{"id":24896,"date":"2009-03-31T11:28:00","date_gmt":"2009-03-31T11:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/31\/nelleducazione-dei-giovani-abbiamo-dimenticato-la-dimensione-del-soprannaturale-cioe-dellessere\/"},"modified":"2009-03-31T11:28:00","modified_gmt":"2009-03-31T11:28:00","slug":"nelleducazione-dei-giovani-abbiamo-dimenticato-la-dimensione-del-soprannaturale-cioe-dellessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/31\/nelleducazione-dei-giovani-abbiamo-dimenticato-la-dimensione-del-soprannaturale-cioe-dellessere\/","title":{"rendered":"Nell&#8217;educazione dei giovani abbiamo dimenticato la dimensione del soprannaturale, cio\u00e8 dell&#8217;Essere"},"content":{"rendered":"<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 vistosi e, per certi versi, drammatici della crisi spirituale e materiale del mondo contemporaneo, \u00e8 costituito dallo smarrimento di un sano concetto pedagogico; o, per meglio dire, dall&#8217;abbandono della sua funzione educante da parte dell&#8217;intera societ\u00e0, delegando ad essa proprio quei mezzi d&#8217;informazione che meno sarebbero adatti: primi fra tutti la televisione, la pubblicit\u00e0 e la rete informatica.<\/p>\n<p>Semplificando al massimo i termini del problema &#8211; dal momento che non vogliamo disquisire in forma di trattato, ma andare dritti, se possibile, al cuore del problema &#8211; si potrebbe porre la domanda pedagogica in questi termini: \u00e8 possibile che una societ\u00e0 sviluppi un coerente progetto educativo, se ignora o misconosce la natura dell&#8217;educando, ossia l&#8217;anima umana?<\/p>\n<p>Per la nostra cultura, scientista e materialista, l&#8217;anima non esiste; esiste un corpo, di cui la mente \u00e8 un prolungamento; ed esistono i sensi, che sono il solo canale di comunicazione fra noi e il mondo esterno. Al fuori dei corpi e al di fuori dei sensi, non esiste null&#8217;altro; o, quanto meno, nulla che valga la pena di conoscere. Il progetto educativo, pertanto &#8211; se pure ve ne sia uno, cosa di cui, oggi, crediamo si debba dubitare &#8211; si riduce a un addestramento del corpo e della mente, intesa, quest&#8217;ultima, come lo strumento di una facolt\u00e0 esclusiva: la ragione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere compreso e spiegato in termini puramente razionali, o non c&#8217;\u00e8, o non ci riguarda affatto: questo \u00e8 il logico e coerente punto d&#8217;arrivo di quella rivoluzione del paradigma culturale iniziata da Locke e Hume, proseguita da Kant e perfezionata dal positivismo e dal neopositivismo.<\/p>\n<p>Nell&#8217;essere umano, dunque, non vi sarebbe altro che l&#8217;ordine naturale; l&#8217;ordine soprannaturale, termine di riferimento costante del filone maggioritario del pensiero occidentale &#8211; da Platone fino al Rinascimento, passando per S. Agostino e S. Tommaso &#8211; scompare dall&#8217;orizzonte esistenziale dell&#8217;uomo, o, per meglio dire, ne \u00e8 stato cacciato; e tale cacciata ci viene tuttora presentata, nella maggior parte dei manuali scolastici, come una vittoria della Ragione contro le tenebre dell&#8217;ignoranza e della bieca superstizione.<\/p>\n<p>Perfino i teologi, ultimo residuo della un tempo gloriosa tradizione metafisica occidentale, si sono fatti straordinariamente timidi e accomodanti nei confronti della cultura moderna. Contano con avarizia i miracoli delle Scritture; sfrondano da esse gran parte del soprannaturale, ritenuto una forma di sedimentazione mitica; balbettano interpretazioni pseudo-razionalistiche di ci\u00f2 che, fino a ieri, non si peritavano di chiamare apertamente la vita soprannaturale dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Eppure, se non ci si rassegna a gettare nel cestino della carta straccia la miglior parte dell&#8217;insegnamento della filosofia occidentale, da Platone a Kierkegaard, bisogner\u00e0 pure ammettere che \u00e8 assurdo pretendere di fondare una qualsiasi educazione, sulla denigrazione sistematica o sulla soppressione radicale dell&#8217;elemento trascendente proprio della natura umana; pi\u00f9 o meno come sarebbe assurdo, per un navigante, avventurarsi in alto mare senza timone n\u00e9 bussola; oppure, per un falegname, accingersi a fabbricare un mobile, ignorando praticamente tutto sulla natura del legno e sulle sue propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto modo di ricordare quanto sia importante tenere presente la dimensione sovrannaturale nella vita dell&#8217;anima, nell&#8217;articolo \u00abL&#8217;amore di carit\u00e0 ispirato dalla Grazia \u00e8 il fulcro della nostra vita soprannaturale\u00bb (sempre sul sito di Arianna).<\/p>\n<p>Vogliamo ora riprendere il discorso, assumendo la prospettiva specifica del fatto educativo e la necessit\u00e0 di elaborare un disegno pedagogico che tenga conto dell&#8217;integrale realt\u00e0 della natura umana, che non si esplica solo nella dimensione del naturale e del relativo, ma anche in quella del soprannaturale e dell&#8217;assoluto.<\/p>\n<p>Uno dei pochi pensatori contemporanei che hanno attirato l&#8217;attenzione del mondo della cultura sull&#8217;importanza di non trascurare la parte sovra-razionale nell&#8217;educazione dei bambini e dei giovani, \u00e8 stato Gabriel Marcel, del quale abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di occuparci in precedenti scritti (e specialmente nell&#8217;articolo \u00abL&#8217;eterna lotta fra impulso di morte e capacit\u00e0 di amare nella riflessione di Gabriel Marcel\u00bb, consultabile sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Il suo pensiero educativo, sparso in vari scritti, \u00e8 stato efficacemente riassunto da Giovanni Gentili , gi\u00e0 docente presso l&#8217;Universit\u00e0 Statale di Milano, nella sua pregevole \u00abStoria della Pedagogia\u00bb (Roma, Armando Editore, 1966, 1978, pp. 428-29):<\/p>\n<p>\u00abGabriel Marcel \u00e8 noto come filosofo cattolico d&#8217;indirizzo esistenzialistico. La sua formazione filosofia avvenne in un ambiente filosofico idealistico e bergsoniano; le tracce ne sono evidenti anche nel pensiero marcelliano posteriore alla conversione. Egli diffida dell&#8217;uomo cartesiano e positivistico, tutto ragione che spiega e chiarisce, e nulla lascia alla intuizione globale. L&#8217;uomo \u00e8 anche questa razionalit\u00e0, \u00e8 anche questa sua scientificit\u00e0, con l&#8217;appendice del tecnicismo oggi predominante; ma non qui troveremo l&#8217;uomo autentico. L&#8217;uomo autentico \u00e8 ci\u00f2 che vi \u00e8 di insostituibile; esso \u00e8 una singolarit\u00e0 irripetibile, anche se trattasi di una singolarit\u00e0 inserita in un rapporto sia agli altri uomini sia a Dio. \u00e8 necessario- argomenta Marcel . che l&#8217;uomo tenda, pi\u00f9 che all&#8217;avere, all&#8217;essere: si chiama &quot;avere&quot; questa insaziabile volutt\u00e0 di acquisizione di beni, siano essi materiali siano culturali; anche quando noi avessimo nella mente tutta la scienza del mondo, noi non avremmo ancora conquistato il nostro vero &quot;essere&quot;; noi dobbiamo mirare a riscoprire, e potenziare, il nostro essere. Anzich\u00e9 ad avere, dobbiamo ambire ad essere. Essere, per l&#8217;uomo, significa sapere i suoi limiti, ma anche le sue possibilit\u00e0, che sono grandi. La fralezza della condizione esistenziale si risana mediante un ricongiungimento a Dio, l&#8217;Essere per eccellenza.<\/p>\n<p>Poste queste premesse, \u00e8 facile dedurne una pedagogia. Ciascuno di noi ha diritto a manifestare e consolidare il suo essere: il mero indottrinamento e l&#8217;enciclopedismo e il tecnicismo didattico non ci consentono di essere pienamente; la scuola meramente culturale impersonale, non dialogante, non \u00e8 scuola, ma luogo di noia e di depressione; nella scuola secondaria, oggi, l&#8217;insegnamento \u00e8 frazionato fra molti docenti; questo \u00e8 un male: occorre restituire ai ragazzi l&#8217;insegnate della classe, quello che costituisca il termine vero di un umano rapporto; i molti docenti non valgono quell&#8217;uno, che deve coagulare intorno a s\u00e9 il plasma vitale della scuola.<\/p>\n<p>Contro l&#8217;abuso di &quot;tests&quot; occorre il dialogo delle anime; i &quot;tests&quot; potranno documentare requisiti meccanici, ma non rivelano la dimensione delle anime. Contro la disperata solitudine della libert\u00e0 sartriana, di poter fare tutto &quot;perch\u00e9 Dio non c&#8217;\u00e8&quot;, Marcel rivendica la comunicazione, che apre gli uni agli altri, e instaura una verace comunit\u00e0, anzitutto trascendentale, e solo per questo anche sociale e politica,<\/p>\n<p>Marcel non ha sviluppato di proposito il problema \u00e8 pedagogico; la sua \u00e8 una metafisica della persona; le implicanze pedagogiche sono, tuttavia, ovvie, e di un significato spiritualistico ben chiaro.\u00bb<\/p>\n<p>Infatti.<\/p>\n<p>In quel poco di funzione educante che la scuola \u00e8 ancora in grado di svolgere &#8211; schiacciata com&#8217;\u00e8 dall&#8217;influsso dei media, non supportata dall&#8217;azione delle famiglie e ignara, essa stessa, della vera natura del proprio oggetto -, lo spezzettamento dell&#8217;insegnamento in una decina di materie (e di professori) diversi, contribuisce a rafforzare, nel giovane, l&#8217;idea che il sapere sia qualche cosa di puramente meccanico e quantitativo, e che non vi sia una vera unit\u00e0 di esso, cos\u00ec come non vi sarebbe una vera unit\u00e0 della persona, ossia del soggetto conoscente.<\/p>\n<p>Idea esiziale; e, tuttavia, tutte le forme della societ\u00e0 moderna sembrano andare in tale direzione e indurre a una tale conclusione.<\/p>\n<p>Lo specialista \u00e8 il grande protagonista dello straordinario sviluppo tecnico e scientifico degli ultimi decenni; dunque, la specializzazione sar\u00e0 la chiave di volta per fornire ai giovani una cultura sempre pi\u00f9 efficace ed al passo coi tempi. Cos\u00ec ragionano, o sragionano, coloro i quali, oggi, si occupano di tali problemi, posto che qualcuno ancora se ne occupi: la sensazione, infatti, \u00e8 che tutto sia lasciati nelle mani del caso, e che soltanto si punti alla formazione di bravi tecnici e, appunto, di bravi specialisti.<\/p>\n<p>Quanti sono ancora gli insegnati che dialogano con i propri alunni, che li fanno esprimere, parlare, scrivere; e quanti, invece, si sono affidati alla moda americaneggiante di risolvere tutto a colpi di &quot;tests&quot;, di &quot;quiz&quot; e di griglie di domandine a risposta multipla e preconfezionata, esattamente come si vede in tanti programmi televisivi di giochi a premi? In quest&#8217;ultima maniera, non solo si trascura la specificit\u00e0 della comunicazione interpersonale e l&#8217;abitudine all&#8217;espressione dialogata, scritta e orale; ma si standardizza il momento della verifica, sopprimendo la specificit\u00e0 del singolo alunno e immergendolo nel mare indifferenziato delle formulette \u00abusa e getta\u00bb.<\/p>\n<p>Ma tutte queste non sono che le inevitabili conseguenze di un progetto educativo che scaturisce da una societ\u00e0 la quale ha smarrito il proprio legame originario con l&#8217;Essere, fonte di ogni verit\u00e0 e di ogni conoscenza.<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile insegnare qualcosa a qualcuno, se colui che dovrebbe fare luce lungo il cammino non ha la minima idea di dove voglia andare, o, peggio, se ne ha un&#8217;idea completamente distorta? Come \u00e8 possibile trasmettere la nozione stessa di \u00abverit\u00e0\u00bb, se si prescinde dal fondamento di ogni verit\u00e0: quell&#8217;Essere dal quale tutto ha origine e al quale tutto aspira a ritornare, come se l&#8217;intero universo gemesse nelle doglie del parto?<\/p>\n<p>Come ha mirabilmente sintetizzato P. F. Pollien nel suo libro \u00abLa vita interiore semplificata\u00bb (Roma, Edizioni Paoline, 1946 p. 86):<\/p>\n<p>\u00abSecondo i filosofi, vi \u00e8 la verit\u00e0 dell&#8217;essere, la verit\u00e0 della conoscenza, e la verit\u00e0 dell&#8217;espressione. \u00c8 vero l&#8217;essere che \u00e8 quello che deve essere; vera la conoscenza che vede ci\u00f2 che \u00e8 nell&#8217;essere; vera l&#8217;espressione che traduce ci\u00f2 che \u00e8 nella conoscenza.\u00bb<\/p>\n<p>Ora, di questi tre differenti piani di verit\u00e0 &#8211; quello dell&#8217;essere, quello della conoscenza, quello dell&#8217;espressione &#8211; \u00e8 evidente che il primo costituisce il fondamento degli altri due; se manca quello, n\u00e9 la conoscenza sar\u00e0 vera, n\u00e9 potr\u00e0 esserlo l&#8217;espressione. Ne consegue che, avendo la cultura moderna soppresso la nozione stessa di essere e avendola sostituita con quella, puramente immanentistica e materialistica, di esistente (cadendo poi, quale logica conseguenza, nella servile adorazione di esso), tutto il progetto educativo odierno \u00e8 costruito su fondamenta instabili e illusorie, come una costruzione eretta notevolmente in altezza, ma senza basi.<\/p>\n<p>Come pu\u00f2 risultare vera la conoscenza, se non \u00e8 in grado di vedere nell&#8217;essere ci\u00f2 che gli \u00e8 proprio; o, per dir meglio, se non vedere l&#8217;Essere in quanto tale, ma soltanto le forme contingenti e relative in cui si manifesta e di cui, per cos\u00ec dire, si scherma?<\/p>\n<p>E come pu\u00f2 essere vera l&#8217;espressione di una tale conoscenza, una volta che sia ridotta al livello di relativismo che fu proprio della Sofistica, ove tutte le verit\u00e0 sembrano equivalersi e tutti i suoi annunciatori sembrano confrontarsi esibendo le medesime credenziali di autorevolezza, a dispetto del fatto che si smentiscono continuamente l&#8217;un l&#8217;altro, come tanti imbonitori da fiera?<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poco da fare: se la cultura moderna non compier\u00e0 una virata di centottanta gradi e non sapr\u00e0 ritrovare la nozione fondamentale dell&#8217;Essere, tutto il suo decantato sapere risulter\u00e0 illusorio e tutta la sua pedagogia non sar\u00e0 che un sistematico occultamento della verit\u00e0 pi\u00f9 profonda che giace nell&#8217;anima di ogni essere umano.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la verit\u00e0 dell&#8217;Essere non \u00e8 solo fuori di noi, ma anche dentro di noi; \u00e8 parte di noi: \u00e8 la parte pi\u00f9 bella, pi\u00f9 vera, pi\u00f9 buona. Sia tolta quella, e dell&#8217;uomo non rester\u00e0 che una miseranda caricatura, una piccola cosa gonfia di superbia e di orgoglio, incapace di relazionarsi armoniosamente non solo con l&#8217;altro, ma anche e soprattutto con se stessa.<\/p>\n<p>Ritrovare la via dell&#8217;Essere, per l&#8217;uomo, significa ritrovare le ragioni pi\u00f9 profonde del proprio stesso esistere.<\/p>\n<p>Ma come fare, se si continua ad inseguire il folle miraggio dell&#8217;avere, dell&#8217;avere sempre di pi\u00f9;, dell&#8217;avere ad ogni costo, con qualunque mezzo; dell&#8217;avere, non in vista di un progetto da realizzare, ma solo e unicamente per spirito insaziabile di cupidigia?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 vistosi e, per certi versi, drammatici della crisi spirituale e materiale del mondo contemporaneo, \u00e8 costituito dallo smarrimento di un sano concetto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[141,173,221,253],"class_list":["post-24896","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-filosofia","tag-immanuel-kant","tag-platone","tag-soren-kierkegaard"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24896","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24896"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24896\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24896"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24896"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24896"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}