{"id":24902,"date":"2014-07-08T02:53:00","date_gmt":"2014-07-08T02:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/07\/08\/dal-carelianismo-e-dal-neoromanticismo-finnico-erompe-la-lirica-possente-di-eino-leino\/"},"modified":"2014-07-08T02:53:00","modified_gmt":"2014-07-08T02:53:00","slug":"dal-carelianismo-e-dal-neoromanticismo-finnico-erompe-la-lirica-possente-di-eino-leino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/07\/08\/dal-carelianismo-e-dal-neoromanticismo-finnico-erompe-la-lirica-possente-di-eino-leino\/","title":{"rendered":"Dal \u00abcarelianismo\u00bb e dal neoromanticismo finnico erompe la lirica possente di Eino Leino"},"content":{"rendered":"<p>\u00abIL CANTO PERDUTO<\/p>\n<p>Una volta sognavo d&#8217;alte imprese<\/p>\n<p>e cieli in terra scorgevo.<\/p>\n<p>Ora solo, solo siedo<\/p>\n<p>a contar la fuga dell&#8217;ore.<\/p>\n<p>Da mane a sera siedo<\/p>\n<p>a mirar del focolare la brace<\/p>\n<p>e stillan le lacrime brucianti<\/p>\n<p>ma morto \u00e8 il canto&#8230;<\/p>\n<p>Era il canto del mio destino<\/p>\n<p>raggiante di luce e di forza.<\/p>\n<p>Creato in giorni e notti<\/p>\n<p>nel pi\u00f9 fondo dell&#8217;anima mia.<\/p>\n<p>Scorron e scorron gli anni<\/p>\n<p>e dello sguardo s&#8217;offusca il fuoco.<\/p>\n<p>O Dio, se ritrovassi \/ della lira il perduto tesoro!&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Cos\u00ec cantava Eino Leino &#8211; forse il pi\u00f9 grande poeta finlandese di ogni tempo, e uno dei pi\u00f9 grandi della letteratura mondiale -, con accenti commossi che ricordano, per certi aspetti, la lirica pensosa e malinconica del poeta latino Massimiano; con la differenza che, in lui, l&#8217;elegia non \u00e8 intessuta n\u00e9 di rimorsi, n\u00e9 di rimpianti per le occasioni perdute; e non si rivolge in maniera pressoch\u00e9 esclusiva al tema amoroso, ma abbraccia l&#8217;insieme della vita in tutte le sue manifestazioni e registra con inconsolabile tristezza la fuga del tempo e della giovinezza.<\/p>\n<p>Ed ecco, su quest&#8217;ultimo tema, un altro esempio della forza e della freschezza poetiche di Leino:<\/p>\n<p>\u00abELEGIA<\/p>\n<p>Fugge la giovinezza<\/p>\n<p>com&#8217;acqua che scorre.<\/p>\n<p>Della vita l&#8217;aureo tessuto<\/p>\n<p>presto dalla notte prende la trama.<\/p>\n<p>Invano, ah, invano<\/p>\n<p>l&#8217;ore vorrei frenare,<\/p>\n<p>piacer non dona l&#8217;allegra compagnia o la coppa.<\/p>\n<p>Dei pensieri il fiero<\/p>\n<p>assalto batte in ritirata.<\/p>\n<p>Dei sogni i castelli in aria<\/p>\n<p>da tempo son rovinati.<\/p>\n<p>In alto salivo,<\/p>\n<p>or scendo forse a valle?<\/p>\n<p>Ora soltanto io spero<\/p>\n<p>un attimo di requie dal dolore&#8230;<\/p>\n<p>Nel mare sprofondarono<\/p>\n<p>dei sogni le fiorite aiuole.<\/p>\n<p>Dolente \u00e8 il poeta,<\/p>\n<p>misera la sua moneta.<\/p>\n<p>Tutto il mio diedi,<\/p>\n<p>a innalzarmi un istante<\/p>\n<p>alle auree chimere<\/p>\n<p>un&#8217;anima uccisi&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Come ha scritto Edoardo Roberto Gummerus dell&#8217;Istituto Universitario Orientale di Napoli, autore di queste traduzioni (in: \u00abLe letterature dei Paesi Baltici. Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania\u00bb, a cura di G. Devoto, Firenze e Milano, Sansoni\/Accademia, 1969, p. 141:<\/p>\n<p>\u00abDi Leino si pu\u00f2 dire che nella sua lirica il modernismo europeo del primo Novecento si sposa al tradizionale mito finnico: fenomeno, del resto, che si verifica anche per la pittura, la musica e l&#8217;architettura di quel periodo. Ne risulta un insieme molto originale e di alto valore estetico. Se [&#8230;] dietro il poeta finnico si profila la grande ombra di Nietzsche, \u00e8 necessario, tuttavia, aggiungere che, nel terzo e ultimo periodo della sua vita, Leino arriv\u00f2 a una concezione che egli stesso chiam\u00f2 &quot;ottimismo tragico&quot;, basata sul culto della libert\u00e0 come continua, incessante e mai risolta battaglia che mette in gioco le possibilit\u00e0 e il significato stesso dell&#8217;esistenza umana.\u00bb<\/p>\n<p>Ma per comprendere il prodigio di questa voce poetica cos\u00ec potente e originale, cos\u00ec specificamente nazionale e, nello stesso tempo, cos\u00ec tipicamente europea e novecentesca, \u00e8 necessario inquadrarla nel contesto della vita culturale e letteraria finlandese dei primi anni del XX secolo, quando da non molto si stava placando lo scontro fra i sostenitori delle due lingue e letterature nazionali, la svedese e la finlandese, e quelli che vedevano solo in quest&#8217;ultima l&#8217;espressione autentica dell&#8217;anima nazionale (erano gli anni dei nazionalismi esasperati e non molti, in Europa, erano disposti ad ammettere la coesistenza di pi\u00f9 lingue e letterature in un&#8217;unica cultura nazionale, nonostante gli esempi in contrario del Belgio e della Svizzera).<\/p>\n<p>Il panorama complessivo della letteratura finlandese viene cos\u00ec riassunto da Eeva Uotila nel saggio \u00abLa letteratura finlandese di espressione finnica\u00bb (nella enciclopedia \u00abTutto sapere\u00bb (Edizioni Paoline\/Editrice Saie, 1991, vol. 2, p. 108):<\/p>\n<p>\u00abVerso la fine del XIX secolo il realismo cominci\u00f2 a cedere di fronte a una nuova corrente letteraria definita &quot;neoromanticismo&quot;. Questa svolta fu giustificata dal contesto storico, in quanto si torn\u00f2 a esaltare i valori etnici e nazionali da un lato, e quelli spirituali ed estetici dall&#8217;altro., come reazione alla politica panslavista dell&#8217;impero russo. In questo clima nacque uno dei movimenti culturali pi\u00f9 creativi della storia finlandese, il &quot;carelianismo&quot;, con il quale lo spirito romantico si richiamava alla Carelia., terra custode dei canti kalevaliani. Opere direttamente ispirate al carelianismo sono la musica di Jean Sibelius, la pittura di Akseli Gall\u00e9n-Kallela e la poesia di Eino Leino. Nella letteratura la poesia prese il sopravvento sulla prosa, sottolineando prevalente,ente i valori spiro rituali, intimistici ed estetici, in contrasto con le tematiche sociali e gli intenti descrittivi di denuncia del realismo.<\/p>\n<p>La poesia neoromantica fu contemporanea del simbolismo europeo, e certamente ne fu influenzata. Se ne distacc\u00f2 comunque per i suoi caratteri stilistici e per i contenuti. In essa prevalgono i motivi patriottici e l&#8217;espressione dell&#8217;amore, della malinconia, di un&#8217;intima esperienza della natura.<\/p>\n<p>L&#8217;esito pi\u00f9 caratteristico e artisticamente valido del neoromanticismo \u00e8 il ciclo di poemi &quot;Canti sacri&quot;, di Eino Leino, il quale rielabor\u00f2 in modo creativo e personale i vari motivi e le formule stilistiche della poesia popolare, componendo leggende e ballate di monumentale bellezza. La finezza di espressione di questi poemi dipende in tale misura dai fattori linguistico-formali, che questo capolavoro di Leino non ha trovato una meritata valorizzazione quando \u00e8 stato tradotto in altre lingue.<\/p>\n<p>La produzione giovanile di Leino, poeta freneticamente creativo, rappresenta la pi\u00f9 genuina espressione lirica della letteratura finlandese. In essa vengono abilmente sfruttati gli elementi della poesia popolare e le forme stilistiche della poesia europea dell&#8217;epoca. Leino tradusse la &quot;Divina Commedia&quot; in lingua finnica nel 1914.<\/p>\n<p>Nato nel 1878 nella Finlandia nord-orientale, in una famiglia medio borghese, dotato di talento precoce e prodigioso, Eino Leino [che \u00e8 uno pseudonimo; il suo vero nome \u00e8 Armas E. Leopold L\u00f6nnbohm] esord\u00ec come poeta nel 1896, appena finiti gli studi liceali, al&#8217;et\u00e0 di 18 anni. Per il suo spirito libero e versatile fu una persona dagli interessi assai ampi, e pi\u00f9 di qualsiasi altro scrittore influenz\u00f2 e stimol\u00f2 la vita culturale finlandese dell&#8217;epoca. Fu attivo come poeta, romanziere, drammaturgo, traduttore, critico e giornalista. Dopo la seconda raccolta di &quot;Canti sacri&quot; (1916, la prima \u00e8 del 1903), la forza creativa di Leino cominci\u00f2 a declinare. Dopo anni di attivit\u00e0 convulsa e di vita dissoluta mor\u00ec prematuramente nel 1926.\u00bb<\/p>\n<p>Leino, dunque, \u00e8 parente, in qualche misura, di Pascoli e di Verlaine, con i quali condivide l&#8217;idea che dietro le cose si celi un insondabile mistero, e che il poeta sia l&#8217;unico capace di spingersi oltre le apparenze, verso la realt\u00e0 vera; ma anche di Rilke e di Esenin, cui lo accomuna la vena elegiaca, nostalgica e sognante, intessuta d&#8217;invincibile malinconia; e infine, volendo spaziare anche nell&#8217;ambito della prosa, di Hamsun e di Strindberg, legato al primo dal fresco, istintivo sentimento della natura e al secondo dalle cupe tristezze e dalla difficolt\u00e0 di inserirsi in un mondo patriarcale le cui fondamenta sono intaccate dall&#8217;avanzata inarrestabile della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 inoltre, nei suoi versi, un sentimento dolente del tempo che scorre inesorabile, tema che riconduce a Proust, e al tempo stesso una attitudine a farsi interprete del sentimento patriottico, sulle orme di Elias L\u00f6nnrot, l&#8217;autore del poema nazionale \u00abKalevala\u00bb, colui che amorevolmente aveva cucito insieme innumerevoli racconti orali percorrendo a piedi le regioni pi\u00f9 isolate della Carelia orientale e della remota Penisola di Kola (da cui, appunto, il mito del &quot;carelianismo&quot;, come ritorno alla autentiche sorgenti dello spirito finnico), ma senza eccessi nazionalistici, anche perch\u00e9 la Finlandia era ancora una provincia dell&#8217;Impero russo e, a differenza della vicina Svezia, cui era stata soggetta politicamente per secoli, non aveva alcuna ambizione egemonica al di fuori dei propri confini naturali.<\/p>\n<p>Non sfugga, ancora, una coloritura di tipo neanche troppo velatamente crepuscolare &#8212; se \u00e8 lecito istituire un parallelismo con la letteratura italiana di quegli anni -, specialmente l\u00e0 dove Leino allude alla miseria esistenziale della condizione poetica, alla fallacia e alla illusoriet\u00e0 del mondo di sogno creato dal poeta rispetto alla vita &quot;vera&quot; degli uomini &quot;sani&quot;, cio\u00e8 non ammalati di letteratura, e al desolante bilancio conclusivo di una vita spesa inseguendo miraggi inafferrabili e visioni seducenti, ma elusive: quasi il rovescio della medaglia rispetto alla concezione, tipicamente simbolista, del poeta come essere privilegiato, capace di esplorare l&#8217;inesplorabile. Temi, questi ultimi, che lo imparentano anche con la condizione della &quot;inettitudine&quot; in senso sveviano (ma anche nel senso del \u00abTonio Kr\u00f6ger\u00bb manniano) e, quindi, con la nostalgia per una vita pi\u00f9 piena ed autentica, come la vagheggiano disperatamente tanti personaggi di Pirandello (e di Ibsen), senza peraltro mai poterla raggiungere o anche solo avvicinarvisi.<\/p>\n<p>E poi, come \u00e8 stato notato e specialmente nell&#8217;ultima fase della suo percorso letterario, vi \u00e8 lo slancio dell&#8217;anima verso l&#8217;affermazione di una libert\u00e0 assoluta, tanto sul piano interiore che su quello esteriore: uno slancio cos\u00ec perentorio e insofferente di compromessi, da richiamare, in controluce, non solo il messaggio di Nietzsche, ma anche quello di Stirner &#8212; e, di nuovo, per molti aspetti, quello di Hamsun: pi\u00f9 come una rivolta dell&#8217;io individualista, comunque, che come un bisogno di esplicitare aspirazioni ideologiche di tipo sociale o politico.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il Simbolismo e, pi\u00f9 in generale, il Decadentismo, sulla cui scia si delinea la fresca e vigorosa parabola poetica di Leino, sono insofferenti di istanze collettive ed esprimono, semmai, le inquietudini, i crucci e le malinconie di un &quot;io&quot; diviso e in crisi di certezze e di valori, ma pur sempre borghesemente proteso all&#8217;affermazione di s\u00e9, nel senso vitalistico e schopenhaueriano &#8212; e, quindi, come aveva insegnato il filosofo di Danzica, sotto il segno di una inevitabile, completa e bruciante sconfitta.<\/p>\n<p>E qui una comunanza, a ben guardare &#8212; e sempre restando nell&#8217;ambito delle letterature ugro-finniche &#8212; si potrebbe trovare, a nostro avviso, con il grande poeta ungherese Endre Ady, il quale, negli stessi anni, viveva l&#8217;esperienza dell&#8217;incanto e del disincanto, passando attraverso un itinerario spirituale e materiale che presenta molti punti di convergenza con quello del Nostro; con la differenza, appunto, che in Ady \u00e8 pi\u00f9 forte, a un certo momento, lo sforzo di uscire dalla dimensione individuale per vagheggiare un ideale di rinnovamento sociale (come gi\u00e0 lo era stato in Pascoli, al tempo della giovinezza) e pi\u00f9 vigorosa la &quot;sfida&quot; a quel mondo borghese entro i cui orizzonti, pure, egli continua a muoversi. Pi\u00f9 vicino alla sensibilit\u00e0, o quanto meno ai rimpianti, di un Cesare Pavese &#8212; al Pavese de \u00abLa casa in collina\u00bb, piuttosto che a quello di \u00abLavorare stanca\u00bb -, Ady sogna e attende una palingenesi politica e sociale, pur se avverte la distanza incolmabile che lo separa dall&#8217;impegno in senso &quot;organico; mentre Leino rimane pi\u00f9 fedele a una vocazione poetica essenzialmente di tipo interiore. Tuttavia la parentela c&#8217;\u00e8, ed \u00e8 innegabile.<\/p>\n<p>Il mondo poetico di Leino \u00e8 un mondo in cui lo slancio dell&#8217;anima verso la bellezza e verso la verit\u00e0 viene continuamente contraddetto e smentito dall&#8217;amara esperienza della &quot;realt\u00e0&quot;, opaca e banale, contro cui tale slancio si infrange, ma che risorge incessante come una perenne domanda senza risposta: \u00e8 un mondo che ha perso l&#8217;incanto (per dirla con Max Weber), ma che non sa e non pu\u00f2 rassegnarsi; un mondo in cui, dopo i sogni smisurati della giovinezza, non resta che la coscienza del dolore, dilatato a dimensioni cosmiche. Atteggiamenti e propensioni che potremmo identificare come tipiche di un secondo romanticismo, il quale abbia fatto l&#8217;esperienza nietzschiana della &quot;morte di Dio&quot; ma che non \u00e8 ancora intimamente persuaso di dovere e di potere continuare a vivere senza pi\u00f9 quelle m\u00e8te ideali e sublimi alle quali l&#8217;anima aspirava e, quasi suo malgrado, continua pur sempre ad aspirare, a dispetto di tutte le disillusioni e di tutte le amarezze.<\/p>\n<p>Se a tutto ci\u00f2 si aggiunge quella vena fresca, esuberante, sorgiva, della vita spirituale finlandese che da poco si \u00e8 destata e muove i primi passi verso la maturit\u00e0, meglio si comprendono sia la sua forza espressiva e la sua inesauribile vitalit\u00e0, sia la malinconia di un mondo primigenio che, mentre ancora si affanna per riappropriarsi del proprio patrimonio culturale e morale, gi\u00e0 vede allungarsi su di s\u00e9 le ombre inquietanti di una modernit\u00e0 che non concede soste &quot;sentimentali&quot; e che tende ad appiattire e omologare tutte le cose, spegnendo ogni soffio di autentica poesia e ogni profonda aspirazione alla bellezza.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 anche un dramma, collettivo oltre che individuale: il dramma di chi si \u00e8 appena seduto a tavola, mentre gi\u00e0 i camerieri si avvicinano per sparecchiare e la maggioranza dei convitati, sazi, non hanno pi\u00f9 voglia di fare conversazione, ma sono come trasognati e intorpiditi.<\/p>\n<p>Il tempo fugge; ma non per tutti alla stessa maniera, n\u00e9 dopo aver trattato ciascuno allo stesso modo: e ci\u00f2 vale sia per la dimensione dei singoli individui, sia per quelle grandi comunit\u00e0 che chiamiamo popoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIL CANTO PERDUTO Una volta sognavo d&#8217;alte imprese e cieli in terra scorgevo. 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