{"id":24861,"date":"2018-02-20T12:52:00","date_gmt":"2018-02-20T12:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/20\/ecco-da-dove-viene-la-lebbra\/"},"modified":"2018-02-20T12:52:00","modified_gmt":"2018-02-20T12:52:00","slug":"ecco-da-dove-viene-la-lebbra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/20\/ecco-da-dove-viene-la-lebbra\/","title":{"rendered":"Ecco da dove viene la lebbra"},"content":{"rendered":"<p>Ci si chiede da dove venga la lebbra morale che sta sfigurando la Chiesa cattolica, la sua dottrina e la sua azione pastorale; e, in maniera particolare &#8211; perch\u00e9 \u00e8 ormai all&#8217;ordine del giorno &#8211; da dove venga la sua conclamata omoeresia: con il vescovo di Anversa, Bonny, che va chiedendo, da molto tempo, una qualche forma di unione &quot;sacramentale&quot; anche per le coppie omosessuali; il gesuita Martin che va predicando che <em>gay \u00e8 bello<\/em> e che la Chiesa \u00e8, ed \u00e8 sempre stata, piena di gay, santi compresi; con monsignor Paglia che fa celebrare l&#8217;apoteosi dell&#8217;omoerotismo nel blasfemo affresco del duomo di Terni, insozzando anche l&#8217;immagine del nostro divino Redentore, e non tralasciando di far raffigurare se stesso, a futura infamia, in mezzo alla massa dei sodomiti e dei transessuali avvinghiati gli uni agli altri; e con il prete don Carrega che, a Torino, organizza corsi per &quot;fidanzati&quot; gay, allo scopo di insegnar loro quello che la legge Cirinn\u00e0 si \u00e8 dimenticata di stabilire: il dovere della fedelt\u00e0 reciproca fra i contraenti dell&#8217;unione. E senza dimenticare il cardinale Sch\u00f6nborn, che, a Vienna, invita il transessuale Conchita Wurst a tenere concioni nella storica cattedrale di Santo Stefano; e il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Marx, che auspica caldamente, come Bonny, un sollecito riconoscimento da parte della Chiesa per questo tipo di coppie, senza astenersi dal polemizzare aspramente coi suoi colleghi che non condividono tale proposta, a cominciare dal cardinale Josef Cordes. E il ritornello \u00e8 sempre lo stesso: lo vuole il papa; come ha detto, appunto, il cardinale Marx, su questo argomento, fin dal 2015: <em>Non possiamo guardare indietro, Bergoglio ci chiede cose nuove<\/em>. Bellissimo, questo &quot;chiedere ai fedeli cose nuove&quot; da parte del papa: una volta si diceva: dobbiamo ascoltare Ges\u00f9, l&#8217;appello di Ges\u00f9, la chiamata di Ges\u00f9; oggi si dice: dobbiamo seguire Bergoglio; lo dice Bergoglio; lo vuole Bergoglio. Insomma, il papa \u00e8 meglio di Dio, del Dio cattolico. Naturale: non \u00e8 stato proprio Bergoglio a dichiarare che <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>, aggiungendo, per buona misura (e poi dicono che viene male interpretato!), <em>non il mio, comunque<\/em>? Non c&#8217;\u00e8 male, per un papa che, al principio del suo pontificato, non voleva nemmeno chiamarsi ed essere chiamato papa, ma si definiva sempre e solo &quot;il vescovo di Roma&quot;. Non c&#8217;\u00e8 male davvero: si direbbe che Dio sia lui, a tutti gli effetti; Ges\u00f9 Cristo rimane sullo sfondo. E anche questo, in effetti, \u00e8 un passaggio naturale: se la Chiesa \u00e8 cambiata, e a cambiarla \u00e8 stato soprattutto lui, cosa che del resto ha dichiarato fin dal principio, con la precisa volont\u00e0 di &quot;attuare&quot; sino in fondo la svolta del Concilio (ed era stata la ragione della sua elezione), cos\u00ec doveva essere: perch\u00e9 la Chiesa pre-conciliare, ormai vecchia e obsoleta, faceva perno su Ges\u00f9 Cristo, ma la Chiesa di oggi fa perno sul papa, e il papa \u00e8 Bergoglio. Peraltro, questa deriva personalista e ultra-demagogica era cominciata, guarda caso, proprio con Giovanni XXIIII, il papa del Concilio, che \u00e8 passato alla storia come &quot;il papa buono&quot; (si vede che gli altri, prima di lui, erano cos\u00ec cos\u00ec), il papa delle carezze ai bambini (anche se non ha mai carezzato un solo bambino; ha solo detto di farlo, ai pap\u00e0, parlando alla radio), ed \u00e8 stata eccezionalmente implementata da Giovanni Paolo II, che, di teatralit\u00e0 e di narcisismo, \u00e8 stato un autentico campione, a suo modo un genio della comunicazione, compresa la discutibilissima trovata dei <em>papa boys<\/em>, le cui adunate mastodontiche degenerano con molta facilit\u00e0 in qualcosa di simile a delle orge sessuali o a dei baccanali che nulla hanno di spirituale.<\/p>\n<p>Dunque, ora le cose sono arrivate a questo punto: siamo immersi nella sozzura; la Chiesa cattolica \u00e8 sprofondata nel pantano disgustoso della celebrazione della sodomia come un fatto lecito, naturale e degno di auguri e benedizioni, come appunto Bergoglio ha fatto sia di persona, ricevendo in pompa magna dei suoi amici argentini, sodomiti conclamati, sia inviando da lontano la sua apostolica benedizione a una coppia gay del Brasile e ai suoi tre bambini adottivi, cose se fosse la cosa pi\u00f9 naturale e pi\u00f9 carina di questo mondo. Davanti a una esplosione cos\u00ec repentina, ci si chiede come tutto ci\u00f2 sia potuto accadere, da dove sia partita la lebbra, visto che <em>l&#8217;albero si riconosce dai frutti: l&#8217;albero buono non pu\u00f2 dare frutti cattivi, n\u00e9 l&#8217;albero cattivo, frutti buoni<\/em>. Ebbene, anche la risposta a questa domanda \u00e8 sempre la stessa: dal Concilio Vaticano II e dall&#8217;immediato dopo-Concilio: \u00e8 allora, negli anni &#8217;60, e poi &#8217;70, del secolo scorso, che si sono messe apertamente in movimento le forze dissolutrici che ci hanno condotti alla situazione presente. Certo, allora i neoteologi della &quot;svolta antropologica&quot;, per non parlare dei vescovi e dei cardinali, non parlavano ancora, in maniera cos\u00ec esplicita e scandalosa, di riconoscere le coppie omosessuali e di creare per loro un apposito &quot;sacramento&quot; (e infatti, neppure oggi osano adoperare questa parola); per\u00f2 le premesse c&#8217;erano gi\u00e0 tutte, per il semplice fatto che l&#8217;opera di quei teologi, rivoluzionaria e distruttrice, fu, essenzialmente, quella di negare l&#8217;esistenza di una morale oggettiva e, anzi, di negare una qualsiasi morale che trascenda l&#8217;orizzonte della coscienza individuale, smentendo cos\u00ec frontalmente millenovecento anni di teologia cristiana, e senza che il Magistero dei pontefici sia mai intervenuto per smentirli, per correggerli, per rettificare e precisare le loro affermazioni, per porre dei limiti alle loro pazzie. Il che conferma, purtroppo, la nostra analisi, che <em>tutti<\/em> i papi del dopo Concilio, in misura maggiore o minore, devono, come minimo, essere considerati complici o conniventi della deriva ereticale ed apostatica che oggi sta raggiungendo il culmine; mentre l&#8217;ipotesi massima \u00e8 che furono eletti precisamente per portare la Chiesa in tale direzione, e che lo fecero deliberatamente e scientemente, il che significherebbe che il collegio dei cardiali, dal 1958, \u00e8 passato stabilmente nelle mani della massoneria ecclesiastica, nemica occulta, ma giurata, della vera Chiesa di Ges\u00f9 Cristo (cfr. i nostri precedenti articoli: <em>I padri (ig)nobili della neochiesa omoeretica<\/em>; <em>E i papi del post-concilio, che pensare di loro?<\/em>; e <em>Il Magistero degli ultimi 50 anni \u00e8 autentico?<\/em>, tutti pubblicati sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia, rispettivamente il 07\/02, l&#8217;08\/02 e il 09\/02\/2018).<\/p>\n<p>Uno di questo precursori, chiamiamoli cos\u00ec, della deriva omoeretica \u00e8 stato don Enrico Chiavacci (Siena, 16 luglio 1926-Ruffignano, Firenze, 25 agosto 2013), il quale \u00e8 passato alla storia &#8212; come si legge nella sua &quot;voce&quot; biografia su <em>Wikipedia<\/em> &#8212; nientemeno che come <em>uno dei massimi teologi morali italiani del secondo Novecento, soprattutto nei temi dell&#8217;etica sessuale, della giustizia sociale e della pace<\/em>. Ebbene: Chiavacci \u00e8 stato uno dei massimi responsabili teorici della presente deriva verso l&#8217;accettazione, tacita e implicita, da parte di ampi settori della chiesa, della cosiddetta ideologia <em>gender<\/em>, in base alla quale i due sessi, maschile e femminile, non sono un dato biologico e psichico di natura, ma ad essi bisogna preferire la nozione di &quot;orientamento sessuale&quot;, liquida e mutevole, per cui ogni persona, fin da bambino, deve essere incoraggiata a scoprire in se stessa quale sia il &quot;vero&quot; orientamento sessuale, che pu\u00f2 essere altalenante, e che, comunque, rifiuta decisamente la netta differenziazione sessuale come un dato di natura. E questi bellissimi insegnamenti, don Chiavacci li spargeva a piene mani fin dagli anni Sessanta del &#8216;900, sulla scia, appunto, del gioioso e &quot;liberatorio&quot; evento conciliare. Come ha ricordato Giorgio Maria Carbone in un articolo del 09\/0\/2013, <em>Il magistero parallelo dei teologi italiani<\/em>, pubblicato su <em>Il fumo di Satana<\/em>, il nucleo della concezione antropologica di don Chiavacci \u00e8 che <em>la vera natura dell&#8217;uomo \u00e8 quella di non avere una propria natura<\/em>. Ed ecco due perle illuminanti di tale concezione: la prima si trova nel <em>Dizionario enciclopedico di teologia morale<\/em>, a cura di L. Rossi e A. Valsecchi (alla voce <em>Legge naturale<\/em>; Edizioni Paoline, 1973, p. 491), la seconda in un articolo apparso sulla <em>Rivista di teologia morale<\/em>, 2010, p. 474, intitolato: <em>Omosessualit\u00e0: un tema da ristudiare<\/em>), a riprova del fatto che don Chiavacci non solo non ebbe ripensamenti, ma vide benissimo dove conducevano le sue posizioni iniziali e, nondimeno, prosegu\u00ec imperterrito e assolutamente coerente lungo quella strada, fino a rimettere apertamente in discussione il Magistero della Chiesa sulla questione dell&#8217;omosessualit\u00e0, secondo la pessima abitudine, invalsa proprio in quegli anni, per cui i teologi progressisti non esitano a porsi come coloro i quali avrebbero il diritto, in quanto &quot;tecnici&quot; e maggiormente &quot;esperti&quot; di certi problemi, di segnare la strada della pastorale, e della stessa dottrina, sottraendola, di fatto, all&#8217;autorit\u00e0 dei vescovi e dello stesso pontefice, e, non di rado, allontanandola dal solco del Deposito della fede, cosa evidentemente del tutto illegittima.<\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo non \u00e8 definibile se non come colui che tende verso, che ha il compito di scegliere se stesso e il proprio cammino di autorealizzazione. La vera natura dell&#8217;uomo \u00e8 il non aver natura. In queste condizioni dedurre dalla natura umana precetti operativi descrivibili e imponibili dall&#8217;esterno, dal filosofo, dal sovrano, dallo stesso Magistero ecclesiastico \u00e8 impensabile. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Quando si parla di natura e per conseguenza di legge naturale occorre sempre tener presente che la natura non \u00e8 un dato fisso e immutabile valido per tutti e per sempre: \u00e8 un dato che varia e varia per due motivi. Varia costantemente, anche se in modo impercettibile, con l&#8217;evoluzione continua della specie nelle varie aree ambientali e culturali in cui la specie umana sussiste. Varia per\u00f2 anche da individuo a individuo nelle complesse strutture cerebrali e nella loro interazione che oggi la scienza comincia a comprendere e indagare.<\/em><\/p>\n<p>A parte l&#8217;omaggio, quasi puerile nel suo candido fideismo, alla &quot;scienza&quot; intesa un senso positivista e ottocentesco, cio\u00e8 come un assoluto (stiamo parlando dell&#8217;anima, dopotutto, signor teologo!), e a parte l&#8217;accenno al concetto della &quot;complessit\u00e0&quot;, che tanti abusi dottrinali oggi sta veicolando, a cominciare dalla morale sottesa ad <em>Amoris laetitia<\/em>, che ben si potrebbe definire una morale della situazione, mentre noi credevamo che la morale cattolica fosse una morale assoluta, senza &quot;se&quot; e senza &quot;ma&quot;, \u00e8 impressionante l&#8217;analogia di ragionamento con i teorici della odierna teoria <em>gender<\/em>. L&#8217;uomo, e ovviamente la donna, non si sa cosa siano: sono ci\u00f2 che decidono di essere. Questo concetto pu\u00f2 essere accettato solo con una essenziale precisazione, che qui, per\u00f2, non compare affatto: ossia che la libert\u00e0 dell&#8217;uomo, per il cattolico, coincide con il suo dover essere. In altre parole, \u00e8 vero che l&#8217;uomo pu\u00f2 scegliere di essere qualsiasi cosa, ma una sola \u00e8 la scelta che veramente lo realizza, e cio\u00e8 quella che lo conduce verso Dio; tutte le altre sono illusorie, ingannevoli e, in ultima analisi, fallimentari. Dal fatto della indeterminatezza dell&#8217;uomo, che scaturisce dalla sua libert\u00e0 &#8212; cosa, questa, che non viene nemmeno accennata &#8212; Chiavacci ricava, arbitrariamente, che la morale \u00e8 sempre relativa e sempre soggettiva, e nega che esista una legge morale naturale; cos\u00ec come nega, implicitamente, che la legge morale naturale sia un riflesso della legge divina. In altre parole, si &quot;dimentica&quot; che anche la natura \u00e8 opera di Dio; e quindi, complessit\u00e0 o non complessit\u00e0 delle strutture cerebrali (e quindi con buona pace di tutti gli evoluzionismi, darwiniani o non darwiniani), si dimentica che negare la legge morale naturale \u00e8 la logica premessa per negare la legge morale divinamente rivelata. E quando dice, chiaro e tondo, che \u00e8 &quot;impensabile&quot; che il Magistero ecclesiastico imponga la sua legge dall&#8217;esterno dell&#8217;uomo, dice una cosa scorretta, oltre che non cattolica, perch\u00e9 il Magistero non &quot;impone&quot; un bel nulla dall&#8217;esterno, ma richiama l&#8217;uomo a quella legge che \u00e8 gi\u00e0 presente dentro di lui, prima ancora di essere illuminata e perfezionata dalla divina Rivelazione.<\/p>\n<p>Enrico Chiavacci insegnava filosofia e teologia a Firenze, sia nel Seminario che presso la Facolt\u00e0 teologica, e pubblicava i suoi libri con le case editrici cattoliche, ma il suo insegnamento non era cattolico: \u00e8 uno dei paradossi della &quot;nuova teologia&quot;, che potremmo ricondurre all&#8217;osservazione di Paolo VI: <em>un pensiero non cattolico si \u00e8 insinuato nella Chiesa cattolica<\/em>. Se entrano in contrasto con le verit\u00e0 insegnate da duemila anni dal sacro Magistero, i teologi come don Chiavacci non dubitano nemmeno per un istante che sia il Magistero a doversi adeguare alle loro &quot;conquiste&quot;, non loro ad esso: perch\u00e9 si sentono portati, col vento un poppa, dalla corrente del progresso, e quindi sono convinti di essere il futuro del cristianesimo. Nel suo libro <em>Morale della vita fisica<\/em> (titolo che \u00e8 gi\u00e0 un voluto ossimoro; Bologna, Edizioni Dehoniane, 1979, p. 15) egli sostiene che, che delle tre direttrici principali della vita morale: l&#8217;integrit\u00e0 della propria vita, quella della vita altrui e la lotta contro la degradazione biologica, solo sul secondo punto si pu\u00f2 dire con certezza che non si pu\u00f2 disporre della vita altrui, mentre nel primo e nel terzo caso, quanto alla propria, il discorso rimane aperto a ulteriori discussioni e sviluppi. Come non vedere che sia il suicidio, sia l&#8217;eutanasia, sia l&#8217;aborto, trovano in questo dichiarato possibilismo il loro spiraglio iniziale, a partire dal quale iniziare la loro trista cavalcata nella teologia contemporanea, fino alle aberrazioni dei nostri giorni? Qui ci sono, <em>in nuce<\/em>, le successive <em>performances<\/em> di don Gallo, don Carrega, del cardinale Marx, del gesuita Martin, dell&#8217;arcivescovo Paglia &#8211; uno dei pi\u00f9 stretti consiglieri di Bergoglio &#8211; e di tutti gli altri membri del neoclero che ora fanno a gara per sdoganare la sodomia e derubricarla dall&#8217;elenco dei peccati mortali. S\u00ec, bisogna pur dirlo: quella di Chiavacci \u00e8 stata la stagione dei cattivi maestri&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci si chiede da dove venga la lebbra morale che sta sfigurando la Chiesa cattolica, la sua dottrina e la sua azione pastorale; e, in maniera<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,157,216],"class_list":["post-24861","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24861","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24861"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24861\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24861"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24861"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24861"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}