{"id":24916,"date":"2006-04-19T06:00:00","date_gmt":"2006-04-19T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2006\/04\/19\/eliseo-reclus-un-geografo-per-lanarchia\/"},"modified":"2006-04-19T06:00:00","modified_gmt":"2006-04-19T06:00:00","slug":"eliseo-reclus-un-geografo-per-lanarchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2006\/04\/19\/eliseo-reclus-un-geografo-per-lanarchia\/","title":{"rendered":"Eliseo Reclus, un geografo per l&#8217;anarchia"},"content":{"rendered":"<p><em>(Articolo pubblicato sul numero del 12 giugno 1988 del settimanale &quot;Umanit\u00e0 Nova&quot;, giornale fondato da Errico Malatesta).<\/em><\/p>\n<p>A dispetto del fatto che l&#8217;<em>Enciclopedia Italiana,<\/em> alla voce &quot;Anarchismo&quot;, reciti (anche nell&#8217;edizione del 1949), che tale ideologia politica aveva attirato &quot;i cervelli pi\u00f9 infiammabili e i cuori meno generosi&quot;, la storia del movimento libertario nel XIX secolo vanta, accanto alla schiera dei lavoratori sfruttati, alcuni dei pi\u00f9 bei nomi della scienza e dell&#8217;arte. Uomini dalla cultura cos\u00ec profonda e dalla sensibilit\u00e0 tanto acuta da avere compreso, prima e meglio di tanti loro colleghi accademici parrucconi, quanto urgente fosse una svolta sociale in senso libertario, quanto precario un ordine politico che continuava a basarsi, in piena era scientifica e industriale, su una visione burocratica e centralistica della vita sociale. Non \u00e8 un caso che diversi di loro venissero dallo studio della geografia, la pi\u00f9 &quot;umanistica&quot; delle scienze, anzi, il vero anello di congiunzione tra cultura scientifica e artistico-letteraria. La geogragfia che, nella prima met\u00e0 del XIX secolo, sulla scorta dell&#8217;insegnamento di von Humboldt e Karl Ritter, si avviava a una visione complessiva, &quot;organica&quot;, del rapporto uomo-natura, a una concezione dinamica dell&#8217;interazione fra societ\u00e0 e ambiente, fra Storia e Natura.<\/p>\n<p>Elis\u00e9e R\u00e9clus nasce a Sainte-Foy-la-Grande, nella Gironda, nel 1830, secondogenito di una nidiata di dodici fratelli. Il padre \u00e8 un pastore protestante, il fratello maggiore, Michel-Elie (nato nel 1827) sar\u00e0 anch&#8217;egli attratto dagli studi geografici, ma prevalentemente a indirizzo etnologico (sciver\u00e0<em>Les primitifs, \u00e9tude d&#8217;ethnologue compar\u00e9e<\/em>, 1885). Altri due fratelli diverranno celebri: On\u00e9sime, nato nel 1837, lui pure geografo di valore e viaggiatore (<em>La Terre a vol d&#8217;oiseau<\/em>, 1877); e Paul, nato nel 1847, che sar\u00e0 famoso chirurgo e ricercatore nel campo dell&#8217;anestesia e nella cura di varie malattie.<\/p>\n<p>Elis\u00e9e viene mandato a studiare in Germania col fratello Elie. A quei tempi, di solito, accadeva il contrario: i giovani tedeschi, cio\u00e8, venivano mandati a studiare in Francia. Ma il padre voleva metterli a studiare in un istituto protestante dei Fratelli Moravi. Dopo un breve ritorno in Francia, Elis\u00e9e frequenta l&#8217;Universit\u00e0 di Berlino, dove ha per maestro il famoso Ritter, che gli comunica un amore inestinguibile per la geografia.<\/p>\n<p>Rientrato in Francia, frequenta i primi circoli socialisti-anarchici e vi aderisce pieno d&#8217;entusiasmo, superando l&#8217;originale, generico repubblicanesimo. Ma passata l&#8217;illusione rivoluzionaria del 1848, Luigi Napoleone Bonaparte realizza il colpo di Stato nel 1851, e Reclus \u00e8 costretto all&#8217;esilio. Viaggia molto, in Europa e fuori; \u00e8, tra l&#8217; altro, negli Stati Uniti e in Colombia, sinch\u00e9 nel 1857 un&#8217; amnistia non gli riapre le frontiere della Francia. Si dedica allora a un&#8217;intensissima attivit\u00e0 di scrittore, pubblicando libri di geografia divulgativa (<em>Histoire d&#8217;un ruisseau, Storia di un ruscello,<\/em> nel 1876; <em>La terre, description des ph\u00e9nom\u00e8nes de la vie du globe,<\/em> nel 1867-68), studi scientifici relativi ai suoi viaggi in Sud America, articoli per numerose riviste. Il suo stile scorrevole e piano, ricco d&#8217;immagini e riflessioni filosofiche, avvince ed entusiasma; esso ricorda ad un tempo la grande tradizione enciclopedistica dell&#8217;Illuminismo e l&#8217;ardente fantasia e generosit\u00e0 del Romaticismo, cui egli cronologicamente appartiene.<\/p>\n<p>Intanto intensifica la sua militanza anarchica, pur senza mai abbandonare del tutto gli studi geografici e l&#8217;insegnamento. S&#8217;incontra con Bakunin in Svizzera, e nel settembre 1867 partecipa al Congresso democratico internazionale della pace. Parteggia ovviamente per Bakunin nel dissidio, sorto in seno alla Prima Internazionale, rispetto a Marx e ai suoi seguaci. Un valido aiuto gli viene, anche in campo politico, dai fratelli Elie, On\u00e9sime e Paul, anch&#8217;essi conquistati dalla bellezza dell&#8217;ideale anarchico.<\/p>\n<p>La sua vita di militante \u00e8 senza macchia, addirittura puritana secondo Kropotkin che lo conobbe e l&#8217;ebbe amico e collaboratore- una derivazione sin troppo evidente dell&#8217;educazione paterna, improntata a una moralit\u00e0 rigorosa. Unico neo, a nostro avviso, quel suo accorrere volontario nel 1870 sotto le bandiere dell&#8217;esercito francese, l&#8217;esercito di quel Napoleone III che aveva riportato la Francia in pieno clima reazionario, che aveva moltiplicato le aggressioni coloniali &#8212; dal Messico all&#8217;Indocina -, e che lo aveva personalmente mandato in esilio. Come pot\u00e8 un internazionalista convinto, un uomo di cos\u00ec ampie vedute, aderire con entusiasmo a una guerra fra Stati, da cui nulla i lavoratori potevano aspettarsi? Certo, nel 1870 la Francia parve paese aggressore, mentre l&#8217;abile politica di Bismarck aveva fattoi di tutto per indurre Napoleone III a una dichiarazione di guerra. Ma se anche il vero aggressore era la Prussia, la difesa del suolo patrio non poteva costituire un valido argomento per un anarchico convinto. Il fatto \u00e8 che Reclus, in questa occasione, si lascia trasportare dalle stesse motivazioni emotive che saranno di Kropotkin nel 1914: pensare che tra i vari imperialismi ve ne sia uno peggiore degli altri &#8211; il tedesco &#8211; e che occorra preservare l&#8217;Europa democratica dal tallone del militarismo e dell&#8217;assolutismo prussiano.<\/p>\n<p>Comunque, quando la disfatta di Napoleone strappa il velo della falsa <em>grandeur<\/em> francese, Reclus \u00e8 tra i primi ad accorrere sotto le bandiere rosse della Comune di Parigi. Imbraccia un fucile e va a combattere come uno qualsiasi (mentre il fratello Elie \u00e8 nominato direttore della Biblioteca Nazionale). Durante uno scontro con le truppe del governo di Versailles, vien fatto prigioniero a Chatillon. Thiers, con l&#8217;aiuto dei veterani fatti prigionieri dai tedeschi e generosamente &quot;restituiti&quot; da Bismarck, &quot;ristabilisce l&#8217;ordine&quot; a Parigi con un memorabile bagno di sangue, e spedisce migliaia e migliaia di comunardi alla deportazione oltremare. Anche Reclus, in un primo tempo, subisce questa condanna, ma le molte voci di protesta levatesi dal mondo della cultura inducono Thiers a commutargliela nell&#8217;esilio (1872).<\/p>\n<p>A quarant&#8217;anni, Elis\u00e9e Reclus \u00e8 di nuovo un esule. Si stabilisce in Svizzera, prima a Lugano e poi a Clarens, sul Lago di Ginevra, dove collabora con numerose testate anarchiche e si dedica contemporaneamente alla sua monumentale <em>Nouvelle G\u00e9ographie Universelle<\/em> in 19 volumi (1875-94). Ancor oggi sembra quasi incredibile che un sol uomo abbia potuto compiere un&#8217;impresa cos\u00ec ciclopica. Se, com&#8217;\u00e8 naturale, essa appare oggi largamente superata dal punto di vista scientifico, non cessa per\u00f2 di stupire per la bellezza dello stile, la vastit\u00e0 della concezione, l&#8217;unit\u00e0 profonda che la pervade, la ricchezza della cartografia e delle magnifiche incisioni che la illustrano. Fu tradotta in Italia, a cura di A. Brunialti, fra il 1883 e il 1904, e mai pi\u00f9 ripubblicata. Poche biblioteche possono vantare la fortuna di possederla, e fra queste segnaliamo, per i lettori di <em>Umanit\u00e0 Nova<\/em>, quella Comunale di Conergliano, in provincia di Treviso.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 sorprendente della sua possente opera di studioso \u00e8 il fatto che Reclus, in quegli stessi anni, trova il tempo di dedicarsi efficacemente alla propaganda anarchica, viaggiando fra la Svizzera, Londra e Bruxelles, dove si stabilisce nel 1894 come insegnante, e partecipando nel 1894 alla fondazione della &quot;Alliance Internationale Ouvri\u00e8re&quot;; \u00e8 pure in Italia e in altri paesi d&#8217;Europa. All&#8217;interno del movimento anarchico, egli &#8211; insieme a Kropotkin e a Paul Brousse &#8211; capeggia la fazione comunista-anarchica, la cui influenza giunger\u00e0 presto anche in Italia, dove gi\u00e0 opera in tal senso Errico Malatesta, e, prima di lui, aveva operato il povero Carlo Cafiero, poi internato in manicomio.<\/p>\n<p>Lavoratore instancabile, terminata la <em>Geografia Universale<\/em> intraprende un&#8217;altra opera notevole, <em>L&#8217;Homme et la Terre<\/em>, che risente la lezione del Ritter circa la stretta e costante connessione fra uomo e ambiente, e che terminer\u00e0 di scrivere pochissimi giorni prima della morte, avvenuta il 4 luglio 1905. Essa uscir\u00e0 postuma in due volumi, nel 1905-06. Terminato l&#8217;esilio, aveva fatto qualche ricomparsa in Francia, ma ormai aveva designato il Belgio qulae sua patria d&#8217;elezione, e l\u00e0 chiude gli occhi, a Thourout presso Ostenda. Vale la pena di ricordare che sua \u00e8 la bellissima espressione: &quot;L&#8217;anarchismo \u00e8 la forma pi\u00f9 alta di ordine&quot;, che ci d\u00e0 al tempo stesso la misura del suo generoso idealismo.<\/p>\n<p>Ma com&#8217;era l&#8217; uomo Reclus, com&#8217;era lo studioso Reclus nella vita di ogni giorno? Cos\u00ec lo descrive, commosso, l&#8217;amico Kropotkin nelle sue celebri <em>Memorie di un rivoluzionario<\/em> (Londra, 1899; trad. it. Feltrinelli, 1976, pp. 288-89): &quot;Uomo che animava gli altri, ma che non ha mai comandato nessuno, n\u00e9 mai lo far\u00e0. \u00c8 l&#8217;anarchico la cui fede \u00e8 l&#8217;essenza della sua conoscenza vasta e profonda della vita umana in tutte le sue manifestazioni, in tutti i paesi e a tutti i gradi di civilt\u00e0, i cui libri sono fra i migliori del secolo; il cui stile, di notevole bellezza, colpisce la mente e la coscienza; che quando entra nella redazione di un giornale anarchico dice al direttore &#8211; che di frontea lui \u00e8 forse un ragazzo: &quot;Ditemi che cosa devo fare&quot;, e siede, come un collaboratore qualunque, a scrivere poche righe per riempire una lacuna sul numero che si sta stampando. Durante la Comune di Parigi si arm\u00f2 di un fucile e prese il suo posto fra i combattenti. Se invita qualcuno a collaborare alla sua <em>Geografia<\/em> di fama mondiale, e il collaboratore chiede timidamente: &quot;Che cosa devo fare?&quot;, egli risponde: &quot;Ecco i libri, ecco una tavola. Fate quel che volete.&quot;<\/p>\n<p>Una disponibilit\u00e0, una fiducia, una modestia oggi veramente rare, anche nel campo anarchico, dove persiste il vecchio vizio borghese di pensare: &quot;Io sono un intellettuale, che siano gli altri a sporcarsi le mani.&quot;<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p>L. F. DE MAGISTRIS, <em>Eliseo Reclus<\/em>, Jesi, 1905;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>F. S. MERLINO, <em>Eliseo Reclus<\/em>, in <em>Divenire sociale<\/em>, 16\/07\/1905;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>J. GUILLAUME, <em>L&#8217;Internationale. Documents et souvenirs (1864-78),<\/em> Berlino, 1928;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>P. GHIO, <em>En souvenir d&#8217;Elis\u00e9e Reclus<\/em>, in <em>Etudes italiennes et Sociales<\/em>, Parigi, 1929;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>L. GALLEANI, <em>Eliseo reclus (1830-1905),<\/em> in <em>Figure e figuri<\/em>, Newark, 1930;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>G. CARACI, <em>Introduzione alla traduzione italiana della &quot;Storia di un ruscello&quot;,<\/em> Firenze, 1933,<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>L. FABBRI, <em>L&#8217;anarchismo di Eliseo Reclus<\/em>, in <em>Volont\u00e0<\/em>, nr. 6, 1949;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>E. RECLUS, <em>Scritti sociali,<\/em> trad. it. Con note biografiche di G. Mesnil, Bologna, 1951;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>J. MAITRON, <em>Histoire du mouvement anarchiste en France (1890-1914),<\/em> Parigi, 1951.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Articolo pubblicato sul numero del 12 giugno 1988 del settimanale &quot;Umanit\u00e0 Nova&quot;, giornale fondato da Errico Malatesta). 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