{"id":24862,"date":"2020-08-02T10:55:00","date_gmt":"2020-08-02T10:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/08\/02\/ecco-dove-ci-ha-portati-la-cultura-del-relativismo\/"},"modified":"2020-08-02T10:55:00","modified_gmt":"2020-08-02T10:55:00","slug":"ecco-dove-ci-ha-portati-la-cultura-del-relativismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/08\/02\/ecco-dove-ci-ha-portati-la-cultura-del-relativismo\/","title":{"rendered":"Ecco dove ci ha portati la cultura del relativismo"},"content":{"rendered":"<p>Il relativismo \u00e8 una tendenza filosofica che nega l&#8217;esistenza, o la conoscibilit\u00e0, di una verit\u00e0 assoluta e oggettiva, e ritiene che la conoscenza umana si debba accontentare di verit\u00e0 parziali, o provvisorie, di carattere solamente probabile. Detta cos\u00ec, potrebbe sembrare una posizione tutto sommato ragionevole, ma solo perch\u00e9 vi siamo talmente immersi da non cogliere ci\u00f2 che vi \u00e8 in essa di aberrante e, addirittura, di pericoloso. Infatti, la ragione ci \u00e8 stata data per cogliere il vero e non per fermarci al probabile; e la filosofia, in particolare, se nega la propria vocazione alla verit\u00e0, nega automaticamente se stessa e si auto-relega fra le cose di modesta importanza, delle quali si pu\u00f2 anche fare a meno, perch\u00e9 non hanno attinenza con ci\u00f2 che \u00e8 essenziale. Viceversa, i grandi filosofi hanno sempre pensato che la filosofia \u00e8 uno strumento essenziale per giungere alla verit\u00e0: non ad una verit\u00e0 qualsiasi, ma alla verit\u00e0 certa, o quantomeno per procedere con fiducia in direzione di essa, anzich\u00e9 in una direzione completamente sbagliata. Quanto al cristianesimo, non dovrebbe esserci neanche bisogno di dire che si basa su una radicale certezza, anche se all&#8217;uomo ci\u00f2 che viene chiesto \u00e8 un atto di fede in una realt\u00e0 che, nella condizione terrena di esistenza, \u00e8 invisibile; ma la fede cristiana \u00e8 fede nella certezza della verit\u00e0 e non una vaga speranza che le cose siano come insegna la Rivelazione. Ges\u00f9 Cristo ha detto di S\u00e9: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>; e ancora: <em>Chi ha visto me, ha visto il Padre<\/em>: e tanto dovrebbe bastare e avanzare per fare piazza pulita di qualsiasi lettura del Vangelo che sostituisca alla certezza e alla verit\u00e0 assoluta data da Cristo una mezza verit\u00e0, una verit\u00e0 debole, ritagliata su misura per coesistere pacificamente, e molto laicamente, con altre &quot;verit\u00e0&quot; religiose, filosofiche, scientifiche, anche se queste si pongono in conflitto frontale con l&#8217;affermazione di verit\u00e0 assoluta rappresentata, o meglio incarnata, da Cristo. Ed \u00e8 da questo che si riconoscono la vera natura e le vere intenzioni di teologi come Hans K\u00fcng, o di personaggi come Bergoglio e Vincenzo Paglia: relativizzando la verit\u00e0 del cristianesimo, dicendo, ad esempio, che la morte di Cristo \u00e8 un fatto certo perch\u00e9 storico, mentre la sua Resurrezione \u00e8 solo probabile, perch\u00e9 \u00e8 un atto d fede, essi capovolgono la giusta prospettiva cristiana e mettono la verit\u00e0 storica, che \u00e8 sempre una verit\u00e0 di fatto e quindi limitata e provvisoria, al posto della Verit\u00e0 assoluta, che \u00e8 Dio, immutabile, perfetto ed eterno.<\/p>\n<p>La cultura del relativismo si diffonde gradualmente in Occidente a partire al tramonto del Medioevo, ossia dal tramonto della civilt\u00e0 cristiana, e dopo aver aperto delle brecce e rimosso i capisaldi della filosofia perenne e del cristianesimo integrale, che avevano trovato la loro sintesi armoniosa e perfetta nel pensiero di san Tommaso d&#8217;Aquino, un po&#8217; alla volta ha finito per dilagare ovunque e per conquistare tutte le posizioni, relegando nella soffitta delle vecchie cose inutili sia la metafisica, sia il vero cristianesimo, e ha sostituito alla prima tutta una variet\u00e0 di piccole filosofie, dal criticismo allo storicismo all&#8217;esistenzialismo allo strutturalismo, e al secondo una versione riveduta, aggiornata e soprattutto mitigata, con abbondanti quantit\u00e0 di dolcificante, trasformandolo in una religione pronto uso, di quelle che si possono trovare in offerta speciale sugli scaffali dei supermercati, come merce in liquidazione perch\u00e9 ormai prossima ad avariarsi. Il primo filosofo moderno a imprimere la svolta in senso relativista \u00e8 stato Guglielmo di Occam, il quale ha affermato che le verit\u00e0 di fede non sono per nulla evidenti e che la ragione naturale non \u00e8 in grado d&#8217;indagarle, ponendo, con ci\u00f2 stesso, un dualismo inconciliabile tra fede e ragione. Un altro dualismo lo ha posto, tre secoli dopo, Cartesio: quello fra <em>res cogitans<\/em> e <em>res extensa<\/em>, cio\u00e8 fra spirito e materia, dualismo foriero di conseguenze particolarmente disastrose nel campo della scienza medica. Esso infatti ha creato l&#8217;idea, tuttora prevalente, che si possano curare i mali del corpo in maniera del tutto indipendente dalle condizioni spirituali dell&#8217;individuo, come se la salute del corpo e quella dello spirito non avessero alcuna relazione reciproca, quasi appartenessero a due soggetti separati e distinti. Poi \u00e8 venuto Kant, altro campione del relativismo, il quale ha messo fra parentesi tutta la tradizione metafisica, ridicolizzandola e dichiarandola sostanzialmente inutile, e ha detto che oggetto di ricerca della filosofia \u00e8 il fenomeno, ossia la cosa come appare, e non gi\u00e0 il <em>noumeno<\/em>, la cosa come \u00e8 nella sua essenza. Ci\u00f2 significa limitare il campo della filosofia a un teatrino delle apparenze, a uno spettacolo delle ombre cinesi, togliendole il suo scopo fondamentale: indagare il vero, andando alla radice dei fenomeni e all&#8217;essenza delle cose. \u00c8 strano che Kant, tutt&#8217;oggi venerato come un grande maestro del pensiero occidentale, non sia presentato agli studenti come il massimo campione del relativismo: \u00e8 la prova del fatto che il relativismo \u00e8 penetrato talmente in profondit\u00e0 nel nostro orizzonte intellettuale, che non riusciamo nemmeno a vederne la reale natura e l&#8217;effettiva portata, avendo completamente smarrito le ragioni originarie del pensare filosofico. Ma a che scopo dilungarci in questa panoramica? Quasi tutti i pensatori moderni, dopo Cartesio e soprattutto dopo Kant, sono dei relativisti, magari sotto mentite spoglie, come Hegel, che in effetti \u00e8 il padre di tutti gli storicisti e quindi \u00e8 un relativista all&#8217;ennesima potenza, non essendovi nulla di pi\u00f9 lontano dalla metafisica (regno dell&#8217;essere) della storia (regno del divenire). Non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 assurdo, dal punto di vista della filosofia classica, nonch\u00e9 del cristianesimo, che identificare lo Spirito Assoluto con la storia, in quanto Idea che prende coscienza della propria infinit\u00e0: insomma, un Dio che non \u00e8, ma che diviene tale nel corso di un&#8217;evoluzione dialettica e rigorosamente triadica (perch\u00e9 a Hegel piace moltissimo il numero tre, forse una reminiscenza laica e freudiana della Santissima Trinit\u00e0).<\/p>\n<p>Ora si tratta di vedere e riconoscere la relazione che esiste fra la cultura del relativismo e l&#8217;estrema precariet\u00e0 della nostra condizione presente, non solo sotto il profilo strettamente filosofico, o religioso, ma in senso complessivo, sociale, politico, economico, sanitario e giuridico. Abbiamo creduto, per almeno tre o quattro secoli, che si potesse archiviare la <em>philosophia perennis<\/em>, e pi\u00f9 recentemente, mezzo secolo fa, col Concilio Vaticano II, che si potesse storicizzare il cristianesimo, svuotandolo progressivamente della trascendenza e quindi riducendolo a ci\u00f2 che esso \u00e8 divenuto al presente, una grossa O.N.G. di tipo massonico, senza dover pagare uno scotto nell&#8217;ambio della nostra vita e del funzionamento ordinato e soddisfacente della societ\u00e0 in cui viviamo, ma ci siamo clamorosamente sbagliati. Una volta che si \u00e8 messo fra parentesi il concetto della verit\u00e0 e si \u00e8 aperta cos\u00ec la strada a ogni sorta di verit\u00e0 relativa, non abbiamo considerato che ci\u00f2 avrebbe eroso tutti i fondamenti del nostro vivere e ci avrebbe spinti, un poco alla volta, nel regno del caos, della paura e dell&#8217;incertezza strutturale e permanente. Il prezzo che si paga all&#8217;oblio della verit\u00e0 \u00e8 sprofondare nel regno della confusione, dell&#8217;angoscia e del timore. In questo preciso momento, il timore prevalente, e quasi ossessionante, \u00e8 quello di morire: \u00e8 stato indotto in noi da una campagna di terrorismo mediatico senza precedenti, che non ha esitato di fronte ad alcuna falsificazione, perfino a mostrarci dei filmati di camion militari carichi di bare, vecchi di sette anni e che si riferivano a una tragedia del mare, spacciandoli per filmati di questi giorni, girati all&#8217;esterno di un ospedale del Nord Italia. I maggiori giornali italiani, <em>Repubblica<\/em> e <em>Corriere della Sera<\/em> in testa, dedicano nove articoli su dieci delle prime pagine a parlare sempre e solo del Covid-19; masticano e rimasticano cifre di contagiati, di deceduti, di tamponi effettuati, anche se la verit\u00e0 \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuno in terapia intensiva e che il virus \u00e8 scomparso. A questo ci ha portati il disinteresse per il concetto del vero: a credere a qualsiasi verit\u00e0 taroccata, a qualsiasi notizia data dalla televisione, senza fare un minimo di discernimento, un minimo di critica delle fonti. E a temere per una vita che non \u00e8 pi\u00f9 vita, ma solo un sopravvivere in condizioni disumane: perch\u00e9 una vita ridotta alla sopravvivenza fra le quattro pareti di casa, per settimane e mesi; e poi ridotta a brevi e guardinghe sortite per effettuare le spese indispensabili, sempre indossando la mascherina, evitando gli amici e i parenti pi\u00f9 cari come se fossero la peste, non \u00e8 pi\u00f9 una vita degna di essere vissuta, ma una cosa triste, avvilente, che ci fa regredire al di sotto del livello delle bestie. Perfino le bestie, infatti, per soddisfare le necessit\u00e0 indispensabili, osano avventurarsi l\u00e0 dove sanno che potrebbero trovare in agguato i predatori, per esempio all&#8217;abbeverata; eppure non smettono di vivere, non smettono di procreare e di accudire i piccoli, non smettono di cibarsi, non rinunciano a vivere come sempre hanno vissuto, coscienti che vivere \u00e8 anche accettare dei rischi.<\/p>\n<p>Ogni anno muoiono in Italia 50.000 persone a causa d&#8217;infezioni contratte in ospedale, ma di queste nessuno parla; ogni giorno muoiono persone di cancro, perch\u00e9 fumavano troppo, o di cirrosi epatica, perch\u00e9 bevevano, o d&#8217;infarto, perch\u00e9 mangiavano cibi fritti nell&#8217;olio, e conducevano una vita totalmente sedentaria. Nessuno giornale, per\u00f2, e nessuna televisione, parlano di queste morti, che sono fisiologiche, come pure di quelle dovute alle normali influenze stagionali, che sommano i loro effetti ad altre patologie preesistenti, specie in soggetti molto anziani: morti che sempre ci sono state e sempre ci saranno, anche se, almeno in teoria, sarebbero evitabili. Se tutte le persone obese si mettessero rigorosamente a dieta; se tutti i fumatori smettessero di fumare, dall&#8217;oggi al domani; se tutti gli amanti della bottiglia smettessero di bere e si disintossicassero dall&#8217;alcool che hanno assunto nel loro organismo, tre quarti di quelle morti si potrebbero evitare. E tuttavia nessuno si sogna di imporre tali limitazioni per legge, nessuno si sogna di mobilitare le forze dell&#8217;ordine per sorvegliare il fumatore, l&#8217;etilista o il mangione, affinch\u00e9 impedisca loro di assumere sostanze dannose: ciascuno infatti ha il diritto di gestire la propria vita come ritiene giusto, e anche di andare incontro a gravi malattie, se non \u00e8 disposto a rinunciare ai suoi vizi riguardo al fumo, alla bottiglia e alla tavola ricca di grassi. \u00c8 normale: lo Stato non deve intervenire in simili cose. Per la stessa ragione, lo Stato non dovrebbe imporre vaccinazioni massicce alla popolazione, con la motivazione di voler tutelare la salute pubblica; non dovrebbe stabilire che, se un bambino non si sottopone a una decina di vaccinazioni, non ha il diritto a frequentare l&#8217;asilo o la scuola. Si sa che ogni vaccinazione comporta una certa dose di rischio, tanto \u00e8 vero che chi la effettua pretende dai genitori del bambino che firmino una dichiarazione, in cui sollevano anticipatamente i sanitari da qualsiasi responsabilit\u00e0 legale per quanto potrebbe accadere al piccolo. Troppo comodo: la vaccinazione \u00e8 obbligatoria, per\u00f2 le famiglie devono assumersene la responsabilit\u00e0 come se fossero il frutto di una libera scelta. Del resto, eventuali azioni legali possono essere intraprese solo nei confronti delle autorit\u00e0 sanitarie: le multinazionali farmaceutiche non possono essere chiamate in tribunale per gli effetti disastrosi che possono avere i vaccini da esse prodotti. Gi\u00e0 da questo si capisce chi comanda, oggi, nel mondo: perch\u00e9 il potere, disse un filosofo, si riconosce in chi non pu\u00f2 essere criticato. Oggi, nel mondo, due sole persone potrebbero decidere che la pandemia \u00e8 finita: Anthony Fauci e Bill Gates. Il primo \u00e8 per\u00f2 solo un funzionario, e sia pure di lusso, al servizio di Big Pharma; il secondo rappresenta il potere vero, il potere allo stato puro. Due sole persone, oltretutto due soggetti privati, hanno l&#8217;autorit\u00e0 per decidere se il mondo pu\u00f2 o non pu\u00f2 ritornare a condurre una vita normale: non c&#8217;\u00e8 qualcosa di profondamente sbagliato, in questo? Senza contare che ogni vaccinazione indebolisce il sistema immunitario e quindi, soprattutto negli anziani, diviene essa stessa un fattore di grave rischio per la salute. Le famiglie e le persone, pertanto, non dovrebbero essere sottoposte ad un ricatto di quel genere. Invece accade, e una simile invadenza dello Stato, che poi non agisce per conto proprio ma per conto degli interessi delle multinazionali farmaceutiche, \u00e8 resa possibile dal virus della paura, che \u00e8 stato inoculato in dosi massicce nella mente della popolazione, grazie ad un esercito di giornalisti asserviti ai poteri forti, che non svolgono onestamente il loro mestiere, ma puntano esclusivamente a diffondere nel pubblico insicurezza e paura.<\/p>\n<p>Concludendo. Se vogliamo invertire la tendenza in atto, che ci vede sempre pi\u00f9 relegati in una condizione di semivita e semimorte, sempre pi\u00f9 mortificati nel nostro sano slancio esistenziale, sempre pi\u00f9 scoraggiati, avviliti e impauriti da un potere che, con la scusa di proteggere la nostra salute, di fatto di riduce allo stato di larve, senza speranze e senza motivazioni per affrontare i ragionevoli e naturali rischi che comporta qualsiasi esistenza per il fatto stesso di esserci, dobbiamo spezzare il muro del relativismo e far entrare il vento fresco della verit\u00e0 nell&#8217;atmosfera chiusa e stantia della nostra rassegnazione e della nostra stanchezza. Quando ci si rassegna a vivere senza la verit\u00e0, prima o poi si perde anche la voglia di vivere: ed \u00e8 quello che ci sta accadendo ora, e non per effetto di dinamiche spontanee, ma quale risultato di una vastissima e capillare congiura orchestrata a nostro danno, sia come singoli individui, sia come societ\u00e0 e civilt\u00e0. C&#8217;\u00e8 chi vuole ridurci in schiavit\u00f9, costringerci a lavorare per quattro euro l&#8217;ora, senza previdenza, n\u00e9 pensione, senza nessuna tutela, e per questo ha scoperto l&#8217;arma pi\u00f9 efficace: la paura. Non dobbiamo lasciarci spaventare. La morte fa parte della vita e si muore una volta sola. Vivere nella paura \u00e8 come morire ogni giorno, ogni minuto, infinite volte. E voi cristiani, dov&#8217;\u00e8 la vostra fede nella vita <em>dopo la morte<\/em>?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il relativismo \u00e8 una tendenza filosofica che nega l&#8217;esistenza, o la conoscibilit\u00e0, di una verit\u00e0 assoluta e oggettiva, e ritiene che la conoscenza umana si debba<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30162,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[157,173,263],"class_list":["post-24862","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gnoseologia","tag-gesu-cristo","tag-immanuel-kant","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-gnoseologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24862","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24862"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24862\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30162"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24862"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24862"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24862"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}