{"id":24942,"date":"2015-11-28T10:08:00","date_gmt":"2015-11-28T10:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/28\/la-scomparsa-di-enrico-mattei-ha-avuto-per-litalia-conseguenze-incalcolabili\/"},"modified":"2015-11-28T10:08:00","modified_gmt":"2015-11-28T10:08:00","slug":"la-scomparsa-di-enrico-mattei-ha-avuto-per-litalia-conseguenze-incalcolabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/28\/la-scomparsa-di-enrico-mattei-ha-avuto-per-litalia-conseguenze-incalcolabili\/","title":{"rendered":"La scomparsa di Enrico Mattei ha avuto per l\u2019Italia conseguenze incalcolabili"},"content":{"rendered":"<p>Enrico Mattei \u00e8 stato una meteora nella storia italiana recente: l&#8217;importanza della sua opera \u00e8 stata cos\u00ec grande che difficilmente potrebbe essere sopravvalutata; ed \u00e8 stato, allo stesso tempo, una figura quanto mai anomala, un imprenditore sorto dal nulla, un geniale dirigente pubblico, un autentico patriota, nel senso pi\u00f9 profondo del termine, talmente innamorato del suo Paese, da sfidare il mondo intero per assicurargli un margine crescente di autonomia energetica, presupposto indispensabile per l&#8217;autonomia economia e, quindi, politica. Seguace di Machiavelli, non guardava tanto per il sottile nell&#8217;uso dei mezzi: comprava giornali cos\u00ec come cercava di comprare partiti; eppure era anche un puritano, un moralista rigoroso nella sfera privata, al punto da regalare tutto il suo stipendio ad un orfanatrofio.<\/p>\n<p>Quando mai si riuscirebbe a trovare un uomo del genere, nell&#8217;economia e nella politica dell&#8217;Italia odierna? Nemmeno a cercarlo con il lanternino di Diogene; e nemmeno ai suoi tempi, per la verit\u00e0 &#8212; quando pure il livello etico della vita pubblica italiana era tanto pi\u00f9 alto, e questo \u00e8 indubbio -, doveva essere cosa tanto facile. Mattei \u00e8 stato unico: unico nelle sue intuizioni straordinarie, che gli hanno permesso di trovare enormi giacimenti di metano nella Pianura Padana; unico nel suo coraggio d&#8217;imprenditore e di stratega &quot;politico&quot;: in fondo, il pi\u00f9 grande politico che l&#8217;Italia abbia avuto nella seconda met\u00e0 del Novecento, anche se, paradosso supremo, non era un politico e della politica si serviva, ma senza mai permetterle di servirsi di lui. Giocava con le carte sue, di un mazzo nuovo: non si fidava, e a ragione, di nessuno, tranne che di se stesso; perch\u00e9 in tutta Italia non solo non c&#8217;era nessuno capace di stargli alla pari, ma neppure nessuno capace di comprenderlo veramente. C&#8217;\u00e8 un autentico abisso fra lui e gli uomini politici, anche i pi\u00f9 grandi, del suo tempo (quando mor\u00ec, nel 1962, in quel misterioso incidente aereo, De Gasperi era uscito di scena da una decina d&#8217;anni), per non parlare dei maggiori imprenditori e dei banchieri. Egli viaggiava, letteralmente, in un&#8217;altra dimensione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 che vogliamo gonfiarlo, magnificarlo, divinizzarlo. Aveva dei gravi difetti e, soprattutto, si muoveva sul filo di una costante, pericolosissima ambiguit\u00e0: non si gioca col fuoco senza scottarsi le dita; non si ricorre alla corruzione politica senza risentirne, anche se le intenzioni sono buone e anche se, personalmente, si \u00e8 integerrimi. Per\u00f2 era un cavallo di razza: un genio in un mondo di mediocri, di conformisti, di furbastri. In fondo, era semplicemente un imprenditore e un dirigente pubblico dalle grandi capacit\u00e0, che si era fatto da s\u00e9 (era figlio di un carabiniere), che pensava in grande, che non si scoraggiava mai, davanti a nulla e a nessuno: un uomo che nei Paesi &quot;normali&quot; avrebbe fatto una onesta carriera e avrebbe potuto giocarsi la partita con altri uomini del suo livello, magari in veste di avversari, sia imprenditoriali, sia politici, per\u00f2 degni di lui; e che avrebbe visto riconosciuti i suoi meriti, forse, ma che certamente avrebbe trovato le strade per svolgere al meglio la sua azione, per reperire i mezzi necessari a condurre la sua strategia di sovranit\u00e0 nazionale. Nei Paesi &quot;normali&quot;, un uomo come Mattei trova sicuramente dei nemici, ma anche settori dello Stato che lo sanno apprezzare, valorizzare e mettere in condizione di procedere al servizio dell&#8217;interesse comune, del pubblico bene. In un Paese come il nostro, Mattei si \u00e8 trovato solo; ha dovuto procedere costantemente in salita; ha dovuto scendere a compromessi e a operazioni estremamente disinvolte per poter fare il bene pubblico, non il suo interesse privato.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la grande, incolmabile anomalia dell&#8217;Italia: che gli uomini come Mattei non li sa utilizzare, danno fastidio, sono troppo bravi, suscitano troppe gelosie, e perci\u00f2 vengono bloccati, trasferiti, rimossi, perch\u00e9 smuovono le acque stagnanti della palude, dove tanti ranocchi altro non chiedono di poter diguazzare in santa pace, a spese del pubblico interesse. Oppure vengono ammazzati, magari in maniera cos\u00ec abile da far sembrare che il loro assassinio sia stato un fatale incidente. Il dubbio resta e rester\u00e0 per sempre, per\u00f2 le prove non salteranno mai fuori. E i ranocchi che imperano nella palude se ne infischiano dei sospetti, della cattiva reputazione, perfino del disonore: hanno quattro dita di pelo sullo stomaco, non si turbano per cos\u00ec poco. L&#8217;opinione pubblica pu\u00f2 pensare quel che vuole: l&#8217;importante \u00e8 che le inchieste non si facciano, o, se si fanno, che vengano debitamente insabbiate., prima che qualche nome eccellente salti fuori. I ranocchi sono pieni di complici, di amici e di amici degli amici, di servitori, di spie, di calunniatori di professione, di depistatori a tempo pieno: se la intendono a meraviglia con la Massoneria, con la politica, con le banche, con le grandi imprese, e pi\u00f9 ancora coi poteri forti internazionali<\/p>\n<p>Nel caso di Enrico Mattei, lo si sa benissimo, i sospetti pi\u00f9 pesanti ricadono sulle Sette Sorelle, che lui aveva coraggiosamente sfidato. Su questo non possono esserci dubbi: era un guanto della sfida, quello da lui lanciato alle multinazionali petrolifere statunitensi; al punto che Amintore Fanfani e i suoi amici della sinistra democristiana, come Giorgio La Pira (ma aveva davvero degli amici, Enrico Mattei?), dovettero inventare una espressione quanto mai stravagante, &quot;neoatlantismo&quot;, per mascherare la realt\u00e0 effettiva della politica energetica perseguita da Enrico Mattei: un vero e proprio sganciamento dalla linea statunitense e una progressiva conquista di autonomia dell&#8217;Italia non solo economica, ma, in ultima analisi, anche politica. Il fatto che poco dopo la sua tragica morte, il suo ex braccio destro alla guida dell&#8217;E.N.I., Eugenio Cefis, che lui stesso aveva costretto a dimettersi perch\u00e9 aveva scoperto che era un uomo della C.I.A., venne reintegrato come vicepresidente e ne divenne poi presidente, ci sembra pi\u00f9 che eloquente; cos\u00ec come \u00e8 eloquente il fatto che su Cefis non sia mai stata aperta ufficialmente alcuna inchiesta. Ma l&#8217;Italia, si sa, \u00e8 il Paese dei misteri, e quello della fine di Mattei, in fondo, \u00e8 solo uno della lunga serie.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ricordava la statura dell&#8217;uomo e la gravit\u00e0 delle conseguenze della sua scomparsa una intelligente giornalista tedesca della \u00abS\u00fcddeutsche Zeitung\u00bb di Monaco di Baviera, Hanne Krammer, sul numero del 29 ottobre 1962, in un articolo intitolato \u00abL&#8217;Italia ha perduto uno dei suoi uomini pi\u00f9 potenti\u00bb (riportato nel vol. XXVI della mitica raccolta \u00abStampa e oro\u00bb de \u00abIl Gatto Selvatico\u00bb, intitolato \u00abLa vetta\u00bbe interamente dedicato alla figura di Enrico Mattei, Roma, 1963, 509-511):<\/p>\n<p><em>\u00abRoma, 20 ottobre [1962; ma deve trattarsi di un errore per &quot;29 ottobre&quot;; l&#8217;aero di Mattei cadde il 27 ottobre]. Non si sa ancora perch\u00e9 il re del petrolio&quot; italiano, Enrico Mattei, sia precipitato con il suo modernissimo aereo privato sia precipitato in un paludoso campo di riso a pochi chilometri di Milano. Solo le indagini ufficiali stabiliranno se l&#8217;uomo che disponeva di milioni di tonnellate di petrolio si sia trovato effettivamente senza carburante, se si sia trattato di un guasto tecnico al motore o di un attentato. In verit\u00e0 al capo della holding statale italiana, dalle imprese a raggio mondiale, i nemici non mancavano; ancora pochi mesi or sono gli estremista francesi dell&#8217;OAS lo avevano minacciato di morte se avesse continuato a sostenere l&#8217;FNL algerino. Anche i neofascisti italiani vedevano in lui il loro principale nemico.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma in questo momento l&#8217;ipotesi di un attentato appare per lo meno discutibile [invece sar\u00e0 confermata, e sia pure moltissimi anni dopo, da una in chiesta che nel 2003, pur chiedendo l&#8217;archiviazione per i mandanti e gli esecutori, stabilir\u00e0 definitivamente che l&#8217;aereo venne distrutto in maniera dolosa].<\/em><\/p>\n<p><em>Enrico Mattei era uno degli uomini pi\u00f9 potenti d&#8217;Italia. I suoi ammiratori gli attribuivano un ruolo di primo piano nel &quot;miracolo italiano&quot;; i suoi nemici temevano che fosse diventato ormai troppo influente e che il suo influsso sulla politica fosse ormai maggiore di quanto una democrazia possa permettere. Egli venne al mondo il 29 aprile 1906 in un remoto villaggio delle Marche, figlio, altri quattro, di un maresciallo dei Carabinieri. Da giovane, Mattei fu un convinto fascista. Una delle non poche leggende che si annodano alla storia del suo successo vuole che una volta egli abbia strappato completamente la barba ad un esponente socialista. Ma dopo l&#8217;entrata in guerra dell&#8217;Italia egli divenne antifascista. Si un\u00ec ai partigiani cattolici n e nelle loro file arriv\u00f2 rapidamente ad un posto di comando. Quando la guerra fu finita egli ottenne dal nuovo governo italiano l&#8217;incarico di liquidare l&#8217;AGIP, una societ\u00e0 petrolifero fonata da Mussolini nel 1926 e che era sempre solo costata danaro.<\/em><\/p>\n<p><em>La vendita dell&#8217;AGIP doveva fruttare quattro o cinque milioni di marchi. Ma quanto pi\u00f9 pressantemente Roma chiedeva quando l&#8217;azienda sarebbe stata sciolta, tanto pi\u00f9 caparbio si mostrava Mattei. Egli inseguiva segretamente l&#8217;antico sogno di reperire del petrolio nella pianura Padana. A dire il vero non lo trov\u00f2, ma nel marzo del 1946 trov\u00f2 invece qualcos&#8217;altro: enormi giacimenti di metano. Mattei sfrutt\u00f2 il tesoro insperato in un tempo lampo. Costru\u00ec metanodotti nelle zone industriali, all&#8217;occorrenza anche di notte, e contro la volont\u00e0 dei proprietari dei terreni, sotto la scorta dei suoi amici partigiani. Allacci\u00f2 due milioni e mezzo di consumatori privati alla sua rete di distribuzione. Senza di lui l&#8217;Italia oggi dovrebbe importare cinque milioni di tonnellate di carbone in pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>Mattei non si accontent\u00f2 di questo. Nel 1953 costitu\u00ec l&#8217;ENI (Ente Nazionale Idrocarburi), una societ\u00e0 che incominci\u00f2 ad occuparsi di petrolio e di carburanti d&#8217;ogni genere. Egli incominci\u00f2 la sua battaglia contro le &quot;sette sorelle, le sette compagnie petrolifere pi\u00f9 importanti del mondo (Esso, Shell, B. P., Texaco, Gulf Oil, Caltex, Mobil Oil). Il primo colpo contro il monopolio mondiale delle sette sorelle gli riusc\u00ec in Iran. Egli offr\u00ec ai governi il 75 per cento invece della ripartizioni in parti uguali (50 e 50) che si era usata fino ad allora. Cos\u00ec pot\u00e9 metter piede in Egitto, in Marocco ed in Tunisia. Egli si considerava sempre come una specie di Davide in lotta contro i Golia dei cartelli petroliferi, ma quando nel 1958 concluse un contratto con l&#8217;URSS per una fornitura di milioni di tonnellate di petrolio grezzo in cambio di gomma e di attrezzature tecniche per l&#8217;estrazione del petrolio, le ditte concorrenti lo accusarono chiamandolo &quot;traditore dell&#8217;Occidente&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma Enrico Mattei non si scompose. Cominci\u00f2 a costruire raffinerie ed oleodotti (quello tra Genova ed Ingolstadt, per esempio), acquist\u00f2 fabbriche chimiche, cre\u00f2 presso Milano un centro amministrativo e di ricerca scientifica, organizz\u00f2 una flotta di navi cisterna. L&#8217;originale serraglio dei suoi marchi di fabbrica &#8212; un lupo a sei zampe che lancia fiamme, per la benzina, una serpe, per l&#8217;olio lubrificante, un gatto verde scuro, per il metano &#8212; marciava senza sosta al di l\u00e0 delle Alpi avanzando verso il Nord. In Italia, l&#8217;AGIP ha costruito quasi diecimila stazioni di servizio, di cui molte abbinate a motels accoglienti.<\/em><\/p>\n<p><em>Quest&#8217;uomo alto e snello riuniva in s\u00e9 molteplici contraddizioni. I comunisti lo accolsero come il pioniere della statalizzazione. Egli per\u00f2 dirigeva le imprese statali secondo i concetti caratteristici dell&#8217;economia privata. Egli, che era personalmente un cattolico osservante, apparteneva all&#8217;ala sinistra della Democrazia Cristiana e l&#8217;apertura a sinistra &#8212; l&#8217;avvento dei socialisti di Nenni al governo &#8212; viene attribuita alla sua iniziativa. Regalava regolarmente il proprio stipendio ad un orfanotrofio; non poteva essere sostituito che con un decreto del Presidente della Repubblica. I suoi nemici lo accusavano di voler corrompere la stampa con le somme colossali con cui finanziava le proprie inserzioni. Egli aveva il proprio quotidiano (&quot;Il Giorno&quot; di Milano) e dominava magistralmente la tastiera delle relazioni pubbliche.<\/em><\/p>\n<p><em>Era uno degli uomini pi\u00f9 dinamici d&#8217;Italia. Le conseguenze della sua morte sono incalcolabili.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>La lezione della parabola di Enrico Mattei e della sua improvvisa e misteriosa scomparsa non \u00e8 stata appresa in tutta la sua importanza. Essa suggerisce e conferma il sospetto che l&#8217;Italia sia un Paese nel quale esistono dei poteri occulti, i quali, ben lungi dal perseguire l&#8217;interesse generale, esercitano tutta la loro influenza per ostacolare e, se necessario, eliminare chi si impegni seriamente per servire lo Stato e il pubblico bene. Si tratta di una rete vischiosa, ramificata, onnipresente, alla quale non sfugge nulla, e che impone al Paese il mantenimento di una classe di politici, di funzionari e di amministratori pubblici estremamente mediocri, perch\u00e9, se tali non fossero, si rivolgerebbero contro di essa. Questo \u00e8 il nodo fondamentale che impedisce all&#8217;Italia di essere un Paese normale, e di sfruttare a fondo le sue grandi possibilit\u00e0. Contro questa piovra ha lottato Enrico Mattei; e ha perso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Enrico Mattei \u00e8 stato una meteora nella storia italiana recente: l&#8217;importanza della sua opera \u00e8 stata cos\u00ec grande che difficilmente potrebbe essere sopravvalutata; ed \u00e8 stato,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30149,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[178],"class_list":["post-24942","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-economia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24942","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24942"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24942\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30149"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24942"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24942"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24942"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}