{"id":24874,"date":"2019-05-27T08:48:00","date_gmt":"2019-05-27T08:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/27\/ecco-perche-la-democrazia-e-irrilevante\/"},"modified":"2019-05-27T08:48:00","modified_gmt":"2019-05-27T08:48:00","slug":"ecco-perche-la-democrazia-e-irrilevante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/27\/ecco-perche-la-democrazia-e-irrilevante\/","title":{"rendered":"Ecco perch\u00e9 la democrazia \u00e8 irrilevante"},"content":{"rendered":"<p>La pratica democratica \u00e8 irrilevante per due ordini di motivi, interni ed esterni.<\/p>\n<p>La principale ragione interna dell&#8217;irrilevanza scaturisce dal fatto che essa si regge su una finzione sin troppo trasparente: che tutti gli elettori siano egualmente informati e responsabili, e che tutti possiedano un grado equivalente di maturit\u00e0 e intelligenza, cos\u00ec da esprimere un voto nel quale non si riflettano vizi o storture che di fatto, li vanifichino. Bisogna far finta che tutte le teste siano ugualmente intelligenti o che, quantomeno, siano capaci di comprendere esattamente quali sono i fattori da considerare per esprimere una volont\u00e0 politica matura; inoltre, che tutti siano ugualmente interessati e capaci di informarsi; infine, che l&#8217;informazione sia sostanzialmente corretta, cio\u00e8 che offra agli elettori un quadro veridico della situazione e di quali siano la natura e gli scopi dei diversi soggetti politici che chiedono la preferenza del cittadino. Come si vede, siamo lontani anni luce dalla <em>verit\u00e0 effettuale della cosa<\/em>, come direbbe messer Machiavelli: stiamo descrivendo una situazione teorica assolutamente irrealistica, idillica, nella quale non sono previsti n\u00e9 la stupidit\u00e0, n\u00e9 l&#8217;ignoranza colpevole, n\u00e9 la malafede, n\u00e9 la manipolazione del linguaggio e il controllo dell&#8217;informazione da parte del potere finanziario. Tutti fattori reali che invece esistono, eccome, e che pesano enormemente sulla complicata e ambiziosa macchina chiamata democrazia moderna, elaborata duecentocinquanta anni fa da alcuni <em>philopsophes<\/em> pretenziosi e velleitari del tutto avulsi dal popolo, tenuta a battesimo con il sangue della ghigliottina e poi estesa nel mondo, un poco alla volta, attraverso una serie di guerre spietate, fra le quali due guerre mondiali di apocalittica violenza, e con l&#8217;atroce corollario di tutta una serie di guerre civili che hanno distrutto il tessuto della civilt\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Non si tratta di un difetto di secondaria importanza e neppure di un effetto collaterale di qualche cosa d&#8217;altro, ma di un limite strutturale della democrazia. Essa nasce da una menzogna: che ciascun essere umano sia dotato d&#8217;intelligenza, sensibilit\u00e0 e senso di responsabilit\u00e0 in misura pressoch\u00e9 equivalente; che, di conseguenza, ciascun essere umano possa e debba essere trasformato in un cittadino, vale a dire in un soggetto giuridico dotato di diritti e doveri, i quali, a loro volta, sono stabiliti dal cittadino stesso, mediante quella cosa misteriosa e impalpabile, e tuttavia essenziale e soprattutto cogente, che si chiama volont\u00e0 generale; e che da questo arruolamento di massa di tutti i cittadini, promossi per legge a individui intelligenti, sensibili e responsabili, anche se di fatto sono dei perfetti idioti, o se vengono resi tali dall&#8217;istruzione di massa, dall&#8217;informazione di massa, dalla sanit\u00e0 di massa, dai consumi di massa e dalla stessa democrazia, che non pu\u00f2 essere se non di massa, scaturir\u00e0 non il caos sistematico e incontrollabile, ma, chiss\u00e0 per quale miracolo, il supremo ordine sociale, sotto forma appunto di volont\u00e0 generale, la quale \u00e8 infallibile per definizione, e contro la quale, senza la quale e fuori della quale non vi \u00e8 salvezza, n\u00e9 redenzione, n\u00e9 misericordia, perch\u00e9 essa \u00e8 il fondamento di tutto e chi le si oppone non merita se non la sorte del nemico pubblico: la ghigliottina, fisica o morale che sia. In altre parole, al cittadino si chiede, da un lato, di credere al dogma della sua infallibilit\u00e0, beninteso santificata dal concorso di tutte le altre volont\u00e0 di tutti gli altri cittadini, ma nello stesso tempo gli si chiede una sottomissione incondizionata e un abbandono pressoch\u00e9 totale nelle mani dei suoi rappresentati, sanzionati dal responso della volont\u00e0 generale mediante il rito delle libere elezioni. Sottomissione che arriva al punto di sottoporre i propri figli neonati a una serie di vaccinazioni stabilite per legge, dalla dubbia efficacia e dai certi effetti collaterali, a dimostrazione del fatto che l&#8217;individuo, promosso &#8212; volente o nolente &#8211; allo <em>status<\/em> di cittadino, entra a far parte d&#8217;una gigantesca macchina nella quale non sono ammesse zone franche di libert\u00e0 di coscienza, ma tutti devono accettare senza discutere ci\u00f2 che la volont\u00e0 generale, per bocca dei suoi rappresentanti al potere, ha deciso insindacabilmente essere giusto e necessario per il bene supremo di tutti e di ciascuno. In altre parole, la democrazia moderna \u00e8 il sistema politico che pretende di aver voce in capitolo, con forza cogente, su ogni singolo aspetto della vita dei suoi cittadini, nonch\u00e9 sulle loro opinioni, sui loro valori e perfino su ci\u00f2 che essi devono o non devono sapere. Se un pasticciere si rifiuta di confezionare una torta di nozze per due lesbiche o due gay, viene condannato a una multa e a frequentare un corso di rieducazione sociale; se uno studioso contesta le modalit\u00e0 e le cifre della Religione dei Sei Milioni, rischia la multa e la prigione; se un medico osa esprimere qualche riserva sulla politica delle vaccinazioni obbligatorie, rischia l&#8217;immediata espulsione dall&#8217;ordine professionale; e cos\u00ec via. Oggi, in Francia, una maestra o un professore che adopera in classe, coi suoi alunni, le parole <em>pap\u00e0<\/em> e <em>mamma<\/em>, invece di <em>genitore 1<\/em> e <em>genitore 2<\/em>, rischia una sanzione amministrativa e, in prospettiva, anche qualcosa di peggio. Pugno di ferro, quindi, nei confronti di chiunque non si uniformi pienamente e incondizionatamente ai dogmi del politicamente corretto, che \u00e8 la quintessenza del vivere democratico. Salvo poi chiudere entrambi gli occhi di fronte all&#8217;ingresso illegale e ai comportamenti di masse strabocchevoli d&#8217;immigrati, ai quali vengono applicate tutte le garanzie previste dal sistema, da quelle giuridiche a quelle scolastiche, a quelle sanitarie, ma con la sospensione condizionale dei doveri, perfino in flagranza di reato e perfino in presenza di attivit\u00e0 chiaramente incompatibili con la sicurezza e la stabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>La principale ragione esterna dell&#8217;irrilevanza della democrazia \u00e8 che il vero potere \u00e8 ben altro da quello apparente, cio\u00e8 il parlamento e il governo democraticamente eletti dal popolo, nonch\u00e9 la magistratura posta a tutela della sovranit\u00e0 popolare; che in democrazia il vero potere \u00e8 detenuto dal grande capitale finanziario, il quale controlla la vita di tutti e che non \u00e8 controllato da nessuno; che esso detiene di fatto la sovranit\u00e0 monetaria, e, grazie ad essa, controlla ogni altro aspetto della vita sociale; e che il grande capitale finanziario, per sua stessa natura, \u00e8 in grado d&#8217;infischiarsene altamente della cosiddetta volont\u00e0 generale, cio\u00e8 di trattare il risultato delle democratiche elezioni esattamente come se fosse carta igienica. Anche se le forze politiche che si presentano alle elezioni con il preciso programma di limitare lo strapotere finanziario e di restituire al cittadino qualche lembo di libert\u00e0 nell&#8217;ambito della loro vita sociale e individuale, per esempio stabilendo un minimo di controllo pubblico sulla finanza, sull&#8217;economia, sull&#8217;informazione, sul sistema scolastico e su quello sanitario, anche se tali forze politiche, dicevamo, vincessero la competizione elettorale, la verit\u00e0 \u00e8 che al potere finanziario un tale programma e una tale vittoria farebbero l&#8217;effetto del solletico sulla pelle di un rinoceronte. Infatti, nel migliore dei casi, esso si decider\u00e0 di attuare alcuni minuscoli cambiamenti di facciata, per dar l&#8217;idea che qualcosa effettivamente \u00e8 cambiato, senza cambiare d&#8217;un millimetro la sostanza delle cose, e cio\u00e8 il suo controllo totale sull&#8217;insieme della vita pubblica. Soros e Rotschild, Rockefeller e Lehman &amp; Brothers, il Gruppo Bilderberg e la Commissione Trilaterale non attenueranno d&#8217;una virgola la loro presa sugli stati, sulle grandi istituzioni nazionali e internazionali, sul complesso dei media, sul sistema delle banche, sulla scuola e l&#8217;universit\u00e0 di tutto il mondo; potranno, tutt&#8217;al pi\u00f9, servendosi dei loro vassalli e valvassori, mutare qualche valvassino, sostituire qualche ministro o direttore di giornale, e seguiteranno beatamente a stringere la loro morsa sul lavoro e sul risparmio, per spremere fin l&#8217;ultima goccia di sangue e di denaro ed esercitare il controllo sull&#8217;ultima azienda, sull&#8217;ultimo deposito bancario e sull&#8217;ultima pensione dei cittadini. E questo \u00e8 vero anche se si verificasse lo scenario pi\u00f9 sconvolgente e pi\u00f9 improbabile di tutti, cio\u00e8 un grande soprassalto di consapevolezza dell&#8217;opinione pubblica e una vittoria schiacciante, plebiscitaria, dei partiti che si oppongono al grande capitale finanziario (ma ce ne sono, poi?) nei Paesi pi\u00f9 grandi e influenti sulla scena mondiale: vale a dire che non cambierebbe nulla, assolutamente nulla. Se proprio i proconsoli del potere finanziario, i suoi vari tirapiedi come Barack Obama, Hillary Clinton o Emmanuel Macron, oscuri personaggi creati pressoch\u00e9 dal nulla al preciso scopo di attuare il Nuovo Ordine Mondiale, si vedessero costretti ad usare le maniere forti, senza alcun dubbio lo farebbero, ma sempre &#8211; beninteso &#8211; su &quot;suggerimento&quot; dall&#8217;alto, cio\u00e8 da coloro i quali li hanno creati, finanziati, diretti e sostenuti. Potrebbero sempre nascondersi dietro il paravento della lotta contro il terrorismo, magari dopo aver scatenato un&#8217;ondata di attacchi &quot;terroristici&quot; per mezzo dei loro servizi segreti: e con ci\u00f2 ottenere un ampio consenso popolare nel condurre qualsiasi repressione poliziesca e qualsiasi sospensione cautelativa delle libert\u00e0 costituzionali.<\/p>\n<p>Nei Paesi gi\u00e0 da lungo tempo acquisito alla &quot;sfera di co-prosperit\u00e0 democratica&quot;, comunque, ben difficilmente ci sar\u00e0 bisogno di ricorrere a simili estremi rimedi. Il metodo della forza bruta \u00e8 di regola riservato agli Stati che rifiutano di sottomettersi al totalitarismo democratico, vale a dire al totalitarismo plutocratico: perch\u00e9 la democrazia moderna, come abbiano pi\u00f9 volte affermato, altro non \u00e8 che la maschera della onnipotente plutocrazia globale, che non ha patria, in quanto la sua patria \u00e8 ovunque ci sia del capitale da spremere, della forza lavoro da sfruttare e del risparmio da rastrellare. Gli Stati che non si sono ancora sottomessi a un tale sistema, come la Russia o la Cina, sono nell&#8217;occhio del mirino, e solo le loro dimensioni e le probabili conseguenze di un&#8217;aggressione diretta ha finora trattenuto il potere finanziario globale dallo scatenare contro di loro un&#8217;aggressione di tipo nucleare. Quando per\u00f2 si tratta di Stati di minor peso politico ed economico, come l&#8217;Iraq o la Libia, si \u00e8 visto quale sia la linea del potere finanziario; mentre la Siria, dopo che era stata gi\u00e0 aggredita, e la Corea del Nord, sono finora sfuggiti a un simile destino in virt\u00f9 del sostegno, diretto o indiretto, di Russia e Cina. Quanto ai Paesi democratici, esistono infinite maniere di addomesticare l&#8217;opinione pubblica ed esistono innumerevoli strategie per rendere inoffensiva ogni eventuale inquietudine. Uno dei metodi pi\u00f9 frequenti e pi\u00f9 efficaci \u00e8 quello di creare un falso allarme e un falso nemico che distragga l&#8217;indignazione della gente dal suo oggetto naturale, per deviarla verso un oggetto artificiale, inesistente, creato <em>ad hoc<\/em>: la classica testa di turco destinata ad assorbire lo sfogo rabbioso del popolino, affinch\u00e9 poi le cose tornino alla piatta sottomissione di sempre. Il potere, quello vero, non \u00e8 affatto stupido, anzi \u00e8 intelligentissimo: sa che delle valvole di sfogo sono necessarie, perch\u00e9 non si pu\u00f2 sfruttare indefinitamente gli esseri umani senza che, prima o poi, nascano dei malumori e si creino delle correnti protestatarie; e sa anche che lo sport, lo spettacolo, la moda, il consumismo, sono sufficienti ad assorbire le energie normali degli individui, ma che, nelle situazioni straordinarie, ad esempio in presenza di una grave crisi economica, non bastano pi\u00f9, anche perch\u00e9 si tratta di sorgenti di distrazione che richiedono la disponibilit\u00e0 di un minimo di denaro e proprio la mancanza di esso rende il cittadino-elettore-consumatore-consumista una mina vagante, un soggetto frustrato e potenzialmente ribelle. Inoltre sa bene, il potere, che certi proconsoli, quando sono troppo logorati dall&#8217;uso che ne fa, risultano insopportabili agli occhi dell&#8217;opinione pubblica e devono essere sostituiti; sa che in linea di massima bisogna salvare le apparenze del normale gioco democratico; e sa quando \u00e8 venuta l&#8217;ora di ritirare la fiducia ai suoi servitori che si rivelano controproducenti, magari per un eccesso di zelo. Un metodo \u00e8 quello di promuoverli per allontanarli; un altro \u00e8 quello di eliminarli fisicamente, magari simulando un incidente aereo o qualcosa di simile; un altro ancora \u00e8 quello di rovinarne irrimediabilmente la reputazione per mezzo di uno scandalo montato ad arte, solitamente di natura sessuale, perch\u00e9 suscita una maggiore indignazione nel contesto della dominante cultura femminista (vedi il caso di Dominique Strauss-Kahn).<\/p>\n<p>A questo punto abbiamo il dovere di formulare una teoria positiva del potere e chiarire se auspichiamo il sorgere d&#8217;un potere che sia qualcosa di meno, e di peggio, della democrazia. La risposta a quest&#8217;ultima domanda \u00e8 nettamente negativa: quel che auspichiamo \u00e8 un qualcosa che sia pi\u00f9 e meglio di essa. Se abbiamo criticato la democrazia non \u00e8 perch\u00e9 ci infastidisca l&#8217;idea della sovranit\u00e0 popolare, ma perch\u00e9 essa \u00e8 stata costruita su una evidente menzogna. Gli uomini non sono uguali, non hanno la stessa intelligenza, la stessa sensibilit\u00e0 e lo stesso senso di responsabilit\u00e0; e non li avranno mai, neppure se venisse migliorato il sistema scolastico, ridotte le sperequazioni sociali, moltiplicate le opportunit\u00e0 di crescita intellettuale. Gli esseri umani sono inevitabilmente diversi perch\u00e9 esiste il mistero della libert\u00e0: ed essere liberi significa desiderare di perfezionarsi oppure scegliere di abbrutirsi. Per sua natura il potere plutocratico favorisce l&#8217;abbrutimento e spegne il desiderio di elevazione: dunque, la prima cosa da fare \u00e8 individuare il vero nemico e rivolgere la critica e l&#8217;azione verso di esso e non contro nemici secondari, o addirittura immaginari. Il potere, quello vero, \u00e8 molto abile nel creare dei falsi nemici contro i quali indirizza l&#8217;attenzione e gli sforzi della gente. Perci\u00f2 la prima battaglia da fare \u00e8 quella per risvegliare la facolt\u00e0 di pensare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pratica democratica \u00e8 irrilevante per due ordini di motivi, interni ed esterni. 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