{"id":24899,"date":"2015-07-31T07:01:00","date_gmt":"2015-07-31T07:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/31\/egidio-forcellini-grande-latinista-e-granduomo-fattosi-piccolo-per-naturale-modestia\/"},"modified":"2015-07-31T07:01:00","modified_gmt":"2015-07-31T07:01:00","slug":"egidio-forcellini-grande-latinista-e-granduomo-fattosi-piccolo-per-naturale-modestia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/31\/egidio-forcellini-grande-latinista-e-granduomo-fattosi-piccolo-per-naturale-modestia\/","title":{"rendered":"Egidio Forcellini, grande latinista e grand\u2019uomo fattosi piccolo per naturale modestia"},"content":{"rendered":"<p>Vi sono delle nature dolci, riservate, modeste, riluttanti a qualunque forma di pubblicit\u00e0 o di ostentazione, irriducibilmente riservate pur senza essere umbratili o scontrose, anzi bonarie, pazienti, comprensive, che non si preoccupano n\u00e9 si adombrano se altri le sorpassano nel giudizio del mondo, magari non per meriti superiori, ma semplicemente per l&#8217;attitudine a una certa qual disinvolta spregiudicatezza; nature che si appagano della tranquilla coscienza di s\u00e9 e del sereno perseguimento del proprio dovere, aliene da ogni eccessiva ambizione, costanti e pacate nella loro spontanea affabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ebbene, una di queste anime fu quella di Egidio Forcellini, insigne latinista, filologo e lessicografo, nato nel piccolo borgo di Fener in comune di Alano di Piave (provincia di Belluno), l\u00e0 dove il fiume si restringe per l&#8217;ultima volta tra i monti prima di stendersi a valle, il 26 agosto 1688, e morto a Padova il 5 aprile 1768, poco prima di compiere ottant&#8217;anni. Fratello maggiore di Marco (Campo di Alano, 25 aprile 1712 &#8212; Susegana, 27 novembre 1794), poeta e scrittore di buon nome, gi\u00e0 membro dell&#8217;Accademia dei Granelleschi dei fratelli Carlo e Gasparo Gozzi, indi magistrato della Repubblica di Venezia, Egidio Forcellini proveniva da una famiglia contadina, ma possedeva intelligenza e attitudine allo studio, riuscendo a entrare, nel 1705, nel seminario di Padova, istituto che godeva allora anche di un indiscusso prestigio culturale e dove conobbe il celebre lessicografo Jacopo Facciolati (Torreglia, 4 gennaio 1682 &#8212; Padova, 26 agosto 1769), di sei anni pi\u00f9 anziano, che gli fu amico e, in un certo senso, maestro.<\/p>\n<p>In un certo senso. Perch\u00e9 il Facciolati (il cui vero nome era, in realt\u00e0, Fasolato) gli fu guida e ne fece un validissimo collaboratore, essendosi il Forcellini fin da subito distinto per l&#8217;eccellente predisposizione allo studio del latino; ma vi \u00e8 qualche ragione di pensare che ne abbia anche un tantino sfruttato la buona volont\u00e0 e l&#8217;infaticabile dedizione al lavorio, arrivando ad assumersi il merito della ciclopica fatica e della geniale opera di erudizione che vide la luce nel 1771 (dopo, quindi, la morte dello sfortunato autore) che va sotto il nome di \u00abLexicon totius latinitatis\u00bb e che segna un vertice assoluto della lessicografa latina, di cui rappresenta una svolta rispetto ai modelli allora in auge, come il \u00abDictionarium latinum\u00bb di Ambrogio Calepino, nonch\u00e9 una profonda ristrutturazione metodologica.<\/p>\n<p>Il bello \u00e8 che gi\u00e0 in precedenza il Facciolati aveva mostrato la tendenza a utilizzare il lavoro del suo allievo senza rendergli il dovuto riconoscimento, e questo per ben due volte: allorch\u00e9 venne pubblicata una nuova edizione del Calepino, nel 1718, e, poi, allorch\u00e9 fu data alle stampe una imponente \u00abOrtografia italiana\u00bb, nel 1721. In entrambi i casi la fatica era stata quasi tutta del Forcellini, ma il suo nome non era comparso nemmeno nelle pagine interne, mentre il nome del Facciolati era apparso come quello dell&#8217;unico estensore. Un comportamento quanto meno discutibile, anche se tutt&#8217;altro che insolito e niente affatto passato di moda, se \u00e8 vero &#8212; come \u00e8 vero &#8212; che cos\u00ec fan tutti, o quasi tutti, i professori universitari dei nostri giorni, allorch\u00e9 sfruttano senza tanti complimenti il sudato lavoro dei loro studenti ed assistenti, facendolo bellamente passare come proprio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ne ricorda l&#8217;amabile figura il saggista Nello Vian &#8212; nato a Vicenza nel 1907 e morto a Roma, nel 2000 -, segretario della Biblioteca vaticana e poi segretario generale dell&#8217;Istituto Paolo VI di Brescia (in: N. Vian, \u00abIl leone nello scrittoio. Aneddoti e curiosit\u00e0 letterarie\u00bb (Reggio Emilia, Citt\u00e0 Armoniosa, 1980, pp. 91-3):<\/p>\n<p>\u00abIl &quot;Lexicon totius latinitatis&quot;, un monumento della lessicografia di tutti i tempi, vide la luce per la prima volta nel 1771. Quattro volumi in folio, 5.700 colonne di stampa. Ne era stato autore un prete cultore dell&#8217;umilt\u00e0, Egidio Forcellini, che si amava insignire solo del titolo di &quot;alunno del Seminario di Padova&quot;. La storia dell&#8217;impresa merita di essere presentata, per esemplarit\u00e0. Nativo di un paese di poche case, Fener, nella ristretta piana tra il Piave e il Grappa, il Forzelin (come \u00e8 la grafia originaria, derivata con probabilit\u00e0 del lavoro artigiano) era di famiglia contadina che si tramandava uno stemma. Ma questa &quot;arme di casa&quot;, come egli la chiamava con ironia certa, appare cos\u00ec oscura che non si distingue pi\u00f9 nel dipinto, quanto nella sua vita. Con la retta dei poveri, entr\u00f2 a sedici anni nell&#8217;istituto che avrebbe accresciuto di fama, e presto si guadagn\u00f2 la mensa, servendo (&quot;cum onere inservienti&quot;). Un illustre maestro gl&#8217;infuse il gusto del latino, e in cambio ne ottenne una servit\u00f9 senza condizioni, di cui pare si sia valso anche troppo (&quot;ladro non era, ma usurpatore un po&#8217;&quot;, scrive il Tommaseo, questa volta con qualche ragione). Occasione, non sola, fu la rifusione di un vecchio vocabolario latino, spesso &quot;coctus et recoctus&quot;, il Calepino. I quattro anni di fatica dell&#8217;alunno vennero riconosciuti dal maestro nella prefazione appena con l&#8217;accenno che il sasso era stato rotolato &quot;non sine ope strenuissimi adolescentis&quot;.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;esperta ricottura, sorse l&#8217;idea di un rifacimento totale. Il Forcellini lo mise in cantiere con tutto l&#8217;impegno. In sei anni lo port\u00f2 alla voce &quot;Comitor&quot;, ma in una successione di governo il nuovo vescovo dovette ritenere l&#8217;opera eccessiva per la proporzione e la spesa. &quot;Licenziato a forza&quot;, l&#8217;artefice fu rispedito alle sue montagne, dove tenne sette anni la direzione del seminario di Ceneda. All&#8217;arrivo di un altro vescovo, torn\u00f2 a Padova, e si rimise al &quot;tavolo calepinaro&quot;, come modestamente chiamava la sua industriosa officina. Nel 1742 era giunto a &quot;Pone&quot;, ma la nomina a confessore del grosso seminario gli sottrasse praticamente il tempo per andare avanti. &quot;Il mio Calepino sta male, al solito interrotto, impedito quasi ogni d\u00ec, costretto a camminare colle tartarughe&quot;, scriveva, con umorismo non recriminante n\u00e9 commiserante. Dopo nove anni, nel 51, liberato dall&#8217;ufficio, con una tirata finale di sedici mesi, riusc\u00ec a portarlo a termine. Altri due anni richiese la rilettura, e otto la trascrizione fatta da copista in sedici volumi. Ma l&#8217;opera, di quasi intera una vita, non and\u00f2 ancora alla stampa. N\u00e9 si sa che l&#8217;autore dimostrasse impazienze e risentimenti.<\/p>\n<p>A settantasette anni, nel gennaio 1765, domand\u00f2 di tornare dove era nato, in quel &quot;meschino paese della miseria, quasi fuori del mondo&quot; (parole sue), e l&#8217;ottenne per grazia, con annui ducati cento. Visse tre anni, ancora, umile tra umili, conforme al suo &quot;costume aureo e puro&quot;, elogiato da uno dei suoi vescovi. Si dilettava in lavori di artigianato, e tra casa e campi, dove andava a &quot;piccar&quot; l&#8217;uva. Del suo sapere, il grande vocabolarista diceva che, se pur c&#8217;era, era &quot;scienza di parole&quot;, nel senso inferiore che &quot;L&#8217;imitazione di Cristo&quot; le assegna in paragone al primato delle opere. E protestava: &quot;Io non intendo di fare al mondo comparsa di letterato, ma d&#8217;ignorante quale sono: anzi desidero di non comparire per nulla&quot;. Con l&#8217;usata reverenza ricord\u00f2 quel suo troppo esigente maestro, il Facciolati, nella prefazione lasciata per il lessico, e vietava che altri lo pungessero in sua presenza, perch\u00e9 sentiva che &quot;ci\u00f2 punge l&#8217;anima&quot;. Non mancava, per sua natura, di spirito. Sotto il ritratto alquanto florido dell&#8217;autore di un &quot;Direttorio mistico&quot;, scrisse il versetto di Giovanni &quot;non giudicate dalle apparenze&quot;, in greco. D&#8217;un piovano, un omonimo Forzellini, not\u00f2 con esatti termini &quot;la ventraia smoderatae fuori di piombo&quot;. Un nipote che vestiva con qualche eleganza temeva che avesse a diventare &quot;nepos&quot;, che latinamente vale anche scialacquatore. Ma il suo gusto era nella fede e carit\u00e0, espresse con semplici sentenze, come &quot;spes mea certa Deus&quot;, &quot;donar bisogna tutto a Dio&quot;. Della sua latinit\u00e0 non si serviva pi\u00f9 che a effondere la contrizione, in distici. Mor\u00ec il 6 aprile 1768 [in realt\u00e0, il 6 aprile], marted\u00ec dopo Pasqua, alla vigilia degli ottanta, e fu sepolto da povero, &quot;non avendogli trovato potere maggiore&quot;.<\/p>\n<p>Questo principe dei lessicografi non vide la stampa del suo grande dizionario, che and\u00f2 in tipografia solo dopo la sua morte, e si pubblic\u00f2 con la data del 1771. Il titolo, dato da altri, sarebbe apparso a lui certo troppo ampio. Non si sa per determinazione di chi, il nome del reale autore venne preceduto, ancora, da quello dell&#8217;iniziale maestro, con qualche incongrua ambiguit\u00e0 sulle parti: &quot;Totius latinitatis lexicon, consilio et cura Jacobi Facciolati, opera et studio Aegidii Forcellini&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Sbaglierebbe, tuttavia, chi volesse ascrivere la bonomia, l&#8217;umilt\u00e0, l&#8217;assoluta mancanza di ambizione del Forcellini a semplice mitezza di carattere, a naturale ripugnanza della celebrit\u00e0, a dolcezza e tolleranza nei confronti dell&#8217;ambizione del maestro e dell&#8217;amico.<\/p>\n<p>No: nella sua modestia, nella sua serena accettazione di un ruolo marginale, anzi, del mancato riconoscimento pubblico del suo enorme lavoro filologico &#8212; perch\u00e9, almeno in privato, vogliamo credere, e quasi sperare, che il Facciolati non sar\u00e0 stato altrettanto avaro &#8212; vi \u00e8 qualche cosa di pi\u00f9 e di diverso. Qualcosa, crediamo, che non ha tanto a che fare con la naturale predisposizione del suo carattere, o, almeno, non solo con essa, ma con un afflato di autentica spiritualit\u00e0, di autentica religiosit\u00e0, di autentico abbandono in Dio: perch\u00e9 chi possiede un tale spirito &#8212; come lo possedettero generazioni e generazioni di studiosi, di artisti, di scienziati del Medioevo &#8212; non persegue la propria gloria, n\u00e9 si cura dell&#8217;ammirazione del mondo, ma persegue soltanto e unicamente la gloria di Dio, di cui si ritiene un modesto, e fors&#8217;anche indegno, strumento.<\/p>\n<p>Un servo inutile, secondo la definizione del Vangelo, si riteneva Egidio Forcellini: aveva risposto con umilt\u00e0 e dedizione totale al richiamo divino, ma sapeva di non aver fatto nulla con le proprie forze e di essere stato nient&#8217;altro che un operaio al servizio d&#8217;un disegno pi\u00f9 grande: da ci\u00f2 la sua mansueta disponibilit\u00e0 a ritornare nell&#8217;ombra, la sua aspirazione alla quiete del paese natio, lontano dagli onori e dalla fama del mondo; da ci\u00f2 la sua serenit\u00e0 interiore, il suo equilibrio, la sua assoluta mancanza d&#8217;invidia o di amarezza.<\/p>\n<p>Da ci\u00f2, ancora, la sua inclinazione alla vita semplice, la naturalezza con cui seppe passare dallo scrittoio dell&#8217;erudito ai lavori della vigna e dell&#8217;orto, dal seminario della citt\u00e0 famosa, ove era pur qualcuno, all&#8217;anonimato di un villaggio ai piedi delle Prealpi, in cui non c&#8217;era un&#8217;anima che potesse comprendere e apprezzare il suo valore di latinista; e da ci\u00f2, per ultimo &#8212; ma non da ultimo &#8212; la sua assoluta dirittura e benevolenza, per cui non tollerava che, in sua presenza, si dicesse alcunch\u00e9 contro il suo invadente e non troppo scrupoloso maestro, perch\u00e9 il suo cuore era troppo limpido per contenere la mala pianta del risentimento e troppo grande per albergare i germi dell&#8217;invidia o della gelosia.<\/p>\n<p>Era, insomma, un vero cristiano, come ne ha prodotti tanti, nel corso del tempo, la societ\u00e0 contadina pre-moderna, particolarmente nel Nord-Est d&#8217;Italia: galantuomini dello spirito, umili membri di una &quot;civica Dei&quot; che viveva accanto alla citt\u00e0 degli uomini, dominata dall&#8217;ambizione e alla malizia, anzi intrecciata ad essa, e tuttavia radicalmente diversa da essa, quanto sono diverse le spighe di grano dalle ortiche e dalle erbacce che si mescolano in mezzo a quelle: uomini e donne che, probabilmente, sono ancora fra di noi, accanto a noi, che incrociano i loro passi con i nostri, ma che noi, il pi\u00f9 delle volte, non sappiamo vedere, n\u00e9 riconoscere, proprio perch\u00e9 non fanno rumore, si muovono in punta di piedi e fanno del bene con estrema semplicit\u00e0, con pudore, quasi con ritrosia, e intanto contribuiscono a rendere pi\u00f9 lieta e amabile anche la nostra vita, senza che noi ce ne accorgiamo.<\/p>\n<p>L&#8217;albero buono non pu\u00f2 dare frutti cattivi, e viceversa. Vi sono ideologie che promettono la pace, la giustizia, la libert\u00e0,: ma intanto camminano sulle gambe di uomini e donne meschini, prepotenti, ambiziosi, che seminano dolore e amarezza intorno a s\u00e9; e vi sono ideologie che non promettono il Paradiso in terra, perch\u00e9 vedono l&#8217;uomo cos\u00ec com&#8217;\u00e8, ossia incapace di trasformarsi, da solo, in un angelo, ma che indicano, nondimeno, la via del Bene, perch\u00e9 lo vedono anche come pu\u00f2 diventare, se si lascia guidare da un Amore pi\u00f9 grande: e sono queste ultime che producono una messe copiosa di uomini e donne di pace, portatori di autentica comprensione fraterna e messaggeri di perdono e riconciliazione.<\/p>\n<p>Rendiamo omaggio, pertanto, in Egidio Forcellini, non solo allo studioso esimio e disinteressato; non solo all&#8217;uomo buono e mite, lieto di qualunque sorte venga da Dio; ma anche a quella religione e a quella cultura che hanno saputo produrre, nel corso della storia, tanti uomini e donne di tal fatta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono delle nature dolci, riservate, modeste, riluttanti a qualunque forma di pubblicit\u00e0 o di ostentazione, irriducibilmente riservate pur senza essere umbratili o scontrose, anzi bonarie,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-24899","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24899","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24899"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24899\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}