{"id":24857,"date":"2018-08-11T06:49:00","date_gmt":"2018-08-11T06:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/11\/ecco-a-cosa-serve-il-cavallo-di-troia-del-dialogo\/"},"modified":"2018-08-11T06:49:00","modified_gmt":"2018-08-11T06:49:00","slug":"ecco-a-cosa-serve-il-cavallo-di-troia-del-dialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/11\/ecco-a-cosa-serve-il-cavallo-di-troia-del-dialogo\/","title":{"rendered":"Ecco a cosa serve il cavallo di Troia del dialogo"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 dai tempi del Concilio che una parola truffaldina, una parola furbesca, una parola scelta apposta per ingannare l&#8217;interlocutore in buona fede, si \u00e8 insinuata nel nostro linguaggio e ha finito per diventare cos\u00ec invasiva, cos\u00ec imprescindibile, da aver condizionato tutto il nostro modo di pensare: la parola <em>dialogo<\/em>. \u00c8 una di quelle parole dal&#8217;aria innocente, simpatica, politicamente corretta, alle quali sembra difficile dire di no, perch\u00e9 si passerebbe automaticamente per dei cattivi, e, quel che \u00e8 peggio, per dei soggetti irragionevoli, che rifiutano persino i fondamenti minimi e indispensabili della convivenza civile. Se non si accetta di dialogare, dove andremo a finire? E come sempre in questi casi, quasi nessuno si prende il disturbo di andare a vedere in che senso venga utilizzata questa parola: perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che una parola acquista significato a partire dal contesto in cui viene utilizzata, e dall&#8217;universo di significati <em>condivisi<\/em> dei quali \u00e8 l&#8217;espressione. Infatti, una parola ingiuriosa pu\u00f2 assumere una valenza perfino affettuosa, o viceversa, a seconda di chi la pronuncia, a chi si rivolge, e della situazione in cui entrambi si trovano. Le parole-truffa, invece, le parole della neolingua, utilizzate apposta da chi parla con lingua doppia, con lingua di serpente, giocano sul filo dell&#8217;ambiguit\u00e0: possono voler dire una cosa, ma anche un&#8217;altra, completamente diversa: a quel punto, chi \u00e8 padrone del linguaggio &#8212; della stampa, della televisione, della pubblicit\u00e0 &#8212; decide come utilizzarla, ora per circuire e ingannare l&#8217;interlocutore sprovveduto, e piegarlo ai propri disegni inconfessabili, ora per brandirla come una clava sul capo del nemico, al fine di screditarlo, diffamarlo, ridurlo al silenzio &#8212; il che, nel tipo di societ\u00e0 in cui viviamo, \u00e8 la stessa cosa che ridurlo all&#8217;impotenza.<\/p>\n<p>Dialogare, dunque: ma che bella cosa; come si fa a non essere d&#8217;accordo? Eppure, il trucco c&#8217;\u00e8. Il dialogo presuppone dei requisiti di base, che, se non ci sono, lo rendono pericoloso, o, nel migliore ei vasi, perfettamente inutile. Ad esempio: se i due interlocutori non conoscono una parola delle reciproche lingue, come fanno a dialogare in maniera approfondita e non equivoca di questa o quella questione specifica? Potranno intendersi solo sulle cose minime, e solo in forma generica. Oppure, se i due interlocutori hanno ciascuno un&#8217;idea totalmente diversa di cosa sia il dialogo; meglio ancora, se uno dei due non sa proprio che cosa sia, che succeder\u00e0, al momento in cui si parleranno? Se, ad esempio, la sola forma di interlocuzione che un soggetto conosce \u00e8 sottomettere o essere sottomesso, mentre l&#8217;altro \u00e8 convinto che si possa sempre trovare, con la buona volont\u00e0, un punto d&#8217;incontro e una qualche forma di mediazione, \u00e8 ovvio che il supposto dialogo finir\u00e0 in un disastro. Oppure, nel caso pi\u00f9 fortunato, non dar\u00e0 esito alcuno. Tanto va detto per eliminare eventuali malintesi: non \u00e8 che si voglia negare il valore del dialogo; si vuol mettere in dubbio che dialogare sia sempre possibile, che sia sempre utile, che sia sempre fruttuoso. Poniamo il caso che io faccia naufragio in un&#8217;isola abitata da una trib\u00f9 di cannibali, e che cerchi di dialogare con loro. Per prima cosa, naturalmente, comprese le loro intenzioni nei miei riguardi, tenter\u00f2 di convincerli che uccidere il prossimo per mangiare le sue carni non \u00e8 una cosa ben fatta, e che dovrebbero lasciar perdere. Ma essi, quasi certamente, non avranno l&#8217;equivalente della mia parola &quot;prossimo&quot;, perch\u00e9 le parole sono il frutto della civilt\u00e0 alla quale si appartiene, e ogni civilt\u00e0 sviluppa un proprio linguaggio, che si pu\u00f2 tradurre in termini di vocabolario, ma non si pu\u00f2 tradurre, se non molto imperfettamente, in termini di significato. Ed ecco l&#8217;importanza dei requisiti di base: se quei cannibali non hanno la nozione di &quot;prossimo&quot;, o se non ce l&#8217;hanno nel senso che le do io, non troveranno alcuna valida ragione per non uccidermi e mettermi in pentola, perch\u00e9 io sar\u00f2, ai loro occhi, solo una potenziale fonte di cibo. Ebbene, per la parola &quot;dialogo&quot; vale lo stesso ragionamento. Se &quot;dialogo &quot; significa imporre all&#8217;altro un concetto che \u00e8 sotteso alla parola stessa, e che io ho chiaro nella mente, ma lui no, allora sto barando al gioco. Questo \u00e8 quel hanno fatto i neomodernisti al Concilio: hanno parlato di dialogo, ma in realt\u00e0 quel che intendevano, e volevano far passare nella coscienza delle persone, erano il relativismo e l&#8217;agnosticismo.<\/p>\n<p>Un classico esempio dell&#8217;uso truffaldino della parola &quot;dialogo&quot; si trova anche nella squallida vicenda dell&#8217;opera <em>Polaroid<\/em>, una scultura di Emanuele Giannelli che rappresenta due uomini che si baciano sulla bocca, in atteggiamento fortemente sensuale, che ha fatto bella mostra di s\u00e9 nella chiesa di San Martino a Serravezza, in provincia di Lucca, nel contesto dell&#8217;esposizione tradizionale della rassegna Anteprima Cibart, che ha disseminato di opere tutta la zona e anche la chiesa. Il parroco, Hermes Luppi, non ha trovato assolutamente nulla da ridire sul fatto di porre la scultura dentro la chiesa, a due passi dall&#8217;altare col Santissimo, e a meno di un metro da una scultura col volto del Cristo. Anzi, si \u00e8 detto fiero della sua scelta, che \u00e8, secondo lui, un inno alla tolleranza, e ha pure affermato che nemmeno i suoi parrocchiani sono stati contrari, bench\u00e9 questo non sia affatto vero, visto che sono state proprio le loro proteste, anche in rete, a indurre i responsabili della mostra, pi\u00f9 saggi di lui, a ritirare l&#8217;opera. La quale, peraltro, \u00e8 andata poco lontano: appena fuori della chiesa, a qualche metro dall&#8217;ingresso, dove chi entra ed esce dal sacro edificio pu\u00f2 comunque continuare ad ammirarla, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire. Ecco come l&#8217;arista ha commentato la vicenda e la decisione di spostare la sua opera nel sagrato della chiesa (riportato da <em>Il Tirreno<\/em>, edizione della Versilia, il 23\/07\/2018):<\/p>\n<p><em>Non posso dire di esserci rimasto bene, questo \u00e8 ovvio, ma devo ammettere che quanto \u00e8 successo \u00e8 una vittoria di ci\u00f2 che io definisco arte. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Sono contento che il parroco abbia deciso di difendere la scelta ma capisco anche che per non creare problemi \u00e8 stato opportuno mettere la scultura altrove. Ma questa decisione \u00e8 comunque una vittoria dell&#8217;arte: quello che faccio con il mio lavoro \u00e8 provocazione. Ma non in senso scioccante, voglio che il termine rimanga nei termini semantici: voglio provocare una reazione, un dialogo. E in questo caso c&#8217;\u00e8 stato, in qualche modo c&#8217;\u00e8 stata una reazione a una provocazione. Quello che volevo rappresentare era l&#8217;essenza di un bacio, di un amore, poco importa se si tratta di due uomini.\u00a0(&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;unico rammarico che ho \u00e8 il fatto che nel 2018 ancora siamo qua a parlare di omosessualit\u00e0 negli anni 80 ero nei miei 20 anni e i miei amici gay dovevano andare a Londra o a Berlino per farsi le loro storie e per vivere in maniera serena la propria condizione. \u00c8 evidente che esiste ancora molto da fare sul tema<\/em>.<\/p>\n<p>Prendiamo atto che lo scultore si riserva di definire cosa \u00e8 arte e d&#8217;includervi, ovviamente, la sua opera, anche se l&#8217;affermazione che <em>quanto \u00e8 successo \u00e8 una vittoria di ci\u00f2 che io definisco arte<\/em> sa pi\u00f9 di ideologia, anzi, di rivalsa ideologica, che di arte. I grandi artisti non hanno mai ragionato in questi termini; Michelangelo o Raffaello non si sarebbero mai sognati di definire una vittoria dell&#8217;arte il fatto che un certo committente apprezzasse le loro opere al punto da voler esporre dei soggetti erotici (e omofili) in un luogo consacrato. I loro nudi, in confronto, erano casti, perch\u00e9 si adeguavano alla richiesta della committenza. Lui ha fatto il contrario: ha preteso di far entrare in una chiesa cattolica un&#8217;opera che inneggia apertamente a ci\u00f2 che, per la morale cattolica, \u00e8 male. Certo, aveva dalla sua l&#8217;approvazione del parroco e il silenzio (secondo noi colpevole) del vescovo. Ma anche quel parroco, evidentemente, non si \u00e8 preoccupato del bene delle anime dei fedeli, ma delle sue convinzioni ideologiche. Per lui la pratica omosessuale (si badi alla distinzione: la pratica, che \u00e8 un peccato, non la tendenza, che \u00e8 una prova) \u00e8 una cosa lecita, anzi bellissima, e dunque via con il bacio di due uomini dentro la chiesa, pur sapendo benissimo, visto che \u00e8 un prete cattolico, quel che la Chiesa pensa e insegna in proposito. Il Catechismo della Chiesa cattolica \u00e8 molto chiaro al riguardo, nei tre paragrafi che se ne occupano:<\/p>\n<p><em>2357<\/em> &#8211;\u00a0<em>L&#8217;omosessualit\u00e0 designa le relazioni tra uomini o donne che provano un&#8217;attrazione sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Su manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni (cf Gn 19, 1-29; Rm 1, 24-27; 1 Cor 6,9-10; 1 Tim 1,10), la Tradizione ha sempre dichiarato che &quot;gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati&quot; (Sacra Congregazione perla Dottrina della Fede, Dich. &quot;Persona humana&quot;, 8; AAS 68 ([1976] 85). Sono contrari alla legge naturale. Precludono all&#8217;atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarit\u00e0 affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.<\/em><\/p>\n<p><em>2358 &#8211; Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perci\u00f2 devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviter\u00e0 ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volont\u00e0 di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficolt\u00e0 che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.<\/em><\/p>\n<p><em>2359 &#8211; Le persone omosessuali sono chiamate alla castit\u00e0. Attraverso le virt\u00f9 della padronanza di s\u00e9, educatrici della libert\u00e0 interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un&#8217;amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente, e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.<\/em><\/p>\n<p>E se il catechismo non basta, c&#8217;\u00e8 pure il Nuovo Testamento; san Paolo, nella <em>Lettera ai Romani<\/em>, \u00e8 ancora pi\u00f9 esplicito (1, 18-32):<\/p>\n<p><em>In realt\u00e0 l&#8217;ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empiet\u00e0 e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verit\u00e0 nell&#8217;ingiustizia,\u00a0poich\u00e9 ci\u00f2 che di Dio si pu\u00f2 conoscere \u00e8 loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato.\u00a0Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l&#8217;intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinit\u00e0;\u00a0essi sono dunque inescusabili, perch\u00e9, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria n\u00e9 gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si \u00e8 ottenebrata la loro mente ottusa.\u00a0Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti\u00a0e hanno cambiato la gloria dell&#8217;incorruttibile Dio con l&#8217;immagine e la figura dell&#8217;uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Perci\u00f2 Dio li ha abbandonati all&#8217;impurit\u00e0 secondo i desideri del loro cuore, s\u00ec da disonorare fra di loro i propri corpi,\u00a0poich\u00e9 essi hanno cambiato la verit\u00e0 di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che \u00e8 benedetto nei secoli. Amen.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura.\u00a0Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo cos\u00ec in se stessi la punizione che s&#8217;addiceva al loro traviamento.\u00a0E poich\u00e9 hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in bal\u00eca d&#8217;una intelligenza depravata, sicch\u00e9 commettono ci\u00f2 che \u00e8 indegno,\u00a0colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagit\u00e0, di cupidigia, di malizia; pieni d&#8217;invidia, di omicidio, di rivalit\u00e0, di frodi, di malignit\u00e0; diffamatori,\u00a0maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori,\u00a0insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia.\u00a0E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cio\u00e8 gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa<\/em>.<\/p>\n<p>Poi sempre san Paolo, sintetizzando al massimo, nella <em>Prima lettera ai Corinzi<\/em> (6, 9-10):<\/p>\n<p><em>O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: n\u00e9 immorali, n\u00e9 idolatri, n\u00e9 adulteri,\u00a0n\u00e9 effeminati, n\u00e9 sodomiti, n\u00e9 ladri, n\u00e9 avari, n\u00e9 ubriaconi, n\u00e9 maldicenti, n\u00e9 rapaci erediteranno il regno di Dio.<\/em><\/p>\n<p>E se il Nuovo Testamento non basta, ecco i santi, a cominciare da san Bernardino da Siena (<em>Predica XXXIX<\/em> delle &quot;volgari&quot;):<\/p>\n<p><em>I delitti che vanno contro natura, ad esempio quelli compiuti dai sodomiti, devono esser\u00a0condannati e puniti ovunque e sempre. Quand&#8217;anche tutti gli uomini li commettessero\u00a0verrebbero tutti coinvolti nella stessa condanna divina: Dio infatti non ha creato gli uomini\u00a0perch\u00e9 commettessero un tale abuso di loro stessi. Quando, mossi da una perversa passione, si\u00a0profana la natura stessa che Dio ha creato, \u00e8 la stessa unione che deve esistere fra Dio e noi a\u00a0venire violata.<\/em><\/p>\n<p>E santa Caterina da Siena (<em>Dialogo della divina Provvidenza<\/em>, cap. 124):<\/p>\n<p><em>Come dice la Sacra Scrittura, i sodomiti erano pessima gente e fin troppo peccatori. San\u00a0Pietro e san Paolo condannano questo nefasto e turpe peccato. Difatti la Scrittura denuncia\u00a0l&#8217;enormit\u00e0 di una tale sconcezza con queste parole: &#8216;Lo scandalo dei sodomiti e dei gomorrani\u00a0si \u00e8 moltiplicato e il loro peccato si \u00e8 troppo aggravato&#8217;. Pertanto gli angeli dissero al giusto\u00a0Loth, che aborriva massimamente le turpitudini dei sodomiti: &#8216;Abbandoniamo questa citt\u00e0, etc.\u00a0&#8216; (&#8230;) La Sacra Scrittura non tace le cause che spinsero i sodomiti a questo gravissimo peccato e che possono spingere anche altri. Leggiamo infatti nel libro di Ezechiele: &#8216;Questa fu\u00a0l&#8217;iniquit\u00e0 di Sodoma: la superbia, la saziet\u00e0 di cibo ed abbondanza di beni, e l&#8217;ozio loro e delle\u00a0loro figlie; non aiutarono il povero e il bisognoso, ma insuperbirono e fecero ci\u00f2 che \u00e8\u00a0abominevole al mio cospetto; per questo Io la distrussi&#8217; (Ez. 16, 49-50). Di questa turpitudine\u00a0mai abbastanza esecrata sono schiavi coloro che non si vergognano di violare la legge divina e\u00a0naturale.<\/em><\/p>\n<p>E sant&#8217;Antonio da Padova (<em>Sermoni<\/em>, parte prima):<\/p>\n<p><em>Il senso della sessualit\u00e0 \u00e8 condurre l&#8217;uomo e la donna l&#8217;uno all&#8217;altra e con ci\u00f2 assicurare all&#8217;umanit\u00e0 progenie, bambini, futuro(&#8230;) Tutto il resto \u00e8 contro il senso pi\u00f9 profondo della sessualit\u00e0.. Ed a questo dobbiamo restare fedeli, anche se al nostro tempo non piace. Si tratta\u00a0della profonda verit\u00e0 di ci\u00f2 che la sessualit\u00e0 significa nella struttura dell&#8217;essere umano. Se\u00a0qualcuno presenta delle tendenze omosessuali profondamente radicate&#8230; allora questa \u00e8 per lui\u00a0una grande prova, cos\u00ec come una persona pu\u00f2 dovere sopportare altre prove. Ma non per questo l&#8217;omosessualit\u00e0 diviene moralmente giusta, bens\u00ec rimane qualcosa che \u00e8 contro la natura\u00a0di quello che Dio ha originariamente voluto<\/em>.<\/p>\n<p>Ma Ges\u00f9 Cristo, obiettano i neoteologi alla James Martin e i neopreti alla Hermes Luppi, non ha mai condannato la pratica omosessuale. Falso. Non ha forse detto (<em>Luca<\/em>, 10, 12): <em>Io vi dico che in quel giorno Sodoma sar\u00e0 trattata meno duramente di quella<\/em> citt\u00e0? Il che vuol dire che i sodomiti vanno comunque all&#8217;inferno. E inoltre ha detto (<em>Marco<\/em>, 9, 43-48):<\/p>\n<p><em>Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: \u00e8 meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: \u00e8 meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna. Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: \u00e8 meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna,\u00a0dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ma a preti come Hermes Luppi non importa quel che dice il Magistero, n\u00e9 quel che dice la Scrittura, e neppure quel che dicono i Santi: ci\u00f2 che \u00e8 giusto e buono e lecito davanti a Dio, lo decidono loro. Tale, infatti, \u00e8 la radice della loro eresia (perch\u00e9 affermare pubblicamente, con parole e con opere, il contrario di ci\u00f2 che la Chiesa afferma, \u00e8, se le parole hanno ancora un senso, e se si parla con lingua dritta e non con lingua biforcuta, una eresia): la superbia, l&#8217;antichissima e maledetta superbia intellettuale, per cui essi non possono rassegnarsi a credere e obbedire, ma pretendono di riscrivere il Vangelo e di rifare la Chiesa secondo le loro convinzioni ideologiche. E se a preti come lui non importa che venga dato scandalo alle anime, e proprio dentro la chiesa; e se vescovi come quello di Pisa preferiscono tacere, e lavarsi le mani come Ponzio Pilato, certo non si pu\u00f2 pretendere che un maggiore rispetto e una maggiore sensibilit\u00e0 verso i fedeli ce l&#8217;abbiano gli organizzatori di una mostra profana (ma, a proposito: che storia \u00e8 questa, di utilizzare l&#8217;interno delle chiese e per esporre delle opere profane?) o gli artisti che quelle opere espongono. Per\u00f2 quando Giannelli dice <em>quello che faccio con il mio lavoro \u00e8 provocazione. Ma non in senso scioccante, voglio che il termine rimanga nei termini semantici: voglio provocare una reazione, un dialogo. E in questo caso c&#8217;\u00e8 stato, in qualche modo c&#8217;\u00e8 stata una reazione a una provocazione. Quello che volevo rappresentare era l&#8217;essenza di un bacio, di un amore, poco importa se si tratta di due uomini<\/em>, non si pu\u00f2 non cogliere in lui, che dice di avercela con gli ipocriti, una forte componente d&#8217;ipocrisia: provocazione e dialogo sono due cose ben diverse, per non dire opposte e inconciliabili: o si dialoga o si provoca. Se si provoca, non si dialoga: si offendono i sentimenti dell&#8217;altro, le sue convinzioni, e nient&#8217;altro. Nel caso dei cattolici, non si dialoga con loro andandoli a provocare nella casa di Dio. Non solo \u00e8 di pessimo gusto, \u00e8 anche blasfemo e, perci\u00f2 spacciare una simile provocazione per una forma di dialogo \u00e8 palesemente una contraddizione.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 dai tempi del Concilio che una parola truffaldina, una parola furbesca, una parola scelta apposta per ingannare l&#8217;interlocutore in buona fede, si \u00e8 insinuata nel<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[92],"class_list":["post-24857","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24857","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24857"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24857\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24857"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24857"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24857"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}