della modernit\u00e0; e che qualcun altro, come Stefano Zecchi, punti il dito contro i crimini della modernit\u00e0: per\u00f2 non capita mai, o quasi mai, di trovare simili posizioni fra la gente comune; per dir meglio: si direbbe proprio che il problema non sia all&#8217;ordine del giorno, o che non esista addirittura. Si vive nella modernit\u00e0, dunque si d\u00e0 per scontato che la modernit\u00e0 vada accettata; al massimo, qualcuno \u00e8 disposto ad ammettere che si possano avanzare riserve, obiezioni, proposte alternative su singoli aspetti di essa, non certo sull&#8217;insieme. Ma \u00e8 proprio vero che, per il fatto di vivere nella modernit\u00e0, si \u00e8 obbligati ad accettarla? Ed \u00e8 proprio vero che rifiutarla equivale a chiudersi in una impossibile torre d&#8217;avorio, a voltare le spalle alla realt\u00e0 e a sfidare a battaglia i mulini a vento, credendoli giganti, come fece il povero don Chisciotte?<\/p>\n<p>Dunque: andiamo per gradi. Prima di tutto, bisogna definire che cos&#8217;\u00e8 la modernit\u00e0. E qui si scopre subito che esiste una grossa confusione fra la modernit\u00e0 intesa in senso meramente temporale, ossia la societ\u00e0 moderna, della quale siamo figli e nella quale siamo immersi, per cui sarebbe assurdo prendere le distanze da essa, e la modernit\u00e0 intesa come quell&#8217;insieme di valori, di convinzioni, di miti, di conquiste tecniche e scientifiche, che, cementati insieme, e sorretti dal denominatore comune della fede incondizionata nel Progresso e dal rifiuto della trascendenza, della tradizione, del passato e della storia, hanno fornito l&#8217;elemento propulsivo, in forme sempre pi\u00f9 definite e aggressive, del rinascimento, del capitalismo, della rivoluzione scientifica, dell&#8217;illuminismo, della rivoluzione industriale, dell&#8217;urbanesimo, del liberalismo, della democrazia, del socialismo, del positivismo, e, da ultimo, della rivoluzione tecnologica, della manipolazione biologica, della ideologia dei diritti assoluti dell&#8217;individuo e delle minoranze. In questo senso, si pu\u00f2 parlare di una civilt\u00e0 moderna, o, se si preferisce, di una contro-civilt\u00e0 moderna, il cui avvento e la cui vittoria definitiva sono relativamente recenti: nel caso di un Paese come l&#8217;Italia, ci\u00f2 \u00e8 accaduto negli anni Cinquanta e Sessanta del XX secolo, dunque meno di settant&#8217;anni fa.<\/p>\n<p>Esisteva ancora, in Europa e nel mondo, una potente forza morale, affiancata da una forte istituzione, che presentava caratteri tradizionali ed era orientata verso la trascendenza; che rifiutava tutti, o quasi tutti, gli aspetti caratterizzanti della modernit\u00e0; che affermava fieramente la priorit\u00e0 dello spirituale sul materiale, dell&#8217;anima sul corpo (e sulla &quot;psiche&quot;, materialisticamente intesa), del dovere sul diritto, del sacrificio sul piacere, del giusto sull&#8217;utile, del vero sul redditizio: ed era la Chiesa cattolica. Il fatto che, da alcuni decenni, dentro di essa sia nata e si sia gradualmente sviluppata, come una metastasi, una neochiesa o contro-chiesa modernista e progressista, \u00e8 stato il segnale della vittoria risolutiva della civilt\u00e0 moderna sulle forze che le si opponevamo. Per cui i veri cattolici, oggi (e sono pochissimi), osservano sconcertati e abbandonati lo strano spettacolo di un papa modernista che si scaglia, in nome dei diritti astrattamente intesi, in un senso molto vicino a quello dei <em>philosophes<\/em> francesi del XVIII secolo, e a quello dei radicali dei nostri giorni, contro un capo di stato tradizionalista, da lui definito non cristiano, il quale preferisce parlare di doveri, di sicurezza, di famiglia, e che, invece di promettere tutto a tutti, pone dei limiti, fissa delle regole, esige il rispetto delle leggi. I veri cattolici, quelli che ancora esistono, dovrebbero riflettere a fondo su questo fatto: che dalla parte di papa Francesco stanno le minoranze aggressive e intolleranti, quelle che vorrebbero imporre il loro volere alla maggioranza: ci sono, in senso ideale, la signora Boldrini e Nichi Vendola, oppure, se si preferisce varcare i confini italiani e abbracciare il mondo, l&#8217;uscente Barack Obama e la mancata presidente Hillary Clinton: tutta gente che ha predicato, e praticato, la dottrina dei diritti a senso unico, e, nel caso degli ultimi due, che non si \u00e8 fatta scrupolo di trascinare il mondo fin sull&#8217;orlo di una terza guerra mondiale, e non per difendere qualche minoranza oppressa, ma per gli oscuri interessi delle grandi <em>lobby<\/em> finanziarie.<\/p>\n<p>E, sia detto fra parentesi, lo stesso rovesciamento nella collocazione &quot;naturale&quot; si osserva nell&#8217;area ideologica della sinistra post-marxista. Quelli che furono i difensori dei &quot;lavoratori&quot;, del &quot;popolo&quot;, sono adesso &#8212; diciamo dopo il 1989 e la fine della Guerra fredda &#8212; strettamente legati agli ambienti dell&#8217;alta finanza e della grande industria internazionali: strano ma vero, si \u00e8 realizzato un discutibile connubio fra postcomunismo e supercapitalismo, e il &quot;popolo&quot;, il &quot;proletariato&quot;, son rimasti orfani dei loro vecchi patroni. Fino a qualche tempo fa, tra un italiano omosessuale e benestante, che va negli Stati Uniti per comperare un figlio da una donna indigente di origine indonesiana, e quest&#8217;ultima, i partiti e gli intellettuali di sinistra si sarebbero schierati dalla parte di lei, e contro di lui; e lo stesso avrebbero fatto le signore del femminismo, non senza levare altissime strida d&#8217;indignazione; adesso, invece, accade il contrario; silenzio\/assenso, se non dichiarate simpatie, per lui (e il suo compagno, e la loro sacrosanta voglia di paternit\u00e0), e silenzio assoluto su di lei. Tutto questo \u00e8 indizio di qualcosa che non va; o \u00e8 solo una nostra impressione?<\/p>\n<p>La modernit\u00e0, oggi, si concentra nel fenomeno della globalizzazione. Chi lo accetta, chi lo approva, chi lo valuta positivamente e si augura che si estenda ancora di pi\u00f9, \u00e8 idealmente favorevole alla modernit\u00e0; chi ne d\u00e0 un giudizio negativo, \u00e8 contrario alla modernit\u00e0. Ma si pu\u00f2 ancora esser contrari alla modernit\u00e0, intesa in senso ideologico, oggi, quando ormai tutte le grandi correnti di pensiero si sono uniformate e appiattite nel consenso, e perfino la Chiesa cattolica \u00e8 entrata a farne parte, auto-arruolandosi fra i suoi sostenitori? L&#8217;immigrazionismo, sostenuto con tanta convinzione da papa Francesco; la sostituzione dei popoli e della loro identit\u00e0 con una umanit\u00e0 indifferenziata; i matrimoni omosessuali, che il vescovo di Anversa vorrebbe vedere estesi al sacramento cristiano; il pluralismo religioso, la democrazia (in realt\u00e0 taroccata e infeudata al potere finanziario), il primato dell&#8217;<em>io voglio<\/em>, del <em>secondo me<\/em>, della coscienza individuale, su qualunque verit\u00e0 oggettiva: tutto questo emerge dalle parole e soprattutto dagli atti di numerosi cardinali, vescovi e sacerdoti. Come si fa, dunque, ad essere antimoderni, se non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 un solo esercito antimoderno? Bisogna salire in groppa a Ronzinante e partire in cerca di un&#8217;impossibile confronto col nemico, armati in maniera obsoleta, con una bacinella da barbiere al posto dell&#8217;elmo, suscitando l&#8217;ilarit\u00e0 generale?<\/p>\n<p>Prima di saltare a questa sconsolata conclusione, e prima di sentenziare che, ormai, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente da fare, e che l&#8217;unica maniera di essere cittadini del terzo millennio \u00e8 quella di accettare e approvare la civilt\u00e0 moderna, ossia una contro-civilt\u00e0 che ha deciso di suicidarsi e di trascinare alla rovina l&#8217;intera umanit\u00e0 (comprese le civilt\u00e0, come quella islamica, che non l&#8217;hanno accettata, o che l&#8217;accettano solo parzialmente), la cosa essenziale \u00e8 domandarsi che cosa si vuole al suo posto. Non basta essere contro; bisogna essere per qualcosa: questa \u00e8 la condizione indispensabile per essere portatori di speranza e non semplicemente dei ruderi, lasciati indietro dal flusso dei tempi e ridotti al malinconico ruolo di eterni e patetici brontoloni, o &#8212; il che, in fondo, \u00e8 la stessa cosa &#8211; di Cassandre inascoltate. La vita non sa che farsene di quegli individui che sanno solo abbaiare alla luna: passa oltre e li lascia indietro, alle loro nostalgie e alla loro impotenza. In altre parole: se ci si accorge di essere saliti su di un treno senza conducente, che corre a tutta velocit\u00e0 verso il disastro, non basta lanciare l&#8217;allarme fra i passeggeri, e neppure mettersi a inveire contro l&#8217;inefficienza criminale dell&#8217;azienda ferroviaria: inveire non serve a nulla, e dare l&#8217;allarme serve solo a non essere creduti, ad essere scambiati per matti, se non quando sar\u00e0 ormai troppo tardi, e tutti potranno vedere, con i loro occhi, la fine imminente della tragica corsa.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che proprio la civilt\u00e0 moderna ha forgiato persone di quel tipo: persone che sanno solo andare avanti, senza farsi domande, senza guardarsi troppo intorno; persone che, se si accorgono che qualcosa non va, non sanno pensare nulla che non rimanga entro l&#8217;orizzonte dello sterile lamento, perch\u00e9 non arrivano a immaginare un reale mutamento delle condizioni date. In altre parole, la civilt\u00e0 moderna fabbrica utili idioti che l&#8217;accettano come un dato immodificabile, e che sono programmati per fare esattamente ci\u00f2 che serve al suo funzionamento: non pi\u00f9 persone, nel senso proprio della parola, ma numeri nella massa, tutti uguali e tutti foderati del pi\u00f9 vuoto conformismo. Come altrimenti definire individui i quali, pur mancando di molte cose necessarie, si danno un gran da fare per riuscire ad avere il superfluo; e che spendono cifre notevoli per acquistare prodotti di marca, laddove potrebbero vivere benissimo con prodotti similari, che costano dieci o venti volte di meno? Individui che, pur attanagliati da un tragico malessere esistenziale, non arrivano neppure a intravedere la vera origine della disperazione, dell&#8217;angoscia, della depressione in cui si dibattono, e cercano anzi un sollievo nell&#8217;inseguimento sempre pi\u00f9 compulsivo, sempre pi\u00f9 irrazionale, sempre pi\u00f9 autolesionistico, di oggetti e relazioni che altro non faranno, se non prolungare e accentuare la loro dipendenza e la loro infelicit\u00e0. Essere antimoderni, allora, non pu\u00f2 voler dire soltanto abbaiare alla luna; pu\u00f2 e deve voler dire avere chiaro dove si vuole andare, come si desidera organizzare la propria vita, quali sono le cose importanti per diventare ci\u00f2 che si \u00e8 chiamati ad essere. In questo senso, essere antimoderni non significa, necessariamente, trovare un esercito, una consorteria, una parrocchia, nei quale arruolarsi, e in cui militare, perch\u00e9 ciascuno pu\u00f2 essere antimoderno, semplicemente scegliendo di essere se stesso: scegliendo di essere persona, e non numero; di essere libero, e non schiavo del conformismo e del consumismo; di essere, invece che apparire. Anzi, \u00e8 tipico dell&#8217;uomo moderno cercare sostegno in gruppi, il pi\u00f9 numerosi possibile, proprio per la sua assoluta incapacit\u00e0 di stare da solo, di pensare da solo, di trovare in se stesso sufficienti ragioni per elaborare una propria filosofia di vita, ispirata a valori autentici e alla positivit\u00e0 dell&#8217;essere, invece che alla smania dell&#8217;avere.<\/p>\n<p>Tutto questo assomiglia molto a un umanismo assoluto, e noi crediamo fermamente che non sia questa la soluzione, che non sia questa la risposta da dare alla modernit\u00e0. Al contrario, la civilt\u00e0 moderna \u00e8 stata eretta in nome dell&#8217;umanismo radicale; e poco importa se, di fatto, si \u00e8 trasformata in una vera e propria espropriazione, o auto-espropriazione, dell&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;uomo. Noi crediamo che la modernit\u00e0 abbia tradito le proprie promesse &#8212; il benessere, il progresso, la felicit\u00e0 &#8212; non per una incoerenza tra mezzi e fini, ma proprio per una impostazione sbagliata dei fini. Il fine della modernit\u00e0 &#8211; proclamato, gridato, ripetuto fino all&#8217;ossessione &#8212; \u00e8 la piena realizzazione e autonomia dell&#8217;uomo. Ora, questi due elementi sono, in realt\u00e0, inconciliabili: o l&#8217;uomo si realizza pienamente, oppure afferma sino in fondo la propria autonomia. Qui sta il grande equivoco, o, se si vuole, il grande inganno, la grande mistificazione. Se l&#8217;uomo si realizza sino in fondo, non pu\u00f2 farlo che tornando a Colui dal quale viene: Dio; se afferma pienamente la sua autonomia, non pu\u00f2 farlo che recidendo i legami con Lui. Ecco, allora, che essere pro o contro la modernit\u00e0 equivale ad essere pro o contro Dio: ma tenendo ben presente che tornare Dio non significa mortificare la natura umana, non significa soffocare le sue potenzialit\u00e0, bens\u00ec, al contrario, realizzare pienamente la sua natura ed esaltare tutte le sue migliori possibilit\u00e0. Ecco un altro concetto-chiave: <em>le migliori possibilit\u00e0 dell&#8217;uomo<\/em>. Perch\u00e9, nell&#8217;uomo, vi sono anche delle possibilit\u00e0 negative, malvagie, distruttrici: vi \u00e8 anche un lato oscuro, pauroso, alimentato dall&#8217;invidia del grande Nemico degli uomini. La civilt\u00e0 moderna nega l&#8217;esistenza di questo lato oscuro, o, se la ammette, la circoscrive ad alcuni casi patologici: non vuol riconoscere che esso esiste in ogni essere umano, e che i caratteri propri della modernit\u00e0 tendono a esaltarlo, a sollecitarlo, invece di reprimerlo o sublimarlo. La civilt\u00e0 moderna non vede che \u00e8 essa stessa una gigantesca costruzione dell&#8217;ego, dell&#8217;avidit\u00e0, della cupidigia, della sete insaziabile di potere, di dominio: sulle cose, sulle persone, sul denaro, sul piacere, sulla tecnica, sulla natura, sul mondo. La civilt\u00e0 moderna nasce da un delirio di onnipotenza, ed \u00e8 per questo che vede Dio come un rivale, che bisogna sopprimere, assassinare, seppellire, perch\u00e9, fino a quando ne esister\u00e0 anche solo il ricordo, l&#8217;uomo non sar\u00e0 mai libero. Quasi tutto il pensiero moderno, la politica moderna, la scienza moderna, il sapere moderno, l&#8217;arte moderna, sono costruiti su questo assioma: affinch\u00e9 l&#8217;uomo sia libero, affinch\u00e9 si realizzi pienamente e sia felice, bisogna che Dio scompaia; e, se non vuol sparire con le buone, bisogna farlo sparire con le cattive. Le grandi persecuzioni anticristiane &#8212; in Messico, in Spagna, in Unione Sovietica -, avvenute all&#8217;interno di Paesi che sono stati forgiati dal cristianesimo, sono un prodotto necessario della modernit\u00e0: si sono annunziate con il genocidio della Vandea, attuato contro una societ\u00e0 rurale e cattolica che le forze della democrazia illuminista avevano deciso di far sparire, cos\u00ec come il bolscevismo avrebbe stabilito la cancellazione dei <em>kulaki<\/em> nell&#8217;Unione Sovietica di Stalin.<\/p>\n<p>Ecco dunque come si pu\u00f2 e come si deve essere antimoderni: ritornando al cristianesimo, ritornando al Vangelo. O la societ\u00e0 europea trova la capacit\u00e0 di ammettere il suo errore storico, e ritorna ad abbeverarsi alle sorgenti dalle quali l&#8217;Europa \u00e8 nata, oppure, per essa, non vi sar\u00e0 pi\u00f9 alcun futuro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capita che qualche rarissimo intellettuale, come Massimo Fini, si dichiari nemico della modernit\u00e0; e che qualcun altro, come Stefano Zecchi, punti il dito contro i crimini<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[107,202],"class_list":["post-25016","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-cattolicesimo","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25016","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25016"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25016\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25016"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25016"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25016"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}