{"id":25008,"date":"2018-07-25T08:04:00","date_gmt":"2018-07-25T08:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/25\/esortazione-di-celestino-vi-agli-uomini\/"},"modified":"2018-07-25T08:04:00","modified_gmt":"2018-07-25T08:04:00","slug":"esortazione-di-celestino-vi-agli-uomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/25\/esortazione-di-celestino-vi-agli-uomini\/","title":{"rendered":"Esortazione di Celestino VI agli uomini"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1946, appena uscite l&#8217;Italia e l&#8217;Europa dalla pi\u00f9 spaventosa delle guerre che mai le avessero colpite, Giovanni Papini (1881-1956) affidava alle stampe il suo punto di vista sulla situazione complessiva dell&#8217;umanit\u00e0, e la sua estrema speranza riguardo al futuro, speranza che non poteva essere se non quella cristiana, alle pagine di un libro poi rapidamente dimenticato, per non dire rimosso dalla memoria collettiva, e divenuto oggi pressoch\u00e9 introvabile: <em>Lettere agli uomini di papa Celestino sesto<\/em>. Naturalmente Celestino VI non \u00e8 mai esistito, l&#8217;ultimo essendo stato quel Celkestino da Morrone, al secolo Pietro da Morrone, che venne costretto a rinunciare alla tiara per gl&#8217;intrighi di Bonifacio VIII e, forse, lo stesso che, nel giudizio di Dante, <em>fece per viltade il gran rifiuto<\/em>. Ma appunto perch\u00e9 non \u00e8 mai esistito, Papini gli fa dire tutto quel che un papa, secondo lui, dovrebbe dire agli uomini, e prima di tutto ai cristiani e ai cattolici, senza nulla tacere per umano riguardo, ma mettendoli sull&#8217;avviso della catastrofe incombente se essi non ritorneranno a Dio con cuore purificato. Cos\u00ec, avviandosi alla vecchiaia pensosa, divenuto ormai quasi cieco, dopo una vita intensamente vissuta, anche dal punto di vista intellettuale, Papini affidava a quel libro il suo testamento spirituale e la sua ultima parola di riconciliazione, ma anche di lotta, agli uomini.<\/p>\n<p>Egli fu un personaggio politicamente scorretto quant&#8217;altri mai, e sul quale, soprattutto, pes\u00f2, dopo la guerra, la &quot;colpa&quot; di non aver fatto il salto della quaglia, come quasi tutti gli altri scrittori e intellettuali, balzando a pie&#8217; pari nel folto schieramento democratico e antifascista, e, peggio ancora, di non essersi affatto scusato delle sue trascorse simpatie fasciste, che egli non rinneg\u00f2, pur essendo approdato ad altri lidi, e specialmente al porto della fede religiosa. Nel 1943, nel pieno della guerra, si era ritirato nel santuario della Verna e si era fatto terziario francescano: era giunto alla conclusione che solo la croce di Cristo ed il suo Vangelo potevano ancora salvare, forse, l&#8217;umanit\u00e0 impazzita ed intenta ad auto-distruggesi con un furore e con un accanimento quali mai si erano visti fino ad allora. Finita la guerra, e finita con la strascico di una guerra civile che si protrasse, per altri due o tre anni, sotto forma di assassinii mirati, da parte di sedicenti partigiani comunisti, ai danni di pubblici amministratori, maestre, ex militari, piccoli commercianti e contadini, sospettati, in un modo o nell&#8217;altro, di aver sostenuto il regime fascista, e dei quali essi si erano fatto giudici e giustizieri, scavalcando ed ignorando la giustizia dello stato, Papini, che aveva visto cadere, nella sua Firenze, sotto il piombo degli assassini autoproclamatisi giustizieri, anche il vecchio filosofo Giovanni Gentile, non si fece alcuna illusione: cap\u00ec al volo che non era arrivata la pace, ma una semplice tregua, in vista di nuovi e ancor pi\u00f9 devastanti conflitti, che avrebbero forse segnato la fine dell&#8217;umanit\u00e0 stessa. E proprio perch\u00e9 vide e comprese la differenza fra la vera pace ed una semplice tregua, volle far sentire, alta e chiara, la propria voce, imprestandola ad un papa immaginario &#8211; tanto pi\u00f9 coraggioso e risoluto del suo predecessore dello stesso nome, il quale era fuggito come una pecora davanti ai lupi &#8211; per dire agli uomini, ma specialmente ai cristiani, alcune amare ma necessarie verit\u00e0, affinch\u00e9 trovassero in se stessi, con l&#8217;aiuto di Dio, la forza per risollevarsi dallo stato di decadenza morale in cui erano scivolati e compissero un estremo sforzo per salvare se stessi e la civilt\u00e0 umana, affinch\u00e9 il mondo non precipitasse definitivamente nella barbarie e non si distruggesse con le sue mani, come le bombe di Hiroshima e Nagasaki avevano mostrato di poter fare, se alcuni governi lo avessero voluto. Ed ecco con quali parole il &quot;suo&quot; Celestino VI si rivolgeva, con il cuore in mano, agli uomini del suo tempo; parole che, oggi, acquistano un sapore strano, imprevisto, quasi profetico, tanto ci paiono vicine a cogliere nel segno, bench\u00e9, all&#8217;epoca, cio\u00e8 durante il pontificato di Pio XII, molte delle cose che Papini diceva potessero apparire semplici stravaganze di un vecchio esacerbato e ormai lontano dalla realt\u00e0 (da: G. Papini, <em>Lettere agli uomini del papa Celestino VI<\/em>, Firenze, Vallecchi, 1946, pp. 11-31, <em>passim<\/em>):<\/p>\n<p><em>Al popolo che si chiama cristiano: Miei fratelli, miei figli, non posso pi\u00f9 tacere. Ho atteso anche troppo. L&#8217;infinito dolore del mondo si raggruma e fermenta nella mia anima di padre, vuole che la mia voce sia la sua voce. Se non parla colui che rappresenta Cristo sulla terra, chi dunque parler\u00e0? Molti mormorano, sussurrano, gridano, contendono, sillogizzano e delirano, ma da nessuna parte odo levarsi una parola che sfavilli della pura luce dello spirito, che sgorghi dal sangue caldo del cuore. Ho atteso anche troppo. Arrossisco di aver indugiato fino a questo giorno. (&#8230;) Come uomo non sono, lo so, che un debole uomo fra gli uomini; unito a Dio sar\u00f2 un gigante capace di far sentire lo squillo della sua passione fino agli ultimi confini del pianeta. (&#8230;) S&#8217;\u00e8 dissipato il fumo delle battaglie ma per meglio scoprire il lugubre spettacolo delle rovine; s\u00e9 affievolita la furia del fuoco ma si levano ancora nel cielo i tronconi neri che furono morsi dagli incendi; tace, ormai, il clangore e la romba dell&#8217;immane sterminio ma si odon pi\u00f9 forti le voci della desolazione, della rivolta, della pazzia. (&#8230;) I flagelli nell&#8217;ordine della materia, bench\u00e9 innumeri e tremendi, sono pressoch\u00e9 nulla in confronto a quelli che scardinano l&#8217;ordine dello spirito. La fede nella Redenzione vacilla anche nei pi\u00f9 intrepidi; le moltitudini, dimenticando gli errori e i peccati di tutti, insorgono contro Dio che permette tante sciagure o percuote con tanti gastighi; la carit\u00e0 vien meno in molti, sia che li spaventi la somma immensa dei mali, sia che restino interdetti dalla diaccezza caparbia dei cuori, sia che li raggeli la cresciuta ferocia degli animi. (&#8230;) Parlan soltanto le passioni e le brame della carne, gli interessi della classe e della casta, l&#8217;amor di parte e di razza. Il linguaggio pensato e pesato \u00e8 diventato eruttazione di manie, espettorazione di risentimenti. Gli uomini si uniscono soltanto nell&#8217;imprese dell&#8217;odio e nelle gesta della morte. (&#8230;) Anche nei paesi nostri che si dicon cristiani non regna pi\u00f9, e da gran tempo, la dottrina dell&#8217;Evangelo, ma una dottrina luciferiana che nessuno ha osato esporre apertamente in dettami e comandamenti bench\u00e9 da tutti sia praticata con arrogante docilit\u00e0.. (&#8230;) L&#8217;uomo ama troppo s\u00e9 e non ama abbastanza i suoi simili. Il Cristianesimo ha tentato di capovolgere l&#8217;umana natura, ha consigliato il disprezzo di s\u00e9 e l&#8217;amore verso i nemici. Chiedeva troppo, forse, ma la divina sapienza sapeva che bisogna mirare alla vetta della pi\u00f9 alta montagna per raggiungere almeno l&#8217;altipiano della collina. Sarebbe bastato diminuire, anche di poco, l&#8217;odio verso i nemici: la vita avrebbe preso un altro aspetto, un altro senso, un altro colore. (&#8230;) [Il mondo] non potr\u00e0 salvarsi che andando a Cristo. I non cristiani debbono diventar cristiani; ma per far ci\u00f2 \u00e8 necessario che i cristiani divengano ci\u00f2 che ora non sono, cio\u00e8 veri cristiani. E allora soltanto avremo l&#8217;unit\u00e0 spirituale degli uomini, la concordia dei cuori, la pace del mondo. (&#8230;) Di questo abbandono dell&#8217;Evangelo chi ha colpa? Di tutti \u00e8 la colpa ma in particolar modo di coloro che si dicono e si credono cristiani. (&#8230;) Vi dico, in verit\u00e0, che Dio chiede a noi, a noi cristiani, molto di pi\u00f9, infinitamente di pi\u00f9. Vi ripeto che questo nostro Cristianesimo di forma, di abitudine e di convenienza non \u00e8 il ero Cristianesimo ma un&#8217;ombra, una maschera, un feto e un aborto del Cristianesimo, un Cristianesimo di pusilli, d&#8217;infingardi, di tiepidi, d&#8217;ipocriti, di farisei battezzati. Dio vuol da noi assai di pi\u00f9. Vuol cristiano tutto il nostro cuore, cristiano ogni pensiero, cristiana tutta la vita. Il Cristianesimo non sar\u00e0 valido e trionfante finch\u00e9 non avr\u00e0 conquistato tutti i popoli, tutti gli uomini; finch\u00e9 non avr\u00e0 fondato l&#8217;unit\u00e0 di tutti gli spiriti e di tutti i viventi. Noi abbiamo dimenticato che Cristo ci mand\u00f2 alla conquista di tutte le genti, che il regno dei cieli non potr\u00e0 trasformare la terra finch\u00e9 tutte le anime non riconosceranno la Sua verit\u00e0, non praticheranno la Sua carit\u00e0. Tutto il Cristianesimo dev&#8217;esser creduto, sentito, sofferto, vissuto da tutti gli uomini: Dio non tollera n\u00e9 spartizioni in tare. (&#8230;) La grandezza dell&#8217;uomo non consiste nei pasti e nei sonni, tant&#8217;\u00e8 vero che i santi riducono quant&#8217;\u00e8 possibile gli uni e gli altri. Il sommo reggitore della Chiesa non dev&#8217;essere, se vuol imitare colui che rappresenta quaggi\u00f9, che un insonne pastore e conquistatore di anime. La pi\u00f9 valida politica della Chiesa consiste nel far migliori gli uomini, cio\u00e8 quelli stessi che si dedicano o soggiacciono alla politica. (&#8230;) Tutte le volte che la nave di Pietro s&#8217;\u00e8 impelagata e impegolata pi\u00f9 del bisogno nelle basse lagune della cosa pubblica poco ha giovato ai popoli e non poco ha nociuto alla coesione e alla fervenza dei fedeli. Tanto pi\u00f9 grande sar\u00e0 la sua influenza sulla politica quanto pi\u00f9 sapr\u00e0 mantenersi al di fuori e al di sopra della politica. (&#8230;) Non mi resta che il fuoco vivo della mia fede e il fuoco divorante del mio dolore. Cristo mi aiuter\u00e0 (&#8230;).<\/em><\/p>\n<p>Parole di una attualit\u00e0, di una lungimiranza, di una preveggenza che hanno del miracoloso. E, nello stesso tempo, parole che condannano alla solitudine, alla malevolenza, all&#8217;incomprensione colui che osa pronunciarle. Certo, la ragione principale dell&#8217;emarginazione in cui fu tenuto Papini dopo la guerra, questo grande italiano (altro che la signora Bonino <em>grande italiana,<\/em> come l&#8217;ha definita il signor Bergoglio&#8230;) e grande scrittore, che avrebbe meritato onori e gratitudine da parte dei suoi connazionali, \u00e8 stata quella che abbiamo indicato, cio\u00e8 i suoi trascorsi fascisti e il suo rifiuto di fare ammenda; e, inoltre, tutto l&#8217;insieme della sua impostazione spirituale e intellettuale, generosa, ma terribilmente &quot;superata&quot;, nel senso che faceva perno sulla tradizione e ci\u00f2 non poteva che dispiacere a una cultura ormai tutta inebriata dal profumo del progressismo; ma se queste ragioni non fossero state sufficienti, ve n&#8217;era un&#8217;altra che sarebbe bastata e avanzata la sua concezione &quot;tradizionale&quot; del cattolicesimo. Una frase come questa: <em>Noi abbiamo dimenticato che Cristo ci mand\u00f2 alla conquista di tutte le genti, che il regno dei cieli non potr\u00e0 trasformare la terra finch\u00e9 tutte le anime non riconosceranno la Sua verit\u00e0, non praticheranno la Sua carit\u00e0<\/em>, che gi\u00e0 allora incresceva ai cattolici progressisti, e che presto sarebbe divenuta insopportabile ai Dossetti, ai Lazzati, ai La Pira, ai Fanfani (che pure aveva firmato, quest&#8217;ultimo, il Manifesto della razza&#8230;), oggi gli varrebbe la scomunica da parte della neochiesa di Bergoglio, Paglia e Galantino. Ve lo immaginate lo sguardo di un Alberto Melloni, di un Andrea Riccardi, di un Enzo Bianchi (per citare solamente dei laici; sissignori, perch\u00e9 anche il terzo di loro \u00e8 un laico e non un consacrato, come pure moltissimi credono), e in genere di tutti i fautori del cosiddetto ecumenismo, del dialogo inter-religioso e delle marce per la pace di Assisi, di fronte a uno che dicesse, oggi, come diceva a fronte alta Giovanni Papini: <em>[Il mondo] non potr\u00e0 salvarsi che andando a Cristo. I non cristiani debbono diventar cristiani; ma per far ci\u00f2 \u00e8 necessario che i cristiani divengano ci\u00f2 che ora non sono, cio\u00e8 veri cristiani<\/em>? Ve li immaginate i loro sguardi, i loro volti, il loro sbuffare, smaniare e digrignar di denti, di fronte a una insolenza cos\u00ec grossa, a una bestemmia cos\u00ec plateale, a una eresia cos\u00ec manifesta e spudorata, come quella di dire, come fa dire Papini al suo Celestino VI: <em>il Cristianesimo non sar\u00e0 valido e trionfante finch\u00e9 non avr\u00e0 conquistato tutti i popoli, tutti gli uomini; finch\u00e9 non avr\u00e0 fondato l&#8217;unit\u00e0 di tutti gli spiriti e di tutti i viventi.<\/em> Eppure, sono le parole di Ges\u00f9 Cristo; e sono le parole di San Paolo: <em>affinch\u00e9 Cristo sia tutto in tutti<\/em>. Sono anche le parole di san Pio X<em>: instaurare omnia in Christo<\/em>. Per Papini, la risposta alla crisi morale che attanaglia la civilt\u00e0 moderna \u00e8 tutta qui; per il neoclero ed i neocattolici, questa non \u00e8 la risposta, ma \u00e8 il problema: l&#8217;arretramento, la chiusura, il rifiuto di confrontarsi con l&#8217;altro. Chi dunque ha ragione?<\/p>\n<p>Non siamo in presenza di due interpretazioni del Vangelo, ma di due alternative radicali rispetto al Vangelo: o la sua accettazione, o il suo rifiuto. Rifiutare il Vangelo \u00e8 anche relativizzarlo; \u00e8 anche porre la sua verit\u00e0 sul medesimo piano di tante altre &quot;verit\u00e0&quot;, quella del luteranesimo, quella del giudaismo, dell&#8217;islamismo, dell&#8217;ateismo. Rifiutare il Vangelo \u00e8 anche rifiutarsi di mettere in pratica il preciso mandato di Ges\u00f9 Cristo: <em>Andate in tutto il mondo, battezzate e predicate il Vangelo: e chi si convertir\u00e0 e lo accoglier\u00e0, sar\u00e0 salvo, ma chi non lo accoglier\u00e0, sar\u00e0 condannato<\/em>. Ecco: porre il silenziatore su queste parole, strappare via questa pagina del Vangelo stesso, fare finta che Ges\u00f9 non abbia mai detto quelle parole, che non abbia mai investito i suoi Apostoli di quella missione, anche questo \u00e8 tradire il Vangelo, rinnegarlo, vergognarsi di esso. Significa comportarsi come fece san Pietro quella notte, nel cortile del sommo sacerdote: allorch\u00e9, pressato dalle domande sempre pi\u00f9 incalzanti della donna che l&#8217;aveva riconosciuto come un seguace di Ges\u00f9, rispose, e lo disse per tre volte, accalorandosi e imprecando: <em>Non conosco quell&#8217;uomo!<\/em> E un&#8217;altra cosa, di estrema attualit\u00e0, ha detto Giovanni Papini, in quel libro: <em>Il sommo reggitore della Chiesa non dev&#8217;essere, se vuol imitare colui che rappresenta quaggi\u00f9, che un insonne pastore e conquistatore di anime. La pi\u00f9 valida politica della Chiesa consiste nel far migliori gli uomini, cio\u00e8 quelli stessi che si dedicano o soggiacciono alla politica. (&#8230;) Tanto pi\u00f9 grande sar\u00e0 la sua influenza sulla politica quanto pi\u00f9 sapr\u00e0 mantenersi al di fuori e al di sopra della politica.<\/em> Mentre, oggi, dal signor Bergoglio, da Paglia e da Galantino non si sente parlare che di politica, di pasti caldi, alloggi, accoglienza, necessit\u00e0 materiali: eppure <em>la grandezza dell&#8217;uomo non consiste nei pasti e nei sonni&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1946, appena uscite l&#8217;Italia e l&#8217;Europa dalla pi\u00f9 spaventosa delle guerre che mai le avessero colpite, Giovanni Papini (1881-1956) affidava alle stampe il suo punto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[216],"class_list":["post-25008","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25008","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25008"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25008\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}