{"id":24885,"date":"2020-09-25T09:01:00","date_gmt":"2020-09-25T09:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/09\/25\/ed-era-notte\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:44","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:44","slug":"ed-era-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/09\/25\/ed-era-notte\/","title":{"rendered":"Ed era notte"},"content":{"rendered":"<p>Una volta, tanti anni fa, un vecchio e saggio frate ebbe a dirci, con aria significativa e un po&#8217; misteriosa: <em>\u00c8 meglio non andare in giro la notte. Di notte, le forze del male sono libere di muoversi.<\/em> Queste parole ci hanno profondamente colpito e non abbiamo mai smesso di riflettervi sopra. Che cosa significa che di notte si muovono liberamente le forze del male? Davvero \u00e8 preferibile, potendolo, restarsene a casa, per non trovarsi esposti alla loro azione? E in che cosa, in quale maniera, esattamente, questa si manifesta? Il fatto che nella societ\u00e0 moderna moltissime persone escono proprio di notte, e non solo per ragioni di lavoro, ma proprio per divertimento; il fatto che tanto giovani, il sabato sera, trovano sorpassata e un po&#8217; ridicola l&#8217;idea di uscire, per trovarsi con gli amici, prima che siano arrivate almeno le dieci o le undici, col sottinteso di non rincasare prima delle tre o delle quattro del mattino; il fatto che si usi normalmente l&#8217;espressione <em>il popolo della notte<\/em> proprio per indicare la preferenza dei giovani per le ore notturne, considerate quelle ideali per lo &#8216;sballo&#8217; e per assaporare un senso di libert\u00e0, dovrebbe farci riflettere seriamente su tale questione. Perch\u00e9 se \u00e8 vero quel che diceva quel frate, e che combacia con ci\u00f2 che hanno scritto numerosi mistici e santi, allora \u00e8 evidente che le folle notturne votate alla ricerca dell&#8217;evasione e del piacere, sovente in forme disordinate ed estreme, con l&#8217;abuso di alcool, l&#8217;assunzione di sostanze stupefacenti e una sessualit\u00e0 promiscua, esasperata, quasi rabbiosa, si espongono inconsapevolmente a degli influssi malefici che rappresentano un grave pericolo per le anime, cos\u00ec come quei comportamenti e quegli stili costituiscono dei gravi pericoli per il corpo. Proseguendo in questa linea di pensieri, si pu\u00f2 anche fare un passo ulteriore e ipotizzare che non per caso tanti giovani e meno giovani adorano il favore della notte per abbandonarsi alle sregolatezze, ma che la super <em>\u00e9lite<\/em> detentrice del potere finanziario mondiale, e che, grazie ad esso controlla l&#8217;economia, la politica, la cultura e i mezzi d&#8217;informazione, ha creato il mito della notte come tempo dell&#8217;evasione e della libert\u00e0, e ha predisposto a tale scopo i pi\u00f9 allettanti divertimenti notturni, appunto perch\u00e9 le persone, annullate nella folla che spegne il senso di responsabilit\u00e0 individuale, si trovino esposte a quei tali influssi malefici, per giunta nelle condizioni meno favorevoli per difendersene: vale a dire quando il corpo e la mente si trovano sotto l&#8217;effetto di sostanze allucinogene e sono turbate o sconvolte da esperienze emotivamente destabilizzanti.<\/p>\n<p>In primo luogo, abbiamo pensato d&#8217;interrogare quella che, per un cristiano, \u00e8, e non cesser\u00e0 mai di essere, la fonte primaria di ogni ispirazione e di ogni riflessione, dinanzi a qualsiasi dubbio e in qualunque circostanza della vita: il Vangelo. E subito ci \u00e8 venuto in mene che il passaggio forse pi\u00f9 drammatico di tutto il racconto evangelico, quello del tradimento di Giuda Iscariote, si trova in quel versetto di Giovanni che sottolinea con intenzione, e quasi con pignoleria: <em>ed era notte<\/em> (13,30). Rileggiamo dunque il capitolo 13, 21-30:<\/p>\n<p><em>Dette queste cose, Ges\u00f9 si commosse profondamente e dichiar\u00f2: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: uno di voi mi tradir\u00e0\u00bb.\u00a0I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse.\u00a0Ora uno dei discepoli, quello che Ges\u00f9 amava, si trovava a tavola al fianco di Ges\u00f9.\u00a0Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: \u00abDi&#8217;, chi \u00e8 colui a cui si riferisce?\u00bb.\u00a0Ed egli reclinandosi cos\u00ec sul petto di Ges\u00f9, gli disse: \u00abSignore, chi \u00e8?\u00bb.\u00a0Rispose allora Ges\u00f9: \u00ab\u00c8 colui per il quale intinger\u00f2 un boccone e glielo dar\u00f2\u00bb. E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone.\u00a0E allora, dopo quel boccone, satana entr\u00f2 in lui. Ges\u00f9 quindi gli disse: \u00abQuello che devi fare fallo al pi\u00f9 presto\u00bb.\u00a0Nessuno dei commensali cap\u00ec perch\u00e9 gli aveva detto questo;\u00a0alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Ges\u00f9 gli avesse detto: \u00abCompra quello che ci occorre per la festa\u00bb, oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri.\u00a0Preso il boccone, egli subito usc\u00ec. Ed era notte.<\/em><\/p>\n<p>La precisazione finale dell&#8217;evangelista Giovanni, <em>ed era notte<\/em>, non pu\u00f2 essere semplicemente un abbellimento letterario, perch\u00e9 pur trattandosi di un testo dai notevolissimi pregi letterari, la sua potenza espressiva non deriva da questi ultimi, ma al contrario \u00e8 una conseguenza della forza dirompente della verit\u00e0 che da esso scaturisce. Giovanni non \u00e8 un abile scrittore perch\u00e9 sa afferrare, con la sua perizia letteraria, la nostra attenzione, ma il contenuto di verit\u00e0 del suo Vangelo \u00e8 cos\u00ec poderoso da rendere bello lo stile e catturare la nostra attenzione, anche se gli artifici letterari da lui adoperati, a ben guardare, sono modesti: prevale la paratassi, le frasi sono brevi o sono strutturate in periodi brevi, secchi, incisivi, che parlano quasi pi\u00f9 attraverso i silenzi e i sottintesi, che non attraverso la parola pienamente espressa. Dunque, se Giovanni sente il bisogno di concludere il racconto dell&#8217;Ultima Cena con l&#8217;affermazione <em>ed era notte<\/em>, mostrandoci Giuda che esce nella notte per andare a prendere gli ultimi accordi col Sinedrio, una ragione deve esserci, assai pi\u00f9 profonda di una mera scelta di stile. Infatti in <em>Gv<\/em> 9,4, accingendosi a guarire l&#8217;uomo cieco dalla nascita, Ges\u00f9 dice ai suoi discepoli: <em>Bisogna che noi compiamo le opere di Colui che mi ha mandato finch\u00e9 \u00e8 giorno; poi viene la notte, quando nessuno pu\u00f2 agire.<\/em> \u00c8 solo un parlare figurato? Che cosa intende dicendo che di notte nessuno pu\u00f2 agire? Alcuni interpretano: finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 vita, che \u00e8 il tempo della luce, perch\u00e9 poi viene il tempo della morte, che \u00e8 oscurit\u00e0. Ci sembra una spiegazione un po&#8217; banale: \u00e8 ovvio che, da morti, non si pu\u00f2 pi\u00f9 agire. Sempre in <em>Gv<\/em>, 11, 9-10, tuttavia, Ges\u00f9 dice ancora, mentre si accinge a mettersi in cammino per Betania, alla notizia che il suo amico Lazzaro giace gravemente malato: <em>Ges\u00f9 rispose: \u00abNon sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perch\u00e9 vede la luce di questo mondo;\u00a0ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perch\u00e9 gli manca la luce\u00bb.<\/em> Questa volta il riferimento alla vita come luce e alla morte come oscurit\u00e0 \u00e8 esplicito, perch\u00e9 i discepoli gli avevano detto (id., 8): <em>Rabb\u00ec, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?<\/em> Pure, a noi sembra che il giorno, per Ges\u00f9, non sia solo il tempo della luce e della vita, ma che sia il tempo per operare nella luce del Padre; mentre \u00e8 proprio dei malvagi operare di notte, perch\u00e9 la notte \u00e8 il tempo del buio, quando \u00e8 pi\u00f9 facile nascondere le proprie azioni cattive. Infatti in <em>Gv<\/em> 3,16-21, Egli chiarisce pienamente il senso dell&#8217;analogia luce\/bene e oscurit\u00e0\/male:<\/p>\n<p><em>Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.\u00a0Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perch\u00e9 il mondo si salvi per mezzo di lui.\u00a0Chi crede in lui non \u00e8 condannato; ma chi non crede \u00e8 gi\u00e0 stato condannato, perch\u00e9 non ha creduto nel nome dell&#8217;unigenito Figlio di Dio.\u00a0E il giudizio \u00e8 questo: la luce \u00e8 venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perch\u00e9 le loro opere erano malvagie.\u00a0Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perch\u00e9 non siano svelate le sue opere.\u00a0Ma chi opera la verit\u00e0 viene alla luce, perch\u00e9 appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.<\/em><\/p>\n<p>Quando dice: <em>la luce \u00e8 venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce<\/em>, sta parlando di Se stesso e di quanti, dopo averlo conosciuto, lo rifiutano: gli atei, gli ebrei, gli islamici, ecc. (s\u00ec, cari amici che avete fatto del Vaticano II e della <em>Nostra aetate<\/em> la vostra nuova religione, fatevene una ragione: anche e soprattutto gli ebrei, i quali erano il popolo eletto e aspettavano il Messia, ma quando il Messia \u00e8 venuto e si \u00e8 fatto conoscere, l&#8217;hanno rifiutato, l&#8217;hanno maledetto e messo a morte, n\u00e9 mai se ne sono pentiti o si sono ravveduti nei successivi duemila anni, tutto al contrario). La luce di verit\u00e0 che viene nel mondo, dunque, \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, secondo la sua stessa espressione (<em>Gv<\/em> 14,6): <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.<\/em> Pertanto, rifiutare la Parola di Cristo equivale a restare volontariamente nel buio della notte, come il malvagio che sfrutta l&#8217;oscurit\u00e0 affinch\u00e9 le sue azioni cattive non cadano sotto gli occhi di tutti. In conclusione, ci sembra che la similitudine adoperata da Cristo non abbia solo un significato simbolico, ma altres\u00ec intrinseco e concreto: \u00e8 bene operare di giorno, nella luce di Cristo; \u00e8 imprudente operare di notte, perch\u00e9 la notte \u00e8 il momento in cui pi\u00f9 facilmente si cade in tentazione.<\/p>\n<p>Ricordiamo l&#8217;ammonimento di Ges\u00f9 ai tre discepoli prediletti, Pietro, Giacomo e Giovanni, ai quali ha chiesto di restargli vicino mentre si apparta in preghiera nell&#8217;orto degli olivi (<em>Mt<\/em> 26,40-41): <em>Poi torn\u00f2 dai discepoli e li trov\u00f2 che dormivano. E disse a Pietro: \u00abCos\u00ec non siete stati capaci di vegliare un&#8217;ora sola con me?<\/em>\u00a0<em>Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito \u00e8 pronto, ma la carne \u00e8 debole\u00bb.<\/em> Altrove, come nella parabola della zizzania e del buon grano, il diavolo viene presentato come il nemico che opera di notte, in odio a Dio e per il male degli uomini (<em>Mt<\/em> 13,24-25): <em>Il regno dei cieli si pu\u00f2 paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo.\u00a0Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, semin\u00f2 zizzania in mezzo al grano e se ne and\u00f2.\u00a0<\/em>Chi \u00e8 infatti questo nemico, se non il diavolo, che si reca nel campo di notte, mentre tutti dormono per la stanchezza dopo aver lavorato nella seminagione del grano, e malignamente vi sparge la zizzania, allo scopo di vanificare il frutto della loro fatica? In un altro luogo, Ges\u00f9 suggerisce che anche il giorno del Signore, cio\u00e8 la Parusia e la fine dei tempi, avr\u00e0 luogo di notte, quando la gente dorme e chi verr\u00e0 colto impreparato, non avr\u00e0 pi\u00f9 il tempo di pentirsi e ravvedersi, per cui bisogna sforzarsi di essere sempre nella grazia di Dio (<em>Mc<\/em> 13,33-37):<\/p>\n<p><em>State attenti, vegliate, perch\u00e9 non sapete quando sar\u00e0 il momento preciso.\u00a0\u00c8 come uno che \u00e8 partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.\u00a0Vigilate dunque, poich\u00e9 non sapete quando il padrone di casa ritorner\u00e0, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,\u00a0perch\u00e9 non giunga all&#8217;improvviso, trovandovi addormentati.\u00a0Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Anche lo sposo, allegoria del ritorno di Cristo, arriva nel cuore della notte, nella parabola delle vergini savie e di quelle stolte, che ha sempre lo scopo d&#8217;indurre a vegliare e vigilare (<em>Mt<\/em>,25, 1-13):<\/p>\n<p><em>Il regno dei cieli \u00e8 simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo.\u00a0Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;\u00a0e stolte presero le lampade, ma non presero con s\u00e9 olio;\u00a0le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell&#8217;olio in piccoli vasi.\u00a0Poich\u00e9 lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono.\u00a0A mezzanotte si lev\u00f2 un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro!\u00a0Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.\u00a0E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perch\u00e9 le nostre lampade si spengono.\u00a0Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene.\u00a0Ora, mentre quelle andavano per comprare l&#8217;olio, arriv\u00f2 lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.\u00a0Pi\u00f9 tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici!\u00a0Ma egli rispose: In verit\u00e0 vi dico: non vi conosco.\u00a0Vegliate dunque, perch\u00e9 non sapete n\u00e9 il giorno n\u00e9 l&#8217;ora.<\/em><\/p>\n<p>Ricapitolando. Di notte Giuda esce dal cenacolo per tradire Ges\u00f9; di notte i discepoli s&#8217;addormentano quando dovrebbero vegliare; di notte Ges\u00f9 soffre la Passione interiore e poi viene arrestato; di notte Pietro rinnega per tre volte il Maestro; sempre di notte il Sinedrio, in seduta convulsa (e illegale) lo giudica e lo condanna a morte, dopo averlo insultato e oltraggiato. Ce n&#8217;\u00e8 abbastanza per pensare che la notte \u00e8 il tempo propizio alla tentazione e al male, non solo in senso figurato. Di notte i freni inibitori si allentano e chi s&#8217;abbandona alla ricerca disordinata del piacere si espone a gravi pericoli; di notte la vigilanza morale si ottunde, e di tale ottundimento il diavolo \u00e8 pronto a profittare, cogliendo il momento favorevole. Non \u00e8 un caso che la messa nera e gli altri infami riti dei satanisti abbiano luogo esclusivamente di notte. La notte \u00e8 il rovescio del giorno, come la messa nera \u00e8 il rovescio della santa Messa: chi segue i ritmi della notte e cambia la notte in giorno, capovolge il giusto ordine assegnato da Dio alle cose. <em>Se uno cammina di giorno, non inciampa, perch\u00e9 vede la luce<\/em>, ammonisce il divino Maestro. L&#8217;uomo moderno, che confida in se stesso e verso Dio ha un atteggiamento di sfida, non teme la notte e anzi la predilige, e in ci\u00f2 si vede la sua stoltezza, figlia della superbia. E tuttavia, non si pu\u00f2 negare che la notte abbia un suo fascino, specie col plenilunio; ne fanno fede opere d&#8217;arte famose. Per\u00f2 attenzione: \u00e8 anche il tempo in cui \u00e8 facile smarrire la via&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta, tanti anni fa, un vecchio e saggio frate ebbe a dirci, con aria significativa e un po&#8217; misteriosa: \u00c8 meglio non andare in giro<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157,167,237,263],"class_list":["post-24885","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo","tag-giuda-iscariota","tag-sacra-scrittura","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24885","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24885"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24885\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24885"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24885"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24885"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}