{"id":24914,"date":"2015-12-17T09:06:00","date_gmt":"2015-12-17T09:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/17\/attualita-di-t-s-eliot-o-rifondare-uneuropa-cristiana-o-il-nulla\/"},"modified":"2015-12-17T09:06:00","modified_gmt":"2015-12-17T09:06:00","slug":"attualita-di-t-s-eliot-o-rifondare-uneuropa-cristiana-o-il-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/17\/attualita-di-t-s-eliot-o-rifondare-uneuropa-cristiana-o-il-nulla\/","title":{"rendered":"Attualit\u00e0 di T. S. Eliot: o rifondare un\u2019Europa cristiana, o il nulla"},"content":{"rendered":"<p>Di grande attualit\u00e0 ci sembra, ai nostri giorni, un saggio che il grande poeta Thomas Stearns Eliot &#8212; americano naturalizzato inglese, nato a Saint-Louis nel 1888 e morto a Londra nel 1865, autore di capolavori come \u00abLa terra desolata\u00bb (1922) e \u00abAssassinio nella cattedrale\u00bb (1935) &#8211; scrisse, alla vigilia della Seconda guerra mondiale, quando gi\u00e0 spiravano terribili venti di distruzione sull&#8217;Europa e sulla sua civilt\u00e0: \u00abL&#8217;idea di una societ\u00e0 cristiana\u00bb (1939).<\/p>\n<p>Eliot, massimo esponente del modernismo anglosassone, insieme al suo amico Ezra Pound (niente a che vedere con il modernismo teologico), era anche un pensatore di buon livello, che sentiva con angoscia, ma sapeva anche analizzare con estrema lucidit\u00e0, la crisi che il nostro continente stava vivendo, e le cui origini, com&#8217;egli vide, partivano da lontano: per lo meno dall&#8217;Illuminismo, dal quale nacque il progetto di sradicare la tradizione cristiana per sostituirla con una nuova religione laica e deista, sulla misura della ragione umana, fondata sui diritti e sulle libert\u00e0.<\/p>\n<p>Eliot vide che da tali premesse non poteva che derivare, come infatti accadde, una progressiva degenerazione in senso utilitarista ed economicista: una corsa al profitto finanziario; una crescente speculazione del capitale a danno del lavoro; una massificazione ed un appiattimento culturale; una alienazione generalizzata; un tradimento dei bisogni spirituali ed estetici dell&#8217;umanit\u00e0, camuffato sotto le apparenze di un democraticismo che, con la scusa di accontentare tutti, e di promuovere tutti al godimento di una libert\u00e0 assoluta, avrebbe condotto alla dissoluzione inesorabile del corpo sociale. Una societ\u00e0, per esistere, non \u00e8 soltanto una somma aritmetica di individui e dei loro egoismi personali; non \u00e8, n\u00e9 pu\u00f2 essere, soltanto una corsa al benessere materiale; e neppure una gigantesca macchina per produrre, in maniera disordinata, sempre pi\u00f9 beni, attraverso il sistema della catena di montaggio.<\/p>\n<p>Essa ha bisogno di un collante spirituale, e tale collante era stato offerto all&#8217;Europa, per millecinquecento anni, dalla religione cristiana: il tentativo di sradicarlo, operato dalla cultura illuminista, che si prolunga fino ai nostri giorni, si risolve in una operazione suicida: nessuna societ\u00e0 pu\u00f2 vivere senza una religione, e l&#8217;Europa non pu\u00f2 sopravvivere senza il cristianesimo, l&#8217;unica religione che proponga all&#8217;uomo dei valori realmente universali. Lo stesso Robespierre &#8212; aggiungiamo noi &#8211; si accorse che la scristianizzazione operata dalla Rivoluzione francese avrebbe trascinato la societ\u00e0 verso il caos, e tent\u00f2 di correre ai ripari, fondando una nuova religione: il culto dell&#8217;Essere Supremo; aveva visto giusto, ma non aveva considerato che una religione non si fonda in due o tre mesi e, soprattutto, non si radica in una societ\u00e0, se non coglie l&#8217;essenza della natura umana, dei suoi bisogni, delle sue autentiche aspirazioni.<\/p>\n<p>Non bastano neppure due secoli e mezzo, a dire la verit\u00e0: oggi, infatti, siamo allo stesso punto del 1794: al tentativo di fondare una nuova religione, laica e massonica, capace di sostituire la tradizione cristiana e perfino, secondo le illusorie aspettative dei suoi sostenitori, di inglobare nella civilt\u00e0 europea la religione islamica, o, quanto meno, i milioni d&#8217;immigrati islamici che si sono riversati sull&#8217;Europa negli ultimi trent&#8217;anni, e che continuano ad affluire in progressione geometrica. La verit\u00e0 \u00e8 che il progetto di fondare una nuova religione razionalista, fondata sui diritti e sulla cittadinanza, ma slegata da ogni autentico e profondo senso di appartenenza, \u00e8 clamorosamente fallito; e l&#8217;ostinarvisi delle nostre <em>\u00e9lites<\/em> intellettuali tradisce o la loro totale inconsapevolezza e irresponsabilit\u00e0, o la loro deliberata volont\u00e0 di autodistruzione.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che una civilt\u00e0 come la nostra, che non riesce pi\u00f9 ad amare, n\u00e9 a rispettare neppure se stessa, non potrebbe mai riuscire ad assorbire, n\u00e9 a integrare, elementi di altre civilt\u00e0: questa \u00e8 una cosa che essa potrebbe proporsi di fare solo se fosse salda sulle proprie basi e in piena fase di espansione, non certo ora che stenta perfino a trovare delle valide ragioni per sopravvivere e resistere al richiamo nichilista del &quot;cupio dissolvi&quot;.<\/p>\n<p>In effetti, il fenomeno era gi\u00e0 evidente ai tempi di Eliot: egli denunci\u00f2 la genia dei &quot;liberi pensatori ebrei&quot; che seminavano i germi della dissoluzione, del dubbio, della bruttezza, del disorientamento, della disaffezione verso le radici, del cosmopolitismo utilitaristico, del disprezzo della tradizione, della famiglia, dei valori cristiani: cosa che gli valse, al pari di Pound (dal quale lo divideva la diagnosi: lui credeva nella rinascita della cristianit\u00e0, l&#8217;altro vagheggiava una spiritualit\u00e0 di matrice orientale o neo-pagana), il sospetto, l&#8217;avversione e la censura della cultura <em>politically correct<\/em>, la quale, non potendo scalfire la sua grandezza di scrittore, preferisce, oggi, passare pi\u00f9 o meno sotto silenzio la sua attivit\u00e0 di saggista e la sua opera di pensatore.<\/p>\n<p>Riportiamo una pagina dal libro del saggista e critico americano Raymond Williams &#8212; che non gli \u00e8, nella sostanza, favorevole, pur riconoscendone l&#8217;acutezza &#8211; \u00abCultura e rivoluzione industriale. Inghilterra 1780-1950\u00bb (titolo originale: \u00abCulture and Society 1780-1950\u00bb, London, Chatto &amp; Windus, 1961; traduzione dall&#8217;inglese di Maria Teresa Grendi, Torino, Einaudi, 1968, pp. 274-276):<\/p>\n<p><em>\u00ab&#8230; Una comunit\u00e0 cristiana, Eliot afferma, \u00e8 una comunit\u00e0 &quot;nella quale vige un codice unificato di condotta religiosa e sociale&quot; (&quot;The Idea of a Christian Society&quot;, London 11939, ; trad. it. Milano, 1948, p.p. 44-45). Un&#8217;organizzazione cristiana della societ\u00e0 sarebbe quella &quot;dove il diritto a conseguire il fine naturale dell&#8217;uomo &#8212; cio\u00e8 la virt\u00f9 ed il benessere condiviso con il prossimo &#8212; verrebbe riconosciuto a tutti, ed il diritto al fine ultraterreno &#8212; cio\u00e8 la beatitudine &#8211; a coloro che hanno occhi per vederlo&quot; (ibid).<\/em><\/p>\n<p><em>Nella situazione attuale, tuttavia, &quot;una gran parte del meccanismo della vita moderna serve soltanto a sanzionare scopi non cristiani; che essa non \u00e8 solo ostile ad un&#8217;aspirazione sincera dei pochi verso la vita cristiana alla conservazione stessa della societ\u00e0 cristiana in tutto il mondo&quot; (p. 44).<\/em><\/p>\n<p><em>Una societ\u00e0 cristiana non si realizzer\u00e0 semplicemente cambiando questo &quot;meccanismo&quot;, tuttavia ogni esame di esso deve condurre a &quot;problemi quale l&#8217;assurgere del profitto individuale a idea sociale, la distinzione fra l&#8217;uso delle risorse naturali ed il loro sfruttamento, il profitto eccessivo del commerciante in confronto a quello del produttore, l&#8217;indirizzo errato dato alla macchina finanziaria, l&#8217;iniquit\u00e0 dell&#8217;usura, ed altri caratteri d&#8217;una societ\u00e0 commercializzata che debbono venire vagliati secondo principi cristiani&#8230; Noi stiamo accorgendoci che l&#8217;organizzazione della societ\u00e0 sulle basi del profitto individuale e della distribuzione collettiva dei beni conduce sia al deturpamento dell&#8217;umanit\u00e0 attraverso un industrialismo indisciplinato, sia al&#8217;esaurimento delle risorse naturali. Buona parte del nostro progresso materiale sar\u00e0 pagata, forse, a caro prezzo dalle generazioni future&quot; (pp. 43 e 79).<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;industrialismo, quando non \u00e8 regolato, tende a creare non una societ\u00e0 ma una plebaglia. Il complesso religioso-sociale sul quale pu\u00f2 fondarsi un&#8217;organizzazione cristiana della societ\u00e0 \u00e8 in tal modo indebolito o distrutto:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quel che piuttosto mi sorprende \u00e8 che in una societ\u00e0 industrializzata come quella inglese, il popolo conservi quel tanto di cristianesimo che c&#8217;\u00e8 ancora&#8230; Si potrebbe dire che nella sua organizzazione religiosa, la Cristianit\u00e0 \u00e8 rimasta ferma ad un grado di sviluppo adatto aduna societ\u00e0 di agricoltori e di pescatori, e che l&#8217;organizzazione materiale della vita moderna (possiamo anche dire &quot;complicazione&quot; per chi intende &quot;organizzazione&quot; come un complimento) ha creato un mondo al quale le forme sociali cristiane sono male adattate&quot; (pp. 39-40 e 41).<\/em><\/p>\n<p><em>In tale stato di disintegrazione, o squilibrio, il progresso materiale o fisico non pu\u00f2 essere se non qualcosa di secondario: &quot;Una folla non cesser\u00e0 di essere tale soltanto perch\u00e9 ben nutrita, ben vestita, alloggiata in belle case e ben disciplinata&quot; (p. 29).<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 possibile che dal liberalismo noi ereditiamo soltanto i frutti del suo disordine, mentre la democrazia, nei cui termini noi tendiamo a definire i nostri fini sociali, significa troppe cose per significare un fine verso il quale una societ\u00e0 pu\u00f2 indirizzare la sua intera esistenza. In questa critica del liberalismo e della democrazia, Eliot ripete essenzialmente Carlyle: entrambi sono movimento che si allontanano da qualcosa, e possono giungere a qualcosa di molto differente dallo scopo per cui erano sorti, o altrimenti, in termini sociali, non giungere assolutamente a nulla di positivo<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;The Idea of a Christian Society&quot;, nel suo senso generale, pi\u00f9 che a formulare una specie di programma, serve a distinguere il concetto cristiano di societ\u00e0 da altre idee con cui stato confuso, o dalle quali \u00e8 chiaramente negato. Compito di Eliot \u00e8 di confessare un atteggiamento, ed \u00e8 un punto essenziale in questo atteggiamento l&#8217;asserzione che la formulazione di programmi non possa avere la priorit\u00e0. Osserva, per esempio, in un passaggio che porta direttamente al genere di indagine affrontata in &quot;Notes Towards the Definition of Culture&quot; (&quot;Appunti per una definizione della cultura&quot;): &quot;Purtroppo nessun progetto di riforma sociale pu\u00f2 mirare direttamente ad uno stato di cose che sia propizio ad una fioritura artistica: \u00e8 probabile, infatti, che le arti siano attivit\u00e0 derivate per le quali \u00e8 impossibile preparare deliberatamente un terreno favorevole. Tuttavia, il loro decadimento pu\u00f2 sempre venir preso come sintomo di una infermit\u00e0 sociale che deve essere analizzata&quot; (p. 52).<\/em><\/p>\n<p><em>E continua osservando: &quot;Ma la costante silenziosa influenza che si esercita in ogni societ\u00e0 di massa imperniata sul profitto, e che conduce all&#8217;abbassamento del livello artistico e culturale, mi pare pi\u00f9 insidiosa d&#8217;ogni forma di censura. La macchina sempre pi\u00f9 perfezionata dell&#8217;organizzazione pubblicitaria e della propaganda &#8212; ossia la tecnica per influire sulle masse con ogni mezzo tranne che con l&#8217;appello alla loro intelligenza &#8212; agisce contro l&#8217;arte e la cultura. Ostili ad esse sono pure i sistema economico, il caos degli ideali e la confusione di pensiero che distinguono la nostra educazione tipicamente di massa, infine la scomparsa di una classe che riconosca l&#8217;obbligo personale e collettivo di prendere atto il suo patronato quanto di meglio viene fatto e scritto&quot; (pp. 52-53).\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Ora, il compito che abbiamo davanti a noi, sulla scia di analisi lucide e sempre valide, come quella di Thomas Stearns Eliot, \u00e8 quello di rifondare un progetto educativo europeo e cristiano, dal quale possa rinascere una <em>\u00e9lite<\/em> intellettuale fedele alla tradizione, e capace, cos\u00ec, di raccoglierne i grandi valori spirituali &#8212; il lavoro; la famiglia; la dignit\u00e0 della persona; la libert\u00e0; la bellezza -, reagendo all&#8217;opera nefasta di distruzione che hanno compiuto generazioni di intellettuali senza radici, senza patria, senza amore per la civilt\u00e0 che li ha allevati e nutriti, senza senso di appartenenza, senza fedelt\u00e0 verso niente e nessuno, malati di un ego ipertrofico e propensi a giocare con mille esperimenti politici, sociali, culturali, come se il mondo fosse un teatro dei burattini allestito per i loro capricci, per le loro ossessioni, per le loro deliranti elucubrazioni.<\/p>\n<p>Compito immenso, ciclopico, e tale da scoraggiare anche un Ercole: e nondimeno, compito necessario, indispensabile e assolutamente improcrastinabile. Ne va della nostra sopravvivenza, della sopravvivenza della nostra civilt\u00e0, costruita attraverso due millenni di storia, di lavoro, di sacrifici, di pensiero, di fede, di ricerca del bello, del vero, del giusto. Per rispetto ai nostri avi e per rispetto verso noi stessi, non possiamo abbandonare cos\u00ec la partita, senza avere lottato strenuamente per difendere e tramandare quanto di meglio la civilt\u00e0 europea ha saputo creare in questi due millenni; non possiamo darla vinta ai cavalieri del nulla, ai lugubri banditori del nichilismo. E lo dobbiamo fare, ancora di pi\u00f9, per rispetto verso le generazioni future.<\/p>\n<p>Potrebbe sembrare una missione impossibile; pure, ci sostenga e ci conforti il pensiero che altre volte, nel corso dei secoli, la nostra civilt\u00e0 cristiana \u00e8 parsa essere giunta sull&#8217;orlo del collasso. Ai tempi di San Francesco d&#8217;Assisi e di Santa Chiara, ai tempi di San Domenico, ad esempio, la cristianit\u00e0 sembrava essere giunta ai suoi minimi termini: invecchiata, isterilita, disseccata: in pochi, crediamo, avrebbero scommesso sulla sua ripresa e sulla sua rinascita. Eppure cos\u00ec \u00e8 stato: nel momento dell&#8217;estremo bisogno, la Provvidenza &#8212; per dirla con Dante &#8212; dispose la comparsa di due &quot;principi&quot;, che ebbero la precisa funzione di rimettere in sesto la navicella della Chiesa e di salvare il patrimonio ideale, morale, spirituale, del cristianesimo, attraverso la fondazione degli ordini medicanti. Sembrava una speranza assurda; e invece essi vi riuscirono.<\/p>\n<p>Dobbiamo ripartire dalla famiglia: dalla famiglia cristiana. Non sar\u00e0 certo un caso che l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 mediti di sottrarre ai genitori &#8212; da essa giudicati troppo succubi nei confronti di antichi &quot;pregiudizi&quot; &#8211; l&#8217;educazione sessuale dei figli, per introdurre negli asili e nelle scuole la cosiddetta ideologia <em>gender<\/em>, e scalzare cos\u00ec, dalle fondamenta, in qualche anno, l&#8217;idea stessa della famiglia naturale, con il modello delle due figure genitoriali, maschile e femminile, costruitosi in migliaia d&#8217;anni.<\/p>\n<p>Forze oscure sono assiduamente al lavoro per distruggere la famiglia, avendo riconosciuto in essa il principale ostacolo alla completa distruzione della nostra civilt\u00e0. Anche questo sar\u00e0, per noi, un motivo d&#8217;incoraggiamento: significa che la famiglia naturale, e specialmente la famiglia cristiana, pur cos\u00ec indebolite e minacciate, come lo sono oggi, nondimeno costituiscono ancora una forza formidabile, sulla quale \u00e8 possibile fare leva per ripristinare un orizzonte di senso, di collaborazione, di armonia e di bene all&#8217;interno della nostra civilt\u00e0, cos\u00ec prossima al collasso per mancanza di slancio e di linfa vitale.<\/p>\n<p>Forse, ci vogliono solo fede e coraggio: come li ebbero i nostri antenati, in momenti altrettanto drammatici della loro vicenda terrena.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di grande attualit\u00e0 ci sembra, ai nostri giorni, un saggio che il grande poeta Thomas Stearns Eliot &#8212; americano naturalizzato inglese, nato a Saint-Louis nel 1888<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30157,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[107,133],"class_list":["post-24914","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofia-politica","tag-cattolicesimo","tag-europa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofia-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24914","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24914"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24914\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30157"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24914"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24914"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}