{"id":24864,"date":"2019-09-27T08:25:00","date_gmt":"2019-09-27T08:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/27\/ecco-dove-sono-le-radici-della-presente-apostasia\/"},"modified":"2019-09-27T08:25:00","modified_gmt":"2019-09-27T08:25:00","slug":"ecco-dove-sono-le-radici-della-presente-apostasia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/27\/ecco-dove-sono-le-radici-della-presente-apostasia\/","title":{"rendered":"Ecco dove sono le radici della presente apostasia"},"content":{"rendered":"<p>Ci siamo chiesti, per anni, quali fossero le vere radici dell&#8217;apostasia che sta trascinando la ex Chiesa cattolica sempre pi\u00f9 lontana da se stessa e sempre pi\u00f9 lontana da Ges\u00f9 Cristo, per seguire le mode e i gusti del mondo, dietro l&#8217;ingannevole espressione &quot;dialogo&quot; e dietro le ancor pi\u00f9 truffaldine parole &quot;inclusione&quot;, &quot;accoglienza&quot;, eccetera, per non parlare di locuzioni ancora pi\u00f9 spregiudicate, e addirittura blasfeme, come &quot;nuova Pentecoste&quot;, ovviamente con riferimento al Concilio; e all&#8217;ancor pi\u00f9 equivoca espressione &quot;attuare lo spirito conciliare&quot; (quale concilio? ma che domande! Il solo che conti per i modernisti travestiti da cattolici, il Vaticano II; tutti gi altri, per loro, contano meno di zero). E ce lo domandiamo con particolare urgenza e, perch\u00e9 negarlo, con autentica angoscia, ora che l&#8217;avvicinarsi del Sinodo per l&#8217;Amazzonia, da numerosi e non equivoci segnali, lascia intuire che si sta per attuare, <em>de facto<\/em>, un vero e proprio Concilio Vaticano III, ma con l&#8217;astuzia di non dichiararlo apertamente; un Vaticano III che spinger\u00e0 ancor pi\u00f9 lontano le frontiere del modernismo travestito da cattolicesimo, e render\u00e0, nelle intenzioni dei suoi propugnatori, cio\u00e8, in buona sostanza, i vescovi progressisti tedeschi, impossibile qualunque marcia indietro, fosse pure fra cinquanta o cento anni. Per un certo tempo siamo stati inclini a individuare le radici nella deviazione dei teologi, prima i fautori della <em>Nouvelle th\u00e9ologie<\/em>, poi i sostenitori della &quot;svolta antropologica&quot; di Karl Rahner, al quale \u00e8 succeduto brillantemente (si fa per dire) il suo degno discepolo Walter Kasper, tuttora ascoltatissimo teologo presso la corte &#8212; non si pu\u00f2 chiamarla altrimenti &#8211; del signor Bergoglio, quell&#8217;individuo vestito di bianco che si fa chiamare papa, senza per\u00f2 esserlo. Ora siamo propensi a individuarla nella vasta galassia del mondo missionario, e specialmente fra i comboniani di <em>Nigrizia<\/em> e fra i missionari della Consolata; non tutti, naturalmente, ma quelli che, a un certo punto, si sono scordati di essere andati per convertire le anime a Cristo, e si son fatti convertire, loro, alle culture africane, asiatiche o latino-americane, meglio di tutto se &quot;indigene&quot;, nel senso di primitive e non &quot;contaminate&quot; pi\u00f9 di tanto dal contatto con l&#8217;impuro uomo bianco, portatore di ogni sorta di vizi e di malvagit\u00e0. Li abbiamo conosciuti di persona, a suo tempo; siamo stati nei Paesi di missione; abbiamo riflettuto a lungo e siamo giunti alla conclusione che il male \u00e8 partito da l\u00ec. Ad esso, naturalmente, si \u00e8 aggiunto un altro male, un implacabile, astuto e paziente nemico esterno, il quale ha saputo sfruttare le debolezze e le deviazioni interne della Chiesa, compresa l&#8217;infiltrazione della massoneria e quella del marxismo, per scardinare progressivamente e irresistibilmente tutto il suo edificio, per stravolgere lentamente la dottrina e inquinare il Deposito della fede.<\/p>\n<p>\u00c8 almeno dalla dichiarazione <em>Nostra aetate<\/em>, del 28 settembre 1965, frutto avvelenato del Concilio, che i fautori del tanto decantato &quot;dialogo&quot; interreligioso trovano la pezza d&#8217;appoggio per incrinare la base stessa della fede cristiana: l&#8217;unicit\u00e0 della Verit\u00e0 in Cristo Ges\u00f9, e la necessit\u00e0 della fede in Lui come tramite necessario per la salvezza. Da l\u00ec agli incontri multireligiosi di Assisi, e all&#8217;idea, chiaramente presente in <em>Instrumentum laboris<\/em> per il Sinodo amazzonico, che, in fondo, non sono i popoli non cristiani a dover accogliere la Parola di Cristo, ma sono i cristiani a doversi convertire al culto della Madre Terra e a una nuova sensibilit\u00e0 ecologica, il passo non \u00e8 nemmeno tanto lungo. E questo slittamento di prospettiva, questo abbraccio degli ultimi e dei poveri che diventa un abbraccio mortale, perch\u00e9 i missionari (non tutti, ripetiamo, ma alcuni) si sono letteralmente scordati che la vera e peggiore povert\u00e0 \u00e8 l&#8217;assenza di Dio e il rifiuto di Ges\u00f9 Cristo, e <em>non<\/em> la povert\u00e0 materiale, non \u00e8 cosa di questi ultimi anni, ma parte da lontano: parte dagli anni immediatamente successivi al Concilio, nel quale ha trovato la sua giustificazione ideologica e pseudo teologica. Se ne potrebbero portare innumerevoli esempi: ci sarebbe da compilare una lista pressoch\u00e9 infinita di nomi, di fatti, di situazioni, di usi, e anche di libri e riviste. Scegliamo un testo praticamente a caso nel mucchio, <em>L&#8217;olocausto degli &quot;empobrecidos&quot;<\/em>, sottotitolo <em>Lettere di un italiano parroco in Brasile (1986-1988)<\/em> di Fausto Marinetti (Brescia, Morcelliana, 1986, 1988), ideologico gi\u00e0 dal titolo: che vuol dire &quot;olocausto&quot;, in che senso viene fatto questo accostamento con l&#8217;Olocausto di cui ci parlano le cronache degli anni della Seconda guerra mondiale? E perch\u00e9 questa espressione di matrice religiosa, e quale offerta suggerisce? La sola vera Vittima che il cristiano conosce \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, il Dio fattosi uomo, il solo perfettamente innocente perch\u00e9 perfettamente buono e fedele alla volont\u00e0 del Padre; tutte le altre vittime della storia sono vittime in senso improprio, perch\u00e9, in quanto esseri umani, recano il peso del Peccato originale, e nessuna di loro \u00e8 perfettamente innocente. Ogni vittima \u00e8, almeno potenzialmente, anche carnefice. Forse che i kap\u00f2 nei lager nazisti, che infliggevano sevizie ai loro compagni e li denunciavamo ad ogni infrazione, non erano, anch&#8217;essi, delle vittime? L&#8217;autore \u00e8 un frate cappuccino, nato a Milano nel 1942 e ordinato sacerdote nel 1968 (che non \u00e8 un anno qualsiasi&#8230;); la quarta di copertina ci informa che, licenziato in teologia, ha rinunciato al dottorato accademico per entrare nell&#8217;&quot;universit\u00e0 del popolo&quot;, ossia al servizio (citiamo ancora) dei &quot;rifiuti umani, scaricati ai margini delle citt\u00e0&quot;. Come si vede, la retorica del &quot;popolo&quot;, inteso non pi\u00f9 come il popolo di Dio, ma come quarto stato da adorare perch\u00e9 povero e l&#8217;idea dei preti di strada, nascono negli anni &#8217;60 e non ai nostri giorni; se non ce n&#8217;eravamo accorti, \u00e8 perch\u00e9 eravamo distratti e non perch\u00e9 le cose non fossero fin troppo chiare gi\u00e0 cinquanta anni fa. Poi padre Marinetti \u00e8 stato per dieci anni a Nomadelfia, la citt\u00e0 in cui tutto \u00e8 di tutti, fondata da don Zeno Saltini, e dove (citazione) &quot;si sta tentando l&#8217;avventura dell&#8217;uomo nuovo&quot; (che non \u00e8 l&#8217;uomo rinnovato da Cristo, ma l&#8217;uomo che ha instaurato il comunismo). Indi, &quot;tre anni sul Calvario del terzo mondo&quot; che gli hanno rivelato &quot;la pi\u00f9 grande tragedia della storia: l&#8217;oceano della miseria, l&#8217;arricchimento dei popoli del nord al prezzo della povert\u00e0 estrema di quelli del Sud&quot;. A parte la semplificazione inaccettabile delle ragioni per cui il Sud della Terra \u00e8 povero, colpisce in queste espressioni l&#8217;assenza di riferimenti cristiani: la pi\u00f9 gran tragedia della storia non \u00e8 l&#8217;assenza o il rifiuto di Cristo, da cui discendono tutti gli altri mali, compresa l&#8217;ingiusta distribuzione delle ricchezze, ma \u00e8 la ricchezza in se stessa, o meglio la ricchezza del Nord della Terra, realizzata sfruttando senza piet\u00e0 i popoli del Sud. Questo \u00e8 il linguaggio di un marxista, non riflette il modo di pensare di un prete cattolico. Va da s\u00e9 che se un missionario si reca in terra di missione gravato da simili sensi di colpa per la malvagit\u00e0 della societ\u00e0 da cui proviene, finir\u00e0 per dubitare che anche il cristianesimo non sia altro che una delle forme di violenza che il Nord del mondo esercita sul Sud: a meno, beninteso, che il missionario non si faccia &quot;perdonare&quot; sia il fatto di essere bianco, sia il fatto di essere prete cattolico, sposando al cento per cento l&#8217;ottica marxista e schierandosi al fianco dei poveri in una battaglia per la loro emancipazione che ben poco conserva di autenticamente cristiano, perch\u00e9 si pone sul piano materiale e rifiuta, <em>di fatto<\/em>, la dimensione spirituale della vita. Il capitolo che meglio esprime questo concetto \u00e8 quello intitolato, significativamente, <em>Chi pu\u00f2 evangelizzare?<\/em> (pp. 173-177), dove si possono leggere affermazioni come queste:<\/p>\n<p><em>Non so dove ho letto queste parole: &quot;Evangelizzare \u00e8, prima di tutto, lasciarsi evangelizzare&quot;. (&#8230;)<br \/>\nSOLO UN POPOLO CHE SOFFRE HA IL DIRITTO DI EVANGELIZZARE. Se la redenzione \u00e8 entrata nel mondo attraverso la sofferenza e la croce (&quot;senza spargimento di sangue non c&#8217;\u00e8 remissione&quot;), bisogna pur anche dire che la redenzione viene da quei popoli che sono messi in croce dal nostro mondo. Il Cristo, l&#8217;uomo dei dolori, non vive, oggi, sotto forma di popolo, nei popoli calpestati e crocifissi dalla fame e dalla schiavit\u00f9? Dovremmo camminare in punta di piedi sulla terra sacra degli &quot;empobrecidos&quot;, e baciare il suolo irrorato dal loro sangue e dalle loro lacrime&quot;.<\/em><\/p>\n<p>E avanti cos\u00ec di seguito, per pagine e pagine: questa \u00e8 l&#8217;idea centrale del libro (scritto dall&#8217;Autore dopo pochissimi anni di soggiorno nel cosiddetto Terzo Mondo: la prima edizione coincide con il primo anno, la seconda con il terzo). Si parte da un&#8217;affermazione erronea ed eretica, ma che ha qualche apparenza esteriore di verit\u00e0, <em>evangelizzare \u00e8, prima di tutto, lasciarsi evangelizzare<\/em>, senza per\u00f2 specificare che qui non s&#8217;intende &quot;predicare il Cristo&quot;, ma &quot;convertirsi e cambiar vita&quot;; e da quella erronea ed eretica affermazione si traggono conclusioni sempre pi\u00f9 lontane dall&#8217;ortodossia cattolica, di carattere panteista, relativista e soggettivista. <em>Solo un popolo che soffre ha il diritto di evangelizzare<\/em>: ma quando mai? Quando mai la predicazione del Vangelo \u00e8 stata una questione di &quot;popoli&quot;? E quando mai la sofferenza di un popolo garantisce, di per s\u00e9, che il predicatore abbia &quot;il diritto&quot; di evangelizzare? Il diritto di evangelizzare viene da una cosa sola: la fede in Ges\u00f9 Cristo, Figlio di Dio e Redentore dell&#8217;umanit\u00e0. Credi tu in questo? Se lo credi, sei cattolico, e hai non solo il diritto, ma il preciso dovere di evangelizzare; se non lo credi, non sei cattolico, sei qualcos&#8217;altro, e allora no, che non hai quel diritto, ma non perch\u00e9 non ne sei degno, in quanto non appartieni a un popolo sofferente, ma perch\u00e9 il tuo Dio non \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, il Solo che \u00e8 Via, Verit\u00e0 e Vita. Il bello \u00e8 che Marinetti, senza rendersene conto, formula qui una vera e propria teologia razzista, e sia pure di un razzismo all&#8217;incontrario: solo i popoli ha soffrono hanno il diritto di evangelizzare (ma di evangelizzare nel nome di chi: di Cristo, di Buddha, di Maometto o di chi altro?), allora i popoli che non soffrono non ce l&#8217;hanno. I popoli del Nord della Terra, secondo lui, non solo non soffrono, ma sono colpevoli, direttamente e in prima persona, della miseria dei popoli del Sud: quindi, a rigore, nessun figlio di un Paese del Nord ha il diritto di evangelizzare. Conclusione assurda, ma logica. Ma lui, come ci informa il suo libro, ha convissuto per anni con i &quot;rifiuti umani scaricati ai margini&quot;, ecc.: dunque, non \u00e8 vero che presso i popoli del Nord tutti stanno bene e nessuno soffre. Se ne dovrebbe dedurre che anche presso i popoli &quot;colpevoli&quot;, cio\u00e8 colpevoli di non soffrire, o di non soffrire abbastanza (ma chi stabilisce questa graduatoria?), c&#8217;\u00e8 qualcuno che ha il &quot;diritto&quot; di evangelizzare: i rifiuti umani scaricati ai margini, ecc. Benissimo. Ecco da dove viene l&#8217;idea dei preti di strada e dei vescovi di strada: dal senso di colpa dei cittadini del Nord della Terra rispetto alle sofferenze dei popoli del Sud. Ges\u00f9 Cristo, per\u00f2, non ha inviato i suoi Apostoli a evangelizzare il mondo per lenire i loro sensi di colpa, ma semplicemente perch\u00e9 tale era la Sua Volont\u00e0: per offrire a tutti gli uomini i mezzi necessari a conoscere la Verit\u00e0 e a meritare la salvezza eterna. Se un sacerdote italiano, o francese, o tedesco, \u00e8 afflitto da sensi di colpa per il fatto di venire da una societ\u00e0 ricca, non \u00e8 adatto a evangelizzare, perch\u00e9 metter\u00e0 nella sua predicazione un elemento politico-sociale, e perfino razziale, estraneo al Vangelo. Inoltre, sar\u00e0 portato a idealizzare fino al parossismo i popoli presso i quali si reca in missione: li vedr\u00e0 come perfettamente buoni e giusti, in quanto soffrono. Ma la sofferenza non \u00e8 la redenzione: \u00e8 una possibile via di redenzione, questo s\u00ec. Non \u00e8 per\u00f2 affatto automatico che chi soffre sia giusto, o che i popoli sofferenti siano di per s\u00e9 pi\u00f9 vicini al vero Dio di chiunque altro. Se la sofferenza \u00e8 vissuta come una maledizione, se \u00e8 rifiutata, se \u00e8 attribuita a cause puramente materiali, e non anche, in ultima analisi, al rifiuto di Cristo, allora quella sofferenza \u00e8 inutile e non redime affatto.<\/p>\n<p><em>Se la redenzione \u00e8 entrata nel mondo attraverso la sofferenza e la croce (&quot;senza spargimento di sangue non c&#8217;\u00e8 remissione&quot;), bisogna pur anche dire che la redenzione viene da quei popoli che sono messi in croce dal nostro mondo.<\/em> Qui la confusione teologica \u00e8 totale e, crediamo, voluta; impossibile che un sacerdote non si renda conto della mostruosa distorsione che vien fatta del concetto di redenzione. La sola Redenzione che sia tale per un cattolico, \u00e8 quella di Ges\u00f9 Cristo, e si scrive con la maiuscola. La redenzione con la minuscola non \u00e8 la Redenzione di Cristo; e in ogni caso non viene dai popoli, buoni o cattivi che siano. Non solo l&#8217;Autore opera uno slittamento semantico intollerabile della parola &quot;redenzione&quot;, ma ragiona in tutto e per tutto da marxista, non da cattolico: la sua \u00e8 un&#8217;analisi puramente materialista del fenomeno della povert\u00e0. Oltretutto, pare che per lui non esista altra forma di povert\u00e0 che quella economica; e si scorda che la povert\u00e0 pi\u00f9 grave \u00e8 l&#8217;assenza di Cristo. Poi giunge a una vera e propria divinizzazione dei popoli sofferenti, identificati senz&#8217;altro col Cristo: il quale, bisogna ricordarlo, non \u00e8 solo l&#8217;Uomo dei dolori (con la maiuscola, perch\u00e9 non \u00e8 solo uomo), ma \u00e8 anche, e soprattutto, il nostro Salvatore e Redentore. La sofferenza di Cristo salva e redime perch\u00e9 Egli \u00e8 Dio; se non fosse Dio, non salverebbe e non redimerebbe nessuno. Prevediamo l&#8217;obiezione di quelli che la pensano come lui: si fa presto a parlare, vivendo nell&#8217;agiatezza; ma bisogna vivere con gli ultimi della Terra, per capire certe cose. Rispondiamo: forse i missionari che hanno evangelizzato per secoli non erano abbastanza sensibili, n\u00e9 credibili, come cristiani? Molti di loro hanno reso testimonianza a Cristo sacrificando la propria vita: ci\u00f2 non ne fa dei testimoni autorevoli e veritieri? In compenso, crediamo d&#8217;aver capito donde viene il bacio dei piedi ai politici sudanesi da parte di Bergoglio, e da dove il documento eretico di Abu Dhabi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci siamo chiesti, per anni, quali fossero le vere radici dell&#8217;apostasia che sta trascinando la ex Chiesa cattolica sempre pi\u00f9 lontana da se stessa e sempre<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[109,117,157,262],"class_list":["post-24864","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-vaticano-ii"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24864","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24864"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24864\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24864"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24864"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24864"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}