{"id":24946,"date":"2018-01-09T11:34:00","date_gmt":"2018-01-09T11:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/09\/neochiesa-ultima-blasfemia-lepifania-dei-popoli\/"},"modified":"2018-01-09T11:34:00","modified_gmt":"2018-01-09T11:34:00","slug":"neochiesa-ultima-blasfemia-lepifania-dei-popoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/09\/neochiesa-ultima-blasfemia-lepifania-dei-popoli\/","title":{"rendered":"Neochiesa, ultima blasfemia: l&#8217;Epifania dei Popoli"},"content":{"rendered":"<p>Credevamo di sapere, noi cattolici retrogradi e reazionari, che cosa sia l&#8217;Epifania: vale a dire (dal greco antico) la <em>manifestazione<\/em> del Signore all&#8217;umanit\u00e0, che si celebra il 6 gennaio, dodici giorni dopo il Natale, ricordando la visita dei Re Magi al Bambino Ges\u00f9. Ma non abbiamo tenuto conto delle vette sopraffine di aggiornamento teologico che pu\u00f2 raggiungere la neochiesa, quando ci si mette d&#8217;impegno. Perch\u00e9, come dice il padre carmelitano Giorgio Rossi (sulla rivista <em>Il Carmelo oggi<\/em>, Monza, n. di novembre 2012, p. 28):<\/p>\n<p><em>Il Dogma cresce e si approfondisce : \u00e8 vivo. Perch\u00e9 esprime ed approfondisce la persona di Ges\u00f9 Cristo, la comprensione di Lui cresce lungo la storia. Noi conosciamo Ges\u00f9, ci adeguiamo al Cristo lungo i secoli; come Lui ha fatto con noi nel breve tempo del suo vivere come uomo tra gli uomini<\/em>.<\/p>\n<p>Tradotto in parole pi\u00f9 semplici: i nostri nonni e i nostri padri, poverini, nella loro semplicit\u00e0, credevano di adorare Ges\u00f9 in spirito di verit\u00e0, secondo l&#8217;insegnamento millenario della Chiesa; e credevamo che il Ges\u00f9 da loro adorato fosse lo stesso che avevano adorato anche san Massimilano Kolbe, san Giovanni Bosco, il santo Curato d&#8217;Ars, sant&#8217;Alfonso Maria de&#8217; Liguori, il beato Marco d&#8217;Aviano, santa Teresa d&#8217;Avila, san Giovanni della Croce, san Filippo Neri, san Francesco di Paola, santa Caterina da Siena, sant&#8217;Antonio di Padova, san Francesco d&#8217;Assisi, santa Chiara, san Domenico, san Tommaso d&#8217;Aquino, sant&#8217;Alberto Magno&#8230; Ma ci siamo sbagliati; la conoscenza e la comprensione di Ges\u00f9 crescono col progresso dei tempi, girano con la ruota della storia: per cui il Ges\u00f9 che conosciamo oggi, grazie alla neochiesa e ai neoteologi, \u00e8 un Ges\u00f9 pi\u00f9 &quot;vero&quot;, pi\u00f9 &quot;vivo&quot; di quello che conoscevano e adoravano tutti costoro, poich\u00e9 noi siamo pi\u00f9 moderni di loro; come dice il gesuita spagnolo Busto Saiz, ora abbiamo davanti a noi, grazie agli sforzi di aggiornamento e di approfondimento di questa neochiesa, <em>un Ges\u00f9 pi\u00f9 credibile<\/em>, mentre quello conosciuto e adorato in passato dalle generazioni di cattolici che ci hanno preceduti, era, evidentemente, <em>meno credibile<\/em>. Proprio cos\u00ec: non abbiamo davanti Ges\u00f9, ma &quot;un&quot; Ges\u00f9 nuovo e pi\u00f9 credibile; credevamo, nella nostra ingenuit\u00e0 e nella nostra grossolana ignoranza che Ges\u00f9, il Ges\u00f9 della fede, fosse sempre uguale a Se stesso, ma sbagliavamo, perch\u00e9 Ges\u00f9 \u00e8 pur sempre un uomo della storia, manifestatosi nella storia, uomo fra gli uomini; quindi, ogni epoca ha il &quot;suo&quot; Ges\u00f9; oh, ma niente paura: un Ges\u00f9 sempre pi\u00f9 vero, sempre pi\u00f9 umano e sempre pi\u00f9 credibile. Chiss\u00e0 come lo conosceranno bene, allora, i posteri, per esempio quelli che vivranno alla met\u00e0 del terzo millennio, oppure, meglio ancora, alla fine di esso; per non parlare dei fortunatissimi cristiani del quinto, del sesto e del settimo millennio! Altro che le banali meraviglie del futuro di un Jules Verne: quelle s\u00ec, che saranno generazioni baciate in fronte dalla fortuna, naturalmente per opera del dio Progresso: grazie a lui, saranno quasi giunte al punto di vedere Ges\u00f9 faccia a faccia, senza pi\u00f9 segreti, proprio come se fosse uno di noi, un uomo come tutti noi&#8230;<\/p>\n<p>Per\u00f2, un momento; fermi tutti: c&#8217;\u00e8 qualcosa che non torna. Che cosa recitiamo, nel <em>Credo<\/em> (quello in cui don Fredo Olivero dice, in piena santa Messa, di non credere, per cui non lo recita e non lo fa recitare ai fedeli della sua parrocchia)? Ah, s\u00ec: dice proprio cos\u00ec:<\/p>\n<p><em>Credo in un solo Signore, Ges\u00f9 Cristo, \/ unigenito Figlio di Dio, \/ nato dal Padre prima di tutti i secoli: \/ Dio da Dio, Luce da Luce, \/ Dio vero da Dio vero, \/ generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; \/ per mezzo di lui tutte le cose sono state create. \/ Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, \/ e per opera dello Spirito Santo \/ si \u00e8 incarnato nel seno della Vergine Maria \/ e si \u00e8 fatto uomo<\/em>. <em>\/ Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, \/ mor\u00ec e fu sepolto. \/ Il terzo giorno \u00e8 risuscitato, \/ secondo le Scritture, \u00e8 salito al cielo, \/ siede alla destra de l Padre&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Dunque, Ges\u00f9 non era un uomo; non era <em>solamente<\/em> un uomo; avete mai visto un uomo che muore, viene sepolto e risorge il terzo giorno dopo la sua morte, e poi sale in Cielo? Dunque, Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 solo il Ges\u00f9 storico: \u00e8 stato generato da Dio prima di tutti i secoli, e tutte le cose sono state create per mezzo di Lui. Dunque, nel Ges\u00f9 storico coesistevano due nature, quella umana e quella divina; ed \u00e8 in virt\u00f9 di quella divina che \u00e8 risorto ed \u00e8 tornato in Cielo, alla destra del Padre, di dove ritorner\u00e0, un giorno, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, <em>e il suo regno non avr\u00e0 fine<\/em>. Dunque, affermare che noi possiamo conoscere Ges\u00f9 sempre meglio, grazie al progredire della storia, \u00e8 semplicemente una sciocchezza: perch\u00e9 il Ges\u00f9 della storia, ammesso che possiamo conoscerlo meglio, \u00e8 solo un lato della Persona divina di Ges\u00f9 Cristo: l&#8217;altro lato \u00e8 sempre uguale a Se stesso, perfetto, immutabile, e qualunque uomo vissuto in qualsiasi tempo, a partire dalla sua Incarnazione, lo pu\u00f2 conoscere, e adorare, con la stessa identica compiutezza di qualsiasi altro. \u00c8 una questione di fede, non di scienza; non contano le ultime scoperte archeologiche o papirologiche, n\u00e9 le ultime &quot;conquiste&quot;, vere o presunte, di una certa teologia progressista e modernista, pi\u00f9 o meno &quot;di strada&quot;, come oggi \u00e8 di moda dire; conta la fede. Chi ha una grande fede lo consce quanto \u00e8 dato conoscerlo ad un essere umano, che porta ancora il peso terreno della carne: come lo hanno conosciuto san Francesco, santa Caterina da Siena, santa Teresa d&#8217; Avila, eccetera. Chi non ha fede, o ne ha poca, chi preferisce affidarsi alla scienza, o alla&quot;svolta antropologica&quot; in teologia, conoscer\u00e0 poco di Ges\u00f9: quel poco che si adegua ai suoi criteri, ai suoi modi di pensare, tutti solamente umani. Sar\u00e0 un Ges\u00f9 piccolo, conosciuto da menti ristrette e, quel ch&#8217;\u00e8 peggio, presuntuose.<\/p>\n<p>Dicevamo che abbiamo creduto, fino all&#8217;altro giorno, di sapere cosa sia l&#8217;Epifania, cio\u00e8 la Manifestazione di Ges\u00f9 agli uomini. Ebbene, ci sbagliavamo; ora veniamo debitamente informati che l&#8217;ultimo grido delle &quot;conquiste&quot; postconciliari \u00e8 l&#8217;Epifania dei Popoli. S\u00ec, proprio cos\u00ec: &quot;Popoli&quot; con la lettera maiuscola, come recitano le locandine di numerose diocesi e parrocchie italiane. E che cos&#8217;\u00e8? \u00c8 la celebrazione dell&#8217;auto-invasione dell&#8217;Europa da parte di orde di falsi profughi, quasi tutti islamici e in gran pare africani, accolti come un dono della grazia divina e celebrati come i novelli Re Magi. Inutile precisare, a questo punto, che &quot;accoglierli&quot; non \u00e8 pi\u00f9 una questione di carit\u00e0, ma un assoluto dovere cristiano: non accoglierli, infatti, equivale a misconoscere l&#8217;Epifania divina, <em>pardon<\/em>, volevamo dire l&#8217;Epifania dei Popoli. Appunto. Ora, se l&#8217;Epifania del Signore Ges\u00f9 si \u00e8 trasformata, in omaggio agli invasori, nell&#8217;Epifania dei Popoli, \u00e8 ben giusto che la banale, superata e polverosa santa Messa dell&#8217;Epifania ceda il passo a una nuova santa Messa, la Messa dei Popoli. Giustamente: non fa una grinza. Ed ecco che il vescovo di Prato, Franco Agostinelli &#8212; il vescovo, cio\u00e8, di una citt\u00e0 e di una diocesi che sono ormai il simbolo di questa Italia post-italiana e post-cattolica, multietnica e multirazziale, che piace tanto al (falso) papa Bergoglio, ma anche, guarda un po&#8217;, a un certo George Soros, celebra in duomo, per l&#8217;Epifania, una santa Messa multilingue, appunto per esaltare l&#8217;Italia e l&#8217;Europa secondo il Piano Kalergi. Davanti alla comunit\u00e0 cinese (cattolica?), nigeriana (cattolica?), rumena (cattolica?), filippina, pakistana (cattolica?), polacca e ucraina, il buon vescovo ha affermato, tra l&#8217;altro:<\/p>\n<p><em>Ognuno qui \u00e8 presente con la propria storia e la propria cultura, le nostre differenze sono un patrimonio prezioso per tutta la comunit\u00e0 di Prato; oggi celebriamo l&#8217;Epifania ma le festivit\u00e0, come dice il proverbio, non terminano qui, anzi devono continuare. La festa siamo noi qui riuniti con la volont\u00e0 di camminare insieme nel nome del Signore<\/em>.<\/p>\n<p>Grazie, monsignor Agostinelli; grazie di cuore: dopo una omelia di questo genere, ci sentiamo tutti pi\u00f9 confortati nella nostra fede cattolica (se \u00e8 lecito esprimersi cos\u00ec, dopo che il falso papa Bergoglio ha detto testualmente che <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>; per cui forse non \u00e8 cosa di buon gusto alludere alla nostra fede cattolica, sa troppo di arroganza eurocentrica e razzista). Dalle sue commoventi e interessantissime parole, abbiamo appreso alcune cose che prima, francamente, ignoravamo, per cui le siamo particolarmente grati di questo velocissimo corso di aggiornamento pastorale.<\/p>\n<p>Primo, abbiano appreso che non occorre essere cattolici per andare alla santa Messa, sono graditi tutti e specialmente i non cattolici, gli islamici, gli immigrati in generale; dunque, che la santa Messa non \u00e8 pi\u00f9 il rito centrale della religione cattolica, ma un momento d&#8217;incontro inter-religioso, dove si &quot;festeggia&quot; la comunit\u00e0, nel senso della comunit\u00e0 laica, non della comunit\u00e0 cattolica.<\/p>\n<p>Secondo, che l&#8217;Epifania non \u00e8 una ricorrenza religiosa, non \u00e8 la celebrazione di Ges\u00f9 che si rivela agli uomini, ma \u00e8 una festivit\u00e0, genericamente e laicamente intesa: tanto \u00e8 vero che per celebrarla non si citano i brani della <em>Bibbia<\/em>, ma i proverbi popolari; la festa deve continuare, <em>the<\/em> <em>show must go one<\/em> (a proposito, ma a quale proverbio si riferisce il monsignore di Prato?).<\/p>\n<p>Terzo, apprendiamo che viene a cadere uno dei pilastri della vulgata immigrazionista, cos\u00ec come finora ci era stata ammannita, vale a dire l&#8217;integrazione: ora non si parla pi\u00f9 di integrare gli stranieri, ma di valorizzare le rispettive differenze, viste come un patrimonio prezioso per tutti. Benissimo; buono a sapersi. Ma non potevano dircelo prima? Perch\u00e9, fino ad oggi, ce l&#8217;avevano raccontata in tutt&#8217;altra maniera: e cio\u00e8 che, con la buona volont\u00e0, sia da parte nostra che da pare loro, gli stranieri si sarebbero integrati, sarebbero diventati parte della nostra cultura; ora, invece, ci viene prospettato un futuro a compartimenti stagni, ciascuno con le sue differenze. Prepariamoci: gli islamici tradizionalisti potranno esigere, in ospedale, l&#8217;infibulazione delle loro fanciulle; e, naturalmente, il diritto d&#8217;indossare non solo il velo a scuola, ma anche il <em>burqa<\/em> per la strada, come del resto gi\u00e0 fanno, apertamente e tranquillamente, senza che i vigili urbani o le forze dell&#8217;ordine osino fermare e domandar loro di scoprirsi il viso, cio\u00e8 di rispettare, come tutti gli altri, italiani per primi, le leggi vigenti nel nostro Paese.<\/p>\n<p>Quarto, apprendiamo che l&#8217;Epifania, come le altre &quot;festivit\u00e0&quot; (cattoliche?) <em>siamo noi qui riuniti.<\/em> Perfetto: nemmeno i &quot;cattolici&quot; tedeschi ultraprogressisti e modernisti di <em>Noi siamo Chiesa<\/em>, ufficialmente non riconosciuti, a suo tempo, dal papa (era Giovanni Paolo II, nel 1997) si erano spinti cos\u00ec avanti: a far coincidere le ricorrenze del calendario liturgico con &quot;l&#8217;essere qui&quot; dell&#8217;assemblea, un&#8217;assemblea multietnica e inter-religiosa, niente affatto cattolica. E da cosa si desume il fatto che non \u00e8 un&#8217;assemblea cattolica?<\/p>\n<p>Quinto punto: lo si desume dal fatto che l&#8217;Epifania consiste nell&#8217;essere <em>noi qui riuniti con la volont\u00e0 di camminare insieme nel nome del Signore<\/em>. Ma quale Signore? Eh, via, che domande indiscrete! Quale importanza volete che faccia? Una volta stabilito, come il Santo (?) Padre ha stabilito, che Dio non \u00e8 cattolico, ha forse importanza di quale Signore si sia alla ricerca? Anzi, nemmeno alla ricerca: la frase dice testualmente <em>camminare insieme nel nome del Signore<\/em>. Dunque, si cammina per camminare; dove si vada, non si sa: l&#8217;importante \u00e8 camminare <em>insieme<\/em>. E il Signore cosa c&#8217;entra, in tutto questo camminare? Nel fatto che si cammina <em>nel suo nome<\/em>. Questo \u00e8 il contentino che viene dato al Signore: non si cammina verso di Lui; non \u00e8 Lui lo scopo e la meta del camminare; Lui \u00e8 soltanto una figura che rimane sullo sfondo, un semplice pretesto per la gioia di camminare tutti insieme, appassionatamente: cattolici, luterani, islamici, giudei, buddisti e cos\u00ec via. Insomma, \u00e8 una celebrazione dell&#8217;uomo e una religione dell&#8217;uomo, non di Dio: in perfetto stile gnostico e massonico. Dio siamo noi, quaggi\u00f9; non \u00e8 il Padre che sta nei cieli, e nemmeno il Figlio che si \u00e8 incarnato; e neppure lo Spirito di verit\u00e0, che essi mandano ai credenti. Semmai, lo spirito \u00e8 quello degli uomini di &quot;buona volont\u00e0&quot;, uno spirito con la lettera minuscola, perch\u00e9 \u00e8 tutto terreno, \u00e8 tutto immanente, non ha niente a che fare con la trascendenza, non \u00e8 un Soffio che scende dall&#8217;Alto.<\/p>\n<p>Riassumendo: lo &quot;spirito di Assisi&quot; (<em>lupus in fabula<\/em>) e la Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio, pi\u00f9 la scuola di Bologna, pi\u00f9 la svolta antropologica e l&#8217;ermeneutica della discontinuit\u00e0, pi\u00f9 la teologia della liberazione, portata fino alle pi\u00f9 estreme conseguenze, cio\u00e8 alla predicazione del dovere dell&#8217;auto-invasione: questa, la ricetta. Complimenti.<\/p>\n<p>Ed ecco cosa ha detto un altro vescovo bergogliano d.o.c., Lauro Tisi, agli stranieri di Trento riuniti in cattedrale, benedicendoli, sempre per celebrare degnamente la santa Epifania dei Popoli:<\/p>\n<p><em>Siete per noi domanda e provocazione, ci dite che il mondo cos\u00ec com&#8217;\u00e8 non funziona perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 chi ha tutto e chi non ha niente. Voi portate il valore della diversit\u00e0 da avvicinare senza paura. I cristiani sono eterni migranti, chi ama si alza la mattina e si mette in movimento, esce per frequentare e donare vita: \u00e8 nel nostro dna, l&#8217;uomo che si sta fermo muore. Dio stesso \u00e8 migrante, la Trinit\u00e0 ne \u00e8 evidenza concreta, e le differenze esistenti tra i popoli della terra non possono costituire un problema per chi crede in essa. Le bandiere che avete portato sono una provocazione a non avere paura egli altri, dunque migriamo nell&#8217;amore, la nostra casa \u00e8 nel volto del fratello che va incontrato e festeggiato. Meno male che site arrivati: un popolo seduto \u00e8 destinato a morire, voi ci fate capire che bisogna cambiare, siete angeli di Dio mandati a svegliarci, a dirci che \u00e8 bello essere diversi. I Magi sono tornati a casa per altra via: \u00e8 la via di Ges\u00f9, dell&#8217;accoglienza, dell&#8217;essere contenti che ci sono gli altri e della diversit\u00e0. Impariamo a percorrerla senza paura, la Chiesa non deve creare barriere.<\/em><\/p>\n<p>In questo delirio inverosimile, in questa lucida (si fa per dire) farneticazione, dove non ci sono due pensieri che vadano d&#8217;accordo fra di loro &#8212; per esempio, l&#8217;esaltazione della diversit\u00e0 e allo stesso tempo la pretesa di &quot;integrare&quot;), quel che si evince \u00e8 che il cattolicesimo \u00e8 diventato un&#8217;altra cosa, totalmente diversa da quel che era: la celebrazione della diversit\u00e0, etnica, culturale e religiosa; dove i simboli del cattolicesimo servono solo per dare una parvenza di dignit\u00e0 a concetti laicisti, liberali, naturalisti, immanentisti. Ad ogni modo, per chi avesse la curiosit\u00e0 e la pazienza di mettere insieme una specie di sintesi del Tisi-pensiero, ecco quali sarebbero i punti essenziali:<\/p>\n<p>1) essere cristiani (nemmeno &quot;cattolici&quot;: la parola <em>cattolico<\/em> \u00e8 abolita, si vede che \u00e8 diventata una parolaccia) significa amare; e amare vuol dire essere sempre in movimento; apprendiamo cos\u00ec che il cristianesimo \u00e8 una manifestazione di attivismo e vitalismo, nonch\u00e9 di biologismo, perch\u00e9 l&#8217;essere sempre in movimento &quot;\u00e8 nel nostro dna&quot;. Niente Vangelo, niente Rivelazione, niente Incarnazione, niente Redenzione, niente Giudizio, niente vita eterna; semmai un po&#8217; di Darwin, un po&#8217; di Freud e un po&#8217; di Marx (<em>c&#8217;\u00e8 chi ha tutto e chi non ha niente<\/em>).<\/p>\n<p>2) Dio \u00e8 un migrante, la santissima Trinit\u00e0 \u00e8 un mirabile esempio di migrazione, e le differenze tra i popoli non sono un problema (si noti la logica impeccabile che lega le prime due proposizioni, peraltro semplicemente folli, alla terza, che ci riporta bruscamente sul piano politico e materiale).<\/p>\n<p>3) Noi (noi chi? noi cattolici? ma si pu\u00f2 dire cattolici, o si offende qualcuno?) dobbiamo &quot;migrare nell&#8217;amore&quot;, cio\u00e8 considerare casa nostra &quot;il volto del fratello&quot;. Tradotto: dobbiamo accogliere milioni di stranieri in casa nostra, non solo, ma accoglierli &quot;festeggiandoli&quot;. Prego, entrate tutti: invadete, rubate, stuprate, spacciate, ammazzate: noi vi festeggiamo, noi non abbiamo paura. E perch\u00e9 non si deve aver paura, secondo il Tisi-pensiero?<\/p>\n<p>4) Non si deve aver paura perch\u00e9 gli stranieri <em>sono angeli di Dio mandati a svegliarci<\/em>. Apprendiamo, cos\u00ec, che l&#8217;angelologia cristiana si \u00e8 arricchita di un nuovo e fondamentale capitolo: i migranti\/invasori sono angeli; gli Angeli con la maiuscola non ci sono pi\u00f9 (oppure, se ci sono, somigliano probabilmente agli orribili e ghignanti angeli-diavoli del blasfemo affresco del sodomita Cinalli nel duomo di Terni, realizzato per volont\u00e0 di monsignor Paglia). Ma perch\u00e9, a questo punto, angeli per angeli con la lettera minuscola, non potrebbero essere angeli anche gli italiani poveri? Gli orfani, le vedove, i pensionati che vivono con una pensione da fame (e che non godono del mantenimento garantito a spese dello Stato, come gli stranieri)? Forse perch\u00e9 hanno la pelle chiara, o perch\u00e9 sono cattolici? Ah, ecco: siamo in pieno razzismo all&#8217;incontrario.<\/p>\n<p>5) <em>Meno male che siete arrivati!<\/em> Questa \u00e8 la conclusione: e non ci sembra che sia necessario fare ulteriori commenti. Diciamo una cosa soltanto: se un vescovo cattolico avesse tenuto un simile discorso, nella santa Epifania, solo sei o sette anni fa, sarebbe scoppiato un caso. Venti o trenta anni fa, sarebbe stato cacciato. Cinquanta anni fa, un discorso del genere non sarebbe stato nemmeno concepibile. Quindi, i casi sono due: o era completamente falsa e sbagliata la Chiesa di allora, o \u00e8 completamente falsa e sbagliata la neochiesa odierna. E, a questo punto, o il vescovo di Trento \u00e8 un genio, nonch\u00e9 un santo, oppure \u00e8 un pericoloso squilibrato, che si spaccia assurdamente per un vescovo della Chiesa cattolica, cos\u00ec come qualcun altro pretende di essere Napoleone&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Credevamo di sapere, noi cattolici retrogradi e reazionari, che cosa sia l&#8217;Epifania: vale a dire (dal greco antico) la manifestazione del Signore all&#8217;umanit\u00e0, che si celebra<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[117,157],"class_list":["post-24946","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24946","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24946"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24946\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24946"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24946"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24946"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}