{"id":24965,"date":"2018-07-09T08:12:00","date_gmt":"2018-07-09T08:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/09\/eresia-e-abolire-la-differenza-fra-creatore-e-creature\/"},"modified":"2018-07-09T08:12:00","modified_gmt":"2018-07-09T08:12:00","slug":"eresia-e-abolire-la-differenza-fra-creatore-e-creature","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/09\/eresia-e-abolire-la-differenza-fra-creatore-e-creature\/","title":{"rendered":"Eresia \u00e8 abolire la differenza fra Creatore e creature"},"content":{"rendered":"<p>Se dovessimo dire in che cosa si concentra, oggi, lo spirito di eresia che serpeggia nella Chiesa e avvelena l&#8217;anima di tanti cattolici, pervertendo la loro fede, diremmo che \u00e8 questa: la pretesa, raramente esplicita, quasi sempre dissimulata, di abolire la differenza ontologica fra il Creatore e le Sue creature; di far come se, tutto sommato, non ci sia alcuna distanza, ma Lui ed esse si trovino su uno stesso piano di realt\u00e0. Tutto il resto, o quasi &#8212; le aberrazioni liturgiche, il disordine pastorale, l&#8217;anarchismo delle omelie durante la santa Messa, e il lento, micidiale, diabolico stillicidio teologico e dottrinale, che sposta un centimetro alla volta, un metro alla volta, la vera dottrina cattolica dal suo terreno e dal suo quadro di riferimento, e la trasforma, senza che la quasi totalit\u00e0 dei fedeli se ne renda pienamente conto, in un insieme di credenze umanistiche, laiche, ambientaliste, ecologiste, storiciste, naturaliste, immanentiste: tutto il resto, dicevamo, nasce da questo, dipende da questo, \u00e8 l&#8217;effetto di questo: l&#8217;erosione, lenta ma sicura, della distanza ontologica che distingue l&#8217;infinit\u00e0 del Creatore dalla finitezza della creatura. L&#8217;uomo moderno non vuole pi\u00f9 essere creatura, non vuol pi\u00f9 riconoscere un Creatore, dunque non vuol ammettere che esista un debito esistenziale della creatura nei confronti del Creatore. Siamo sempre l\u00ec, al peccato di Adamo e di Eva: un peccato di superbia, orgoglio e ingratitudine. Superbia: voler essere pi\u00f9 di quel che si \u00e8; orgoglio: non voler riconoscere la priorit\u00e0 di Dio; ingratitudine: disprezzare ci\u00f2 che si possiede e i doni che si sono ricevuti, per desiderare di pi\u00f9. Tutti i discorsi sulla &quot;svolta antropologica&quot; hanno questa radice: la mancata accettazione della finitezza e, di conseguenza, la pretesa di assolutizzare l&#8217;uomo e immanentizzare la fede. Poich\u00e9 l&#8217;uomo non riesce a farsi Dio &#8211; la strada indicata da Nietzsche -, allora si sforza in ogni maniera di abbassare Dio al proprio livello: la strada indicata da Heidegger. Non \u00e8 certo un caso che Heidegger, cattolico degenerato, sia stato il maestro di Karl Rahner: nella teologia di Rahner c&#8217;\u00e8 questo veleno, questa irruzione del finito nell&#8217;infinto, che \u00e8 esattamente il contrario della giusta prospettiva cristiana: l&#8217;infinito che irrompe nella dimensione del finito, Dio che bussa alla porta dell&#8217;uomo, la grazia che innalza l&#8217;uomo al di sopra della dimensione naturale. Nella teologia della &quot;svolta&quot; accade l&#8217;inverso: tutto viene ricondotto alla prospettiva dell&#8217;uomo, compresa la fede e compreso Dio. \u00c8 un immenso, blasfemo, bagno di superbia e di orgoglio: un bagno di ego. Sarebbe stato mille volte meglio se il maestro di Heidegger fosse stato Nietzsche. Nietzsche non \u00e8 cristiano, \u00e8 persino anticristiano (almeno a parole; perch\u00e9 poi, nella sostanza, le cose sono un po&#8217; diverse), per\u00f2 gioca a carte scoperte: lui crede davvero che l&#8217;uomo possa farsi il dio di se stesso. Meglio: \u00e8 convinto che l&#8217;uomo lo <em>debba<\/em> fare, perch\u00e9, dopo la morte di Dio, si \u00e8 bruciato i ponti dietro le spalle e, se si ferma a met\u00e0 strada, \u00e8 perduto: precipiter\u00e0 nell&#8217;abisso, diverr\u00e0 qualcosa di meno di ci\u00f2 che \u00e8, si abbrutir\u00e0 e si trasformer\u00e0 nella scimmia di se stesso. Perci\u00f2, secondo Nietzsche, all&#8217;uomo non sono date alternative, non esiste un piano di riserva: o riesce a innalzarsi sopra se stesso, a diventare un superuomo, oppure sar\u00e0 la sua fine. Ma Heidegger \u00e8 subdolo: \u00e8 un semicristiano che gioca con le parole e che inventa sempre nuove trappole linguistiche per confondere le idee al prossimo: \u00e8 pi\u00f9 un sofista, quasi un giocoliere del linguaggio, che un vero pensatore. Il suo esistenzialismo non ha la nobile seriet\u00e0 e la drammaticit\u00e0 etica di quello di Kierkegaard, \u00e8 un prodotto di risulta della modernit\u00e0; il &quot;suo&quot; uomo \u00e8 un essere-per-la-morte; la sua filosofia \u00e8 una fenomenologia che va alla deriva, senza un vero scopo, cio\u00e8 una filosofia della stanchezza, dell&#8217;ambiguit\u00e0, della indefinibilit\u00e0; le sue domande aprono scenari fantastici, mutevoli, sorprendenti, ma non portano mai da nessuna parte. Da un simile &quot;maestro&quot;, la teologia non poteva che essere infettata dai molti mali della modernit\u00e0, primo fra tutti il soggettivismo. La fede diventa una questione privata, una questione sentimentale: non \u00e8 pi\u00f9 un dato certo e oggettivo, cui si pu\u00f2 giungere per tappe graduali, dalla ragione naturale alla rivelazione soprannaturale. Questa era la strada di san Tommaso d&#8217;Aquino, ma Rahner la rifiuta, perch\u00e9 vuol essere moderno.<\/p>\n<p>In effetti, Rahner \u00e8 semplicemente modernista. Se i padri conciliari avessero avuto il coraggio di vedere la &quot;teologia&quot; di Rahner per ci\u00f2 che realmente \u00e8, una riproposizione subdola e sleale del modernismo, cio\u00e8 il tentativo disonesto di far passare per cattolico un pensiero eretico, formalmente condannato come tale dal Magistero (col decreto <em>Lamentabili<\/em> e con l&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em>, entrambi del 1907), oggi non saremmo arrivati a questo punto. Di ci\u00f2 si pu\u00f2 e si deve domandare conto ai padri conciliari: i quali, per quanto fossero, probabilmente, nella loro maggioranza, in buona fede, avevano pure gli strumenti intellettuali per comprendere quel che stava accadendo nel 1962: che il modernismo, avendo cambiato nome, ma non certo la sua sostanza eretica, e avendola anzi enormemente sviluppata e rafforzata, in direzioni sempre pi\u00f9 lontane dall&#8217;ortodossia, si ripresentava alla finestra, cinquant&#8217;anni dopo essere stato cacciato dalla porta. Ed essi lo fecero entrare! Questa \u00e8 la loro responsabilit\u00e0, che niente e nessuno potr\u00e0 mai attenuare. Impossibile che non abbiano capito la manovra, tanto essa era evidente. Dal 1879 avevano il tomismo come base della loro formazione teologica e filosofica, secondo la volont\u00e0 di Lene XIII, formalizzata nell&#8217;enciclica <em>Aeterni Patris<\/em>. Si affidarono invece ai teologi della &quot;svolta&quot;, cio\u00e8 ai teologi neomodernisti: impossibile che non abbiamo visto, n\u00e9 si siano resi conto, di trovarsi in presenza di una vera e propria inversione a &quot;u&quot;, di un capovolgimento intenzionale della prospettiva.<\/p>\n<p>Abolire la differenza fra Dio e l&#8217;uomo: questo, dunque, il vero nocciolo dell&#8217;eresia modernista. Non \u00e8 un caso che, a partire dalla &quot;svolta&quot; conciliare, siano salite in grande onore scuole di pensiero che la Chiesa, fino a quel momento, aveva tenuto in sospetto, o addirittura condannato, e contro le quali aveva messo doverosamente in guardia i fedeli: tanto per citarne una, la cosiddetta psicologia del profondo, che ai nostri giorni la fa da padrona anche nell&#8217;ambito della cultura &quot;cattolica&quot;, e i cui testi sacri si possono trovare nelle librerie &quot;cattoliche&quot;, e ossequiosamente recensiti ed elogiati sulla stampa &quot;cattolica&quot;. E si faccia attenzione che la prima conseguenza, sul versante morale, della negazione della differenza ontologica fra il Creatore e le creature, \u00e8 la negazione pratica della distinzione fra il bene e il male. Logico: se l&#8217;uomo si erge a giudice di se stesso, della propria vita, delle proprie scelte, chi potr\u00e0 imporgli un&#8217;idea superiore, e quindi oggettiva, del bene e del male? No: il bene e il male saranno sempre e solo, di volta in volta, quel che lui decider\u00e0 essere tali. E se, per esempio, giudicher\u00e0 che un bambino non deve nascere, perch\u00e9 i suoi genitori non sono pronti ad accoglierlo, egli decider\u00e0 che sopprimerlo nel grembo di sua madre non sar\u00e0 male, ma sar\u00e0 bene, tenendo conto delle necessit\u00e0 e delle esigenze di quei genitori, e perfino nei confronti del nascituro, visto che non avrebbe trovato tutta l&#8217;accoglienza e tutto l&#8217;amore cui un bambino, nascendo, ha &quot;diritto&quot;. Stesso discorso per l&#8217;eutanasia, ossia per la soppressione di una vita la cui prosecuzione sia giudicata, a parere insindacabile dell&#8217;uomo stesso (ma quale uomo, nel caso, ad esempio, di una persona in coma?; evidentemente, di un <em>altro<\/em> uomo), non pi\u00f9 degna e meritevole di continuare a esistere.<\/p>\n<p>Ed ecco cosa scriveva a questo proposito, in una pagina veramente ispirata, il padre francescano Raniero Cantalamessa, nel suo libro <em>La vita nella signoria di Cristo<\/em> (Milano, Editrice \u00c0ncora, 1986, pp. 47-48 e 49-50):<\/p>\n<p><em>Un altro modo di abolire, di prepotenza, la differenza tra il Creatore e la creatura, tra Dio e l&#8217;&quot;io&quot;, \u00e8 quella di&#8230; confonderli. E questa \u00e8 la forma che l&#8217;empiet\u00e0 prende talvolta, oggi, nell&#8217;ambito della psicologia del profondo. Quello che Paolo rimproverava ai &quot;sapienti&quot; del suo tempo non era di studiare la natura e di ammirarne la bellezza, ma di fermarsi ad essa; cos\u00ec quello che la parola di Dio rimprovera oggi, a certa psicologia del profondo, non \u00e8 di aver scoperto una nuova zona del reale che \u00e8 l&#8217;inconscio umano e di cercare di far luce su di essa, ma \u00e8 di aver fatto, di questa scoperta, l&#8217;ennesima occasione per sbarazzarsi di Dio. La parola di Dio, in tal modo, rende un servizio alla stessa psicologia, purificandola da ci\u00f2 che la minaccia , come, del resto, la psicologia, a sua volta, pu\u00f2 servire &#8212; ed ha servito effettivamente, in molti casi &#8212; a purificare la nostra intelligenza della parola di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;empiet\u00e0 che si annida in alcuni orientamenti pi\u00f9 recenti di questa scienza \u00e8 la soppressione della distinzione tra bene e male. Con un procedimento che richiama da vicino quello dell&#8217;antica gnosi eretica, si tendono pericolosamente i confini: il confine del divino verso il basso e il confine del demoniaco verso l&#8217;alto, fino ad accostarli tra loro e sovrapporli e a vedere nel male nient&#8217;altro che &quot;l&#8217;altra faccia della realt\u00e0&quot; e nel demonio nient&#8217;altro che &quot;l&#8217;ombra di Dio&quot;. Su questa linea c&#8217;\u00e8 chi si \u00e8 spinto fino ad accusare il cristianesimo di aver introdotto nel mondo &quot;la nefasta contrapposizione tra bene e male&quot;. In Isaia leggiamo una parola che sembra pronunciata oggi stesso, per questa situazione: &quot;Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre&quot; (Is 5, 20). Per gli psicologi di questo indirizzo l&#8217;importante non \u00e8 &quot;salvare l&#8217;anima&quot; (questo \u00e8 messo addirittura in ridicolo) e neppure &quot;analizzare l&#8217;anima&quot;, ma \u00e8 &quot;fare anima&quot;, cio\u00e8 permettere al&#8217;anima umana &#8212; che \u00e8 poi come dire all&#8217;uomo naturale &#8212; di esprimersi in tutte le direzioni, non reprimendone alcuna. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>E tuttavia non abbiamo toccato ancora il fondo. Le forme di empiet\u00e0 che serpeggiano in seno alla filosofia e alla psicologia sono le pi\u00f9 pericolose perch\u00e9 propagandate con ogni mezzo, erette, in alcuni posti, a sistemi politici, inculcate acriticamente ai giovani nelle scuole e nelle universit\u00e0, perch\u00e9 toccano le idee e i principi che sono il punto nevralgico di ogni cultura, perch\u00e9, infine, si ammantano del prestigio di cui gode oggi la parola &quot;scienza&quot;; ma non sono, in se stesse, le pi\u00f9 gravi. C&#8217;\u00e8 in esse tanta presunzione e spesso tanta ignoranza della vera e autentica esperienza di fede. Intorno a noi c&#8217;\u00e8 qualcosa di ben pi\u00f9 tenebroso che inquieta meno, solo perch\u00e9 si tiene nascosto. Accanto alla negazione INTELLETTUALE di Dio dell&#8217;ateo, il quale \u00e8 convinto (onestamente o disonestamente) che Dio non esiste, c&#8217;\u00e8 la negazione VOLONTARIA di chi rifiuta Dio, pur sapendo che esiste, e lo sfida apertamente dicendo: Non mi assoggetto! &quot;Non serviam!&quot;. Questa forma estrema di peccato, che \u00e8 l&#8217;odio di Dio e la bestemmia, si traduce nell&#8217;insulto aperto e minaccioso a Dio, nel proclamare ad alta voce, cin segni e gesti nefandi, la superiorit\u00e0 del male sul bene, delle tenebre sulla luce, dell&#8217;odio sull&#8217;amore, di Satana su Dio. Essa \u00e8 manovrata direttamente da Satana; chi altri infatti sarebbe capace di concepire il pensiero che &quot;il bene \u00e8 una deviazione del male e, come ogni deviazione, secondario e destinato un giorno a scomparire&quot;, o che &quot;il male non \u00e8, in realt\u00e0, che il bene mal conosciuto&quot;?<\/em><\/p>\n<p>Sono passati appena una trentina d&#8217;anni, e la situazione \u00e8 ulteriormente peggiorata, in una maniera cos\u00ec grave che, forse, nemmeno l&#8217;autore di queste riflessioni avrebbe immaginato. Al rifiuto della differenza fra Creatore e creatura da parte delle scienze &quot;profane&quot;, come la psicologia del profondo, e alla ribellione esplicita contro Dio, come nella magia nera e nel satanismo, si \u00e8 aggiunta una forma ancor pi\u00f9 subdola e dissimulata, perci\u00f2 tanto pi\u00f9 difficile da riconoscere e da combattere tempestivamente: la penetrazione mefitica, in dosi omeopatiche, dell&#8217;eresia antropocentrica, pelagiana, gnostica, nella stessa dottrina cattolica, da parte di teologi che si dicono cattolici, e che indossano, in molti casi, l&#8217;abito sacerdotale, per cui non suscitano sospetti nei fedeli, i quali ascoltano le loro parole con istintivo rispetto; e perfino la traduzione di un tale veleno in comportamenti e atti liturgici e pastorali da parte del clero, nel pieno del suo esercizio ministeriale, spingendo le anime nell&#8217;apostasia, senza che esse se ne rendano conto. Di fatto, la fede &quot;cattolica&quot; che oggi viene professata da moltissimi cardinali, vescovi e sacerdoti, e che viene officiata in moltissime chiese, e che viene insegnata in moltissimi seminari e facolt\u00e0 teologiche, non \u00e8 pi\u00f9 la vera fede cattolica, ma un&#8217;altra cosa, una cosa che non avremmo mai immaginato di poter vedere: una diabolica contraffazione della vera dottrina e della vera fede cattolica, cos\u00ec come la Chiesa le aveva tramandate nella piena fedelt\u00e0 al <em>Depositum Fidei<\/em>. E il male \u00e8 ormai arrivato a un punto tale, che il cuore stesso della fede cattolica si trova, sia pure in maniera implicita e dissimulata, sotto attacco: la santa Eucarestia, la fede nella Presenza Reale di Ges\u00f9 nel Sacrificio eucaristico, che rinnova incessantemente, in qualsiasi luogo e momento, il miracolo d&#8217;amore della Redenzione, operato da Ges\u00f9 Cristo quando venne sulla terra in un corpo mortale. Questa terza forma di eresia \u00e8 la pi\u00f9 grave di tutte: ha la malizia della prima, il rifiuto della differenza ontologica fra Dio e l&#8217;uomo, e la terribile empiet\u00e0 della seconda, il riconoscimento che Dio \u00e8 Dio, e tuttavia il rifiuto della Sua signoria e della Sua regalit\u00e0, per adorare, al Suo posto, ci\u00f2 che \u00e8 finito, o addirittura il Suo nemico (si ricordi com&#8217;\u00e8 diffuso il satanismo nei sacri palazzi ai nostri giorni). <em>Dio Padre, abbi piet\u00e0 di noi!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessimo dire in che cosa si concentra, oggi, lo spirito di eresia che serpeggia nella Chiesa e avvelena l&#8217;anima di tanti cattolici, pervertendo la loro<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,130,148,194,253],"class_list":["post-24965","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-esistenzialismo","tag-friedrich-nietzsche","tag-martin-heidegger","tag-soren-kierkegaard"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24965"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24965\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}