{"id":24987,"date":"2009-09-22T07:14:00","date_gmt":"2009-09-22T07:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/09\/22\/esiste-ancora-il-concetto-di-virtu-ovvero-di-eccellenza\/"},"modified":"2009-09-22T07:14:00","modified_gmt":"2009-09-22T07:14:00","slug":"esiste-ancora-il-concetto-di-virtu-ovvero-di-eccellenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/09\/22\/esiste-ancora-il-concetto-di-virtu-ovvero-di-eccellenza\/","title":{"rendered":"Esiste ancora il concetto di virt\u00f9, ovvero di eccellenza?"},"content":{"rendered":"<p>Per l&#8217;uomo greco, il concetto di \u00abaret\u00e9\u00bb era inseparabile dal senso della propria vita: esso esprimeva un modo perfetto di essere, dunque l&#8217;eccellenza morale dell&#8217;uomo e della donna, la loro capacit\u00e0 di svolgere una determinata cosa nel modo ottimale. In senso pi\u00f9 ampio, l&#8217;\u00abaret\u00e9\u00bb, pur mostrandosi nell&#8217;azione, connotava la capacit\u00e0 di essere abitualmente eccellenti, e non eccellenti soltanto in maniera episodica ed estemporanea.<\/p>\n<p>Di conseguenza, essa si accompagnava necessariamente alla perseveranza; e, aristotelicamente, implicava la coincidenza fra virt\u00f9 e realizzazione della propria essenza. In quest&#8217;ultimo significato, la virt\u00f9 non \u00e8 una propriet\u00e0 esclusiva dell&#8217;uomo, ma di tutti gli esseri che sappiano realizzare pienamente le loro potenzialit\u00e0 migliori, portandole alla perfezione.<\/p>\n<p>Per il romano, il concetto corrispondente, e altrettanto importante, era quello di \u00abvirtus\u00bb, derivante dal vocabolo \u00abvir\u00bb, \u00abuomo\u00bb, da cui il sostantivo \u00abvirilit\u00e0\u00bb: per cui la virt\u00f9 era l&#8217;eccellenza maschile, specialmente nelle attivit\u00e0 guerresche; e poi, in senso lato, il complesso delle qualit\u00e0 positive di un individuo, anche di sesso femminile, tali da renderlo perfetto e degno di essere ammirato e assunto ad esempio da imitare.<\/p>\n<p>Il cristianesimo ha ripreso il concetto di virt\u00f9, adattandone il significato alla propria prospettiva e alle proprie specifiche finalit\u00e0, secondo la massima di Ges\u00f9: \u00abSiate perfetti, come \u00e8 perfetto il Padre vostro nei Cieli\u00bb. In ambito cristiano, peraltro, si assiste ad una rielaborazione del concetto di virt\u00f9 che porta ad una sua suddivisione in un insieme di virt\u00f9, dalle quali scaturisce l&#8217;uomo moralmente perfetto: ma di una perfezione sempre potenziale e mai compiutamente realizzata; sempre &#8211; se ci si perdona il bisticcio &#8211; imperfetto: perch\u00e9 (e questa \u00e8 una differenza fondamentale con la prospettiva greca e romana) nessun uomo pu\u00f2 dorsi perfetto, sia perch\u00e9 siamo tutti segnati dal marchio del peccato originale, sia perch\u00e9 la perfezione non \u00e8 di questo mondo.<\/p>\n<p>Dunque, le virt\u00f9 cristiane sono una costellazione di qualit\u00e0: delle quali, secondo la teologia tradizionale, tre sono le teologali: fede, speranza e carit\u00e0, ossia di origine divina; e quattro sono le cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, ossia di origine naturale. Il perfetto cristiano &#8211; perfetto in senso relativo, come si \u00e8 detto &#8211; cerca di realizzare in s\u00e9 stesso queste ultime, mentre si affida a Dio per ricevere in dono le altre, come una grazia che viene dall&#8217;alto.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 Aristotele, peraltro, aveva insegnato che non \u00e8 possibile pervenire al possesso di una singola virt\u00f9, senza puntare a realizzare in se stessi anche le altre; che le virt\u00f9, cio\u00e8, sono un tutto unitario e inscindibile, e che possederne pienamente una, significa possedere anche le altre. Non \u00e8 possibile, per Aristotele, essere coraggiosi senza essere anche saggi; cos\u00ec come, per il cristiano, non \u00e8 possibile essere giusti, senza essere anche prudenti.<\/p>\n<p>In effetti, un altro filosofo pagano, Seneca, aveva riconosciuto alla prudenza uno statuto speciale, vedendo in essa la \u00absumma\u00bb di tutte le virt\u00f9, e anzi, in definitivo, la stessa cosa della virt\u00f9 medesima: perch\u00e9 solo la persona prudente sa vedere a qual fine conducano le proprie azioni, ci\u00f2 che \u00e8 proprio della virt\u00f9.<\/p>\n<p>Il cristianesimo riprende il concetto di una precedenza della prudenza rispetto alle altre virt\u00f9 cardinali; mentre, per quelle teologali, da San Paolo in poi, l&#8217;accento viene posto sulla carit\u00e0, intesa come amore disinteressato e incondizionato (! Corinzi, 13, 1-13):<\/p>\n<p>\u00abSe io so parlare le lingue degli uomini e degli angeli, ma non possiedo l&#8217;amore: sono come una campana che suina, come un tamburo che rimbomba. Se ho il dono di essere profeta, di svelare tutti i segreti; se ho il dono di tutta la scienza; anche se ho una fede che smuove i monti: se non ho l&#8217;amore, a che vale? Se distribuisco ai poveri tutti i miei averi e come martire lascio bruciare il mio corpo: senza l&#8217;amore, niente io ho. Chi ama \u00e8 paziente e premuroso. Chi ama non \u00e8 geloso, non si vanta, non si gonfia di orgoglio. Chi ama \u00e8 rispettoso, non va in cerva del proprio interesse; non conosce la collera, dimentica i torti. Chi ama rifiuta l&#8217;ingiustizia, la verit\u00e0 \u00e8 la sua gioia. Chi ama, tutto scusa, di tutti ha fiducia, tutto sopporta, non perde mai la speranza. Cesser\u00e0 il dono delle lingue, la profezia passer\u00e0; finir\u00e0 il dono della scienza, l&#8217;amore mai tramonter\u00e0. Il dono della scienza \u00e8 imperfetto, il dono della profezia \u00e8 limitato. Verr\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 perfetto ed essi svaniranno. Da bambino parlavo come un bambino, come uno di loro pensavo e ragionavo. Poi, divenuto uomo, ho smesso di fare cos\u00ec. Ora vediamo Dio in modo confuso, come in u antico specchio: ma quel giorno verr\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 perfetto, lo vedremo faccia a faccia. Ora lo conosco solo in parte: ma quel giorno, quando verr\u00e0, lo conoscer\u00f2 come lui mi conosce. Ora solo tre cose contano: fede, speranza, amore. Ma la pi\u00f9 grande di tutte \u00e8 l&#8217;amore.\u00bb<\/p>\n<p>Naturalmente, nella prospettiva cristiana, che muove da una concezione sostanzialmente dualistica del reale (cos\u00ec come in quella platonica), il concetto di virt\u00f9 \u00e8 impensabile senza il suo corrispettivo negativo, al quale si contrappone in una lotta ad oltranza: ossia il vizio. Virt\u00f9 e vizio diventano, in tal modo, i due termini di una dialettica polare, che trasforma la vita morale in un eterno campo di battaglia tra le forze del Bene e quelle del Male.<\/p>\n<p>Mano a mano che l&#8217;etica cristiana, e la concezione del reale ad essa sottesa, perdeva la propria forza originaria e si stemperava in una consuetudine sempre pi\u00f9 vuota e ripetitiva, il concetto di virt\u00f9 si \u00e8 rimpiccolito e ha finito per designare singoli comportamenti considerati \u00abvirtuosi\u00bb in se stessi, facendo astrazione dall&#8217;insieme di tutti gli altri valori moralmente eccellenti e riducendosi a stereotipo da precettistica spicciola: cos\u00ec, ad esempio, la \u00abvirt\u00f9\u00bb femminile per eccellenza ha finito per essere identificata con la castit\u00e0, intesa in senso puramente fisiologico.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo del Rinascimento, infine, rifacendosi sia a Platone che ad Aristotele, vede l&#8217;eccellenza come un fatto di perfezione non solo morale, ma altres\u00ec spirituale, culturale ed anche fisica. Il perfetto ideale educativo rinascimentale \u00e8 sintetizzato nella pedagogia di Vittorino da Feltre, oltre che nei suoi metodi che danno ampio risalto alla completezza, all&#8217;armonia, alla gioia di vivere. Essa mira alla formazione dell&#8217;uomo integrale, capace di eccellere tanto negli studi e nelle arti, quanto negli esercizi fisici e nel maneggio delle armi; un uomo che sappia degnamente rappresentare il microcosmo di cui \u00e8 portatore, entro il macrocosmo della natura.<\/p>\n<p>In breve, anche per l&#8217;uomo rinascimentale la virt\u00f9 \u00e8 qualcosa di unitario: concezione, in questo, pi\u00f9 vicina a quella greca che alla cristiana, anche per l&#8217;enfasi posta sulla perfettibilit\u00e0 dell&#8217;uomo e per l&#8217;ottica sostanzialmente immanentistica entro la quale si viene a porre.<\/p>\n<p>Peraltro, con Machiavelli, si assiste gi\u00e0 ad un significativo slittamento di significato del concetto di \u00abvirt\u00f9\u00bb, che diviene la connotazione tipica del principe ideale, e, pi\u00f9 in generale, dell&#8217;uomo che prende in mano il proprio destino e che, audacemente, si fa artefice della propria storia, al di fuori della morale comune. La Virt\u00f9 di Machiavelli, infatti, non si contrappone al vizio, ma alla Fortuna, ossia all&#8217;elemento cieco e imprevedibile presente nelle vicende umane. Pertanto, la virt\u00f9 \u00e8 un insieme di qualit\u00e0 politiche (prudenza, fermezza, intuizione, esatta valutazione delle conseguenze) esclusivamente laiche e immanenti: nulla a che vedere con la dimensione etica, e meno ancora con la sfera del soprannaturale.<\/p>\n<p>Poi arriva la modernit\u00e0.<\/p>\n<p>La presentiamo nelle inquietudini (in parte artificiali e retoriche) di Francesco Petrarca, indi la vediamo culminare nella hybris della formula \u00absapere \u00e8 potere\u00bb di Francesco Bacone e nella esaltazione della ragione da parte dell&#8217;Illuminismo e del Positivismo e Neopositivismo, sino agli odierni fasti della tecnoscienza.<\/p>\n<p>Non possiamo fare a meno di domandarci se la modernit\u00e0 abbia elaborato un proprio concetto di virt\u00f9 e quale, eventualmente, esso sia; ed anche, pi\u00f9 in generale, se l&#8217;uomo possa farne a meno, sostituendolo con quei prolungamenti dei propri sensi che sono le invenzioni tecnologiche.<\/p>\n<p>Una breve riflessione ci porter\u00e0, crediamo, alla conclusione che, specialmente dopo la Rivoluzione industriale e l&#8217;avvento della societ\u00e0 di massa, il concetto di virt\u00f9 ha finito per svuotarsi di contenuto dal proprio interno e per perdere di significato: e ci\u00f2 parallelamente al tramonto del concetto di \u00abpersona\u00bb. Infatti, in una societ\u00e0 massificata e omologante, non vi sono pi\u00f9 individui, ma soltanto folle anonime e inconsapevoli: dunque, non pu\u00f2 esservi alcuna virt\u00f9, essendo quest&#8217;ultima la caratteristica della persona capace di eccellere, portando a perfezione la propria natura.<\/p>\n<p>Un consumatore, un utente, un produttore legato alle logiche del mercato, non pu\u00f2 essere virtuoso, in quanto non gli si chieder\u00e0 mai di eccellere come persona, ma, al massimo, di eccellere come docile rotella di un meccanismo impersonale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, l&#8217;operaio stakanovista (se pure \u00e8 mai esistito, e non \u00e8 stato altro che l&#8217;invenzione di una propaganda totalitaria del lavoro) non \u00e8 un individuo virtuoso, non essendo, propriamente parlando, un individuo, ma solo una macchina per estrarre carbone dalla miniera a forza di braccia. E neppure un banchiere come Rockefeller pu\u00f2 essere virtuoso, perch\u00e9, per quanto abile negli affari e capace di accumulare una fortuna favolosa, egli non fa altro che ubbidire a una logica che lo trascende di molto, annullandosi come individuo e trasformandosi in una perfetta macchina da investimenti e da speculazione finanziaria.<\/p>\n<p>Niente individuo, niente virt\u00f9; niente persona, niente esigenza morale, ma solo &#8211; e al massimo &#8211; un complesso di abilit\u00e0, pi\u00f9 o meno sviluppate in questo o quel campo dell&#8217;agire umano, peraltro nella sola dimensione in cui tale agire sia ancora considerato socialmente rilevante: quello materiale, e, pi\u00f9 precisamente, quello della produzione e del guadagno.<\/p>\n<p>La figura dell&#8217;uomo virtuoso, difatti, scompare dalla letteratura e dal teatro; quanto al cinema, essa non vi compare se non come rievocazione di tempi lontani. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 posto, nel mondo moderno, per un \u00abpius Aeneas\u00bb, per il semplice fatto che non ce n&#8217;\u00e8 pi\u00f9 bisogno; cos\u00ec come non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 bisogno di uno shakesperiano Prospero, che sappia perdonare i suoi nemici, o di un manzoniano Padre Cristoforo che sappia prodigarsi per amore del prossimo.<\/p>\n<p>Da quando la \u00abfiumana del progresso\u00bb, per dirla con Giovanni Verga, ovvero la modernizzazione, ha investito, travolgendole, le societ\u00e0 pre-industriali, e le ha trasformate non solo in termini economici e produttivi, ma altres\u00ec (come aveva ben visto Pier Paolo Pasolini) in termini antropologici, la figura dell&#8217;uomo eccellente, dell&#8217;uomo virtuoso, scompare dal nostro orizzonte culturale e viene sostituita da quella dell&#8217;antieroe, che, devoto seguace di Sigmund Freud, non sa cosa vuole nella vita, perch\u00e9 non sa n\u00e9 chi egli sia, n\u00e9 dove voglia dirigere i propri passi. Si tratta di un uomo-massa disorientato e confuso, eternamente perplesso e paralizzato da spinte e aspirazioni conflittuali, che si compiace della propria inerzia e della propria impotenza (ancora Petrarca e la sua sbandierata \u00abaccidia!\u00bb), e che non crede pi\u00f9 a niente (Stirner), che vorrebbe capovolgere tutti i valori (Nietzsche), che \u00e8 pieno di risentimento verso i \u00abpadroni\u00bb (Marx), che prova un profondo disgusto per tutto (Sartre) e che sa solamente di essere incamminato verso la propria morte (Heidegger).<\/p>\n<p>Che mai se ne farebbe del concetto e della pratica della virt\u00f9, una societ\u00e0 come la nostra, che non crede pi\u00f9 a nulla, se non all&#8217;azione fine a se stessa, alla manipolazione illimitata delle cose, al dominio per il dominio: sulla natura, sugli altri, sull&#8217;economia, al successo materiale e all&#8217;accrescimento sterile e ipertrofico del proprio Ego?<\/p>\n<p>Si capisce, perci\u00f2, come la societ\u00e0 moderna abbia dichiarato guerra al concetto di eccellenza e abbia messo in moto ogni possibile strategia per cancellarla o per denigrarla, presentandola (dall&#8217;Illuminismo in poi) come una caratteristica \u00abaristocratica\u00bb, dunque meritevole di essere distrutta in nome di un malinteso ed ipocrita egualitarismo (cfr. anche il nostro precedente articolo: \u00abPrima considerazione inattuale: recuperare il giusto concetto di &quot;aristocrazia&quot;\u00bb, consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>A questo punto, la domanda che dobbiamo farci \u00e8 la seguente: possiamo immaginare di recuperare il concetto, e naturalmente la pratica, della virt\u00f9, intesa nel senso greco di \u00abaret\u00e9\u00bb, ossia di eccellenza? E come, per quali vie, passando per quali forme di consapevolezza?<\/p>\n<p>La risposta alla prima domanda non pu\u00f2 essere che positiva. L&#8217;esigenza di eccellere, cio\u00e8 di realizzare l&#8217;essenza della propria natura, \u00e8 insopprimibile: cacciata dalla porta, ritorner\u00e0 dalla finestra, ma orribilmente deformata e stravolta. Avremo allora il pietoso fenomeno degli individui mediocri e conformisti i quali, tuttavia, pretenderanno di eccellere, in virt\u00f9 di non si sa quali meriti, offrendosi narcisisticamente all&#8217;ammirazione delle masse (cfr. il nostro ultimo articolo \u00abL&#8217;individualista di massa chiede disperatamente attenzione, ma non la trova, perch\u00e9 non la merita\u00bb, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>No: meglio, molto meglio, ripristinare la teoria e la pratica della virt\u00f9 in maniera esplicita, nei termini in cui esse effettivamente si pongono: come una esigenza naturale dell&#8217;uomo; e, al tempo stesso, come una manifestazione del suo bisogno di trascendersi, e, quindi, di aprirsi ad una condizione superiore, ancora tutta da realizzare, e di cui non possiede che un vago e indistinto presentimento.<\/p>\n<p>Ben pi\u00f9 difficile \u00e8 tentare di rispondere alla seconda serie di domande, ossia su quali vie si possano percorrere per favorire il ritorno della virt\u00f9 nella societ\u00e0 odierna.<\/p>\n<p>Forse, la risposta pi\u00f9 onesta che si possa dare \u00e8 che nessuno di noi possiede la chiave miracolosa per dischiudere una tale prospettiva; ma che ciascuno di noi ha la possibilit\u00e0 di spendere se stesso in questo grande ideale, che \u00e8 l&#8217;ideale di una umanit\u00e0 che sappia guardare verso l&#8217;alto, ponendosi delle mete sublimi, perch\u00e9 si \u00e8 stancata di guardare verso il basso, compiacendosi della propria caduta e della propria abiezione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per l&#8217;uomo greco, il concetto di \u00abaret\u00e9\u00bb era inseparabile dal senso della propria vita: esso esprimeva un modo perfetto di essere, dunque l&#8217;eccellenza morale dell&#8217;uomo e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[97,107,157,265],"class_list":["post-24987","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-aristotele","tag-cattolicesimo","tag-gesu-cristo","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24987","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24987"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24987\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24987"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24987"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24987"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}