{"id":24898,"date":"2015-07-29T10:18:00","date_gmt":"2015-07-29T10:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/con-leducazione-permissiva-roviniamo-i-bambini-e-prepariamo-la-destrutturazione-sociale\/"},"modified":"2015-07-29T10:18:00","modified_gmt":"2015-07-29T10:18:00","slug":"con-leducazione-permissiva-roviniamo-i-bambini-e-prepariamo-la-destrutturazione-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/con-leducazione-permissiva-roviniamo-i-bambini-e-prepariamo-la-destrutturazione-sociale\/","title":{"rendered":"Con l\u2019educazione permissiva roviniamo i bambini e prepariamo la destrutturazione sociale"},"content":{"rendered":"<p>La pedagogia moderna, figlia di Rousseau e delle sue idee sdolcinate e balorde sulla perfetta innocenza infantile e sulla malvagit\u00e0 della civilt\u00e0, \u00e8 stata il logico prolungamento alla sfera educativa della concezione giusnaturalista di una natura intrinsecamente &quot;buona&quot; e conforme a ragione, bene in s\u00e9 che va difeso e tutelato ad ogni costo, contro chiunque.<\/p>\n<p>In questa visione, il mondo degli adulti \u00e8 il Male, il mondo del bambino rappresenta il Bene: \u00e8 dunque necessario proteggere il pi\u00f9 possibile i bambini &quot;innocenti&quot; dalle pretese dei loro genitori, degli insegnanti, dei sacerdoti e di chiunque altro voglia esercitare una funzione direttiva verso di essi, voglia insegnar loro che cosa si pu\u00f2 fare e che cosa non si deve fare, o, addirittura, giudichi di poterli sottoporre a lavori faticosi e poco gratificanti di qualunque genere, fosse pure quel minimo di aiuto domestico che rientra nelle loro possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il bambino non deve fare fatica, non deve affrontare mansioni noiose, perch\u00e9 questo distrugge la sua naturale creativit\u00e0: tale \u00e8 l&#8217;assioma delle odierne scienze dell&#8217;educazione (nome assai pomposo che ha sostituito, nelle aule universitarie, la vecchia denominazione di &quot;pedagogia&quot;). Se, poi, questo tenerlo lontano da ogni dovere e da ogni responsabilit\u00e0 produca dei giovani e dei futuri adulti egoisti, poco collaborativi e propensi a scoraggiarsi facilmente davanti alle difficolt\u00e0 della vita, pazienza: tutti vedono quali sono le conseguenze, ma nessuno, o pochissimi, sembrano avere il coraggio di contestare l&#8217;assioma di partenza: che, per difendere e sviluppare lo spirito creativo, il bambino debba essere artificialmente tenuto lontano da qualunque serio impegno, da qualunque sia pur piccola responsabilit\u00e0, da qualunque impatto troppo ravvicinato con i fatti della vita adulta.<\/p>\n<p>Ne consegue che, se il bambino chiede ai suoi genitori che acquistino un animaletto da compagnia, poi va a finire che devono accudirlo loro, e non lui, perch\u00e9, poverino, ha gi\u00e0 tanto da fare con i compiti di scuola, le lezioni di pianoforte, gli allenamenti di calcio o di nuoto, e cos\u00ec via; che, se qualcuno deve occuparsi del fratellino o della sorellina pi\u00f9 piccoli, in assenza dei genitori, \u00e8 meglio chiamare un estraneo a pagamento, che responsabilizzare il fratello pi\u00f9 grandicello, perch\u00e9, poverino, non bisogna caricarlo di eccessive responsabilit\u00e0, cosa che potrebbe traumatizzarlo o provocargli ansia; e che, se i nonni sono seriamente ammalati, non bisogna portare i nipotini a dare loro un saluto, che potrebbe anche essere l&#8217;ultimo, per evitare ai piccoli la scoperta sconcertante della malattia e della morte imminente.<\/p>\n<p>Sul versante scolastico, la teoria dell&#8217;apprendimento libero e gioioso, supportato da innumerevoli correnti pedagogiche pi\u00f9 o meno libertarie e permissive, si traduce, di fatto, nella rinuncia a proporre quegli insegnamenti che, sulle prime, riescono pi\u00f9 difficili o richiedono un maggiore impegno: si pensa che l&#8217;impegno non vada d&#8217;accordo con la creativit\u00e0 e che quest&#8217;ultima vada tutelata bandendo l&#8217;impegno prolungato e faticoso dall&#8217;orizzonte scolastico del bambino. Se proprio non \u00e8 possibile eliminare del tutto certi insegnamenti, allora li si riduce al massimo, li si svuota di ogni reale contenuto, li si banalizza: e non stiano pensando solo a discipline come la matematica, ma anche agli insegnamenti di tipo religioso e spirituale, ritenuti da molti troppo ardui ed astrusi.<\/p>\n<p>Ha scritto William Damon, docente alla Brown University, una delle voci pi\u00f9 originali e interessanti nell&#8217;odierno, piatto e desolante panorama degli studi pedagogici (da: W: Damon, \u00abPi\u00f9 grandi speranze\u00bb; titolo originale: \u00abGreater Expectations\u00bb, 1995; traduzione dall&#8217;americano di Elena Campominosi , Longanesi &amp; C., 1997, pp. 47-51):<\/p>\n<p>\u00abI pedagogisti hanno decretato che l&#8217;esigenza di maturit\u00e0 della scuola tradizionale distrugge la creativit\u00e0 innata del bambino. Il presupposto \u00e8 che la creativit\u00e0 richieda impulsi spontanei, non appresi, che possono venire soffocati da un eccesso di disciplina. La soluzione proposta \u00e8 un approccio cauto e &quot;bambinocentrico&quot; al lavoro creativo degli allievi che eviti di esprimere di esprimere critiche o di impartire istruzioni. Vale a dire che per salvaguardare le doti innate del bambino sarebbe necessario un metodo permissivo. Secondo quest&#8217;ottica, per salvaguardare la creativit\u00e0 sono necessari attenzione, assenza di regole e un tipo particolare di ricompense. A quest&#8217;idea romantica si accompagna la precisazione che il bambino dovrebbe imparare solo ci\u00f2 cui \u00e8 intrinsecamente interessato: ricompense e altri incentivi sono considerati antitetici allo spirito del lavoro creativo. Questo approccio all&#8217;educazione infantile domina a tal punto la cultura postmoderna da avere scarse alternative. [&#8230;] Oltre che a occupazioni facili e divertenti, i bambini hanno bisogno di applicarsi ad attivit\u00e0 impegnative che li aiutino ad eccellere. Per lo sviluppo delle doti creative il riscontro e gli incentivi esterni sono importanti tanto quanto l&#8217;interesse intrinseco per una determinata cosa. I bambini devono imparare a impegnarsi anche quando un&#8217;attivit\u00e0 diviene difficile e noiosa. Nel lungo periodo, se sono preparati ad affrontare le frustrazioni e gli aspetti ingrati che sono parte inevitabile di ogni attivit\u00e0 creativa, ottengono risultati migliori. Genitori, insegnanti e pedagogisti sembrano convinti che per risolvere i problemi del bambino basti rafforzare la stima che egli ha di s\u00e9. Se un bambino non ha successo con i compagni di gioco, il motivo \u00e8 la scarsa considerazione che ha di s\u00e9. Se ha problemi a scuola, la causa \u00e8 la mancanza di autostima. Perfino l&#8217;indisciplina, la maleducazione e l&#8217;arroganza vengono attribuiti a una carenza di autostima. La soluzione viene presentata quasi ogni giorno sulla stampa popolare: potenziate l&#8217;autostima di vostro figlio. In ogni momento, e senza tener conto delle circostanze, dovremmo assicurare i nostri figli che sono &quot;fantastici&quot; in ogni campo. [&#8230;] Spesso, per ironia, le idee errate sullo sviluppo del bambino si contraddicono. Teniamo in grande considerazione la sua autostima, ma al tempo steso gli trasmettiamo il messaggio che non \u00e8 abbastanza maturo per affidargli vere responsabilit\u00e0, che insegnargli a rendersi utile \u00e8 troppo laborioso e che deve trascorrere il tempo libero riposandosi dalle fatiche di una vita piena di impegni. In questo modo, e in molti altri, favoriamola sua immaturit\u00e0. \u00c8 un comportamento particolarmente distruttivo, perch\u00e9 lo priva dell&#8217;opportunit\u00e0 di acquisire competenze e demolisce ogni sua legittima pretesa di merito. Inoltre, la favola dell&#8217;incapacit\u00e0 dei giovani induce il bambino a pensare solo a se stesso e a non rendersi utile agli altri. [&#8230;] Una visione distorta di che cosa sia bene per il bambino e di quali siano le sue capacit\u00e0 ci ha persuaso a permettere ai nostri figli di gironzolare per i centri commerciali o di impigrirsi davanti alla televisione piuttosto che chiedere loro di dare una mano. Il benessere moderno ci consente il &quot;lusso&quot; di mettere in atto le concezioni sbagliate sollevando i bambini da ogni obbligo domestico. Idee sbagliate e benessere costituiscono un terribile connubio a detrimento dei giovani. [&#8230;] Ma l&#8217;effetto pi\u00f9 scoraggiante delle nostre convinzioni sbagliate \u00e8 che ci inducono a privare il bambino dei messaggi spirituali. La nostra reticenza nasce dal mito dell&#8217;incapacit\u00e0 infantile. Molti ritengono che sia inutile cercare di impartire principi religiosi e morali al bambino perch\u00e9 non li capirebbe. Oggi, in molti ambienti educativi, l&#8217;istruzione religiosa \u00e8 annacquata al punto da aver perso ogni significato. Non nutriamo sufficiente fiducia nell&#8217;intelligenza e nella capacit\u00e0 di attenzione del bambino per coinvolgerlo in una riflessione seria sui valori trascendentali. Siamo restii a trasmettergli i grandi ideai, e se lo facciamo, ci sentiamo quasi in dovere di scusarci. Tale atteggiamento nasce da un&#8217;erronea interpretazione della ricerca sull&#8217;et\u00e0 evolutiva, secondo la quale il bambino non sarebbe in grado di pensare a concetti astratti. In realt\u00e0, i bambini sono affascinati dai misteri eterni della vita e della morte, non si spaventano affatto a parlarne, anzi, sono ansiosi di farlo. [&#8230;] I bambini di oggi, come quelli di ogni epoca, danno il meglio di s\u00e9 quando crescono in un clima culturale ricco di obiettivi. Nel mondo moderno esistono ancora luoghi e ambienti simili, e ovunque si trovano ancora giovani pieni di vita. Ma la tendenza generale \u00e8 inquietante proprio perch\u00e9, perlopi\u00f9, si tende ad andare, sbagliando, nella direzione opposta. Questo non significa che la colpa sia della modernit\u00e0 in s\u00e9, n\u00e9 che il progresso culturale debba essere in antitesi con le esigenze spirituali esistenti da sempre, di un bambino che cresce. Esse possono venir soddisfatte in maniera assolutamente moderna. Anzi, questa \u00e8 l&#8217;unica soluzione possibile.\u00bb<\/p>\n<p>Questa ci sembra una disamina chiara, onesta, consequenziale della odierna emergenza educativa: non dovremmo meravigliarci se, dopo aver cresciuto i nostri bambini lontano da ogni serio impegno e da ogni genere di responsabilit\u00e0, poi ci troviamo di fronte degli adolescenti immaturi, superficiali, ingrati: nessuno li ha abituati ad assumersi la loro sia pur piccola quota d&#8217;impegno nella vita, dunque essi tendono a rifiutarlo, anche dopo aver varato le soglie della fanciullezza. Bisognerebbe, semmai, meravigliarsi che vi siano, oggi, cos\u00ec tanti adolescenti maturi e responsabili: il merito non \u00e8 dei loro genitori, n\u00e9 dei loro insegnanti, ma di loro stessi e, forse, di qualche esempio giunto loro da altre parti, magari in maniera indiretta: quello dei nonni, per esempio, oppure di qualche forte personalit\u00e0 da loro incontrata occasionalmente (un missionario di ritorno dall&#8217;Africa o dall&#8217;America Latina che racconta le sue esperienze: a volte basta un&#8217;ora soltanto per gettare un seme vivo nella coscienza dei giovanissimi). I genitori e li maestri iper-protettivi, che vorrebbero difendere il bambino dalle minacce della vita adulta, molto spesso non si rendono conto che stanno difendendo, in realt\u00e0, la parte infantile di se stessi e che stanno riversando sui loro figli e sui loro alunni dei conflitti irrisolti della loro storia personale.<\/p>\n<p>Se il bambino esprime il desiderio di avere un canarino, o un pesciolino rosso, i suoi genitori dovrebbero mettere bene in chiaro, dopo avergli mostrato come si fa, che sar\u00e0 lui a doversi occupare di cambiare il mangime, pulire la gabbietta o rinnovare l&#8217;acqua della vasca, e cos\u00ec via. Se esprime il desiderio di avere un gatto o un cagnolino, la responsabilit\u00e0 sar\u00e0 anche maggiore: bisogna farglielo capire, o altrimenti l&#8217;animale non va acquistato. La stessa cosa va fatta con i fiori e le piante del terrazzo o del giardino, se \u00e8 il bambino a chiederne l&#8217;acquisto, ed, entro certo limiti, anche se non \u00e8 lui. Non c&#8217;\u00e8 niente di male ad insegnargli ad annaffiare le piante, specialmente d&#8217;estate, o a coprirle d&#8217;inverno, quando si avvicinano le gelate: anzi, \u00e8 un modo di sviluppare, ad un tempo, le sue capacit\u00f2 di osservazione della natura e il suo personale senso di responsabilit\u00e0 verso un essere vivente bisognoso di cure. Se, poi, le vacanze o altri impegni distraggono il bambino dalle sue responsabilit\u00e0 nei confronti delle piante e degli animali domestici, dovr\u00e0 essere lui a pensare ad una possibile soluzione, individuando una figura sostituiva nelle loro mansioni oppure, in mancanza di altre soluzioni, rinunciando, se necessario, alla gita o alle vacanze. Pu\u00f2 sembrare duro: ma solo cos\u00ec i bambini imparano a confrontarsi con la realt\u00e0 della vita, che non fa mai sconti, e a sviluppare gli strumenti per fronteggiarla. Questo non significa privarlo della sua infanzia e tanto meno della sua creativit\u00e0: la creativit\u00e0 del bambino non soffre di queste cose, ma delle ore e ore di televisione e di computer, della noia e dell&#8217;abitudine a non far niente, del fatto che nessuno gli chieda mai nulla e che, quasi quasi, gli educatori si sentano in colpa di chiedere che egli si applichi.<\/p>\n<p>Il fratellino o la sorellina maggiori devono essere abituati a prendersi cura dei pi\u00f9 piccoli, ad aiutarli a vestirsi, a mangiare, a fare i compiti. Essi devono capire che non pu\u00f2 ricadere tutto sulle spalle della mamma e del pap\u00e0 e che ciascun membro della famiglia ha la sua quota di responsabilit\u00e0 nei confronti di tutti gli altri, specialmente in caso di bisogno (come per l&#8217;insorgere di una malattia). E anche i nonni, se bisognosi di assistenza, devono diventare figure di riferimento, non solo per ricevere regali e denaro, ma anche per mettersi a loro disposizione, nei limiti del possibile, secondo le loro necessit\u00e0. Sarebbe auspicabile che ci\u00f2 avvenisse spontaneamente: ma non ci si pu\u00f2 aspettare che un bambino totalmente deresponsabilizzato ci arrivi da solo. Sarebbe illogico e ingiusto.<\/p>\n<p>L&#8217;educazione morale e religiosa rientra perfettamente in questo quadro: non \u00e8 vero che essa sia troppo &quot;difficile&quot; per il bambino e non \u00e8 vero che bisogna parlare al bambino solo di ci\u00f2 che egli pu\u00f2 veramente comprendere sul piano puramente razionale. Questo \u00e8 un residuo dell&#8217;illuminismo e del positivismo: il bambino, al contrario, \u00e8 provvisto, pi\u00f9 dell&#8217;adulto, di strumenti di conoscenza diversi da quelli esclusivamente logici. Si pu\u00f2 parlare con lui della vita e della morte, dell&#8217;anima e della vita eterna, del bene e del male: quel che non capir\u00e0 con la sola ragione, lo intuir\u00e0 in altro modo. Se questi semi non vengono gettati nella sua anima quando essa \u00e8 pronta a riceverli, forse, poi, sar\u00e0 troppo tardi. Vi son fiori delicati che, se non coltivati per tempo, non sbocceranno mai pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pedagogia moderna, figlia di Rousseau e delle sue idee sdolcinate e balorde sulla perfetta innocenza infantile e sulla malvagit\u00e0 della civilt\u00e0, \u00e8 stata il logico<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30175,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[58],"tags":[124],"class_list":["post-24898","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pedagogia","tag-educazione"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-pedagogia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24898","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24898"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24898\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30175"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24898"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24898"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24898"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}