{"id":24996,"date":"2021-09-25T04:07:00","date_gmt":"2021-09-25T04:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/09\/25\/esiste-uno-stile-cattolico-in-poesia-e-in-letteratura\/"},"modified":"2021-09-25T04:07:00","modified_gmt":"2021-09-25T04:07:00","slug":"esiste-uno-stile-cattolico-in-poesia-e-in-letteratura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/09\/25\/esiste-uno-stile-cattolico-in-poesia-e-in-letteratura\/","title":{"rendered":"Esiste uno stile cattolico in poesia e in letteratura?"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei maggiori poeti australiani del Novecento, James McAuley (12 ottobre 1917-15 ottobre 1976), \u00e8 un convertito al cattolicesimo nel 1952, dopo la formazione giovanile nella Chiesa anglicana e un lungo periodo di distacco dalla fede religiosa. Da studente era stato influenzato dalle idee anarchiche e comuniste e dal libero pensiero del filosofo scozzese John Anderson (1893-1962), che fu suo professore alla Universit\u00e0 di Sydney ed \u00e8 stato il fondatore di una forma di empirismo nota come realismo australiano. Se oggi Sydney \u00e8 una citt\u00e0 imbevuta di cultura libertina, specie in fatto di morale sessuale, lo si deve in gran parte ad Anderson: le sue posizioni anticonformiste lo portarono a continui conflitti col Senato accademico, ma influenzarono centinaia di studenti che lo vedevano come un maestro e un profeta di progressismo scatenato. Pi\u00f9 tardi, per reazione, McAuley si allontan\u00f2 completamente da quelle idee e divenne un conservatore in politica, nettamente anticomunista, e anche negli altri ambiti, a cominciare dalla letteratura e dall&#8217;arte, cos\u00ec come l&#8217;insegnamento di Anderson era andato assai oltre l&#8217;ambito filosofico e aveva investito quasi ogni aspetto della vita culturale e sociale. Gli anni decisivi della maturazione di McAuley furono quelli della Seconda guerra mondiale, durante la quale, promosso tenente della milizia, prest\u00f2 servizio territoriale a Melbourne a Canberra. Pi\u00f9 tardi venne trasferito nella Nuova Guinea e l\u00ec, in quell&#8217;ambiente selvaggio e a suo modo stranamente affascinante, che egli consider\u00f2 poi sempre come la sua seconda patria, venne a contatto con le missioni cattoliche, ne apprezz\u00f2 il clima spirituale e si avvicin\u00f2 gradualmente alla fede della Chiesa romana, che poi era quella professata un tempo da suo padre, prima che questi l&#8217;abbandonasse.<\/p>\n<p>Durante la guerra, nel 1943, insieme all&#8217;amico poeta Harold Stewart, suo collega nell&#8217;esercito australiano con il grado di caporale, mise in atto una delle pi\u00f9 famose beffe nella storia della letteratura anglosassone. I due infatti nel 1943-44 decisero di &quot;creare&quot; un poeta nuovo di zecca, in realt\u00e0 mai esistito, di nome Ern (Ernest) Malley e d&#8217;inviare sedici poesie di costui alla nota rivista letteraria <em>Angry Penguins<\/em> (<em>Pinguini arrabbiati<\/em>), d&#8217;indirizzo modernista e progressista (attenzione: modernista nel senso letterario del termine, usato nei Paesi di lingua inglese), al preciso scopo di ridicolizzare il suo giovane e direttore, Max Harris (1921-1995), grande amante del surrealismo e di tutte le tendenze letterarie ultramoderne, nonch\u00e9 editore e sostenitore di nuovi autori come Dylan Thomas, James Dickey e Gabriel Garcia Marquez. Non paghi di aver inventato un poeta inesistente, McAuley e Stewart gli crearono una tragica e commovente biografia, nel pi\u00f9 vieto stile dei poeti maledetti: si sarebbe trattato di un giovane talentuoso ma del tutto ignoto anche ai suoi stessi intimi, un orfano che aveva vissuto di lavori precari e mal pagati, minato dalla grave malattia che lo aveva condotto a morte precoce, una forma d&#8217;ipertiroidismo, fra sofferenze atroci. I suoi versi sarebbero rimasti del tutto sconosciuti se la sorella, che non ne sapeva nulla, non li avesse trovati per caso dopo la sua morte e avesse deciso d&#8217;inviarli a Max Harris, un po&#8217; scettica e un po&#8217; patetica, per averne un giudizio; il quale li trov\u00f2 cos\u00ec buoni da pubblicarli senz&#8217;altro, accompagnandoli con le pi\u00f9 grandi lodi per il poeta prematuramente scomparso e per la genialit\u00e0 da autodidatta di cui erano la sofferta testimonianza.<\/p>\n<p>A questo punto, per comprendere sino in fondo la portata della beffa, bisogna sapere <em>come<\/em> McAuley e il suo amico Stewart avevano composto quelle sedici poesie. In breve, per ridicolizzare al massimo i modernisti, avevano attinto a caso da libri e giornali, copiato versi di qua e di l\u00e0 e utilizzato perfino un vocabolario shakespeariano e un manuale d&#8217;istruzioni per la lotta contro le zanzare: insomma, avevano cucito uno zibaldone senza senso, preoccupandosi solo di dare a quei versi una particolare intonazione &quot;sperimentale&quot; e volutamente oscura, secondo la lezione della poesia moderna e &quot;ribelle&quot;, da Rimbaud in avanti. E adesso non solo Max Harris, ma anche i suoi importanti sponsor e protettori, e tutta una serie di altezzosi critici letterari, si abbandonavano a lodi sperticate nei confronti d&#8217;un tale portento poetico, celebrando la sua oscura intensit\u00e0 e la sua lucida esplorazione dei mondi inaccessibili del subconscio!<\/p>\n<p>Max Harris spinse il suo incauto entusiasmo fino a scrivere (vedi Marco Fulvio Barozzi in: <a href=\"https:\/\/medium.com\/@Popinga\/ern-malley-grandezza-di-un-poeta-inesistente-4037bcae9bc6\">https:\/\/medium.com\/@Popinga\/ern-malley-grandezza-di-un-poeta-inesistente-4037bcae9bc6<\/a>):<\/p>\n<p><em>Sono fermamente convinto che questo sconosciuto meccanico e venditore di assicurazioni sia uno dei poeti pi\u00f9 notevoli che questa terra abbia generato. Tuttavia questo giudizio non \u00e8 basato su una qualsivoglia reazione romantica alle circostanze con le quali la sua poesia \u00e8 venuta in nostro possesso, n\u00e9 sulla grande consapevolezza artistica con la quale egli ha affrontato la sua morte imminente. \u00c8 la perfezione e completezza della sua poesia.<\/em><\/p>\n<p>Nel giugno del 1944 la burla fu rivelata alla stampa e se non tenne avvinta ai giornali tutta l&#8217;opinione pubblica australiana, fu solo perch\u00e9 in quegli stessi giorni avveniva l&#8217;evento risolutivo della Seconda guerra mondiale, lo sbarco alleato sulle coste della Normandia; l&#8217;effetto fu comunque devastante e fece vacillare non solo i Pinguini Arrabbiati, ma tutto l&#8217;ambiente culturale e letterario progressista e modernista, non solo in Australia ma anche nella vecchia Europa e negli Stati Uniti. McAuley e Stewart rivelarono non solo che Ernest Malley non esisteva, ma la maniera volutamente artificiale e dissacrante con cui avevano composto i suoi presunti versi, che Max Harris ora paragonava a quelli di W. H. Auden e di Dylan Thomas. Il sottinteso era impietoso: se i giudizi elogiativi dei modernisti erano fondati, allora chiunque poteva scrivere poesia moderniste capaci di conquistare la critica, pur senza possedere alcun talento artistico e senza aver effettuato alcun tirocinio poetico, ma cos\u00ec, semplicemente improvvisando davanti a un foglio bianco e scopiazzando parole e frasi da qualche rivista aperta a casaccio. Come dire che il modernismo era semplicemente pattume, e che se pareva qualcosa di pi\u00f9, lo si doveva solamente al fatto che i signori progressisti erano padroni quasi incontrasti della critica letteraria (ogni riferimento al <em>nostro<\/em> Paese \u00e8 assolutamente voluto e intenzionale) e in tale veste potevano fare a loro capriccio il bello e il cattivo tempo, promuovendo i loro amici e condannando senza appello quelli che non si uniformavano alle loro idee. Lo scrittore Peter Coleman (1928-2019), membro del partito liberale, defin\u00ec la beffa di McAuley e Stewart con queste parole: <em>Nessun altro nelle lettere australiane ha esposto o ridicolizzato in modo cos\u00ec efficace i versi modernisti, la politica di sinistra e il liberalismo senza cervello.<\/em><\/p>\n<p>In questa vicenda gi\u00e0 di per s\u00e9 surreale e quasi grottesca si inserisce l&#8217;episodio non meno surreale del processo per oltraggio alla morale che un troppo zelante poliziotto volle intentare alle poesie del &quot;defunto&quot; Malley, cio\u00e8 a McAuley e Stewart, che si concluse per\u00f2 in un nulla di fatto. I progressisti, da parte loro, tramortiti dal primo colpo, cercarono di riprendersi e di reagire: testardi e ridicoli fino all&#8217;ultimo, bofonchiarono e blaterarono che quelle poesie, anche se erano nate come erano nate, attestavano, al di l\u00e0 delle intenzioni di chi le aveva scritte, un vero talento poetico modernista, e quindi, secondo loro, confermavano anzich\u00e9 smentire la bont\u00e0 degli assunti poetici modernisti. E mentre Harris, annaspando come un pugile alle corde, vaneggiava <em>che il mito talvolta \u00e8 pi\u00f9 grande del suo creatore<\/em> (ignorando che i miti non vengono creati a tavolino, ma si formano nel corso di moltissimo tempo e traducono in parole un contenuto che non \u00e8 solamente umano), dall&#8217;Inghilterra scendeva in campo niente meno che il critico, poeta e filosofo sir Herbert Read (1893-1968) per assicurare che i burloni sia sarebbero fatto male con le loro stesse mani, perch\u00e9 la vicenda attestava, secondo lui, che si pu\u00f2 arrivare all&#8217;arte vera anche con dei mezzi falsi, Un concetto davvero originale e interessante, che purtroppo non \u00e8 stato sufficientemente chiarito dall&#8217;intelligentissimo intellettuale britannico, grande patrono di tutto ci\u00f2 che sa di avanguardia, sia nell&#8217;arte che nel campo educativo.<\/p>\n<p>Frattanto, nonostante avesse esordito con questa beffa clamorosa, McAuley era un poeta autentico, oltre che uno spirito profondo, e negli anni successivi si fece conoscere per i suoi meriti letterari, pur rimanendo sempre un isolato, che, dopo la sua svolta in senso conservatore, la critica letteraria progressista guardava con un misto d&#8217;invidia e disappunto. La conversione al cattolicesimo fu il punto culminante del suo instancabile percorso di ricerca della verit\u00e0, che lo aveva portato a scandagliare tutti gli ambiti del sapere, dalla filosofia alla teologia e dalla letteratura alla politica, fino alla musica (suonava l&#8217;organo in chiesa e compose degli inni cattolici insieme al musicista Richard Connolly), con questo costante punto di riferimento: l&#8217;amore per gli uomini e la coscienza che esiste in essi una dimensione spirituale, accanto e al di sopra di quella materiale. Dopo aver fondato, nel 1956, insieme al rifugiato ebreo polacco Richard Krygier (1917-1986), la rivista <em>Quadrant<\/em>, orientata decisamente a destra, dal 1961 si trasfer\u00ec in un&#8217;altra isola, molto pi\u00f9 australe della Nuova Guinea, la Tasmania, assumendo la cattedra di letteratura inglese presso l&#8217;universit\u00e0 di Hobart. E l\u00ec, in quel luogo appartato e solitario quasi in capo al mondo, dove si possono ammirare delle bellissime aurore polari, McAuley chiuse la sua esistenza terrena a soli cinquantanove anni, nel 1976, in seguito al manifestarsi di un tumore.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo presenta il critico Bernard Hickey nell&#8217;opera antologica <em>Da Slessor a Dransfield: poesia australiana moderna. Mito,societ\u00e0, individuo<\/em>; Milano, Edizioni Accademia, 1977, p.141):<\/p>\n<p><em>Poeta, critico, studioso di antropologia, di amministrazione coloniale, teologia, politica, filosofia e fondatore della rivista &quot;Quadrant&quot;, James McAuley nacque a Lakemba (Nuovo Galles del Sud) nel 1917. Studi\u00f2 a Sydney, prima alla Fort Street High School e poi all&#8217;Universit\u00e0, specializzandosi in inglese, filosofia e latino. Qui conobbe Harold Stewart e col suo aiuto invent\u00f2 l&#8217;opera dl poeta Ern Malley, le cui poesie &quot;postume&quot; furono pubblicate dalla rivista &quot;Angry Penguins&quot; nel 1944. La burla dimostr\u00f2 il credo di McAuley nell&#8217;importanza del controllo formale in poesia e nella &quot;sovranit\u00e0 dell&#8217;intelletto&quot;. La sua conversione al Cattolicesimo e il suo classicismo hanno giocato un ruolo molto importante nella creazione dei suoi versi: una poesia filosofica e religiosa, meditativa e intellettuale in cui egli si propone di esprimere quella che \u00e8 la concezione dell&#8217;uomo visto come elemento del mondo naturale e metafisico<\/em><\/p>\n<p><em>Sia come uomo che come poeta, J. McAuley \u00e8 una figura isolata, e nell&#8217;isolamento ricerca una risposta alle fondamentali domande dell&#8217;uomo. Questo suo senso di solitudine e di sofferenza tutta personale affonda le radici nella sua fanciullezza, di cui egli ci d\u00e0 per la prima volta notizia nella raccolta &quot;Surprises of the Sun&quot; pubblicata nel 1969. Il volume rivela l&#8217;accettazione di una fanciullezza infelice che avrebbe potuto essere, personalmente e artisticamente, disastrosa<\/em><\/p>\n<p><em>Se egli non avesse avuto una chiara e virile coscienza delle circostanze di quel periodo. Lo spirito che informa la sua vita \u00e8 una combinazione di motivazioni religiose che pervadono le sue idee, di lavoro duro e disciplinato e di amore infinito per l&#8217;umanit\u00e0. (Motto nell&#8217;ottobre del 1976, mentre la presente antologia era in corso di stampa).<\/em><\/p>\n<p>Ci resta a questo punto una domanda, stimolata dallo studio della vicenda intellettuale ed umana di James McAuley. Cos\u00ec come lui ha dimostrato, in un certo senso, che la letteratura modernista dei vari James Joyce, Virginia Woolf ed Ernest Hemingway (e pur col dovuto rispetto per T. S. Eliot, Ezra Pound e qualche altro, che sono indiscutibilmente dei grandi) poggia su un grosso equivoco, cio\u00e8 che per fare un poeta o un romanziere basti essere oscuri e cerebrali, \u00e8 possibile ricavare, in positivo, una conclusione diversa, e cio\u00e8 che un poeta o uno scrittore cattolico, un Paul Claudel o un Julien Green, <em>devono<\/em> avere qualcosa che li distingue dai loro colleghi materialisti, atei e libertini, proprio a livello di stile, oltre che per le tematiche affrontate? Secondo noi, s\u00ec; anche se parlare di <em>stile<\/em> \u00e8 forse eccessivo, perch\u00e9 suggerisce un concetto troppo preciso, riteniamo per\u00f2 che in un&#8217;opera ispirata alla visione cattolica del mondo &#8212; dunque non solo una poesia o un romanzo, ma anche un brano musicale, una pittura, un mosaico, una scultura, un edificio sacro &#8212; se realmente sincera, deve riflettere la luce del Vangelo di Cristo, ma in maniera del tutto naturale, come \u00e8 naturale che in una stanza chiusa, quando vengono aperte le imposte, entrino i raggi del sole, l&#8217;aria pura e il canto degli uccelli. Prendiamo <em>La Vierge \u00e0 Midi<\/em> di Paul Claudel, per fare un esempio: \u00e8 naturale che da essa si spanda il profumo dell&#8217;infinito, della bellezza e della pace; cos\u00ec come \u00e8 naturale che lo stile sia chiaro e spontaneo, del tutto diverso da quello oscuro, triste e contorto di poeti come Rimbaud o romanzieri come Hemingway, i quali hanno l&#8217;inferno nel cuore, e lo trasmettono anche al lettore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei maggiori poeti australiani del Novecento, James McAuley (12 ottobre 1917-15 ottobre 1976), \u00e8 un convertito al cattolicesimo nel 1952, dopo la formazione giovanile nella<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[224],"class_list":["post-24996","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-poesia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24996","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24996"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24996\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24996"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24996"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24996"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}