{"id":24912,"date":"2012-10-02T12:24:00","date_gmt":"2012-10-02T12:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/02\/si-vorrebbe-abolire-la-nozione-del-male-ed-eliminare-il-cristianesimo-che-la-trasmette\/"},"modified":"2012-10-02T12:24:00","modified_gmt":"2012-10-02T12:24:00","slug":"si-vorrebbe-abolire-la-nozione-del-male-ed-eliminare-il-cristianesimo-che-la-trasmette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/02\/si-vorrebbe-abolire-la-nozione-del-male-ed-eliminare-il-cristianesimo-che-la-trasmette\/","title":{"rendered":"Si vorrebbe abolire la nozione del male ed eliminare il Cristianesimo, che la trasmette"},"content":{"rendered":"<p>Esistono fame usurpate ed esistono patenti di nobilt\u00e0 culturale consegnate troppo in fretta, da un&#8217;opinione pubblica male informata e largamente strumentalizzata; un caso notevole ci sembra quello di James Hillman, che un imponente apparato mediatico vorrebbe presentarci come uno dei massimi maestri del pensiero contemporaneo.<\/p>\n<p>Per Hillman, la religione \u00e8 una nevrosi e il cristianesimo \u00e8 una nevrosi particolarmente virulenta e molesta: essa nasce da una arbitraria, esecrabile pretesa di distinguere il bene dal male e getta gli uomini nello sconforto dello sdoppiamento, della frustrazione e della depressione, nei casi pi\u00f9 gravi nella schizofrenia.<\/p>\n<p>La persona sana, infatti, per Hillman \u00e8 totalmente non dualista, cos\u00ec come lo erano i Greci e cos\u00ec come lo sono i popoli che possiedono delle credenze di tipo animista: imprestando un&#8217;anima a tutte le cose della natura e individuando in esse la presenza di un duplice principio, creativo e distruttivo, essi sono al riparo dalla nevrosi del dualismo e vivono armoniosamente i diversi aspetti della propria personalit\u00e0, l&#8217;ombra e la luce, il richiamo dell&#8217;alto e quello del basso, la ragione e gli istinti, la cultura e la natura.<\/p>\n<p>Ma il cristianesimo si oppone a questa armonia, a questa completezza, a questa intima pacificazione dell&#8217;uomo; esso vorrebbe vedere l&#8217;uomo eternamente travagliato dal dissidio interiore, eternamente prostrato dai sensi di colpa, per poterlo meglio dominare e sfruttare, per poterlo meglio manipolare a suo piacimento: se non ne provocasse la malattia, non potrebbe poi proporsi come strumento della sua salvezza e della sua liberazione.<\/p>\n<p>Ovviamente, per Hillman la liberazione la salvezza offerte dal Cristianesimo sono false e bugiarde come gli dei pagani di cui parla Dante: la sola vera liberazione e la sola vera salvezza sta nel ritorno all&#8217;archetipo dell&#8217;ermafrodita originario, del dio buono e cattivo, della creazione della distruzione contemporaneamente presenti: in breve, nell&#8217;archetipo che la sua stessa filosofia propone agli uomini, se necessario curandoli, almeno nei casi pi\u00f9 gravi, come dei malati piuttosto gravi, ci\u00f2 che davvero ritiene essi siano.<\/p>\n<p>Bisogna, allora, eliminare il Cristianesimo dal mondo e dalle coscienze, perch\u00e9 esso \u00e8 l&#8217;ultimo ostacolo sula via della liberazione e della pace; non semplicemente tentare di riformarlo, come, secondo lui, aveva fatto il suo maestro Carl Gustav Jung; no, bisogna eliminarlo e oltrepassarlo, lasciarselo alle spalle come un lungo e penoso errore che ha ritardato di secoli lo sviluppo armonioso dell&#8217;umanit\u00e0 &#8211; proprio come predicava un certo Nietzsche.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dunque, James Hillman scaglia la sua offensiva contro la nozione non solo del peccato, ma proprio del male in quanto tale, e contro il Cristianesimo che ancora la possiede e la trasmette (in: J. Hillman, \u00abIl linguaggio della vita. Conversazioni con Laura Pozzo\u00bb (titolo originale: \u00abInter Views\u00bb, 1983; traduzione dall&#8217;inglese di Stefano Galli, Milano, Rizzoli Editore, 2003, pp. 114-15, 119-21):<\/p>\n<p>\u00abUn&#8217;altra nozione cristiana che incontriamo continuamente in psicologia \u00e8 la nozione di male. Di nuovo, nel mondo greco non c&#8217;era nessun principio particolare del male; non c&#8217;era un diavolo. Il male non era separato dal bene in modo radicale. L&#8217;ignoranza, la deformit\u00e0 e altri difetti esistevano nel pensiero socratico, ma ogni divinit\u00e0 aveva il suo modo di essere distruttiva. Dioniso poteva essere il liberatore e Dioniso poteva essere il distruttore e soprattutto i due aspetti potevano coesistere NELLO STESSO MOMENTO. Potrebbe immaginare, anche per un attimo, che Cristo il Salvatore sia allo stesso tempo Cristo il Distruttore? Che il Dio dell&#8217;amore possa anche portare la morte? Come Dioniso, Apollo e Afrodite? Per noi, un&#8217;idea simile \u00e8 intollerabile. La mentalit\u00e0 cristiana non ammette, non permette, una possibilit\u00e0 distruttiva co-presente e co-estesa, come si usava dire, con l&#8217;amore, il bene e la salvezza. Il Cristianesimo deve quindi ricorrere ai meccanismi di difesa, e negare, scindere e proiettare sul nemico gli aspetti distruttivi &#8211; il pagano, l&#8217;ebreo, il cattolico, il protestante, il terrorista&#8230; Dopo di che, deve cercare di recuperare le parti scisse, convertendo il nemico, o amandolo, o porgendo l&#8217;altra guancia. \u00c8 intrappolato dal suo stesso meccanismo di difesa. Ha trasformato la scissione in dogma, ha glorificato come &quot;problema del male&quot;. La mentalit\u00e0 greca, d&#8217;altra parte, era abbastanza sottile per sapere che la realt\u00e0 non pu\u00f2 essere scissa. Tutto \u00e8 mescolanza. Il bene e il male non esistono, o pi\u00f9 esattamente, c&#8217;\u00e8 il bene-E-male, perch\u00e9 l&#8217;ombra \u00e8 ovunque, e non \u00e8 un principio separato. Ma il Cristianesimo ama la mente infantile, \u00e8 una religione dell&#8217;archetipo del figlio, perci\u00f2 valorizza la semplicit\u00e0, che fin dall&#8217;inizio rinvia all&#8217;unit\u00e0, non alla sottigliezza. Il Cristianesimo auspica una visione &quot;monoculare&quot; &#8211; \u00e8 Paolo, o Ges\u00f9 stesso, ad averlo affermato? Gli aspetti distruttivi sono separati ed espulsi, e sono trasformati in un&#8217;idea indipendente chiamata &quot;male&quot;. Cos\u00ec la persona singola comincia a considerare cattive alcune parti di se stessa, e a separarle dalle cosiddette parti buone. \u00c8 la rimozione. L&#8217;ombra. Con tutto quel che segue.<\/p>\n<p>Il paziente chiede continuamente cosa non va, di cosa dovrebbe sentirsi colpevole, nella speranza di correggersi &#8211; di liberarsi dal male &#8211; invece di rivolgere l&#8217;attenzione a cosa stia realmente accadendo, come farebbe con qualunque fenomeno naturale. Un surfista vede un&#8217;onda particolarmente alta avvicinarsi alla riva. Non \u00e8 buona n\u00e9 cattiva: si tratta di guardarla, valutarla, decidere se affrontarla o arretrare. Oppure siamo in un bosco e scorgiamo una volpe: restiamo in silenzio, immobili, e la osserviamo. I primi sentimenti sono la curiosit\u00e0, l&#8217;interesse, lo stupore, l&#8217;eccitazione &#8211; ma l&#8217;idea che la volpe sia malvagia ci spinge ad allontanarci. Ci chiediamo: \u00e8 un buon segno o un cattivo segno? \u00c8 un bel sogno o un brutto sogno? Ho fatto bene o ho fatto male? Cos\u00ec smettiamo di fare attenzione all&#8217;immagine, a quello che accade realmente, e ci immergiamo nella nostra mente per un esame soggettivo delle motivazioni. Torniamo nell&#8217;Io e voltiamo le spalle alla volpe. La colpa rinforza sempre l&#8217;Io, \u00e8 il pi\u00f9 puro meccanismo di difesa che l&#8217;Io abbia a disposizione. Sotto il mantello dell&#8217;autocritica e dell&#8217;autoumiliazione, ci riporta al vecchio Io della cultura cristiana, e all&#8217;osservazione della psiche attraverso le lenti del moralismo.\u00bb<\/p>\n<p>Si resta veramente perplessi davanti al fatto che un uomo di cultura, famoso e applaudito in tutto il mondo, abbia potuto cos\u00ec scopertamente falsificare il Cristianesimo e fabbricarsene uno di comodo, per poterlo bersagliare con gli strali della sua facile critica, dall&#8217;alto di una &quot;scienza psicanalitica&quot; che pretende non solo di saper tutto, ma di porsi, in virt\u00f9 di una evidente contraddizione logica, al di sopra di tutti i paradigmi spirituali e religiosi, come se essa ed essa soltanto fosse un dato oggettivo ed auto-evidente, e tutti gli altri non fossero che &quot;miti&quot; fabbricati dall&#8217;uomo per placare il suo bisogno di sicurezza e per lenire la sua paura dell&#8217;ignoto.<\/p>\n<p>Quando afferma, ad esempio, che il Cristianesimo getta il male fuori di s\u00e9 e ne fa un principio autonomo per poterlo combattere dall&#8217;esterno, chiamandolo Diavolo, sta truccando le carte, non si sa se deliberatamente o per pura e semplice ignoranza. Il Cristianesimo, infatti, non sostiene affatto che TUTTO il male viene dall&#8217;esterno ed \u00e8 riconducibile al Diavolo; afferma, semmai, che esso \u00e8 presente nel cuore dell&#8217;uomo come &quot;ferita&quot; risalente al Peccato originale, che inquina la sua natura originariamente buona; e solo in virt\u00f9 di tale presenza del male, come disponibilit\u00e0 al peccato, il Diavolo pu\u00f2 trovare un terreno fertile per le sue tentazioni. Perci\u00f2 il cristiano non \u00e8 n\u00e9 infantile n\u00e9 semplicistico quando ritiene di doversi difendere ANCHE dal Diavolo, perch\u00e9 egli sa che esiste un male che \u00e8 in agguato nelle sue stesse profondit\u00e0; sa, in altri termini, di essere potenzialmente soggetto di bene e di male, di poter tendere verso l&#8217;alto o verso il basso.<\/p>\n<p>E qui entra in gioco l&#8217;aspetto pi\u00f9 importante e pi\u00f9 innovativo della visione cristiana, quello della libert\u00e0: proprio perch\u00e9 libero di scegliere fra il bene e il male, l&#8217;uomo sa di potersi giocare la partita della sua vita, quella terrena e quella ultraterrena, con un mazzo di carte non truccato, al termine della quale dovr\u00e0 rivolgere a se stesso la lode o il biasimo per il risultato finale e non, come facevano gli antichi, prendersela con il caso o con il fato, due principi, quelli s\u00ec, infantili e deresponsabilizzanti, perch\u00e9 spostano puerilmente fuori di lui, in una dimensione capricciosa e incomprensibile, la responsabilit\u00e0 del suo agire e della sua sorte.<\/p>\n<p>Il paragone col surfista o con colui che osserva una volpe nel bosco sono abbastanza pietosi sul piano filosofico e anche su quello psicologico: perch\u00e9, appunto, sono desunti dal mondo naturale, mentre qui si dovrebbe discutere, e non semplicemente dare per scontato, se esista una realt\u00e0 soprannaturale, e poi dove finisca quella naturale e dove incominci quella soprannaturale. Secondo Hillman, non dovremmo chiederci se una cosa \u00e8 buona o cattiva, se abbiamo agito bene oppure male: non dovremmo dare giudizi morali, mai, perch\u00e9 cos\u00ec facendo creiamo una divaricazione, un dualismo, una schizofrenia, e solo tornando all&#8217;unit\u00e0 originaria possiamo evitare un simile destino (strano, comunque, perch\u00e9 pi\u00f9 sopra aveva affermati che il cristianesimo \u00e8 semplicistico proprio in quanto tende al&#8217;unit\u00e0). Quindi non devo dire che calunniare, rubare, ammazzare sono azioni cattive, n\u00e9 devo dire che aiutare, confortare, sostenere sono azioni buone, perch\u00e9, facendolo, alimenterei questo pericoloso dualismo che, presto o tardi, mi porter\u00e0 sul lettino dello psicanalista.<\/p>\n<p>E a dirlo \u00e8 proprio uno psicanalista; un discepolo di Jung, che, per\u00f2, di Jung ha preso la tecnica e una certa impostazione generale, ma senza la sua sottigliezza, la sua delicatezza, la sua capacit\u00e0 di cogliere le sfumature: un discepolo di Jung che ha deciso di redimere il mondo dalla nevrosi religiosa mediante il ripristino dell&#8217;animismo e del politeismo antichi, mediante il recupero della mitologia greca, anzi, di qualunque mitologia purch\u00e9 non cristiana: perch\u00e9 la mitologia cristiana, come lui la chiama, \u00e8 intrisa dell&#8217;idea &#8211; bigotta e patologica &#8211; della distinzione fra il bene e il male, distinzione che, in realt\u00e0, non esiste.<\/p>\n<p>Ebbene, \u00e8 perfettamente vero che nell&#8217;Essere, in quanto tale, non vi \u00e8 pi\u00f9 distinzione di bene e di male; ma non perch\u00e9, come vorrebbe, ad esempio, la mitologia induista &#8211; quella s\u00ec, ci si permetta di dirlo, un po&#8217; semplicistica e rudimentale &#8211; il bene e il male siano entrambi contemporaneamente presenti, bens\u00ec perch\u00e9 il bene e il male sono una polarit\u00e0 che \u00e8 propria della dimensioni contingente, mentre l&#8217;Essere \u00e8, per definizione, l&#8217;assoluto.<\/p>\n<p>I comuni mortali, tuttavia, Hillman compreso, non vivono a tali altezze siderali e raramente vi si avvicinano; essi vivono nella sfera del contingente e dell&#8217;effimero, e devono fare i conti con una realt\u00e0 fenomenica in cui bene e male esistono eccome, non sono astrazioni o illusioni e nemmeno ipostatizzazioni di punti di vista soggettivi; esistono perch\u00e9 il mondo contingente e fenomenico \u00e8 imperfetto, e nella dimensione dell&#8217;imperfetto nulla evidentemente \u00e8 perfetto, cio\u00e8 perfettamente buono, ma tutto presenta sempre un&#8217;ombra o una traccia di imperfezione, dunque di male.<\/p>\n<p>Quanto al fatto che il senso della colpa sia un meccanismo che rinforza straordinariamente l&#8217;Io, questo \u00e8 vero; ma Hillman, per la deformazione professionale propria di tutti gli psicanalisti, si \u00e8 dimenticato di aggiungere: specialmente per l&#8217;Io malato. L&#8217;Io sano, infatti, non vive la colpa come strumento di difesa e di rafforzamento di se stesso; la vive, semplicemente, come conseguenza di una cattiva azione, che rimorde alla coscienza.<\/p>\n<p>Gi\u00e0; ma come ammettere una cosa tanto semplice, se si \u00e8 appena negato che esista qualcosa come la cattiva azione; anzi, se si \u00e8 appena negato che esitano, in se stessi, il bene ed il male? Se si \u00e8 appena sostenuto che solo le persone malate, in particolar modo le persone malate di cristianesimo, vedono ovunque il bene e il male, che ne sono ossessionate e che questa ossessione si manifesta appunto in una preoccupante ipertrofia dell&#8217;ego?<\/p>\n<p>E perch\u00e9, infine, discernere il bene dal male sarebbe un esercizio di &quot;moralismo&quot;? Ecco il cattivo filosofo, che usa le parole con furbizia, che sfodera quelle che pi\u00f9 piacciono alla massa, demagogicamente, ma senza darsi il minimo pensiero di giustificarle, di motivarle. Perch\u00e9 distinguere il bene dal male sarebbe un atto moralistico&quot; e non un atto &quot;morale&quot;? Forse perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile attaccare la morale se la si fa passare, denigrandola, per la sua sorella spuria, per la sua sorella gobba e deforme, il moralismo ipocrita e bigotto?<\/p>../../../../n_3Cp>Altro che grande pensatore; e il libro-intervista \u00e8 tutto cos\u00ec, o anche peggio. Come nella novella di Andersen, il Re \u00e8 in mutande: quando si alzer\u00e0 la voce d&#8217;un bambino a proclamarlo forte e chiaro?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono fame usurpate ed esistono patenti di nobilt\u00e0 culturale consegnate troppo in fretta, da un&#8217;opinione pubblica male informata e largamente strumentalizzata; un caso notevole ci sembra<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[107,157,208],"class_list":["post-24912","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-cattolicesimo","tag-gesu-cristo","tag-nevrosi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24912","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24912"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24912\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24912"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24912"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24912"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}