{"id":24974,"date":"2015-09-19T10:25:00","date_gmt":"2015-09-19T10:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/19\/una-donna-che-sia-sdegna-nobile-amabile-non-accende-la-passione-maschile\/"},"modified":"2015-09-19T10:25:00","modified_gmt":"2015-09-19T10:25:00","slug":"una-donna-che-sia-sdegna-nobile-amabile-non-accende-la-passione-maschile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/19\/una-donna-che-sia-sdegna-nobile-amabile-non-accende-la-passione-maschile\/","title":{"rendered":"Una donna che sia sdegna, nobile, amabile non accende la passione maschile?"},"content":{"rendered":"<p>Una donna che sia degna, nobile, amabile, non suscita il desiderio maschile, non accende la passione dell&#8217;uomo? Quello che il maschio desidera, in una donna, \u00e8 l&#8217;erotismo brutale, la reciproca degradazione? Per poter essere davvero desiderabile, per accendere realmente il desiderio, una donna deve essere ignobile, viziosa, perversa?<\/p>\n<p>Sono domande che, forse, sia gli uomini che le donne (e le donne anche pi\u00f9 degli uomini) si sono sempre fatti; ne troviamo i riflessi nella poesia greca e nelle pitture vascolari di quell&#8217;antica civilt\u00e0, nonch\u00e9 nei versi osceni di un Ovidio, di un Marziale, perfino di un Catullo; per non parlare di certe pitture pompeiane e di certi mosaici romani sparsi ai quattro angoli di quello che fu l&#8217;impero pi\u00f9 grande del mondo antico.<\/p>\n<p>Per converso: l&#8217;uomo e la donna possono amarsi spiritualmente, con delicatezza, con poesia, solo se eliminano la componente sessuale, solo se spengono l&#8217;erotismo, ripiegando, per soddisfare il loro desiderio naturale, verso persone del proprio sesso e sfogando fra le braccia di queste il loro autentico, profondo potenziale erotico? \u00c8 forse questo l&#8217;indicibile sottinteso dei trovatori provenzali e degli stilnovisti, dei cavalieri innamorati senza speranza delle loro dame irraggiungibili, e poi ancora, lungo l&#8217;intero arco della cultura europea, fino alle soglie del XX secolo, fino ai pittori pre-raffaelliti e ai poeti decadentisti, come Verlaine e Rimbaud?<\/p>\n<p>Se le risposte fossero affermative, allora bisognerebbe concludere che l&#8217;uomo e la donna sono destinati a non incontrarsi mai, se non a livello animalesco, come commercio puramente sensuale di corpi, senza alcun sentimento; e, per il resto, non resterebbe loro che praticare una doppia vita affettiva e sociale, riservando alle fantasie, e forse alle pratiche omosessuali, tutto ci\u00f2 che non potrebbero mai trovare con le persone dell&#8217;altro sesso. In fondo, quel che facevano i Greci del tempo di Pericle e i Romani della decadenza. Sarebbe, a nostro avviso, una conclusione molto triste: l&#8217;uomo e la donna, nelle loro reciproche relazioni, sarebbero condannati alla pi\u00f9 sconfortante solitudine, al pi\u00f9 rigoroso isolamento, se non come amici platonici o come fratelli e sorelle per forza. Senza donarsi scambievolmente nulla, tranne un piacere meramente fisiologico, e al prezzo di abbrutirsi l&#8217;un l&#8217;altra; senza arricchirsi a vicenda della propria identit\u00e0 e della propria umanit\u00e0; senza capirsi, in ultima analisi.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un punto, per\u00f2, che va ben chiarito, prima di provare a rispondere alle domande poste qui sopra: l&#8217;erotismo \u00e8 la vera forma della sessualit\u00e0, l&#8217;unica di rango superiore? Se fosse cos\u00ec, la donna, per essere desiderabile, dovrebbe degradarsi a prostituta; e l&#8217;uomo, per trovarla desiderabile, dovrebbe degradarsi a sadico, a perverso, a bruto. In altre parole, dovrebbero entrambi tirare fuori non il meglio, ma il peggio di se stessi.<\/p>\n<p>Qualcuno obietter\u00e0 che &quot;peggio&quot; e &quot;meglio&quot; implicano una dimensione morale che, nel sesso, non c&#8217;\u00e8 e non deve esserci. Ma chi lo dice che il sesso brutale \u00e8 la sola, vera espressione dell&#8217;amore, e l&#8217;erotismo la sola e vera espressione del sesso? Evidentemente, i cultori del sesso fine a se stesso e i fanatici dell&#8217;erotismo come unica strada che conduce al godimento sessuale. Tutte cose che non ci si pu\u00f2 limitare a presupporre; bisogna provare a dimostrarle. Altrimenti, si scivola nella deformazione prospettica, oggi cos\u00ec frequente, inaugurata dal gran cattivo maestro, Freud: quella di scambiare le patologie per la norma psicologica. Certamente, vi sono uomini e donne che hanno bisogno della degradazione per eccitarsi: ma questa non \u00e8 affatto la norma; e, se ci \u00e8 consentito, non \u00e8 neppure indice di un sano rapporto con se stessi e con l&#8217;altro (o l&#8217;altra). Anche a questa affermazione prevediamo la solita obiezione: la norma, in questo campo, non esiste; tutto \u00e8 bene quel che conduce al piacere. Pure su questa idea, peraltro, non siamo d&#8217;accordo: anche perch\u00e9 essa pone il piacere come supremo obiettivo dell&#8217;attrazione sessuale, mentre dovrebbe esserne, per cos\u00ec dire, la conseguenza ed il premio. Con ci\u00f2, non vogliamo certo negare che l&#8217;appagamento fisico sia un elemento importantissimo dell&#8217;amore, diciamo pure il suo naturale completamento; nondimeno, vediamo che esistono forme di amore che possono fare a meno del sesso; mentre \u00e8 abbastanza frequente la situazione contraria: la pratica del sesso senza amore.<\/p>\n<p>Ora, giova ricordare che la predisposizione al desiderio sessuale \u00e8 in primo luogo nella mente, non negli organi genitali; pertanto, non si pu\u00f2 considerare sano un desiderio sessuale stimolato in maniera puramente artificiale, senza alcun coinvolgimento emotivo e affettivo. Questa, s\u00ec, \u00e8 degradazione. E il confondere l&#8217;erotismo con la ricerca di un piacere sessuale fine a se stesso, \u00e8 un errore grossolano. Contrariamente a quel che molti credono, l&#8217;erotismo \u00e8 un&#8217;arte raffinata e sapiente, e, nello stesso tempo, in grandissima parte naturale e spontanea: solo se la si vede e la si vive cos\u00ec, essa pu\u00f2 stimolare al massimo il desiderio, sia di colui che seduce, sia di colui che \u00e8 sedotto. In altre parole: non \u00e8 vero che l&#8217;erotismo \u00e8 l&#8217;arte del sesso brutale, senza coinvolgimento e senza amore; \u00e8 vero il contrario: l&#8217;erotismo \u00e8 tanto pi\u00f9 potente, quanto pi\u00f9 smuove gli strati profondi dell&#8217;emotivit\u00e0 e dell&#8217;affettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Il punto di vista comunemente diffuso su erotismo e sesso \u00e8 bene esposto in questo brano di Vittorio Sgarbi, scritto pi\u00f9 di vent&#8217;anni fa, a commento del film \u00abBasic Instinct\u00bb e della sua interorete, la bella e brava attrice americana Sharon Stone (da: V. Sgarbi, \u00abLe mani nei capelli\u00bb, Milano, Mondadori, 1993, pp. 367-369):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; La forza di suggestione di un film pu\u00f2 corrompere le menti. Ma l&#8217;immaginazione \u00e8 il regno della libert\u00e0 e in essa \u00e8 tutto concesso. Cos\u00ec, Sharon Stone ha prestato il suo corpo per le pi\u00f9 perverse fantasie del suo regista e pian paino la sua straordinaria grazia si \u00e8 lasciata contaminare fino a raggiungere una formidabile tensione erotica. [&#8230;] L&#8217;anatomia prevale sulla poesia; non c&#8217;\u00e8 altra strada per l&#8217;erotismo che \u00e8 per sua natura feticistico, sostenuto come un&#8217;architettura da elementi strutturali che si chiamano cosce, natiche, tette, caviglie, fino alle zone pi\u00f9 intime, nei dettagli che, ingranditi , per astrazione possono diventare fiori, colline, cespugli, spiagge.<\/p>\n<p>Sharon Stone presta il suo corpo per qualunque esercizio, senza alcun artificio, determinando naturalmente quello che Madonna costruisce con sforzo, in laboratorio. Sharon Stone \u00e8 donna, non simbolo. La donna del desiderio, senza letteratura, senza finzione; esibisce il suo corpo, consapevole che il sesso \u00e8 un linguaggio, e che una buona vice \u00e8 un dono naturale, non basta educarla e coltivarla. Il talento \u00e8 favorito dalla fortuna. E Sharon Stone si muove, anzi \u00e8 mossa, nel senso che il suo corpo asseconda un istinto, come un tenore che presta la sua vice al personaggio di un&#8217;opera. Non si pu\u00f2 voler essere come Di Stefano o Pavarotti; o si \u00e8, o non si \u00e8. Ma il sesso prevede anche sofferenza, contrasto, sovvertimento dei valori. Stimola ci\u00f2 che non \u00e8 buono.<\/p>\n<p>Un formidabile prototipo di Sharn Stone, come di ogni donna dotata di sex appeal, , nella visione degenerata, perversa dell&#8217;uomo, \u00e8 la Lesbia di Catullo, che non \u00e8 bella senza anima: \u00e8, come Sharon Stone,m bella con anima cattiva. E quando si concede non \u00e8 per amore, ma \u00e8 per capriccio, arbitrio, concessione, sadismo, vizio. Di questo l&#8217;uomo gode rigettando ogni virt\u00f9., ogni delizia domestica identificata nella fase evolutiva nel ruolo di &quot;moglie&quot;. Quando una donna \u00e8 degna, nobile, amabile, l&#8217;eccitazione svanisce. La donna deve essere ignobile, deve esaltare la suprema ignobilt\u00e0 dell&#8217;uomo suoi bassi istinti. E, in questa reciproca degradazione il desiderio ha il suo terreno fertile. Paradossalmente, per recuperare la dimensione spirituale di un rapporto occorre l&#8217;identit\u00e0, il rispecchiamento che annulla la diversit\u00e0, l&#8217;omosessualit\u00e0.<\/p>\n<p>La naturale bellezza di Sharon Stone diventa eccitante perch\u00e9 si pu\u00f2 contaminare, degradare, perch\u00e9 \u00e8 opposta alla virt\u00f9. Bellezza e vizio. Nessuna elevazione. Nessuna spiritualit\u00e0. Come aveva scritto Heinrich Heine: &quot;Ho voglia del tuo corpo che \u00e8 giovane e bello. Al diavolo la tua anima, ne ho abbastanza della mia.\u00bb<\/p>\n<p>Non ci stupisce la citazione di Heine, una brutta persona del cui carattere meschino abbiamo gi\u00e0 parlato in altro luogo: il fatto che da alcuni sia considerato un grande poeta non gli conferisce per niente una superiore autorevolezza in questioni di psicologia o di arte del buon vivere (cfr. il nostro articolo: \u00abCinismo, perfidia e ipocrisia di Heine nella sua disputa con Platen\u00bb, pubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb in data 24\/02\/2015). Lasciamolo perdere, perci\u00f2, come arbitro della questione; e torniamo al nocciolo del problema: l&#8217;uomo e la donna hanno bisogno di degradarsi a vicenda, perch\u00e9 l&#8217;uno possa trovare nell&#8217;altra la fonte del desiderio?<\/p>\n<p>Gira e rigira, la questione \u00e8 semplice, ed \u00e8 sempre la stesa: una persona sana ed equilibrata ha desideri e inclinazioni ben diversi da quelli di una persona malata e squilibrata; e la stesa cosa vale per la societ\u00e0 nel suo complesso: essa desidera e apprezza le cose buone e sane, quando \u00e8 sana ed equilibrata; mentre cerca e approva le cose brutte e perfino degradanti, quando \u00e8, essa stessa, confusa, avvilita, degradata. Solo cos\u00ec si spiega il fatto che, in certi momenti storici, emergono, nei vari settori della vita pubblica &#8212; dalla politica all&#8217;arte, dalla religione al pensiero &#8212; dei leader negativi, che conducono il corpo sociale verso l&#8217;auto-distruzione, e che godono tuttavia, almeno nelle fasi iniziali, di un altissimo indice di consenso. Il contrario avviene nelle societ\u00e0 moralmente sane: qui sono le persone moralmente migliori ad emergere, a imporsi, a rappresentare dei modelli positivi per tutte le altre.<\/p>\n<p>Di nuovo, qualcuno obietter\u00e0 che la sanit\u00e0 morale non ha niente a che vedere con l&#8217;erotismo e il sesso. E di nuovo rispondiamo: sar\u00e0. Ma sar\u00e0, a nostro avviso, per chi parte da una prospettiva che \u00e8 gi\u00e0, in se stessa, deformata e patologica. Per il tossicomane, solo le sensazioni suscitate dalla droga sono belle e desiderabili; per l&#8217;alcolista, solo il gusto dell&#8217;alcol conferisce un appagamento: ma queste non sono prospettive normali, bens\u00ec malate. Ora, sappiamo bene che la societ\u00e0 moderna \u00e8 malata: e questo spiega, appunto, lo straordinario successo di tutto ci\u00f2 che esalta il brutto, il deforme, il nauseante, il disgustoso, il cinico, l&#8217;abnorme, il crudele, il disperato, il contraffatto, il sadico, il perverso. \u00c8 questa una buona ragione per continuare a offrire agli uomini (e alle donne) un siffatto genere di opere, di pensieri, di esempi, di modelli? O non sarebbe un&#8217;ottima ragione per invertire la tendenza e per proporre modelli, esempi, pensieri ed opere di segno positivo, che facciano appello a quanto nella natura umana vi \u00e8 di meglio, e non a quanto la avvilisce e la degrada, riducendola a una caricatura della bestia?<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che, in una societ\u00e0 malata di pornografia, la donna si sente apprezzata e desiderata se si abbassa al livello di una sfacciata prostituta: vi sono moltissime donne per bene che si vestono, si muovono, parlano e agiscono come prostitute, in omaggio a questa tendenza e nella speranza di piacere e di sentirsi gratificate nella loro femminilit\u00e0. Quale errore. Un tale comportamento potr\u00e0, senza dubbio, accendere il desiderio maschile, ma non verso la <em>persona<\/em> della donna, ossia verso la totalit\u00e0 del suo essere, ma solo e unicamente verso il suo corpo: a condizione, ben inteso, che esso si mantenga eternamente fresco, giovane e gradevole. Il che \u00e8, evidentemente, impossibile: da cui frustrazione, amarezza e senso di fallimento, via via che si manifesta l&#8217;implacabile trascorrere degli anni, con la comparsa delle rughe e la decadenza del corpo. Quanto all&#8217;uomo, \u00e8 altrettanto chiaro che un rapporto cos\u00ec impostato con la donna lo lascer\u00e0 svuotato di ogni bellezza, di ogni fascino: perch\u00e9 il fascino \u00e8 mistero e la bellezza \u00e8 amore; mentre l&#8217;erotismo di tipo pornografico sopprime la vera bellezza e bandisce implacabilmente l&#8217;amore, come un intruso importuno.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che i sostenitori dell&#8217;erotismo come ricerca della degradazione credono di conoscere molto bene l&#8217;arte della seduzione, ma ne sanno ben poco, per il semplice fatto che non sono capaci di vedere l&#8217;essere umano nella sua totalit\u00e0, ossia come persona, ma solo come un insieme di parti anatomiche da esibire pi\u00f9 o meno abilmente. Quel che vogliamo dire \u00e8 che essi si sbagliano non solo sul terreno morale (che a loro non interessa), ma anche sul loro stesso terreno: quello della sensualit\u00e0 e dell&#8217;erotismo. Essi non sanno veramente cosa siano queste cose, perch\u00e9 non sanno che cosa sono veramente l&#8217;uomo e la donna. Se lo sapessero, non proclamerebbero, come invece fanno, che l&#8217;amore \u00e8 un intruso e che la bellezza interiore contrasta con il desiderio. A dispetto della loro sicumera, vien da chiedersi se abbiano mai realmente conosciuto il vero piacere fra uomo e donna&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una donna che sia degna, nobile, amabile, non suscita il desiderio maschile, non accende la passione dell&#8217;uomo? 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