{"id":24910,"date":"2014-09-16T10:37:00","date_gmt":"2014-09-16T10:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/09\/16\/i-pestiferi-fumi-delle-ciminiere-di-eleusi-simboleggiano-loblio-delle-radici-europee\/"},"modified":"2014-09-16T10:37:00","modified_gmt":"2014-09-16T10:37:00","slug":"i-pestiferi-fumi-delle-ciminiere-di-eleusi-simboleggiano-loblio-delle-radici-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/09\/16\/i-pestiferi-fumi-delle-ciminiere-di-eleusi-simboleggiano-loblio-delle-radici-europee\/","title":{"rendered":"I pestiferi fumi delle ciminiere di Eleusi simboleggiano l\u2019oblio delle radici europee"},"content":{"rendered":"<p>Se c&#8217;\u00e8 un luogo che si presta a ben rappresentare le radici della civilt\u00e0 europea, e anche, nello stesso tempo, il profondo oblio esse, testimoniato dallo stato di degrado in cui attualmente versa, quello \u00e8 il sito di Eleusi (Elefsis), localit\u00e0 dell&#8217;Attica posta a 20 km. da Atene, proprio di fronte all&#8217;isola di Salamina, ove si combatt\u00e9 la battaglia navale decisiva della Seconda guerra persiana. Attualmente Eleusi \u00e8 stata di fatto inglobata nella smisurata metropoli ateniese, la quale, con una estensione di oltre 400 kmq e una popolazione di quattro milioni, \u00e8 diventata la settima conurbazione pi\u00f9 grande dell&#8217;Unione Europea e la quinta capitale pi\u00f9 popolosa.<\/p>\n<p>Eleusi era gi\u00e0 un importante centro religioso in epoca pre-classica, dedicato al culto della dea Demetra, come \u00e8 testimoniato da un tempio di epoca micenea posto sull&#8217;acropoli. Menzionata in diversi miti greci, la citt\u00e0 era anche sede dei famosi Misteri Eleusini, nonch\u00e9 sede di un santuario che venne frequentato fino all&#8217;epoca dell&#8217;imperatore romano Teodosio il Grande, che nel 381 lo fece chiudere. Invasa e saccheggiata poco dopo dai Visigoti di Alarico, che profittarono anche della sorda rivalit\u00e0 esistente fra i due Imperi, d&#8217;Oriente e d&#8217;Occidente, dopo la morte improvvisa di Teodosio nel 395 e la successione dei suoi due figli ancora adolescenti, Arcadio a Costantinopoli -cui teoricamente spettava la prefettura illirica con la Grecia &#8211; e Onorio a Milano (poi Ravenna). Nel 396, ridotta ad un cumulo di rovine, la citt\u00e0 venne abbandonata dai superstiti abitanti, mentre nuove orde d&#8217;invasori &#8212; non solo germanici, ma anche gli Slavi e i Proto-Bulgari (questi ultimi di stirpe uralo-altaica) si succedevano, a ondate, nei decenni e nei secoli successivi.<\/p>\n<p>Il tempio principale di Eleusi, sede delle cerimonie, era chiamato Telesterion ed \u00e8 stato riportato in luce dagli scavi archeologici a partire dal 1882. Esisteva gi\u00e0 in epoca arcaica, ma venne pi\u00f9 volte rimaneggiato e raggiunse la massima fioritura ad opera dell&#8217;architetto Ictino, contemporaneo di Pericle e autore anche del Partenone (V secolo avanti Cristo). Un doppio ordine di possenti colonne doriche avrebbe dovuto dare particolare solennit\u00e0 e imponenza alla costruzione, la quale, per\u00f2, non venne mai portata a termine. Insieme a Delfi, a Olimpia e, naturalmente, ad Atene, si pu\u00f2 dire che Eleusi fosse una delle localit\u00e0 di maggior valore simbolico e di pi\u00f9 grande importanza religiosa, spirituale e culturale di tutta la Grecia classica.<\/p>\n<p>Ora le ciminiere delle fabbriche vomitano incessantemente i loro fumi pestiferi, che aggrediscono i monumenti come una lebbra e deturpano irrimediabilmente il paesaggio, cos\u00ec carico di suggestioni storico-artistiche e naturali; l&#8217;anima del luogo \u00e8 fuggita, inorridita, chiss\u00e0 dove; tanto che il turista, per avere l&#8217;illusione di calarsi nel glorioso passato dell&#8217;Ellade, \u00e8 costretto a voltare le spalle al surreale paesaggio industriale e a fingere di non vedere e di non sentire le esalazioni inquinanti che si spargono ovunque.<\/p>\n<p>Scriveva Louis Doucet a proposito dello sfregio di Eleusi da parte della moderna civilt\u00e0 industriale (in: L. Doucet, \u00abLa Grecia\u00bb; titolo originale: \u00abLa Gr\u00e8ce aujourd&#8217;hui\u00bb, Paris, Editions Jeune Afrique, 1972, 1975; traduzione dal francese a cura di Lidia Campagnano, Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1977, p. 118):<\/p>\n<p>\u00abIl suo nome [cio\u00e8 di Eleusi] significa &quot;l&#8217;Arrivata&quot;. Era il luogo dove Demetra, dea dell&#8217;Agricoltura e della Fecondit\u00e0, cercando sua figlia rapita da Ade, dio degli Inferi, sarebbe stata accolta dal re Keleo. In segno di riconoscenza per la sua ospitalit\u00e0, essa aveva offerto a Trittolemo, figlio del re, il primo granello di frumento, insegnandogli anche a coltivare la terra. Una bellissima stele esposta al Museo Nazionale di Atene ricorda quel gesto, che il re-sacerdote Eumolpo aveva voluto per parte sua perpetuare instaurando i famosi &quot;Misteri&quot;.<\/p>\n<p>Sfortunato tre volte! Che erbe maligne sono nate dopo quel granello di frumento!<\/p>\n<p>La localit\u00e0 \u00e8 oggi contrassegnata dalle ciminiere delle fabbriche che intrecciano per lei abominevoli corone di fumo. La stupenda baia di Salamina non \u00e8 pi\u00f9 altro che un luogo desolato dove i bambini della periferia sguazzano fra gli indistruttibili rifiuti della plastica domestica. Eleusi \u00e8 in Grecia uno dei rari esempi di massacro a cui \u00e8 difficile porre rimedio.<\/p>\n<p>Eppure bisogna vederlo, questo luogo cos\u00ec vicino ad Atene, dove le grandi dee Demetra e Core furono onorate per quindici secoli.<\/p>\n<p>&quot;Eleusi \u00e8 il Temenos comune della terra &#8212; scrive Aristide il Retore &#8212; fra le cose divine accordate agli uomini, e ci\u00f2 che vi \u00e8 di pi\u00f9 terribile e di pi\u00f9 luminoso.<\/p>\n<p>In quale altro luogo furono cantati racconti mitologici pi\u00f9 belli, o drammi pi\u00f9 importanti hanno colpito gli animi? Dove si sono visti spettacoli pi\u00f9 completi, quegli spettacoli contemplati in mezzo ad apparizioni indicibili da innumerevoli generazioni di uomini felici e di donne?&quot;<\/p>\n<p>In che cosa consistevano questi misteri? \u00c8 abbastanza sorprendente che se ne sappia cos\u00ec poco. \u00c8 sorprendente, perch\u00e9 tutti gli Ateniesi e molti Greci vi passarono due volte all&#8217;anno finch\u00e9 Teodosio non li proib\u00ec alla fine del IV secolo. Si dice che qualsiasi rivelazione fosse punita con la morte. \u00c8 sufficiente questo per impedire qualsiasi fuga di notizie, qualsiasi indiscrezione? Non spetta a noi rispondere, n\u00e9 formulare la bench\u00e9 minima ipotesi. Non resta che fantasticare sul cammino di quelle folle, dalla piccola capanna di legno dove sonnecchia un guardiano solitaria fino alla bella spianata del museo dove una testa di cavallo guarda Meleagro e Atalanta che si accaniscono sul cinghiale di Calidone.<\/p>\n<p>Sagrati, lastricati, colonne, capitelli&#8230; ecco il pozzo sacro, il Kallicoron attorno al quale le donne di Eleusi ballavano e cantavano per glorificare Demetra&#8230; Ecco la Via Sacra un po&#8217; sconnessa che conduce a dei portici, e poi gradini, e altri viali fiancheggiati da muraglie. Fantastico groviglio di mura dove \u00e8 ben difficile talvolta distinguere il primitivo dal resto. Ma quei gradini tagliati nella carne viva della collina circondano un edificio pi\u00f9 appariscente: il Telesterion, dove gli iniziati sfilavano alla luce delle torce. Meno fortunato, il tempio della dea del grano, che si aggrappava alla cima, scompare sotto la cappella della Panaghia. Questa cappella piantata sulle rovine mi ha fatto personalmente uno strano effetto: con il suo campanile che distilla goccia a goccia le ore siopra le agavi e gli ulivi, \u00e8 lei, qui che sembra anacronistica. E tuttavia non deturpa il luogo come le sirene delle fabbriche vicine. Ah, quelle!&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>La situazione in cui versa il sobborgo di Eleusi, col suo carico di suggestioni e di memorie e col bagaglio inviolato, e ormai inviolabile, dei suoi antichi misteri religiosi &#8212; che ci ricordano, come aveva compreso il vecchio Nietzsche, che non tutto, nella civilt\u00e0 greca, \u00e8 sereno, luminoso e &quot;apollineo&quot;, ma vi \u00e8 anche un lato notturno, inquieto e &quot;dionisiaco&quot; &#8212; bene illustra l&#8217;abbandono e la noncuranza di ogni senso della tradizione in cui vive la civilt\u00e0 europea ai nostri giorni. Essa ha scordato o smarrito le proprie radici; e se pure qualcuno se ne ricorda, ad esempio in occasione di convegni e mostre estemporanee, subito si mette a spacciare la moneta lucente, ma falsa, delle cosiddette &quot;radici giudaico-cristiane&quot;. Le radici della civilt\u00e0 europea non sono affatto giudaiche: sono greco-romane e cristiane; il giudaismo non c&#8217;entra affatto, se non come premessa del cristianesimo, che da esso si \u00e8 distaccato fin dal primissimi tempi, cos\u00ec come la giovane pianta vigorosa si distacca dalla vecchia, per vivere di una vita propria e indipendente.<\/p>\n<p>L&#8217;oblio, dunque, \u00e8 di duplice natura: materiale e spirituale; la barbarie delle ciminiere sullo sfondo di Eleusi ne \u00e8 una manifestazione evidente, cos\u00ec come un&#8217;altra, non meno impressionante, \u00e8 data dall&#8217;ignoranza delle loro stesse radici in cui sono sprofondati gli Europei, e specialmente i giovani &#8212; complici una scuola di massa che campa di luoghi comuni e di pregiudizi conformistici, e una universit\u00e0 che di quella \u00e8 diventata il prolungamento pedissequo e banale. Niente, radici, niente identit\u00e0: gi\u00e0 da qui si intravvede il disegno che sta dietro le politiche favorevoli all&#8217;invasione non violenta, ma sistematica, di una immigrazione incontrollata.<\/p>\n<p>Demetra aveva fatto a Trittolemo un dono di valore inestimabile: un chicco di grano, origine dell&#8217;agricoltura, che \u00e8 stata, per migliaia di anni, la fonte della nostra sopravvivenza, della nostra dignit\u00e0, della nostra cultura; ma quel chicco \u00e8 imputridito in una terra ingrata, ostile, abitata da una umanit\u00e0 incurante dell&#8217;armonia e della bellezza e protesa solo alla ricerca esasperata del guadagno, allo sfruttamento selvaggio della natura, alla volont\u00e0 di trasformare ogni cosa in occasione di vantaggio economico.<\/p>\n<p>L&#8217;ideologia della modernit\u00e0, basata sul progresso illimitato, si fonda sull&#8217;industria, sulla finanza e sulla trasformazione incessante dei beni in merci, non importa se utili o inutili e non importa se inquinanti e dannose per l&#8217;ambiente: merci che devono essere vendute ad ogni costo, fino a saturare il mercato, per pii creare ad arte nuovi bisogni inutili; il tutto all&#8217;insegna dello spreco, della concorrenza esasperata, di una pubblicit\u00e0 sempre pi\u00f9 demenziale e pervasiva, in breve in un completo sovvertimento di valori, dove il frivolo e il superfluo prendono il posto del giusto e del necessario e dove n\u00e9 il lavoro, n\u00e9 il risparmio costituiscono pi\u00f9 dei valori, perch\u00e9 gli unici valori sono il consumo fine a se stesso, la capacit\u00e0 di spendere senza misura, l&#8217;ostentazione di cose che non migliorano la qualit\u00e0 della vita in senso profondo, ma solo in maniera apparente e ingannevole, causando, a loro volta, pesantissimi effetti negativi non preventivati.<\/p>\n<p>La cultura, i valori dello spirito, l&#8217;amore della tradizione, la bellezza, la famiglia, la dignit\u00e0, il rispetto dovuto a se stessi, l&#8217;onest\u00e0, la fedelt\u00e0 alla parola data, l&#8217;assunzione degli impegni e delle responsabilit\u00e0: tutto ci\u00f2 che rende la vita armoniosa e degna di essere vissuta, \u00e8 passato in secondo piano o \u00e8 stato archiviato in nome dei &quot;diritti&quot; e della &quot;liberazione&quot; dopo secoli di cosiddetta educazione repressiva. Contano solo la moneta, il risultato pratico e immediato, il successo, l&#8217;esibizione della riuscita sociale: il resto sono chiacchiere che non interessano pi\u00f9 a nessuno. Le radici sono diventate una catena; la tradizione, un peso da sopportare sempre pi\u00f9 malvolentieri; oggi la parola d&#8217;ordine \u00e8 andare sempre avanti, non importa dove, il pi\u00f9 in fretta possibile: sulla Luna, su Marte o magari oltre il Sistema Solare, per mezzo di sonde spaziali costosissime; vorr\u00e0 dire che, quando avremo finito di insozzare, disboscare, cementificare tutto, cominceremo a migrare verso qualche altro pianeta, verso qualche satellite in cui ripetere le stesse dinamiche, lo stesso sperpero di risorse, la stessa incoscienza e leggerezza nei confronti dell&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>Il paesaggio interiore del moderno europeo \u00e8 l&#8217;immagine speculare di quello esteriore: un paesaggio allucinato, popolato di rovine che non ci dicono pi\u00f9 nulla, perch\u00e9 ne abbiamo dimenticato il significato originario, ne abbiamo smarrito la chiave di lettura. Se potessimo vedere il paesaggio delle nostre anime, cos\u00ec come possiamo vedere quello esterno che ci circonda, rabbrividiremmo di sgomento e di vergogna: non sarebbe un bello spettacolo. Abbiamo creduto che la scienza e la tecnologia potessero risolvere i nostri problemi, senza riflettere che n\u00e9 l&#8217;una, n\u00e9 l&#8217;altra, possono farlo, perch\u00e9 non hanno nulla da dirci circa il mondo dei fini: sono solo dei mezzi. Non spetta ad esse indicarci la direzione da prendere, non tocca a loro rispondere alle grandi domandi esistenziali: perch\u00e9 siamo qui; che cosa ci attende oltre la soglia della morte; e perch\u00e9 mai, invece del nulla, qualcosa esiste, un mondo estremamente complesso e affascinante.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa moderna, cos\u00ec come tutto il mondo moderno, ha perduto il proprio centro unificatore, la propria sostanza spirituale: perch\u00e9 un vero centro unificatore non pu\u00f2 essere che spirituale; soldi, autostrade e centri commerciali non unificano nulla, non creano coesione e tanto meno solidariet\u00e0. La scommessa \u00e8 quella di ritrovare il nostro centro spirituale, di ristabilire la connessione con il senso profondo delle cose e di noi stessi: ne va della nostra anima, e anche della nostra sopravvivenza &#8212; specialmente di quella dei nostri figli e nipoti.<\/p>\n<p>Intanto la splendida Cariatide di Eleusi \u00e8 l\u00ec e continua a sfidare i millenni e l&#8217;inquinamento industriale: nel suo volto bellissimo, concentrato, enigmatico, c&#8217;\u00e8 un mistero insondabile: il mistero del silenzio, di quel silenzio che la civilt\u00e0 greca ha saputo stendere e conservare, per secoli e secoli, sui riti segreti che si svolgevano all&#8217;ombra del tempio di Demetra; riti nei quali nessuno aveva mai trovato la morte, ma dai quali si usciva, dopo aver superato prove indicibili, come rigenerati a nuova vita: e che prevedevano, per chi avesse osato divulgarli nel mondo profano, la pena estrema, quella che non ammette possibilit\u00e0 di riparazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se c&#8217;\u00e8 un luogo che si presta a ben rappresentare le radici della civilt\u00e0 europea, e anche, nello stesso tempo, il profondo oblio esse, testimoniato dallo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30183,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[92],"class_list":["post-24910","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-antica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-antica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24910","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24910"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24910\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30183"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}