{"id":24925,"date":"2009-02-09T07:12:00","date_gmt":"2009-02-09T07:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/02\/09\/eluana-ultimo-atto\/"},"modified":"2009-02-09T07:12:00","modified_gmt":"2009-02-09T07:12:00","slug":"eluana-ultimo-atto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/02\/09\/eluana-ultimo-atto\/","title":{"rendered":"Eluana, ultimo atto"},"content":{"rendered":"<p>Si ha ritegno a parlare di Eluana, ora che tutti ne parlano e gridano il suo nome, sovente impugnandolo come una bandiera o addirittura come un&#8217;arma da brandire contro gli avversari della propria ideologia.<\/p>\n<p>Si ha ritegno, anche perch\u00e9 solo quanti sono coinvolti da vicino in una vicenda del genere possono sapere cosa significhi, in realt\u00e0, doversi confrontare con il mistero della malattia, della solitudine, della perdita di speranza.<\/p>\n<p>Pure, la piega che hanno preso gli avvenimenti ci induce a rompere quel riserbo e a dire una parola in merito; con tutto il rispetto per il dramma dei parenti, e anche con il bagaglio di esperienza di chi si \u00e8 trovato a vivere una situazione analoga.<\/p>\n<p>Non staremo tanto a girarci intorno e diremo subito, con tono sommesso ma anche chiaro e inequivocabile, che non comprendiamo, n\u00e9 mai potremo comprendere l&#8217;atteggiamento di quella famiglia; perch\u00e9, per quanto tragica e straziante sia la situazione che essa sta vivendo, dovrebbe bastare anche il solo legittimo sospetto che Eluana non sia morta diciassette anni fa, come alcuni dicono, ma che sia ancora viva, sia pure in uno stato di coma vegetativo, per inibire qualunque tentazione di sospenderne l&#8217;alimentazione e l&#8217;idratazione artificiale.<\/p>\n<p>Bisogna essere molto chiari su questo.<\/p>\n<p>I casi sono due: o la vita \u00e8 nostra, oppure non lo \u00e8.<\/p>\n<p>Se \u00e8 nostra, allora essa ha un valore fino a tanto che preservi e garantisca alcune condizioni minime di benessere o, quanto meno, di coscienza; venute meno quelle condizioni, staccare la spina \u00e8 un atto perfettamente logico, se non addirittura doveroso.<\/p>\n<p>Al contrario, se la vita non \u00e8 nostra, allora noi non abbiamo il diritto di lasciarla andare, cos\u00ec come non abbiamo il potere di darcela da noi stessi. In questa prospettiva, la vita non ha un valore, ma \u00e8 un valore: un valore altissimo, in s\u00e9 e per s\u00e9.<\/p>\n<p>Non il valore supremo: infatti, essa pu\u00f2 essere legittimamente sacrificata in vista di un valore ancora pi\u00f9 grande, quale &#8211; ad esempio &#8211; la difesa della vita di altri esseri umani. Masimiliano Kolbe, che spontaneamente d\u00e0 la sua vita per salvare quella di un altro prigioniero, padre di famiglia, ne \u00e8 un esempio.<\/p>\n<p>La vita, pertanto, nella prospettiva spiritualistica, non \u00e8 il valore supremo, ma \u00e8 pur sempre un valore in se stessa: ed \u00e8 tale in virt\u00f9 del mistero da cui discende, e che a noi non \u00e8 dato penetrare sino in fondo.<\/p>\n<p>Noi non conosciamo le ragioni ultime del nostro vivere: possiamo ricercarle e perfino intravederle; ma il progetto complessivo in cui essa s&#8217;inscrive, rimane per noi sostanzialmente misterioso; cos\u00ec come misteriosa \u00e8 la presenza del male, della sofferenza, della stessa morte.<\/p>\n<p>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato in un precedente articolo (\u00abDi chi \u00e8 la mia vita?\u00bb, consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice); vogliamo qui ricordare il punto centrale della nostra riflessione di allora.<\/p>\n<p>Il problema che qui discutiamo \u00e8 il valore da attribuirsi alla vita umana quando essa sia stata gravemente menomata, fisicamente o anche psichicamente, ad esempio in seguito a un grave incidente o a una malattia degenerativa. Senza pretendere di possedere il segreto miracoloso di individuare la giusta strategia negli svariati casi concreti che si possono presentare, ci sentiamo per\u00f2 di enunciare una indicazione di massima: che il valore <em>intrinseco<\/em> della vita non si pu\u00f2 misurare in base a criteri oggettivi di <em>qualit\u00e0<\/em> della stessa.<\/p>\n<p>Infatti, la qualit\u00e0 della vita dipende in larga misura da parametri soggettivi: per qualcuno essa pu\u00f2 essere elevata pur in presenza di gravi menomazioni e di sofferenze continue, se per\u00f2 sia illuminata da una determinata fede (non necessariamente di tipo trascendente); mentre pu\u00f2 essere percepita come inadeguata da altri che, secondo le apparenze, non avrebbero motivo di lamentarsi troppo. Cade perci\u00f2 la pretesa di sostenere che una vita perde la sua dignit\u00e0 e diventa un dis-valore in base a una misurazione oggettivistica della sua qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 spinoso \u00e8 il problema che si pone allorch\u00e9 ci si trova davanti a una vita che abbia perduto il bene dell&#8217;autocoscienza, una vita ridotta al puro stato vegetativo. Come la si deve considerare; quali strategie mediche si devono adottare; quale \u00e8 il suo vero bene, a giudizio dei medici e dei parenti: prolungarsi o finire?<\/p>\n<p>Si tratta di un mistero abissale, di quelli &#8211; direbbe Dante &#8211; che fanno tremar le vene e i polsi. Anche qui, non pretendiamo certo di avere la formula magica per rispondere sempre e comunque; possediamo per\u00f2 un orientamento di massima: nessun accanimento terapeutico, quando l&#8217;evidenza mostra che la vita non \u00e8 e non sar\u00e0 mai pi\u00f9 in grado di svolgersi autonomamente sul piano biologico e quando non vi sia alcuna speranza di ritorno alla coscienza; ma, al tempo stesso, nessuna somministrazione volontaria della morte.<\/p>\n<p>In ogni caso, la rinuncia all&#8217;accanimento terapeutico non potr\u00e0 mai sconfinare nella pratica intenzionale della morte; si tratta di due cose ben diverse.<\/p>\n<p>Le ragioni per adottare un atteggiamento di estrema cautela, di pensoso rispetto e di riconoscimento di un limite alla nostra capacit\u00e0 di comprendere e di agire, comunque, non derivano solo dalla soggettivit\u00e0 della percezione della qualit\u00e0 della vita, di cui abbiamo gi\u00e0 detto; ma anche dal fatto che, se la vita di ciascuno \u00e8 strettamente correlata a una rete di relazioni universale, ne consegue che il suo valore non pu\u00f2 essere misurato solo osservandola come un fenomeno del corpo. La \u00abnostra\u00bb vita, proprio perch\u00e9 non \u00e8 nostra, non si riduce alle funzioni del nostro organismo e neanche a quelle del nostro sistema nervoso centrale.<\/p>\n<p>Essa \u00e8 una <em>parola<\/em> rivolta a tutti gli altri esseri e, pertanto, quel che ha da dire trascende l&#8217;ambito circoscritto del suo corpo, del suo letto d&#8217;ospedale, della sua situazione biografica e contingente. In altre parole, essa ha, sempre e comunque, una <em>portata universale<\/em> che significa qualcosa per tutti gli altri esseri viventi, umani e non umani.<\/p>\n<p>Per esempio, se ammettiamo che l&#8217;amore sia un valore superiore alla vita stessa, non si dovrebbe pensare all&#8217;eutanasia come gesto di amore verso una vita mutilata e sofferente; forse, in realt\u00e0, non si tratta tanto di amore, quanto di piet\u00e0; ma quella vita, pur cos\u00ec mutilata e sofferente, forse <em>ci sta dicendo qualcosa, e quel qualcosa \u00e8 amore.<\/em> Amore che ci sfida, che c&#8217;interroga, che ci provoca, che ci sconvolge: il mistero dell&#8217;amore che segue strade tutte sue per giungere alla nostra coscienza e che non parla il linguaggio auto-evidente della salute, del benessere, della felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che, in ogni caso, la decisione se conservare una vita gravemente e irrimediabilmente compromessa sfugge alla decisione del diretto interessato e che la \u00absua\u00bb vita, a quel punto, \u00e8 chiaramente nelle mani di altri. Il punto essenziale, per\u00f2, non \u00e8 questo.<\/p>\n<p>Il punto essenziale \u00e8 che se la nostra vita \u00e8 un discorso, chi siamo noi per pensare che tale discorso non interesser\u00e0 pi\u00f9 nessuno e diverr\u00e0 privo di significato, qualora un incidente o una grave malattia dovessero ridurre quel discorso a un soffio o, magari, ad un rantolo?<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 grazia, diceva Bernanos. Anche un soffio, anche un rantolo solo un discorso carico di significato, per chi lo sa ascoltare. Anche attraverso di essi parlano i valori supremi, e si servono del valore della vita &#8211; sia pure mutilata &#8211; per comunicare qualcosa a qualcuno.<\/p>\n<p>Ribadiamo il concetto: questo non \u00e8 un valore negoziabile. La posta in gioco non \u00e8 un principio astratto, ma una realt\u00e0 concreta: il diritto alla vita e alla morte degli esseri umani. Si pu\u00f2 mediare su tutto, ma non su questo.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, il vero problema non \u00e8 quello di sapere se davvero Eluana abbia espresso quella volont\u00e0, prima di subire l&#8217;incidente che l&#8217;ha portata in coma (per quanto sia anche questa una questione non certo irrilevante: chi potr\u00e0 garantire, in futuro, che i parenti interpretino veramente le volont\u00e0 del congiunto in coma?); ma di stabilire se un essere umano pu\u00f2 decidere di non vivere pi\u00f9, mediante un intervento medico.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che l&#8217;intervento era proprio quello che teneva in vita Eluana e tanti altri come lei. \u00c8 vero, ma come \u00e8 vero che milioni e milioni di persone possono continuare a vivere grazie ai farmaci che assumono, pur non trovandosi in condizioni paragonabili a quella di Eluana. La verit\u00e0, dunque, \u00e8 che la medicina in quanto tale \u00e8 \u00abartificiale\u00bb (tranne, appunto, la medicina naturale), e che non si pu\u00f2 stabilire un confine netto tra i vari gradi di questa artificialit\u00e0.<\/p>\n<p>Certo, l&#8217;accanimento terapeutico \u00e8 sbagliato, perch\u00e9 pretende di prolungare una vita in modo <em>del<\/em> <em>tutto<\/em> artificiale. Non \u00e8 il caso di Eluana: ella non assume farmaci, viene solo alimentata. Le sue funzioni vitali sono integre, mestruazioni comprese. Staccare la spina \u00e8 una forma esplicita di eutanasia, checch\u00e9 se ne dica: bisogna chiamare le cose con il loro nome.<\/p>\n<p>L&#8217;eutanasia \u00e8 l&#8217;espressione della mentalit\u00e0 laicista, radicale, materialista, secondo la quale la vita \u00e8 soltanto nostra, e possiamo farne quel che vogliamo. Dietro il dramma di Eluana e della sua famiglia c&#8217;\u00e8 la longa manus dei radicali, il cui scopo dichiarato \u00e8 quello di sovvertire completamente i fondamenti morali della societ\u00e0 attuale, per sostituirli con dei nuovi.<\/p>\n<p>Essi agiscono sempre cos\u00ec: agitano davanti all&#8217;opinione pubblica un caso umano particolarmente pietoso, per far passare &#8211; a titolo di eccezione &#8211; una nuova legislazione che poi, invece, diventa la porta d&#8217;ingresso di una quantit\u00e0 impressionante di casi ben diversi, sempre pi\u00f9 lontani dalle circostanze iniziali.<\/p>\n<p>Fecero cos\u00ec anche per la legge sull&#8217;aborto. Lo presentarono come il male minore rispetto a dei singoli casi particolarmente toccanti; poi, la nuova legge spalanc\u00f2 le porte a una nuova modalit\u00e0 di contraccezione: l&#8217;uccisione del feto per via chirurgica e legale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, quella che doveva essere una legislazione d&#8217;eccezione, volta a tutelare i pi\u00f9 deboli e i pi\u00f9 sfortunati, \u00e8 divenuta una pratica largamente diffusa, che la coscienza collettiva ha accettato al punto che rimetterla in discussione parrebbe un intollerabile rigurgito reazionario. E cos\u00ec avverr\u00e0 con l&#8217;eutanasia: diverr\u00e0 una pratica talmente \u00abnormale\u00bb che riaprire il dibattito sulla sua liceit\u00e0 verr\u00e0 percepito come un attentato alla sacrosanta libert\u00e0 di morire in pace e senza dolore.<\/p>\n<p>Libert\u00e0, libert\u00e0: ecco la parola magica, lo specchietto per le allodole, cinicamente strumentalizzato da gruppi di pressione potenti, e dei quali a noi \u00e8 dato vedere solo una minima parte. Ma che cosa c&#8217;\u00e8 dietro di essi? Dobbiamo pensare a una regia occulta, a un consapevole disegno complessivo per strappare l&#8217;anima della nostra societ\u00e0, estirpando i valori etici fondamentali?<\/p>\n<p>Ma lasciamo stare la politica, anche se ora fanno tutti a gara per cavalcare la tigre delle passioni viscerali e per assicurarsi il pieno di voti per la prossima campagna elettorale; e torniamo alla sostanza del problema, che \u00e8 squisitamente morale.<\/p>\n<p>Le suore di Lecco avevano chiesto, avevano supplicato di poter continuare a tenere presso di s\u00e9 Eluana: la sua famiglia non sarebbe rimasta sola a dover gestire quella difficilissima situazione. Il suo rifiuto di una tale proposta appare difficile da comprendere.<\/p>\n<p>La cultura giuridica e morale dell&#8217;Europa, a differenza di quella degli Stati Uniti, non pone al primo posto il fattore economico (muori, se non puoi pagarti le cure), ma la persona: e dovrebbe essere un legittimo motivo di vanto da parte del Vecchio Continente. Nessun medico aveva fretta di staccare la spina; \u00e8 stata la famiglia a chiederlo, percorrendo tutti i gradi della giustizia, fino alla sentenza della Corte d&#8217;appello di Milano e della Corte di Cassazione.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che la medicina sa molte meno cose di quello che comunemente si pensa, e i medici migliori e pi\u00f9 intellettualmente onesti sono quelli che ne convengono con franchezza.<\/p>\n<p>La medicina non sa quale sia il preciso confine tra la vita e la morte: nemmeno dopo diciassette anni di osservazione. Alcuni dicono che la morte sopraggiunge quando il cuore smette di funzionare; altri, quando cessa la respirazione; altri ancora, quando l&#8217;elettroencefalogramma diventa piatto. La realt\u00e0 \u00e8 che non lo sanno; e tanto meno lo pu\u00f2 decidere una scienza puramente materialistica, la quale nel fenomeno vita non vede null&#8217;altro che un complesso di organi al lavoro, di vene ed arterie che pompano il sangue, di fenomeni metabolici, di impulsi elettrici del cervello.<\/p>\n<p>Noi, per\u00f2, siamo qualcosa di pi\u00f9 della somma dei nostri organi, qualche cosa di pi\u00f9 del nostro corpo. C&#8217;\u00e8 un mistero, in noi e intorno a noi, di cui la vita \u00e8 una straordinaria manifestazione. Davanti a un tale mistero, dovremmo imparare a parlare a bassa voce e a camminare in punta di piedi.<\/p>\n<p>Il mistero \u00e8, per definizione, qualcosa di pi\u00f9 grande di noi.<\/p>\n<p>Dunque, noi non abbiamo il diritto di staccare la spina, perch\u00e9 colui che \u00e8 pi\u00f9 piccolo non pu\u00f2 arrogarsi il potere di decidere il destino di ci\u00f2 che lo sovrasta.<\/p>\n<p>\u00c8 un mistero che, talvolta, ci sconvolge e ci fruga sino al fondo all&#8217;anima, per vedere fino a che punto siamo capaci di farci piccoli e accoglienti: cio\u00e8 fino a che punto siamo capaci di amare.<\/p>\n<p>Amore \u00e8 accoglienza, apertura, condivisione e compassione; non pu\u00f2 essere rifiuto od allontanamento, e sia pure per una forma di piet\u00e0.<\/p>\n<p>Chi siamo noi per giudicare il mistero della vita e della morte, se non riusciamo neppure a penetrare il mistero del mondo intorno a noi?<\/p>\n<p>\u00c8 stato detto che, se delle creature aliene molto pi\u00f9 evolute di noi stessero interagendo, in questo preciso momento, con la Terra, noi non ce ne accorgeremmo pi\u00f9 di quanto uno sciame di formiche si accorgerebbe del ragazzo che, per gioco, ha rovesciato la pietra sotto la quale aveva costruito il proprio formicaio; n\u00e9 riconoscerebbe il piede dell&#8217;intruso che ha fatto rotolare quel sasso: tanto piccolo \u00e8 l&#8217;essere umano.<\/p>\n<p>Oppure si pensi a un uccello che drizza le ali verso il cielo: gli baster\u00e0 salire di poche centinaia di metri per non udire pi\u00f9 alcun suono della presenza umana sulla terra: uno dopo l&#8217;altro tacerebbero tutti i rumori, da quello delle voci, a quello delle automobili, a quello delle fabbriche; non sentirebbe pi\u00f9 nulla: tanto flebile \u00e8 l&#8217;essere umano.<\/p>\n<p>\u00c8 come se il mistero della vita e della morte fossero scritti in giganteschi caratteri davanti a noi; ma noi non riusciremmo mai a comprendere quel messaggio, perch\u00e9 non saremmo in grado nemmeno di vedere le lettere che lo compongono.<\/p>\n<p>Dunque, prudenza; prudenza e tanta umilt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 meglio eccedere in cautela, che correre un rischio: il rischio di lasciar andare una vita umana, senza nemmeno essere stati capaci di udire la parola ch&#8217;essa ci sta rivolgendo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si ha ritegno a parlare di Eluana, ora che tutti ne parlano e gridano il suo nome, sovente impugnandolo come una bandiera o addirittura come un&#8217;arma<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30147,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[57],"tags":[92],"class_list":["post-24925","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diritto","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-diritto.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24925","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24925"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24925\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30147"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24925"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24925"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24925"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}