{"id":24936,"date":"2012-02-27T08:56:00","date_gmt":"2012-02-27T08:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/27\/perche-enea-appare-cosi-piccolo-davanti-alla-tragica-grandezza-di-didone\/"},"modified":"2012-02-27T08:56:00","modified_gmt":"2012-02-27T08:56:00","slug":"perche-enea-appare-cosi-piccolo-davanti-alla-tragica-grandezza-di-didone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/27\/perche-enea-appare-cosi-piccolo-davanti-alla-tragica-grandezza-di-didone\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Enea appare cos\u00ec piccolo davanti alla tragica grandezza di Didone?"},"content":{"rendered":"<p>Per chi ama Virgilio e si nutre dell&#8217;\u00abEneide\u00bb come di un alimento vitale per l&#8217;anima; per chi vi cerca, e vi trova, non solo tesori di bellezza e di cultura, ma ricchezze incalcolabili a livello spirituale ed umano, la grande domanda era e rester\u00e0 sempre: perch\u00e9 Enea appare cos\u00ec piccolo davanti alla tragica grandezza di Didone?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il &quot;pius Aeneas&quot;, con tuta la sua &quot;pietas&quot;, che lo fa apparire quasi pi\u00f9 un sacerdote che un guerriero e che ovunque, nelle sue peregrinazioni, lo induce a fermarsi per erigere altari, interrogare gli oracoli e celebrare riti religiosi, si mostra cos\u00ec scostante, diciamo pure cos\u00ec meschino, davanti a una donna innamorata, che per lui ha sacrificato tutto e che non gli chiede pi\u00f9 nemmeno di restare, ma almeno di differire un poco la partenza, per darle il modo di abituarsi all&#8217;idea della definitiva separazione?<br \/>\nIn fondo, \u00e8 impossibile sottrarsi all&#8217;impressione, leggendo e rileggendo il quarto canto dell&#8217;immortale poema, che ad Enea sarebbe bastato un po&#8217; pi\u00f9 di tatto, un po&#8217; pi\u00f9 di sensibilit\u00e0 e delicatezza, per rendere il loro distacco meno crudele, per non esacerbare oltre ogni limite la sofferenza di lei; non gi\u00e0 nel senso di adornare con una astuta strategia il suo egoismo di maschio deciso a partire, dopo aver ottenuto ci\u00f2 che gli premeva, ma nel senso di mostrare per lei, se non amore, almeno quel rispetto, quella empatia, quella dolcezza, che si devono comunque ad un amico, a una persona con la quale si \u00e8 condiviso molto e che molto ha offerto di s\u00e9.<\/p>\n<p>Il Fato lo chiama ad altri lidi, ad altri destini, e va bene; ci si mette pure Giove &#8211; che, pregato da suo figlio Jarba, re di Getulia, furioso per lo smacco del rifiuto di Didone -, manda Mercurio dall&#8217;eroe troiano a sollecitarne la partenza: eppure, con tutto ci\u00f2, il modo di agire e di parlare di Enea, nel suo ultimo colloquio con la regina cartaginese, appare di una ruvidezza, di una povert\u00e0 morale sconcertanti.<\/p>\n<p>Qui, naturalmente, ci sono due distinti ordini di questioni: l&#8217;uno di impostazione generale, l&#8217;altro di esigenze artistiche.<\/p>\n<p>Nella prospettiva di Virgilio, che poi \u00e8 quella di un Romano dell&#8217;et\u00e0 di Augusto, tormentato dal problema del male nella storia, ma anche fiducioso che il Fato guidi le vicende umane verso un bene superiore, invisibile ai singoli (\u00e8, ancora e sempre, l&#8217;eterno problema della Provvidenza manzoniana!), il Fato non \u00e8 un accessorio secondario o un orpello retorico: \u00e8 la sostanza del suo poema, \u00e8 il senso della vicenda umana, \u00e8 tutto. Enea \u00e8 spinto alla partenza da una forza superiore, da un senso del dovere che gli impone di sacrificare ogni suo privato interesse: se si risolve a partire da Cartagine, quasi di soppiatto, come un ladro, non \u00e8 perch\u00e9 si sia stancato di Didone, ma perch\u00e9 aveva sempre saputo non essere quella la sede definitiva del suo popolo, bens\u00ec l&#8217;Italia, che tanti presagi gli hanno indicato come meta finale del viaggio.<\/p>\n<p>Questo, il lettore moderno stenta a capirlo, ad accettarlo; il lettore moderno, con la testa imbottita di retorica sull&#8217;amore romantico (una invenzione, appunto, della letteratura moderna, e precisamente di Petrarca, esasperata ulteriormente dalla decima musa, il cinema), non riesce a recuperare facilmente la giusta prospettiva, che \u00e8 quella di Enea: nessun personaggio, storico o letterario che sia, pu\u00f2 essere compreso, se si pretende di giudicarlo secondo le proprie categorie mentali e alla luce del proprio paradigma culturale.<\/p>\n<p>Certo, questo \u00e8 un problema di difficile soluzione, perch\u00e9, inevitabilmente, ciascuno \u00e8 figlio del modo di sentire del proprio tempo e non se ne pu\u00f2 spogliare, per quanti sforzi faccia; almeno, per\u00f2, si deve evitare l&#8217;errore prospettico di voler far coincidere il proprio angolo visuale con la verit\u00e0 in assoluto: e questo \u00e8 gi\u00e0 un primo passo sulla via di una migliore comprensione.<\/p>\n<p>Naturalmente, nel comportamento di Enea verso Didone, al momento della separazione, non vi \u00e8 soltanto questo: perch\u00e9, pur piegandosi al volere del Fato, egli avrebbe potuto addolcire il dolore della regina con una sincera espressione di affetto e di rammarico; e tuttavia non lo fa.<\/p>\n<p>La tentazione di attribuire il suo contegno alla paura di lasciarsi sopraffare dai sentimenti, di cedere davanti allo sgomento e alle lacrime della donna, e, quindi, ad un intenzionale indurimento dell&#8217;eroe, \u00e8 forte; ma, attenzione, si tratta pur sempre di una tentazione tipica della modernit\u00e0, in questo caso basata sulla fede quasi cieca nella psicologia &#8211; o, peggio, nella psicanalisi -, nuova divinit\u00e0 che tutti adorano, anche se poca ne masticano e poca ne capiscono. Non che gli antichi difettassero di psicologia; ma non l&#8217;adoravano: perci\u00f2 sarebbe illusorio, crediamo, voler capire Enea osservandolo prevalentemente sotto una tale angolatura.<\/p>\n<p>Piuttosto, qui \u00e8 necessario passare al secondo ordine di questioni, quello artistico: Enea, non dimentichiamolo, non \u00e8 una persona, ma un personaggio; vale a dire che \u00e8 una creazione poetica, non un uomo in carne ed ossa; e che, nel delinearne il carattere, il suo autore ha tenuto presenti tutta una serie di fattori di ordine letterario.<\/p>\n<p>In altre parole, Virgilio non ha voluto creare un Enea (e neppure una Didone, se \u00e8 per questo) che fosse verosimile o convincente come essere umano, ma che fosse efficace come personaggio in quel preciso contesto, ossia come il protagonista di un poema epico celebrante, s\u00ec, la grandezza di Roma, ma anche il mistero del male, della guerra, della sofferenza: \u00absunt lacrimae rerum\u00bb. E il Fato, che in Virgilio prende quasi il luogo della cristiana Provvidenza, dirige, s\u00ec, i pubblici destini verso il bene, o comunque, verso il meglio, ma a prezzo di gravi dolori, rinunce e sacrifici da parte dei singoli individui, secondo modalit\u00e0 misteriose che lo lasciano pensoso e, a tratti, turbato e quasi sconvolto.<\/p>\n<p>Enea, dunque, agisce come agisce essenzialmente per esigenze di ordine contenutistico e morale (concorrere alla futura grandezza di Roma, che, a sua volta, \u00e8 strumento di pace e progresso fra i popoli), ma anche di ordine estetico-letterario, ossia per dare il massimo risalto all&#8217;azione drammatica. In questo senso, se egli si fosse mostrato pi\u00f9 pietoso nei confronti di Didone, se avesse cercato di alleviarne la disperazione, avrebbe anche, al tempo stesso, attenuato l&#8217;effetto drammatico della scena: che, invece, grazie alla sua freddezza e al suo distacco, risulta straordinariamente potenziata e amplificata, perch\u00e9 al dramma del distacco si aggiunge, per Didone, il dramma di scoprire diverso da come lo credeva l&#8217;uomo che ama, quasi un estraneo.<\/p>\n<p>Didone, dunque, giganteggia perch\u00e9 Enea, davanti a lei, effettivamente \u00e8 molto piccolo; ma questo era necessario affinch\u00e9 la scena acquistasse il massimo risalto e concorresse a fare della sfortunata regina cartaginese un personaggio indimenticabile; e, della sua vicenda, una delle pi\u00f9 intense e tragiche storie d&#8217;amore della letteratura universale.<\/p>\n<p>La decisione del suicidio e la maledizione nei confronti di Enea, che sar\u00e0 all&#8217;origine delle guerre sanguinose e spietate fra Roma e Cartagine, fino alla totale distruzione di quest&#8217;ultima, trova qui la sua radice, poetica e umana; suicidio che non sarebbe apparso pienamente giustificato, sul piano artistico, se Enea si fosse sforzato di diminuire l&#8217;amarezza di lei, lasciandole almeno un dolce ricordo a lenire il dolore del distacco.<\/p>\n<p>Inoltre, si provi ad immaginare la scena di un Enea commosso quanto Didone; di due amanti che mescolano le loro lacrime per una partenza, che starebbe solo ad uno di essi evitare, se lo volesse: il tutto cadrebbe nello stucchevole e nel dolciastro, come nelle tele zuccherose e pomposamente melodrammatiche di un Pierre-Narcisse Gu\u00e9rin; oppure, peggio ancora, Enea farebbe la figura di un ipocrita della peggiore specie, di un damerino che piange lacrime finte, mentre col cuore \u00e8 gi\u00e0 pronto a salpare l&#8217;ancora della sua nave e a sciogliere le vele.<\/p>\n<p>Il latinista Adriano Bacchielli (Urbino, 1921 &#8211; Ancona, 1987), autore di una delle migliori traduzioni moderne dell&#8217;\u00abEneide\u00bb in lingua italiana, grazie alla sua intima affinit\u00e0 di poeta con l&#8217;animo virgiliano, ha scritto, anche sulla presente questione, alcune pagine illuminanti; ne riportiamo il passaggio centrale (Virgilio, \u00abEneide\u00bb, versione poetica, traduzione e commento di A. Bacchielli, Torino, Paravia &amp; C., 1963, pp. 152-53):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230;la migliore poesia del libro IV [&#8230;] \u00e8 tutta fondata sul drammatico contrasto dei due protagonisti.<\/p>\n<p>Il dramma veramente \u00e8 solo in Didone, non in Enea, che freddo e insensibile sa parlare solo di riconoscenza, di grata memoria (che sono l&#8217;elemosina dell&#8217;amore, non l&#8217;amore) e, nella sua superficialit\u00e0, nell&#8217;incapacit\u00e0 di comprendere il dramma e la grandezza d&#8217;animo di Didone, giunge fino al punto di ricordare, a colei che gli aveva tutto sacrificato, che egli in definitiva non le aveva mai parlato di matrimonio, e di farle notare l&#8217;inopportunit\u00e0 delle sue lacrime.<\/p>\n<p>Il dramma, in Didone, nasce appunto non tanto dal dolore del distacco, quanto dall&#8217;improvvisa rivelazione di un Enea estraneo al suo dolore ed al suo amore, e a quel suo modo di comportarsi freddo e impacciato che mette improvvisamente davanti agli occhi della regina la pi\u00f9 amara e umiliante delle situazioni in cui una donna possa trovarsi nella vita: quella di accorgersi di essere stata, nel cuore dell&#8217;uomo a cui ha consacrato tutta se stessa, solo l&#8217;oggetto di una breve parente4si sentimentale.<\/p>\n<p>Al grande amore di Didone sarebbe bastata una sola parola di affetto, una sola parola di sincero rammarico per il loro amore cos\u00ec presto troncato, per la loro breve felicit\u00e0 cos\u00ec presto svanita; una sola parola di rimpianto attraverso la quale ritrovare almeno una rispondenza di sentimenti, se non di affetti. Ma questa parola Enea non sa trovarla, perch\u00e9 ne suo cuore non c&#8217;\u00e8 altrettanto dolore, cos\u00ec come non vi \u00e8 mai stato altrettanto amore.<\/p>\n<p>Quali motivi abbiano spinto Virgilio ad impostare in questi termini il dramma d&#8217;amore del libro IV, \u00e8 argomento degno di interesse. Non sono mancate, a tale proposito critiche severe. La figura di Enea, infatti, \u00e8 sembrata troppo fredda, e perci\u00f2, secondo alcuni, artisticamente mancata. Ma \u00e8 certo che se il poeta ci avesse presentato Enea che, pur obbedendo alla volont\u00e0 degli Dei (come vuole ed impone la concezione stessa del personaggio e la logica di tutto il poema), si fosse abbandonato con Didone al dolore e alla disperazione, avrebbe ottenuto un effetto melodrammatico di molto dubbio buon gusto, e la figura di Didone, sul piano artistico, non ne avrebbe certamente guadagnato.<\/p>\n<p>\u00c8 da ritenere invece che il poeta abbia appositamente voluto, molto pi\u00f9 opportunamente, un Enea cos\u00ec privo di anima e di &quot;pathos&quot; non solo e non tanto per la logica di tutto il poema (che vuol e nel capostipite della romana progenie il &quot;pius&quot;, il &quot;civis&quot; forte ed austero che pone al di sopra di ogni interesse personale l&#8217;ideale patrio e l&#8217;obbedienza agli Dei), ma anche e soprattutto per creare le condizioni del dramma, che altrimenti sarebbe venuto a mancare, e dare quindi alla figura di Didone quel rilievo che in nessun altro modo avrebbe potuto avere in maniera cos\u00ec marcata ed avvincente.\u00bb<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 ancora una cosa da tener presente, nel valutare il comportamento di Enea.<\/p>\n<p>Didone, anima bella, generosa, pura, gli ha tutto sacrificato: e viene cos\u00ec mal ricompensata, giungendo alla decisione di togliersi la vita; qui non si tratta solo di una singola storia d&#8217;amore finita tragicamente; qui c&#8217;\u00e8 il mistero del dolore umano, il mistero del male che colpisce gli innocenti, i buoni, i generosi; e la regina fenicia \u00e8 l&#8217;emblema di questo doppio mistero.<\/p>\n<p>Il pagano Virgilio non possedeva la chiave per gettare un poco di luce su un abisso cos\u00ec smisurato; egli ha il presentimento che una spiegazione vi sia; che, in qualche modo, il male sar\u00e0 trasformato in bene: ma quando, dove, come? Ovunque giri lo sguardo, non trova risposta: non resta, all&#8217;uomo, che assumere il grave fardello, come fa Enea: con mestizia, certo, ma senza inutili ribellioni; il Fato \u00e8 superiore agli stessi Dei e, in esso, forse si trova lo scioglimento dell&#8217;arcano, che tanto lo turba.<\/p>\n<p>Per\u00f2, che la parola definitiva di Virgilio sul comportamento di Enea non sia quella che appare a una prima lettura, risulta chiaro dalla nuova e ultima apparizione di Didone, anzi dell&#8217;anima di Didone, nel libro sesto del poema, quello della discesa agli Inferi, nel quale vediamo un Enea che, accorato e quasi piangente, cerca di rivolgersi alla donna, di trattenerla, di consolarla: le rivolge, ma ormai troppo tardi, quei segni di affetto e di partecipazione che non aveva saputo, o voluto, mostrarle durante il loro ultimo colloquio terreno.<\/p>\n<p>Ma Didone, sdegnosa, gli volta le spalle, non lo ascolta e si affretta verso il marito Sicheo: e, questa volta, \u00e8 il turno di Enea di rimanere con l&#8217;amaro nel cuore; non solo col rimpianto, ma col rimorso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per chi ama Virgilio e si nutre dell&#8217;\u00abEneide\u00bb come di un alimento vitale per l&#8217;anima; per chi vi cerca, e vi trova, non solo tesori di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[264],"class_list":["post-24936","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-virgilio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24936","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24936"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24936\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24936"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24936"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24936"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}