{"id":24990,"date":"2009-08-18T08:18:00","date_gmt":"2009-08-18T08:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/18\/esiste-ancora-il-mestiere-di-genitore\/"},"modified":"2009-08-18T08:18:00","modified_gmt":"2009-08-18T08:18:00","slug":"esiste-ancora-il-mestiere-di-genitore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/18\/esiste-ancora-il-mestiere-di-genitore\/","title":{"rendered":"Esiste ancora il mestiere di genitore?"},"content":{"rendered":"<p>So bene, cara Giovanna, che il tuo cruccio pi\u00f9 grande \u00e8 quello di non avere avuto figli; al punto che hai dovuto smettere di frequentare le spiagge affollate di bambini, perch\u00e9 la loro sola vista ti faceva scoppiare in lacrime.<\/p>\n<p>Devo per\u00f2 farti presente che avere dei figli, oggi, \u00e8 una cosa molto, molto diversa da ci\u00f2 che era due generazioni fa, e forse anche soltanto una generazione fa: \u00e8 divenuto un mestiere difficilissimo, quasi impossibile; senza che gli intellettuali, il mondo della cultura, le forze sociali, abbiano detto una parola in proposito e senza che, in apparenza, se ne siano nemmeno accorti.<\/p>\n<p>Ma che cosa \u00e8 successo?<\/p>\n<p>Nella nostra vita, cara amica, abbiamo visto sparire lentamente parecchi mestieri. Il fabbro ferraio, il calderaio, l&#8217;uomo del ghiaccio (quello che sostituiva in qualche modo il frigorifero), il carbonaio erano gi\u00e0 scomparsi prima che noi nascessimo.<\/p>\n<p>L&#8217;ombrellaio, l&#8217;arrotino, il bigliettaio del tram o dell&#8217;autobus, il venditore ambulante di gelati (tranne che sulle spiagge e in poche altre situazioni locali), l&#8217;impagliatore di sedie (tranne che per i pezzi di antiquariato), il noleggiatore di biciclette (tranne che nelle localit\u00e0 di villeggiatura), il parcheggiatore abusivo, sono scomparsi gradualmente, sotto i nostri occhi.<\/p>\n<p>Ora stiamo assistendo all&#8217;inarrestabile declino o al drastico ridimensionamento del calzolaio, del merciaio, del meccanico delle biciclette, del corniciaio (tranne che per i quadri d&#8217;autore), del bidello (tranne che per svolgere funzioni amministrative e di sorveglianza; ma non \u00e8 pi\u00f9 lui a tenere pulita la scuola). Quanti altri mestieri sono, per cos\u00ec dire, in lista d&#8217;attesa per la rottamazione; quanti hanno ormai il tempo contato?<\/p>\n<p>L&#8217;elemento comune che li ha messi in crisi e avviati verso la consunzione \u00e8, direttamente o indirettamente, uno solo per tutti quanti: l&#8217;avvento sempre pi\u00f9 pervasivo delle macchine, e della filosofia ad esse sottesa, efficientista e produttivista, che rende sempre meno remunerativo l&#8217;impiego di tecniche di restauro dei materiali usurati o di personale umano addetto a determinati servizi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come sono scomparsi i bigliettai dai tram, per esempio, sostituiti dalle macchinette automatiche, stanno ora scomparendo migliaia di posti di lavoro nei servizi pubblici, dove le macchinette sostituiscono, ad esempio, la figura del cassiere. Oggi la visita medica in ospedale non la si paga ad un individuo in carne e ossa, ma ad una macchina; e la stessa cosa avviene all&#8217;ingresso del casello autostradale, o nelle stazioni ferroviarie, e in molte altre situazioni.<\/p>\n<p>Ebbene, anche il mestiere di genitore sta per essere messo in soffitta, nel museo dei ricordi, e per le stesse ragioni: in una societ\u00e0 dominata dalla fretta e dal consumo, e i cui ritmi sono imposti e scanditi non dall&#8217;uomo, ma dalle macchine, la figura del genitore sta diventando un autentico relitto fossile, delegittimato dall&#8217;insieme del contesto storico.<\/p>\n<p>I genitori servono per fare figli &#8211; ancora per poco, data la piega che stanno prendendo le cose nel settore della tecnica genetica e riproduttiva -, dopo di che diventano rapidamente obsoleti, si logorano e divengono inutili. O, quanto meno, sono percepiti come tali dalla societ\u00e0, a cominciare dai loro stessi figli. Non servono pi\u00f9 n\u00e9 come modelli di riferimento, n\u00e9 come elementi della maturazione affettiva; non servono praticamente pi\u00f9 a nulla, se non a erogare le risorse finanziarie per frequentare la scuola, il negozio di giocattoli, la palestra, la piscina, il corso di danza, il bar e la gelateria, le vacanze con gli amici, il corso di scuola guida, l&#8217;acquisto dell&#8217;automobile, l&#8217;iscrizione all&#8217;universit\u00e0.<\/p>\n<p>Servono ad aprire il portafoglio, ad assicurare il vitto e l&#8217;alloggio, a lavare e stirare i vestiti, a far trovare il pranzo pronto sulla tavola, a fornire videogiochi, telefonini e computer; ma non devono pretendere di stabilire regole, di fissare limiti e norme di comportamento, di domandare collaborazione nella vita familiare.<\/p>\n<p>Tanto meno possono illudersi di ricevere confidenza e fiducia, di offrire dialogo e comprensione, di essere parte del processo di crescita dei propri figli: se ci provano, bastano poche parole, negli ancora, pochi silenzi, da parte di questi ultimi, per rimetterli al loro posto: quello di fastidiose, ma inevitabili presenze, utili per ottenere ci\u00f2 che serve nella vita, impresentabili e poco graditi per tutto il resto: come dei parenti poveri dei quali, tutto sommato, ci si vergogna.<\/p>\n<p>Intendiamoci: \u00e8 normale che i figli desiderino spiccare il volo, ad un certo punto; ed \u00e8 giusto che i genitori svolgano la funzione di abituarli all&#8217;autonomia, a costruirsi il proprio progetto di vita. Ma quello che sta accadendo oggi, \u00e8 qualcosa di molto diverso: qualcosa che nemmeno i pi\u00f9 forsennati sostenitori della \u00abmorte della famiglia\u00bb di sessantottesca memoria avevano osato predicare e nemmeno immaginare: la delegittimazione totale, senza appello, dei genitori, non solo da parte dei figli, ma da parte dell&#8217;intera societ\u00e0.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 dire che i genitori, in molti casi, abbiano fatto granch\u00e9 per meritare una sorte diversa. Anch&#8217;essi hanno fatto del loro meglio per contribuire a delegittimare le altre agenzie educative, prima fra tutte la scuola: e adesso ricevono il meritato premio.<\/p>\n<p>Avevano creduto, facendosi amiconi dei figli, di evitare la medesima sorte: per esempio, \u00abcoprendo\u00bb le assenze ingiustificate dei pargoletti dalle lezioni. Quante volte un professore, preso in mano il telefono per segnalare alla famiglia tal dei tali l&#8217;assenza, sospetta e reiterata, di un determinato alunno (o alunna), si \u00e8 sentito rispondere dalla cara mammina, con voce melliflua: \u00abS\u00ec, poverino (o poverina), cosa vuole, era cos\u00ec stanco (o stanca), sono stata io a dirgli (dirle) di rimanere a letto, di riposarsi: questi ragazzi sono talmente pieni di impegni, e poi hanno una salute cos\u00ec delicata, si affaticano presto&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>A volte hanno fatto anche di peggio. Hanno dato il cattivo esempio, sistematicamente, con i loro comportamenti egoisti, immaturi, opportunistici; con la loro incapacit\u00e0 di dialogare (fra loro stessi); con il loro narcisismo e il loro edonismo da quattro soldi. Hanno creduto che un giocattolo costoso potesse sostituire il calore della presenza, che un vestito firmato potesse assicurare loro la durevole gratitudine dei figli.<\/p>\n<p>Sovente sono stati loro, i genitori, a trasmettere ai propri figli la smania incontenibile di soddisfare il capriccio, la frivolezza: madri ultraquarantenni che pensano solo al piercing sull&#8217;ombelico e al tatuaggio sul fondo schiena, padri cinquantenni che adorano solo l&#8217;automobile e il telefonino ultima generazione: da questo vuoto morale \u00e8 incominciato lo sgretolamento dell&#8217;autorevolezza. E quando manca l&#8217;autorevolezza, viene meno anche l&#8217;autorit\u00e0. \u00c8 patetico sentire certi genitori che gridano ai figli strafottenti: \u00abTu mi devi rispettare!\u00bb, perch\u00e9 il rispetto non si riceve gratis, bisogna conquistarselo.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una delle grosse differenze con le generazioni precedenti. Un tempo nemmeno tanto lontano, l&#8217;autorit\u00e0 del genitore era indiscussa: oggi, come lo \u00e8 tutto il resto, viene messa in dubbio da cento diverse direzioni. Un tempo, bastava che il padre o la madre dicessero: \u00abFai questo, fai quello; \u00e8 cos\u00ec, e basta\u00bb, e non occorreva che lo ripetessero una seconda volta. Oggi, non possono permettersi di fare ai propri figli nemmeno la pi\u00f9 blanda osservazione; figuriamoci impartire una sgridata o erogare un castigo.<\/p>\n<p>Di nuovo: si raccoglie quello che si \u00e8 seminato. Un tempo, se il bambino tornava a casa da scuola dopo aver ricevuto un meritato ceffone dal maestro, se ne beccava un secondo da suo padre; oggi, quel maestro verrebbe denunciato ai carabinieri e, probabilmente, sanzionato a livello amministrativo dalla stessa istituzione scolastica. Oggi, \u00e8 il figlio che denuncia suo padre ai carabinieri, direttamente, anche per meno di un ceffone; e poi c&#8217;\u00e8 il telefono azzurro (benedetta invenzione, se bene adoperata e solo nei casi estremi), col quale i figli possono tenere sotto ricatto permanente i propri genitori.<\/p>\n<p>Un tempo, la mamma diceva al bambino: \u00abFa&#8217; il bravo, altrimenti chiamo l&#8217;uomo nero che viene a portarti via\u00bb; oggi \u00e8 il bambino che dice a sua madre: \u00abSe ti azzardi a toccarmi con un dito, io chiamo il telefono azzurro e ti faccio mettere in prigione\u00bb.<\/p>\n<p>Esagerazioni, battute? Nossignore: e non ci sono pi\u00f9 limiti di tempo, non \u00e8 pi\u00f9 questione di raggiungere la maggiore et\u00e0 e, poi, di fare quel che si vuole. Recentemente, un tribunale ha dato torto a un genitore che si rifiutava di pagare ancora le spese per gli studi universitari del figlio, maggiorenne e svogliato, sano e perfettamente in grado di cercarsi un lavoro, se non aveva voglia di studiare.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, cara Giovanna, \u00e8 pur vero che non tutti i genitori hanno commesso quegli sbagli macroscopici; che non tutti hanno dato il cattivo esempio a propri figli; che non tutti avrebbero meritato di perdere ogni forma di autorevolezza nei loro confronti.<\/p>\n<p>Il problema, infatti, \u00e8 un problema globale: \u00e8 l&#8217;insieme della societ\u00e0, l&#8217;economia, la tecnica, la cultura, lo spettacolo, il tempo libero: tutto, insomma, che ha concorso a portarci fino al presente capolinea del ruolo genitoriale.<\/p>\n<p>E adesso, come se ne esce?<\/p>\n<p>Prima di tutto, non \u00e8 affatto vero che i figli non abbiano pi\u00f9 bisogno dei genitori.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una madornale sciocchezza sul piano pedagogico e affettivo, ripetuta e avallata, con incosciente o criminale stupidit\u00e0, da troppi cattivi maestri, profeti del caos e propagandisti dell&#8217;apocalisse, o da demagoghi e mestatori da quattro soldi. E ad avere pi\u00f9 bisogno dei genitori, sono proprio gli adolescenti pi\u00f9 difficili, pi\u00f9 ribelli, pi\u00f9 ingovernabili: in fondo, quello che essi vorrebbero segretamente, \u00e8 che i genitori raccogliessero la sfida e si mostrassero pi\u00f9 forti di questo andazzo cialtrone, di questa cultura nichilista, nella quale essi sguazzano, ma solo per disperazione e perch\u00e9 non scorgono all&#8217;orizzonte niente di meglio, nessuna proposta pi\u00f9 credibile.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la perdita di prestigio e di autorevolezza dei genitori \u00e8 solo una conseguenza, una delle tante, dell&#8217;avvento della societ\u00e0 moderna e post-moderna, fondate sull&#8217;incessante richiesta di diritti, e sulla elusione furbesca dei doveri; sulla deresponsabilizzazione dell&#8217;uomo in favore delle macchine; sul generale prevalere dei criteri economici rispetto a quelli etici.<\/p>\n<p>Di conseguenza, essa comincer\u00e0 a rallentare, o a mostrare una inversione di tendenza, quando saremo in grado di elaborare una proposta complessiva di vita, che si imperni sui valori dell&#8217;etica e non su quelli dell&#8217;economia; sul senso di responsabilit\u00e0 individuale e non sull&#8217;astuzia della tecnica (\u00abl&#8217;uomo moderno ha bisogno di ben altro, che di inventare nuove macchine!\u00bb, ammoniva Drieu La Rochelle fin dagli anni Trenta del XX secolo); sulla elaborazione di un senso del dovere &#8211; e, necessariamente, di uno spirito di sacrificio &#8211; almeno altrettanto sviluppati della rivendicazione dei diritti.<\/p>\n<p>No, davvero, cara amica: non \u00e8 facile essere genitori, oggi. Se un genitore dice una cosa, ma la televisione martella tutti i santi giorni il concetto opposto, chi dei due finir\u00e0 per esercitare il proprio potere di persuasione? E se un genitore rifiuta di esaudire il capriccio consumistico de figlioletto, ma quest&#8217;ultimo vede dieci, venti compagni di scuola o amici di vicinato, che sono stati accontentati dai rispettivi genitori in quel medesimo capriccio: quale delle due situazioni finir\u00e0 per prevalere, secondo te?<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, non ho alcuna pretesa di averti persuasa che sia meglio non essere genitori, visto che esserlo, oggi, \u00e8 cosa tanto difficile e ingrata; infatti, non ne sono persuaso affatto nemmeno io. Ho voluto solo farti presente che fare il genitore, quando ne avresti avuta l&#8217;et\u00e0, sarebbe stata, quasi certamente, una cosa molto pi\u00f9 gratificante di quanto non lo sia ora; non che tanto vale rinunciare a mettere al mondo dei figli e ad occuparsi della loro crescita.<\/p>\n<p>Forse, il segreto \u00e8 quello di non avere fretta.<\/p>\n<p>Il buon seminatore non ha mai fretta: sa che il seme, una volta affidato alla terra, ha bisogno di tutto il suo tempo per germogliare e dare vita ad una nuova pianta.<\/p>\n<p>Anzi, nemmeno questo tipo di pazienza \u00e8 sufficiente, nella situazione odierna: ma quell&#8217;altra, del contadino che decide di non tagliare l&#8217;albero che pure non d\u00e0 frutti, ma di potarlo amorevolmente e di attendere, di attendere almeno un&#8217;altra stagione, forse pi\u00f9 di una. Forse i frutti verranno, dopo tutto: forse verranno quando meno li si aspetta.<\/p>\n<p>Quante volte mi \u00e8 capitato di ricevere la visita di un ex alunno, magari a distanza di molti anni, magari proprio quello che mai avrei immaginato di vedere, e che ha voluto ringraziare oggi per allora, per l&#8217;incoraggiamento ricevuto, per i buoni insegnamenti recepiti.<\/p>\n<p>Forse, con i figli, \u00e8 la stessa cosa. Forse non capiscono subito, frastornati come sono dal coro di mille voci discordanti, di mille rumori inutili o molesti.<\/p>\n<p>Ma forse il buon seme \u00e8 caduto ugualmente, e finir\u00e0 per germogliare, magari quando meno lo si crederebbe.<\/p>\n<p>Un genitore che rinuncia a questa speranza, abdica di fatto al proprio ruolo di genitore: e nulla pu\u00f2 sperare di ottenere, chi non crede pi\u00f9 in ci\u00f2 che sta facendo.<\/p>\n<p>Forse, alla fine, il mestiere di genitore non \u00e8 poi cos\u00ec inutile, come tanti sciocchi o disonesti hanno voluto far credere; forse, i figli hanno ancora bisogno dei genitori, anzi, ne hanno bisogno pi\u00f9 che mai: per\u00f2 in un modo diverso da quello delle precedenti generazioni.<\/p>\n<p>\u00c8 cambiato tutto, nella nostra societ\u00e0, e continuer\u00e0 a cambiare ancora di pi\u00f9: non sempre in meglio, con buona pace dei progressisti a un tanto il chilo.<\/p>\n<p>Ma questo, forse, non cambier\u00e0 mai: l&#8217;autentico bisogno dei figli di sentirsi amati e protetti dai genitori.<\/p>\n<p>Amati e protetti, dico; e non viziati e assecondati in ogni sorta di capricci: che \u00e8 una cosa totalmente diversa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>So bene, cara Giovanna, che il tuo cruccio pi\u00f9 grande \u00e8 quello di non avere avuto figli; al punto che hai dovuto smettere di frequentare le<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-24990","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24990","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24990"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24990\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24990"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24990"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24990"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}