{"id":24859,"date":"2017-09-23T12:11:00","date_gmt":"2017-09-23T12:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/23\/ecco-cosa-da-fastidio-del-cristianesimo\/"},"modified":"2017-09-23T12:11:00","modified_gmt":"2017-09-23T12:11:00","slug":"ecco-cosa-da-fastidio-del-cristianesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/23\/ecco-cosa-da-fastidio-del-cristianesimo\/","title":{"rendered":"Ecco cosa d\u00e0 fastidio del cristianesimo"},"content":{"rendered":"<p>Nel periodo fra le due guerre mondiali la cultura europea, gi\u00e0 malata di svariati morbi intellettuali e spirituali, afflitta dalla peste di avanguardie deliranti, confusa da pensatori discutibili e imbruttita da artisti amanti dell&#8217;osceno, dell&#8217;orrido e del deforme, ha subito anche il flagello di filosofie che, con la pretesa di razionalizzare e chiarire tutto, riducendo ogni questione umana ad un problema puramente matematico, di fatto hanno condotto una campagna senza quartiere contro tutti i valori tradizionali sui quali si reggeva da secoli, ed era fiorita e cresciuta, la nostra civilt\u00e0, allo scopo di denigrare, delegittimare, ridicolizzare ogni forma di pensiero profondo, spirituale, intrinsecamente morale, per sostituirlo con un Logos strumentale e calcolante quale noi, oggi, lo vediamo dominare e trionfare, mentre fornisce incentivi e giustificazioni ai peggiori abusi della tecno-scienza e alle pi\u00f9 ciniche manovre per meticciare l&#8217;Europa e sostituirne la popolazione, la religione e la civilt\u00e0 con altre popolazioni, un&#8217;altra religione e un&#8217;altra civilt\u00e0, come se queste cose fossero intercambiabili, simili a pezzi di plastica o di alluminio.<\/p>\n<p>Molti di quegli intellettuali della crisi erano ebrei i quali, lasciando l&#8217;Europa e trasferendosi nelle democrazie anglosassoni, Inghilterra e Stati Uniti, hanno creato le basi perch\u00e9 le loro idee, dopo la Seconda guerra mondiale, mediante il prestigio, il potere e la ricchezza delle potenze vincitrici, si diffondessero in ogni angolo dell&#8217;orbe terracqueo e s&#8217;imponessero come la cultura dominante destinata a fornire le basi per la politica odierna della globalizzazione totalitaria. La caratteristica fondamentale di molti di costoro era l&#8217;irrequietezza, mista a disprezzo per ogni tradizione e a un diffuso sentimento di scontentezza esistenziale, talvolta pi\u00f9 o meno ben dissimulato dietro una veste logica e razionale. Fra questi irrequieti e scontenti c&#8217;era il filosofo Dagobert Runes, ebreo nato vicino a Czernowitz nel 1902 (quando la Bucovina, attualmente divisa fra Ucraina e Romania, era ancora una provincia dell&#8217;Impero austro-ungarico), studente di filosofia a Vienna e poi emigrato negli Stati Uniti nel 1926, dove scelse di naturalizzarsi americano e fece una brillante carriera come direttore di riviste specializzate e come direttore dell&#8217;Institute for Advanced Edication di New York, citt\u00e0 ove sarebbe morto nel 1982. Amico di personaggi celebri come Albert Einstein, promotore della cultura europea progressista e di sinistra, o, come era in uso dire, sino a pochissimi anni fa, &quot;antifascista&quot; (mai, per\u00f2, &quot;anticomunista&quot;), ebbe spiccati interessi filosofici e fu seguace del neopositivismo o empirismo logico, la corrente nata per emanazione dal cosiddetto Circolo di Vienna e il cui programma consisteva nell&#8217;applicazione alla filosofia di una rigorosa metodologia scientifica, in modo da delimitare ciascun problema conoscitivo entro un rigoroso quadro logico, con particolare attenzione alla filosofia del linguaggio, in modo da ridurlo a delle proposizioni dotate di senso compiuto, per le quali \u00e8 possibile pervenire ad una soluzione puramente razionale e oggettiva, eliminando tutte le ambiguit\u00e0 che derivano, appunto, da un uso inappropriato o irrazionale del linguaggio nella formulazione delle questioni.<\/p>\n<p>Nella sua multiforme attivit\u00e0 di curatore editoriale, traduttore di opere straniere (anche di Marx, sulla questione ebraica) e promotore culturale, Runes \u00e8 stato anche autore di opere di erudizione filosofica, tanto fortunate quanto prive di originalit\u00e0, di spessore critico e di profondit\u00e0 speculativa, alcune tradotte anche in italiano. Fra queste ricordiamo un grosso <em>Dizionario di Filosofia<\/em> di circa mille pagine (titolo originale: <em>The Dictionary of Philosophy<\/em>, New York, The Philosophical Library, 1942; tradizione di italiana di Aldo Devizzi, Milano, Aldo Martello Editore), dal quale, tanto perch\u00e9 il lettore possa farsene un&#8217;idea, ci sembra utile riportare una delle &quot;voci&quot; relative agli esponenti del pensiero filosofico, quella dedicata a S\u00f8ren Kierkegaard (p. 496); ci sembra infatti un buon metodo, per farsi un&#8217;idea della qualit\u00e0 di un&#8217;opera filosofica che ci si trova fra le mani, e il cui autore non \u00e8 ben conosciuto, scegliere il suo giudizio, o, meglio ancora, la sua presentazione, che egli pretende essere obiettiva, di un altro pensatore che conosciamo abbastanza bene:<\/p>\n<p><em>KIERKEGAARD, S\u00f6ren (1813-1855). Pensatore religioso danese la cui influenza, sino ai tempi recenti, fu limitata soprattutto ai circoli scandinavi e tedeschi. Le sue opere sono ora tradotte ed il suo pensiero \u00e8 fatto rivivere dai pessimisti sociali contemporanei. L&#8217;eternit\u00e0, egli sostenne, \u00e8 pi\u00f9 importante del tempo; il peccato \u00e8 peggiore della sofferenza; l&#8217;uomo \u00e8 un egoista e deve sperimentare la disperazione; Dio \u00e8 al di l\u00e0 della ragione e dell&#8217;uomo; il Cristianesimo si oppone a questo mondo, al tempo e alla ragione dell&#8217;uomo; i paradossi sono il risultato inevitabile delle riflessioni dell&#8217;uomo; l&#8217;etica cristiana \u00e8 realizzabile soltanto nell&#8217;eternit\u00e0. Kierkegaard fu allevato in un austero ambiente cristiano; egli reag\u00ec contro la religione ortodossa e le filosofie ufficiali (soprattutto l&#8217;hegelismo). Fu un individualista, una personalit\u00e0 sensibile e malinconica che soffr\u00ec di gravi frustrazioni [segue l&#8217;elenco delle opere principali di Kierkegaard e una sommaria bibliografia critica su di lui].<\/em><\/p>\n<p>La prima cosa che viene in mente a chi legge questa &quot;voce&quot; \u00e8 che si tratti di uno scherzo. Ma poi, ragionando sulla assoluta non filosoficit\u00e0 della <em>forma mentis<\/em> americana (a meno che si voglia considerare filosofia il pragmatismo) e sulla incredibile disinvoltura, per non dire la <em>chutzpah<\/em>, come dicono gli ebrei, cio\u00e8 l&#8217;immensa sfacciataggine, di certi intellettuali europei, i quali, piovuti negli Stati Uniti negli ani &#8217;20 e &#8217;30 del secolo scorso, vedono prese per oro colato anche le baggianate pi\u00f9 insulse che escono loro di bocca, solo perch\u00e9 hanno un sapore vagamente intellettuale (<em>oh, you are a philosopher!,<\/em> esclamano, ammiratissimi, i frequentatori dei salotti buoni newyorkesi, davanti a un semplice motto di spirito o alla declamazione di un aforisma celebre), essa comincia ad inserirsi in un paesaggio culturale definito e ad acquistare un certo significato, sia pur delirante. Certo \u00e8 che, a un lettore del tutto digiuno di filosofia, che prenda in mano il <em>Dizionario<\/em> del Rines e se lo legga, per tutte le sue mille pagine, con pazienza, metodo e buona volont\u00e0, cercando mandare a memoria quante pi\u00f9 cose possibile, il ritratti di Kierkegaard che ne emerge &#8212; e lo stesso discorso si potrebbe fare per altri autori e per altre correnti filosofiche &#8212; sarebbe tanto plausibile e veritiero, quanto un cielo stellato di Van Gogh pu\u00f2 essere preso per buono come la rappresentazione esatta e fedele del cielo stellato, quale \u00e8 riprodotto negli atlanti celesti ad uso degli astronomi e degli astrofili. A cominciare dal nome di battesimo, trascritto in maniera erronea, e dalla definizione di &quot;pensatore religioso&quot;, mentre Kierkegaard \u00e8 stato <em>anche<\/em> un pensatore religioso, ma anche, e non meno, un filosofo di gran razza, quale pochi altri ne ha avuti l&#8217;Europa, specialmente nelle <em>Briciole di filosofia<\/em> e nella <em>Postilla conclusiva non scientifica alle briciole di filosofia<\/em>, tutta la &quot;voce&quot; \u00e8 viziata da un pressapochismo pari solo alla estrema soggettivit\u00e0, per non dire gratuit\u00e0, non solo dei giudizi, ma anche delle espressioni che vengono adoperate. L&#8217;espressione <em>il suo pensiero \u00e8 fatto rivivere dai pessimisti sociali contemporanei<\/em> suona alquanto misteriosa, per non dire balzana (pur facendo la tara ai possibili infortuni della traduzione dall&#8217;inglese); la precisazione che <em>fu allevato in un austero ambiente cristiano<\/em> sa di biografismo psicologistico, come dire<em>: che cosa volete aspettarvi da un uomo cresciuto in un ambiente cos\u00ec?<\/em>; e la &quot;conclusione&quot;, di sapore psicanalitico, che <em>fu un individualista, una personalit\u00e0 sensibile e malinconica che soffr\u00ec di gravi frustrazioni<\/em>, sembra quasi voler spostare il discorso sul piano medico e psicopatologico. In poche righe, una vera collezione di banalit\u00e0, luoghi comuni e forzature pseudo freudiane; quasi come per il nostro Giacomo Leopardi: eh, se non avesse avuto la gobba, magari sarebbe stato un po&#8217; meno pessimista&#8230;<\/p>\n<p>Ma il piatto forte \u00e8 l\u00e0 dove Runes si produce in una serie di lapidarie definizioni, in forma quasi di catechismo, dei punti nodali del pensiero kierkegaardiano. Egli li presenta, non troppo velatamente, con l&#8217;aria di dire: <em>vedete che razza di originale che era costui?<\/em>; ma il bello \u00e8 che, paradossalmente, e bench\u00e9 la sua intenzione fosse diametralmente opposta, tali definizioni colgono sostanzialmente nel segno e sottolineano la possente originalit\u00e0, la coerenza e il vigore del pensiero di Kierkegaard, il grande nemico della modernit\u00e0, della societ\u00e0 di massa, del giornalismo, del principio quantitativo, e, naturalmente, del cristianesimo edulcorato, svirilizzato e addomesticato che, nella sua Danimarca, luterana e filistea, veniva spacciato per moneta buona, in maniera non dissimile da come oggi anche la neochiesa pseudo cattolica di papa Francesco spaccia per buona la moneta falsa. Curioso: questo cittadino della Mitteleuropa, formatosi ai tempi di Francesco Giuseppe, prima in uno sperduto villaggio rurale ai margini della steppa, che oggi si trova in Ucraina, poi nella Vienna imperiale, nello spiegare in poche righe al suo nuovo pubblico americano che vive all&#8217;ombra dei grattacieli di Manhattan, chi sia stato Kierkegaard e cosa abbia detto di durevole nella storia del pensiero europeo, ci ha azzeccato pi\u00f9 di quanto lui stesso, probabilmente, non immaginasse. Ed ecco i punti forti del &quot;catechismo&quot; kierkegaardiano secondo Dagobert Dunes:<\/p>\n<p>1) L&#8217;ETERNIT\u00c0 \u00c8 PI\u00d9 IMPORTANTE DEL TEMPO. Certo che lo \u00e8: per qualsiasi cristiano che sia appena degno di questo nome, le cose stanno esattamente cos\u00ec. Il tempo \u00e8 importante per gli storicisti; per i cristiani, quel che conta davvero \u00e8 l&#8217;eternit\u00e0. Oltre alla <em>Bibbia<\/em>, questa \u00e8 la sintesi del messaggio contenuto nella <em>Divina Commedia<\/em>, nelle cattedrali medievali, nell&#8217;arte e nella musica sacra.<\/p>\n<p>2) IL PECCATO \u00c8 PEGGIORE DELLA SOFFERENZA<em>.<\/em> Ovvio. Il peccato \u00e8 la morte dell&#8217;anima; la sofferenza \u00e8 la prova che rende l&#8217;anima pi\u00f9 gradita a Dio e pi\u00f9 conscia del legame con Lui, se accettata pienamente come parte della volont\u00e0 divina, e offerta al Padre come una primizia. Il cristiano non vede nella sofferenza un nemico da combattere e, possibilmente, sconfiggere, ma la via alla Redenzione, come lo \u00e8 stata per Cristo. Non solo: il cristiano integrale <em>cerca<\/em> la sofferenza, quale riparazione ai peccati del mondo; i grandi santi lo hanno fatto, si sono caricati sulle spalle una croce non loro, eroicamente e silenziosamente, accettando di soffrire al posto dei malvagi, affinch\u00e9 si pentano, e come aiuto alle pene delle anime del Purgatorio.<\/p>\n<p>3) L&#8217;UOMO \u00c8 UN EGOISTA E DEVE SPERIMENTARE LA DISPERAZIONE<em>.<\/em> Altra verit\u00e0 assiomatica. L&#8217;antropologia cristiana \u00e8 pessimista: non perch\u00e9 l&#8217;uomo sia stato creato cattivo, ma perch\u00e9 la sua natura si \u00e8 corrotta in seguito al Peccato originale. Finch\u00e9 non tocca le soglie della disperazione, questo grande egoista non si mette in discussione, non si converte, non si domanda neppure quale sia lo scopo della vita terrena. \u00c8 dal pessimismo antropologica che scaturisce, logica e necessaria, la Redenzione di Cristo. Qui non stiamo parlando solo di Kierkegaard, ma di qualsiasi cristiano.<\/p>\n<p>4) DIO \u00c8 AL DI L\u00c0 DELLA RAGIONE E DELL&#8217;UOMO. Altra verit\u00e0 lapalissiana. E questo \u00e8 uno degli aspetti che meno piacciono ai modernisti, i quali, appunto perch\u00e9 infastiditi da un Dio che \u00e8 al di sopra di loro e che si sottrae, almeno in parte, alla ragione umana (al punto da farsi uomo, morire e risorgere: scandalo per i greci e bestemmia per i giudei!), vogliono sostituirlo con un cristianesimo gnostico e intellettualistico, che, di cristiano e di cattolico, ha solamente il nome.<\/p>\n<p>5) IL CRISTIANESIMO SI OPPONE A QUESTO MONDO, AL TEMPO E ALLA RAGIONE DELL&#8217;UOMO<em>.<\/em> Tanto vero, che risulta oggi intollerabile. \u00c8 questo il punto cruciale delle attuali derive eretiche e apostatiche della neochiesa modernista e progressista: la contrapposizione al mondo. Il mondo desidera ci\u00f2 che \u00e8 simile a lui, cio\u00e8 il peccato e l&#8217;indulgenza verso di esso; ma il cristianesimo \u00e8 tutto un richiamo alla conversione, cio\u00e8 a un rifiuto delle logiche del mondo, dei suoi vizi e delle sue vanit\u00e0. Ed \u00e8 proprio su questo aspetto che lavorano senza posa i modernisti, per rendere compatibile il mondo con il Vangelo: cosa non solo impossibile, ma assolutamente blasfema. E, di nuovo, la cosa che pi\u00f9 sta a cuore al mondo \u00e8 di evitare ogni sofferenza; ma Cristo, a san Pietro che gli diceva, quando Egli parlava della sua Passione, <em>Questo non ti accadr\u00e0 mai!,<\/em> ha risposto con molta durezza: <em>Via da me, satana! Perch\u00e9 tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini.<\/em><\/p>\n<p>6) I PARADOSSI SONO IL RISULTATO INEVITABILE DELLE RIFLESSIONI DELL&#8217;UOMO<em>.<\/em> Certo: per Kierkegaard, la riflessione conduce al paradosso: non perch\u00e9 la ragione sia una beffa, ma perch\u00e9 sospesa \u00e8 la condizione dell&#8217;uomo: sospesa fra il non senso del mondo e la pienezza della vita divina. L&#8217;uomo deve fare una scelta per l&#8217;uno o per l&#8217;altra; finch\u00e9 resta imprigionato nella logica del finito, continuer\u00e0 a battere la testa contro il muro della sua condizione ambivalente.<\/p>\n<p>7) L&#8217;ETICA CRISTIANA \u00c8 REALIZZABILE SOLTANTO NELL&#8217;ETERNIT\u00c0. Anche questo \u00e8 un punto-chiave del Vangelo, forse il meno compreso o comunque, il meno facilmente accettato. Chi accoglie il Vangelo, ma con riserva, non arriva ad accettare la sua affermazione pi\u00f9 &quot;scandalosa&quot;: quella riassunta da Ges\u00f9 Cristo nella frase: <em>Il mio Regno non \u00e8 di questo mondo<\/em>. I cattolici progressisti e modernisti, impegnati e di sinistra, vorrebbero assistere al trionfo del Bene gi\u00e0 qui, sulla terra, e magari, modestamente, essere loro a realizzarlo. Non vien loro in mente che, cos\u00ec, si mettono loro al posto di Dio; n\u00e9 che gli uomini, da soli, non sono capaci di fare nulla di buono (cfr. <em>Giovanni<\/em> 15, 5).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel periodo fra le due guerre mondiali la cultura europea, gi\u00e0 malata di svariati morbi intellettuali e spirituali, afflitta dalla peste di avanguardie deliranti, confusa da<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[110,141,185,253],"class_list":["post-24859","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-civilta","tag-filosofia","tag-karl-marx","tag-soren-kierkegaard"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24859","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24859"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24859\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24859"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24859"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24859"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}