{"id":24917,"date":"2014-01-22T05:55:00","date_gmt":"2014-01-22T05:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/01\/22\/elogio-del-pregiudizio-contro-la-tirannia-di-una-ragione-arrogante-e-totalitaria\/"},"modified":"2014-01-22T05:55:00","modified_gmt":"2014-01-22T05:55:00","slug":"elogio-del-pregiudizio-contro-la-tirannia-di-una-ragione-arrogante-e-totalitaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/01\/22\/elogio-del-pregiudizio-contro-la-tirannia-di-una-ragione-arrogante-e-totalitaria\/","title":{"rendered":"Elogio del \u00abpregiudizio\u00bb, contro la tirannia di una Ragione arrogante e totalitaria"},"content":{"rendered":"<p>\u00abMio Dio, sei pieno di pregiudizi!\u00bb; \u00abMa non ti vergogni di nutrire simili pregiudizi?\u00bb; \u00abPensa a quali terribili conseguenze portano i pregiudizi che avete tu e quelli come te&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>La parola &quot;pregiudizio&quot;, nel linguaggio contemporaneo, \u00e8 diventata una di quelle parole che vorrebbero essere auto-evidenti e incontrovertibili, mentre, nello stesso tempo, \u00e8 una classica parola giustiziera, una parola-ghigliottina, libertaria ben inteso: una di quelle parole che, per il solo fatto di essere pronunciate e rivolte contro qualcuno, bollano costui con un eterno marchio d&#8217;infamia, lo squalificano, lo relegano nello scalino pi\u00f9 basso della specie &quot;homo sapiens&quot;, quella vicina ai villosi e irragionevoli primati scimmieschi dai quali, secondo i biologi evoluzionisti, ci siamo distaccati almeno centomila anni fa.<\/p>\n<p>Questo stato di cose \u00e8 dovuto alla cultura illuminista: fu allora, verso la met\u00e0 del XVIII secolo, che i &quot;philosophes&quot;, dall&#8217;alto della loro superba razionalit\u00e0, lanciarono il loro grido di battaglia contro superstizioni e pregiudizi; ed \u00e8 da allora che la parola &quot;pregiudizio&quot; ha acquistato tutta la sua carica spregiativa, l&#8217;equivalente laico di una scomunica in piena regola. Ma che cosa significa, esattamente? &quot;Pregiudizio&quot;, evidentemente, \u00e8 un giudizio che viene formulato &quot;prima&quot;; prima di che cosa? Ovvio: prima che la ragione dei &quot;philosophes&quot;, ossia una ragione libera e spregiudicata, desunta dal metodo scientifico galileiano e assolutizzata, abbia valutato la circostanza che forma l&#8217;oggetto di cui si discute e abbia emesso la sua inappellabile sentenza davanti al tribunale del Progresso.<\/p>\n<p>Ma chi \u00e8 che decide che un pregiudizio \u00e8 una cosa brutta e cattiva, e che brutto e cattivo \u00e8 colui che lo alimenta in se stesso? La ragione scientifica, naturalmente; la ragione laica e materialista, per la quale tutto ci\u00f2 che \u00e8 diverso da essa, \u00e8 inferiore ad essa, \u00e8 ed \u00e8 contrario ad essa: dunque, una minaccia da sventare, un nemico da eliminare: se non si vuol vedere i mostri che risorgono, i mostri generati dal sonno della Ragione. Perch\u00e9 la ragione non deve mai dormire, non pu\u00f2 mai permettersi di sonnecchiare: deve sempre vegliare, deve vigilare eternamente, con cento occhi e cento orecchi spalancati, pronta a cogliere il minimo accenno di pregiudizio, per segnalarlo immediatamente ai suoi fedelissimi custodi e consegnarlo al braccio secolare, che provveder\u00e0 a cauterizzarlo &#8212; anche col fuoco, se necessario: perch\u00e9 la causa della Ragione \u00e8 una causa santa.<\/p>\n<p>Del resto, che i pregiudizi siano sempre brutti e cattivi, lo dimostra sia la loro antichit\u00e0, sia la loro origine popolare. In quanto antichi, appartengono al passato: e il passato, per l&#8217;Illuminismo, \u00e8 il male, il regno dell&#8217;ignoranza e della superstizione, qualcosa che va cancellato e dimenticato, qualcosa che bisogna seppellire sotto montagne di disprezzo, con i suoi roghi, il suo Indice dei libri proibiti, le sue ridicole credenze religiose. In quanto di origine popolare, non possono che essere malvagi e velenosi, perch\u00e9 il popolo \u00e8 rozzo e ignorante, crede a qualunque cosa, s&#8217;inginocchia davanti a qualsiasi idolo. Meno male che ci sono i &quot;philosophes&quot; per aiutarlo a ravvedersi, con le buone o con le cattive: perch\u00e9 anche in questo secondo caso (vedi la repressione della Vandea), si tratta di agire per il suo bene; si tratta di fargli mandar gi\u00f9 la medicina che lo far\u00e0 guarire dagli errori e che lo liberer\u00e0 dagli spiriti maligni dell&#8217;oscurantismo.<\/p>\n<p>I pregiudizi, dunque, sono il retaggio del passato: qualcosa che va continuamente superato; e quanto pi\u00f9 il Progresso accelera la sua marcia trionfale, tanto pi\u00f9 in fretta devono cadere le pastoie del pregiudizio. Se non cadono da sole, come sarebbe auspicabile, allora bisogna farle cadere con una piccola spinta: ed ecco che i &quot;philosophes&quot; si mobilitano e lanciano una delle loro incessanti campagne per debellare l&#8217;immondo pregiudizio di turno, al travolgente grido di guerra del buon vecchio Voltaire: \u00ab\u00e9crasez l&#8217;inf\u00e2me!\u00bb (\u00abschiacciate l&#8217;infame\u00bb).<\/p>\n<p>Oggi, per esempio, si tratta di far cadere il pregiudizio omofobico: \u00abDagli all&#8217;untore, distruggi il pregiudizio e i suoi spregevoli seguaci!\u00bb. Visto che la Ragione stenta a farsi strada nelle tenebre neo-medievali, ci penseranno i parlamenti e i tribunali a legiferare, equiparando le unioni omosessuali al matrimonio fra uomo e donna; eliminando gli odiosi pronomi &quot;lo&quot; e &quot;la&quot; nelle scuole materne, per sostituirli con il pronome neutro; a passando sotto silenzio la festa del pap\u00e0, se nella classe in questione c&#8217;\u00e8 il figlio di una coppia lesbica, o la festa della mamma, se in classe c&#8217;\u00e8 il figlio di una coppia gay maschile; e via dicendo. E non importa se, per tutelare dal pregiudizio una piccola minoranza, si passa come un rullo compressore sopra i sentimenti e le legittime aspettative della stragrande maggioranza: in nome del pregiudizio egualitario, bisogna appiattire le differenze, omologare le coscienze, di modo che l&#8217;intera societ\u00e0 si rifaccia una coscienza nuova di zecca. O meglio, bisogna appiattire le differenze, ma solo quando ci\u00f2 rientra nei disegni della minoranza &quot;illuminata&quot; che si fa carico di guidare la marcia delle masse verso il Progresso; per\u00f2 &#8212; strano &#8211; non accade mai il contrario: che sia la maggioranza ad essere ascoltata.<\/p>\n<p>In altre parole: cos\u00ec come nel marxismo-leninismo \u00e8 una minoranza rivoluzionaria che possiede la piena coscienza di quali siano i reali interessi della classe lavoratrice, ragion per cui essa ha il diritto e il dovere di instaurare la &quot;dittatura del proletariato&quot;, cio\u00e8 la SUA dittatura (oh, ma nell&#8217;interesse e per conto del popolo, si capisce: anche se si tratta di ammazzare e imprigionare un bel po&#8217; di popolani!), cos\u00ec nella concezione illuminista \u00e8 una piccola ma selezionata minoranza di intellettuali che si auto-proclama custode e vessillifera del Progresso ed \u00e8 essa, pertanto, la sola titolata a decidere cosa sia un pregiudizio e cosa vada eliminato, per preparare le coscienze alla nuova tavola di valori stabilita dalla marcia del Progresso.<\/p>\n<p>Uno dei primi filosofi europei a smascherare l&#8217;inganno e il ricatto ideologico connessi all&#8217;uso e all&#8217;abuso del concetto di &quot;pregiudizio&quot; da parte della cultura illuminista \u00e8 stato Edmund Burke, deciso oppositore della Rivoluzione francese (sebbene egli avesse guardato con favore, almeno all&#8217;inizio, la lotta per l&#8217;autonomia delle tredici colonie americane); a lui si deve la prima, energica confutazione del sofisma &quot;progressista&quot;, secondo il quale il pregiudizio \u00e8 il grande male da distruggere, affinch\u00e9 i lumi della Ragione possano affermarsi.<\/p>\n<p>Le idee di Burke al riguardo sono state efficacemente sintetizzate da un illustre studioso contemporaneo della storia delle idee, Christopher Lasch, nella sua classica monografia \u00abIl paradiso in terra. Il progresso e la sua critica\u00bb (titolo originale: \u00abThe true and only Heaven. Progress and its Critics\u00bb, New York-London, Norton &amp; Company, 1991; traduzione dall&#8217;americano di Carlo Oliva, Milano, Feltrinelli, 1992, p. 119-22):<\/p>\n<p>\u00abAncor prima che il Terrore conducesse la Rivoluzione francese al suo terribile culmine, Edmund Burke pubblic\u00f2 la sua classica difesa della saggezza della tradizione contro l&#8217;innovazione sconsiderata, delle &quot;vecchie istituzioni&quot; contro il &quot;sistema meramente teorico&quot; ideato dai &quot;sofisti&quot;, dai &quot;declamatori&quot; e dai &quot;metafisici&quot;. Burke sottolineava il valore del pregiudizio, che secondo lui era &quot;diecimila volte&quot; preferibile ai &quot;mali della incostanza e della volubilit\u00e0&quot;. L&#8217;Illuminismo condannava il pregiudizio in quanto nemico della ragione; ma il suo valore come fonte di controllo morale, per Burke,era testimoniato proprio dalla Rivoluzione, opera di uomini e di donne cui la libert\u00e0 dai pregiudizi aveva tolto la capacit\u00e0 di evitare dei crimini orribili. Burke identificava il pregiudizio con il decoro e con &quot;sentimenti ineffabili&quot;, suggeriti spontaneamente dal cuore. Un &quot;saggio pregiudizio&quot; contro il parricidio aveva spinto gli inglesi, di fronte alla follia dei loro vicini d&#8217;oltre manica, a &quot;considerare con orrore quei figli del loro paese che facevano sconsideratamente a pezzi&quot; lo stato francese, &quot;questo vecchio genitore&quot;, per &quot;gettarlo nel calderone dei maghi&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>Invece di &quot;distruggere i pregiudizi&quot;, i filosofi dovrebbero &quot;impiegare meglio la loro sagacia.. per scoprire la saggezza nascosta che in essi prevale&quot;. I pregiudizi guidano la condotta dell&#8217;uomo in maniera molto pi\u00f9 attendibile che non la ragione, in quanto fanno s\u00ec che sia &quot;la consuetudine, e non una serie di azioni sconnesse&quot; a costituire &quot;la virt\u00f9 di ogni uomo&quot;. Anche la superstizione ha il suo posto in uno schema ben ordinato. &quot;Non c&#8217;\u00e8 alcuna superstizione con cui l&#8217;assurdit\u00e0 della ragione umana ha potuto paralizzare il coraggio di agire, che il novantanove per cento degli inglesi non preferirebbe all&#8217;empiet\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>Burke non mette in discussione l&#8217;opposizione fra ragione e tradizione. Inverte semplicemente i valori che vengono abitualmente attribuiti a questi concetti, celebrando il pregiudizio e la superstizione in opposizione alla predilezione illuministica per la &quot;nuda ragione&quot;, come la definisce. La sua critica non si limita all&#8217;argomento per cui la ragione incoraggia la confusione, l&#8217;azione sconsiderata, ma include l&#8217;argomentazione opposta, che la ragione favorisce il dubbio e l&#8217;incertezza. La ragione paralizza la capacit\u00e0 di agire, mentre il pregiudizio \u00e8 &quot;di pronta applicazione nei casi di emergenza&quot;, e &quot;non lascia l&#8217;uomo esitante, scettico, incerto, perplesso, nel momento della decisione&quot;. Queste osservazioni mettono in evidenza come Burke identifichi la ragione con un tipo di speculazione fluttuante, astratta, irresponsabile, indifferente alle conseguenze di un dato succedersi di azioni, indifferente persino al bisogno di azione e di scelta morale, inteso come l&#8217;opposto di un modo di comportarsi estrapolato da premesse teoretiche. [&#8230;]<\/p>\n<p>Pur essendo un polemista brillante, Burke preferiva il silenzio al vociare del dibattito o, secondo una immagine a lui molto cara, il decoroso abito della consuetudine alla &quot;nudit\u00e0&quot; della ragione. Egli lodava la religione, considerandola il &quot;fondamento della societ\u00e0 civile&quot;, ma deplorava le controversie religiose. I cristiani moderni, scriveva, &quot;considerano la propria religione come una consuetudine, sottoposta a un&#8217;autorit\u00e0, non soggetta a dispute&quot;. Quando parlava del cristianesimo come dell&#8217;&quot;unica grande fonte di civilt\u00e0 per noi tutti&quot;. Aggiungeva che &quot;sbarazzarsi&quot; del cristianesimo avrebbe significato &quot;rivelare la nostra nudit\u00e0&quot;. \u00bb<\/p>\n<p>Burke era rimasto particolarmente inorridito dal processo e dalla condanna a morte di Maria Antonietta: come regina e come donna, essa avrebbe dovuto essere tutelata da un cos\u00ec grande oltraggio; la sua condizione di donna e di regina avrebbero dovuto sottrarla a un procedimento giudiziario da parte dei suoi stessi sudditi; e se tale considerazione \u00e8 il frutto di un pregiudizio, ebbene, allora ben vegano i pregiudizi, che peraltro nascono spontaneamente nel cuore degli uomini e che solo con uno sforzo della volont\u00e0 e di una intelligenza pervertita dal fanatismo della ragione, possono essere messi a tacere o estirpati dal cuore umano.<\/p>\n<p>La storia \u00e8 piena di esempi di come si sia chiamato &quot;pregiudizio&quot; ci\u00f2 che la ragione non era disposta a riconoscere, arrivando a negare la realt\u00e0 delle cose, pur di non dare torto alla ragione astratta. La stregoneria, tanto per fare un esempio particolarmente scomodo e politicamente scorrettissimo: \u00e8 sempre esistita e continua a prosperare tuttora, all&#8217;ombra dei grattacieli; ma la ragione non lo ammetter\u00e0 mai: dunque, quest&#8217;ultima DEVE proclamare che la caccia alle streghe del XVI e XVII secolo fu soltanto una sanguinosa insensatezza. Ora, che sia stata sanguinosa, non c&#8217;\u00e8 dubbio (anche se il numero delle vittime \u00e8 stato, da taluni storici neo-illuministi, enormemente esagerato); ma che sia stata &quot;insensata&quot;, nel senso di &quot;folle&quot; e &quot;illusoria&quot;, \u00e8 tutto da vedere &#8211; altro discorso, ovviamente, \u00e8 se i poteri diabolici di chi pratica la magia nera siano reali o immaginari.<\/p>\n<p>Il paradosso della ragione illuminista, come notava acutamente Burke, \u00e8, dunque, che essa vorrebbe eliminare i conflitti di opinione mediante la sua universalit\u00e0: perch\u00e9 la ragione, per i &quot;philosophes&quot;, \u00e8 l&#8217;elemento che accomuna tutti gli uomini, mentre il sentimento, essendo un elemento soggettivo e passionale, tende a dividerli; ma, di fatto, succede che la ragione, dopo aver abbattuto, l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, i &quot;pregiudizi&quot;, nella sua nudit\u00e0 lascia gli uomini incerti ed esitanti, perch\u00e9 rivela loro la fluidit\u00e0 e la relativit\u00e0 dei valori, una volta che a questi sia stato strappato il solido fondamento della tradizione. Se si dichiara &quot;pregiudizio&quot; tutto ci\u00f2 che la tradizione ci ha tramandato, ma che la ragione scientifica non approva n\u00e9 convalida (magari semplicemente perch\u00e9 non lo capisce o perch\u00e9 non appartiene alla sua sfera di competenza, ed essa non possiede gli strumenti per indagarlo), si distruggono le certezze su cui poggia il vivere civile, senza avere nulla con cui sostituirle, e si avvia la societ\u00e0 lungo la china del caos. \u00c8 difficile credere che i razionalisti e i sacerdoti del Progresso, ieri come oggi, non abbiano visto una verit\u00e0 cos\u00ec facilmente intuibile; per cui sorge spontaneo il dubbio che essi siano i consapevoli artefici di una sistematica strategia della dissoluzione sociale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>../../../../u00abMio Dio, sei pieno di pregiudizi!/u00bb; /u00abMa non ti vergogni di nutrire simili pregiudizi@_2Fu00bb; _2Fu00abPensa a quali terribili conse0BB0015DC3\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[92],"class_list":["post-24917","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24917","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24917"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24917\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24917"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24917"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24917"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}