{"id":24992,"date":"2018-02-09T09:47:00","date_gmt":"2018-02-09T09:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/09\/esiste-la-liberta-di-peccare\/"},"modified":"2018-02-09T09:47:00","modified_gmt":"2018-02-09T09:47:00","slug":"esiste-la-liberta-di-peccare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/09\/esiste-la-liberta-di-peccare\/","title":{"rendered":"Esiste la libert\u00e0 di peccare?"},"content":{"rendered":"<p>Alla domanda <em>Che cos&#8217;\u00e8 il peccato?<\/em>, il buon vecchio <em>Catechismo di Pio X<\/em> distingueva fra Peccato originale e peccato attuale, e quest&#8217;ultimo era suddiviso in peccato mortale e peccato veniale. Il peccato mortale, quello che qui c&#8217;interessa, era cos\u00ec definito: <em>Il peccato mortale \u00e8 una disubbidienza alla legge di Dio in COSA GRAVE, fatta con PIENA AVVERTENZA e DELIBERATO CONSENSO<\/em>.<\/p>\n<p>Alla domanda: <em>Siamo obbligati a osservare i comandamenti di Dio?,<\/em> rispondeva: <em>Siamo obbligati a osservare i comandamenti di Dio, perch\u00e9 sono imposti da Lui, nostro Padrone supremo, e dettati dalla natura e dalla sana ragione<\/em>. E alla domanda: <em>Chi trasgredisce i comandamenti di Dio pecca gravemente?,<\/em> rispondeva: <em>Chi deliberatamente trasgredisce anche un solo comandamento di Dio in materia grave pecca gravemente contro Dio e perci\u00f2 merita l&#8217;inferno<\/em>.<\/p>\n<p>Chiaro, chiarissimo, vero?; anche troppo, penser\u00e0 qualcuno; e troppo duro, troppo minaccioso. Un classico esempio di &quot;pedagogia della paura&quot;, dir\u00e0, sulla scia di padre Ermes Ronchi. Benissimo. Andiamo allora a vedere che cosa dice, a proposito del peccato, il <em>Catechismo della Chiesa cattolica<\/em>, approvato da Giovanni Paolo II e pubblicato nel 1992: (\u00a7\u00a7 1849-1850):<\/p>\n<p><em>1849. Il peccato \u00e8 una mancanza contro la ragione, la verit\u00e0, la retta coscienza; \u00e8 una trasgressione in ordine all&#8217;amore vero, verso Dio e verso il prossimo, a causa di un perverso attaccamento a certi beni. Esso ferisce la natura dell&#8217;uomo e attenta alla solidariet\u00e0 umana, \u00e8 stato definito &quot;una parola, un atto o un desiderio contrari alla Legge eterna&quot; (S. Agostino).<\/em><\/p>\n<p><em>1850. Il peccato \u00e8 un&#8217;offesa a Dio: &quot;Contro di te, contro te solo ho peccato. Quello che \u00e8 male ai tuoi occhi, io l&#8217;ho fatto&quot; (Sal 51,6). Il peccato si erge contro l&#8217;amore di Dio per noi e allontana da lui i nostri cuori. Come il primo peccato, \u00e8 una disobbedienza, una ribellione contro Dio, a causa della volont\u00e0 di diventare &quot;come Dio&quot; (Gn 3,5), conoscendo e determinando il bene e il male. Il peccato pertanto \u00e8 &quot;amore di s\u00e9 fino al disprezzo di Dio&quot; (S. Agostino). Per tale orgogliosa esaltazione di s\u00e9, il peccato \u00e8 diametralmente opposto al&#8217;obbedienza di Ges\u00f9, che realizza la salvezza (cf Fil 2,6-9).<\/em><\/p>\n<p>I due paragrafi non si integrano molto bene; il primo offre una definizione soprattutto laica del peccato, il che \u00e8 un controsenso: se si tratta di una mancanza contro la ragione, non si dovrebbe neanche parlare di peccato, ma di errore; mentre nel secondo si d\u00e0 una soddisfacente definizione cattolica. Pare quasi che si siano volute salvaguardare, accostandole, le due morali, laica e religiosa, ponendole su due binari paralleli: sforzo apparentemente lodevole; ma che succede se sorge un contrasto? Certo, la Chiesa ha sempre insegnato che la retta ragione naturale non contrasta, ma conferma, in un certo senso, la legge divina; nondimeno, non ci si pu\u00f2 nascondere il fatto che anche le morali atee e materialiste si appellano alla ragione naturale, e ne traggono degli insegnamenti diametralmente opposti. Si cita il salmista, che definisce il peccato un&#8217;offesa fatta a Dio, e a Dio solo; ma ci si appella anche alla verit\u00e0 e alla retta coscienza. Che s&#8217;intende qui per <em>retta coscienza<\/em>? Monsignor Paglia, nel suo scandaloso elogio del defunto Marco Pannella, lo ha definito uomo di altissima spiritualit\u00e0 ed, evidentemente, di retta coscienza; e Bergoglio, nella sua prima intervista a Eugenio Scalfari, aveva dichiarato che, nelle questioni di ordine morale, quel che decide fra il bene e il male \u00e8 il giudizio della coscienza soggettiva. Allora, la coscienza soggettiva dei radicali giudica che l&#8217;aborto, a certe condizioni, sia un bene; e che lo siano anche l&#8217;eutanasia, le unioni di fatto, i matrimoni gay, la libert\u00e0 di drogarsi, di affittare il proprio utero, e, naturalmente, il divorzio. Ora, come la mettiamo con il concetto di peccato come offesa fatta a Dio e trasgressione della sua legge immutabile, espressa nei Dieci Comandamenti? Bisogna decidersi: o si crede che il peccato sia una infrazione dell&#8217;ordine divino, o non si crede che esistano peccati, ma soltanto errori.<\/p>../../../../n_3Cp>Per quanto riguarda il Concilio Vaticano II, il documento che pronuncia le parole pi\u00f9 chiare sulla dottrina cattolica riguardo al peccato \u00e8 la costituzione <em>Gaudium et Spes<\/em>, cap. 37, intitolato <em>L&#8217;ATTIVIT\u00c0 UMANA CORROTTA DAL PECCATO<\/em>, nel quale esso \u00e8 posto in relazione dialettica con il progresso umano:<\/p>\n<p><em>La sacra Scrittura, per\u00f2, con cui si accorda l&#8217;esperienza dei secoli, insegna agli uomini che il progresso umano, che pure \u00e8 un grande bene dell&#8217;uomo, porta con s\u00e9 una seria tentazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Infatti, sconvolto l&#8217;ordine dei valori e mescolando il male col bene, gli individui e i gruppi guardano solamente agli interessi propri e non a quelli degli altri; cosi il mondo cessa di essere il campo di una genuina fraternit\u00e0, mentre invece l&#8217;aumento della potenza umana minaccia di distruggere ormai lo stesso genere umano.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutta intera la storia umana \u00e8 infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall&#8217;origine del mondo, destinata a durare, come dice il Signore, fino all&#8217;ultimo giorno (64).<\/em><\/p>\n<p><em>Inserito in questa battaglia, l&#8217;uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, n\u00e9 pu\u00f2 conseguire la sua interiore unit\u00e0 se non a prezzo di grandi fatiche, con l&#8217;aiuto della grazia di Dio. Per questo la Chiesa di Cristo, fiduciosa nel piano provvidenziale del Creatore, mentre riconosce che il progresso umano pu\u00f2 servire alla vera felicit\u00e0 degli uomini, non pu\u00f2 tuttavia fare a meno di far risuonare il detto dell&#8217;Apostolo: \u00ab Non vogliate adattarvi allo stile di questo mondo \u00bb (Rm12,2) e cio\u00e8 a quello spirito di vanit\u00e0 e di malizia che stravolge in strumento di peccato l&#8217;operosit\u00e0 umana, ordinata al servizio di Dio e dell&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>Se dunque ci si chiede come pu\u00f2 essere vinta tale miserevole situazione, i cristiani per risposta affermano che tutte le attivit\u00e0 umane, che son messe in pericolo quotidianamente dalla superbia e dall&#8217;amore disordinato di se stessi, devono venir purificate e rese perfette per mezzo della croce e della risurrezione di Cristo.<\/em><\/p>\n<p><em>Redento da Cristo e diventato nuova creatura nello Spirito Santo, l&#8217;uomo, infatti, pu\u00f2 e deve amare anche le cose che Dio ha creato.<\/em><\/p>\n<p><em>Da Dio le riceve: le vede come uscire dalle sue mani e le rispetta.<\/em><\/p>\n<p><em>Di esse ringrazia il divino benefattore e, usando e godendo delle creature in spirito di povert\u00e0 e di libert\u00e0, viene introdotto nel vero possesso del mondo, come qualcuno che non ha niente e che possiede tutto (65): \u00abTutto, infatti, \u00e8 vostro: ma voi siete di Cristo e il Cristo \u00e8 di Dio \u00bb (1Cor3,22).<\/em><\/p>\n<p>In questa parte della <em>Gaudium et Spes<\/em> si nota che la componente sana dell&#8217;episcopato riusc\u00ec a formulare una dottrina sostanzialmente ortodossa, chi sa dopo quanti tira e molla con la fazione progressista, la quale, avendo battuto il tasto, nei precedenti capitoli, della legittima autonomia delle realt\u00e0 umane, probabilmente mal diger\u00ec questo soprassalto di dottrina a suo vedere &quot;tradizionalista&quot;. Sia come sia, qui si afferma esplicitamente una verit\u00e0 sacrosanta, poi, un poco alla volta, del tutto obliata dalla neochiesa nei decenni successivi: che tutta la storia umana e tutta la vita delle singole persone altro non sono che una battaglia incessante contro le forze delle tenebre, le quali vorrebbero portare sia i popoli e le societ\u00e0, sia gl&#8217;individui, lontani da Dio; e che tale campo di battaglia si trova essenzialmente nell&#8217;interiorit\u00e0 dell&#8217;anima, perch\u00e9 vi \u00e8 nell&#8217;uomo, a causa della concupiscenza, una trista inclinazione al male; e perch\u00e9, fra il Vangelo e il mondo, esiste un&#8217;alternativa secca e inconciliabile.<\/p>\n<p>E ora veniamo alla domanda centrale che vogliamo porci: <em>esiste la libert\u00e0 di peccare?<\/em> Attenzione: che l&#8217;uomo sia libero, ogni cattolico lo crede fermamente; fa parte della sua fede. Lutero non ci credeva, perci\u00f2 qualunque accomodamento coi luterani, che prescinda dalla soluzione di questo &quot;nodo&quot;, \u00e8 tecnicamente impossibile; e, se oggi pare che sia, invece, a portata di mano, ci\u00f2 accade solo perch\u00e9 il falso papa Bergoglio ha portato qualunque discussione sul piano delle emozioni, dei sentimenti, della &quot;pancia&quot;, e ha del tutto, e intenzionalmente, oscurato la dimensione dottrinale, teologica e razionale. In ci\u00f2 sta la ragione del (relativo) consenso di cui gode, specie mediante l&#8217;uso spregiudicato dei <em>mass media<\/em>; ed \u00e8 questo che gli permette di oltrepassare ogni ostacolo &#8212; ma solo, si badi, sul terreno delle parole, non certo su quello dei fatti: perch\u00e9 ogni questione, con lui, si riduce a retorica, buonismo, misericordia da quattro soldi &#8211; mentre la sostanza dei problemi, problemi veri e concreti, non astratti cavilli &quot;dottrinali&quot;, nel senso negativo che d\u00e0 Bergoglio alla parola &quot;dottrina&quot;, ossia come qualcosa di rigido e divisivo, rimane tutta quanta e non si lascia certo &quot;risolvere&quot; da omelie demagogiche e da documenti ambigui e confusi, o peggio, come l&#8217;esortazione <em>Amoris laetitia<\/em>, che seminano svariate interpretazioni, frantumando l&#8217;unit\u00e0 della Chiesa docente e causando un grave scandalo nelle anime dei fedeli (poich\u00e9 ci sono divorziati risposati che ricevono la Comunione, e altri che non la ricevono).<\/p>\n<p>Dunque: che esista, come fatto concreto, la <em>possibilit\u00e0<\/em> di peccare, \u00e8 cosa ovvia e innegabile, e si spiega, appunto, con la libert\u00e0 dell&#8217;uomo: essendo dotato di libero arbitrio, l&#8217;uomo pu\u00f2 decidersi per Dio o contro Dio, pu\u00f2 accogliere il suo invito amorevole, e accettare pienamente la sua legge, oppure pu\u00f2 ribellarsi, per superbia, per invidia, come Adamo ed Eva, e rifiutare, cos\u00ec, anche il suo amore e la sua legge infinitamente sapiente e provvidente. Ma altro \u00e8 la possibilit\u00e0, altro la libert\u00e0. Noi diciamo che una scelta \u00e8 libera quando \u00e8 svincolata da condizionamenti e quando il soggetto pu\u00f2 decidesi fra due, o pi\u00f9, alternative, in modo pienamente autonomo. La parola &quot;autonomia&quot; significa che un soggetto si fa da s\u00e9 il proprio <em>nomos<\/em>, la propria legge; ed \u00e8, pertanto, una parola che sottende un concetto laico, secondo il quale l&#8217;uomo pu\u00f2 legittimamente essere norma a se stesso. Ora, la nostra domanda \u00e8 se, da un punto di vista cattolico, si dia all&#8217;uomo una tale autonomia, da cui scaturisce un tale concetto di libert\u00e0. Questo nodo, che stiamo discutendo, \u00e8 uno dei nodi centrali intorno ai quali si gioca la partita decisiva fra la vera e la falsa Chiesa, fra la vera e la falsa dottrina, per cui dobbiamo raddoppiare di attenzione nell&#8217;uso delle parole e dei relativi significati. A noi sembra che, nella prospettiva cattolica, l&#8217;autonomia laicamente intesa, cio\u00e8 l&#8217;autonomia piena e legittima della coscienza umana davanti a Dio, non sussista, per la semplice ragione che essa corrisponderebbe alla legittima possibilit\u00e0 di dire di no sia a Dio, che al suo amore e alla sua legge, cio\u00e8 alla sua giustizia. Ma il rifiuto di Dio non \u00e8 mai moralmente legittimo: \u00e8 una possibilit\u00e0, una possibilit\u00e0 implicita nel fatto del libero arbitrio; ma che da essa scaturisca una legittima opposizione a Dio, o un legittimo rifiuto di Dio, questo no, mai. L&#8217;uomo ha bens\u00ec la possibilit\u00e0 di dire di no a Dio, ma una tale decisione non \u00e8 legittima, \u00e8 illegittima. Scegliere il male, l&#8217;errore, la menzogna; scegliere di mettersi contro Dio e contro la sua giustizia non \u00e8 mai, per nessuna ragione, una scelta legittima: \u00e8 una possibilit\u00e0 reale e concreta, ma non per questo \u00e8 legittima, perch\u00e9 non \u00e8 moralmente giustificabile. La neochiesa gioca sulla confusione tra il concetto di possibilit\u00e0 e quello di libert\u00e0: ma non tutte le cose possibili sono legittime, e non tutte devono essere fatte. Vi sono cose possibili, ma ingiuste, che non devono essere fatte, perch\u00e9 ci\u00f2 corrisponderebbe ad una violazione della Verit\u00e0 e, di conseguenza, a una violazione della legge divina.<\/p>\n<p>La partita si gioca qui. La neochiesa modernista e progressista ha introiettato la prospettiva laicista e secolarizzata, secondo la quale l&#8217;uomo ha il diritto di fare legittimamente ci\u00f2 che rientra nelle sue possibilit\u00e0. La Chiesa cattolica ha sempre insegnato una cosa del tutto diversa: che Dio solo \u00e8 padrone assoluto di ogni cosa, e che a lui solo spetta la conoscenza dell&#8217;albero del Bene e del Male; l&#8217;uomo ha la possibilit\u00e0 di fare il male, ma non ne ha il diritto, quindi non \u00e8 moralmente libero di farlo. Se lo fa, viola la legge divina e, in linea di massima, anche la legge naturale, la quale \u00e8 in accordo quella, dato che la natura \u00e8 creazione di Dio. La pretesa del neoclero che l&#8217;uomo sia arbitro e giudice della propria coscienza, e, cosa che va di pari passo, il rifiuto di giudicare le scelte altrui (<em>chi sono io per giudicare?<\/em>) non \u00e8 conforme alla dottrina cattolica e non \u00e8 in linea con il Magistero immutabile, semmai con certe posizioni larvatamente ereticali che la neochiesa ha introdotto nel magistero (lettera minuscola) del Concilio Vaticano II e dei pontificati successivi. La neochiesa vuol fare leva sull&#8217;orgoglio e la superbia umani per indurre i cattolici a credere di avere, in ambito morale, una libert\u00e0 legittima a trecentosessanta gradi, tanto \u00e8 vero che essa cerca di minimizzare peccati anche molto gravi, come il divorzio e l&#8217;aborto, per non parlare della sodomia, che ancora il <em>Catechismo<\/em> approvato da Giovanni Paolo II definisce uno dei <em>quattro peccati che gridano vendetta davanti a Dio<\/em>, come gi\u00e0 quello di Pio X. Ma per i neoteologi e i neovescovi si tratta di una legittima espressione della sessualit\u00e0 umana. E allora, chi parla nel nome di Ges\u00f9 Cristo e chi sta mentendo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla domanda Che cos_25E2_2580_2599/u00e8 il peccato@, il buon vecchio Catechismo di Pio X distingueva fra Peccato originale e peccato a0AB9FDDD51\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-24992","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24992","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24992"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24992\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24992"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24992"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24992"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}