{"id":24952,"date":"2020-07-07T06:43:00","date_gmt":"2020-07-07T06:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/07\/eppure-la-bellezza-salvera-il-mondo\/"},"modified":"2020-07-07T06:43:00","modified_gmt":"2020-07-07T06:43:00","slug":"eppure-la-bellezza-salvera-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/07\/eppure-la-bellezza-salvera-il-mondo\/","title":{"rendered":"Eppure la bellezza salver\u00e0 il mondo"},"content":{"rendered":"<p><em>La bellezza salver\u00e0 il mondo<\/em>. La frase pronunciata dal principe My\u0161kin ne <em>L&#8217;Idiota<\/em>, il personaggio in cui Dostoevskij ha voluto rappresentare il tipo umano pi\u00f9 simile a Ges\u00f9 Cristo che si possa incontrare nella vita d&#8217;ogni giorno in questo mondo moderno, fatto d&#8217;illusioni e di fango, dovrebbe essere custodita in fondo ai nostri cuori stanchi e amareggiati e ripetuta incessantemente, specie quando lo sconforto si fa sentire con maggiore gravezza, perch\u00e9 in essa \u00e8 la chiave della nostra salvezza e del riscatto finale. Il volto della bellezza, unito al volto di Dio: perch\u00e9 Dio \u00e8 Bellezza, e dove c&#8217;\u00e8 Dio, c&#8217;\u00e8 la bellezza, e dove c&#8217;\u00e8 la vera bellezza l\u00ec c&#8217;\u00e8 anche Dio. Il problema \u00e8 saper riconoscere la vera bellezza: perch\u00e9 non si tratta di una competenza tecnica, non \u00e8 qualcosa che si acquisisca con la laurea in storia dell&#8217;arte, ma che ha strettamente a che fare con l&#8217;anima. Quando l&#8217;anima \u00e8 assetata di verit\u00e0 \u00e8 assetata pure di bellezza: le due cose vanno insieme, sono inseparabili. Chi cerca la verit\u00e0 cerca la bellezza, e chi cerca la bellezza cerca la verit\u00e0: ed entrambi stanno cercando Dio, che lo sappiano o che non lo sappiano. Del resto, che importa se non lo sanno? \u00c8 Lui che lo sa, perch\u00e9 \u00e8 Lui che ci viene a cercare, da sempre; ma se noi non abbiamo alcuna nostalgia n\u00e9 della verit\u00e0, n\u00e9 della bellezza, non potremo trovarlo, perch\u00e9 Lui non si fa trovare da chi non lo vuole trovare ma solo da chi lo sta cercando, consapevolmente o inconsapevolmente. In questo secondo caso, nella sua infinita sapienza Egli ci conduce per mano lungo le vie pi\u00f9 impensate per condurci l\u00e0 dove alla fine ogni cuore puro, ogni anima bene intenzionata finisce per arrivare, sempre e infallibilmente: al cospetto di Lui. O per essere pi\u00f9 precisi, a vederlo e riconoscerlo, poich\u00e9 Egli \u00e8 sempre stato davanti a noi, anzi \u00e8 davanti a tutte le sue creature, ma chi non lo vuol vedere, chi lo nega, chi lo rifiuta, non lo vedr\u00e0 mai e poi mai.<\/p>\n<p>Ci \u00e8 toccato di vivere in un momento storico tremendo. Una gentile lettrice osserva che siamo costretti a vivere in una fogna. Brutale, ma vero. E aggiunge: questa \u00e8 l&#8217;ora della nostra Passione, \u00e8 il nostro Venerd\u00ec Santo. Vero anche questo. Ma diciamo la verit\u00e0: non l&#8217;avevamo sempre saputo che il mondo \u00e8 questo? E che alla fine i nodi vengono al pettine e ciascuno \u00e8 costretto a fare la sua scelta, perch\u00e9 non si possono servire due padroni? Non l&#8217;avevamo sempre saputo che se non si \u00e8 per Lui, si \u00e8 contro di Lui, e se si vive secondo la carne, come piace al mondo, si \u00e8 figli del mondo, di questo mondo di tenebre il cui Principe sta stringendo i tempi, sapendo che la sua ora si avvicina; mentre se si vuol essere con Lui bisogna vivere secondo lo spirito, e in tal modo dispiacere al mondo? Non l&#8217;avevamo sempre saputo, perch\u00e9 \u00e8 Ges\u00f9 stesso a ricordarcelo, che bisogna santificare la propria vita, ed essere perfetti, come perfetto \u00e8 il Padre nostro nei Cieli? Ora, chi si sforza di essere perfetto, chi cerca di santificare la propria vita, \u00e8 inviso al mondo, e il mondo lo odia, perch\u00e9 riconosce in lui un suo nemico: perci\u00f2 abbiamo sempre saputo anche che per piacere a Dio bisogna soffrire le persecuzioni. Ecco: se dovessimo indicare un elemento fra tutti (e sono tanti!) che meglio d&#8217;ogni altro evidenzia in che cosa il Concilio Vaticano II ha segnato un vero e proprio tradimento nei confronti del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, indicheremmo proprio questo: ha voluto dare a intendere ai fedeli che si possono servire due padroni; che si pu\u00f2 andare d&#8217;accordo con Dio e col mondo; che non c&#8217;\u00e8 alcuna contraddizione di fondo e anzi, addirittura, che il buon cristiano \u00e8 colui che dialoga col mondo, che ne accetta la prospettiva, che scende a continui compromessi con esso, in nome di valori ingannevoli come la pace e la fratellanza: laddove nessuna vera pace \u00e8 possibile se ci s&#8217;inchina al Principe del mondo, e nessuna fratellanza si realizza se non quella che ricever\u00e0 il suggello della dannazione eterna. E a questa falsa dottrina siamo stati portati per gradi, con l&#8217;astuzia e la frode, e con la falsa liturgia d&#8217;una falsa riforma che ha tolto o annacquato tutti i riferimenti alla trascendenza, alla spiritualit\u00e0, all&#8217;assolutezza di Dio. Gli orrori presenti, il papa che bestemmia, il clero che buffoneggia e loda il peccato, il culto degli idoli intronizzati nelle chiese, non sono che il logico punto d&#8217;arrivo di questa deliberata inversione.<\/p>\n<p>E dunque, la Bellezza. Ma non la bellezza nella sua dimensione puramente formale, tecnica ed estetica; non la bellezza di una perfezione tutta esteriore, fatta di linee, di forme, di colori, di suoni; non la bellezza di corpi senz&#8217;anima, di una materia celebrata in se stessa: no, non questa. I corpi invecchiano e muoiono, la materia \u00e8 destinata a dissolversi e chi si aggrappa a queste cose, chi le celebra fine a se stesse, \u00e8 destinato a perire, cos\u00ec come esse periscono; per dire meglio: \u00e8 destinato a vivere morendo, a vivere la vita come un&#8217;unica agonia. Ma noi siamo stato fatti per la vita, non per la morte; e il nostro Dio \u00e8 un Dio di vita e non di morte. Perci\u00f2 non dobbiamo aggrapparci alle cose che moriranno, ma dobbiamo vedere nelle cose la dimensione spirituale ed eterna, che non morir\u00e0 mai, perch\u00e9 \u00e8 quella che ci accompagna verso Dio. La bellezza che salva \u00e8 quella dello spirito e non quella della carne: come dice il Maestro, \u00e8 lo spirito che d\u00e0 la vita, mentre la carne non giova a nulla. Ma \u00e8 inevitabile che gli uomini carnali cerchino la bellezza carnale, e gli uomini spirituali, la bellezza spirituale. Attraverso la bellezza spirituale, \u00e8 Dio stesso che ci parla e suggerisce ai nostri cuori Parole di Vita eterna; attraverso la bellezza carnale, \u00e8 il Principe del mondo che ci lusinga e si sforza di sedurci. La bellezza della carne \u00e8 appariscente, ma ingannevole: chi se ne lascia irretire disprezza le pietre preziose per andare a raccogliere le ghiande in mezzo al fango, ridotto egli stesso al livello di un maiale. Essa fa appello alle nostre debolezze ed esalta i nostri vizi: non illumina, non riscalda, non alleggerisce, non porta la pace, ma ci sprofonda sempre di pi\u00f9 nella palude della concupiscenza. Il mondo moderno ha talmente celebrato, diffuso, imposto gli idoli della bellezza carnale, da aver quasi eclissato perfino il ricordo della bellezza spirituale, la Bellezza vera, non soggetta alle passioni n\u00e9 votata alla corruzione, ma sempre integra, fresca, giovane nella sua innocenza. E dunque nostra cura sar\u00e0 quella di rientrare in noi stessi, sottrarci all&#8217;assedio della falsa bellezza carnale, che \u00e8 una delle maggiori cause della nostra deriva e della nostra infelicit\u00e0, e di riscoprire la bellezza dello spirito, iniziando dalle cose pi\u00f9 semplici nella vita d&#8217;ogni giorno. Perch\u00e9 la legge \u00e8 questa: per vedere la luce, bisogna espellere da s\u00e9 le tenebre; chi vive immerso nella dimensione carnale, non vedr\u00e0 le cose dello spirito; e chi brama unicamente la bellezza grossolana che solletica i sensi e accende le passioni, non potr\u00e0 mai riconoscere la vera bellezza, che rischiara l&#8217;intelletto, riscalda e purifica il cuore e dona la pace dello spirito.<\/p>\n<p>Ma dove si pu\u00f2 trovare la bellezza, in quest&#8217;epoca dominata dalla bruttezza, dalla deformit\u00e0, dal grottesco, e come farne l&#8217;ancora di salvezza per la propria anima contro lo spietato processo di ottundimento, appiattimento, desensibilizzazione cui tutti siamo esposti, ogni giorno, senza neppure rendercene conto? Prima di tutto \u00e8 necessario espellere la bruttezza dalle proprie abitudini di vita. Se ci si porta dietro, perfino durante un&#8217;escursione in montagna, le cuffie per ascoltare musica rock duro; se si lascia acceso il televisore tutto il giorno, perfino quando non c&#8217;\u00e8 nessuno nella stanza, permettendo alle voci e ai suoni volgari e demenziali della pubblicit\u00e0 di raggiungere il nostro udito e scivolare come serpi velenose nel nostro inconscio; se si dedica il proprio tempo libero a guardare film violenti, grondanti sangue, o a leggere fumetti dell&#8217;orrore, popolati da vampiri e lupi mannari, o ancora se s&#8217;indulge nella pornografia, comunque essa venga chiamata (magari &quot;arte moderna&quot;) e ci si abitua a vedere nel corpo umano null&#8217;altro che una macchina atta a suscitare emozioni violente e a risvegliare istinti brutali, allora \u00e8 ben certo che la vera bellezza non ci si riveler\u00e0 mai, perch\u00e9 per vederla bisogna avere lo sguardo puro e l&#8217;anima trasparente. La seconda cosa da fare \u00e8 ricominciare a guardarsi intorno per scorgere non le cose secondarie, frivole, inutili, ma le cose essenziali. Pu\u00f2 darsi che in un enorme centro commerciale, vero tempio della diabolica religione chiamata consumismo, la sola cosa che meriti attenzioni, perch\u00e9 la sola veramente bella, non si trova nella merce costosa esposta nelle vetrine scintillanti o negli abiti alla moda sfoggiati dalla gente, ma nel povero fiore di campo sbocciato nel parcheggio, perforando l&#8217;asfalto e aprendosi la strada in cerca di luce e calore; oppure nel tramonto fiammeggiante che incendia il cielo a occidente, quando usciamo carichi di pacchi e di pacchetti, e per un attimo, mentre cerchiamo in tasca le chiavi dell&#8217;automobile, andiamo quasi a sbattere davanti a uno splendore cos\u00ec mozzafiato, da non trovar neanche le parole per esprimere la struggente emozione che di colpo ci divampa nel profondo.<\/p>\n<p>E tuttavia non bisogna fermarsi alla sola bellezza; bisogna servirsene come d&#8217;un trampolino per compiere un ulteriore balzo in avanti &#8212; e verso l&#8217;alto. Chi si ferma alla bellezza \u00e8 un esteta, vive di emozioni e si lega al transeunte: prima o poi diviene schiavo di quello stesso immanentismo che \u00e8 l&#8217;anticamera del materialismo. Kierkegaard ha mostrato che non c&#8217;\u00e8 continuit\u00e0, ma rottura fra la vita estetica e la vita etica, e poi fra la vita etica e quella religiosa; e nondimeno, ha mostrato anche che esiste una relazione dialettica fra esse, e che bisogna passare per l&#8217;una per poter accedere all&#8217;altra. E i mistici ortodossi hanno mostrato che attraverso la contemplazione e la meditazione della bellezza di un&#8217;icona si pu\u00f2 giungere alla contemplazione di Dio, perch\u00e9, come gi\u00e0 aveva mostrato Platone, la bellezza sensibile non \u00e8 che una scala che conduce alla bellezza invisibile, quella che \u00e8 sciolta dal tempo e dallo spazio, dalle forme e dalle proporzioni, perch\u00e9 \u00e8 fatta d&#8217;una sostanza puramente spirituale. Nei monaci del Monte Athos vi \u00e8 un riflesso della filosofia platonica, cos\u00ec come nei romanzi di Dostoevskij vi \u00e8 un riflesso della spiritualit\u00e0 del Monte Athos: infatti quando cerchiamo il Bello e il Vero, Dio stesso, che \u00e8 somma Verit\u00e0 e suprema Bellezza, ci prende per mano e ci conduce alla visione di S\u00e9, per strade ora semplici ora complesse, che noi non sapremmo spiegare ma che infallibilmente portano alla meta. E noi, cittadini del mondo che non apparteniamo al mondo, che ci troviamo nel mondo solo in pellegrinaggio, allo scopo di oltrepassarlo, abbiamo fame e sete di eternit\u00e0, non di carnalit\u00e0: perch\u00e9 la carne uccide, ma lo spirito vivifica. Proveremo ora a dare un&#8217;idea di come si possa trovare la bellezza nelle piccole e piccolissime cose e come sia possibile farsene un trampolino per guadagnare quei cieli di speranza dei quali abbiamo tanto bisogno in quest&#8217;ora cos\u00ec difficile, in questo Venerd\u00ec Santo della nostra esistenza terrena, nel quale, per dirne solo una, agli orrori estetici e morali di un Gay Pride, nel quale si sbeffeggiano Ges\u00f9 Cristo e la Vergine Santissima, si uniscono gli orrori ideologici e giuridici di una legislazione che presto vieter\u00e0 di criticare e protestare e costringer\u00e0 le persone a dire che tali orrori sono la cosa pi\u00f9 bella e pi\u00f9 civile che si possa desiderare al mondo.<\/p>\n<p>Innamorati sino in fondo all&#8217;anima della nostra citt\u00e0, da ragazzi ci piaceva immensamente percorrerne le vie in lungo e in largo, osservare palazzi e balconi, prendere nota delle rogge, delle aiole, delle essenze arboree piantate lungo i viali, insomma di tutto, con la stessa soddisfazione con cui un uomo profondamente innamorato della sua patria si alza al mattino e contempla il cielo, respira l&#8217;aria, osserva la cerchia azzurra dei monti e ringrazia Dio per averlo fatto nascere proprio in quel paese, e in nessun altro luogo. Perfino l&#8217;anello di circonvallazione, col suo traffico intenso di veicoli leggeri e pesanti, col suo rumore, coi suoi edifici non belli e privi di ogni attrattiva, nessuna vetrina ma solo qualche bar o qualche edicola di giornali, perfino quella passeggiata ci era assai gradita, perch\u00e9 in ogni palazzo, in ogni finestra, in ogni comignolo sentivamo l&#8217;aria familiare di una citt\u00e0 che per noi era unica al mondo, e con la quale nessun&#8217;altra, neanche la pi\u00f9 fastosa e celebrata, avrebbe mai potuto competere. Un giorno stavamo percorrendo il lato ovest della circonvallazione, un doppio viale accompagnato nel mezzo dal canale Ledra, che scorre incassato entro un alveo profondo, tra due sponde ombreggiate da altissimi alberi, alcuni secolari, platani, bagolari, ippocastani, abeti, cedri dell&#8217;Himalaya, che uniscono il verde delle loro fronde a quello dei giardini privati che si affaccia da dietro i muretti. Ed ecco, quasi all&#8217;inizio del percorso, all&#8217;incrocio di una traversa, alzando lo sguardo all&#8217;altezza del primo piano, abbiamo scorto, sulla facciata di una palazzina degli anni &#8217;30 (che lo studioso Maurizio Buora definisce &quot;tipico esempio di architettura razionalistica&quot; di quel periodo) un bassorilievo rettangolare in pietra bianca raffigurante la Regina Celeste (s\u00ec, proprio regina, cari preti modernisti e caro papa massone) con in braccio suo Figlio, entrambi incoronati, e Ges\u00f9 nel gesto di benedire, mentre nell&#8217;altro mano tiene il globo terrestre. Dunque il sentimento religioso era ancora cos\u00ec forte tra la nostra gente, anche in piena modernit\u00e0, che qualcuno nel farsi costruire la casa si ricordava di dedicare uno spazio simbolico a Dio. E proseguendo il cammino, circa un chilometro pi\u00f9 avanti, in vista ormai della ciminiera della Birreria Dormisch e della torre di Porta Villalta, un altro bassorilievo in pietra, in stile rinascimentale, sopra una mensola nella facciata d&#8217;un palazzetto del primo &#8216;900, sempre con la Madonna e Ges\u00f9 Bambino in braccio. Quella duplice scoperta gett\u00f2 una vivida luce di bellezza e di pace nel nostro animo, come se Dio si fosse chinato a benedire quella citt\u00e0 ove c&#8217;erano anime pie che non si scordavano di Lui e della sua Vergine Madre, ma che ponevano le proprie case e le proprie famiglie sotto la loro ineffabile protezione. Cos\u00ec quella passeggiata acquist\u00f2 un sapore nuovo: e tornammo a casa pi\u00f9 lieti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La bellezza salver\u00e0 il mondo. 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