{"id":24969,"date":"2020-04-24T12:41:00","date_gmt":"2020-04-24T12:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/24\/ernesto-buonaiuti-il-profeta-del-cattocomunismo\/"},"modified":"2020-04-24T12:41:00","modified_gmt":"2020-04-24T12:41:00","slug":"ernesto-buonaiuti-il-profeta-del-cattocomunismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/24\/ernesto-buonaiuti-il-profeta-del-cattocomunismo\/","title":{"rendered":"Ernesto Buonaiuti, il profeta del cattocomunismo"},"content":{"rendered":"<p>Tutti sanno che il massimo esponente italiano del modernismo, e uno dei suoi massimi esponenti a livello europeo, \u00e8 stato Ernesto Buonaiuti (Roma,1881-ivi, 1946). Non tutti sanno, per\u00f2, che egli \u00e8 stato anche il vero profeta del catto-comunismo, poich\u00e9 ha teorizzato un &quot;cristianesimo&quot; che coincide, in ultima analisi, con l&#8217;ansia di democrazia dei popoli nonch\u00e9 con il progetto di un mondo integralmente socialista, tanto da parlare di un prossimo venturo socialismo cristiano, o meglio, l&#8217;espressione \u00e8 sua, di un cristianesimo socialista. Dunque Buonaiuti \u00e8 il vero precursore del padre salesiano Giulio Girardi e del movimento cileno dei Cristiani per il Socialismo, collegato con la teologia della liberazione e sostenitore di Salvador Allende, poi esteso anche ad altri Paesi, fra i quali l&#8217;Italia, ove il primo congresso si tenne nel 1973. Tutta la (nefasta) predicazione di Buonaiuti, oggi presentato dalla cultura <em>mainstream<\/em> come una povera vittima perseguitata, e non solo quella laica ma anche, paradossalmente, quella che si dice cattolica, nonch\u00e9 come un profeta del Concilio troppo in anticipo sui tempi e perci\u00f2 ingiustamente scomunicato, andava in quella direzione: si pu\u00f2 anzi dire, sebbene ci\u00f2, per una serie di ragioni tattiche, sia stato poco evidenziato dagli studiosi, che tale aspetto \u00e8 assolutamente centrale nella sua visione. Per lui il cristianesimo (non si parla nemmeno di cattolicesimo, perch\u00e9 egli dava l&#8217;ecumenismo per scontato e realizzato) non pu\u00f2 che culminare nel socialismo, altrimenti non \u00e8 vero cristianesimo.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che in questa visione, che fa della religione una semplice espressione politica della societ\u00e0, la Chiesa cattolica o \u00e8 di troppo, o non le resta che fungere da veicolo dell&#8217;ideologia democratica e socialista; e stendiamo un velo sulla confusione fra democrazia e socialismo, che non sono esattamente la stessa cosa e lo si sarebbe visto, in Italia, a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, anzi da prima ancora, con la cosiddetta Resistenza e la guerra civile del 1943-45, nella quale decine di preti e di cattolici furono ammazzati dai gloriosi partigiani comunisti, imbevuti di socialismo e quindi di odio anti-religioso e niente affatto disposti a dividere i frutti della &quot;liberazione&quot; con i provvisori compagni di strada dei partiti e movimenti democratici, compresa la Democrazia Cristiana. E a proposito di democrazia cristiana, non quella di De Gasperi ma quella di Romolo Murri, \u00e8 significativo che Buonaiuti, dopo la pubblicazione del <em>Programma dei modernisti<\/em>, e quindi dopo la <em>Pascendi<\/em> di Pio X, scrivesse a don Murri una <em>Lettera aperta<\/em> nella quale gli rimproverava addirittura di conservare una distinzione concettuale tra fattore sociale e fattore religioso, mentre le due cose, per lui, sono una sola; e non una declinazione indeterminata della politica, ma proprio il binomio democrazia e socialismo. Che il socialismo avrebbe fatto furori nel corso del XX secolo e incantato milioni di cattolici, ma poi sarebbe ingloriosamente tramontato, afflosciandosi su se stesso per le sue carenze intrinseche e non, come il fascismo, perch\u00e9 militarmente distrutto da forze esterne, questo non \u00e8 mai balenato all&#8217;intelligenza del Buonaiuti, che pure viene oggi tanto apprezzato come valente storico dalla cultura di sinistra, sopravvissuta a quel crollo inglorioso e fatta ancor pi\u00f9 arrogante dalla sua cattiva coscienza; e non \u00e8 un caso che il suo discepolo pi\u00f9 &quot;illustre&quot;, come storico delle religioni, sia stato il vetero-marxista Ambrogio Donini, uno che considera tutto il cristianesimo, Incarnazione e Resurrezione comprese, come un mito puro e semplice, nato in Palestina come riflesso delle fervide attese di giustizia e di riscatto sociale da parte del popolo oppresso. E che la democrazia stessa, una volta giunta al potere, potesse diventare una nuova forma di Pensiero Unico e quindi di totalitarismo; che potesse, per esempio, segregare in casa, da un giorno all&#8217;altro, con il pretesto di una pandemia inesistente, decine di milioni di persone; sguinzagliare le forze dell&#8217;ordine contro i cittadini rei di uscire di casa senza valide ragioni e intanto scarcerare i peggiori boss della mafia; sospendere di fatto la vita del Parlamento; rinviare le elezioni a tempo indeterminato; assumere decisioni di portata internazionale alle spalle e contro la volont\u00e0 del popolo; infine decide la vaccinazione di massa obbligatoria per venire incontro ai <em>desiderata<\/em> delle multinazionali farmaceutiche: anche di ci\u00f2 non vi \u00e8 alcun presentimento in questo prete scomunicato che d\u00e0 per scontata la democrazia quale salvifico destino dei popoli e, addirittura, come logica e compiuta espressione del sentimento religioso.<\/p>\n<p>Scriveva Fausto Parente, autore della voce dedicata al Buonaiuti nel <em>Dizionario Biografico<\/em> della Treccani 197 (volume 15), che era stato preceduto da un pi\u00f9 ampio saggio monografico, sempre dall&#8217;Istituto della Enciclopedia Italiana (Roma, 1971, pp. 27-31):<\/p>\n<p><em>Nel mondo contemporaneo, l&#8217;&quot;attesa impaziente di ulteriori eventi&quot;, cio\u00e8 la stessa esperienza religiosa, ha, per\u00f2, assunto, secondo Buonaiuti, una propria forma ed un proprio significato ben precisi \u00e8 diventata l&#8217;aspirazione alla realizzazione della democrazia. Questa aspirazione \u00e8, tuttavia, involta da molteplici scorie materialistiche, come lo era l&#8217;escatologia ebraica dei tempi di Ges\u00f9: da queste scorie essa va liberata per riportarla alla sua vera essenza religiosa, cos\u00ec come Ges\u00f9 aveva fatto per l&#8217;escatologia del suo tempo. Nel &quot;Programma&quot; [cio\u00e8 il &quot;Programma dei modernsti. Risposta all&#8217;enciclica di Pio X &#8216;Pascendi dominci gregis&#8217;&quot; del 1911, attribuito al Buonaiuti e ad Umberto Fracassini] egli aveva scritto: &quot;La Chiesa deve sentire la nostalgia di quelle correnti, ancora inconsapevolmente religiose, che alimentano l&#8217;ascensione della democrazia&#8230; deve lealmente riconoscere che, nella democrazia, si prepara&#8230; un&#8217;affermazione pi\u00f9 alta della cattolicit\u00e0&quot; poich\u00e9 &quot;allora la democrazia sentir\u00e0 la nostalgia della Chiesa, in cui \u00e8 la continuazione del messaggio cristiano, da cui essa, la democrazia, trae le sue remote ma autentiche origini&quot; e, nell&#8217;articolo su &quot;La religiosit\u00e0 secondo il pragmatismo&quot;, ancor pi\u00f9 esplicitamente afferma che &quot;la democrazia \u00e8 oggi la vera forma della cattolicit\u00e0&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Di conseguenza, in un articolo pubblicato (con lo pseudonimo di Paolo Vinci) su &quot;Nova et Vetera&quot;, in&quot;Neotomismo e pragmatismo religioso&quot;, &quot;Lettera aperta a don Romolo Murri&quot;, riprendendo e sviluppando la critica al Murri gi\u00e0 formulata nel suo primo scritto, gli rimprovera di non aver saputo uscire dall&#8217;ambito della mentalit\u00e0 scolastica col suo mantenere ancora distinti e separati il fattore sociale e quello religioso. Sono questi i temi e i motivi dominanti della &quot;Lettere di un prete modernista&quot;, pubblicate a Roma il 10 aprile 1908 e riconosciute come proprie dal Buonaiuti solo nell&#8217;&quot;Autobiografia&quot; [cio\u00e8 nel Pellegrino di Roma, pubblicato solo un anno prima della more, nel 1945 e perci\u00f2 quasi quarant&#8217;anni dopo] ove le definisce &quot;raccolta di frammenti e di testi rielaborati&quot;. Nella prefazione alla seconda edizione il Niccoli &#8212; evidentemente sulla base di affermazioni del Buonaiuti stesso &#8212; dice che esse furono opera sua &quot;ad eccezione delle prime due nelle quali l&#8217;opera del Buonaiuti si limit\u00f2 a rielaborare un testo altrui&quot;. Ci\u00f2 sembra indirettamente confermato dal fatto che, nella denuncia del Verdesi, il Turchi \u00e8 indicato come un possibile collaboratore nella redazione di questo scritto.<\/em><\/p>\n<p><em>In esse le posizioni del Buonauti appaiono decisamente radicalizzate e portate alle conseguenze estreme. L&#8217;identificazione tra &quot;sentimento religioso&quot; e &quot;speranza rinnovatrice sociale&quot; \u00e8 affermata in maniera ancora pi\u00f9 risoluta: &quot;Noi giungemmo alla conseguenza che il pensiero dogmatico \u00e8 una labile superstruttura in confronto alla religiosit\u00e0 iniziale, la quale&#8230; \u00e8 semplicemente una speranza intensa ed operosa nel miglioramento di noi e della collettivit\u00e0&quot;. Infatti, &quot;poich\u00e9 la religiosit\u00e0 sar\u00e0 individualistica, come quella dei mistici, o socialista, come quella dei cristiani primitivi, &quot;la democrazia cristiana \u00e8 morta e sepolta&quot; e sta sorgendo &quot;il socialismo cristiano o, meglio, il cristianesimo socialista. Una concezione cio\u00e8 insieme sociale e religiosa che afferma risolutamente la identit\u00e0 del sentimento religioso e della speranza rinnovatrice sociale&quot;. Ma anche la critica delle concezioni che sono alla base del cristianesimo non appare pi\u00f9 in alcuna maniera attenuata o mitigata: &quot;Per tutto ci\u00f2 che riguarda i principi teorici fondamentali del cattolicesimo, dottrina dell&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima, dell&#8217;esistenza di un Dio personale, della divinit\u00e0 di Cristo, noi scorgiamo in esse delle attitudini pragmatiche, prive di qualsiasi valore astratto e oggettivo, e solo esprimenti disposizioni particolari della psiche religiosa&quot;. &quot;Il Loisy \u00e8 il vero profeta della cristianit\u00e0 futura&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Nelle &quot;Lettere di un prete modernista&quot;, come ed ad osservare Luigi Salvatorelli, &quot;il passo decisivo \u00e8 compiuto&#8230; Quivi, in base ad una concezione nettamente pragmatica, dei dogmi e della stessa personalit\u00e0 di Duo si nega il valore oggettivo; la religione \u00e8 concepita semplicemente come l&#8217;aspirazione verso il miglioramento sociale umano; il divino \u00e8 la vita e la vita empirica&quot;; &quot;col\u00e0 &#8212; come, alcuni anni pi\u00f9 tardi, dir\u00e0 Giorgio Levi Della Vida &#8212; l&#8217;immanente aveva cacciato il trascendente e Iddio si rivelava nel progressivo attuarsi dell&#8217;ideale etico dell&#8217;umanit\u00e0&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Si rifletta su questo concetto: <em>la religione \u00e8 concepita semplicemente come l&#8217;aspirazione verso il miglioramento sociale umano; il divino \u00e8 la vita e la vita empirica<\/em>; e si avr\u00e0 il ritratto della sedicente chiesa dei nostri giorni; si avr\u00e0 la spiegazione del perch\u00e9 il sedicente papa Bergoglio, nel corso della sua grottesca benedizione <em>Urbi et Orbi<\/em>, il 27 marzo scorso, invece di esortare le anime a convertirsi e rivolgersi a Dio, abbia espresso un concetto pressoch\u00e9 identico: <em>Non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato.<\/em> Ma questo \u00e8 ancora il cattolicesimo come l&#8217;abbiamo sempre conosciuto? \u00c8 ancora il cristianesimo? Questa \u00e8 ancora una religione? La religione implica una relazione essenziale fra l&#8217;uomo e Dio, quest&#8217;ultimo concepito come trascendente e ben distinto dal mondo naturale. Invece per Buonaiuti <em>il divino \u00e8 la vita e la vita empirica<\/em>, mente per il signor Bergoglio il cuore dell&#8217;esperienza religiosa \u00e8 ridestarsi <em>di fronte a guerre e ingiustizie planetarie<\/em>, nonch\u00e9 ascoltare <em>il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato.<\/em> Il grido dei poveri; il pianeta ammalato (si noti: non inquinato, ma &quot;ammalato&quot;: dunque concepito come essere vivente, vedi la Madre Terra ovvero la Pachamama, sacrilegamente adorata nella basilica di san Pietro; <em>la vita empirica<\/em>; l&#8217;<em>aspirazione verso il miglioramento sociale umano.<\/em> Benissimo: ma cos&#8217;hanno a che fare queste cose con la religione? Cos&#8217;hanno a che fare con Ges\u00f9 Cristo, cos&#8217;hanno a che fare con la Chiesa cattolica, quella vera naturalmente e non quella dei falsi vescovi che portano in processione, a spalla, gli idoli sanguinari del paganesimo, circondati da femministe coi capelli dipinti e i colori amazzonici pitturati sulla faccia, e con tanto di frati e suore che si gettano col culo all&#8217;aria di fronte ad essi? E tutto questo ci riporta alla domanda fondamentale: credono in Dio, tutti costoro? Crede in Dio, il signor Bergoglio? Ci credono i Sosa, i Bianchi, i Kasper, i Paglia, i Martin? E ci credevano i modernisti, i Tyrrell, i Loisy, i Buonaiuti? La risposta \u00e8: dipende da cosa s&#8217;intende per &quot;dio&quot;. Se lo s&#8217;intende come lo intende tutta la religiosit\u00e0 occidentale, cio\u00e8 un Dio personale e trascendente, allora la risposta \u00e8 sicuramente <em>no<\/em>.<\/p>\n<p>Di Bergoglio, i pi\u00f9 svegli e onesti se ne sono accorti da un pezzo, anche se nel falso clero modernista che ora spadroneggia regnano l&#8217;omert\u00e0 e l&#8217;ipocrisia. Ma un osservatore indipendente e senza peli sulla lingua, come Vittorio Sgarbi, lo dice da tempo: <em>il papa \u00e8 ateo<\/em>. Un altro osservatore, pi\u00f9 partecipe perch\u00e9 cattolico praticante, Antonio Socci, \u00e8 arrivato alla stessa conclusione: <em>il papa \u00e8 un miscredente<\/em>. E Buonaiuti, il vero maestro e profeta di questa sedicente chiesa del post-concilio? Giriamo la domanda a un altro suo biografo, Giordano Bruno Guerri, autore di un libro che \u00e8 un&#8217;apologia, come lo \u00e8 quello di Parente, e quanto mai indicativo gi\u00e0 dal titolo (<em>Eretico e profeta. Ernesto Buonaiuti, un prete contro la Chiesa<\/em>, Mondadori, 2001, p. 275); ed ecco cosa risponde:<\/p>\n<p><em>Credeva in Dio, Buonaiuti? Se non credeva nella divinit\u00e0 di Cristo &#8212; e non vi credeva &#8212; non poteva credere al Dio del&#8217;Antico Testamento. La fede, per lui, non \u00e8 l&#8217;adesione a qualche verit\u00e0 rivelata, l&#8217;appartenenza a una chiesa o l&#8217;accettazione di un sistema speculativo: &quot;Fede \u00e8 essenzialmente e inequivocabilmente un trasalire dello Spirito al cospetto del mistero affascinante e tremendo che avvolge le forme e le finalit\u00e0 della vita universa&quot;(&quot;La Fede e le fedi&quot;, &quot;Religio&quot;, 1938, p. 161).<\/em><\/p>\n<p>Buonaiuti, dunque, non credeva nella divinit\u00e0 di Cristo, n\u00e9 credeva in un Dio personale e trascendente, ma semmai in un &quot;dio&quot; che \u00e8 tutt&#8217;uno con il mondo e con il progresso: come il Satana di Carducci, altro che il dio cristiano. Ciliegina sulla torta, scrive <em>Spirito<\/em> con la maiuscola, parlando dello spirito umano: ci\u00f2 significa che dio per lui non \u00e8 trascendente, ma che dio \u00e8 l&#8217;uomo stesso. Se la grammatica ha un senso. E la stessa cosa vale per i Bergoglio, i Sosa, i Bianchi ecc: credono in Dio? No di certo; non nel Dio di Ges\u00f9 Cristo, in ogni caso. E soprattutto, non che Ges\u00f9 Cristo <em>\u00e8<\/em> Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti sanno che il massimo esponente italiano del modernismo, e uno dei suoi massimi esponenti a livello europeo, \u00e8 stato Ernesto Buonaiuti (Roma,1881-ivi, 1946). 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